MILANO – Un passaggio tecnico obbligato per aprire ufficialmente la fase congressuale, ma al tempo stesso una mossa strategica per riorganizzare il partito in vista delle sfide future. Matteo Salvini ha rassegnato le dimissioni da segretario della Lega, contestualmente alle dimissioni dei tre vicesegretari (Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani). La decisione, formalizzata al termine del Consiglio federale di via Bellerio, rappresenta lo snodo necessario da regolamento per consentire al leader di ripresentarsi candidato all’assise elettiva straordinaria, in programma a Milano il 24 e 25 ottobre.
In attesa del voto congressuale, la gestione amministrativa del Carroccio è stata affidata al tesoriere Alberto Di Rubba in qualità di vicesegretario vicario, mentre la presidenza dei lavori del Congresso dell’Allianz MiCo sarà guidata dal Presidente della Camera, Lorenzo Fontana.
Riorganizzazione interna e nuovo simbolo
Tra le novità annunciate spiccano la creazione di una nuova segreteria politica e un restyling dell’emblema di partito. L’obiettivo dichiarato da Salvini è quello di collegializzare la gestione direttiva – condividendo “onori e oneri” con le diverse componenti interne – e al contempo rinnovare l’immagine del movimento:
“Aggiorneremo il simbolo perché il mondo cambia e la Lega corre: siamo orgogliosi delle nostre radici e del nostro passato, ma viviamo nel presente e prepariamo il futuro”, ha evidenziato il leader uscente, mantenendo per ora il riserbo sull’eventuale conferma del riferimento nominativo sulla scheda.
Verso un confronto palese
L’appuntamento di Milano sarà anche l’occasione per misurare la tenuta dell’unità interna dopo i recenti dibattiti con la base e l’ala più tradizionalista. Salvini ha confermato che le votazioni e l’approvazione delle mozioni avverranno con voto palese, ribadendo la linea dell’apertura al confronto democratico: “C’è bisogno di una Lega presente, unita, reattiva, di lotta e di governo, leale ma non seconda a nessuno”.

