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Maenza. Evolvere Insieme trasforma una presentazione in un dialogo che conquista il pubblico

Oltre un’ora di confronto al Castello Baronale senza che nessuno guardasse l’orologio. Il libro di Manuela Pagliaroli apre un dibattito su genitorialità, relazioni e conflitti, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza che va ben oltre la classica presentazione editoriale.

C’è un dettaglio che racconta meglio di ogni altro la serata dedicata a Evolvere Insieme – La guida completa alla Leadership Genitoriale Consapevole. Al Castello Baronale la presentazione è andata ben oltre l’ora prevista, ma nessuno sembrava accorgersi del tempo che passava. Nessuno ha lasciato la sala. Al contrario, il pubblico ha scelto di intervenire, raccontare esperienze personali, porre domande e trasformare l’incontro con l’autrice Manuela Pagliaroli in un confronto autentico sul significato dell’essere genitori, figli e persone.

Dopo il lancio pubblicato nei giorni scorsi dal Giornale del Lazio, la serata ha mostrato il volto più autentico del progetto editoriale di Pagliaroli. Il libro è rimasto il centro del dialogo, ma non il suo limite. Ogni pagina è diventata occasione per affrontare temi che riguardano la quotidianità di molte famiglie: la leadership educativa, il conflitto, l’adolescenza, il peso dei social network, la separazione, l’ansia e la necessità di costruire relazioni fondate sull’ascolto.

L’iniziativa, ospitata nello storico Castello Baronale, è stata sostenuta dal Comune di Maenza, guidato dal sindaco avv. Loreto Polidoro, e organizzata dalla Pro Loco Maenza APS, presieduta da Carlo Pietrocini, che ha curato l’accoglienza trasformando la presentazione in un momento di partecipazione collettiva.

A dialogare con l’autrice è stato Dino Tropea, redattore del Giornale del Lazio, narratore di storie e curatore letterario, che ha scelto di impostare l’incontro come una conversazione aperta, alternando domande, esperienze personali e riflessioni capaci di coinvolgere il pubblico senza mai trasformare il confronto in una semplice intervista.

Sin dalle prime battute, Manuela Pagliaroli ha spiegato il significato del titolo del libro. La leadership, ha raccontato, non coincide con il comando o con l’autorità, ma con la capacità di diventare esempio. Da qui il passaggio verso un concetto ancora più profondo, quello della risonanza, sintetizzato in una frase che ha accompagnato l’intera serata: «Io sono qui per te e ti amo a prescindere».

Per l’autrice, il compito del genitore non consiste nel plasmare i figli secondo le proprie aspettative, ma nel riconoscerne l’unicità. «I figli non sono nostri», ha ricordato più volte, spiegando che ogni bambino rappresenta un’esperienza irripetibile e che non esistono modelli educativi validi per tutti.

«Non c’è una ricetta per essere bravi genitori. C’è la possibilità di lavorare su noi stessi». È una delle riflessioni che meglio sintetizza il pensiero di Manuela Pagliaroli e il filo conduttore di Evolvere Insieme: la genitorialità non come ricerca della perfezione, ma come cammino di consapevolezza e crescita condivisa.

Il confronto si è poi spostato su uno dei temi più sentiti della serata: il conflitto. Lontana da una visione esclusivamente negativa, l’autrice ha proposto una lettura diversa.

«Il conflitto è una benedizione quando sappiamo metterlo dentro un contenitore», ha spiegato, ricordando come ogni difficoltà possa trasformarsi in un’opportunità di crescita se affrontata con gli strumenti giusti.

Particolarmente intenso il dialogo dedicato alla separazione e alla cogenitorialità, anche grazie alle domande di Tropea, che ha condiviso parte della propria esperienza personale come padre separato. Da quel confronto è nato un approfondimento sul ruolo del padre nell’adolescenza, sulla necessità di proteggere i figli dai conflitti tra gli adulti e sull’importanza di continuare a essere genitori anche quando termina il rapporto di coppia. Una riflessione che ha coinvolto profondamente il pubblico.

Uno dei momenti più significativi è arrivato quando l’artista inciditrice Valentina Rapone ha dato voce ad alcuni brani del libro. La lettura del passaggio dedicato al tempo trascorso con i figli ha catturato l’attenzione della sala:

«Ogni figlio rimane piccolo solo per un breve periodo… Approfitta di questo tempo per stare insieme, giocare con loro e creare un legame profondo».

Le parole hanno aperto un confronto spontaneo tra l’autrice e il moderatore sul valore della presenza. Tropea ha ricordato i pomeriggi trascorsi con la figlia costruendo castelli di sabbia e giocando sulla spiaggia, chiedendosi perché quei ricordi sembrassero svaniti durante l’adolescenza. La risposta di Pagliaroli ha riportato l’attenzione sui meccanismi emotivi che accompagnano la crescita dei figli e sul peso che i conflitti familiari possono avere nella costruzione della memoria e delle relazioni.

La partecipazione del pubblico ha rappresentato uno degli elementi più originali della serata. Un padre separato ha osservato come il libro sembri rivolgersi non soltanto ai genitori, ma a chiunque desideri migliorare il proprio modo di stare nelle relazioni. Un’intuizione che la stessa autrice ha accolto con convinzione, spiegando che Evolvere Insieme è il primo capitolo di un progetto più ampio dedicato alla crescita dell’essere umano.

Nel corso dell’incontro è emerso spontaneamente anche un parallelo con Lasciato Indietro, il romanzo di Dino Tropea. Due opere differenti per linguaggio e struttura, ma unite da uno stesso interrogativo: come costruire relazioni migliori. Se il romanzo racconta le conseguenze del dolore, delle incomprensioni e dei conflitti familiari, il libro di Pagliaroli propone strumenti per prevenirli o affrontarli con maggiore consapevolezza.

A rendere ancora più intensa la conclusione è stata la dedica che Valentina Rapone ha scritto e letto per Manuela Pagliaroli, un testo che ha unito arte e letteratura attraverso la metafora dell’incisione.

«Il vetro e la carta hanno una cosa in comune: se trattati con coraggio diventano eterni», ha concluso l’artista, suscitando la commozione dell’autrice e un lungo applauso della sala.

Le emozioni della serata sono proseguite anche dopo l’incontro. Nel suo messaggio pubblicato sui social, Tropea ha colto il filo che lega il proprio romanzo al volume di Pagliaroli:

«Lasciato Indietro racconta le conseguenze del dolore. Evolvere Insieme offre una strada perché quelle ferite possano essere prevenute».

Valentina Rapone ha ringraziato per «aver dato voce al libro con passione e profondità», mentre Manuela Pagliaroli ha scritto che «il tempo condiviso oggi ha dato spazio a riflessioni, emozioni e stimoli di grande profondità», definendo il dialogo «l’inizio di nuove possibilità e amicizia».

La serata si è conclusa con il firmacopie e con un momento conviviale organizzato dalla Pro Loco Maenza APS, che ha accolto ospiti e partecipanti con un aperitivo e una torta dedicata proprio a Evolvere Insieme. Un gesto semplice, ma capace di raccontare il senso più autentico dell’iniziativa: la cultura non finisce quando si chiude un libro o si spengono i microfoni. Continua nelle persone che scelgono di fermarsi, parlare, conoscersi e costruire relazioni.

Ed è forse questa l’immagine che Maenza consegna al territorio: una comunità che continua a credere che l’arte, i libri e il dialogo possano ancora essere strumenti per crescere insieme.

Dino Tropea
Dino Tropeahttps://dinotropea.it
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, mescola narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza non sono parole da copertina, ma esperienze vissute e poi restituite sulla pagina con sincerità. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all’arte e all’impegno sociale, portando al centro voci spesso lasciate ai margini. Oggi quella stessa attenzione continua nei suoi scritti e nelle collaborazioni culturali, con uno sguardo sempre rivolto a chi cerca un nuovo inizio.

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