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Roma – La FAST Confsal propone certificazioni indipendenti per rafforzare la sicurezza sul lavoro

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La riforma del decreto legislativo 231, approvata dal Consiglio dei ministri il 4 agosto e ora all’esame del Parlamento, introduce modifiche rilevanti sulla responsabilità delle imprese nei casi di reati in materia di sicurezza sul lavoro. Pur rappresentando una semplificazione attesa, il provvedimento rischia di ridurre gli oneri per le aziende senza garantire maggiori tutele ai lavoratori. La FAST Confsal evidenzia in particolare la criticità legata al sistema delle certificazioni ISO, che la riforma valorizza come elemento esimente per le imprese. Tali certificazioni, oggi, sono rilasciate da agenzie private scelte e pagate direttamente dalle aziende, generando un legame che può indebolire l’indipendenza delle valutazioni e favorire conformità solo formali.

Per questo, il sindacato propone che le certificazioni in materia di sicurezza, ambiente e organizzazione del lavoro vengano commissionate e finanziate da enti pubblici terzi – INAIL, Ministero dell’Ambiente, Ministero del Lavoro – utilizzando risorse già versate dalle imprese attraverso i contributi ordinari. Un modello analogo a quello della formazione finanziata, che garantirebbe verifiche realmente indipendenti e certificazioni credibili. La FAST Confsal chiede, inoltre, che il Parlamento renda esplicita la permanenza nel catalogo dei reati 231 dell’omicidio colposo e delle lesioni colpose aggravate da violazione delle norme antinfortunistiche, evitando che la futura delega governativa possa ridimensionare la tutela penale dei lavoratori.

Il sindacato dei trasporti, impegnato quotidianamente in settori ad alto rischio, sostiene una riforma che produca sicurezza reale e non solo sicurezza certificata.

Pietro Serbassi, Segretario generale FAST Confsal