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L’Aquila. “Frammenti di donne”, il debutto al Ridotto

Il 24 ottobre, a ingresso libero, il testo pluripremiato di Emanuela Mari, diretto da Lorenzo Lenzi, porta sul palcoscenico storie femminili del passato e una riflessione sulla responsabilità individuale e sul rapporto tra donne e uomini.

“Frammenti di donne – scorci dal passato per la donna del futuro” debutta sabato 24 ottobre 2026, alle ore 21, al Teatro Ridotto dell’Aquila, in piazza del Teatro 1. Lo spettacolo, scritto da Emanuela Mari, con la regia di Lorenzo Lenzi e il patrocinio del Comune dell’Aquila, alterna monologhi e musica dal vivo. L’ingresso è libero. Al centro del lavoro, alcune donne celebri delle epoche passate: le loro personalità, ciò che hanno saputo affermare e quanto della loro esperienza è stato frainteso o piegato alle esigenze del racconto storico.

«La magia è quasi compiuta», annuncia Mari nell’invito al debutto. Dietro l’attesa della prima c’è un progetto che l’autrice lega al desiderio di «auspicare la rinascita di una nuova donna, finalmente e orgogliosamente leader di intelligenza al femminile». Il riferimento alla rinascita accompagna anche la scelta dell’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, città nella quale Mari riconosce il valore simbolico di una ricostruzione che riguarda luoghi e persone.

La drammaturgia parte dalla distanza tra le donne vissute e le immagini consegnate alla memoria collettiva.

Nella presentazione dell’opera, il pensiero dell’autrice si concentra sulle protagoniste «non comprese o, addirittura, strumentalizzate ad uso e consumo di un certo tipo di storia da tramandare».

I monologhi ne accostano i risultati e le fragilità, invitando a riconsiderare quanto sappiamo di loro. Il passato viene interrogato per ciò che può ancora dire sull’identità femminile e sulla possibilità di esprimerla senza dipendere da un ruolo già assegnato.

A interpretare le voci delle protagoniste saranno Emanuela Mari, Noemi Giangrande e Livia Bertè. Accanto a loro, Domenico Surace vestirà i panni di un Saggio fuori dal tempo, chiamato a raccogliere i fili dei racconti e a metterne in evidenza i punti di forza. La presenza di questa figura maschile risponde alla prospettiva scelta dall’autrice: il rapporto tra donne e uomini viene affrontato attraverso l’idea di complementarità, con un messaggio rivolto all’intero pubblico.

È su questo punto che Mari esprime la posizione più netta. «In un mondo in cui si coltiva in ogni campo la divisione (in questo caso tra maschile e femminile) si deve prendere coscienza che non c’è nulla da dividere né da combattere», si legge nella presentazione del suo lavoro.

A questa affermazione segue un richiamo alla responsabilità personale: «Semplicemente ognuno deve percorrere responsabilmente la propria strada per realizzare quel progetto, unico, che la vita ha scritto in lui (o in lei)». L’emancipazione, nella visione proposta dall’opera, passa dunque dalla consapevolezza di sé e dalla capacità di tradurla in scelte.

L’autrice assegna poi al femminile una responsabilità particolare, formulando un pensiero che appartiene alla sua concezione della donna e della vita:

«La donna, attraverso cui passa il mondo della vita per natura, possiede una maggiore responsabilità e deve esserne consapevole!».

È una delle affermazioni attorno alle quali si costruisce il senso dello spettacolo. Il richiamo alla generazione della vita si accompagna alla richiesta di riconoscere e assumere il proprio ruolo, dentro una riflessione che intreccia interiorità, relazioni e presenza nella società.

La parola teatrale sarà intervallata dagli interventi del soprano Daniela Barbara, accompagnata al pianoforte dal maestro Maurizio Angelozzi. La scelta delle musiche è affidata al soprano Susanna Rigacci. La formazione musicale di Mari precede e accompagna il suo lavoro d’attrice: diplomata in pianoforte al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, ha sviluppato un percorso che attraversa polifonia, canto lirico, operetta, canzone napoletana e varietà. L’incontro fra prosa e musica appartiene quindi a un’esperienza maturata attraverso lo studio e la pratica di entrambi i linguaggi.

“Frammenti di donne” arriva al debutto dopo diversi riconoscimenti letterari. Il testo ha ottenuto il terzo posto al Premio Salvatore Quasimodo di Roma e una segnalazione particolare della giuria al Premio Casentino di Poppi, in provincia di Arezzo. È stato premiato al Premio Oscar Wilde di Roma e ha conquistato il terzo posto nei concorsi Skenè di Marsala, Le Muse del sale e La biglia verde di Palermo. Completano il percorso il Premio alla cultura nell’ambito del Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica e il riconoscimento internazionale per la letteratura all’Art Festival 2026.

Alla realizzazione scenica contribuisce Fabio Miari, stilista e artigiano specializzato in sartoria e abiti storici, che firma i costumi. Gli elementi scenografici sono di L’Aquila Scena, mentre il servizio audio e luci è affidato a Teatro Service. Il progetto grafico e l’illustrazione della locandina sono di Fabiano Fedi: un volto femminile attraversato dalle fratture di uno specchio introduce visivamente il tema dei frammenti, suggerendo la ricerca di un’immagine da ricomporre.

Il 24 ottobre, al Teatro Ridotto dell’Aquila, saranno le attrici, la musica e la regia a dare corpo a queste riflessioni. Dopo il percorso nei concorsi letterari, il testo incontrerà il pubblico nella forma per la quale è stato scritto: la rappresentazione dal vivo. Sipario alle ore 21, ingresso libero.

Dino Tropea
Dino Tropeahttps://dinotropea.it
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, intreccia narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza attraversano le sue opere come esperienze vissute e restituite sulla pagina. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all'arte e all'impegno sociale, portando al centro anche voci spesso lasciate ai margini. Oggi prosegue questo percorso attraverso la scrittura e le collaborazioni culturali. Contatti professionali e Ufficio Stampa: media@dinotropea.it

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