Tra castagneti, faggete, laghi vulcanici e antichi boschi sacri, l’autunno regala uno dei volti più suggestivi dei Castelli Romani, a pochi chilometri da Roma
C’è un momento dell’anno in cui i Castelli Romani sembrano cambiare pelle. È l’autunno, quando i boschi dei Colli Albani si accendono di sfumature che vanno dal giallo all’oro, dall’arancio al rosso fino al marrone e i sentieri si trasformano in tappeti di foglie. Un fenomeno naturale che qui assume un carattere particolare, perché il foliage non è soltanto una tavolozza di colori: racconta la storia di un territorio modellato dall’antico vulcano laziale, dall’uomo e da una straordinaria varietà di specie arboree. Per vivere questa esperienza e alternare alla scoperta della natura quella della Capitale, il soggiorno può proseguire all’FH55 Grand Hotel Palatino, nel cuore del Rione Monti, una posizione ideale per rientrare a Roma dopo una giornata tra i colori e i paesaggi dei Castelli Romani e continuare a vivere l’atmosfera della città.
Il protagonista indiscusso è il castagno, oggi la forma di vegetazione più diffusa nei Castelli Romani. Ma la sua presenza non è così antica come si potrebbe pensare. I castagneti che caratterizzano il paesaggio sono infatti il risultato dell’intervento dell’uomo, che nel tempo ha favorito questa specie per ragioni alimentari e produttive, sostituendo in parte le originarie foreste miste e le faggete. Ancora oggi, tra i boschi del Parco, sopravvivono lembi della vegetazione più antica, con querce, carpini, aceri e faggi.
È proprio questa varietà a rendere particolarmente interessante l’autunno dei Castelli. A Monte Cavo, nel territorio di Rocca di Papa, resistono nuclei di faggeta, mentre sui Monti dell’Artemisio, nei pressi di Velletri, si incontrano altri lembi delle faggete che un tempo occupavano le quote più elevate dei Colli Albani. A quote inferiori, invece, sono soprattutto castagni, aceri e querce a creare il mosaico cromatico che accompagna le passeggiate autunnali.
Uno dei luoghi più suggestivi per osservare questo paesaggio è il territorio di Nemi. Qui il foliage incontra una storia antichissima: il lago, incastonato nel cratere dell’antico vulcano, era conosciuto dai Romani come uno “specchio di Diana”, in riferimento al culto della dea Diana Nemorense. Nei boschi che lo circondano si trova anche il cosiddetto Bosco Sacro, dove la vegetazione conserva caratteristiche particolari e dove il castagno lascia ancora spazio ad alcune delle specie arboree originarie dei Colli Albani.
È un paesaggio che in autunno cambia continuamente prospettiva: tra le foglie cadute e i colori delle chiome si aprono scorci sul lago, mentre nel sottobosco compare il ciclamino napoletano, con le sue delicate fioriture rosa, uno dei piccoli dettagli che rendono questa stagione particolarmente interessante anche per chi ama osservare la natura oltre il semplice panorama.
Per chi desidera unire natura e storia, una delle passeggiate più affascinanti è quella che conduce verso Monte Cavo e lungo l’antica Via Sacra. Il basolato romano attraversa il paesaggio dei Colli Albani e ricorda che questi boschi erano già frequentati nell’antichità. Dall’area di Rocca di Papa, inoltre, alcuni punti panoramici permettono di abbracciare con lo sguardo i laghi di Albano e Nemi e, nelle giornate più limpide, di arrivare fino al mare.
Il foliage diventa così parte di un itinerario più ampio, nel quale natura, archeologia e paesaggio si sovrappongono. E non è un caso che proprio in questa zona l’autunno sia legato anche alla tradizione delle castagne: a Rocca di Papa la varietà locale, la Rocchicianella, piccola e dolce, è protagonista della storica Sagra delle Castagne, che si svolge dal 1979.
Nei Castelli Romani il foliage non si guarda soltanto: si assapora. L’autunno porta nei boschi il profumo della terra umida, delle foglie e delle castagne e sulle tavole tornano ingredienti e ricette legati alla stagione. È il momento ideale per abbinare una passeggiata nel verde alla scoperta della gastronomia dei borghi, tra castagne, funghi e i vini dei Castelli.
Anche questo fa parte della particolarità del territorio: il paesaggio del Parco non è fatto soltanto di boschi, ma di un mosaico di vigneti, oliveti, rilievi, laghi, borghi storici e aree archeologiche. Un ambiente nato dall’incontro tra natura e attività umane che in autunno offre forse la sua immagine più intensa.
Per vivere questa esperienza senza rinunciare al comfort della città, l’FH55Grand Hotel Palatino, nel cuore del quartiere Monti, è un punto di partenza ideale per trasformare il foliage in una piccola fuga d’autunno. Dopo una giornata trascorsa tra i sentieri dei Castelli Romani, tra boschi e laghi vulcanici, si rientra a Roma per ritrovare l’atmosfera contemporanea dell’hotel e quella posizione che permette di vivere anche il centro storico della Capitale.
L’idea è quella di un soggiorno che cambia ritmo ossia dalla Roma monumentale ai paesaggi verdi dei Colli Albani, dai vicoli di Monti ai sentieri tra castagni e faggi, in un itinerario che permette di scoprire un volto meno consueto del Lazio proprio nella stagione in cui la natura dà il meglio di sé.
Perché per ammirare il foliage non sempre è necessario andare lontano. A volte basta uscire da Roma e seguire le strade che salgono verso i Castelli Romani, dove l’autunno porta con sé colori, profumi, storie antiche e un paesaggio che, per qualche settimana, sembra dipinto a mano.

