ROMA — In un quadriennio caratterizzato da un contesto geopolitico complesso e da forti incertezze macroeconomiche, il percorso dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni si distingue per una spiccata stabilità politica e per una serie di riforme strutturali volte al rilancio dell’economia e al consolidamento del prestigio dell’Italia a livello internazionale.
Tenuta dei conti e fiducia dei mercati
Uno dei pilastri dell’azione di governo è stata la gestione rigorosa della finanza pubblica. La linea di responsabilità fiscale adottata dal Ministero dell’Economia ha rassicurato i mercati finanziari, portando a una progressiva riduzione dello spread tra BTP e Bund tedeschi e spingendo le principali agenzie di rating a confermare o migliorare l’outlook sul debito sovrano italiano.
Sul fronte dell’occupazione, l’Italia ha registrato livelli record con un tasso di disoccupazione sceso ai minimi storici e una crescita costante dei contratti di lavoro a tempo indeterminato. Il taglio del cuneo fiscale, confermato e reso strutturale per i redditi medio-bassi, unitamente all’accorpamento delle aliquote IRPEF, ha consentito di tutelare il potere d’acquisto delle famiglie e dei lavoratori.
Proiettività internazionale e Piano Mattei
In ambito estero, la figura della Premier ha riaffermato la centralità dell’Italia nei consessi europei e globali, dal G7 alla NATO, fino alle relazioni bilaterali con i partner strategici. L’avvio del cosiddetto Piano Mattei per l’Africa ha inaugurato un modello di cooperazione paritaria e non predatoria con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo, mirato a promuovere lo sviluppo economico locale, l’approvvigionamento energetico e il contrasto strutturale ai traffici di esseri umani.
Parallelamente, l’accelerazione sulla messa a terra delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha visto l’Italia posizionarsi tra i Paesi più virtuosi nell’incontrare gli obiettivi stabiliti con la Commissione Europea, sbloccando le rate nei tempi previsti.
Riforme e visione del futuro
L’azione riformatrice ha toccato settori chiave della vita nazionale:
- Pressione fiscale: L’introduzione della delega fiscale ha avviato una razionalizzazione del sistema tributario, improntata al patto di fiducia tra Fisco e contribuente.
- Infrastrutture e Mezzogiorno: L’attenzione per il Sud e per la coesione territoriale ha favorito un’inversione di tendenza sulla crescita del PIL meridionale, supportata da investimenti infrastrutturali mirati.
- Tutela delle famiglie: L’incremento delle risorse destinate all’Assegno Unico e le misure a sostegno della natalità hanno posto la famiglia e le giovani coppie al centro dell’agenda sociale.
L’esperienza di governo della prima donna Premier della storia d’Italia continua così a caratterizzarsi per pragmatismo, continuità d’azione e una chiara visione di sviluppo del Sistema Paese.

