Un oggetto quotidiano che, moltiplicandosi e intrecciandosi con altri, dà vita a una nuova struttura. Un’immagine che cambia attraverso il gesto di chi la osserva, trasformandosi in qualcosa di sempre diverso. Due modi differenti di interpretare la trasformazione, un’unica riflessione sulla capacità delle relazioni di generare nuove forme, significati e possibilità. Sono SpiderWALL di Francesca Pasquali e MIXERPIECE di Giuseppe Ragazzini le opere protagoniste dello spazio Var Digital Art (VDA) alla nuova edizione di ZING – Zone of Innovation & Growth, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati all’innovazione, in programma Il 22 e 23 ottobre 2026 al palacongressi di Rimini.
Un’arte che dalla materia arriva all’interazione, attraversando linguaggi e strumenti differenti, e che nell’incontro tra sensibilità umana e innovazione trova nuove possibilità espressive. In occasione di ZING 2026, il corner dedicato all’arte diventa uno spazio di incontro nel quale l’arte contemporanea offre una chiave di lettura delle trasformazioni del presente attraverso due ricerche artistiche che, pur muovendosi su piani espressivi diversi, condividono la capacità di agire sull’esistente per immaginare ciò che ancora non c’è. Da una parte la materia, che attraverso la moltiplicazione e l’aggregazione di elementi semplici acquista nuove forme e significati; dall’altra l’immagine digitale, che si apre all’intervento del pubblico e diventa un processo creativo in continua evoluzione.
Un dialogo che si inserisce nella visione di SYMBIONOMY, il tema guida della ZING Experience 2026, fondato sulla capacità di trasformare le differenze e le polarità in opportunità di innovazione e crescita. Non si tratta di scegliere tra forze apparentemente contrapposte, ma di metterle in relazione, valorizzandone le specificità e generando nuove possibilità attraverso la loro interazione. Un principio che trova nell’arte contemporanea un terreno privilegiato di sperimentazione, dove materia e tecnologia, individualità e collettività, intuizione e processo creativo possono incontrarsi e dare origine a esiti inattesi.
È in questa prospettiva che si inserisce la partecipazione di Var Digital Art, proseguendo il percorso di ricerca, sperimentazione e valorizzazione dell’arte digitale avviato nel 2018 all’interno di Var Group. Un progetto che indaga gli scenari dell’innovazione tecnologica attraverso i linguaggi dell’arte, promuovendo un dialogo costante tra artisti, nuove tecnologie e mondo dell’impresa. Un confronto nel quale l’arte non si limita a utilizzare gli strumenti dell’innovazione, ma li interpreta, li reinventa e ne esplora le implicazioni culturali e sociali.
Francesca Pasquali (Bologna, 1980) porta a ZING SpiderWALL (2026), un’installazione site-specific che nasce dalla trasformazione di un oggetto comune: il semplice utensile domestico utilizzato per rimuovere le ragnatele. Assemblati e moltiplicati, questi elementi danno origine a una struttura complessa, colorata ed espansiva, capace di abitare e ridefinire lo spazio attraverso una presenza scultorea di forte impatto visivo. La ricerca dell’artista, da sempre concentrata sul rapporto tra natura e artificio, organico e inorganico, trasforma così un materiale industriale e quotidiano in un organismo visivo che sembra crescere e propagarsi, evocando le strutture e i processi del mondo naturale. In SpiderWALL, ogni elemento mantiene la propria identità, ma acquista una nuova forza nella relazione con gli altri: una riflessione sulla capacità dell’incontro e della condivisione di produrre nuove energie, nuovi equilibri e nuove possibilità.
Dalla trasformazione della materia a quella dell’immagine, Giuseppe Ragazzini (Londra, 1978) presenta MIXERPIECE, applicazione creativa e interattiva ideata nel 2018, premiata a livello internazionale con il Parents’ Choice Award e una menzione d’onore ai Webby Awards 2019. Al confine tra pittura, animazione e sperimentazione digitale, l’opera invita il pubblico a intervenire direttamente su immagini e frammenti visivi tratti dalla storia dell’arte, combinandoli, sovrapponendoli e rielaborandoli per dare vita a composizioni sempre nuove. Un flusso continuo di metamorfosi nel quale il pubblico modifica ciò che esiste e apre a risultati inattesi; un’opera in cui l’interazione diventa il motore della trasformazione e la tecnologia uno strumento attraverso il quale la creatività individuale può esprimersi, confrontarsi con il patrimonio artistico e generare nuove visioni.
Due opere, dunque, che raccontano due differenti vocazioni dell’arte contemporanea nel suo rapporto con il digitale e la struttura organizzativa dell’impresa: la capacità di trasformare la materia attraverso la relazione tra gli elementi e quella di trasformare l’immagine attraverso la partecipazione attiva delle persone. Due linguaggi che, nel corner VDA, si incontrano per restituire una visione dell’innovazione come processo aperto, condiviso e in continua evoluzione.
«L’innovazione non parla solo il linguaggio della tecnologia. Parla anche quello dell’arte. Quando pensiamo all’innovazione, immaginiamo spesso processi, piattaforme e intelligenza artificiale. Ma trasformare il modo in cui un’organizzazione pensa e agisce richiede anche la capacità di immaginare alternative, mettere in discussione ciò che diamo per scontato e aprirsi a nuove prospettive. L’arte può contribuire proprio a questo.», commenta Alessandro Tiezzi, Head of Var Digital Art.
«Le opere di Francesca Pasquali e Giuseppe Ragazzini ci mostrano due esperienze che interpretano il valore della connessione, della partecipazione e della trasformazione, principi che ritroviamo nel modello organizzativo di Var Group o Open Platform Organization, dove competenze, persone e tecnologie si incontrano per generare innovazione e valore condiviso.», commenta Davide Sarchioni, direttore artistico di Var Digital Art.
La presenza a ZING 2026 rappresenta così un ulteriore capitolo del percorso attraverso il quale Var Digital Art contribuisce a promuovere il riconoscimento dell’arte quale strumento capace di raccontare il mondo dell’impresa attraverso regole e modalità espressive proprie, ma anche di far dialogare l’arte digitale con pratiche artistiche legate alla materia e alla forma.
ZING – Zone of Innovation & Growth 22–23 ottobre 2026
Palacongressi di Rimini, Via della Fiera, 23, 47923 Rimini RN

