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Fiumicino, Cadenze Letterarie®: «L’altra luna» di Vincenzo Aruta tra identità, coraggio e storie di vita

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Vincenzo Aruta durante Cadenze Letterarie a Fiumicino per la presentazione del romanzo L’altra luna

All’Orto Stiloso di Fiumicino, Cadenze Letterarie® intreccia letteratura, pittura e psicologia attorno al romanzo di Vincenzo Aruta. La testimonianza su Giò Stajano e il confronto con il pubblico trasformano la serata in una riflessione sull’identità, sul coraggio e sulla forza delle parole e delle immagini.

Una parola può cambiare significato a seconda di chi la pronuncia, di chi la ascolta e della storia che porta con sé. Un quadro può apparire oscuro a qualcuno e raccontare, agli occhi di un altro, un cammino verso la luce. È accaduto giovedì 5 novembre all’Orto Stiloso di Fiumicino, durante la presentazione di «L’altra luna. Il coraggio del diverso» di Vincenzo Aruta, protagonista del nuovo appuntamento di Cadenze Letterarie®.

La rassegna, ideata e condotta da Dino Tropea, ha trasformato ancora una volta un incontro letterario in un’esperienza collettiva, attraverso letture interpretative, pittura, psicologia, testimonianze e partecipazione del pubblico.

Dino Tropea, Salvatore Fazio e Vincenzo Aruta durante lo scambio di doni tra l’artista e l’autore.

Il romanzo, pubblicato da Giovane Holden Edizioni, racconta la storia di Pietro Sangermano, professore la cui esistenza viene improvvisamente attraversata da una lettera proveniente dal Marocco. A scrivergli è Sanda Camar, che Pietro aveva conosciuto anni prima come Andrea, un suo allievo. Da quella lettera prende avvio un viaggio geografico e interiore, nel quale il protagonista si confronta con la propria identità, i sentimenti inespressi e gli equilibri di una vita apparentemente consolidata.

Un racconto che affronta il bisogno di riconoscersi e di essere riconosciuti, senza nascondere le difficoltà che ogni cambiamento può comportare nelle relazioni umane.

Vincenzo Aruta, salernitano, autore di poesie e romanzi, ha ricordato quanto fosse complesso affrontare pubblicamente questi argomenti in un’Italia ancora segnata da forti pregiudizi.

«Erano cose molto, ma molto difficili da capire, da valutare, da apprezzare», ha osservato, ricordando atteggiamenti di ostilità verso chi manifestava apertamente la propria diversità.

La voce dell’attrice Francesca Stajano Briganti ha accompagnato il pubblico attraverso tre letture artistiche: «Perché parla di sé al femminile?», «Devo andare!» e «Per favore, non andare». La scoperta dell’identità di Sanda, il conflitto interiore di Pietro e il dolore della moglie Fenice hanno preso forma attraverso interpretazioni capaci di restituire la fragilità dei personaggi.

L’attrice Francesca Stajano Briganti interpreta le letture estratte dall’latra luna.

Particolarmente suggestiva la ripetizione di «Devo andare», l’imperativo che accompagna Pietro verso una decisione ormai inevitabile. Di segno diverso la supplica di Fenice, «Per favore, non andare», nella quale convivono amore, paura e impotenza.

Ma proprio Francesca ha regalato alla serata una delle testimonianze più sorprendenti, raccontando la storia di Giò Stajano, sua zia, figura anticonformista della cultura e della mondanità italiana del Novecento.

«Nella nostra famiglia è nata una meravigliosa pecora nera», ha esordito, ripercorrendo una vita vissuta sfidando le convenzioni sociali.

Nata nel 1931, Giò Stajano frequentò gli ambienti artistici e intellettuali della Roma della Dolce Vita, conoscendo personalità come Novella Parigini e Pier Paolo Pasolini. Scrittrice e protagonista delle cronache dell’epoca, affrontò apertamente la propria identità, sottoponendosi negli anni Ottanta a un intervento di transizione di genere a Casablanca. Negli anni successivi intraprese anche un percorso spirituale che la condusse presso una comunità religiosa.

Francesca ne ha ricordato il coraggio, le difficoltà affrontate e la dimensione più intima di una ricerca durata tutta la vita.

«Il libro di Vincenzo parla proprio di questo, cioè è una ricerca di autenticità, è una ricerca di essere se stessi», ha spiegato, collegando la vicenda familiare ai personaggi di Aruta.

Una testimonianza che ha portato la letteratura fuori dalla finzione narrativa, facendo incontrare il romanzo con una storia realmente vissuta.

Il linguaggio della pittura ha trovato spazio nell’opera realizzata appositamente dal maestro Salvatore Fazio, ispirata a «L’altra luna» e consegnata all’autore durante la serata. L’artista ha interpretato il viaggio interiore del protagonista attraverso il proprio universo surrealista, utilizzando simboli, figure e contrasti cromatici.

«Mi sono sentito di dover portare quello che io so fare», ha raccontato Fazio, spiegando il desiderio di contribuire con la pittura al percorso culturale condiviso.

L’artista ha presentato anche altre opere dedicate agli animali e alla natura, come omaggio ai temi del concorso letterario «La penna di Noè».

La riflessione psicologica è stata affidata alla dottoressa Sonia Buscemi, che ha scelto una parola per sintetizzare il significato del romanzo: «Attraversamento».

Dott.ssa Sonia Buscemi

«La diversità non è mai un assoluto, è sempre una relazione», ha spiegato, invitando a riflettere sul peso dello sguardo altrui, delle aspettative sociali e del bisogno universale di essere accolti.

Buscemi ha descritto il complesso rapporto tra autenticità personale e riconoscimento sociale, ricordando quanto possa essere difficile mostrarsi per ciò che si è quando si teme di perdere l’approvazione delle persone amate.

A collegare le letture e a coinvolgere i presenti è stata Maria Grazia Imbimbo, mental coach ed europrogettista.

«Quanti di noi vivono nelle scarpe di qualcun altro?», ha domandato, richiamando quelle identità costruite talvolta per rispondere alle aspettative esterne.

Attraverso Slido, il pubblico ha risposto alla domanda «Qual è il valore di Cadenze Letterarie® che porti a casa stasera?». Tra le parole emerse, «Coraggio» ha assunto particolare rilievo, accompagnata da «Attraversamento» ed «Esplorazione umana», insieme ad accettazione, libertà, amore e consapevolezza. Un contributo collettivo che arricchisce il manifesto partecipativo della rassegna, la cui presentazione è prevista per il 17 dicembre.

Dott.ssa Maria Grazia Imbimbo

La serata ha dato spazio anche all’impegno sociale con Velia Maria Lapadula, presidente di Valore Sociale ONLUS ETS, che ha illustrato gli sviluppi del concorso letterario «La penna di Noè», dedicato al rapporto tra esseri umani e animali. Lapadula ha ricordato la proroga della scadenza al 24 gennaio e l’attenzione riservata all’autenticità degli elaborati, anche rispetto all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Velia Maria Lapadula, presidente di Valore Sociale ONLUS ETS,

Presenti inoltre Barbara Cerusico, dell’associazione Donne per la Sicurezza ODV ETS, e Christian Cicatiello, di Insieme per Parco Leonardo, a testimonianza del dialogo che la rassegna continua a sviluppare con le realtà associative del territorio.

Il prossimo appuntamento con Cadenze Letterarie® è in programma giovedì 19 novembre 2026, alle ore 19:00, sempre presso L’Orto Stiloso, in via del Faro 115 a Fiumicino, con la presentazione di «Evolvere Insieme. La guida completa alla leadership genitoriale consapevole» di Manuela Pagliaroli. Un nuovo incontro dedicato alle relazioni familiari e alla consapevolezza educativa, attraverso letteratura, psicologia e contributi artistici.

Per conoscere i prossimi appuntamenti, le iniziative e partecipare al percorso culturale, è possibile seguire le pagine social di Cadenze Letterarie® e condividere gli eventi con amici e conoscenti.

Il momento conclusivo ha offerto una dimostrazione particolarmente interessante della forza delle parole e delle immagini.

Dal pubblico è arrivata una riflessione sull’utilizzo del termine «scelta» quando si affrontano questioni legate all’orientamento sessuale e all’identità personale.

«Vi inviterei tutti quanti a non parlare di scelta, ma di realtà», è stato l’invito rivolto ai presenti.

La parola ha aperto un confronto spontaneo, nel quale sono emerse interpretazioni differenti. Per alcuni richiamava impropriamente l’idea che l’identità fosse determinata da una decisione volontaria; per altri indicava invece il momento in cui una persona trova il coraggio di manifestare apertamente ciò che sente di essere.

È stato Aruta a riportare la riflessione al cuore del romanzo, chiarendo che l’identità personale non è una scelta, mentre occorre coraggio per riconoscerla, esprimerla apertamente e vivere secondo ciò che si è:

«Per me è il coraggio di mettere fuori la propria identità».

Lo stesso scambio ha coinvolto l’opera di Fazio. Dal pubblico è arrivato l’invito a rappresentare la ricerca di sé anche attraverso immagini luminose, capaci di comunicare la liberazione dalle paure e dai condizionamenti.

A offrire un’ulteriore chiave di lettura è stata Federica Cerulli, consigliera comunale di Fiumicino, che ha invitato a considerare le ombre come parte integrante dell’esperienza umana: «Le ombre vanno riconosciute, accolte ed integrate». Nel dipinto di Fazio, Cerulli ha colto un percorso di trasformazione, un passaggio dall’oscurità verso la luce. La sua interpretazione ha arricchito il confronto, mostrando come la stessa opera possa suscitare percezioni differenti e aprire nuove prospettive di riflessione.

La stessa parola, due significati. La stessa immagine, emozioni differenti. Nessuna interpretazione ha cancellato l’altra; ciascuna ha aggiunto qualcosa al racconto iniziale.

È in questo scambio che si riconosce il valore di Cadenze Letterarie®: ascoltare un autore, lasciarsi coinvolgere da una lettura, osservare un dipinto, confrontarsi con la psicologia e scoprire che qualcuno, nella stessa sala, ha vissuto un’esperienza capace di dare un nuovo significato a ciò che abbiamo appena ascoltato.

«Lo scopo di Cadenze Letterarie è anche questo», ha ricordato Tropea durante il confronto. E ancora: «Ognuno di noi sta lasciando qualcosa a tutti gli altri».

Un concetto che racchiude lo spirito della rassegna: non ci limitiamo a presentare libri, raccontiamo storie. Storie scritte, interpretate, dipinte, cantate, vissute. Storie nelle quali il cittadino può riconoscere una domanda, un ricordo, una parte della propria esperienza.

La serata si è conclusa con i ringraziamenti ai protagonisti, al pubblico e ad Anna Maria e allo staff dell’Orto Stiloso, che continuano ad accogliere gli appuntamenti della rassegna.

E forse il risultato più interessante di un incontro come questo non è uscire con tutte le risposte, ma tornare a casa con una domanda alla quale prima non avevamo pensato, una storia da approfondire o un modo diverso di guardare qualcuno.

Per partecipare a Cadenze Letterarie® non occorre aver letto il libro, conoscere l’autore o essere esperti d’arte. Basta la curiosità di ascoltare. Il resto nasce dall’incontro.