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Covid, 23.696 nuovi contagi e 460 decessi. Tasso di positività al 6,7%

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Sono 3.620 le terapie intensive per coronavirus in Italia, 32 in più rispetto a ieri, mentre ammontano a 28.424 i ricoveri ordinari

ROMA – Sono 23.696 i nuovi casi di Covid in Italia per 349.472 test tra molecolari e antigenici, 460 i decessi. Il rapporto di positività è al 6,7% dal 5,8% di 24 ore fa. Ieri i casi erano stati 21.267 per 363.767 tamponi e 460 morti. Sono 3.620 le terapie intensive per Covid in Italia, 32 in più rispetto a ieri. Ammontano a 28.424 i ricoveri ordinari, 10 in meno nelle ultime 24 ore.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Ugo Cataluddi

Scuola, Lazio verso riapertura da lunedì: dad per le superiori

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“Personalmente aspetterei sempre e comunque dopo Pasqua, non prima”, commenta il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi

ROMA – Da quanto si apprende, nel caso in cui il Lazio dovesse tornare in zona arancione, la Regione ha stabilito che da lunedì prossimo riapriranno in presenza asili nido, materne, elementari e medie. Le scuole superiori, invece, proseguiranno l’attività in Dad.

“Con un Lazio ‘arancione‘ le scuole potrebbero riaprire da lunedì, ma personalmente aspetterei sempre e comunque dopo Pasqua, non prima”. Risponde così il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall’agenzia Dire.

DI BERARDINO: SE LAZIO IN ARANCIONE LUNEDÌ RIAPRONO FINO A MEDIE

“Qualora i dati epidemiologici facciano tornare il Lazio in zona arancione da lunedì 29 Marzo gli asili nido, le materne, le scuole elementari e le medie riapriranno con le attività in presenza. Per quanto riguarda le superiori, queste rimarranno chiuse continuando ad assicurare la didattica a distanza. La decisione riguarda le giornate antecedenti le vacanze di Pasqua, cioè il 29, 30 e 31 marzo e sarà formalizzata nelle prossime ore con un’ordinanza regionale a firma del Presidente della Regione Lazio. La scelta è stata elaborata anche a seguito di un incontro avvenuto questa mattina con tutte le organizzazioni sindacali del comparto scuola che hanno concordato con l’opportunità di continuare con la Dad al 100% fino a Pasqua per gli istituti superiori”. Così in un comunicato Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, Scuola e Formazione della Regione Lazio.

“Inoltre, a partire da lunedì 29 marzo e per tutto il mese di Aprile, la Regione Lazio consentirà agli studenti di effettuare i tamponi senza ricetta medica negli hub regionali. Con queste soluzioni crediamo di rispondere in modo adeguato alle esigenze delle famiglie e soprattutto di favorire gli studenti più piccoli, evidentemente più in difficoltà nell’apprendimento tramite computer. Fermo restando l’intenzione di tenere aperte le scuole il più possibile, nostra priorità da sempre, la chiusura degli istituti di secondo grado per le giornate antecedenti la Pasqua sono da attribuire anche a motivazioni di tipo organizzativo”, conclude Di Berardino.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Carlotta Di Santo

Il Caso Catalent, per le 29 milioni di dosi di Astrazeneca, lascia molte perplessità

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Anagni, Rufa: “Una grande beffa verso coloro che attendono il vaccino”

Dopo le 250 mila fiale assegnate all’Australia e bloccate dal Governo Draghi, in questi ultimi giorni sono balzate alla cronaca le 29 milioni di dosi di vaccino AstraZeneca contese tra l’Europa e Regno Unito, prodotte nello stabilimento Catalent di Anagni.  La Comunità Europea  sospetta che la società le tenesse nascoste per cercare di recapitarle al Regno Unito, ed ora chiede chiarezza.  Ma l’azienda è soprattutto un fiore all’occhiello del polo farmaceutico laziale (il primo in Italia per export), a cavallo tra Latina e Frosinone (con propaggini nella zona sud in provincia di Roma). L’azienda ad Anagni è arrivata a infialare 1,5 milioni di dosi al giorno e lo stabilimento ora occupa circa 800 addetti, con 150-200 assunti proprio per far fronte alle nuove commessi (di questi il 30-40% a tempo indeterminato).  Il senatore della Lega Gianfranco Rufa, ha commentato la questione come un fatto importante che va chiarito nel più breve tempo possibile. “E’ una fase importante    – ha commentato il sen. Rufa-  dove si cerca di fare più vaccini possibili ogni giorno, e due sono gli elementi base propedeutici per raggiungere l’importante obiettivo di avere più persone vaccinate possibili: gli operatori sanitari per fare i vaccini e le dosi di vaccini. Sapere che proprio in Italia, in provincia di Frosinone , c’è un’azienda che rappresenta per certo un’eccellenza a livello farmaceutico, che ha al suo 29 milioni di dosi disponibili, ma non per l’Italia, sarebbe un grandissimo paradosso ed una beffa verso quelle persone, quegli anziani ottantenni, quei malati con patologie gravi che aspettano con ansia di vaccinarsi.  L’Europa e l’azienda Catalent, come ha bene sottolineato il senatore Matteo Salvini, devono dare immediatamente delle  risposte per fare chiarezza sulla vicenda”. La questione però lascia comunque un po’ di perplessità, un dubbio che non è passato inosservato al sen. Rufa, che evidenzia l’obbligatorietà del DDTo altri documenti, soprattutto in questo caso. “ Il modulo DDT (documento di trasporto) –afferma il sen. Rufa– è un documento che certifica un trasferimento di merce dal cedente venditore al cessionario, obbligato per tutte le partite iva, in caso contrario conseguente multa. Ora qui si parla di 29 milioni di dosi di vaccino Astrazeneca, che nell’azienda anagnina vengono infialate, la domanda è la seguente:  c’è o no un DDT o altra documentazione, che certifica l’assegnazione di questa produzione?  I dubbi sulla destinazione di queste 29 MILIONI DI DOSI, ci sono e sono tanti, speriamo che si faccia il prima possibile chiarezza e che comunque quelle dosi non vadano fuori dai confini nazionali!!!”. Insieme al sen. Rufa sono per la chiarezza della questione gli altri esponenti della Lega, l’on. Francesca Gerardi e l’on. Francesco Zicchieri.

Covid, scoperto in Italia un farmaco che può bloccare il virus

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Covid, scoperto in Italia un farmaco che può bloccare il virus

ROMA – “Il composto I3C ha dimostrato di essere in grado di bloccare, in vitro, l’uscita e la replicazione del virus Sars-Cov 2 dalle cellule malate. Si tratta di un composto naturale, ben tollerato nell’uomo, conosciuto come Indolo-3-Carbinolo (I3C) e quindi utilizzabile come antivirale, da solo oppure in combinazione con altre terapie. Necessita ora di essere ulteriormente studiato nell’ambito di una sperimentazione clinica per confermare la sua reale efficacia nel trattamento del COVID-19″. A renderlo noto l’ospedale San Raffaele di Roma.

“E’ importante farlo- afferma il prof. Carlo Tomino, farmacologo, responsabile del Centro del Farmaco dell’IRCCS San Raffaele Roma che ha partecipato al lavoro scientifico, frutto di una collaborazione internazionale, pubblicato oggi dalla prestigiosa rivista Cell Death and Disease (Nature)- perchè può rappresentare una nuova arma nella lotta a questa pandemia insieme alla campagna vaccinale e considerate le varianti identificate e attese. Peraltro, essendo già utilizzato per altri trattamenti, qualora si dimostrasse del tutto la sua efficacia, l’I3C potrebbe essere approvato rapidamente”.

Il gruppo di lavoro ha identificato una classe di enzimi (E3-ubiquitin ligasi) necessaria al virus SARS-CoV-2 per uscire dalle cellule infette e diffondersi in tutti i tessuti corporei. E’ risultato che i livelli di questi enzimi sono elevati a livello polmonare in pazienti positivi al virus. Il team di ricerca ha dunque dimostrato “anche che la loro attività può essere inibita dal composto naturale I3C“.

“Lo studio consente una maggiore comprensione dei meccanismi molecolari che regolano il ciclo di vita della SARS-CoV-2 aprendo la strada all’identificazione delle relazioni ospite-patogeno necessarie per l’identificazione e lo sviluppo di nuovi farmaci in grado di interferire con la replicazione virale, bloccando la trasmissione. E’ stato coordinato dai professori Giuseppe Novelli (Tor Vergata Roma, Italia – Reno, NV, USA) e Pier Paolo Pandolfi (Renown Institute for Cancer, Reno, NV, USA – Università di Torino, Italia), in collaborazione con l’Ospedale Bambino Gesù (Roma), l’Istituto Spallanzani (Roma), l’IRCCS San Raffaele Roma e varie istituzioni statunitensi (Harvard, Yale, Rockefeller, NIH, Mount Sinai, Boston Univ, HistoWiz NY, Virna West Roxbury), canadesi (Toronto) e francesi (INSERM Parigi, Hôpital Avicenne)”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Roma, maggioranza sul filo di lana: Raggi costretta a votare in aula

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Il M5s non ha più una maggioranza numerica certa: il voto della sindaca decisivo sulla delibera Ama

ROMA – L’addio dato ieri alla maggioranza pentastellata che amministra il Comune di Roma da parte della consigliera Gemma Guerrini costringe Virginia Raggi a tornare in aula a votare i provvedimenti in esame. Un inedito quasi, visto che la sindaca in aula, intenta a premere i bottoni o a dichiarare il suo voto, non si vedeva da tempo. Un’autentica rarità.

Questa è la conseguenza più visibile della situazione nell’Assemblea Capitolina di Roma dove la maggioranza del M5s non ha più una maggioranza numerica certa. I numeri parlano chiaro: la maggioranza, sulla carta, può contare su 24 voti (Raggi compresa): la metà esatta dei consiglieri comunali aventi diritto. Tra loro ci sono i 5 cosiddetti “dissidenti”, un gruppo di consiglieri non sempre allineati alla sindaca, e anche il presidente Marcello De Vito, protagonista di un blitz contro le indicazioni della Raggi sulla questione degli ambulanti, non più di 10 giorni fa. Altri 24 consiglieri sono iscritti nel fronte delle opposizioni.

La maggioranza, in queste condizioni, rischia di finire minoranza. E’ già capitato diverse volte, ben prima dell’addio dell’ultima ex grillina, Guerrini per l’appunto. Per questo oggi, al momento della chiamata al voto da remoto (l’aula è convocata in modo virtuale a causa del covid con i consiglieri collegati dal Pc di casa) ad un certo punto si è udita la voce della sindaca. Raggi ha espresso voto favorevole al ritorno in aula di una delibera delicatissima, sull’Ama. E poco dopo ha dovuto di nuovo votare contro una seconda richiesta di sospensiva voluta dal Pd.

La delibera di oggi era fondamentale per il futuro di Roma e dell’Ama, l’azienda che si occupa dei rifiuti della Capitale. Contiene, infatti, il piano di risanamento, quello di ristrutturazione, quello industriale, la ricapitalizzazione e l’approvazione dei bilanci 2017, 2018 e 2019 dell’azienda capitolina. Senza la sua approvazione, che ancora non c’è stata (il dibattito procede in aula) Ama va verso il fallimento certo. La maggioranza, dunque, oggi ha retto, acquistendo anzi un paio di voti sulla prima sospensiva e fermandosi a quota 26. Si è poi ancorata ai 24 voti sulla seconda sospensiva e graziata dalle assenze tra le fila delle opposizioni, che infatti hanno incassato 16 voti.

Per ora si va avanti. Pericolo scampato. Ma potrebbe sembrare a molti solo un’illusione ottica dovuta all’eccezionalità del momento. Sono molte le delibere politicamente divisive da oggi ad ottobre, quando si dovrebbe tornare alle urne per eleggere il nuovo sindaco. Raggi sarà sempre presente in aula per sostenere la maggioranza? Da questo dipende il destino degli ultimi indirizzi politiici dell’ammnistrazione M5s romana.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Emiliano Pretto

Covid, i nuovi casi sono 21.267. Speranza: “Numeri ancora drammatici”

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ALLA CECCHIGNOLA ATTIVA LA PRIMA POSTAZIONE MESSA A DISPOSIZIONE DALL'ESERCITO ITALIANO PER EFFETTUARE I TAMPONI OROFARINGEI DRIVE THROUGH IN DRIVEIN TAMPONE OROFARINGEO TEST COVID-19 CORONAVIRUS DIAGNOSTICA SOLDATO SOLDATI MILITARE MILITARI ABBIGLIAMENTO PROTETTIVO TUTA PROTETTIVA MASCHERINA VISIERA GUANTI PROTETTIVI

Le vittime delle ultime 24 ore sono 460. Il tasso di positività è al 5,8%

di Carlotta Di Santo e Ugo Cataluddi

ROMA –  Sono 21.267 i nuovi casi di Covid in Italia su 363.767 test effettuati tra molecolari e antigenici, 460 i decessi. Il rapporto di positività è al 5,8% dal 5,5% di 24 ore fa. Ieri i casi erano stati 18.765 per 335.189 tamponi e 551 morti.  Le terapie intensive in Italia per covid sono 3.588, 42 in più rispetto a ieri. Ammontano a 28.438 i ricoveri ordinari, 10 in più nelle ultime 24 ore.

“Mi piacerebbe dire che è tutto finito, ma non direi la verità. Basta guardare i numeri di queste ore che sono ancora drammatici per il nostro Servizio sanitario nazionale, per la pressione e per la quantità di persone che purtroppo ancora perdono la vita e per le misure, che sono sacrifici, ancora in atto”, dichiara il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo oggi all’incontro virtuale dal titolo ‘A partire da noi – Luoghi di salute’, organizzato da Cittadinanzattiva nell’ambito del suo Congresso nazionale. “Molte persone in questo momento vivono in regioni che sono in area rossa- ha proseguito- perché purtroppo il contagio, soprattutto di fronte alla variante inglese che è molto più veloce e diventata più prevalente nel nostro Paese, ci mette di fronte a questa necessità”. Per Speranza bisogna però dire anche “un’altra verità”, cioè che “la situazione di oggi non è paragonabile per nulla a quella di un anno fa: in questo momento abbiamo somministrato più di 8 milioni e 250mila dosi, abbiamo tre vaccini già disponibili ed un quarto, quello di Johnson & Johnson, che arriverà intorno alle metà di aprile” è che essendo monodose “ci darà la possibilità di una maggiore velocità”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Astrazeneca risponde su dosi ferme nei magazzini di Anagni: “Non sono scorte”

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La Commissione Europea chiede al Presidente del Consiglio di verificare i lotti, Draghi: “Sorveglianza continua”

ROMA – Le 29 milioni di dosi di vaccino Astrazeneca ferme nei magazzini di Anagni “attendono il via libera del controllo qualità”. Una volta ricevuto l’ok definitivo, le dosi saranno distribuite: 16 milioni per l’Ue e 13 milioni per Covax, il meccanismo Onu per garantire il vaccino ai paesi a basso reddito. Così, in una nota, Astrazeneca risponde alle polemiche nate oggi dopo che il quotidiano La Stampa ha riportato la notizia delle 29 milioni di dosi di vaccino trovate nello stabilimento della Catalent di Anagni, in provincia di Frosinone. Una notizia che, a fronte dei continui ritardi della stessa casa farmaceutica nel rispettare gli obblighi contrattuali con la Ue, ha scatenato numerose reazioni da parte delle istituzioni comunitarie e della politica.

DOSI IMMAGAZZINATE AD ANAGNI DESTINATE A BRUXELLES

Fonti ufficiali italiane confermano che sabato, la Commissione Europea ha chiesto al Presidente del Consiglio di verificare alcuni lotti di vaccini presso uno stabilimento di produzione ad Anagni (Roma). Il Presidente del Consiglio ha informato il Ministro della Salute, Roberto Speranza, il quale ha inviato un’ispezione, che si è tenuta tra sabato e domenica ad opera dei Carabinieri NAS. I lotti ispezionati – spiegano ancora fonti ufficiali – sono risultati con destinazione Belgio. Tutti i lotti in uscita vengono controllati dai NAS.

La vicenda è stata rivelata dal quotidiano La Stampa, che ha parlato di circa 29milioni di dosi di vaccino AstraZeneca trovate nello stabilimento della Catalent di Anagni, in provincia di Frosinone. Dosi, già pronte alla somministrazione. Sul caso è intervenuto anche il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo Manfred Weber: “AstraZeneca sta immagazzinando decine di milioni di dosi pur non rispettando il contratto europeo. Questo è inaccettabile. L’urgenza è enorme. Dovremmo rifiutare categoricamente qualsiasi esportazione di AstraZeneca prodotta in Europa“, ha scritto su Twitter Weber.

DRAGHI: CONTINUA SORVEGLIANZA LOTTI ASTRAZENECA ANAGNI

“Sabato sera ho ricevuto una telefonata dalla presidente della Commissione europea che mi segnalava alcuni lotti che non tornavano nei conti della Commissione e che sarebbero stati ad Anagni, mi si suggeriva di ordinare un’ispezione. La sera stessa ho chiesto al ministro Speranza di mandare i Nas: sono andati immediatamente e la mattina hanno identificato quei lotti in eccesso. I lotti sono stati bloccati e oggi ne sono partiti due per il Belgio, diretti alla casamadre di Astrazeneca. Dove andranno non so, intanto la sorveglianza continua per i lotti rimanenti”. Così Mario Draghi, durante la replica alla Camera.

ASTRAZENECA: INESATTEZZE SUI 29 MLN DI DOSI AD ANAGNI

Sulle dosi di vaccino nello stabilimento di Anagni sono state rilasciate “dichiarazioni inesatte”: così oggi in una nota la multinazionale farmaceutica Astrazeneca.

“Non ci sono esportazioni previste se non a Paesi Covax” si legge nel comunicato in riferimento al meccanismo sostenuto dall’Onu e in particolare dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). “Ci sono 13 milioni di dosi che attendono il via libera del controllo qualità per essere messe a disposizione di Covax, come previsto dal nostro impegno a fornire milioni di dosi a Paesi a basso reddito. Il vaccino è stato fatto al di fuori dell’Ue e portati nello stabilimento di Anagni per essere infialato”.

Nel testo si riferisce ancora: “Ci sono altre 16 milioni di dosi in attesa del controllo di qualità pronte a essere inviate in Europa. Quasi dieci milioni di dosi saranno consegnate a Paesi Ue nell’ultima settimana di marzo e ad aprile una volta ottenuto il via libera del controllo qualità”.

Secondo Astrazeneca, al riguardo “è scorretto parlare di scorte”. La multinazionale ha aggiunto che “il processo di produzione dei vaccini è molto complesso e richiede tempo” e che “le dosi di vaccino devono attendere il via libera del controllo di qualità dopo l’infialamento”.

CONSEGNATE OGGI OLTRE 270MILA DOSI ASTRAZENECA

Nella mattinata di oggi, l’hub nazionale della Difesa situato all’interno dell’aeroporto militare di Pratica di Mare ha ricevuto oltre 270 mila dosi del vaccino AstraZeneca. La fornitura è in linea con le previsioni del piano vaccinale anti Covid. Le Regioni riceveranno nelle prossime ore la propria quota. Grazie alla consegna odierna, i vaccini complessivamente approvvigionati a partire dall’inizio del mese di marzo salgono a oltre 4,7 milioni. Così in una nota stampa il Commissario straordinario per l’emergenza Covid19, Gen. F. P. Figliuolo.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Cavallino al pari di Verona nel Veneto è la Città dell’Amore del Salento

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Cavallino il campanile moresco

Un video di Carmen Mancarella voluto dalla Città di Cavallino  per restare accanto ai tanti viaggiatori e giornalisti che nel passato sono stati a Cavallino e Castromediano e che continuano ad amare con il desiderio di ritornarvi quanto prima

Una storia d’Amore più attuale che mai anche se di cinque secoli è quella di Beatrice e Francesco, l’armonia in una coppia del ‘600 fa rinascere le città salentina di Cavallino. Mentre aumentano i femminicidi e le storie di violenza, da Cavallino, nel Salento, arriva un messaggio d’amore e di pace. Tutto questo in un video che ha conquistato il Web e i Social con migliaia di visualizzazioni.

E’ la parità tra uomo e donna il segreto dell’Amore e della Rinascita. Ce lo insegnano Beatrice Acquaviva D’Aragona e Francesco Castromediano, che governarono Cavallino nel ‘600 e che sono stati immortalati  in statue di pietra a grandezza naturale nella Chiesa del Convento della stessa cittadina. Osservando bene le mani degli sposi, si può notare che lei mette nelle mani di lui il suo cuore. Una scena struggente e romantica che merita di essere vista almeno una volta nella vita ed elegge Cavallino come la Città dell’Amore, nel Salento al pari di Verona nel Veneto.

Il Museo Diffuso di Cavallino

Ed è questa la storia centrale raccontata nel nuovo video della giornalista salentina Carmen Mancarella, con montaggio e riprese drone a cura di Paolo Laku, che grazie alla Città di Cavallino ha illustrato la bellezza e i misteri della cittadina a due passi da Lecce con la sua frazione di Castromediano.

La storia d’amore di Beatrice e Francesco, pubblicata sulla pagina fb Carmen Mancarella Cultura&Turismo, piace al popolo del web e dei social  che ha premiato  il video con 12mila visualizzazioni in meno di 4 giorni, 104 condivisioni su profili personali e diversi gruppi, 41 commenti per un totale di 24.479 persone raggiunte in brevissimo tempo.

Soddisfatto il sindaco, Bruno Ciccarese Gorgoni: «Siamo molto soddisfatti che il video, voluto dalla Città di Cavallino, sia piaciuto così tanto. Il digitale è ora l’unico mezzo per restare accanto ai tanti viaggiatori e giornalisti che nel passato abbiamo ospitato a Cavallino e Castromediano e che continuano ad amare la nostra città con il desiderio di ritornarvi quanto prima. Noi naturalmente li aspettiamo, augurandoci che ritornino quanto prima».

Il video si apre con il Museo Diffuso che accoglie il visitatore come un immenso mare verde, dove si leggono i resti dell’Antica Città Messapica, definita la Pompei del Salento perché venne abbandonata misteriosamente nel VI secolo Avanti Cristo, tutto è rimasto misteriosamente intatto così come l’hanno lasciato i suoi abitanti, i Messapi, il popolo che abitava la terra dei due mari, lo Jonio e l’Adriatico.

Il direttore del Museo Diffuso, Grazia Semeraro, famosa archeologa  e docente dell’Università del Salento, ha riferito : «Anche se il Museo è chiuso a causa del lockdown stiamo lavorando per renderlo sempre più fruibile al  grande pubblico e stiamo studiando nuove forme di comunicazione per raccontare quante straordinarie storie di uomini e donne dell’Antichità si siano avvicendate tra quelle mura».

 Il video si sofferma sulle attività principali della cittadina: il ferro battuto di cui si possono ammirare opere anche nel sito archeologico; i cavalli, allevati per gare equestri italiane e internazionali;  la  cucina; i personaggi più famosi, primi tra tutti il patriota mazziniano del Risorgimento italiano, Sigismondo Castromediano che trascorse ben due anni e sette mesi della sua vita nelle dure carceri borboniche e Giuseppe De Dominicis, il poeta a lui contemporaneo che denunciava le diseguaglianze sociali con i suoi “Canti de l’Autra Vita” ispirati alla Divina Commedia di Dante.

Nella moderna e attiva frazione di Castromediano, sorta intorno ad antiche masserie, spicca poi la Torre Colombaia, che rappresenta il potere dell’informazione: vinceva le guerre il Signore che poteva contare non solo su molti armati, ma anche sui colombi viaggiatori, in grado di far arrivare i messaggi più velocemente possibile.

Il borgo è rinato nel Rinascimento grazie all’Amore dei due sposi. Mano nella mano e in una posizione di parità: Beatrice e Francesco sembrano ancora oggi  dolcemente attraversare la vita.

Un matrimonio combinato che solo dopo divenne un sentimento forte e strettissimo, il marchese Francesco pianse calde lacrime alla morte di Beatrice avvenuta quando l’amata aveva appena 28 anni; sembrerebbe un romanzo d’amore,  intrecciato con la realtà storica del ‘600 nel Regno di Napoli, funestato dalle lotte per i feudi  e dalla peste del 1656.

 IL VIDEO

https://www.facebook.com/620441691475750/videos/1440925812906500
https://www.youtube.com/watch?v=tUbSDVo7KlU

#cavallino #salento #cittadellamore #verona #dante #sigismondocastromediano #capitanblack #carmenmancarellaviaggionelsalento

H  di  P

Zedda (vicepresidente Sardegna): “Vaccini non ci arrivano. Draghi? Chiediamo più confronto”

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ALESSANDRA ZEDDA, ASSESSORE LAVORO REGIONE SARDEGNA

L’intervista della Dire ad Alessandra Zedda, vicepresidente della Regione Sardegna e assessora al Lavoro

https://vimeo.com/527937556

CAGLIARI – “Quella delle vaccinazioni in Sardegna è una nota dolente. Ad oggi la nostra isola viene vista tra i fanalini di coda per quanto riguarda le somministrazioni, e questo non dovrebbe avvenire: anche noi dobbiamo avere le dosi necessarie per intervenire efficacemente contro il contagio“. Sono le parole di Alessandra Zedda, vicepresidente della Regione Sardegna, interpellata dall’agenzia Dire. “Io condivido il modello adottato dalla Grecia, per quanto riguarda la valorizzazione delle isole turistiche- sottolinea- e lo Stato avrebbe dovuto investire con convinzione nel turismo, per esempio attraverso la vaccinazione a tappeto della Sardegna, della Sicilia e delle principali zone turistiche”.

Riguardo al nuovo esecutivo la vicepresidente della Regione Sardegna e assessora al Lavoro dichiara: “La giunta regionale sarda cerca di avere con il governo rapporti di lealtà istituzionale, per avere dei canali di confronto per risolvere le principali vertenze. Con onestà intellettuale, devo dire che la partenza non è stata proprio delle migliori con alcuni ministeri, in particolare con quello del Lavoro e dei Trasporti”. “Anche con il vecchio governo abbiamo sofferto difficoltà di relazione con questi due dicasteri- sottolinea Zedda- serve un rapporto più assiduo di collaborazione, anche perché le nostre vertenze- cito su tutte Air Italy, Portovesme e Porto Torres- non possono aspettare. Un giudizio sul premier Mario Draghi? Riporta il modus operandi delle competenze e della concretezza, della capacità di intervenire in maniera precisa. Ma, come ho detto altre volte, la nascita del nuovo esecutivo si traduce in una sconfitta della politica: Draghi è ancora identificato come un tecnico, e questo è un aspetto che mi piace meno. Per fortuna, non mi pare che sia un ‘Monti 2′”.

ZEDDA (REGIONE SARDEGNA): “RISTORI PER TUTTI I LAVORATORI” 

“La Regione Sardegna, negli ultimi sette mesi di pandemia, ha stanziato complessivamente quasi 280 milioni per far fronte alla crisi. Le risorse sono sufficienti per venire incontro a tutti i lavoratori senza reddito, compresi gli stagionali: i beneficiari che rispondono correttamente all’istruttoria saranno assolutamente finanziati”, dichiara l’assessora al Lavoro e vicepresidente della Regione Sardegna, nella videointervista all’agenzia Dire. “Le risorse saranno sufficienti anche per le grandi imprese del settore turistico e dell’accoglienza, e in gran parte riusciremo a soddisfare le richieste del fondo ‘(R)esisto’, che riguarda i lavoratori e le lavoratrici autonomi- sottolinea Zedda-. Cercheremo di dare soddisfazione all’indennità una tantum per lavoratori e lavoratrici, senza e con partita Iva, una misura molto importante perché abbiamo impostato il mancato reddito e quindi potremo erogare senza il Durc, che sappiamo essere uno scoglio insormontabile”.

“Quando abbiamo bandito le forme di ristoro, abbiamo specificato da subito che non ci sarebbero stati ‘click day’, proprio perché, su indicazione del presidente Christian Solinas, volevamo portare avanti programmi che potessero soddisfare tutti. Questo ci consentirà di capire da subito quali potranno essere le economie da reinvestire, e soddisfare i beneficiari che hanno diritto. L’impegno è anche quello di reperire nuove risorse regionali ed europee”. “Stiamo lavorando per ristorare tutti i settori che ancora non hanno ricevuto le risorse- conclude Zedda- e, in vista della ripartenza, stiamo investendo su un nuovo modello di sviluppo che deve partire dalla formazione, dalla valorizzazione delle risorse territoriali e dall’attrazione degli investimenti esterni. Lo stiamo facendo attraverso politiche di taglio del costo del lavoro, bonus assunzionali e formazione dei disoccupati”.

Riguardo al nuovo esecutivo la vicepresidente della Regione Sardegna e assessora al Lavoro dichiara: “La giunta regionale sarda cerca di avere con il governo rapporti di lealtà istituzionale, per avere dei canali di confronto per risolvere le principali vertenze. Con onestà intellettuale, devo dire che la partenza non è stata proprio delle migliori con alcuni ministeri, in particolare con quello del Lavoro e dei Trasporti”. “Anche con il vecchio governo abbiamo sofferto difficoltà di relazione con questi due dicasteri- sottolinea Zedda- serve un rapporto più assiduo di collaborazione, anche perché le nostre vertenze- cito su tutte Air Italy, Portovesme e Porto Torres- non possono aspettare. Un giudizio sul premier Mario Draghi? Riporta il modus operandi delle competenze e della concretezza, della capacità di intervenire in maniera precisa. Ma, come ho detto altre volte, la nascita del nuovo esecutivo si traduce in una sconfitta della politica: Draghi è ancora identificato come un tecnico, e questo è un aspetto che mi piace meno. Per fortuna, non mi pare che sia un ‘Monti 2′”.

ZEDDA (REGIONE SARDEGNA): “RISTORI PER TUTTI I LAVORATORI” 

“La Regione Sardegna, negli ultimi sette mesi di pandemia, ha stanziato complessivamente quasi 280 milioni per far fronte alla crisi. Le risorse sono sufficienti per venire incontro a tutti i lavoratori senza reddito, compresi gli stagionali: i beneficiari che rispondono correttamente all’istruttoria saranno assolutamente finanziati”, dichiara l’assessora al Lavoro e vicepresidente della Regione Sardegna, nella videointervista all’agenzia Dire. “Le risorse saranno sufficienti anche per le grandi imprese del settore turistico e dell’accoglienza, e in gran parte riusciremo a soddisfare le richieste del fondo ‘(R)esisto’, che riguarda i lavoratori e le lavoratrici autonomi- sottolinea Zedda-. Cercheremo di dare soddisfazione all’indennità una tantum per lavoratori e lavoratrici, senza e con partita Iva, una misura molto importante perché abbiamo impostato il mancato reddito e quindi potremo erogare senza il Durc, che sappiamo essere uno scoglio insormontabile”.

“Quando abbiamo bandito le forme di ristoro, abbiamo specificato da subito che non ci sarebbero stati ‘click day’, proprio perché, su indicazione del presidente Christian Solinas, volevamo portare avanti programmi che potessero soddisfare tutti. Questo ci consentirà di capire da subito quali potranno essere le economie da reinvestire, e soddisfare i beneficiari che hanno diritto. L’impegno è anche quello di reperire nuove risorse regionali ed europee”. “Stiamo lavorando per ristorare tutti i settori che ancora non hanno ricevuto le risorse- conclude Zedda- e, in vista della ripartenza, stiamo investendo su un nuovo modello di sviluppo che deve partire dalla formazione, dalla valorizzazione delle risorse territoriali e dall’attrazione degli investimenti esterni. Lo stiamo facendo attraverso politiche di taglio del costo del lavoro, bonus assunzionali e formazione dei disoccupati”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Covid, 18.765 i nuovi casi e 551 decessi. Tasso di positività scende

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Si ferma al 5,5% contro l’8,1% di 24 ore fa. Aumentano di 36 unità le terapie intensive

ROMA –  Sono 18.765 i nuovi casi di Covid in Italia per 335.189 test tra molecolari e antigenici, 551 i decessi. Il rapporto di positività scende al 5,5% dall’ 8,1% di 24 ore fa. Ieri i casi erano stati 13.846 per 169.196 tamponi e 386 morti.

 Crescono invece le terapie intensive in Italia occupate da pazienti con coronavirus, che passano nelle ultime ventiquattro ore da 3510 a 3546: +36 rispetto a ieri, 317 ingressi giornalieri in rianimazione. I ricoveri ordinari aumentano invece di 379 unità (ieri +565), 28.428 in tutto. 

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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