Quelli che non hanno mai smesso di essere bambini
TORRE ANGELA C.G.
Quelli che non hanno mai smesso di essere bambini
Avevano sei, sette, otto anni.
Le maglie larghe fino alle ginocchia.
Le calze abbassate.
Le ginocchia sbucciate.
Giocavano al Torre Angela quando il campo sembrava enorme e la porta infinita.
Non sapevano nulla della vita.
Sapevano solo una cosa: correre dietro a un pallone li faceva sentire invincibili.
Non potevano immaginare che, trentโanni dopo, si sarebbero ritrovati ancora lรฌ.
Non piรน bambini.
Non piรน leggeri.
Ma ancora insieme.
Questa non รจ la storia di una squadra.
ร la storia di unโamicizia che ha attraversato lโinfanzia, lโadolescenza, le prime delusioni, i primi amori, il lavoro, le famiglie, i figli.
E non si รจ mai spezzata.
โธป
Il sogno che non voleva morire
Tutto รจ ripartito da Fabio Vesci.
Portiere allora.
Portiere oggi.
Cofondatore, direttore sportivo, anima silenziosa del Torre Angela C.G.
โIl mio sogno era riunire vecchi e nuovi amici per continuare a provare quelle emozioni di spogliatoio che provavamo a 20 anni. Obiettivo raggiunto.โ
Non cercava una coppa.
Non cercava un trofeo da mettere in salotto.
Cercava quellโodore di spogliatoio appena lavato.
Quel rumore secco dei tacchetti sul cemento.
Quel silenzio carico di tensione prima di entrare in campo.
Ha preso il telefono.
Ha chiamato uno per uno.
Non era una convocazione.
Era un richiamo.
โธป
Due fratelli, un solo campo
Accanto a lui, da sempre, Emilio Vesci.
Fratello di sangue.
Capitano per rispetto.
Hanno iniziato insieme da bambini.
Stessi allenamenti.
Stesse sgridate.
Stesse esultanze scomposte.
โVorrei poter dire qualcosa di classe e dโispirazione, ma semplicemente non sarebbe nel nostro stile.โ
Il loro stile รจ la lealtร .
ร la presenza.
ร non mancare mai.
Quando entrano in campo oggi, non stanno solo giocando.
Stanno difendendo un pezzo della loro infanzia.
โธป
Lโallenatore che non ha mai smesso di crederci
Fabio Marra, cofondatore del Torre Angela C.G. torneo Acli e allenatore โ โper mia sfortunaโ, dice con ironia.
ร quello che ha sempre creduto nello spirito del gruppo.
Anche quando la vita portava altrove.
Anche quando il tempo sembrava aver disperso tutto.
Ma certe radici non si strappano.
โธป
Tra i pali, come allora
Con Fabio cโรจ anche Valerio Pentasuglia.
35 anni di campi sulle spalle.
Socievole. Allegro. Competitivo.
โPer questo a volte perdo le staffe.โ
Perchรฉ chi ha iniziato a sei anni non sa giocare a metร .
Non sa farlo senza sentire tutto.
Ogni tuffo รจ una dichiarazione:
โSono ancora qui.โ
โธป
โPer questa squadra darei una clavicolaโ
Luca Bangrazi non usa frasi misurate.
โIo amo questa squadra e per i miei compagni darei una clavicola!!!โ
ร lโamore ruvido di chi รจ cresciuto insieme.
Di chi ha condiviso spogliatoi da bambino e ora condivide responsabilitร da adulto.
โธป
Il talento fragile
Simone Giansanti, esterno sinistro.
Un poโ fuori dalle righe.
Quando รจ in giornata puรฒ ancora fare la differenza.
Molte volte perde la testa.
Ma chi gioca insieme da trentโanni sa che anche quella testa calda รจ parte della famiglia.
โธป
Il numero 13
Gianluca De Palo, 43 anni.
Numero 13. Il bomber.
โร troppa la voglia ancora di giocare, di correre appresso a un pallone. Il legame forte con i componenti della squadra, lโodore degli spogliatoi appena lavati, il rumore dei tacchetti che si avvicinano al campo, lโesultanza al gol, gli abbracciโฆ e poi riporre gli scarpini nella borsa a fine partita e chiedersi: chissร se ci sarร ancora unโaltra partita o unโaltra gioia?โ
Quelle parole non sono nostalgia.
Sono consapevolezza.
Perchรฉ a quarantโanni sai che ogni partita puรฒ essere lโultima.
E proprio per questo vale il doppio.
โธป
Gli uomini che hanno resistito al tempo
Eros, Kostas, Italo, Gianluca in difesa.
Riccardo, Roberto, Fabrizio, Fabio R., Antonio in mezzo al campo.
Flavio, Jacopo, Cristian davanti.
Padri. Professionisti. Mariti.
Ma prima di tutto amici da piรน di 35 anni.
Hanno visto cambiare il quartiere.
Hanno visto cambiare le loro vite.
Ma non hanno visto cambiare quel bisogno di ritrovarsi.
โธป
Lโultimo a rispondere โsรฌโ
E poi cโรจ Costantino Sacchetto.
Il vicino di casa storico.
Le prime partite nel parcheggio del condominio quando il campo era occupato.
Le porte fatte con le cassette della frutta.
Difensore di sostanza.
Stamina infinita.
Mai unโammonizione.
Eppure di calci ne ha presi. Tanti.
Perchรฉ lui รจ di quelli che mettono il corpo prima del risultato.
Chiudono, coprono, si rialzano senza protestare.
Quando Fabio lo ha chiamato, non ha avuto bisogno di pensarci.
Perchรฉ quando giochi insieme da quando hai sei anni,
non puoi dire di no.
โธป
Lโultima scena
Fine partita.
Lo spogliatoio รจ silenzioso.
Le maglie sono appese.
Lโodore di doccia e di fatica riempie lโaria.
Le risate si spengono piano.
Fabio si toglie i guanti lentamente.
Costantino si siede accanto a lui.
Non parlano.
Non serve.
Trentโanni fa erano due bambini al Torre Angela.
Maglie troppo larghe.
Sogni troppo grandi.
Paura di niente.
Oggi sono uomini con una vita sulle spalle.
Ma quando si guardano, negli occhi cโรจ lo stesso riflesso.
Non stanno cercando di tornare giovani.
Stanno proteggendo qualcosa che il tempo non รจ riuscito a portare via.
E mentre chiudono la borsa degli scarpini, con un sorriso che prova a nascondere un filo di commozione, lo sanno tutti:
Finchรฉ ci sarร un campo acceso di sera,
finchรฉ qualcuno dirร โgiochiamo?โ,
loro risponderanno sempre sรฌ.
E forse รจ questo che fa venire le lacrime.
Non il calcio.
Non le vittorie.
Ma il fatto che, dopo tutta una vita,
sono ancora lรฌ.
Insieme.











