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 Fuochi d’artificio illegali in vendita su Tik Tok e Instagram: maxi-sequestro e un arresto a Messina

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Trovati due depositi clandestini per ricavi stimati in oltre 200 mila euro. Sequestri anche a Salerno e Benevento

PALERMO – Si avvicina la notte di Capodanno e puntualmente sale la febbre da fuochi d’artificio non a norma. I finanzieri del comando provinciale di Messina in due diverse operazioni, hanno sottoposto a sequestro oltre 120mila artifizi pirotecnici del peso complessivo di oltre 4 tonnellate, denunciato alle autorità giudiziarie competenti i giovani che li detenevano abusivamente ed eseguito l’arresto obbligatorio in flagranza di reato di una persona residente a Barcellona Pozzo di Gotto.

IN VENDITA SU TIKTOK

La consultazione dei principali social network (Tik Tok e Instagram) ha catalizzato l’attenzione delle fiamme gialle sulle vendite promozionali di fuochi di artificio, pubblicizzate tanto da privati cittadini quanto da più strutturate realtà imprenditoriali, anche mediante cartellonistica sulle principali vie della provincia. Le successive attività di osservazione e pedinamento hanno condotto i militari del gruppo di Messina in un deposito non autorizzato, un vecchio casolare acquistato di recente da un locale esercizio commerciale, dove si trovavano stoccati oltre 4.200 chili di materiale esplodente, con all’interno 580 chilogrammi di polvere pirica, detenuti in assenza di licenza di pubblica sicurezza.
Il materiale è stato sequestrato poiché, pur essendo etichettato con marcatura CE, era custodito in una struttura non a norma, con grave rischio per l’incolumità delle persone e delle strutture vicine.

In un distinto intervento i militari della compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto hanno individuato e sequestrato 152 artifizi pirotecnici, per un peso complessivo di circa 150 chili, detenuti illegalmente al piano cantinato di un’abitazione privata del centro cittadino: tra il materiale cautelato sono state rinvenute anche 25 micce per innesco artigianale, cinque centraline e 40 accenditori elettrici per l’innesco a distanza del materiale pirotecnico, pericolosissimi petardi realizzati alla stregua di candelotti, artigianalmente confezionati e, pertanto, a più elevato potenziale di pericolo.
In quest’ultimo caso il soggetto detentore è stato arrestato in flagranza di reato: il materiale rinvenuto rientra, nella classificazione degli articoli pirotecnici, tra i fuochi d’artificio che presentano un rischio potenziale elevato e che sono destinati ad essere usati esclusivamente da persone con conoscenze specialistiche, comunemente noti come fuochi d’artificio professionali.
La commercializzazione dell’intero quantitativo di prodotto detenuto illecitamente avrebbe comportato un illecito guadagno stimato in oltre 200mila euro.
Sulla base delle risultanze investigative, le fiamme gialle hanno denunciato all’autorità giudiziaria i due soggetti (di cui uno arrestato) per la detenzione abusiva di materie esplodenti e l’omessa richiesta di rilascio del certificato di prevenzione incendi.

SALERNO, SEQUESTRATI 150MILA PRODOTTI CONTRAFFATTI E 85MILA PIROTECNICI

Nell’imminenza delle festività natalizie, la guardia di finanza del comando provinciale di Salerno ha intensificato i controlli in materia di prevenzione e repressione della commercializzazione di materiale contraffatto, non sicuro ed esplodente-esplosivo illegalmente detenuto per la vendita.All’esito di operazioni di servizio predisposte dal gruppo di Salerno e dai dipendenti reparti di Nocera Inferiore, Cava de’ Tirreni e Amalfi, sono stati sottoposti a sequestro, in particolare nella città di Salerno e nei comuni di San Valentino Torio, Nocera Inferiore, Mercato San Severino, Pontecagnano-Faiano, Cava de’ Tirreni: 112.262 prodotti contraffatti; 41.549 prodotti non sicuri, senza la documentazione obbligatoria richiesta dalla normativa di settore, nazionale ed europea; 85.184 articoli pirotecnici illegalmente detenuti ai fini della vendita, in assenza delle prescritte autorizzazioni e di qualsiasi misura di sicurezza (per un contenuto esplosivo netto (Nec) totale pari a 332,07 chilogrammi).
Nell’ambito delle operazioni messe a segno dalle fiamme gialle salernitane, è stato ristretto ai domiciliari per l’introduzione, vendita o cessione di esplosivi di ogni genere un cittadino di nazionalità italiana. Ulteriori 11 persone sono state, invece, denunciate all’autorità giudiziaria per svariati reati in materia di contraffazione, ricettazione e violazioni al Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza.

BENEVENTO, SEQUESTRATI 60 CHILI DI FUOCHI D’ARTIFICIO ILLEGALI

Circa 60 chili di materiale pirotecnico sequestrati dalla guardia di finanza nella provincia di Benevento.
Militari della tenenza di Solopaca hanno effettuato la ricognizione di un’attività commerciale con libero accesso al pubblico a Limatola, ispezionando un locale dove erano esposti per la vendita circa 5.400 manufatti pirotecnici. Il materiale era detenuto senza alcuna autorizzazione per la vendita in quanto il titolare dell’esercizio commerciale non è stato in grado di esibire la prevista licenza di pubblica sicurezza.
L’uomo è stato denunciato alla procura di Benevento per commercio abusivo di sostanze esplodenti e vendita senza licenza di fuochi artificiali. Tutto il materiale esplodente è stato sottoposto a sequestro e affidato a una società specializzata che ne curerà la distruzione. A seguito dei primi accertamenti è emerso che i prodotti contengono circa 17 chili di sostanza esplosiva.
Successivamente, i militari del nucleo mobile del gruppo di Benevento hanno scoperto e sequestrato, all’interno di un locale adibito a deposito adiacente all’abitazione di un soggetto di Pago Veiano, circa 2.600 manufatti pirotecnici artigianali. A seguito di una perizia di un esperto del settore, è emerso che il materiale, pari a circa 15 chili, risulta ad alto contenuto esplosivo. Inoltre, all’esito della perquisizione delle fiamme gialle, sono stati anche sequestrati circa 28 chili di artifizi pirotecnici confezionati per la vendita. Il soggetto è stato denunciato per fabbricazione e illecita detenzione di materiale esplosivo.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

La Russia accusa: “Tentato attacco ucraino con droni alla residenza di Putin”; Zelensky: “Tipiche bugie russe”, ma Trump crede a Putin

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VLADIMIR PUTIN PRESIDENTE RUSSIA

Lavrov: “Rivedremo la posizione nei negoziati”. Dalla Florida il presidente Usa condanna il presunto raid: “Non va bene”

di Piero Bonito Oliva

ROMA – La Russia accusa l’Ucraina di aver tentato un attacco con droni contro la residenza del presidente Vladimir Putin nella regione di Novgorod, non lontana da San Pietroburgo. Secondo dichiarazioni del ministro degli Esteri Sergej Lavrov, riportate dai media russi e internazionali, Kiev avrebbe impiegato decine di droni (circa 90), tutti intercettati dai sistemi di difesa senza provocare danni o vittime.

Lavrov sostiene che l’episodio dimostrerebbe una “linea ostile” da parte di Kiev e che il Cremlino sarebbe pronto a rivedere la propria posizione negoziale. Il ministro ha parlato di “terrorismo di Stato” e ipotizzato che l’accaduto possa influire sui prossimi sviluppi diplomatici.

In una fase già segnata da tensioni sul piano dei colloqui, le accuse hanno trovato una smentita immediata. In un post su X, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito le affermazioni russe “tipiche bugie” e ha ribadito che Kiev “non compie passi che possano danneggiare la diplomazia”. Fonti ucraine sottolineano che la narrazione diffusa da Mosca rischierebbe di diventare un pretesto per nuove offensive o per un irrigidimento della posizione russa ai tavoli internazionali.

TRUMP “MOLTO ARRABBIATO”, A INFORMARLO DEL PRESUNTO ATTACCO LO STESSO PUTIN

A informare Donald Trump del presunto attacco ucraino a una residenza del presidente russo è stato direttamente Vladimir Putin: il tycoon, interrogato dai cronisti a riguardo, prima dell’incontro con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel suo resort di Mar-a-Lago in Florida, ha risposto contrariato: “Non mi piace. Non va bene”. E ha anche aggiunto che quando Putin gli ha parlato del presunto attacco, “ero molto arrabbiato”. Come riporta Cnn, l’inquilino della Casa Bianca ha espresso tutta la sua disapprovazione sull’accaduto, proprio all’indomani del vertice avuto con il leader ucraino Zelensky: “Una cosa è essere offensivi perché loro lo erano. Un’altra è attaccare la sua casa. Non è il momento giusto per fare tutto questo”, ha detto Trump.Sollecitato poi dai giornalisti sulla veridicità dell’attacco, il presidente Usa ha replicato: “Sta dicendo che forse l’attacco non ha avuto luogo. È anche possibile, immagino. Ma il presidente Putin mi ha detto stamattina che è avvenuto”. E alla domanda se le agenzie di intelligence statunitensi avessero prove di un simile attacco, Trump ha risposto: “Lo scopriremo”.

Manovra, il governo incassa la fiducia e oggi verso il voto finale alla Camera. Giorgetti: “La riforma delle pensioni nel 2026”

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AULA CAMERA DEI DEPUTATI INFORMATIVA PIANTEDOSI

Hanno votato sì 219 deputati, 125 i no. Il PD: “Maggioranza che procede per promesse, promesse non mantenute e bugie”

di Piero Bonito Oliva

ROMA – Ok alla fiducia sulla manovra dall’Aula della Camera. Ieri in serata hanno votato sì 219 deputati, 125 i no. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana ha quindi sospeso la seduta che è poi ripresa alle 22 con l’esame degli ordini del giorno.

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Sulle pensioni interviene il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Siamo intervenuti per ridurre l’aumento dell’età pensionabile, perché automaticamente aumentava di tre mesi dal 2027. L’abbiamo ridotto, abbiamo dovuto coprirlo con un più di un miliardo. Quindi, la Lega chiede di ridurre ulteriormente, vedremo durante il 2026″.

Secca la replica del Pd, che per voce della capogruppo Chiara Braga afferma: “Giorgetti smentisce ancora la Lega e annuncia che anche per il prossimo anno lo stop all’età pensionabile è tutta da vedere. Una manovra che procede per promesse, promesse non mantenute e vere e proprie bugie. Ora vorrebbero riscriverla con gli ordini del giorno, ma la pezza è peggio del buco. L’unica certezza è che il governo Meloni ha colpito pensionati e lavoratori, soprattutto donne e giovani. Altro che abolire la Fornero”.

CAMERA, OGGI IN AULA IL VOTO SULLA MANOVRA

Oggi- martedì 30 dicembre- dalle 9,30 continua l’esame della manovra, alle ore 11 le dichiarazioni di voto finale, con ripresa televisiva in diretta degli interventi dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo Misto e votazione finale entro le ore 13.

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FARA IN SABINA: I CARABINIERI ARRESTANO UNA DONNA PER MALTRATTAMENTI NEI CONFRONTI DEL MARITO

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I Carabinieri della Stazione di Passo Corese hanno tratto in arresto una donna di 36 anni, residente in zona, ritenuta responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

L’episodio si è verificato nella notte nel centro abitato di Passo Corese, frazione del comune di Fara in Sabina, a seguito di una lite coniugale insorta per futili motivi. In tale contesto, la donna, di nazionalità italiana, avrebbe dapprima aggredito verbalmente il marito con frasi offensive, per poi passare alle vie di fatto, colpendolo ripetutamente con schiaffi e pugni al volto e spintonandolo più volte.

A causa dell’aggressione subita, l’uomo è stato costretto a richiedere l’intervento dei sanitari, che gli hanno prestato le prime cure sul posto, riscontrando fortunatamente solo lesioni di lieve entità.

Sul luogo dell’accaduto è intervenuta una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Passo Corese, che ha proceduto a ricostruire l’episodio e a raccogliere la denuncia sporta dal coniuge. Dagli accertamenti svolti è emerso che quanto accaduto non costituiva un episodio isolato, bensì l’ennesima manifestazione di una condotta reiterata nel tempo, mai formalmente denunciata in precedenza.

Alla luce degli elementi raccolti e sentito il parere del Magistrato di turno, i militari dell’Arma hanno proceduto all’arresto della donna. La stessa è stata successivamente condotta presso un’altra abitazione familiare, situata in un comune diverso da quello dei fatti, dove è stata sottoposta temporaneamente alla misura degli arresti domiciliari, rimanendo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che valuterà le ulteriori determinazioni di competenza.

Si dà atto, come di consueto, che i procedimenti penali sono ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Sociale, Tiso(Accademia IC): “Pronti a un 2026 a tutela categorie fragili e ambiente”

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Sociale, Tiso(Accademia IC): “Pronti a un 2026 a tutela categorie fragili e ambiente”

“Il 2025 che si avvia alla conclusione è stato per noi un anno importante e significativo, ricco di impegno, ascolto e presenza concreta sui territori”. Lo dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente dell’associazione Bandiera Bianca. “Nel corso dell’anno – prosegue Tiso – abbiamo promosso e sostenuto numerose iniziative di sensibilizzazione dedicate alla tutela dei diritti fondamentali, alla parità di genere, alla difesa delle donne vittime di violenza e discriminazione, alla protezione dell’ambiente e alla salvaguardia delle categorie più fragili della nostra società, come la terza e la quarta età. Un lavoro costante, portato avanti grazie al contributo di volontari e cittadini che credono in un modello sociale più giusto, inclusivo e sostenibile”. Secondo la portavoce di Accademia IC, il 2025 ha rappresentato anche un momento di crescita e consolidamento: “Abbiamo rafforzato la nostra rete, ampliato il dialogo con le istituzioni e acceso i riflettori su tematiche spesso trascurate, ma centrali per il futuro del Paese. Dai diritti sociali alla tutela dell’infanzia, dalla parità salariale alla difesa del territorio e dell’ambiente, ogni iniziativa ha avuto come obiettivo quello di creare consapevolezza e stimolare azioni concrete”. Lo sguardo è ora rivolto al futuro. “Siamo pronti ad affrontare il 2026 con la stessa determinazione, ma con un impegno ancora maggiore – conclude Carmela Tiso -. Continueremo a lavorare per la tutela delle categorie fragili, per la difesa dei diritti delle donne, per la promozione della parità di genere e per la protezione dell’ambiente. Il prossimo anno sarà per noi un ulteriore passo avanti, nella convinzione che solo attraverso l’impegno collettivo si possa costruire una società più equa, solidale e rispettosa delle persone e del pianeta”.

Guidonia – Approvato il Bilancio 2026-2028, un segnale di stabilità politica

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Il Consiglio comunale di Guidonia Montecelio ha approvato, nella seduta odierna, il Bilancio di previsione finanziario 2026-2028, confermando la capacità dell’Amministrazione di costruire un documento programmatico solido e strategico per la crescita della Città.

“Il Bilancio di previsione, che abbiamo approvato anche quest’anno entro il termine previsto dalla legge, è espressione di una gestione amministrativa solida e attenta ai bisogni reali dei cittadini – dichiara il Sindaco Mauro Lombardo -. Con questo strumento finanziario programmiamo il futuro del nostro territorio in modo responsabile e concreto, garantendo sviluppo e continuità nell’attenzione verso la Città e chi la vive”. Il rispetto della scadenza normativa non è solo un dettaglio tecnico.

Il primo cittadino ha voluto sottolineare pubblicamente il significato politico del voto. “Ho particolarmente apprezzato il voto non contrario anche da parte dei Consiglieri d’opposizione di Forza Italia e della Lega”, ha scritto nella nota inviata alle redazioni. Un riconoscimento, quindi, che va oltre la semplice conta dei voti e che testimonia la possibilità di costruire convergenze su temi fondamentali per la comunità. In un momento storico in cui la politica è spesso caratterizzata da contrapposizioni pregiudiziali, si può essere alternativi nella visione generale ma responsabili di fronte alle scelte che riguardano il futuro della Città.

Il documento approvato traccia la rotta finanziaria per il triennio 2026-2028, definendo priorità, investimenti e servizi che accompagneranno Guidonia Montecelio nei prossimi anni. Un Bilancio costruito con prudenza e con ambizione, che tiene insieme la sostenibilità dei conti con la necessità di garantire risposte ai bisogni dei cittadini e impulso allo sviluppo locale.

Una giovane donna è stata trovata morta in un cortile, a Milano

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FESTA FONDAZIONE ARMA DEI CARABINIERI MOTOCICLISTI FORZE DELL'ORDINE IN MOTO CARABINIERE GAZZELLE GAZZELLA NUCLEO RADIOMOBILE 112 BMW

E per ora non si sa molto altro: era svestita e senza documenti. Gli inquirenti valutano tutte le ipotesi, compreso l’omicidio

ROMA – Una giovane donna, ancora senza nome, è stata trovata morta nel cortile di un palazzo di via Paruta 74, a ridosso di via Padova, a Milano. Il corpo era a terra, in un vialetto interno allo stabile, sotto le finestre di un appartamento e vicino all’ingresso del complesso.

La vittima, dall’età apparente tra i 25 e i 30 anni, era semi svestita e priva di documenti o effetti personali. Un dettaglio che pesa, e non poco, sull’inchiesta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile e del Nucleo Investigativo, insieme al pubblico ministero Antonio Pansa, scrive il Corriere della Sera.

Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi. Sul corpo non sarebbero stati rilevati evidenti segni di violenza, ma gli investigatori hanno riscontrato alcuni segni sul collo, la cui natura resta da chiarire. È in corso l’esame del medico legale per stabilire le cause del decesso.

Gli inquirenti stanno inoltre acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, con particolare attenzione alle registrazioni della notte precedente. L’assenza di identificazione e le circostanze del ritrovamento tengono aperto anche lo scenario dell’omicidio.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Aveva urinato nella cappella della stazione Roma Termini: identificato grazie alle telecamere

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Le indagini, condotte attraverso telecamere di videosorveglianza e testimonianze, hanno portato all’individuazione di un 66enne di origine tedesca

ROMA – Un gesto a dir poco sacrilego che ha lasciato senza parole i frequentatori della stazione di Roma Termini. I Carabinieri del Nucleo Scalo Termini hanno identificato l’uomo che aveva urinato nell’acquasantiera della cappella interna allo scalo ferroviario. Le indagini, condotte attraverso telecamere di videosorveglianza e testimonianze, hanno portato all’individuazione di un 66enne di origine tedesca.

L’uomo è stato rintracciato dai Carabinieri che gli hanno fatto eleggere domicilio legale e sul suo conto è stata inviata una dettagliata informativa in Procura. L’ipotesi di reato è offese a una confessione religiosa mediante vilipendio o danneggiamento di cose. Un episodio che ha suscitato sdegno tra i pendolari e richiama l’attenzione sul rispetto dei luoghi di culto, anche all’interno di spazi pubblici come le stazioni ferroviarie.

(Foto da: cappellaferroviaria.it)

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Zelensky: “Gli Stati Uniti offrono garanzie di sicurezza per 15 anni. E’ poco…”

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Trump e Zelensky si sono incontrati a Mar-a-Lago, e non è cambiato quasi niente. Salgono solo le percentuali dell’ottimismo: “Accordo pronto al 95%”. Ma i nodi restano il Donbas e Zaporizhzhia

ROMA – L’ottimismo ad oltranza varia di percentuali: ora Ucraina e Stati Uniti sono d’accordo al 95%, con la Russia che resta lì nell’ombra, in silenzio o quasi, e osserva l’ennesimo incontro Trump-Zelensky. La novità – forse davvero l’unica – è la sede: Mar-a-Lago. La pace in Ucraina resta “forse molto vicina”, ma sempre terribilmente lontana.

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Dopo il tanto atteso incontro (ormai la “grande attesa” è diventata una quinta, uno sfondo) il presidente degli Stati Uniti ha detto in una conferenza stampa congiunta di credere che Russia e Ucraina siano “forse molto vicine” e che serviranno ulteriori “settimane”. Un cauto ottimismo, mentre Mosca continua a respingere parti chiave del piano negoziale ucraino.

Al centro dell’incontro, il “piano di pace in 20 punti”, definito da Zelensky “quasi completato”. I colloqui, assicurano entrambi, continueranno. Il vero nodo resta ovviamente Vladimir Putin: la sua disponibilità a firmare il quadro promosso da Kiev e sostenuto dai negoziatori di Trump è eufemisticamente tutt’altro che scontata.

Trump dice di crederci, però: “Vuole vederlo accadere, vuole vederlo”, ha spiegato, riferendo di una telefonata di oltre due ore con il leader russo. “Me l’ha detto con molta fermezza. Gli credo”. Ma “è possibile che non accada. Tra qualche settimana, lo sapremo in un modo o nell’altro”. Tutto e il contrario di tutto.

Zelensky parla invece di “un grande incontro” e di “un’ottima discussione su tutti gli argomenti”, insistendo sulle garanzie di sicurezza per Kiev. Trump resta prudente e rimanda l’iniziativa all’Europa. Poche, per ora, le indicazioni di una svolta concreta. I collaboratori di Putin hanno bocciato diverse proposte occidentali, a partire dall’invio di forze di pace europee. E il territorio di Donetsk resta il grande tabù: se Zelensky ha ipotizzato il ritiro ucraino per creare una zona demilitarizzata, Mosca non ha mai segnalato aperture.

Altro dossier sensibile: la centrale nucleare di Zaporizhzhia, sotto controllo russo e strategica anche per l’accesso ai minerali rari. Trump parla di cooperazione possibile: “Il presidente Putin sta effettivamente collaborando con l’Ucraina per ottenerne l’apertura”, dice. “È un grande passo avanti, se non sta bombardando quell’impianto”. Dettaglio non secondario: l’impianto è occupato dalle forze russe.

Il clima tra Trump e Zelensky è apparso disteso, lontano dalle tensioni dei primi incontri alla Casa Bianca e senza l’eco del vertice Trump-Putin in Alaska. Ma mentre si parla di pace, la guerra continua: poche ore dopo l’annuncio dell’incontro, la Russia ha colpito Kiev con missili e droni, causando due morti e decine di feriti.

Al Jazeera ha riportato alcune dichiarazioni rilasciate da Zelensky ai giornalisti in merito alle garanzie di sicurezza statunitensi concordate con Trump durante l’incontro: “Nei documenti, la durata è di 15 anni, con la possibilità di estendere queste garanzie di sicurezza. Ho sollevato la questione con il presidente, gli ho detto che siamo in guerra, e che dura da quasi 15 anni, quindi avrei davvero voluto che le garanzie fossero più lunghe… Gli ho detto che volevamo seriamente considerare la possibilità di 30, 40, 50 anni, e che questa sarebbe stata una decisione storica da parte del presidente Trump. Il presidente ha detto che ci avrebbe pensato”.

Da Bruxelles arriva un segnale di sostegno. Ursula von der Leyen ha riferito di una call di un’ora tra leader europei, Trump e Zelensky. “Ci sono stati progressi significativi, che abbiamo accolto con favore”, ha scritto. “L’Europa è pronta a continuare a collaborare con l’Ucraina e i nostri partner statunitensi per consolidare questi progressi”. Punto fermo: “Fondamentale per questo sforzo è avere garanzie di sicurezza ferree fin dal primo giorno”.

Giorgia Meloni insieme ad altri Leader europei, dopo l’incontro ha parlato al telefono con Trump e il Zelensky, che, spiega una nota di palazzo Chigi, hanno illustrato i risultati raggiunti nel negoziato in corso, con particolare riferimento al tema delle garanzie di sicurezza, e indicato le questioni ancora aperte. “Il Presidente Meloni ha nuovamente ricordato l’importanza della coesione tra partner in un momento in cui il processo negoziale segna passi in avanti. È stata inoltre ribadita l’esigenza di mantenere la massima convergenza sui temi che toccano gli interessi vitali dell’Ucraina e dei suoi partner europei. Si è infine convenuto che spetti alla Russia dare prova di senso di responsabilità e apertura al negoziato, mostrando una reale volontà di giungere alla cessazione delle ostilità”.

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Autostrade, dal 2026 aumento dell’1.5% dei pedaggi, il Pd: “Complimenti a Salvini”

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AUTO AUTOMOBILE AUTOMOBILI ALLA BARRIERA DI MELEGNANO DURANTE LO SCIOPERO DELLE AUTOSTRADE CASELLO CASELLI AUTOSTRADALE AUTOSTRADALI TELEPASS

Adeguamento legato all’inflazione programmata. Il Ministero: “Impossibile intervenire dopo la sentenza della Corte”

di Piero Bonito Oliva

ROMA – Dal 1° gennaio 2026 le tariffe autostradali saranno adeguate all’inflazione programmata con un incremento dell’1,5%. La misura segue la sentenza della Corte costituzionale che ha annullato il tentativo del Governo di congelare gli aumenti fino al completamento dei nuovi Piani economico-finanziari regolatori.

Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo le decisioni della Consulta e le determinazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), non è più possibile intervenire per bloccare gli aggiornamenti tariffari.

“La sentenza contraria della Corte Costituzionale ha vanificato lo sforzo del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dello stesso governo di congelare le tariffe fino a definizione dei nuovi pef regolatori. L’Art ha poi determinato che l’adeguamento tariffario all’inflazione sarà del 1,5%”, afferma il Mit.

Nel dettaglio, non sono previste variazioni per Concessioni del Tirreno p.A. (A10 e A12), Ivrea-Torino-Piacenza p.A. (A5 e A21) e Strada dei Parchi p.A..
Sono invece stabiliti adeguamenti differenziati:

+1,925% per Salerno-Pompei-Napoli S.p.A.

+1,46% per Autostrada del Brennero p.A., in attesa di riaffidamento della concessione.

CRITICHE DAL PD SU RINCARI E GESTIONE DEL DOSSIER

Dura la reazione del Partito democratico. Il vicepresidente della Commissione trasporti e capogruppo Pd in Commissione ambiente, Andrea Casu, insieme al collega Marco Simiani, accusa il ministro Salvini di aver fallito nella gestione delle politiche autostradali:

“Ormai anche i comunicati del Mit certificano il totale fallimento di Matteo Salvini come Ministro dei Trasporti. Stavolta, nel goffo e ignobile tentativo di mascherare la sua incapacità e di scaricare sulla Corte Costituzionale la responsabilità dei rincari sulle autostrade, che peseranno dal primo gennaio sulle tasche di tutti i cittadini che si metteranno in viaggio, si infligge un’altra mazzata all’autotrasporto”.

I due esponenti dem citano inoltre “la stangata contenuta nella manovra del Governo Meloni-Salvini, tra aumento delle accise sul diesel e nuova tassa nazionale di 2 euro sui pacchi”, denunciando possibili ricadute «su cittadini e lavoratori”.

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