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CONTIGLIANO: I CARABINIERI DENUNCIANO UN UOMO TROVATO IN POSSESSO DI ALCUNI OGGETTI RISULTATI RUBATI

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I Carabinieri della Stazione di Contigliano hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rieti un uomo di 66 anni, residente nel medesimo centro, già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile del reato di ricettazione.

L’attività dei militari dell’Arma ha preso avvio a seguito della denuncia presentata da un cittadino residente nel comune di Monte San Giovanni, vittima di un furto avvenuto all’interno della propria abitazione, nel corso del quale ignoti si erano impossessati di un’idropulitrice e di due decespugliatori.

Ricevuta la segnalazione, i Carabinieri hanno immediatamente avviato mirate attività investigative, raccogliendo anche informazioni sul territorio.

Tali accertamenti hanno consentito di individuare un’abitazione all’interno della quale vi era il sospetto che potesse essere occultata la refurtiva, riconducibile al 66enne.

L’immobile è stato pertanto sottoposto a perquisizione domiciliare, nel corso della quale i militari hanno rinvenuto tutti gli oggetti denunciati come rubati, successivamente riconosciuti dal legittimo proprietario.

L’uomo, non essendo in grado di fornire una plausibile giustificazione circa la provenienza dei beni, è stato denunciato in stato di libertà per il reato di ricettazione.

La refurtiva recuperata è stata restituita al proprietario, mentre proseguono gli accertamenti finalizzati a individuare eventuali ulteriori responsabilità e a risalire agli autori materiali del furto.

Si dà atto, come di consueto, che i procedimenti penali sono ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Paciullo torna in scena: “Ti ho fatto il pacco” debutta a Roma tra comicità, ritmo e colpi di scena

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Paciullo torna in scena: “Ti ho fatto il pacco” debutta a Roma tra comicità, ritmo e colpi di scena
Paciullo torna in scena: “Ti ho fatto il pacco” debutta a Roma tra comicità, ritmo e colpi di scena

Il nuovo anno si apre all’insegna del teatro brillante con “Ti ho fatto il pacco”, lo spettacolo che vedrà Paciullo protagonista sul palco del Teatro San Paolo di Roma l’8, 9 e 10 gennaio 2026. Accanto a lui due volti amatissimi dal pubblico: La pièce, scritta da Nino Taranto, Paciullo, Nicolò Innocenzi e Nazzareno Mattei, porta la firma registica dello stesso Taranto insieme a Paciullo, una coppia artistica che negli anni ha dimostrato affiatamento, ironia e un perfetto equilibrio tra comicità e ritmo scenico. e Noemi Bordi, per una commedia ambientata nei magazzini di un grande colosso della logistica.

La pièce, scritta da Nino Taranto, Paciullo, Nicolò Innocenzi e Nazzareno Mattei, porta la firma registica dello stesso Taranto insieme a Paciullo, una coppia artistica che negli anni ha dimostrato affiatamento, ironia e un perfetto equilibrio tra comicità e ritmo scenico.

La storia: tra equivoci, tensione e un finale inaspettato

La trama si apre con una coppia di individui dall’aria sospetta che si introduce furtivamente nei magazzini della gigantesca azienda Micro Mega Pack, leader della distribuzione. A un primo sguardo sembrano ladri improvvisati, ma la realtà appare più complessa: i due si presentano come negozianti esasperati dalla concorrenza spietata del colosso, che li avrebbe costretti a chiudere la loro attività.

A interrompere il loro piano è un vigilante prossimo alla pensione, un uomo semplice ma integerrimo, che li sorprende e tenta in tutti i modi di farli desistere dall’atto illegale. Determinato a fermarli, riesce persino a bloccare tutte le uscite, impedendo loro la fuga.

Tra sirene, allarmi e un crescendo di tensione, la coppia continua a nascondere la vera ragione della loro presenza nel magazzino. Una verità che non ha nulla a che vedere con il danneggiamento dell’azienda… anzi. Quando finalmente emergeranno le loro reali intenzioni, la storia prenderà una piega del tutto inaspettata, rivelando un intreccio sorprendente e profondamente umano.

Una commedia che parla al presente

“Ti ho fatto il pacco” non è solo una commedia brillante: è uno sguardo ironico e pungente sulle dinamiche del lavoro contemporaneo, sulla competizione esasperata e sulle fragilità di chi cerca di sopravvivere in un mercato sempre più spietato. Il tutto raccontato con la leggerezza intelligente che contraddistingue Paciullo e Taranto, capaci di trasformare una situazione limite in un vortice di risate, riflessioni e colpi di scena.

Sociale, Tiso(Accademia IC): “Baby gang fenomeno sempre più allarmante”

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Sociale, Tiso(Accademia IC): “Baby gang fenomeno sempre più allarmante”

“Negli ultimi anni il tema delle baby gang è tornato al centro dell’attenzione pubblica e mediatica in Italia. Episodi di violenza, furti, aggressioni ripresi e diffusi sui social hanno contribuito a rendere più visibile un fenomeno che, pur non essendo nuovo, sta assumendo forme diverse e più preoccupanti. Le statistiche delle forze dell’ordine e le segnalazioni dei servizi sociali indicherebbero un trend in crescita, soprattutto nelle aree urbane. E tale incremento non può essere spiegato con un’unica motivazione. Gli esperti indicano diversi fattori: dal disagio sociale e educativo all’Influenza dei social network, dalla carenza di spazi e opportunità, soprattutto nei quartieri più periferici, alla emulazione e assenza di regole. Alla luce di questo allarmante contesto, affrontare il tema delle baby gang significa occuparsi non solamente di sicurezza, ma soprattutto di prevenzione. Occorrono politiche educative più forti, supporto psicologico e familiare; investimenti nelle periferie, progetti che offrano ai giovani opportunità reali di crescita, e un uso consapevole dei social media. Il fenomeno è infatti lo specchio di un disagio giovanile più profondo, che non può essere risolto solo con misure repressive e richiede un impegno istituzionale congiunto: organismi politici, famiglie, scuole e comunità devono collaborare per offrire finalmente ai giovani nuove opportunità e spezzare definitivamente la spirale della violenza e dell’emarginazione”.

Così, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca

Quels sont les points forts de Casino Together selon les professionnels du secteur

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Casino Together : une plateforme sécurisée et moderne

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La transparence et la sécurité sont assurées, et cela rassure autant les débutants que les joueurs expérimentés. Ce positionnement professionnel garantit une expérience fluide et sécurisée, une condition sine qua non sur un marché où la confiance est reine.

Pourquoi Casino Together séduit-il autant les experts ?

Un catalogue de jeux riche et diversifié

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Cette diversité permet à la plateforme de toucher un large public et d’innover régulièrement avec des nouveautés attendues et des exclusivités. Le résultat ? Un taux de rétention élevé et une satisfaction utilisateur qui ne faiblit pas.

Une expérience utilisateur optimisée sur tous les supports

Casino Together a été conçu pour garantir une ergonomie impeccable. Qu’on joue sur ordinateur ou mobile, la navigation est intuitive, rapide et fluide. Les temps de chargement sont réduits au minimum et les interfaces graphiques, modernes sans être surchargées, facilitent la recherche de jeux ou d’informations.

Cette adaptabilité renforce l’attractivité de la plateforme, surtout à l’heure où le mobile représente une part croissante du trafic iGaming. Le casino dispose également d’une application mobile dédiée, confortant son avance sur ce segment.

Des solutions de paiement rapides et sécurisées

Les professionnels remarquent aussi la diversité et la rapidité des moyens de paiement sur Casino Together. Les options incluent cartes bancaires, portefeuilles électroniques, virements et crypto-monnaies, répondant ainsi aux attentes variées des joueurs. Les délais de retrait sont courts, un point souvent critiqué chez d’autres casinos.

De plus, les plafonds de dépôt et retrait s’adaptent aux profils de joueurs, des plus modestes aux gros parieurs. Cette flexibilité témoigne d’une bonne compréhension des besoins des utilisateurs et d’une gestion financière rigoureuse.

Une politique de bonus transparente et avantageuse

Autre atout majeur : la générosité et la clarté des offres promotionnelles. Du bonus de bienvenue aux promotions régulières, Casino Together se distingue par des conditions de mise raisonnables et un programme VIP valorisant la fidélité.

Cette approche équilibrée entre attrait marketing et respect des joueurs améliore la réputation du casino dans la communauté iGaming.

Table comparative des principaux points forts de Casino Together

Aspect Casino Together Moyenne du marché
Catalogue jeux +2000 titres, incluant live ~1500 jeux
Méthodes de paiement 15+ options, crypto incluse 10-12 options, crypto limitée
Délai de retrait 24-48 heures 3-5 jours
Application mobile Oui, native et intuitive Majoritairement web-mobile

Liste des avantages clés relevés par les experts

  • Sécurité et licence reconnue en Europe.
  • Large choix de jeux avec des fournisseurs premium.
  • Interface optimisée pour desktop et mobile.
  • Multiples options de paiement rapides et sécurisées.
  • Programme de bonus transparent avec conditions justes.
  • Support client multilingue disponible 24/7.

FAQ : Ce que veulent savoir les joueurs avant de choisir Casino Together

Q1 : Casino Together est-il adapté aux débutants ?
Oui, l’interface claire et le service client disponible facilitent la prise en main.

Q2 : Les transactions sont-elles sécurisées ?
Absolument, le site utilise un cryptage SSL et propose des méthodes de paiement fiables.

Q3 : Peut-on jouer en direct avec un croupier ?
Oui, le casino live couvre un large éventail de jeux avec des dealers professionnels.

Q4 : Quels sont les pays acceptés sur Casino Together ?
Le casino est accessible dans de nombreux pays européens, avec une attention particulière aux régulations locales.

Q5 : Quel est le délai moyen pour retirer ses gains ?
Les retrait sont généralement traités en 24 à 48 heures, bien plus rapide que la moyenne du marché.


En conclusion, Casino Together combine sécurité, diversité et praticité. Selon les professionnels, c’est cette synthèse qui lui permet de se démarquer durablement sur un secteur très concurrentiel. Que ce soit pour un joueur novice ou aguerri, la plateforme offre un cadre fiable et attrayant.

Quels codes promo exclusifs utiliser sur Nine Casino dès maintenant

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Pourquoi choisir Nine Casino pour vos bonus exclusifs ?

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Ces codes sont faciles à activer au moment du dépôt et peuvent souvent être cumulés avec d’autres promotions. Pour plus d’informations sur l’utilisation et les conditions, n’hésitez pas à consulter la section promotions directement sur le site.

Comment optimiser l’usage des codes promo sur Nine Casino ?

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Tableau récapitulatif des codes promo Nine Casino

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FAQ : Tout savoir sur les codes promo de Nine Casino

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Q2 : Peut-on utiliser plusieurs codes promo à la suite ?
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Q3 : Quelle est la procédure pour activer un code promo ?
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Q4 : Les bonus sont-ils soumis à des conditions de mise ?
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Quick facts sur Nine Casino

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En conclusion, Nine Casino se positionne comme une destination privilégiée pour profiter pleinement de codes promo exclusifs et bien pensés. En intégrant ces offres à votre routine de jeu, vous augmentez vos chances de gains tout en bénéficiant d’un environnement sûr et professionnel. N’attendez plus pour tester ces codes promo et transformer votre expérience de jeu dès aujourd’hui.

Chiusura d’anno al Centro Anziani e attestati di merito ai Soci Fondatori

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Si è svolta con successo, presso il Centro Anziani Comunale “Orazio Silvestri” di Arnara, la cerimonia di chiusura dell’anno con l’insediamento del nuovo Direttivo e la consegna degli attestati di merito ai soci che hanno fondato questo sodalizio, consolidatosi definitivamente come APS, ovvero associazione di promozione sociale. L’iniziativa, promossa dai membri del rinnovato Direttivo ha voluto riconoscere formalmente il prezioso contributo dei soci fondatori nelle persone di Angelo e Roberto Fiori, Maria Funari, Romolo Incitti, Felice Ottaviani, Maria Pulciani, Paola Roma, Angelina Salvatori, Fulvio Valente e l’impegno di Vincenza Rinaldi, confermando l’importanza della loro intuizione con cui diedero vita al Centro, il rispetto per i valori comuni e gli obiettivi associativi fino ad ora. “Sono le persone a fare la differenza” – ha sottolineato il Presidente Alberto Grimaldi – “e questo riconoscimento testimonia la nostra gratitudine per chi qualche anno fa ha messo in campo doti che permettono oggi al Centro Anziani di Arnara di continuare crescere e distinguersi”. La cerimonia si è conclusa con un momento di condivisione e con lo scambio degli auguri per il futuro, ribadendo l’impegno dell’Associazione nel valorizzare le competenze e la dedizione di tutti gli iscritti.

Il calciatore 18enne Bruno Petrone accoltellato a Napoli, si sono costituiti due minorenni

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Il calciatore 18enne Bruno Petrone è stato ferito nella notte tra il 26 e il 27 dicembre: è stato colpito da due fendenti da due aggressori che erano in motorino

di Marcella Piretti

Bruno Petrone, giocatore dilettante dell’Angri in provincia di Salerno. E per il suo ferimento, avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 dicembre, poche ore dopo si sono costituiti due minorenni. Si tratta di un 15enne e un 17enne: il primo, che avrebbe sferrato le due coltellate, si è presentato in questura accompagnato dal suo legale, mentre il secondo (che avrebbe detto di essere insieme all’amico) dai carabinieri della caserma Pastrengo dell’Arma. È una storia ancora tutta da capire quella dell’aggressione di Petrone, colpito verso l’1.15 nel cuore della movida di Napoli e poco dopo operato d’urgenza in ospedale, dove i medici saranno costretti ad asportargli la milza. La prognosi al momento resta riservata, ma dopo la giornata di ieri i medici sono più ottimisti.

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Il 18enne, residente nel quartiere Arenaccia ma originario di Minturno, è stato aggredito mentre era in giro con amici in via Bisignano, nel quartiere Chiaia. Gli aggressori, pare, sarebbero arrivati in scooter. E prima dei due fendenti non ci sarebbero stati litigi. L’aggressione è stata immortalata dalle telecamere di sorveglianza della zona.

Petrone gioca per l’Angri nel campionato di Eccellenza, ma nel 2024 aveva giocato in serie C con il Sorrento.

L’ANGRI CONDANNA L’EPISODIO DI VIOLENZA

Sul proprio sito l’Unione Sportiva Angri esprime “profondo sgomento e ferma condanna per il grave episodio di violenza avvenuto a Napoli, in via Bisignano, nel quartiere Chiaia, che ha visto coinvolto il giovane calciatore Bruno Petrone, 18 anni, rimasto gravemente ferito a seguito di un’aggressione con arma da taglio. Il ragazzo, colpito mentre si trovava in compagnia di amici, è stato soccorso e trasportato d’urgenza presso l’ospedale San Paolo, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni restano serie, seppur con segnali di cauto ottimismo. La società US Angri, l’intera squadra e tutto l’ambiente sportivo angrese si stringono con affetto e partecipazione attorno a Bruno e alla sua famiglia in questo momento di grande apprensione, esprimendo piena solidarietà e vicinanza”.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Truffe digitali, l’avvocato: “I contratti fai da te con l’AI espongono i consumatori a clausole nulle e rischi per la privacy”

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Davvero tante, troppe aziende (ma a questo punto, anche i consumatori) si stanno infilando in un vero e proprio campo minato quando si tratta di incontrare modelli generici di accordi contrattuali, o contratti e documenti legali complessi preparati da ChatGpt

ROMA – Davvero tante, troppe aziende (ma a questo punto, anche i consumatori) si stanno infilando in un vero e proprio campo minato quando si tratta di incontrare modelli generici di accordi contrattuali, o contratti e documenti legali complessi preparati da ChatGpt.

L’avvocato Oreste Maria Petrillo, uno dei massimi esperti in diritto civile d’impresa e noto consulente Gdpr privacy, non ci va affatto leggero. Avverte che proprio il mondo del commercio online è il più esposto a multe, contratti nulli e gravi violazioni del Gdpr. E alla fine, a pagarne le spese sono anche i cittadini. Il boom della digitalizzazione, accelerato prima della pandemia e poi dalla tecnologia, ha rivoluzionato il modo di vendere prodotti e servizi. Basta guardare il settore della formazione online o dell’Internet Marketing, che viaggiano sempre più veloci, dove nessuno vuole restare indietro, ma questa fretta nasconde poi una debolezza pericolosa. Tanti imprenditori rinunciano alla consulenza legale vera e si affidano invece a soluzioni apparentemente rapide e a basso costo, come quella dell’Intelligenza Artificiale generativa.

Petrillo, founder di Avvocato Contrattualistica e che da anni gestisce controversie contrattuali sia nel B2B che nel B2C, lo chiama senza mezzi termini il “falso mito del fai da te legale”. E lancia l’allarme, perché questa moda sta dilagando. Non è solo l’imprenditore a rischiare, ma anche il consumatore, che si ritrova con contratti pieni di clausole nulle, vessatorie e con i suoi diritti lasciati al vento. Il problema vero? Molti oggi credono di poter delegare la stesura di contratti complessi, diffide o atti legali direttamente a un chatbot.

L’AI PUÒ ESSERE UTILE COME ASSISTENTE, MA NON POTRÀ MAI SOSTITUIRE IL PROFESSIONISTA

Petrillo lo dice chiaro, l’AI può certamente essere utile come assistente, ma non potrà mai sostituire il professionista. “La gente pensa che sia sufficiente delegare le questioni tecniche ad un’AI, ma se ci pensi bene, non ti faresti mica operare da un robot. Il robot può aiutare il medico, non prenderne il posto“. La verità è che chi non è del mestiere, spesso non sa nemmeno come impostare la richiesta all’AI, né come verificare che il risultato sia davvero adatto o veritiero. Un contratto, per funzionare, deve essere cucito su misura, deve adattarsi al business, alla giurisdizione, alle tutele necessarie. Un testo generato dall’AI non coglie le ultime sentenze, non inserisce le clausole adatte o necessarie al caso specifico, e non riconosce le sfumature che possono presentarsi in situazioni particolari. Così si finisce con un documento che, sulla carta, sembra valido, ma in tribunale si rivela debole e inadeguato. L’azienda resta senza difesa e il consumatore finisce in un limbo. Non è solo una questione tecnica, usare l’AI senza attenzione espone le aziende a un rischio enorme, quello della violazione del Gdpr, con tutto quello che comporta per la privacy di dipendenti e clienti.Petrillo avverte: “Quando carichi un documento sull’AI,molti non si rendono conto che stanno violando il Gdpr per far scrivere un atto legale a un’AI. Quindi l’imprenditore o chi per lui deve inserire informazioni sensibili, dati riservati, strategie aziendali. E questi dati, una volta caricati sui server dei fornitori di AI, non sempre sono protetti come richiede la normativa europea”. Petrillo ricorda un caso avvenuto in Brasile, che ha fatto il giro del mondo. Un hacker è riuscito a tirare fuori dati sensibili, nomi e cognomi, aziende coinvolte da un’AI, mettendo a rischio informazioni cruciali. Per un’azienda, perdere il controllo sui dati dei clienti o sulle proprie strategie legali non è solo un danno d’immagine, ci sono multe che arrivano ai milioni di euro per chi viola il Gdpr. Passare dati confidenziali a un provider AI che non rispetta la normativa europea è un rischio che nessuna azienda seria può permettersi. Se parliamo di B2C, sicuramente è il più esposto agli errori sui contratti, soprattutto quando si parla di formazione online ed e-commerce.

L’avvocato Petrillo non ha dubbi, è un vero e proprio calderone di guai. La legge italiana, e in particolare il Codice del Consumo, prende molto sul serio la tutela del consumatore, che resta sempre la parte più debole. E proprio qui cascano tante aziende, soprattutto digitali, che usano contratti che ignorano del tutto le regole sulle clausole vessatorie, mettendo a rischio l’intero accordo. Petrillo fa una distinzione chiara tra due tipi di clausole che spesso il consumatore accetta senza rendersene conto. Le clausole presenti in ‘Lista nera’, le peggiori. Limitano troppo i diritti del consumatore o scaricano tutte le responsabilità sul venditore, anche su cose fondamentali come il diritto di recesso. Sono nulle per legge, a prescindere da quante volte il cliente le abbia accettate. Le clausole in ‘Lista grigia’, dove la situazione è un po’ diversa. Sono valide solo se il consumatore le ha accettate in modo chiaro e separato, di solito con la famosa doppia spunta. Il problema è che molti e-commerce e piattaforme, per rendere il checkout più veloce, saltano queste procedure, preselezionando le caselle di accettazione, oppure non danno al cliente il tempo di leggere davvero il contratto prima dell’acquisto.

Ma, come ricorda Petrillo, “la spunta online equivale ad una firma”. Se il testo non si legge o l’accettazione non è davvero consapevole, il contratto si indebolisce e l’imprenditore rischia rimborsi e cause legali. Il Codice del Consumo non lascia molto spazio all’interpretazione in questo caso. Nel B2C la responsabilità del venditore non si può aggirare, la legge protegge entrambe le parti, punto. Se provi a limitarla troppo, la clausola salta e il contratto vacilla. Non è sufficiente avere un contratto scritto bene, conta anche tutto quello che viene prima, come le pagine di vendita, copywriting, webinar, offerta. Petrillo ha sviluppato un approccio che parte proprio da qui, dall’analisi di come l’azienda comunica e vende. Se un’azienda promette troppo o usa toni troppo aggressivi, quelle parole rischiano di diventare prove contrarie in tribunale, soprattutto se il servizio poi non è all’altezza. Nessun contratto può salvare un’azienda che promette l’impossibile.

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Poi c’è l’AI, dove Petrillo lancia l’allarme: “L’intelligenza artificiale la usano anche i clienti, non solo le aziende”. Il consumatore, oggi, non deve nemmeno rivolgersi a un avvocato per una diffida standard, basta un sistema automatico. Questo meccanismo, di cui si parla ancora poco, sta facendo crescere il numero di controversie stragiudiziali. L’AI diventa così una lama a doppio taglio, se l’azienda la usa male si fa del male da sola, se la usa il cliente diventa un amplificatore di conflitti.

SERVE PREVENZIONE

Come ci si difende da tutto questo? Petrillo è netto, serve prevenzione, e serve farla bene. Come? Con un contratto su misura, preparato apposta per il business, con attenzione al settore, ai rischi, e alle regole. Ma anche con un controllo rigoroso in fase di checkout, bisogna assicurarsi che tutto il processo di accettazione online segua il Codice del Consumo. Niente scorciatoie, il cliente deve poter leggere davvero e fare la doppia spunta sulle clausole importanti. Ma anche adottando una mentalità proattiva, adottando la logica del “se vuoi la pace, preparati alla guerra”. I contratti sono la prima linea di difesa, alla fine Petrillo è chiaro: “Investire in un contratto fatto bene costa poco rispetto ai danni, economici e di reputazione, di una causa. Illudersi di risparmiare con il fai da te o l’AI è solo un autogol. Si rischia una guerra legale dispendiosa e si minaccia la fiducia nell’e-commerce. Solo chi conosce davvero la materia può garantire che la trasformazione digitale sia sicura per tutti”.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Intelligenza artificiale a scuola, sì o no? Ecco com’è la situazione tra rischi e timori

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I genitori sono sempre più consapevoli che l’IA non sia un accessorio, ma una competenza essenziale. Eppure a scuola mancano strumenti di formazione specifica, sia per studenti che per docenti

ROMA – Sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle scuole aleggia l’ombra di una grande contraddizione. Mentre la tecnologia avanza di giorno in giorno e lascia poco margine a cittadini e governi per adattarsi alla nuova realtà, gli studenti e gli insegnanti la utilizzano per sfruttare tutti i suoi strumenti. Grazie a loro, e spesso ufficiosamente, l’AI è già presente nelle aule: vive negli smartphone, sostituisce bigliettini e minute, svolge tesine di fianco o al posto dei ragazzi e dà una mano nella preparazione dei materiali didattici. Le famiglie osservano l’epidemia IA con curiosità o perplessità, senza sapere fino a che punto influenzerà il futuro dei propri figli, e i sistemi educativi europei, semplicemente, si trovano ancora in fase di pianificazione, senza un vero sistema di prevenzione dei rischi per studenti e insegnanti. Mentre la burocrazia ristagna, i prompt nelle aule fermentano.
L’ultimo report sul Futuro dell’educazione 2025 di GoStudent getta luce su questo paradosso: in Italia, l’81% degli studenti utilizza qualche strumento di IA, ma solo il 44% vi ha accesso formale in aula. Una contraddizione difficile da giustificare: il lavoro accademico ruota sempre più attorno a strumenti ai quali non hanno accesso a scuola e sui quali non hanno educazione.

Lo stesso accade con i docenti: secondo il report il 66% non aveva ancora ricevuto formazione sull’IA nell’aprile 2025, nonostante gli stessi insegnanti considerino come prioritario formare gli studenti su cybersicurezza e intelligenza artificiale. La domanda interna esiste, il riconoscimento del rischio anche, ma gli strumenti formativi arrivano col contagocce. Eppure, la stragrande maggioranza dei genitori (più di due terzi, secondo i dati di GoStudent) attribuisce alle scuole la responsabilità di insegnare l’IA.

Questa disconnessione non è esclusiva dell’Italia. L’Indice Europeo dell’IA nell’educazione presenta uno studio comparativo sul modo in cui i diversi governi europei stiano pianificando l’integrazione dell’IA nei rispettivi sistemi educativi. Prendiamo il caso dell’Italia e del Regno Unito, rispettivamente primo e ultimo nella classifica elaborata dalla società EdTech. Entrambi i Paesi hanno avviato delle iniziative per formare i docenti all’uso dell’IA: lezioni più interattive, nuove strategie didattiche, e così via. Altri governi, tra cui quello spagnolo o francese, stanno ponendo invece l’accento sull’alfabetizzazione digitale proprio degli studenti, con l’obiettivo di formare i cittadini alla consapevolezza dei limiti e dei rischi dell’IA già in età scolare.

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E le famiglie? I genitori sono sempre più consapevoli che l’IA non sia un accessorio, ma una competenza essenziale. Il 68% di loro vede un grande potenziale nell’IA per migliorare l’apprendimento e la sicurezza online dei figli. Una fiducia che si specchia in un timore crescente: il 69% ritiene che i propri figli stiano diventando dipendenti dall’IA, e il 48% pensa che rimarranno indietro se non avranno accesso a strumenti educativi basati sull’IA. Così, mentre molti genitori hanno accettato i potenziali benefici dell’IA, non possono evitare di chiedersi quale sia il prezzo da pagare per il suo utilizzo. Per questo considerano oggi più importanti le competenze personali, come: conoscere i rischi dell’IA e come prevenirli (44%), saperla usare per fare ricerche (40%), pensiero critico (31%) ed etica (26%).Ad approfondire il quadro intervengono nuove pubblicazioni scientifiche, come ‘Your Brain with ChatGpt’ (Mit, 2025), che avvertono che l’IA può diventare una stampella in una fase in cui i ragazzi sono ancora in pieno sviluppo neurocognitivo: l’IA può potenziare l’apprendimento, ma può anche indebolire la capacità di riflessione se usata come scorciatoia permanente.
E i diretti interessati lo sanno bene: il 63% degli studenti europei vorrebbe che i propri insegnanti ne sapessero di più sull’intelligenza artificiale, e pensano sia ormai necessario introdurre materie dedicate all’AI. Per loro, imparare a dialogare con gli algoritmi è importante quanto imparare a leggere e scrivere per interpretare il mondo contemporaneo.
Da qui nasce il paradosso: secondo i dati di GoStudent, l’85% degli istituti scolastici prevede di ampliare l’uso dell’IA entro il 2030, mentre il 56% dei docenti dichiara di avere bisogno di formazione specifica senza però riceverla. In altre parole, si introducono nuove tecnologie senza fornire agli insegnanti gli strumenti per utilizzarle in modo efficace.

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Sospetta intossicazione alimentare, muoiono madre e figlia a Campobasso. Ricoverato il padre

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Il sospetto è che la sera della Vigilia sia stato consumato qualche alimento che possa aver provocato l’intossicazione alimentare

di Marcella Piretti

ROMA – Una ragazzina di 15 anni e la madre sono morte a Campobasso, a distanza di poche ore l’una dall’altra, per quella che sembrerebbe avere tutte le caratteristiche di una intossicazione alimentare. Anche il padre, di 55 anni, si è sentito male ed è ancora ricoverato all’ospedale Cardarelli di Campobasso. A riferire la notizia è il Corriere della Sera. L’uomo ricoverato si chiama Gianni Di Vita: in passato è stato a lungo sindaco di Pietracatella.

La 15enne viveva a Pietracatella, in provincia di Campobasso, e frequentava il liceo classico. È morta dopo essere stata ricoverata al Cardarelli: aveva accusato dei malori da un paio di giorni e si era già recata al pronto soccorso per poi tornare a casa. L’ipotesi dell’intossicazione alimentare, scrive il Corriere, era stata fatta, ma forse era stata valutata la possibile gravità della situazione. Ieri, 27 dicembre, la situazione è peggiorata e a ragazzina è stata ricoverata in Rianimazione. È morta ieri sera. La madre, Antonella Di Ielsi, 50 anni, è stata anche lei ricoverata al Cardarelli ed è morta anche lei. Sembra al momento indenne la sorella della 15enne, che ha 18 anni. Ma non è chiaro se la 18enne la sera della Vigilia abbia mangiato lo stesso menù degli altri.

INTOSSICAZIONE O INTOLLERANZA?

Nel mirino degli inquirenti c’è infatti la cena della vigilia di Natale, in cui la famiglia avrebbe mangiato pesce, frutti di mare e cozze. Dopo poche ore, si sono sentiti tutti male: padre, madre e figlia. L’intera famiglia è andata subito al Pronto Soccorso dell’ospedale, ma sono stati rimandati indietro per due volte. Sabato sera 27 dicembre i malori sarebbe aumentati: dolori e coliche. Così la famiglia torna in ospedale. La condizione più grave è quella della ragazzina, che muore intorno alle 22,30. Ora sarà l’autopsia, disposta dalla Procura di Campobasso, a chiarire se è stata realmente un’intossicazione o un’intolleranza a causare il decesso della ragazza e della madre. 

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