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Affidato l’incarico per il nuovo Piano Urbano del Traffico della Città di Rieti. Rositani “un approccio professionale per armonizzare la nuova viabilità di Rieti”

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Dichiarazione dell’Assessore all’Urbanistica, Centro Storico e Valorizzazione Identità Locale Giovanni Rositani sull’affidamento dell’incarico per la redazione del nuovo Piano Urbano del Traffico

“La Città di Rieti a breve potrà avvalersi di un nuovo Piano Urbano del Traffico, uno strumento fondamentale per la cui redazione è stato dato incarico ad una società altamente specializzata, che aveva già elaborato un documento riguardante il capoluogo anni fa, che però non era poi stato validato al tempo in Consiglio Comunale. Quindi si è optato per professionisti che hanno maturato conoscenza del territorio, alla quale oggi può essere affiancata l’esperienza della sperimentazione in atto per quanto riguarda le aree di sosta, e che sapranno al meglio cogliere le novità in materia urbanistica e stradale date dalle molte azioni di rigenerazione urbana previste, in atto e terminate, alcune delle quali erano già state programmate nella precedente versione. La nostra città sta cambiando ed è importante comprendere al meglio e con un approccio rigorosamente scientifico le possibilità di miglioramento del traffico urbano e della sosta. Importanti novità come ad esempio il nuovo hub per il trasporto pubblico che a breve verrà inaugurato nella zona della stazione ferroviaria, e che lì vedrà razionalizzato il capolinea del trasporto su gomma locale e regionale, comporta cambiamenti di cui è necessario tenere conto, come la conseguente nuova conformazione di piazza Cavour. Ci confrontiamo con la necessità di nuova pianificazione della viabilità determinata dalla forte azione di cambiamento all’interno della città, ma anche dai nuovi collegamenti realizzati con i principali collegamenti e svincoli da Roma, Terni e L’Aquila. É quindi ora necessario considerare nuovi fattori, non da ultimo quello ambientale, sulla base delle tante innovazioni in atto.”

Metodologie per ripensare la scuola, arriva il nuovo scritto del divulgatore Alessandro Fanello

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Lunedì 22 dicembre alle ore 18:00, presso il Caffè Letterario Horafelix di Roma, la presentazione del libro “Oltre lo schermo. Sinergie per l’apprendimento”: un percorso pratico e consapevole dedicato a docenti e formatori che vogliono trasformare l’aula in un laboratorio di esperienze.

Roma, 11 dicembre 2025 – C’è un momento, in ogni lezione, in cui la didattica smette di essere tecnica e diventa incontro. In questa soglia – fragile, viva e quotidiana – ogni giorno, insegnanti ed educatori sono chiamati ad ascoltare, sperimentare, scegliere la metodologia più adatta per dare una nuova forma al sapere.

Nasce così “Oltre lo schermo. Sinergie per l’apprendimento”, il nuovo testo dello psicologo, formatore e divulgatore Alessandro Fanello, che sarà presentato in anteprima lunedì 22 dicembre alle ore 18:00 al Caffè Letterario Horafelix di Roma (Via Reggio Emilia 89, RM).

Dai corsi online sul proprio canale Youtube, arriva un manuale “operativo” che condensa vent’anni di esperienza concreta attuata sul campo dell’insegnamento e della formazione, pensato per tutta la comunità educante. Una sfida che richiede consapevolezza e la capacità di osservare ciò che accade “oltre lo schermo”, visibile e invisibile, al fine di connettere in modo reale chi insegna e chi impara.

All’iniziativa parteciperà, insieme all’autore, la Dottoressa in Psicologia Nunzia Calò, esperta di orientamento e sviluppo delle persone, in un dialogo volto a scoprire come teoria, esperienza ed esplorazione personale possano incontrarsi per dare vita a nuove pratiche educative. Modererà l’incontro la giornalista Martina Tombolini.

Un appuntamento aperto a tutti coloro che credono che la didattica non sia solo spiegare, ma costruire significati insieme.

E ora, per l’ennesima volta: che farà la Russia?

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VLADIMIR PUTIN PRESIDENTE RUSSIA, DMITRY PESKOV SEGRETARIO DI STAMPA PRESIDENZIALE RUSSIA

Per ora fa come fa di solito: nicchia. Dicono che attendono i resoconti ufficiali dei colloqui Usa-Europa. Ma ribadiscono: escluse concessioni territoriali. Zelensky: “Mosca non può essere premiata per la guerra”

ROMA – E ora tocca alla Russia. E’ il suo turno di muovere, in questa lunghissima e dolorosa partita a scacchi che è diventata la trattativa per un accordo di pace in Ucraina. E come al solito la Russia resta in posizione d’attesa, dopo i commenti entusiastici di Stati Uniti, Europa e Ucraina per i colloqui a Berlino. Il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov ha dichiarato questa mattina che Mosca non ha ancora compreso appieno i colloqui, e resta in attesa di un resoconto dai negoziatori statunitensi. Ma ha già escluso qualsiasi concessione territoriale da parte della Russia. Il che resta il grande nodo da sciogliere anche per l’Ucraina, la ragione per cui quasi tutti gli osservatori restano scettici sulla riuscita della trattativa.

Dato il tono decisamente positivo dei commenti degli Stati Uniti – sia da parte dei funzionari statunitensi coinvolti che del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump – sul “grande sostegno” dell’Europa, gli europei però ora possono almeno sperare che Mosca si senta sotto pressione: in teoria se anche questa volta Mosca – come è probabile che accada – dovesse ritrarsi sarebbe difficile per gli Stati Uniti tornare ad incolpare l’Europa e l’Ucraina. Ma è già successo, niente di sorprendente.

Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky prosegue il suo tour europeo in vista della cruciale riunione del Consiglio europeo di questa settimana sull’uso dei beni russi congelati. Oggi è nei Paesi Bassi, e al parlamento olandese dice: “Siamo nel mezzo dei negoziati di pace più intensi e mirati dall’inizio di questa guerra. Non stiamo parlando di una pausa o di una soluzione temporanea e incerta, stiamo lavorando a stretto contatto con i partner per porre fine finalmente a questa guerra russa”.

Zelensky riprende il commento russo, affermando che i negoziati devono affrontare “le cause profonde della guerra poiché c’è qualcosa di inevitabile che costringe la Russia a continuare a combattere. Danno sempre la colpa agli altri e cercano sempre di spiegare le loro guerre con le azioni di qualcun altro, come se la ragione dell’aggressione non fosse mai, mai Mosca, ma sempre i loro vicini. La Russia sceglie ripetutamente il conflitto anziché la pace: dalla Cecenia ai Balcani, dalla Moldavia alla Siria, dall’Africa centrale all’Ucraina. I russi dicono sempre di non essere in qualche modo colpevoli”, e ci si aspetta che gli altri “facciano delle concessioni affinché la Russia possa fermare lo spargimento di sangue”.In particolare, critica le richieste all’Ucraina di “rinunciare a parti del nostro territorio che non sono nemmeno riuscite a conquistare” o chiede “che l’Ucraina accetti i limiti al nostro diritto di unirci all’alleanza e alla nostra sovranità”.

“Non basta costringere la Russia a un accordo. Non basta farla smettere di uccidere. Dobbiamo far accettare alla Russia che nel mondo ci sono delle regole e che non può ingannare tutti. Questa è la strada per una pace duratura”.

Zelensky passa poi alla questione della sicurezza energetica, affermando che la Russia “sta deliberatamente prendendo di mira le nostre infrastrutture. Sanno che nella nostra regione il freddo invernale può diventare una delle armi più pericolose. Cercano di usarlo contro gli ucraini, contro la gente comune, contro la vita normale, ed è per questo che è così importante non rilassarsi o affidarsi solo alla diplomazia”.

“Ogni singolo dettaglio è importante”, aggiungendo che nulla nell’accordo di pace proposto dovrebbe “diventare una ricompensa per l’aggressione della Russia. Se l’aggressore riceve una ricompensa, comincia a credere che la guerra sia redditizia. Non esiste crimine contro l’umanità che la Russia non abbia commesso”, facendo un riferimento di sfuggita all’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines da Amsterdam a Kuala Lumpur nel 2014, e afferma che questi atti “non possono essere semplicemente dimenticati”.

“Non è possibile che coloro che uccidono vengano improvvisamente trattati come partner rispettabili“.

Fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Il Psg dovrà pagare 61 milioni di euro a Mbappé

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Per stipendi e bonus non corrisposti. Lo ha deciso il Tribunale del lavoro di Parigi, chiudendo una rissa legale con richieste vicendevoli impressionanti

ROMA – Il Paris Saint-Germain è stato condannato a versare 61 milioni di euro a Kylian Mbappé per stipendi e bonus non corrisposti. La decisione è arrivata dal Tribunale del lavoro di Parigi, che ha respinto integralmente le richieste avanzate dal club francese.

La sentenza chiude una delle controversie legali più rilevanti e tese degli ultimi anni nel calcio europeo. Come riferisce L’Equipe, il giudice ha dato ragione all’attaccante del Real Madrid, riconoscendo il mancato pagamento di emolumenti maturati durante l’ultima fase del suo rapporto con il Psg. La cifra stabilita è nettamente inferiore rispetto ai 263 milioni di euro inizialmente richiesti dal giocatore, ma rappresenta comunque una sconfitta piena per il club parigino, che a sua volta aveva avanzato una contro-richiesta da 440 milioni di euro.

La vicenda giudiziaria era degenerata nel tempo, assumendo contorni sempre più complessi. Si era trasformata in una rissa legale dai numeri fuori scala. Mbappé aveva progressivamente ampliato le sue richieste includendo, oltre agli stipendi arretrati, interessi, presunti danni per mobbing, modifiche contrattuali ritenute illegittime e altre voci accessorie. Il Psg aveva risposto con una linea altrettanto dura: sosteneva di aver subito un danno economico per la mancata cessione del giocatore nell’estate 2023, quando Mbappé lasciò Parigi a parametro zero per trasferirsi in Spagna. Secondo la tesi difensiva, una partenza anticipata avrebbe consentito al Psg di incassare fino a 180 milioni di euro, cifra che il club aveva indicato come base del presunto danno, sommando poi ulteriori richieste per violazione di lealtà e danno d’immagine. Il tribunale ha però respinto questa impostazione, limitando la decisione ai crediti salariali effettivamente maturati.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Ghiacciai verso il punto di non ritorno: tra soli 8 anni il picco di scioglimento sulle Alpi

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In tutto il pianeta ne restano circa 200.000, ma già oggi circa 750 scompaiono ogni anno

ROMA – Il conto alla rovescia è iniziato. Secondo un nuovo studio scientifico, i ghiacciai delle Alpi europee raggiungeranno il picco di scomparsa già entro otto anni, con oltre cento corpi glaciali destinati a dissolversi completamente entro il 2033. Poco dopo toccherà agli Stati Uniti occidentali e al Canada, dove la perdita annua potrebbe superare gli 800 ghiacciai nello stesso arco di tempo.

Lo scioglimento accelerato dei ghiacciai è uno dei segnali più visibili del riscaldamento globale di origine umana. In tutto il pianeta ne restano circa 200.000, ma già oggi circa 750 scompaiono ogni anno. Un ritmo che, secondo le proiezioni, è destinato ad aumentare rapidamente se le emissioni di gas serra continueranno lungo le traiettorie attuali.

Gli attuali impegni climatici dei governi porterebbero a un aumento della temperatura globale di circa 2,7 gradi rispetto all’era preindustriale. In questo scenario, la perdita di ghiacciai raggiungerebbe un picco di circa 3.000 all’anno intorno al 2040, mantenendosi su quel livello fino al 2060. Entro la fine del secolo, l’80 per cento dei ghiacciai oggi esistenti sarebbe scomparso.

Uno scenario più ambizioso, con tagli rapidi e profondi alle emissioni per limitare il riscaldamento a 1,5 gradi, non fermerebbe del tutto il processo ma ne ridurrebbe l’impatto. Le perdite annuali arriverebbero a circa 2.000 ghiacciai nel 2040, per poi iniziare a diminuire negli anni successivi.

Il nuovo studio, pubblicato su Nature Climate Change, si distingue perché non si concentra solo sul volume di ghiaccio perso e sul contributo all’innalzamento del livello del mare, ma sul numero di ghiacciai destinati a scomparire.

Lo studio ha analizzato oltre 200.000 ghiacciai utilizzando dati satellitari e tre diversi modelli climatici. Le regioni più vulnerabili risultano quelle con ghiacciai piccoli e già in rapido ritiro. Negli Stati Uniti occidentali e in Canada, compresa l’Alaska, le perdite potrebbero raggiungere il 70 per cento nello scenario più favorevole e superare il 90 per cento in quello più caldo. Anche il Caucaso e le Ande meridionali sono indicati tra le aree a rischio maggiore. I grandi ghiacciai, come quelli della Groenlandia, impiegheranno più tempo a ridursi, ma continueranno a perdere massa anche oltre il 2100.

Per i ricercatori, le date di massimo declino non sono solo indicatori statistici. Rappresentano punti di svolta con conseguenze profonde per ecosistemi, risorse idriche e patrimoni culturali.

 fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Les rouages cachés du succès de Winbet Casino dévoilés

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Qu’est-ce qui distingue Winbet Casino sur un marché saturé ?

Winbet Casino ne se contente pas d’être une plateforme de jeux parmi d’autres. Dès l’arrivée, le site séduit par une interface intuitive et une promesse claire : offrir une expérience de qualité, fluide et sécurisée. Ce positionnement direct répond à une attente forte des joueurs, avec une attention particulière portée à l’équilibre entre divertissement et fiabilité. Pour en savoir plus, consultez le site officiel de winbet online casino.

Cet article analyse les facteurs clés qui expliquent la réussite de Winbet dans le secteur concurrentiel de l’iGaming francophone, en mettant notamment l’accent sur sa gamme de jeux, sa politique de bonus, son expérience utilisateur et sa réputation.

Pourquoi la diversité du catalogue fait toute la différence ?

L’un des premiers atouts de Winbet Casino réside dans la variété et la qualité des jeux proposés. Le catalogue comprend :

  • Des machines à sous modernes et classiques,
  • Des tables de blackjack et roulette avec plusieurs variantes,
  • Des jeux de poker et de vidéo poker adaptés à tous les profils,
  • Un live casino avec des croupiers professionnels en streaming HD,
  • Des nouveautés régulières signées par des fournisseurs renommés (NetEnt, Microgaming, Evolution Gaming).

Cette diversité permet à la plateforme de s’adresser à un public large, des joueurs occasionnels aux plus expérimentés. Contrairement à d’autres casinos qui privilégient un type de jeu, Winbet maintient un équilibre parfait entre innovation et classiques éprouvés.

Catégorie de jeu Nombre approximatif de titres Fournisseurs principaux
Machines à sous 500+ NetEnt, Microgaming
Jeux de table 50+ Evolution Gaming, Playtech
Live Casino 30+ Evolution Gaming
Poker & Video Poker 20+ Microgaming, Playtech

Comment fonctionnent les bonus chez Winbet ?

Winbet a mis en place une véritable écosystème de bonus qui dynamise le parcours joueur tout en restant responsable. Dès l’inscription, un bonus de bienvenue attractif est offert, souvent un mix de free spins et argent bonus à conditions claires. Ensuite, une structure de promotions régulières et un programme de fidélité permettent de maintenir l’intérêt des joueurs sur le long terme.

Les conditions de mise sont raisonnables comparées à la moyenne du marché, ce qui évite la frustration souvent générée par des exigences impossibles à remplir. Cette politique fait de Winbet un choix pertinent pour ceux qui cherchent un bon rapport entre gains potentiels et temps de jeu.

Une expérience utilisateur pensée pour le confort du joueur

L’ergonomie du site, sa rapidité et son accessibilité sont des éléments non négligeables dans la fidélisation. Winbet propose une navigation fluide, aussi bien sur desktop que mobile, ce qui répond parfaitement aux besoins des joueurs modernes. Le casino mobile est optimisé, sans perte de fonctionnalités ni baisse de qualité graphique.

Le design est épuré, avec une organisation claire des menus et filtres pour retrouver ses jeux préférés en quelques clics. Les temps de chargement sont réduits, assurant une expérience sans frustration – un avantage notable par rapport à plusieurs concurrents où la fluidité pose problème.

Support client et sécurité : un pilier sous-estimé ?

La confiance est un élément central dans le choix d’un casino en ligne. Winbet respecte scrupuleusement les normes de sécurité avec un cryptage SSL et une licence reconnue garantissant l’équité des jeux et la protection des données personnelles.

De plus, le support client est disponible 24/7 via chat, email et téléphone, avec une équipe francophone réactive. Ces points renforcent le sentiment de sécurité et d’accompagnement, essentiels pour fidéliser les joueurs dans un secteur sensible.

Mini-comparaison : Winbet versus moyenne du marché

Critère Winbet Casino Moyenne du marché
Nombre de jeux 600+ 300-400
Bonus de bienvenue Free spins + dépôt bonus Principalement dépôt bonus
Support client 24/7, multilingue Horaires limités
Mobile friendly Application + site responsive Site responsive uniquement
Conditions de mise Raisonnables (x30) Souvent élevées (x40+)

FAQ : Ce que les joueurs demandent sur Winbet Casino

Q1 : Winbet Casino est-il fiable pour les dépôts et retraits ?
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Q2 : Est-ce un casino adapté aux débutants ?
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Q3 : Puis-je jouer sur mobile sans perdre en qualité ?
Oui, Winbet propose une expérience mobile complète, fluide et sans compromis sur la qualité graphique ou sonore.

Q4 : Y a-t-il des jeux en direct avec des croupiers francophones ?
Le live casino inclut plusieurs tables avec croupiers francophones, renforçant l’immersion.

Q5 : Quels sont les critères pour bénéficier du programme de fidélité ?
Le programme récompense la régularité de jeu, avec plusieurs niveaux offrant des avantages progressifs.


Winbet Casino allie avec succès diversité de l’offre, conditions transparentes, sécurité rigoureuse et confort d’utilisation. Derrière son interface séduisante se cachent des mécanismes solides, pensés pour garantir une expérience de jeu satisfaisante et durable. Qu’on soit novice ou joueur aguerri, la plateforme mérite une place de choix dans la sélection des casinos en ligne fiables et performants.

OPERAZIONE DEI CARABINIERI DEL NUCLEO INVESTIGATIVO DEL COMANDO PROVINCIALE DI RIETI: COLPITA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE RESPONSABILE DI DECINE DI FURTI AD ESERCIZI COMMERICIALI IN TUTTO IL CENTRO ITALIA

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Nei giorni scorsi, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Rieti hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere, disposte dal G.I.P. del Tribunale di Rieti su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti soggetti di etnia rom ritenuti responsabili, a vario titolo, di 68 furti aggravati, una rapina, riciclaggio e resistenza a pubblico ufficiale.

Ulteriori due analoghe ordinanze di custodia cautelare in carcere, pur emesse dall’Autorità Giudiziaria, non sono state tuttora eseguite poiché gli indagati, dopo essere stati ascoltati nel corso del previsto interrogatorio preventivo, si sono successivamente resi irreperibili e per i quali sono tuttora in corso le ricerche.

Inoltre, un ulteriore soggetto, minorenne, è stato destinatario di un “Avviso di conclusione delle indagini preliminari” emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma.

Le misure cautelari, eseguite al termine di un’intensa attività investigativa, hanno permesso di disarticolare il sodalizio criminale che, in appena cinque mesi, era riuscito a mettere segno vari furti asportando beni e denaro contante per un valore di circa 300.000 euro.

Le indagini

L’attività investigativa è stata avviata a seguito del furto commesso nelle prime ore del 13 ottobre 2023 presso il supermercato Tigre di Scandriglia (RI), dove erano stati asportati una cassaforte contenente 4.500 euro in contanti e buoni spesa per un valore di 2.000 euro.

Quella stessa notte, gli indagati si erano resi responsabili di ulteriori due furti: uno in una rivendita di abbigliamento a Carsoli (AQ) e un altro in un negozio di ottica a Fiumicino (RM).

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Rieti, sono state condotte con metodi tradizionali (osservazioni, pedinamenti e servizi di controllo) e con strumenti tecnici quali intercettazioni telefoniche, analisi dei tabulati e dello studio delle celle telefoniche agganciate dai dispositivi in uso agli indagati.

Questi elementi hanno consentito di ricostruire puntualmente gli itinerari percorsi da ciascun soggetto in occasione di ogni singolo episodio: dalla partenza dai domicili romani, al punto di ritrovo nella Capitale, ai tragitti per raggiungere i comuni colpiti dai furti e, infine, al rientro a Roma.

Modus operandi

Il gruppo criminale operava con estrema organizzazione e professionalità.
Gli indagati:

  • partivano ogni sera da Roma per compiere i colpi e rientrare la mattina successiva;
  • utilizzavano autovetture di grossa cilindrata, cambiate frequentemente;
  • applicavano targhe rubate poco prima dei furti, così da eludere i sistemi di lettura automatica e, in caso di controllo, non risultare segnalati poiché la denuncia non era stata ancora formalizzata (per questa condotta è stato contestato anche il reato di riciclaggio).

L’attività criminale ha riguardato ben 68 episodi commessi tra il 7 ottobre 2023 e l’8 marzo 2024, distribuiti nelle province di Rieti, Roma, Frosinone, L’Aquila, Terni, Firenze, Perugia, Siena, Arezzo, Prato, Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.

In più occasioni venivano perpetrati più furti nella stessa notte.

La rapina di Petritoli

Oltre ai furti, agli indagati è stata contestata una rapina avvenuta nella notte dell’8 febbraio 2024 a Petritoli (FM).

Due dei quattro destinatari delle misure, insieme ad altri tre complici non identificati, dopo aver asportato 700 euro dalla cassa di una rivendita di prodotti per la casa, si introdussero in un negozio di telefonia dove rubarono 1.140 euro, un computer e 37 cellulari di varie marche per un valore superiore a 10.000 euro.

All’attivarsi dell’allarme, il titolare, che aveva nel frattempo allertato il 112, giunse sul posto sorprendendo i ladri. Avvisati da un palo rimasto all’esterno, i malviventi si diedero alla fuga a bordo di un’auto con targa rubata poco prima. Durante l’inseguimento, per guadagnarsi la fuga, spruzzarono la polvere di un estintore contro l’auto del commerciante, costringendolo a fermarsi per mancanza di visibilità.

La resistenza a pubblico ufficiale

Nella notte dell’8 marzo 2024, al termine di un furto in una tabaccheria di Montecastrilli (TR), il gruppo tentò di sottrarsi all’intervento dei Carabinieri ingaggiando inseguimenti a velocità superiori ai 200 km/h nei comuni di Marsciano (PG) e Terni.

In un primo caso gli indagati speronarono un’auto di servizio, riuscendo a guadagnarsi la fuga; in un secondo episodio scaricarono la polvere di un estintore contro un’autoradio in inseguimento e poi vi scagliarono addosso lo stesso estintore.

Fortunatamente, in entrambi i casi, i militari coinvolti non riportarono lesioni.

Le misure cautelari

Le misure cautelari sono state disposte dal G.I.P. in considerazione del concreto pericolo di reiterazione delle condotte criminose, desunto – come riportato nell’ordinanza – dalla “elevata capacità nell’organizzazione criminale e professionalità nel delinquere, pianificando accuratamente i furti in località molto distanti dal loro domicilio ed eseguendo le azioni criminose, quasi ogni notte, in modo rapido, efficace ed efficiente”.

I due soggetti destinatari della custodia cautelare in carcere sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Rieti, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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“CITES: 50 ANNI DI TUTELA DELLA BIODIVERSITA’ GLOBALE”

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50° ANNIVERSARIO DELLA CONVENZIONE DI WASHINGTON PER LA SALVAGUARDIA DELLE SPECIE ANIMALI E VEGETALI IN VIA DI ESTINZIONE, DELLA BIODIVERSITà E DEGLI ECOSISTEMI MINACCIATI CON LA PRESENTAZIONE DEL CALENDARIO CITES 2026

Presso la prestigiosa Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma

alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin

In occasione del cinquantesimo anniversario della Convenzione di Washington (CITES), l’Arma dei Carabinieri ha celebrato “CITES: 50 anni di tutela della biodiversità globale”, mezzo secolo di impegno nella tutela delle specie animali e vegetali minacciate di estinzione, con la presentazione ufficiale del Calendario CITES 2026 presso la prestigiosa Scuola Ufficiali Carabinieri, da parte della giornalista Licia Colò, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e del Gen. C.A. Fabrizio Parrulli, Comandante del CUFAA (Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri). Nel corso dell’evento, anche il Segretario Generale della Convenzione delle Nazioni Unite CITES, Ivonne Higuero, ha rivolto un video-messaggio di saluto alla platea, elogiando l’impegno pluriennale profuso dai Carabinieri e dalle autorità italiane nel contrasto ai traffici di specie selvatiche protette.

La Convenzione CITES, ratificata dall’Italia con la legge n. 874 del 19 dicembre 1975, rappresenta oggi il più importante strumento internazionale per garantire un commercio sostenibile di oltre 40.000 specie di fauna e flora protette. Adottata dalle Nazioni Unite e ratificata da 185 Paesi, la Convenzione costituisce il pilastro normativo per impedire che mercati illegali, abusi e prelievi eccessivi compromettano la sopravvivenza delle specie più vulnerabili.

Il Calendario CITES 2026, realizzato dal Raggruppamento Carabinieri CITES del Comando Carabinieri per la Tutela della Biodiversità del CUFAA, ripercorre l’incessante lavoro svolto prima dal Corpo Forestale dello Stato e, dal 2017, dall’Arma dei Carabinieri attraverso i Nuclei CITES, nel contrasto ai traffici illegali e nella salvaguardia della biodiversità globale.

L’opera accompagna il pubblico in un viaggio attraverso 12 storie emblematiche, ognuna dedicata a una specie protetta che, grazie all’azione dei Carabinieri, ha trovato una nuova possibilità di vita. Tra queste, Edy e Bingo, due scimpanzé sottratti a gravi maltrattamenti in circhi e locali notturni; il leopardo rinvenuto in uno zoo privato illegale a Guspini (VS) e trasferito in una struttura idonea; Oscar, una rara tigre bianca recuperata da condizioni incompatibili con il benessere animale.

Il calendario racconta, inoltre, il ritorno alla libertà di centinaia di esemplari di Testudo graeca e Testudo hermanni, reimmessi nei loro habitat naturali dopo essere stati sequestrati ai traffici illegali, così come il delicato rimpatrio di numerose piante del genere Copiapoa nel deserto di Atacama, in Cile.

A chiudere il racconto, l’energia dei tursiopi, nuovamente liberi di nuotare in acque pulite e adeguate, testimonianza del successo delle attività di recupero e trasferimento operate dagli specialisti CITES.

Ogni storia rappresenta un simbolo del trionfo della legalità sulla sofferenza, sull’abuso e sul profitto illecito, e riflette l’impegno quotidiano dei Carabinieri nel difendere ecosistemi, specie rare e patrimoni naturali che appartengono all’intera umanità.

Nel corso dell’evento, sempre all’interno della Scuola Ufficiali Carabinieri, è stata allestita una mostra fotografica a cura del fotografo Marco Lanza, dal titolo: “Vite spezzate: dal contrasto al commercio illegale in Italia, i reperti confiscati del deposito centrale dei Carabinieri CITES”, con scatti realizzati nel Deposito di Magliano dei Marsi (AQ), gestito dal Raggruppamento Carabinieri CITES, dove viene custodita gran parte dei reperti confiscati durante le attività di contrasto al traffico illecito di animali e piante in via d’estinzione. Ogni fotografia riporta animali diventati oggetti tra oggetti, volutamente inseriti dall’autore in un contesto scarno ed essenziale, che quasi fanno percepire incredulità nel trovarsi in un luogo come questo; animali che interrogano l’osservatore mentre sembra vogliano uscire e riconquistare il proprio ruolo in natura.

Il cinquantesimo anniversario della CITES e il nuovo Calendario 2026 sono dunque l’occasione per riaffermare il valore della cooperazione internazionale e il ruolo determinante dell’Italia – e dell’Arma dei Carabinieri – nel contrasto alla criminalità ambientale e nella protezione della biodiversità mondiale.

Sul Calendario è riportata anche una personale dichiarazione del Gen. C.A. Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri: “L’anniversario per i 50 anni dell’Atto di ratifica in Italia della Convenzione di Washington rappresenta un’occasione di riflessione sull’importanza della salvaguardia della biodiversità su scala planetaria e sulla necessità di affrontare sempre più efficacemente la criminalità che lucra senza alcuno scrupolo sullo sfruttamento della fauna e flora minacciate di estinzione. Conservazione attiva, educazione alla legalità, prevenzione e contrasto sono le direttrici che vedono l’Arma dei Carabinieri, nel suo insieme e con i propri assetti di specialità del CUFAA, sempre più impegnata per dare piena attuazione ai principi fondamentali della Carta Costituzionale su tutto il territorio nazionale e negli scenari di cooperazione internazionale”.

La CITES (Convention on International Trade of Endangered Species of wild fauna and flora – Convenzione per il Commercio Internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione) è la Convenzione Internazionale, straordinario

strumento per la tutela della biodiversità del Pianeta, siglata a Washington nel 1973, entrata in vigore il 1° luglio del 1975 ed oggi applicata in 185 Paesi del Mondo che, attraverso un articolato meccanismo di certificazioni e controlli che ne regolamentano il commercio, tutela le specie di flora e fauna in via di estinzione.   Il Raggruppamento Carabinieri CITES, oggi composto da 35 Nuclei e 11 Distaccamenti dislocati sul territorio nazionale, opera per tutelare la biodiversità a

livello planetario, favorendo i commerci legali attraverso l’emissione di oltre 70.000 certificati CITES ogni anno ed arginando, attraverso l’azione di coordinamento della Sezione Operativa Centrale CITES, le importazioni ed i commerci illegali di

La Polizia di Stato esegue un mandato di arresto europeo nei confronti di un boss appartenente alla cosca Greco di Cariati

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 La Polizia di Stato di Catanzaro ha dato esecuzione al mandato di arresto europeo nei confronti di  un uomo classe 1968, detenuto in Germania per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico illecito di sostanze stupefacenti e di armi, munizioni ed esplosivi. L’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in territorio tedesco era stata realizzata, lo scorso mese di aprile, nell’ambito dell’operazione “BOREAS”, coordinata dalla D.D.A. di Catanzaro e condotta dallo SCO, dalla Squadra mobile e dalla SISCO di Catanzaro. In quell’occasione proficue sono state le interlocuzioni con la Procura di Stoccarda grazie al supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e dell’Esperto per la Sicurezza in loco nell’ambito del progetto I – CAN, che hanno assicurato anche un reciproco scambio di investigatori in Germania ed in Italia. L’indagato risulta appartenere alla cosca Greco di Cariati (CS), che ha rapporti di ‘subordinazione’ con la ‘ndrina dei Farao – Marincola di Ciró (KR), come già riconosciuto giudiziariamente con la sentenza Galassia emessa dalla Corte d’Assise di Catanzaro il 28 giugno 1999.

Al link le immagini di questa notte : https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/e2e0bdb6-da5a-11f0-b1e9-736d736f6674

Al link le immagini dell’operazione “BOREAS” di Aprile : https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/dd1b343a-0e57-11f0-94b8-736d736f6674

CARABINIERI: TRUFFE IN DANNO DI ANZIANI, IN ESECUZIONE VASTA OPERAZIONE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE

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I Carabinieri del Comando Provinciale di Genova, su delega della Procura della Repubblica di Napoli, dalle prime ore di questa mattina, stanno conducendo una vasta operazione su tutto il territorio nazionale, volta a smantellare un’organizzazione criminale, con base operativa e logistica nella città di Napoli, dedita alla commissione di truffe in danno di anziani.

In particolare, i Carabinieri stanno eseguendo 21 misure cautelari*, emesse dal Tribunale del capoluogo campano su richiesta della locale Procura della Repubblica.

*fatta salva la presunzione di innocenza

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