Home Blog Pagina 366

Unpli racconta patrimonio immateriale, censiti oltre 30mila beni 

0
Presentato radiciculturali.it, La Spina: Lavoro ambizioso e senza fine


Roma. Oltre trentamila elementi di patrimonio culturale: riti, tradizioni, prodotti locali, manifestazioni, infiorate e cortei storici. È stato presentato alla Camera dei deputati lo stato di attuazione del primo ‘Censimento del Patrimonio culturale immateriale’ finalizzato alla raccolta di tutto quello che rappresenta le nostre radici. Perché esiste un’Italia che vive nei piccoli gesti, nei saperi tramandati, nelle lingue locali che resistono al tempo, nei riti custoditi dalle comunità. E tutto questo prima che venga dimenticato va preservato, conservato e condiviso.
 Il progetto – avviato nel 2023 e promosso da Unpli, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, in collaborazione con Anci e l’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale (Icpi), sotto la supervisione del ministero della Cultura – ha proprio questa finalità. Un lavoro in linea con la Convenzione Unesco del 2003 che riconosce il valore dei patrimoni immateriali nella costruzione dell’identità collettiva e nello sviluppo sostenibile (Unpli dal 2012 è accreditata come consulente del Comitato Intergovernativo Unesco) e che non avrà mai fine vista la ricchezza del patrimonio culturale immateriale di cui è ricco il nostro Paese.
 Durante l’evento è stato presentato anche radiciculturali.it, il portale in cui si traduce concretamente questo lavoro di mappatura. Si tratta di un contenitore aperto dove fino ad oggi sono stati censiti oltre trentamila elementi, organizzati in 9 categorie tematiche e 43 sottocategorie. Il progetto, infatti, coinvolge circa 3.000 musei ed ecomusei, con il contributo attivo di 2.628 esperti, studiosi e volontari. Sono state create 6 reti tematiche e raccolte oltre 3.000 immagini. Un patrimonio vivo, che si rigenera costantemente e che unisce le comunità in una rete di conoscenza condivisa.
 “Esiste un’Italia profonda e spesso meno raccontata, ma che rappresenta l’anima più autentica del nostro Paese: è l’Italia dei piccoli gesti quotidiani, dei saperi antichi tramandati di generazione in generazione, dei dialetti, dei riti e delle tradizioni custodite con amore dalle comunità locali. Con il Censimento del Patrimonio Culturale Immateriale vogliamo preservare, valorizzare e condividere tutto questo, prima che vada perduto”, ha commentato Antonino La Spina, presidente di Unpli.
 Si tratta di “un lavoro ambizioso e senza fine- ha aggiunto La Spina- perché il patrimonio immateriale italiano è vivo, in continua evoluzione, e costituisce una risorsa fondamentale per la costruzione dell’identità collettiva e per uno sviluppo davvero sostenibile. È un invito a riscoprire ciò che ci unisce, a riconoscere il valore della memoria e della diversità culturale, a costruire insieme una rete di conoscenza che tenga vive le nostre radici. Inoltre tutto questo ricopre un valore strategico dal punto di vista dell’attrazione turistica nei piccoli borghi per agevolare la destagionalizzazione e la delocalizzazione dei flussi dei visitatori”.
 Il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, nel suo messaggio che ha rivolto ai presenti ha rimarcato il valore del patrimonio culturale immateriale come elemento fondante dell’identità nazionale e il ruolo centrale della collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità locali nella sua tutela e valorizzazione, sottolineando come il progetto promosso da Unpli rappresenti un modello virtuoso di partecipazione e salvaguardia della memoria collettiva.
 La ministra del Turismo Daniela Santanché nel suo intervento ha ribadito l’importanza strategica del patrimonio culturale immateriale come leva di sviluppo turistico sostenibile. “Celebriamo oggi un passaggio di paradigma importante: il patrimonio culturale immateriale sta assumendo sempre più un valore non solo come scrigno di tradizioni, ma come risorsa viva e pulsante, che diventa anche attrattiva turistica per i territori. In questo processo determinante è stato il contributo di Unpli, che con la sua attività di valorizzazione dei patrimoni, di cui questo progetto è un esempio notevole, contribuisce in maniera importante non solo a promuovere l’Italia dei borghi, ma anche alla destagionalizzazione della nostra offerta turistica. Ed infatti già nel biennio 2024-2025 è evidente la crescita di presenze turistiche nei mesi spalla. Una crescita che è direttamente collegata con la grande ricchezza di tradizioni presenti nella nostra nazione. E qui entrano in gioco le pro loco, i veri custodi di questa eredità. Soggetti che hanno un ruolo centrale per mantenere vive le tradizioni e trasmetterle alle nuove generazioni”.
 A rimarcare il ruolo dei Comuni Roberto Pella, vicepresidente di Anci ha espresso soddisfazione per il lavoro fatto fino a Sono molto orgoglioso di questo progetto, realizzato da Unpli in collaborazione con Anci, che ha avuto il compito di mappare in modo sistematico l’intero patrimonio immateriale del nostro Paese. Un’iniziativa di grande valore che mette al centro i Comuni e le comunità locali, veri custodi del patrimonio diffuso italiano, e che nasce grazie a un emendamento del Parlamento, di mia iniziativa, che ha reso possibile il contributo diretto di tutti i territori a questo monitoraggio nazionale. I Comuni, insieme alle Pro Loco, diventano così protagonisti attivi di un lavoro di conoscenza, tutela e valorizzazione che rafforza il legame tra istituzioni, identità locali e sviluppo dei territori. Questo evento assume un significato ancora più profondo perché si colloca nella stessa settimana in cui l’Unesco ha riconosciuto, per la prima volta al mondo, la cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità”.
 All’incontro sono intervenuti anche Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera; Vincenzo Santoro, responsabile del Dipartimento Cultura Anci, Leandro Ventura, direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale; Fernando Tomasello, coordinatore del centro studi della Fondazione Pro Loco Italia Ets, Pier Luigi Petrillo, direttore Cattedra Unesco Università Unitelma Sapienza, Angelo Mellone, direttore Intrattenimento Day Time Rai e Sandro Pappalardo, presidente Ita Airways.
 A condurre l’incontro i volti Rai Adriana Volpe e Beppe Convertini. Per l’occasione sono intervenuti dei patrimoni viventi: i Muves del museo delle vestimenta che hanno sfilato con abiti della cultura popolare molisana della Collezione Scasserra e il Gruppo storico ‘RI Tinazoli’ Letino di Caserta.

A L’Aquila l’atteso passaggio di testimone tra il Festival Culturale più lungo d’Europa e la Città Capitale Italiana sella Cultura 2026

0

Dopo il successo del Manifesto culturale lanciato sabato scorso ad Amatrice, attraverso il quale sono stati proposti i piccoli insediamenti rurali della Laga come esempi di “Presidi Culturali” della Cucina Italiana Patrimonio Immateriale UNESCO, le Associazioni promotrici della quarta edizione del Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga, ovvero FederTrek Escursionismo e Ambiente APS e Borghi e Sentieri della Laga OdV quest’ultima in rappresentanza della “Rete Territoriale delle Comunità locali, si ritrovano sabato 20 dicembre alle ore 15.00, a L’Aquila, presso il Palazzetto dei Nobili, per la cerimonia di chiusura insieme ai Sindaci e Amministratori dei 22 Comuni patrocinanti, il Bim di Teramo e la Fondazione Tercas che hanno contribuito alla sostenibilità organizzativa e dei numerosi rappresentanti di organizzazioni istituzionali di carattere nazionale e territoriale, a conclusione di uno straordinario e lunghissimo viaggio itinerante iniziato nello scorso mese di febbraio.

Lo scopo è quello di collegare saldamente i borghi rurali semi-abbandonati e le piccole comunità montane del cratere che oggi rappresentano i meravigliosi esempi di “restanza” in contrasto con il preoccupante fenomeno dello spopolamento, alla città capoluogo delle aree interne che si appresta a dare il via al programma ufficiale di Capitale italiana della Cultura 2026, il prossimo 17 gennaio.

Le comunità protagoniste del Festival, dopo aver trovato la forza di riunirsi nel difficile periodo del post-sisma, sono riuscite infatti a trasmettere anche un nuovo valore di coesione e di abitare questi territori, interpretando lo spazio pubblico come luogo di incontro e di azione collettiva, e sono pronte pertanto a fornire un contributo ad una progettualità congiunta e alla condivisione di esperienze comuni.

Sarà quindi l’occasione per un grande pomeriggio di festa che inizierà con l’atteso passaggio di testimone tra la Rassegna diffusa e la città simbolo della cultura italiana 2026, per proseguire con dei momenti di particolare interesse come la proiezione del nuovo videoclip riepilogativo dell’edizione 2026 del Festival.

Si continuerà con la premiazione delle Comunità protagoniste che hanno ospitato la Rassegna e la presentazione dell’inedito “Osservatorio di Prossimità” curato da ricercatrici della Società Geografica Italiana.

Una progettualità ideata per monitorare l’evoluzione nel tempo di 110 piccoli borghi rurali d’epoca, facendo leva sulle preziose informazioni fornite dalle stesse popolazioni residenti.

Dare impulso ai futuri presidi culturali implementando gli studi sulla geografia storica, la toponomastica, le forme dialettali, la cartografia e la geografia del gusto, per contribuire alla ricostruzione degli assetti socio-economici territoriali del passato, ritenuti utili per agevolare il governo territoriale attuale, nell’ambito degli esempi di percorsi possibili dell’amministrazione condivisa, sono gli obiettivi degli organizzatori che danno appuntamento alla prossima primavera per la nuova edizione del Festival, il cui calendario è già pronto ai nastri di partenza.

Influenza, la pediatra: Febbre alta anche per 5 giorni, va gestita

1

Grimaldi (Omceo Roma): Rassicurare famiglie su gestione virus. Ancora possibile vaccinarsi

Roma. Era stata annunciata, era attesa e, immancabile, come ogni anno, è arrivata: l’influenza. La stagione, però, è iniziata con quattro settimane di anticipo.

Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Oms per la Regione europea, infatti, la circolazione dei principali virus respiratori è già sostenuta in Italia e in Europa e il picco è atteso tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. Tanti gli italiani che in questi giorni stanno combattendo contro il virus, soprattutto tra bambini e adolescenti.

 Quattro o cinque giorni di febbre alta, con picchi anche di 39°C-40°C, spossatezza, dolori muscolari e disturbi respiratori, i sintomi più comuni. “La febbre, in particolare, è un sintomo che allarma sempre i genitori, soprattutto quando è molto alta e prolungata- spiega Valentina Grimaldi, pediatra di famiglia, psicoterapeuta e coordinatrice della Commissione età evolutiva Omceo Roma- per questo è importante che noi pediatri rassicuriamo le famiglie dando indicazioni corrette su come gestirla. Per far abbassare la febbre- continua- si può intervenire con gli antiepiretici ma bisogna ricordare che la temperatura scende al massimo di 1 grado, 1 grado e mezzo. Inoltre, ciò che spaventa i genitori di fronte alla temperatura alta è la possibilità delle convulsioni febbrili, evento possibile nei bambini sotto i 6 anni predisposti. Anche in questo caso, però, bisogna ricordare che le convulsioni febbrili sono un fenomeno benigno che si risolve senza esiti anche se al momento spaventa molto”. Grimaldi ci tiene poi a ricordare che per chi non lo avesse già fatto è ancora possibile vaccinarsi contro il virus dell’influenza “la campagna vaccinale- ricorda- è in corso e il vaccino è un’arma importantissima per combattere i virus, non solo quello stagionali. I vaccini, infatti, mantengono allenato l’organismo a rispondere agli ‘attacchi’ esterni”.

Al di là dell’influenza stagionale, Grimaldi sottolinea quanto è importante che le famiglie siano informate sulla gestione della febbre e del dolore “tra le cause più comuni di richiesta di assistenza e intervento al pediatra”, dice. Per questo “la corretta gestione di tali condizioni da parte del medico è fondamentale”. E proprio su questo argomento, pochi giorni fa, si è svolto in Senato il convegno ‘Dalla Comunicazione all’Appropriatezza in Pediatria: Focus su Dolore e Febbre’, promosso su iniziativa del senatore Ignazio Zullo e dove la dottoressa Grimaldi rappresentava il punto di vista del pediatra di famiglia.

 “Come pediatri- continua Grimaldi- sappiamo quanto siano frequenti questi sintomi, ma soprattutto quante cause differenti possano esserne all’origine, la febbre nella stragrande maggioranza dei casi è causata da infezioni virali che si risolvono spontaneamente in pochi giorni, ma può essere sostenuta anche da malattie batteriche più importanti che necessitano di terapie mirate oppure essere un sintomo di allerta per altre condizioni morbose. Per questo è molto importante che il pediatra valuti la situazione e indirizzi la famiglia. Però allo stesso tempo è importante informare i genitori di come i bambini più degli adulti vadano incontro a picchi febbrili anche molto elevati che però non compromettono lo stato generale del piccolo. È fondamentale- continua Grimaldi- che il pediatra di famiglia insegni al genitore a considerare più che i gradi centigradi letti sul termometro lo stato generale del figlio. Quante volte ci viene riferito di bambini con 39°C di febbre che però tranquillamente giocano e ridono incuranti della situazione. In quel caso non c’è da preoccuparsi, ma solo da mettere in atto quegli accorgimenti utili per far sopportare bene la situazione febbrile al piccolo, quindi idratarlo, invitandolo a bere soprattutto acqua semplice, somministrare piccoli pasti leggeri magari più frequenti, utilizzare un abbigliamento non troppo pesante in fibre naturali, come il cotone evitando fibre sintetiche meno traspiranti che possono creare irritazioni cutanee, ottenere una corretta aereazione degli ambienti domestici, aprendo spesso le finestre, somministrare antipiretici per alleviare i sintomi o fastidi come mialgie, mal di testa malessere in generale che spesso accompagnano la febbre”.

Quando preoccuparsi? 

“Quando- spiega la pediatra- al di là della temperatura febbrile registrata, il bambino è molto abbattuto, sofferente, sonnolento, risponde poco agli stimoli ambientali, non vuole giocare, non si alimenta, non vuole bere. E soprattutto anche dopo la somministrazione di antipiretici non si osserva un cambiamento. In questi casi è importante sentire il pediatra. Naturalmente anche l’età fa la differenza: entro i 3 mesi di vita la comparsa di febbre è un sintomo che va sempre gestito consultando il pediatra”.

 “Per far sì che il genitore sia informato prima di trovarsi a gestire l’episodio febbrile- continua Grimaldi- è importante che il pediatra di famiglia ritagli durante le prime visite del bambino uno spazio per il counseling sulla febbre. Un’occasione buona può essere durante le prime visite quando si inizia a parlare delle vaccinazioni. In quell’occasione generalmente introduco il concetto di febbre e dolore perché, dopo le vaccinazioni non sono infrequenti episodi febbrili o mialgie che fanno sperimentare al neonato o lattante dolore. In questi casi il genitore si trova davanti al figlio che spesso piange in maniera che noi definiamo ‘inconsolabile’ proprio per specificare la difficoltà di interruzione del sintomo. Insegnare al genitore a riconoscere questi segnali e a instaurare la giusta terapia con l’antipiretico giusto che ha anche azione analgesica è molto importante. Farlo quando non è in atto il sintomo è meglio, perché ci si dispone di più all’ascolto, anche se non è sufficiente, nel senso che questo tipo di counseling va ripetuto più volte in più occasioni prima che il genitore acquisisca maggiore competenza”.

 “Con la corretta informazione- dice ancora Grimaldi- noi pediatri dobbiamo contrastare la fever phobia che ossessiona alcuni genitori che misurano la febbre in modo compulsivo o pretendono che l’antipiretico azzeri la temperatura febbrile anziché abbassarla nel timore che la febbre alta possa causare meningiti o danneggiare irrimediabilmente il figlio. In questi casi l’impiego eccessivo di farmaci diventa più pericoloso della febbre! Per questo- conclude- promuovere una comunicazione sempre più efficace con i genitori sulla gestione della febbre e del dolore è fondamentale per l’appropriatezza terapeutica e per tranquillizzare genitori e bambini dando il giusto peso alle cose”.

Il paradosso, da area giochi per bambini ad area di sgambamento per cani

0

Piglio, I consiglieri di “Viviamo Piglio” chiedono chiarimenti sull’attesa per la riqualificazione e valorizzazione dei giardini comunali

Nella seduta consiliare dello scorso 27 maggio 2025, con voto unanime, condividendo l’importanza della situazione, era stata approvata la variazione al bilancio di previsione 2025-2027 e autorizzazione all’assunzione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti. Nel particolare si trattava di accedere ad un mutuo per l’ammontare di € 75 mila, per la riqualificazione e valorizzazione dei giardini comunali (nella foto). Ad oggi, nulla è cambiato. A sollevare la questione i due consiglieri di minoranza di “Viviamo Piglio” Roberto Neccia e Domenico Ambrosetti, che avevano condiviso votando a favore l’intervento ritenendolo importante per l’immagine del paese e la sicurezza dei più piccoli, l’area ospita alcuni giochi per i più piccoli che hanno solo questo sito per giocare. Lo stato dei giardini comunali è peggiorato ulteriormente, ed il suo accesso è delimitato da un cancelletto sempre aperto. “I giardini comunali sono in uno stato di abbandono -sottolineano i due consiglieri di Viviamo Piglio- la votazione unanime durante la seduta consiliare per il recupero dell’area, è stata importante perché ha sottolineato la condivisione di maggioranza e minoranza in un’opera per la collettività, ma il tempo scorre ed i giardini comunali sono abbandonati”. Infatti l’area è lasciata in uno stato di abbandono, ed addirittura al mattino presto cambia la sua destinazione e diventa un’area di sgambamento per cani. Purtroppo qualcuno scambia l’area giochi per bambini, in uno spazio dove i cani corrono lasciando anche delazioni e questo è inammissibile contro la salute dei piccoli, che durante la giornata sono li a giocare. Sperando non si debba attendere altro tempo, è importante che il Sindaco Mario Felli acceda a questo mutuo, e nel frattempo l’area va messa in sicurezza, magari chiudendo quel cancelletto e  che sia un dipendente comunale ad aprire e chiudere al mattino ed alla sera, perché non entrino li i cani, ed i loro proprietari capiscano il rispetto dei beni comunali ed il loro utilizzo . E’ una questione di civiltà, il cui compito di educare spetta all’Istituzione Comunale al Sindaco Felli, che tra l’altro è responsabile sanitario del paese, e dunque al dovere d’intervenire per la sicurezza dei bambini. 

Pesca, Confeuro: “Bene risultato in Agrifish. Ma continuare a tutelare catena produttiva

0

Pesca, Confeuro: “Bene risultato in Agrifish. Ma continuare a tutelare catena produttiva”

“Confeuro esprime soddisfazione, ma allo stesso tempo preoccupazione, per l’esito del Consiglio Agrifish, nel quale, grazie all’impegno istituzionale dei ministri di Italia, Spagna e Francia, è stato evitato un drastico ridimensionamento delle giornate di pesca nel mediterraneo. Un risultato significativo ulteriormente rafforzato dalla previsione di introduzione di misure di compensazione a sostegno del comparto, in grado di neutralizzare l’impatto della riduzione dello sforzo di pesca. In questa fase storica delicata e complessa, d’altronde, è fondamentale mantenere elevata l’attenzione sul mare e, in particolare, sul Mediterraneo, un bacino unico per storia, biodiversità e microclima. Occorre continuare a sensibilizzare le istituzioni europee sulle esigenze dei nostri pescatori e sull’importanza di tutelare le catene produttive. Le proposte inizialmente avanzate dall’Unione europea avrebbero infatti compromesso in modo sostanziale l’intero settore, vanificando il lavoro e i sacrifici di tanti pescatori e armatori costruiti nel corso di anni”.

Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei.

Mattarella contro la “disordinata aggressione” all’Ue e gli “opachi centri di potere” che minacciano le democrazie

0
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA

Alla cerimonia per lo scambio di auguri di fine anno con il corpo diplomatico, il presidente della Repubblica ha ribadito l’importanza del dialogo “in questi tempi difficili”. Ecco cosa ha detto

di Antonio Bravetti

ROMA – L’Unione europea sotto attacco di “una ingiustificata e disordinata aggressione”, la minaccia della guerra ibrida, fatta anche dalla disinformazione, per le Democrazie, condotta da “inediti e opachi centri di potere”, e ancora l’importanza crescente, “in questi tempi difficili” del dialogo e della democrazia. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lancia l’allarme nel suo intervento odierno alla Farnesina per la XVIII Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori d’Italia nel mondo, che si è aperta con i saluti per ministro Tajani. Ecco estratti delle sue parole.

“INEDITI E OPACHI CENTRI DI POTERE DISINFORMANO“

“Ovunque, le conseguenze di fenomeni globali, dal cambiamento climatico alle disuguaglianze economiche, alle crisi energetiche, si sommano al riaffiorare di radicalismi ed estremismi che rendono, talvolta, difficili le pacifiche convivenze negli stessi Stati e fra gli Stati.
Una condizione che viene alimentata da flussi informativi manipolativi che, nell’ambito di conflitti ibridi condotti con vari strumenti ostili, congiungono fronte interno e fronte esterno. Pericolose attività di disinformazione tendono ad accreditare una presunta vulnerabilità delle opinioni pubbliche dei Paesi democratici. Cercano di affermarsi inediti ma opachi centri di potere, di fatto sottratti alla capacità giurisdizionale degli Stati sovrani e degli organismi sovranazionali, dotati di vaste capacità di influenza sui cittadini e, con esse, sulle scelte politiche, tanto sul piano interno ai singoli Stati quanto su quello internazionale”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla XVIII Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori.

UE, “RESPINGERE LA DISORDINATA E INGIUSTIFICATA AGGRESSIONE”

“La tentazione della frammentazione si insinua nelle relazioni internazionali, e persino nel mondo occidentale, con la ripresa di un metodo di ostilità che misura i rapporti internazionali su uno schema a somma zero: se qualcuno ci guadagna significa che qualcuno ci perde. Esattamente il contrario dello schema adoperato con successo nei decenni di sviluppo della cooperazione internazionale, in cui è stato possibile puntare a progredire e ottenere, tutti insieme, risultati positivi”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla XVIII Conferenza delle ambasciatrici e
degli ambasciatori.
Poi, aggiunge: “Appare, a dir poco, singolare che, mentre si affacciano, in ambito internazionale, esperienze dirette a unire Stati e a coordinarne le aspirazioni e le attività, si assista a una disordinata e ingiustificata aggressione nei confronti della Unione Europea, alterando la verità e presentandola, anziché come una delle esperienze storiche di successo per la democrazia e i diritti dei popoli, sviluppatasi anche con la condivisione e l’apprezzamento dell’intero Occidente, come una organizzazione oppressiva se non addirittura nemica della libertà.

DAZI, “PORTANO INSTABILITÀ, RAFFORZARE LA COLLABORAZIONE“

“Il piano economico e commerciale è tutt’altro che esente da tensioni, con la diffusione di politiche e strumenti che puntano a rafforzare artificiosamente il proprio Paese a scapito degli altri. Sovraccapacità produttive, dumping, dazi, dominio delle catene di approvvigionamento e coercizione economica, solo per citare alcune tra le distorsioni più significative, nuocciono a un mondo pacifico e interdipendente. Se si intendono perseguire obiettivi di progresso la strada è solo quella del rafforzamento della collaborazione. L’alternativa porta ad avvolgersi nella spirale dell’instabilità”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla XVIII Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori.“IN TEMPI DIFFICILI SERVONO DIALOGO E DIPLOMAZIA”

“Alcuni commentatori sostengono che quelli attuali non siano tempi facili e perfino inadatti per la diplomazia e, dunque, per quanti la esercitano per vocazione e professione. Sono in errore. E’ esattamente in tempi difficili che la diplomazia si trova a dispiegare una delle sue caratteristiche più preziose: la ricerca di percorsi per uscirne e di spazi di dialogo”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla XVIII Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori.
Poi, aggiunge: “A chi ci si affida, infatti, per tracciare in concreto percorsi di negoziato e alternative possibili, anche nelle condizioni più complesse se non alla funzione diplomatica?
Per altro, e forse proprio per questo, nessuno immagina i diplomatici come sorta di meri portaordini nel contesto internazionale, bensì ci si rivolge a loro come sperimentati professionisti, capaci di elaborare soluzioni e alternative sulla base delle scelte assunte dalle nostre libere istituzioni”.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

RIETI: PICCHIATO DAL BRANCO: I CARABINIERI DENUNCIANO TRE GIOVANI

0

I Carabinieri della Stazione di Rieti hanno denunciato a piede libero alla locale Procura della Repubblica tre giovani per una violenta aggressione, avvenuta nella notte dello scorso 23 novembre, ai danni di un giovane ventenne, in via Giovanni Falcone, a poche centinaia di metri dal centro storico del capoluogo.

Secondo quanto ricostruito, la vittima sarebbe stata accerchiata e aggredita con calci e pugni da più persone, riportando lesioni tali da rendere necessario l’intervento dei sanitari del 118 e il successivo trasporto presso l’ospedale cittadino.

A seguito degli accertamenti medici, le ferite riportate sono state giudicate guaribili in sette giorni di prognosi.

Le immediate e puntuali attività investigative, avviate dai Carabinieri della Stazione di Rieti nell’immediatezza dei fatti, hanno consentito di individuare i presunti autori dell’aggressione.

Particolarmente rilevante, ai fini dell’indagine, si è rivelato l’esame delle immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona interessata, che ha permesso di ricostruire in maniera dettagliata la dinamica dell’evento e le fasi dell’azione violenta.

All’esito degli accertamenti, i militari dell’Arma hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria un 19enne residente a Rieti, un 21enne anch’egli residente a Rieti e un 22enne, cittadino extracomunitario residente in città.

I soggetti coinvolti sono stati pertanto deferiti in stato di libertà quali presunti responsabili del reato di lesioni

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Safari di lusso in Africa: quando partire e cosa aspettarsi

0

Un safari di lusso in Africa rappresenta un’esperienza che va oltre la semplice osservazione della fauna selvatica. Si tratta di un’immersione totale in ecosistemi primordiali, dove comfort esclusivo e avventura autentica si fondono per creare ricordi che durano una vita. Sempre più coppie scelgono di includere un safari nel proprio itinerario di viaggio, e tour operator specializzati come Travel Design organizzano esperienze su misura che combinano riserve naturali iconiche con sistemazioni di altissimo livello. La differenza tra un safari standard e uno di lusso risiede nei dettagli: lodge esclusivi con poche camere, guide esperte dedicate, veicoli privati, esperienze personalizzate e un livello di servizio paragonabile ai migliori hotel al mondo. Pianificare correttamente significa comprendere i cicli migratori degli animali, le stagioni climatiche e le peculiarità di ciascuna destinazione per massimizzare le possibilità di avvistamento e vivere l’esperienza nelle condizioni ottimali.

Le destinazioni principali per safari di lusso

Il continente africano offre diverse regioni con caratteristiche specifiche, ciascuna adatta a tipologie di viaggiatori differenti e con stagionalità proprie.

Kenya: la culla del safari classico

Il Kenya rimane una delle destinazioni più iconiche per chi cerca l’esperienza safari autentica. Il Masai Mara costituisce il cuore pulsante del turismo naturalistico keniota, famoso per ospitare la grande migrazione degli gnu tra luglio e ottobre. Durante questi mesi, milioni di erbivori attraversano il fiume Mara inseguiti dai predatori, creando uno spettacolo naturale senza eguali.

I lodge di lusso nel Masai Mara offrono:

  • Camere tented con arredi coloniali e comfort moderni
  • Verande private affacciate sulla savana
  • Butler dedicati per ogni ospite
  • Safari in mongolfiera al sorgere del sole
  • Cene bush sotto le stelle con menu gourmet

Oltre al Masai Mara, l’Amboseli regala panorami sul Kilimanjaro e concentrazioni notevoli di elefanti, mentre il Samburu nel nord offre specie endemiche come la zebra di Grevy e la giraffa reticolata in un ambiente più arido e meno frequentato.

Tanzania: diversità di ecosistemi

La Tanzania vanta una varietà di parchi nazionali eccezionale. Il Serengeti rappresenta il complemento naturale del Masai Mara, ospitando la migrazione nei mesi da dicembre a luglio quando le mandrie si spostano verso nord. Le pianure infinite del Serengeti permettono avvistamenti spettacolari di leoni, ghepardi e leopardi.

Il cratere di Ngorongoro costituisce un ecosistema unico: una caldera vulcanica che ospita la più alta densità di predatori in Africa. Scendere sul fondo del cratere all’alba, quando la nebbia avvolge ancora il paesaggio, regala emozioni intense con avvistamenti praticamente garantiti dei Big Five.

Il Tarangire si distingue per gli enormi baobab e le mandrie di elefanti, mentre il Lake Manyara offre leoni che si arrampicano sugli alberi e fenicotteri rosa che colorano le sponde del lago alcalino.

Sudafrica: accessibilità e varietà

Il Sudafrica rappresenta la scelta ideale per chi desidera combinare safari con altre esperienze. Il Kruger National Park garantisce infrastrutture eccellenti e avvistamenti affidabili tutto l’anno. Le riserve private adiacenti al Kruger, come Sabi Sands, Timbavati e Thornybush, offrono il massimo del lusso safari con:

  • Game drive illimitati senza vincoli di orario
  • Walking safari accompagnati da ranger armati
  • Tracking specifico di rinoceronti e leopardi
  • Fotografia professionale con guide specializzate

La provincia del KwaZulu-Natal aggiunge la possibilità di safari marini per osservare balene e squali, mentre il Kgalagadi nel deserto del Kalahari seduce con paesaggi marziani e leoni dalla criniera nera.

Botswana: esclusività assoluta

Il Botswana applica una politica di turismo a basso impatto e alto valore, limitando il numero di visitatori e mantenendo prezzi elevati per preservare l’ambiente. Il risultato è un’esperienza safari di esclusività rara con territori selvaggi e incontaminati.

Il delta dell’Okavango trasforma il deserto in un labirinto acquatico tra giugno e settembre, permettendo safari in mokoro (canoe tradizionali) oltre ai classici game drive. Il Chobe National Park vanta la più grande concentrazione di elefanti africani, con mandrie di centinaia di individui che si radunano lungo il fiume.

Quando partire per il safari perfetto

La stagione influisce drasticamente sulla qualità dell’esperienza safari, determinando facilità di avvistamento, condizioni climatiche e prezzi.

Stagione secca: avvistamenti ottimali

La stagione secca rappresenta il periodo ideale per la maggior parte delle destinazioni safari. La vegetazione rada e la concentrazione degli animali intorno alle fonti d’acqua permanenti facilitano enormemente gli avvistamenti.

In Africa orientale (Kenya e Tanzania), la stagione secca si divide in due periodi:

  • Giugno-ottobre: stagione principale con temperature piacevoli e cieli tersi
  • Gennaio-febbraio: stagione secca minore, eccellente per osservare i piccoli di molte specie

In Africa australe (Sudafrica, Botswana, Zimbabwe), la stagione secca va da maggio a ottobre, con temperature che aumentano progressivamente fino ai picchi di settembre-ottobre quando il caldo intenso spinge gli animali verso l’acqua.

Stagione umida: verde e nascite

La stagione delle piogge offre vantaggi specifici spesso sottovalutati. I paesaggi si trasformano in distese verdi rigogliose, molte specie partoriscono i cuccioli attirando i predatori, e i prezzi dei lodge scendono significativamente.

Le piogge in Africa orientale cadono principalmente in aprile-maggio (long rains) e novembre (short rains), mentre in Africa australe la stagione umida va da novembre a marzo. Gli avvistamenti richiedono più pazienza ma regalano scenari fotografici spettacolari con cieli drammatici e luce particolare.

Cosa include un safari di lusso

Comprendere cosa distingue un safari di lusso aiuta a valutare le proposte e giustificare l’investimento economico significativo richiesto.

Sistemazioni esclusive

I lodge di lusso si distinguono per ubicazione privilegiata, architettura che si integra nell’ambiente e servizi personalizzati. Le strutture variano da tented camp permanenti con pavimenti in legno e bagni en-suite completi, a lodge in muratura con piscine infinity affacciate sulla savana, fino a eco-lodge sostenibili alimentati da energia solare.

Ogni camera dispone generalmente di:

  • Spazio privato di almeno 60-80 metri quadrati
  • Veranda o terrazza con sedute comode
  • Bagni spaziosi con docce interne ed esterne
  • Minibar rifornito quotidianamente
  • Binocoli professionali e guide naturalistiche

Guide esperte e veicoli privati

Le guide safari nei lodge di lusso possiedono qualifiche avanzate e anni di esperienza sul campo. Molte parlano fluentemente italiano oltre all’inglese, conoscono il comportamento animale in modo approfondito e sanno leggere tracce invisibili agli occhi inesperti.

I veicoli 4×4 ospitano massimo sei persone nei safari standard, ma nei lodge più esclusivi ogni coppia dispone del proprio veicolo privato con guida dedicata, permettendo flessibilità totale su orari, durata delle uscite e focus degli avvistamenti.

Esperienze culinarie

La ristorazione nei safari lodge di lusso raggiunge standard stellati. Chef qualificati preparano menu che fondono cucina internazionale e sapori africani utilizzando ingredienti freschi. Le esperienze culinarie includono:

  • Colazioni bush servite in location panoramiche dopo il game drive mattutino
  • Sundowner con aperitivi e stuzzichini al tramonto nella savana
  • Cene boma attorno al fuoco con grigliate tradizionali e racconti degli anziani del villaggio
  • Picnic gourmet durante escursioni giornaliere intere

Attività complementari

Oltre ai classici game drive mattutini e pomeridiani, i safari di lusso propongono attività diversificate per arricchire l’esperienza:

  • Walking safari per osservare tracce, insetti e vegetazione accompagnati da ranger
  • Safari fotografici con veicoli attrezzati e guide specializzate in wildlife photography
  • Visite ai villaggi locali per comprendere culture Masai, Himba o Zulu
  • Spa treatment con massaggi africani tradizionali
  • Lezioni di tracking per imparare a identificare impronte e segni animali

Preparazione pratica per il safari

Alcuni aspetti pratici richiedono attenzione per garantire comfort e sicurezza durante l’esperienza.

Abbigliamento e attrezzatura

I colori neutri (beige, kaki, verde oliva) sono preferibili perché si mimetizzano nell’ambiente e non disturbano gli animali. L’abbigliamento deve includere:

  • Strati leggeri per le mattine fresche e pomeriggi caldi
  • Cappello a tesa larga e occhiali da sole di qualità
  • Giacca antivento per i game drive all’alba
  • Scarpe chiuse comode per walking safari
  • Binocoli personali anche se forniti dai lodge

La protezione solare riveste importanza critica, con creme ad alto fattore da applicare ripetutamente. Portare farmaci antimalarici prescritti dal medico è essenziale per la maggior parte delle destinazioni safari.

Fotografia e tecnologia

La fotografia wildlife richiede attrezzatura specifica per risultati soddisfacenti. Un obiettivo zoom 70-300mm costituisce il minimo, mentre i fotografi seri optano per 400-600mm. Le batterie extra sono indispensabili considerando la mancanza di elettricità in alcuni camp remoti, anche se i lodge di lusso garantiscono sempre punti di ricarica.

Rispettare le indicazioni delle guide durante gli avvistamenti è fondamentale per sicurezza personale e benessere animale. Mantenere silenzio, evitare movimenti bruschi e non uscire mai dal veicolo senza permesso esplicito rappresentano regole basilari di ogni safari responsabile.

Tessuti e drappeggi per eventi: quali materiali utilizzare e come valorizzarli

0

Il tessuto costituisce uno strumento scenografico dalla potenza trasformativa straordinaria. La sua capacità di ridefinire volumi, ammorbidire linee architettoniche rigide e creare atmosfere coinvolgenti lo rende indispensabile nella progettazione di eventi memorabili. Quando si progetta un allestimento completo, i drappeggi non rappresentano semplici decorazioni ma veri e propri elementi strutturali che modificano la percezione dello spazio e guidano l’esperienza degli ospiti.

La scelta dei materiali giusti richiede competenza tecnica e visione d’insieme. Ogni fibra possiede caratteristiche specifiche che la rendono più o meno adatta a determinate applicazioni: la leggerezza eterea del tulle si comporta diversamente dalla pesantezza strutturata del velluto, mentre la fluidità della seta reagisce alla luce in modo opposto rispetto alla texture opaca del cotone. Professionisti come Marina Rocco sanno orchestrare questi elementi con maestria per costruire scenografie che dialogano perfettamente con l’identità dell’evento e le caratteristiche della location.

La conoscenza approfondita dei tessuti permette di sfruttarne appieno le potenzialità espressive, evitando errori costosi e risultati deludenti. Non basta selezionare un materiale esteticamente gradevole: occorre valutare peso, caduta, reazione alla luce, facilità di montaggio e manutenzione per garantire che l’allestimento mantenga la sua bellezza dall’inizio alla fine della manifestazione.

Caratteristiche dei principali tessuti per drappeggi

Il tulle rappresenta probabilmente il tessuto più versatile nel panorama degli allestimenti. La sua struttura a rete sottile crea effetti vaporosi e romantici, perfetti per cerimonie nuziali o eventi che richiedono leggerezza visiva. Disponibile in grammature diverse, permette di:

Creare volumi generosi senza appesantire visivamente lo spazio

Filtrare la luce producendo atmosfere soffuse e oniriche

Stratificare texture sovrapponendo tonalità diverse per effetti cromatici complessi

Mascherare elementi architettonici poco gradevoli mantenendo trasparenza

L’organza condivide con il tulle la trasparenza ma offre maggiore struttura e lucentezza. La sua superficie liscia riflette la luce creando bagliori eleganti, mentre la consistenza più rigida sostiene forme architettoniche precise. Risulta particolarmente efficace in allestimenti moderni dove serve definizione geometrica senza perdere raffinatezza.

Il chiffon si distingue per morbidezza estrema e caduta fluida. Questo tessuto scivoloso crea onde naturali e movimenti sinuosi che aggiungono dinamismo agli allestimenti. La sua texture leggermente increspata cattura la luce in modo delicato, producendo effetti visivi sofisticati. Richiede però attenzione nel montaggio poiché tende a scivolare e necessita di fissaggi sicuri.

La seta e le sue imitazioni di qualità rappresentano l’eccellenza in termini di luminosità e drappeggio. Le fibre naturali offrono:

Lucentezza incomparabile che cambia intensità con l’angolazione della luce

Caduta perfetta che crea pieghe naturali ed eleganti

Sensazione tattile premium percepibile anche visivamente

Versatilità cromatica con colori profondi e saturi

Il velluto introduce peso, texture e opulenza. La sua superficie pelosa assorbe la luce creando profondità cromatica straordinaria. Particolarmente adatto per eventi autunnali e invernali, comunica lusso immediato ma richiede considerazioni specifiche sul peso e sulla struttura di supporto necessaria.

Tessuti tecnici e materiali innovativi

Il taffetà combina lucentezza pronunciata con corpo strutturato. La sua superficie cangiante produce effetti cromatici variabili che arricchiscono gli allestimenti con dinamismo visivo. La consistenza rigida mantiene forme precise, rendendolo ideale per drappeggi architettonici che necessitano di definizione netta.

Le stoffe iridescenti rappresentano una categoria in crescita nella progettazione scenografica contemporanea. Questi materiali cambiano tonalità secondo l’illuminazione e l’angolo di visione, creando:

Effetti scenici spettacolari particolarmente evidenti con illuminazione dinamica

Profondità visiva attraverso variazioni cromatiche continue

Modernità estetica che distingue l’allestimento da soluzioni convenzionali

Il raso offre una faccia lucida e una opaca, permettendo interessanti giochi di contrasto. La superficie brillante riflette luce generosamente mentre il retro assorbente crea equilibrio. Questa dualità lo rende prezioso per installazioni dove servono sia zone luminose che aree più contenute.

I tessuti ignifughi sono diventati requisito obbligatorio in molte location, soprattutto per eventi in spazi pubblici o strutture soggette a normative antincendio rigide. La certificazione di resistenza al fuoco non compromette necessariamente qualità estetica: molti materiali tecnici replicano perfettamente l’aspetto di fibre naturali garantendo sicurezza normativa.

Tecniche di drappeggio e disposizione scenografica

Il drappeggio lineare prevede tessuto disposto in cadute verticali più o meno ravvicinate. Questa tecnica risulta efficace per:

Mascherare pareti poco attraenti o elementi strutturali da nascondere

Creare fondali uniformi per aree fotografiche o palchi

Definire perimetri di zone funzionali diverse all’interno dello spazio

Aggiungere altezza visiva enfatizzando la verticalità della location

La disposizione a soffitto trasforma completamente la percezione volumetrica dello spazio. Tessuti leggeri sospesi creano cieli scenografici che addolciscono architetture industriali o riducono visivamente l’altezza di ambienti eccessivamente alti. La tecnica richiede strutture portanti adeguate e pianificazione accurata dei punti di fissaggio, ma l’impatto scenico ripaga ampiamente lo sforzo progettuale.

I drappeggi raccolti utilizzano tessuto abbondante fissato in punti strategici per creare onde, festoni o effetti a rosone. Questa lavorazione aggiunge tridimensionalità e movimento, risultando particolarmente scenografica per:

Ingressi monumentali che richiedono presenza architettonica importante

Gazebo e strutture aperte dove il tessuto definisce lo spazio senza chiuderlo

Decorazioni soffitto con elementi centrali da cui si dipartono tessuti verso perimetro

Quinte laterali che incorniciano aree focali come tavoli sposi o palchi

Le installazioni scultoree rappresentano l’evoluzione contemporanea del drappeggio tradizionale. Tessuti modellati in forme tridimensionali complesse, sostenuti da strutture metalliche o rigide, creano vere e proprie opere scenografiche. Onde sospese, spirali verticali, volumi geometrici: le possibilità sono limitate solo dalla creatività progettuale e dalle capacità tecniche di realizzazione.

Illuminazione e valorizzazione dei tessuti

L’interazione luce-tessuto determina il successo finale dell’allestimento. Materiali trasparenti come tulle e organza si trasformano completamente sotto illuminazione dedicata: luci colorate proiettate attraverso strati di tessuto producono sfumature impossibili da ottenere con sole scelte cromatiche del materiale.

Le luci radenti che sfiorano superfici drappegiate enfatizzano pieghe e texture, creando giochi di ombre che aggiungono drammaticità. Questa tecnica risulta particolarmente efficace con tessuti pesanti come velluto o taffetà, dove la luce laterale esalta la tridimensionalità delle onde.

L’illuminazione posteriore trasforma tessuti opachi in superfici luminescenti. Posizionare fonti luminose dietro drappeggi in materiali semi-trasparenti crea bagliori diffusi che ammorbidiscono l’ambiente e producono atmosfere intime. La tecnica richiede attenzione alla distanza tra luce e tessuto per evitare punti caldi visibili.

Gli elementi LED integrati rappresentano la frontiera tecnologica nell’allestimento tessile. Strisce luminose nascoste tra pieghe, fibre ottiche tessute nel materiale o proiezioni mappate su superfici drappegiate permettono effetti dinamici e programmabili che evolvono durante l’evento.

Considerazioni pratiche e gestionali

Il peso complessivo dell’allestimento determina fattibilità e costi. Tessuti voluminosi richiedono strutture portanti robuste, tempi di montaggio prolungati e personale specializzato. La pianificazione deve considerare:

Capacità di carico di soffitti, pareti o strutture temporanee

Accessibilità per montaggio con attrezzature specifiche come scale o piattaforme

Tempi di installazione proporzionati alla complessità dell’allestimento

Smontaggio e logistica di recupero materiali a fine evento

La manutenzione durante eventi prolungati necessita previsione. Tessuti chiari mostrano facilmente polvere o segni, mentre materiali delicati possono danneggiarsi con manipolazione incauta. Prevedere interventi di sistemazione durante l’evento garantisce che l’allestimento mantenga freschezza dall’inizio alla fine.

La sostenibilità guida sempre più le scelte progettuali. Privilegiare tessuti riutilizzabili, evitare materiali monouso, pianificare il recupero e la conservazione dei drappeggi per eventi futuri rappresentano pratiche responsabili che riducono impatto ambientale ed economico. Molti fornitori specializzati offrono servizi di noleggio che permettono di accedere a materiali pregiati senza necessità di acquisto.

Caso Pozzi, appello del consulente della famiglia al ministro Nordio: “Ci incontri. Giustizia per Gimmy”

0

Caso Pozzi, appello del consulente della famiglia al ministro Nordio: “Ci incontri. Giustizia per Gimmy”

“Il rischio di vedere archiviato il caso di Gimmy Pozzi, giovane uomo la cui morte resta ancora avvolta da gravi ombre, rappresenta non solo una ferita per la famiglia, ma una sconfitta per lo Stato di diritto. È una vicenda che continua a porre interrogativi irrisolti, zone grigie che non possono essere liquidate velocemente e senza ulteriori approfondimenti. In queste ore decisive, la richiesta della famiglia è semplice e insieme lacerante: non spegnete la luce sulla verità”. A parlare è il criminologo Michel Emi Maritato, nominato comune consulente di parte dalla famiglia di Gianmarco Pozzi, il 28enne romano deceduto a Ponza nell’estate del 2020 in circostanze che ancora oggi restano misteriose. “Siamo davanti a un caso che presenta elementi che non possono essere sepolti sotto il silenzio burocratico – continua Maritato -. L’archiviazione sarebbe un insulto alla memoria di Gimmy e alla dignità dei suoi cari. Chiedo ufficialmente al Ministro Carlo Nordio di riceverci: lo Stato ha il dovere morale ed etico di ascoltare la famiglia Pozzi”, dichiara Maritato. Il criminologo romano poi scende nello specifico: “Nelle carte del procedimento restano passaggi non chiariti, dinamiche non pienamente indagate, testimonianze da approfondire e incongruenze che non possono essere ignorate. La famiglia Pozzi chiede una cosa sola: che non si chiuda un fascicolo finché tutte le domande non abbiano ottenuto risposta”. Michel Maritato poi conclude con una domanda: “Se lo Stato non tutela chi chiede giustizia, allora chi resta? Le persone non possono sentirsi abbandonate. Il caso Pozzi non è solo un dossier giudiziario: è un appello alla coscienza della Repubblica. Per questo ribadiamo il nostro accorato appello al ministro Nordio di essere ricevuti con urgenza. Non chiediamo privilegi, chiediamo ascolto. Il caso Pozzi non può essere archiviato nel silenzio. Per Gimmy, per la sua famiglia, chiediamo giustizia e verità”.

Ultime Notizie