Questa mattina, il Generale di Divisione Ugo CANTONI, Comandante della Legione Carabinieri “Lazio”, ricevuto dal Comandante Provinciale di Rieti, Colonnello Valerio MARRA, ha fatto visita alla caserma di Viale de Juliis dove ha incontrato gli Ufficiali e i militari in forza ai reparti territoriali e speciali della provincia, nonché alcuni Carabinieri in congedo dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Rieti. Presente anche il Comandante della Scuola Forestale Carabinieri di Cittaducale.
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L’occasione è stata quella del tradizionale scambio di auguri per le prossime festività natalizie e di fine anno.
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Nel sottolineare l’importanza del Natale per tutti gli appartenenti alla grande Famiglia dell’Arma, l’alto Ufficiale ha formulato i più fervidi auguri di serene festività ai militari presenti e ai loro cari, cogliendo l’occasione per ringraziare tutti i Carabinieri della provincia per la preziosa azione di controllo del territorio e di vicinanza dimostrata verso la popolazione reatina.
Il Colonnello Marra, facendosi portavoce del comune sentimento del personale dipendente, ha ringraziato il Comandante della Legione per l’attenzione e la sensibilità da sempre dimostrate verso tutti i reparti della provincia di Rieti, ricambiando gli auguri per il prossimo Natale e per un sereno anno nuovo.
In seguito alle numerose segnalazione, nel pomeriggio è stato effettuato un intervento congiunto da parte della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia Locale, presente anche il Delegato alla Sicurezza urbana Giuseppe Palatucci, volto all’identificazione e alla diffida di alcune famiglie nomadi che stavano tentando di realizzare un nuovo insediamento abusivo nell’area industriale (Pip) adiacente a via Tiburtina.
Si tratta di una zona già interessata, in passato, da un’operazione di sgombero e da un’importante attività di bonifica ambientale, a causa dell’abbandono di ingenti quantità di rifiuti.
“Siamo intervenuti e continueremo a farlo per impedire la formazione di un nuovo accampamento abusivo – dichiara il Sindaco Mauro Lombardo -. Non siamo disponibili a tollerare comportamenti contrari alla legalità e al rispetto del territorio. Questa Amministrazione è fermamente determinata a contrastare e perseguire ogni forma di illegalità, a tutela del decoro urbano e della sicurezza dei cittadini”.
Si è conclusa con grande partecipazione l’edizione 2025 dei Lazio Food Awards, ospitata nella splendida cornice del Golf di Fioranello a Roma, confermando ancora una volta il ruolo dell’iniziativa come principale piattaforma di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari regionali.
L’evento ha visto la presenza di 146 partecipanti, tra produttori, buyer, giornalisti e partner istituzionali. Ben 72 aziende sono salite sul palco per ritirare il proprio riconoscimento dopo aver superato un percorso di selezione unico nel suo genere, arricchito quest’anno da un momento di incontri diretti con i buyer della GDO, occasione preziosa per sviluppare nuove opportunità commerciali.
La cerimonia di premiazione è stata condotta dal patron del progetto Donato Ala, affiancato dal giornalista Alberto Caccia. Sul palco si sono alternati tutti i premiati, insieme agli sponsor e partner che sostengono l’iniziativa.
Durante l’evento, Matteo Ala, responsabile comunicazione del progetto, ha illustrato il valore del bollino ufficiale dei Lazio Food Awards, strumento che permette alle aziende vincitrici di comunicare la propria qualità sui mercati e con i consumatori. Matteo Ala ha inoltre annunciato il prossimo appuntamento: gli ITALY FOOD AWARDS giunti alla quarta edizione e dopo Milano approderanno proprio a Roma nel mese di maggio.
Nel corso della serata, il Presidente e ideatore dei Food Awards Donato Ala ha sottolineato la visione che guida tutta l’iniziativa:
“Siamo orgogliosi di poter dare questa opportunità a meravigliose aziende virtuose del territorio e aiutarle a crescere, niente quote nascoste, niente pubblicità imposta, tutto il resto è merito.”
Suolo, Confeuro-Accademia IC: “Meno consumo e più agricoltura rigenerativa per tutela”
“In occasione della Giornata Mondiale del Suolo – dichiarano Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, e Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune – è necessario ribadire con forza quanto la tutela del suolo sia oggi una priorità assoluta, tanto sul piano ambientale e agroalimentare quanto su quello economico e sociale. A livello generale, dobbiamo diminuire sensibilmente il consumo di suolo a fini edilizi. Solo così potremo rendere i nostri territori più sicuri e resilienti di fronte ai fenomeni atmosferici estremi e agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. Ogni metro di suolo che viene sottratto alla sua funzione naturale rappresenta una perdita di protezione, biodiversità e capacità di assorbimento degli impatti ambientali. Sul piano agricolo, poi, occorre promuovere con decisione l’agricoltura rigenerativa come strumento di tutela del suolo. Questo modello mette al centro la cura della terra e dei suoi nutrienti, puntando sulla rigenerazione dei sistemi biologici e sul benessere del terreno. Confeuro e Accademia Iniziativa Comune sostengono convintamente le pratiche agroecologiche di questo tipo: esse rappresentano la chiave per il futuro del settore primario, perché coniugano sostenibilità e produttività, garantendo al tempo stesso una produzione adeguata e una maggiore protezione dell’ambiente. È un approccio che potrebbe offrire risposte concrete anche alle sfide climatiche, ambientali ed economiche con cui l’agricoltura è chiamata a confrontarsi. A livello globale, infine, servono scelte politiche più coraggiose e una nuova consapevolezza culturale. Proteggere il suolo – fanno sapere da Confeuro e Accademia Iniziativa Comune – significa proteggere l’esistenza stessa del pianeta: è un impegno che non può più essere rimandato e che richiede il contributo responsabile delle istituzioni, del mondo produttivo e della società civile”.
Nasce a Roma il primo Centro Tecnico Nazionale AICS: inaugurazione il 10 dicembre
Il 10 dicembre il Presidente Nazionale AICS, On. Bruno Molea, inaugurerà ufficialmente Honey Soccer City come primo Centro Tecnico Nazionale AICS. La struttura, situata in via Macchia Saponara 151, diventa così un punto di riferimento strategico per il calcio giovanile e per i progetti di inclusione sociale promossi dall’Associazione Italiana Cultura Sport.
La gestione del centro è affidata alla famiglia Miele, che ha scelto di puntare sulla professionalità dell’ASD Honey Soccer MG per lo sviluppo della scuola calcio. Alla guida c’è Giovanni Morsa, giovane imprenditore sportivo, affiancato dal direttore generale Sabino Esposito e dal direttore tecnico Dario Teofani: un team che lavora con dedizione per formare e accompagnare la crescita dei giovani atleti.
Il progetto “Youth Drop-In Sport”: contrasto all’abbandono sportivo
Con l’apertura del Centro Tecnico AICS, diventa operativo il progetto “Youth Drop-In Sport”, iniziativa mirata a favorire la partecipazione dei ragazzi allo sport di base e a ridurre il fenomeno dell’abbandono nelle fasce più giovani. L’obiettivo è creare un ambiente accogliente dove ogni atleta possa crescere attraverso il gioco, sviluppando competenze e benessere psicofisico.
Un villaggio sportivo che include
Honey Soccer City si distingue anche per l’impegno nell’inclusione. La struttura dispone di: • 2 campi di calcio a 5 • 2 campi di calcio a 9 • 3 campi da padel • una palestra polifunzionale per pallavolo e basket
All’interno del progetto “Honey Sport City – Il Villaggio che Include”, il centro promuove attività dedicate ai ragazzi con disabilità, favorendo la partecipazione allo sport integrato e garantendo un’esperienza realmente aperta a tutti.
A completare l’offerta ci sono le attività di animazione curate dagli operatori di Animasit, che rendono Honey Soccer City un luogo vivo, sociale e ricco di occasioni di incontro.
Sport, ma anche comunità
Accanto allo sport, non manca l’attenzione al cosiddetto “terzo tempo”: l’Hosteria Honey accoglie famiglie e atleti in uno spazio pensato per condividere momenti di convivialità e creare una vera comunità sportiva.
Un nuovo polo per giovani, famiglie e inclusione
Con la sua nuova veste di Centro Tecnico Nazionale AICS, Honey Soccer City si propone come un ambiente positivo e formativo, dove sport, educazione e inclusione procedono insieme. Un luogo in cui ragazzi e famiglie possono vivere esperienze significative, costruendo percorsi di crescita dentro e fuori dal campo.
La flautista Monica Moroni, da tempo ambasciatrice culturale della Repubblica di San Marino, torna a far parlare di sé con un progetto discografico che è al tempo stesso un omaggio personale e una dichiarazione artistica universale. Non si tratta solo di musica, ma di un vero e proprio lungo percorso artistico, personale e culturale che, come l’artista stessa sottolinea, è “iniziato nella mia terra natia, la Repubblica di San Marino” e l’ha portata in giro per il mondo.
“(H)Armonies”: Un Titolo, Molti Significati
L’ultimo lavoro di Monica Moroni si intitola “(H)Armonies”, un nome che racchiude una complessa tessitura di significati: “Il suo titolo, è un anagramma giocoso che intreccia il nome di San Marino con il mio cognome e quello della mia amata insegnante Annamaria Morini (1950-2016),” spiega la musicista. Il titolo, dunque, non è solo un tributo alla sua terra e alla sua mentore, ma evoca anche le armonie stesse del suono, definite dall’artista come “simboli universali di bellezza, pace e dialogo interculturale che trascendono i confini ed epoche”.
Il Legame Indissolubile con il Titano
Monica Moroni, flautista di formazione pesarese ma con un ruolo cruciale nella scena sammarinese rafforza con “(H)Armonies” il suo legame indissolubile con la Repubblica. La sua arte è un ponte tra la tradizione musicale colta e la missione culturale di portare il nome e i valori di San Marino sui palchi internazionali.
L’uscita di “(H)Armonies” si presenta così come un evento di spicco per la cultura sammarinese e italiana, un invito ad ascoltare un progetto ambizioso che celebra le radici, onora la memoria e guarda al futuro del dialogo musicale globale.
Il dibattito “Professionisti della Sanità, Fondamenta del Paese”, promosso da UGL Salute all’interno del Consiglio Nazionale, si è trasformato in un momento di confronto vivo e partecipato, caratterizzato da una forte condivisione di intenti e dalla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha voluto essere presente per sottolineare l’importanza del tema. Accanto a lui, il Sottosegretario Marcello Gemmato, il Segretario Generale UGL Paolo Capone e una lunga serie di rappresentanti del mondo politico e istituzionale che hanno arricchito il dialogo con contributi concreti e sentiti
In sala erano presenti, tra gli altri, il Senatore Salvatore Sallemi, la Senatrice Daniela Ternullo, l’Onorevole Andrea Quartini, la Consigliera Regionale della Campania Susy Panico, l’Assessore Fabrizio Ghera e la giornalista scientifica Martina Benedetti. Da remoto hanno voluto portare il proprio contributo il Sottosegretario Claudio Durigon, l’Onorevole Simona Loizzo, Patrizia Baffi, Guido Bertolaso, Marco Alparone e Christian Garavaglia, dimostrando quanto il tema sia sentito e condiviso a più livelli istituzionali
Il confronto, moderato da Massimo Maria Amorosini, ha permesso di mettere a fuoco le esigenze reali di chi ogni giorno garantisce cure, assistenza e professionalità nei servizi sanitari. Tutti gli interventi hanno ribadito con forza la necessità di restituire dignità agli operatori sanitari, partendo da un adeguamento concreto degli stipendi, dal rafforzamento degli organici e da un impegno costante sul tema della sicurezza
Come ha affermato il Segretario Nazionale UGL Salute, Gianluca Giuliano, la presenza del ministro Schillaci e di così tante realtà politiche e sociali dimostra che “la consapevolezza è finalmente diffusa: se vogliamo una sanità capace di rispondere ai bisogni dei cittadini, dobbiamo partire dalla valorizzazione delle persone che ogni giorno la rendono possibile”. Giuliano ha inoltre sottolineato quanto sia urgente “superare le disparità tra sanità pubblica e privata, perché non possono esistere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B”
Il dibattito ha lasciato un messaggio chiaro e condiviso: la nuova sanità che il Paese attende può nascere solo dal riconoscimento pieno del valore dei suoi professionisti, e UGL Salute continuerà a fare la propria parte perché questo percorso diventi realtà.
Il fascino nascosto del Cilento in inverno un viaggio tra natura e cultura, castelli, trekking, storia, sapori e borghi da riscoprire: Lustra, Rutino, Sessa Cilento, Stella Cilento, Caselle in Pittari e Camerota dove il tempo scorre con un ritmo più lento
“Cilento stizze re sango asciute ra lu core“: Cilento schizzi di sangue usciti dal cuore. Località della Campania conosciuta principalmente per le spiagge più belle d’Italia è una destinazione che affascina in ogni stagione, in inverno acquista un’attrazione unica. Il Cilento in inverno risplende di una nuova luce, è un rifugio ideale per chi cerca tranquillità, natura e cultura. I borghi storici hanno un fascino particolare e magico dove si respira la pace e la bellezza dei luoghi. In questa fortunata terra si può fare un turismo esperienziale in modo che i visitatori non siano “solo turisti” ma desiderosi di vivere insieme agli abitanti del posto i luoghi che visitano, conoscere i prodotti enogastronomici ed artigianali, la natura e i monumenti dei centri storici. Recentemente si è concluso un Press Trip alla scoperta dei borghi antichi organizzato dall’Associazione Cilentomania – comunicazione integrata per il turismo, senza finalità di lucro. Il Press Tour rientra nelle strategie di comunicazione per promuovere la rete territoriale di 6 comuni uniti per realizzare il progetto “La Congiura dei Baroni e .. altre storie” finanziato dalla Regione Campania attraverso il fondo Fsc 2021/2027. Il partenariato è composto dai comuni di Lustra, Sessa Cilento, Rutino, Stella Cilento, Caselle in Pittari e Camerota. Si tratta di un evento itinerante tra i borghi delle aree interne e della costa del Cilento con tanti spettacoli di musica, teatro e rievocazioni storiche, un viaggio nella natura e nelle tradizioni del Cilento alla scoperta della vera identità locale per la promozione culturale, naturalistica ed enogastronomica del Cilento.
Cilentomania punta sui viaggi esperienziali per lo sviluppo turistico del Cilento
Orlando Di Scola, presidente dell’Associazione Turistica Cilentomania APS chiarisce gli obiettivi dell’associazione che da oltre vent’anni si occupa di promuovere il Cilento in Italia e all’estero attraverso svariate iniziative e tramite gli uffici di informazione che sono lungo la costa del Cilento. ≪L’obiettivo di questo tour, che è un progetto che nasce all’interno di un Fsc della Regione Campania, è di far conoscere le potenzialità d’inverno del Cilento interno con i piccoli borghi, tra cui: Lustra, Rutino, Sessa Cilento, Stella Cilento, Caselle in Pittari e Camerota. Far conoscere le aziende vitivinicole, quello che possono essere le esperienze e le emozioni da vivere all’interno dei borghi, come le passeggiate naturalistiche che hanno il loro perché. Cilentomania sta cercando di sviluppare questo tipo di progetto perché è vero che abbiamo il mare più bello d’Italia e quindi siamo ricchi di turismo estivo, però abbiamo anche tantissime risorse ancora sconosciute, paesaggi inesplorati e emozioni da vivere a tutto tondo≫.
I Borghi storici avvolti in inverno nella pace e nel silenzio: riti religiosi e contadini, paesaggi naturalistici, artigianato locale
Lustra e il castello di Rocca Cilento
Il borgo conserva il fascino delle sue radici storiche, immerso nella natura, con stradine in pietra e case in stile tradizionale. Gli ulivi secolari consentono la produzione di un olio extravergine pregiato, che si può degustare nei frantoi della “Strada dell’Olio del Cilento”. La frazione di Rocca Cilento è nota per il Castello medievale oggi dimora di charme, dove si è svolto il banchetto nuziale di Ellea Taylor, figlia del batterista dei Duran Duran Roger. Incastonato sulla cima di una collina da cui si gode un panorama spettacolare con una vista che spazia da Capo Palinuro a Punta Campanella. Il Castello è di origine longobarda e risale alla fine del IX secolo a difesa del borgo dalle invasioni saracene. Il Maniero fu centro delle attività giudiziarie ed amministrative, feudo dei Sanseverino fino al 1552. Il Castello è stato restaurato dall’Architetto Stefano Sgueglia, custodisce intatta l’identità e il fascino di un tempo, in una veste moderna e dal design contemporaneo. Stefano Sgueglia è stata una figura carismatica, concreta e lungimirante, ha dedicato la sua vita a realizzare le iniziative che ha sempre sognato, con il costante sostegno della famiglia che si è impegnata a continuare i progetti che con passione e coraggio ha sognato e realizzato. Nella splendida cornice del Castello di Rocca si tiene un’importante rassegna dedicata all’olio EVO per valorizzare e comunicare l’extravergine di oliva, esaltando le produzioni e i territori.
Rutino riti religiosi e vino buono che “ogni male stuta”
San Michele Arcangelo è la principale chiesa da visitare, deve l’aspetto attuale alla ristrutturazione ottocentesca voluta da Don Antonio Verdoliva che la trasformò radicalmente, allungandola ed alzandola, eliminando la parte inferiore. Di rilievo le dodici vetrate policrome che raffigurano i sette Sacramenti; nella cripta sono custoditi preziosi oggetti sacri, un vero patrimonio religioso. Fa parte del Cammino di San Nilo, un itinerario spirituale che attraversa il Cilento interno. Molto sentita la “Via Crucis vivente” del Venerdì Santo. A Rutino si respira ancora il fascino delle antiche tradizioni e dei ritmi naturali della vita di un tempo. Si può visitare il Parco Palustro per passeggiate e escursioni, con sentieri immersi nel verde da percorrere a piedi o in bicicletta per raggiungere zone panoramiche, ideale per gli amanti del birdwatching. Un luogo ricco di storia, tradizioni e spiritualità a misura di coloro che ricercano cultura, natura o la gastronomia cilentana. A Rutino si producono i famosi vini che hanno un’ottima sapidità non dovuta alla salsedine del mare ma ai sali minerali presenti nel terreno cilentano. I vigneti della cantina Barone si estendono su dodici ettari di terreno, a volte difficili e spesso indomabili, ma generosi quanto l’impegno che vi è stato dato.
Sessa Cilento e la Valle dei Mulini
Sorge sul versante del Monte Stella, riserva naturale ricca d’acqua, da cui si gode una vista che abbraccia tutto il Cilento e parte del golfo di Salerno. Lungo il torrente Sorrentino, da San Mango a valle, sono stati costruiti nel secolo XIII 23 mulini ad acqua, attivi fino a metà ‘900, che fanno parte della Valle dei Mulini lunga due chilometri. Testimonianza di un’attività caratteristica del territorio basata sullo sfruttamento delle ingenti risorse idriche. Esiste un progetto per il recupero degli antichi mulini e dei grani cilentani. I terreni comunali saranno affidati a giovani agricoltori e startup per coltivare varietà autoctone di grano e stimolare nuove economie locali. Il progetto mira a contrastare l’abbandono delle aree interne, favorendo la nascita di imprese nei settori culturale, agricolo e turistico, per riportare lavoro, competenze e visione nei piccoli borghi. Una chicca nel centro storico: il museo Casa della Musica con strumenti e banchi di scuola dell’epoca. Fuori del centro di Sessa vi è un vero gioiello: Il Palazzo Coppola, a pianta quadrata con torre interna e una torre medievale del ‘400, costruito tra il 1750 e il 1800, è diventato il simbolo della memoria e della storia del Cilento, ospita la sede dell’Ecomuseo del “Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni” ed è destinato a diventare il motore di una ripresa per dare nuova vita all’intero territorio. Gli ultimi “vuttari” del Cilento sono qui: riparano tini e botti per la fermentazione e l’invecchiamento dei pregevoli vini autoctoni cilentani come: Falanghina, Piedirosso e Primitivo.
Stella Cilento “U’ Paese re i Maistri re cofana e canistri”
Un tempo chiamato Porcili, il nome derivava dal greco “pro kyrios“, ovvero “davanti al signore”, in quanto sul Monte Stella era posta la residenza del Guastaldo, il delegato ad operare in ambito civile, militare e giudiziario di cui sono ancora visibili i resti in località Castelluccio. La denominazione del nome attuale probabilmente è a causa della posizione panoramica del paese, quasi “sospesa tra cielo e terra”. Il Monte Stella è meta di pellegrinaggi i cui pellegrini percorrono il “Sentiero del Monte Stella”, con antiche cappelle e panorami mozzafiato. La cima del monte ospita un piccolo santuario dedicato alla Madonna del Monte Stella, a cui si può arrivare anche con autovetture, il cui edificio risale intorno all’anno 1000 ed è stato restaurato nel 1993. Il santuario appartiene alle sette chiese mariane maggiori del Cilento ribattezzate le “Sette Sorelle”, il culto delle “Sette Sorelle” ha una matrice arcana e risulta strettamente connesso a credenze magico-simboliche pre-cristiane. La frazione di Droro negli anni ’50 era nota per l’attività artigianale di ceste. Ora è rimasto solo l’artigiano Antonio Di Benedetto che non ha apprendisti che vogliano imparare l’arte dell’intreccio per creare vari oggetti intrecciando materiali.
Caselle in Pittari il “Palio del Grano” e il festival “Fiori alle Porte”
Il nome deriva da “casellae” (piccoli casali) e “pittari” (dal greco pietra, roccia). Il paesino è arroccato su di una collina con alla cima una torre medievale, nei pressi del fiume Bussento, dove vi sono le spettacolari Grotte. Conosciuta per l’accoglienza diffusa e per il recupero dei borghi rurali. Per gli amanti della natura vi sono numerosi sentieri e percorsi per poter fare delle passeggiare nei boschi ricchi di sorgenti con panorami mozzafiato. Percorrendo il Cammino di San Michele dell’omonimo monte – dove il culto di San Michele è presente fin dall’VIII secolo d.C. – si raggiunge un luogo incantevole: l’Eremo di San Michele vicino al punto in cui il fiume Bussento scompare nel suo inghiottitoio. L’acqua ha scavato la roccia calcarea dando origine ad un fenomeno di grande interesse. Per la comunità di Caselle in Pittari, San Michele non è solo un’immagine da venerare, nel giorno a lui dedicato gli abitanti salgono in processione fino all’eremo, rinnovando un rito antico che tiene unite le generazioni. In agosto si celebra la “Festa dell’Emigrante” con l’intento di rendere omaggio a tutti coloro che hanno lasciato la propria terra in cerca di nuove opportunità, mantenendo vivo il legame con il proprio paese d’origine. Sempre ad agosto si tiene il festival “Fiori alle Porte”, un evento di arti performative ideato e diretto dall’artista Ramona Pisano. Il Festival è anche l’occasione per riscoprire le vecchie serenate popolari dette Fiori, quelle d’amore e quelle a ingiuria. Le serenate dispregiative venivano fatte per denigrare una donna che aveva lasciato un uomo. Il “Palio del Grano” si tiene nell’ultima settimana di luglio, con l’intento di far conoscere alle nuove giovani generazioni la pratica contadina della mietitura del grano, una rievocazione storica per celebrare le antiche tradizioni agricole del territorio coinvolgendo la comunità in gare e festeggiamenti che richiamano numerosi partecipanti e turisti.
Camerota stupende Grotte e il racconto delle Strambaie
Marina di Camerota, perla del Cilento, custodisce nelle famose Grotte un patrimonio naturalistico e storico di straordinaria bellezza. Si può prendere l’aperitivo al tramonto su di una barca con bagno alla Grotta degli Innamorati, all’Occhio di Venere e all’incantevole Grotta Azzurra… oppure partecipare alle suggestive Lamparate (pesca notturna seguita da cena a bordo con pesce appena pescato) cosa si può volere di più dalla vita ! La leggenda racconta che Palinuro, il nocchiero di Enea, si innamorò perdutamente di Kamaraton senza essere ricambiato, la fanciulla venne perseguitata e trovò la morte in fondo al mare. Venere trasformò Kamaraton in una roccia che diventò l’altura su cui sorge oggi Camerota. La Marina di Camerota è una destinazione ideale per gli amanti del mare, la storia e la natura, offrendo un’esperienza autentica tra acque limpide, cultura millenaria e una cucina ricca di sapori tradizionali. A Camerota vi sono le spiagge più belle: come Baia degli Infreschi, che è stata “la spiaggia più bella d’Italia nel 2014” di Legambiente; Cala Bianca; Spiaggia del Troncone dove l’acqua del mare prende una varietà di colori dal verde al blu cobalto. Secondo la leggenda nella Grotta degli Innamorati due amanti trovarono rifugio per sfuggire a un destino avverso, da allora è considerata un simbolo d’amore eterno. Alcune Grotte sono accessibili dalla spiaggia come la Grotta della Cala, al suo interno sono stati rinvenuti reperti risalenti a circa 45.000 anni fa che testimoniano la presenza sia dell’Homo di Neanderthal che dell’Homo Sapiens. La “Festa del Mare e dei Pescatori” evoca atmosfere del borgo antico, rappresentazioni teatrali, dove arti, mestieri, la musica e la poesia riproducono e ricordano il borgo di un tempo, attraverso il racconto delle Strambaie, donne del vicolo, che raccoglievano l’erba spartea e la lavoravano trasformandola in funi per i pescatori.
La parola ai protagonisti
Francesco Barone dell’Azienda Agricola Vitivinicola Barone di Rutino, che accoglie numerosi visitatori, fondata nel 2004 da Giuseppe Di Fiore, Francesco Barone e Perrella ama profondamente la sua terra: ≪ Il Cilento era una zona arretrata agli inizi dell’Ottocento, veniva considerata la zona più arretrata d’Italia, dove i moti cilentani hanno favorito il brigantaggio, ma perché questo? Perché era una zona dove veramente si soffriva la fame a causa di una geologia complessa, per lavorare i terreni diventa molto molto complicato. Quando si riesce a impiantare la vite da vino può dare delle grandi soddisfazioni perché è un terroire fatto apposta per la vite dove le radici affondano nella roccia micronizzata. I vini del Cilento e di Rutino in particolare hanno un’ottima sapidità non dovuta alla salsedine del mare ma ai sali minerali presenti nel terreno cilentano≫.
Vincenzo Vaccaro vice sindaco di Stella Cilento, così illustra la cittadina:
≪Dal punto di vista turistico il nostro paese ha un’offerta importante, anche perché noi siamo attualmente seicento persone e riusciamo ad avere, quasi trecento posti letto fra B&B e agriturismi. Abbiamo tre frantoi attivi e un frantoio storico da visitare inserito nel progetto La Via dell’Olio. Sul Monte della Stella c’è un’area attrezzata, “Il Vivaio” raggiungibile anche con percorsi di trekking. Vi sono numerosi sentieri, fra cui uno circolare che unisce Stella con tre delle quattro frazioni, l’antico sentiero per il pellegrinaggio alla Madonna della Stella, dove si partiva dalla chiesa e si arrivava fin su in montagna. Tanti gli eventi durante l’arco dell’anno, soprattutto nel periodo estivo, il principale è “Cuntaria”, un festival nella frazione di Droro che si svolge nella terza settimana del mese di agosto, negli anni ’50 vi era la produzione artigianale e la lavorazione di ceste e utensili in legno, alcuni artigiani mantengono ancora viva questa tradizione. Per una settimana Stella Cilento si trasforma tra installazioni artistiche, teatro di strada, attori, narrazioni, la popolazione e i ragazzi del luogo sono consapevoli che l’obiettivo è quello del recupero della nostra identità culturale. Siamo arrivati all’ottava edizione, quest’anno siamo riusciti ad avere delle presenze molto importanti superando le diecimila persone. In tale occasione organizziamo un campo di volontariato internazionale con degli studenti che vengono da tutta Europa. Abbiamo poi la “Festa del Borgo” nella frazione San Giovanni, dedicata alla notte magica del Cilento antico. Nella frazione Amalafede (originariamente Bonafida) proprio per il suo nome aleggia un’antica leggenda che parla delle Janare, streghe della tradizione popolare del Sud Italia, legate principalmente all’area di Benevento, che per secoli ha caratterizzato la paura. Quando avvenivano delle cose senza poterle spiegare, si dava sempre colpa a qualcosa di magico. L’evento ogni anno si rinnova intreccia leggenda, arte e tradizione popolare, evocando la figura della janara, strega custode di saperi antichi e protagonista di racconti tramandati da padre in figlio≫.
Stella Salomone del comune di Caselle in Pittari è la delegata ai rapporti con la scuola e alle pari opportunità, così presenta il piccolo centro.
≪Noi siamo inseriti in un contesto che è più ampio di quello del nostro comune e abbiamo sicuramente tantissime caratteristiche che ci accomunano a tutti i paesi del nostro territorio. Caselle ha però delle caratteristiche che secondo noi sono interessanti, una tra tutte è l’accoglienza. Chiunque giunge a Caselle, da un giorno a dieci giorni a un mese, va via con quel senso di essere stato accolto. Caselle è come una mamma che quando ti vede ti abbraccia, facendoti innanzitutto mangiare e ospitandoti nel modo più autentico. Questa è l’immagine che vogliamo dare del Paese, ma è questa l’immagine che Caselle e il Casellese dà a chiunque viene da fuori. Lo stare a Caselle è determinato da tantissime cose, da un albergo, da un B & B e dal turismo di ritorno, l’accoglienza nelle famiglie originarie da coloro che tornano da noi, cosa che ancora è molto praticata nel nostro Paese. Fra le attività vi è una manifestazione molto importante legata al grano, il “Palio del Grano” che si tiene nell’ultima settimana di luglio, una manifestazione che oltre ad una festa è una partecipazione comunitaria sulla ripresa delle coltivazioni che non erano più praticate. Si tratta proprio di un riappropriarsi di un’identità – che è quella contadina di questi nostri territori – facendola approdare nell’enogastronomia. Vi è poi un altro evento importante il festival “Fiori alle Porte”, che noi portiamo avanti nel nostro Paese. Inoltre abbiamo riscoperto il canto a fiore cilentano proprio della nostra tradizione≫.
Per conoscere la natura del canto a fiore, quale caratteristica aveva e come si è trasformato nel tempo in arte, sentiamo Ramona Pisano, direttore artistico del festival “Fiori alle Porte” di Caselle in Pittari. ≪Il festival Fiori alle Porte è un festival di arte e arti visive, l’ispirazione è nata dai fiori, che sono le vecchie serenate che si cantavano nel paese. Dalle ricerche fatte abbiamo evinto che c’erano due tipi di serenate: i fiori d’amore e i fiori a ingiuria. I fiori a ingiuria erano quelle serenate che per esempio venivano fatte per denigrare, richieste da un uomo lasciato da una donna. Erano delle serenate dispregiative dedicate alle donne provocando dissapori delle famiglie a cui venivano destinate. Mio nonno Domenico è stato l’ultimo banditore di Caselle, si occupava di portare delle comunicazioni alle persone del paese che fondamentalmente erano analfabete e non riuscivano a leggere eventuali manifesti, suonava tre volte la trombetta e poi leggeva il bando. Il progetto “Fiori alle Porte” ha come obiettivo quello di recuperare i vecchi portoni del centro storico attraverso opere pittoriche di artisti contemporanei oppure di ragazzini. Ogni anno diamo un tema per raccontare la tradizione della serenata. L’idea è quella di trascrivere il nostro patrimonio orale. Da dieci anni cerchiamo di far conoscere alle nuove generazioni quella che era una forma comunicativa ormai in disuso ma che fa parte della nostra cultura, soprattutto del Sud Italia. Attraverso la porta possiamo comunicare ed esprimerci≫.
Serena Palumbo è un’accompagnatrice turistica per la grotta della Cala che lavora all’ufficio turistico di Marina di Camerota.
≪ A Camerota in inverno cerchiamo di ampliare l’offerta turistica anche grazie al Museo del Mare e alla grotta della Cala con i suoi reperti preistorici, fa parte di un complesso di siti e grotte preistoriche, come anche la grotta del Poggio che si trova poco più avanti. La grotta della Cala ha una grande importanza, al suo interno troviamo reperti che riguardano sia l’Homo Neanderthal che l’Homo Sapiens. Gli studi condotti dall’Università di Siena proseguono ancora. Nella grotta della Cala sono collocati dei pannelli che illustrano lo scavo con la stratigrafia e la riproduzione dei reperti che sono stati ritrovati, come per esempio i ciottoli dipinti del Mesolitico, gli ami in osso dell’Età del Rame, l’amigdala con le punte in pietra e il giavellotto. Nella parte più interna, che però purtroppo non è visitabile, sono state rinvenute delle tombe dell’Età del Bronzo, delle ossa umane, del vasellame e delle perle in pasta vitrea e ambra. È una scoperta molto rilevante perché la pasta di vetro ci indica i commerci di questo periodo probabilmente con i Micenei e sono le uniche di questo tipo in Campania e sono ancora oggetto di studio≫.
Roma, Il musical più longevo e amato dagli italiani, con Giovanni Scifoni e Lorella Cuccarini
Dal 11 Dicembre 2025 al 11 Gennaio 2026, inizia la stagione teatrale 2025- 2026 del musical più longevo e amato dagli italiani “Aggiungi un posto a tavola” di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, con Giovanni Scifoni e Lorella Cuccarini, che torna ad emozionare il pubblico al Teatro Brancaccio. <“Aggiungi un posto a tavola” -si legge nel comunicato- scritto con Jaja Fiastri, musiche di Armando Trovajoli continua a emozionare il pubblico di ogni generazione con un nuovo prestigioso cast. In questa edizione la messa in scena della regia originale di Garinei e Giovannini è stata affidata a Marco Simeoli che dichiara: «Dopo quasi 800 repliche eseguite nei ruoli di Toto e poi del Sindaco, che manterrò in questa nuova edizione, sono davvero emozionato per questo incarico. Ringrazio la produzione e gli autori per la fiducia accordatami; una grande responsabilità che affronto con entusiasmo e impegno. Voglio fare un’edizione indimenticabile che onori gli autori che nel 1974 concepirono una delle più belle commedie musicali italiane dal successo inossidabile>. Nel ruolo di Don Silvestro Giovanni Scifoni, attore stimato ed amato dal pubblico: «Un desiderio che diviene realtà! È la prima volta che partecipo a una grossa produzione musical. Mio padre mi fece vedere Aggiungi un posto a tavola in televisione che avevo 6 anni, mi ricordo ogni gesto. Sono entusiasta e terrorizzato; non vedo l’ora di dare il mangime alla colomba». Special Guest Lorella Cuccarini nel ruolo di Consolazione: «Un altro sogno che si avvera; Aggiungi un posto a tavola fu la prima commedia musicale della mia infanzia. La vidi più volte con cast diversi, conoscevo a memoria tutte le canzoni e da adolescente mi immaginavo sul palco come Clementina. A distanza di 50 anni, ho il privilegio di farne parte con un ruolo iconico che è stato interpretato da stelle della commedia musicale come Bice Valori e Alida Chelli, mi impegnerò per non essere da meno». “La voce di lassù”, interpretata da Enzo Garinei per quattro stagioni, verrà mantenuta in suo onore. Nel ruolo del Sindaco Marco Simeoli, nel ruolo di Clementina ci sarà Sofia Panizzi (sostituita da Anna Di Matteo nelle repliche di Salerno, Lecce, Trieste, Udine e San Benedetto del Tronto) e Toto sarà interpretato da Francesco Zaccaro. Francesca Nunzi è confermata nel ruolo di Ortensia. LA TRAMA: “La storia, liberamente ispirata a “After me the deluge” di David Forrest, narra le avventure di Don Silvestro, parroco di un paesino di montagna, che un giorno riceve una telefonata inaspettata: Dio in persona lo incarica di costruire una nuova arca per affrontare l’imminente secondo diluvio universale. Don Silvestro, aiutato dai compaesani, riesce nella sua impresa, nonostante l’avido sindaco Crispino che tenterà di ostacolarlo in ogni modo e l’arrivo di Consolazione, donna di facili costumi, che metterà a dura prova gli uomini del paese. Finita l’arca, al momento dell’imbarco, interviene un cardinale inviato da Roma che convince la gente del paese a non seguire Don Silvestro che a suo dire disonora l’abito che porta. Comincia il diluvio, sull’arca si ritrovano solo Don Silvestro e Clementina, la giovane figlia del sindaco perdutamente innamorata di lui. L’acqua incomincia a sommergere i paesani, Don Silvestro decide di abbandonare l’arca, rifugio sicuro, per condividere con i suoi fedeli quel terribile momento. Un gesto infinito d’amore. Allora Dio, vedendo fallire il suo progetto, interrompe il diluvio, imposta l’arcobaleno. Si chiude su una tavola in festa celebrando il ritorno alla serenità benedetta da Dio”. La commedia musicale è prodotta da Viola Produzioni centro di produzione teatrale. Dopo i successi ottenuti con Rapunzel il musical, Sister act il musical , Peter Pan il musical , L’ultima strega, E… se il tempo fosse un gambero?, La Regina di ghiaccio il musical, Aggiungi un posto a tavola, Shakespeare in Love,Aladin il musical geniale, La piccola bottega degli orrori , Tutti parlano di Jamie il musical, Prova a prendermi il musical, Alessandro Longobardi conferma il Centro di Produzione d’eccellenza tra i più attivi e proficui in Italia. TEATRO BRANCACCIO Via Merulana, 244, 00185 Roma botteghino@teatrobrancaccio.it prezzo biglietto da 80 € a 40 € -disponibili su www.teatrobrancaccio.it e www.ticketone.it
San Vittore, Il 12 dicembre inaugurazione del cammino della Ciociaria! Per il progetto di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028
“Un cammino verso Hernica Saxa per promuovere la candidatura delle Città Erniche di Anagni, Ferentino, Veroli, Alatri. Iniziamo Venerdì 12 quando alle ore 11 con tanti turisti armati di bastoncini da trekking e con scarponcini inizieremo il cammino con trekking urbano. Partiremo dalla Porta a Sud della Ciociaria verso Hernica Saxa, le Città di roccia. Il trekking urbano sarà tutto all’interno del Borgo di San Vittore il cui nome deriva dall’antica cella benedettina che vide nascere il nucleo abitativo. San Vittore è luogo delle Mura Megalitiche, erette con ogni probabilità dai Sanniti ma è importante ricordare che sono state portate alla luce anche molte testimonianze preromane. San Vittore risale al IX secolo e tante sono le chiese ed i monumenti del XIV secolo. Il 12 Dicembre con bastoncini da trekking inaugureremo il Cammino della Ciociaria per la Candidatura delle Città Erniche a Capitale Italiana della Cultura”. Lo ha annunciato Alfonso Testa di Destination Management Organization DMO – Terra dei Cammini, annunciando il pieno sostegno alla candidatura di Anagni, Ferentino, Veroli, Alatri a Capitale Italiana della Cultura. “La DMO Terra dei Cammini, -si legge in una nota- in qualità di soggetto capofila della rete Destinazione Ciociaria, desidera esprimere il proprio convinto sostegno al progetto Hernica Saxa, che rappresenta un’occasione straordinaria per valorizzare il patrimonio culturale, storico e identitario delle città fortificate di Anagni, Veroli, Ferentino e Alatri. In linea con la visione di una Ciociaria unita – ha continuato Testa – sostenibile e narrata come un’unica destinazione culturale, la DMO intende contribuire a rendere questa candidatura non solo un’iniziativa territoriale ma un progetto di respiro provinciale e regionale, capace di raccontare la ricchezza della nostra intera area laziale. Alle ore 11 partiremo con il trekking, alle ore 17 e 30 inaugureremo invece Destinazione Ciociaria. In tale prospettiva, la DMO desidera promuovere il 12 dicembre, presso la Chiesa di San Nicola in San Vittore del Lazio, un evento simbolico che segnerà l’avvio di un viaggio itinerante dedicato al progetto Hernica Saxa. Il Comune di San Vittore del Lazio, “porta del Sud” è punto di passaggio tra Lazio e Campania, rappresenta idealmente l’inizio di un percorso che unisce idealmente la Ciociaria dal confine meridionale fino ai centri storici fortificati protagonisti della candidatura. Questa iniziativa rientra pienamente nella visione strategica di Destinazione Ciociaria, che mira a costruire una narrazione condivisa del territorio, integrando cultura, turismo e identità locale in una cornice di sostenibilità e coesione. Certi che questa collaborazione possa rafforzare ulteriormente la rete culturale e turistica del territorio, porgiamo i nostri più cordiali saluti e la piena disponibilità a lavorare insieme per la valorizzazione della Ciociaria come modello di sviluppo integrato e partecipato”. Il progetto “Hernica Saxa” (le Rocce Erniche) rappresenta un modello distintivo: non una singola città, ma quattro centri storici – Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli – uniti in un’alleanza strategica. Dall’antica Lega Ernica del V secolo a.C., guidata da Anagni, nasce oggi una nuova alleanza fondata sulla cultura come motore di sviluppo. Un territorio di 400 km² con 90.000 abitanti, condivide 2500 anni di storia e un patrimonio culturale straordinario. Un territorio con circa 100 siti culturali. Anagni, Veroli, Ferentino, Alatri, compatte con Hernica Saxa – La storia lega – la Cultura unisce, progetto di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, sostenuto dai sindaci, Daniele Natalia, Germano Caperna, Piergianni Fiorletta, Maurizio Cianfrocca e dagli assessori alla Cultura, Carlo Marino e Francesca Cerquozzi e dai consiglieri comunali delegati alla Cultura Luca Zaccari e Sandro Titoni, in rappresentanza delle rispettive amministrazioni comunali da Antonio Ribezzo, direttore della Rivista Agorà e Presidente Archeoclub d’Italia sede di Ferentino”.
di Antonella Multari
Che cosa dobbiamo riparare, esattamente? Una persona? Una distanza? Una colpa? Oppure quella parte di noi che, rinchiusa troppo a lungo dentro...
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