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De Humana Mensura. Linda KarshanalPalazzo della Cancelleria

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Dopo la Tate e il British Museum arriva a Roma, dal 17 dicembre al 19 gennaio al Palazzo della Cancelleria Apostlica, Linda Karshan con De Humana Mensura, un percorso che porta nella capitale l’artista statunitense che ha fatto del disegno una pratica di respiro e movimento, una grammatica interiore capace di trasformare il gesto in ritmo e il ritmo in forma, fino a tracciare una relazione profonda tra l’uomo e l’ordine del cosmo.

Lo fa con una mostra speciale in omaggio a Roma, nel cuore dell’Anno Giubilare della Speranza: per la prima volta una selezione di opere provenienti da collezioni italiane e internazionali viene riunita per restituire il dialogo profondo che l’artista intrattiene con il Rinascimento, con Leonardo e Michelangelo, con Platone e Alberti, con quell’idea di armonia che attraversa secoli e culture. Un percorso che accompagna il visitatore in un continuo attraversamento: tra carta e spazio, tra gesto e misura, tra pensiero e visione.

La scelta non è casuale. Questo dialogo con il Rinascimento non poteva che snodarsi nel primo palazzo costruito ex novo a Roma in stile rinascimentale, un luogo che sin dal sontuoso cortile realizzato dal Bramante conserva intatto il fascino dell’Umanesimo e che rappresenta uno degli edifici più straordinari dell’Urbe. Il Palazzo della Cancelleria del Vaticano – nell’omonima piazza a due passi da piazza Navona – diventa così non solo contenitore dell’opera, ma partner silenzioso di un racconto che intreccia tempo storico e sensibilità contemporanea. Al piano nobile, nel Salone d’Onore, vive l’imponente affresco che nel 1546 Giorgio Vasari completò in soli cento giorni, assecondando la richiesta impellente del committente. Il progetto del Vasari con affreschi in stile manierista con un’architettura dipinta, esercità un’influenza sui cicli decorativi di Palazzo Vecchio a Firenze.

La mostra, curata dall’architetto Laura Villani, si articola nelle sale espositive al piano terreno del Palazzo, dove i disegni di Karshan – opere che traducono lo spazio in segno e il segno in ritmo – costruiscono un percorso scandito dalle parole dell’artista, in dialogo con i grandi maestri del pensiero umanistico. La sua ricerca, nutrita da studi di psicologia e dalla convinzione che l’universo sia ordinato numericamente, è una riflessione sulla misura e sul ruolo dell’essere umano dentro un ordine più grande.

In occasione dell’inaugurazione, eccezionalmente aperta al pubblico, il Palazzo della Cancelleria dischiude la Sala Vasari e il Salone Riario per ospitare una performance unica: un Walked Drawing concepito da Karshan per questo spazio storico.
Nel disegno camminato, l’artista trasforma il proprio corpo in strumento per disegnare lo spazio: i passi diventano linee, gli spostamenti tracciati ritmicamente seguono la sua “coreografia interiore”, il respiro guida le direzioni, i cambi di ritmo, gli scarti. Ne nasce un disegno nello spazio, un gesto che risuona sul pavimento della Sala Vasari creando una misura sonora, un ponte tra la storia dell’edificio e la presenza viva dell’artista.

Il pubblico sarà invitato a condividere questa esperienza di “porre l’uomo come misura dello spazio”, in sintonia con il significato del Giubileo della Speranza: non l’uomo come misura di tutte le cose, ma l’uomo in ascolto del cosmo. Un’esperienza rara, che restituisce all’arte la sua dimensione rituale e alla città un’occasione preziosa per conoscere da vicino l’artista in uno dei palazzi più affascinanti della Capitale.

L’artista cita le parole di Calvino nelle Lezioni Americane per dare un’incipit introduttivo al suo lavoro “Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili”

A presentare la mostra in occasione dell’inaugurazione il 17 dicembre alle ore 17.30, interverranno, tra gli altri, S.E Marco Salvi Vescovo di Civita Castellana che parlerà del Rinascimento tra prospettiva di Piero della Francesca e la geometria euclidea di Leonardo, Laura Villani, curatrice della mostra, che farà un’introduzione sulle affinità elettiva tra l’artista e il palazzo della Cancelleria, e seguire Giulia Martina Weston che narrerà L’umanesimo di Linda Karshan. Seguirà un’intervista di Laura Villani alla stessa Linda Karshan per descrivere il metodo performativo per la creazione delle sue opere, dove ogni segno è associato al respiro, al movimento e al modo musicale di contare gli incrementi di tempo basato sulla teoria platonica secondo cui l’universo è ordinato numericamente. Sarà la stessa artista, infine, a chiudere la serata introduzione alla performance ed esecuzione della stessa nella Sala del Vasari.
17 dicembre – 19 gennaio

Tutti i giorni compresi i festivi dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00

Palazzo della Cancelleria, P.za della Cancelleria, 1, 00186 Roma RM
Ingresso Libero

Agroalimentare, Confeuro: “Ok rapporto Ismea ma non sottovalutare criticità”

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Agroalimentare, Confeuro: “Ok rapporto Ismea ma non sottovalutare criticità”

“Accogliamo con favore i risultati del Rapporto Ismea 2025, che restituisce un quadro complessivamente positivo per il nostro agroalimentare. I dati sul valore della produzione e sul contributo al PIL indicano un settore che continua a essere una colonna portante dell’intero sistema produttivo ed economico italiano. Non possiamo però dimenticare – sottolinea Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro – che questi risultati sono merito esclusivo degli agricoltori, della loro professionalità e del loro lavoro quotidiano, spesso svolto in condizioni difficili. E proprio per questo è necessario guardare anche alle criticità che il settore sta attraversando. Rimane innanzitutto aperta la questione delle aziende non orientate all’export, che rappresentano una parte fondamentale della nostra agricoltura e che devono essere sostenute con strumenti efficaci per valorizzare e commercializzare i propri prodotti sul mercato interno. A ciò si aggiunge una delle sfide più urgenti e meno affrontate sinora: il problema del ricambio generazionale. L’assenza di prospettive chiare per i giovani agricoltori e le difficoltà di accesso al lavoro agricolo creano incertezza e minano il futuro stesso del settore primario. Siamo inoltre in un contesto economico delicato e complesso, condizionato non soltanto dalle politiche commerciali internazionali, dai dazi e dagli accordi, ma anche dagli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico, che sta compromettendo la stabilità delle rese e aumentando l’incertezza produttiva. Per questo – prosegue Tiso – se da un lato il rapporto Ismea pare descrivere un settore florido, resiliente e in sviluppo, dall’altro non si può ignorare ciò che accade realmente nelle campagne: la redditività insufficiente dei piccoli e medi produttori, le difficoltà di accesso e posizionamento sui mercati, i costi di produzione elevati che continuano a erodere i margini delle imprese agricole. È fondamentale che le istituzioni prestino maggiore attenzione al modo in cui vengono raccontati e interpretati i dati, tenendo conto di tutte le variabili che incidono sulla vita delle aziende agricole. Solo così sarà possibile costruire politiche realmente utili per sostenere il comparto primario e garantire un futuro sostenibile all’agricoltura italiana”, chiosa il presidente Confeuro.

A Rimini è emergenza lupi, il neonato comitato denuncia: “Fra un po’ arrivano in spiaggia…

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”I timori dei residenti: “Sono una minaccia anche per il turismo, qui viviamo segregati”

RIMINI – Malessere, paura e rabbia. Sono i sentimenti dei cittadini della periferia di Rimini e Comuni limitrofi alle prese con “continue e sempre più numerose e violente aggressioni dei lupi ad allevamenti e animali d’affezione come cani e gatti”.
Per veicolare quei sentimenti, “una situazione di allarme sociale ed economico”, verso l’opinione pubblica è nato un comitato ad hoc, il Comitato quartiere 11 Rimini “Emergenza lupi”. “Siamo segregati in casa, ostaggi dei lupi, impediti ad uscire persino in giardino, a fare passeggiate col rischio di aggressioni anche ai bambini”, lancia l’allarme il comitato. “I lupi sono già stati visti oltre la Circonvallazione, nell’Ausa e in via Rossa, con un gatto in bocca e, seguendo l’alveo del fiume Marecchia, possono arrivare fino alla spiaggia a San Giuliano”.

I cittadini del comitato si chiedono dunque “cosa aspettano le Associazioni di albergatori, di bagnini e tutti coloro che sono legati al turismo a fare sentire la loro voce”. Basta insomma “mettere la testa sotto la sabbia, il problema è serio e coinvolge tutti, campagna e città”. Occorre applicare, conclude il comitato, il “Protocollo sperimentale per l’identificazione e la gestione dei lupi urbani e confidenti” di dicembre 2024, dell’Ispra per “rimuovere la minaccia dei lupi. Dobbiamo scegliere se lasciare il nostro territorio ai lupi o agli umani, non esiste convivenza in questa situazione”.

onte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Donna uccisa e sfigurata dalle botte ad Ancona, è caccia al marito

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L’uomo era stato arrestato lo scorso aprile per maltrattamenti nei confronti della moglie, ma poi i due erano tornati insieme

ANCONA – Era riversa sul letto di casa sua, con evidenti segni di percosse e lesioni alla testa e il volto praticamente sfigurato. È stata trovata così intorno alle 13 di oggi, mercoledì 3 dicembre, Sadjide Muslija, 49 anni- ne avrebbe compiuti 50 anni il prossimo 12 dicembre- di origini macedoni e residente in provincia di Ancona, nel comune di Monte Roberto. Il datore di lavoro, non avendo sue notizie, ha dato l’allarme e i carabinieri intervenuti al suo domicilio hanno trovato il suo corpo straziato e senza vita. La porta di casa era aperta e le chiavi inserite. Sul posto sono arrivati poi il magistrato di turno della procura di Ancona, i carabinieri del Nucleo investigativo e della sezione investigazioni scientifiche di Ancona e della compagnia di Jesi.

IRREPERIBILE IL MARITO

Le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate tutte sul marito, Nazif Muslija, anche lui 50 enne di origini macedoni, attualmente irreperibile. I due erano tornati a vivere insieme lo scorso luglio, dopo una breve separazione. Infatti l’uomo ad aprile era stato arrestato proprio a seguito di un grave episodio di maltrattamenti nei confronti della donna. E stamane il 50enne, operaio in una ditta locale di infissi, non si è presentato al lavoro.

IL PRECEDENTE: L’AGGRESSIONE CON UN’ASCIA PER UN PRESUNTO TRADIMENTO

Era piombato in camera con un’ascia in mano, al grido “Questa sera ti ammazzo”. Secondo il marito, Sadjide lo tradiva e lei quella volta è riuscita a sfuggire alla sua furia trovando rifugio dai vicini. Nazif le ha distrutto il cellulare e poi si è recato a casa del presunto amante, sfondando la sua porta di casa, ma non aveva trovato nessuno. Tornando a casa era stato fermato dai carabinieri perché la moglie lo aveva denunciato, raccontando che erano due anni che subiva maltrattamenti fisici. Era aprile scorso e pochi mesi dopo, a luglio, l’uomo aveva patteggiato una pena di un anno e 10 mesi. Poi moglie e marito erano tornati a vivere insieme. E oggi Sanjide è stata picchiata a morte.

 fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Tragedia a Parma, bimbo di un anno muore al Nido durante l’ora del riposino

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Al vaglio l’ipotesi di un arresto cardiocircolatorio. Il sindaco Guerra: “Siamo sconvolti”; indagini in corso

PARMA – Un bimbo di appena un anno è morto mentre era all’asilo, durante l’ora del riposino pomeridiano. Il dramma è accaduto a Parma, all’asilo nido comunale Brucoverde.

COSA È SUCCESSO

Dalle prime ricostruzioni, il piccolo avrebbe avuto un arresto cardiocircolatorio mentre era coricato per il riposo pomeridiano. Inutili i primi tentativi di rianimarlo effettuati già nella struttura: il bimbo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale dove non è rimasto che constatare il decesso. Sul caso sono in corso le indagini per ricostruire cosa è successo.

L’ASILO

Il nido d’infanzia Brucoverde si trova nel quartiere San Leonardo della città ed è frequentato da oltre 70 bimbi dai 4 ai 36 mesi. Il sindaco Michele Parma si dice sconvolto da quanto accaduto: “Una giovane vita spezzata così d’improvviso  lascia senza parole, ci stringiamo intorno alla famiglia in questo momento di dolore enorme e siamo vicini al personale del nido e alle famiglie del Brucoverde in questo momento terribile”.

Fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Rimosso tumore a donna in gravidanza, intervento record al Sant’Eugenio di Roma

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Il racconto del primario dott Stefano SignorettiEquipe multidisciplinare ha operato mantenendo feto in utero, pochi casi al mondo




Roma. Una donna in stato di gravidanza affetta da un meningioma di grandi dimensioni è stata sottoposta ad un delicato intervento neurochirurgico per la rimozione del tumore, mentre il feto è stato mantenuto in utero e monitorato per tutta la durata dell’operazione. Dopo settimane di cure complesse, un decorso molto rapido per un caso del genere, la madre e il bambino – nato poi prematuro – stanno bene. L’eccezionale intervento, di cui si contano solo pochi casi al mondo, è statoeseguito da un’équipe multidisciplinare dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, che ha coinvolto i neurochirurghi guidati dal primario, il dottor Stefano Signoretti, gli anestesisti guidati dal dottor Massimo Galletti, i ginecologi guidati dal dottor Fabrizio Signore, e i neonatologi guidati dalla dottoressa Camilla Gizzi.
“Ci siamo trovati di fronte a un caso davvero eccezionale- racconta il dottor Signoretti alla Dire- sia per il volume del tumore, pari a poco più di mezza lattina di cola, sia per la particolare condizione della paziente, una giovane donna alla ventisettesima settimana di gravidanza. I meningiomi sono tumori benigni, ma in gravidanza possono crescere rapidamente perché stimolati dagli ormoni estrogeni e progesterone: più si aspetta, più aumentano di dimensioni, nutrendosi degli stessi ormoni che servono al feto negli ultimi mesi. Quando siamo stati chiamati, la paziente aveva sintomi vaghi e il feto stava bene, ma abbiamo deciso di monitorarla attentamente. Nel giro di 24 ore si sono verificate due crisi epilettiche, un segnale chiaro che era necessario intervenire. Il nostro primo obiettivo è sempre salvare la madre, ma in questo caso dovevamo proteggere anche il bambino. Durante l’intervento abbiamo avuto un doppio battito in sala operatoria, qualcosa che non capita spesso. Il feto ha tollerato l’anestesia sorprendentemente bene e si è ripreso subito quando la mamma è stata risvegliata. È stato un lavoro che ha coinvolto neonatologi, anestesisti e ginecologi: una vera e propria squadra sulla stessa scialuppa di salvataggio”. 
L’intervento, normalmente di 6-7 ore, è stato completato in 4 ore e mezza, grazie anche alla giovane età e alla qualità dei tessuti della paziente. Il post-operatorio resta ora Liberare un volume grande come una palla da tennis- sottolinea il primario di Neurochirurgia- significa chiedere al cervello di riadattarsi. Oggi possiamo dire che il bimbo sta bene e che la madre, dimessaieri, ha iniziato il percorso di riabilitazione. È un risultato che ci riempie di orgoglio”. A commentare il caso con la Dire, anche il primario di Ginecologia del Sant’Eugenio La paziente, alla 26-27esima settimana di gravidanza, presentava sintomiinizialmente attribuibili a condizioni ostetriche, finché una risonanza magnetica ha rivelato un meningioma frontale di circa 8 cm. Con l’avanzare della gravidanza, verso la 29-30esima settimana, il tumore ha iniziato a comprimere importanti strutture encefaliche, causando uno scompenso materno che ha reso necessario un intervento neurochirurgico urgente. La scelta clinica è stata quella di mantenere il feto in utero, garantendo la massima sicurezza possibile. Durante l’intera operazione, lunga e delicata, il bambino è stato monitorato costantemente da un’équipe multidisciplinare. I parametri fetali sono rimasti stabili, consentendo al neurochirurgo di procedere all’asportazione del voluminoso meningioma. Nel post-operatorio immediato, il feto ha continuato a mostrare buona reattività e stabilità cardiaca, un dato cruciale viste le condizioni materne. Tuttavia, alcune settimane dopo si è verificato un nuovo scompenso, questa volta anche ostetrico, che ha reso necessario procedere al parto. Il bambino è nato molto prematuro, con un peso di circa 1,5 kg, ed è stato ricoverato in terapia intensiva neonatale. Oggi il bimbo non è più intubato, respira autonomamente e può ricevere le visite della madre”. Nonostante la complessità e la rarità del caso, dunque, sia il piccolo sia la madre stanno bene, grazie a un intervento coordinato e tempestivo di tutte le équipe coinvolte.




Le notizie dell’agenzia Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte “Agenzia Dire”

“Tutti in campo” 40 open day per avvicinare le persone disabili allo sport

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Dal 3 al 22 dicembre 2025, il CSI Centro Sportivo Italiano – Comitato di Roma, dà il via a “Tutti in Campo”, una campagna che in venti giorni proporrà 40 open day in 14 realtà sportive del territorio capitolino, con l’obiettivo di promuovere informazione, partecipazione e attività dedicate al rapporto tra sport e disabilità.

Sostenuta e promossa dall’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, l’iniziativa è stata presentata in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, durante il convegno “Sport, diritto e partecipazione – Sinergie e reti per una società più equa”, ospitato dall’Università di Roma “Foro Italico”.

“Tutti in Campo” punta a tre traguardi essenziali: orientare persone con disabilità e famiglie verso realtà sportive in grado di offrire percorsi adeguati; valorizzare il lavoro delle associazioni del CSI Roma già attive sul tema; e stimolare nuove organizzazioni a mettersi in gioco. Gli open day consentiranno ai partecipanti di provare discipline sportive adatte alle diverse esigenze e di raccogliere informazioni utili per proseguire il percorso anche oltre la campagna.

Genesi del progetto

Come già ricordato, il 3 dicembre di ogni anno ricorre la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità istituita dall’ONU nel 1992. Nel 2006, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità ha sottolineato l’esigenza di difendere e salvaguardare, anche attraverso la ricorrenza del 3 dicembre, la qualità della vita delle persone con disabilità rispetto ai principi di uguaglianza e partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società. Per quanto riguarda lo sport però, al di là della facile retorica, la realtà quotidiana racconta di società sportive che svolgono un’azione di inclusione sociale verso categorie più deboli economicamente o socialmente, ma lo fanno ancora senza consapevolezza e una progettualità precisa.

«A soli tre mesi dall’inizio dei XIV Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina – le parole di Daniele Pasquini, presidente del CSI Roma –  è evidente come lo sport continui a rappresentare un motore decisivo di autonomia e partecipazione per le persone con disabilità. L’esperienza paralimpica ha rafforzato una nuova consapevolezza: la pratica sportiva inclusiva non è un’attività marginale, ma una risorsa concreta per la crescita individuale e sociale. Alle società sportive si chiede oggi un impegno più strutturato, che superi iniziative episodiche e punti a programmi chiari, accessibili e continuativi. Esistono molte realtà, infatti, che operano in modo inclusivo, ma spesso senza strumenti adeguati o linee guida condivise. Questo crea ancora ostacoli per chi vuole avvicinarsi allo sport. È da questa esigenza che nasce il progetto ‘Tutti in Campo’, un percorso per aiutare le società a crescere, far conoscere le opportunità disponibili e promuovere un modello di inclusione più solido e concreto».

Marco Giunio De Sanctis, presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico): «In una giornata importante come quella di oggi, ci tengo a ribadire l’importanze dello sport nella vita delle persone con disabilità. Tutti hanno diritto alla pratica sportiva e il nostro obiettivo è quello di aumentare i praticanti che in Italia sono ancora pochi. C’è un problema di accessibilità agli impianti e anche di costi ma stiamo lavorando per colmare il gap rispetto ai paesi del nord Europa, agli Stati Uniti e alla Spagna, perchè lo sport è benessere e incide in maniera fondamentale nella vita di ognuno».

Massimo Sacchetti, rettore dell’Università di Roma “Foro Italico”: «È un grande onore per noi essere qui nella Giornata Internazionale delle persone con disabilità, per ribadire l’importanza dello sport e soprattutto fare rete. Fondamentale unire per forze per garantire diritto di partecipazione e dare pari opportunità a ogni individuo. In questo senso la giornata di oggi rappresenta un momento di confronto importante tra attori di varia natura, istituzionale e universitaria, con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni su un tema così delicato».

Barbara Funari, assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale: «Anche quest’anno sosteniamo il progetto ‘Tutti in Campo‘, lo sport come inclusione e come strumento capace di abbattere barriere sociali, culturali e fisiche. L’iniziativa rappresenta un valore aggiunto per continuare ad  investire su un’idea di città che non lascia indietro nessuno, garantendo a tutti la possibilità di esprimere il proprio talento con lo sport che rappresenta un linguaggio universale e aiuta a costruire relazioni positive». 

In allegato il calendario della manifestazione “Tutti in Campo” con l’elenco dettagliato dei 40 appuntamenti in programma.

Sempre grazie all’impegno del CSI Roma, all’inizio del 2026 (primo appuntamento il 31 gennaio per finire il 28 febbraio) partirà un corso per “Operatore sportivo per la disabilità”, al termine del quale verrà rilasciata una qualifica di 1° livello riconosciuta nello SNAQ (Sistema Nazionale di Qualifiche degli Operatori Sportivi). 

Il corso, che si svolgerà con la modalità di 25 ore in presenza, 4 ore di studio personale e 16 ore di tirocinio presso società qualificate, intende offrire le prime conoscenze e le competenze metodologiche di base affinché un educatore sportivo possa programmare, promuovere e gestire un’attività sportiva adattandola a persone con disabilità.

Rutte risponde a Putin: “Siamo disposti a tutto per difendere la nostra sicurezza”

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MARK RUTTE PRIMO MINISTRO PAESI BASSI

Il segretario generale della Nato: “Siamo un’alleanza difensiva, ma non si facciano illusioni: faremo tutto il necessario per proteggere il nostro miliardo di persone”

ROMA – Se la Russia è “pronta” ad una guerra con l’Europa, l’Europa è “disposta a tutto” per la sua sicurezza. E così, incalzato dai giornalisti, il segretario generale della Mark Rutte risponde a Putin.

La NATO è un’alleanza difensiva – dice Rutte – Resteremo un’alleanza difensiva, ma non fatevi illusioni: siamo pronti e disposti a fare tutto il necessario per proteggere il nostro miliardo di persone e mettere in sicurezza il nostro territorio”.

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Interrogato sullo stato dei negoziati, Rutte ha elogiato Trump, definendolo “l’unica persona al mondo in grado di sbloccare la situazione di stallo per quanto riguarda la guerra in Ucraina. Ma realizzare questa pace, come ha detto anche il presidente americano, non è qualcosa che si può fare in modo lineare, in una sola volta. Serve una proposta sul tavolo. Bisogna discutere, e abbiamo visto gli incontri a Ginevra, a Miami, e ieri a Mosca. Sarà un approccio graduale”.

Rutte ha preferito non approfondire aspetti che potrebbero complicare le trattative in corso, ricordando però di essere in contatto costante con Washington e di condividere la stessa priorità: raggiungere una pace che tuteli la sovranità ucraina. L’Ucraina continua a dimostrare un’incredibile resilienza”, nonostante “Putin crede di poter sopravvivere a noi”. Ha però aggiunto che “non andremo da nessuna parte”, sottolineando che le discussioni odierne tra gli alleati rappresentano “un altro chiaro segnale che si sbaglia”, in vista del vertice NATO di Ankara del prossimo anno. Al centro del confronto, l’impegno a rafforzare la spesa militare, aumentare la produzione di difesa e intensificare il sostegno a Kiev.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Giovedì in Campidoglio la presentazione del libro “Il mondo in guerra”

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Roma, 3 dicembre 2025 – Giovedì 4 dicembre, a partire dalle ore 18.00, presso la Sala del Carroccio di Palazzo Senatorio in Campidoglio, avrà luogo la presentazione del volume dal titolo “Il mondo in guerra. Un viaggio tra le sfide geopolitiche del nostro tempo”, una raccolta di otto saggi che esplorano le dinamiche geopolitiche contemporanee, affrontando temi come la competizione per le risorse naturali, i conflitti territoriali, le tensioni ideologiche e le nuove frontiere tecnologiche e spaziali.

All’incontro, accanto al capogruppo capitolino di Azione Flavia De Gregorio e al consigliere capitolino di Azione Antonio De Santis, prenderanno parte Gabriele Federici, Angelo Pugliese, Valerio Di Pietrantonio e Stefano Martino, autori del libro, Valentina Soviero, responsabile del tavolo Cultura di Roma in Azione, Fulvio Bellassai, Consigliere Municipale IX, e Valerio D’Angeli, Coordinatore Politiche Sociale di Roma in Azione e coordinatore under30 di Roma in Azione.

Seguirà un dibattito aperto al pubblico arricchito dagli spunti offerti dagli interventi dei relatori.

ATANÈ: “BENE IMPEGNI DI ATAC ACCOLTI DA AGCM, RICONOSCIUTO LAVORO AZIENDA E AMMINISTRAZIONE”

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Roma, 3 dicembre 2025 – “Accogliamo con favore la delibera con la quale l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha accolto gli impegni di ATAC, garantendo la corretta applicazione delle norme a tutela dei consumatori e riconoscendo contestualmente l’impegno industriale dell’azienda negli ultimi anni”: lo dichiara l’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè.

“Questo risultato – aggiunge Patanè – è il frutto anche del grande lavoro della nostra amministrazione che, giova ricordarlo, ha ereditato Atac in una situazione molto critica. In quattro anni il nostro lavoro ha permesso ad Atac di usciredal concordato, di recuperare credibilità, solvibilità, di tornare ad essere attrattiva e di chiudere in attivo gli ultimi due esercizi, anni 2023 e 2024”.

“La delibera ed il percorso tracciato da ATAC – conclude Patanè – aprono peraltro ad uno scenario innovativo che ci consente di portare il trasporto pubblico nel futuro, nel rapporto con i cittadini, nell’innovazione tecnologica che queste sfide presuppongono, nell’efficienza dell’operatività del servizio e della sua regolarità e soprattutto sulla piena introduzione dei servizi Maas”.

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