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CARTA DI IDENTITÀ ELETTRONICA: SABATO 6 E DOMENICA 7 DICEMBRE NUOVO OPEN DAY CON PRENOTAZIONE NEL MUNICIPIO VII, NEGLI EX PIT E NELLA SEDE DI VIA PETROSELLI 52

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Roma, 3 dicembre 2025 – Gli Open Day dedicati alla Carta di Identità Elettronica (CIE) continuano nel fine settimana di sabato 6 e domenica 7 dicembre, con le aperture straordinarie degli uffici anagrafici del Municipio VII (sabato 6), mentre gli ex Punti Informativi Turistici di piazza delle Cinque Lune, piazza Sonnino, piazza Santa Maria Maggiore insieme al punto di rilascio di Via Petroselli 52, saranno attivi sia nella giornata di sabato 6 che in quella di domenica 7.

Per poter richiedere la Carta di Identità in occasione degli Open Day è sempre obbligatorio l’appuntamento, prenotabile a partire dalle ore 9 di venerdì 5 dicembre fino a esaurimento disponibilità sul sito Agenda CIE del Ministero dell’Interno (https://www.prenotazionicie.interno.gov.it/).

Per espletare la richiesta bisognerà presentarsi muniti di prenotazione, di fototessera, di una carta di pagamento elettronico e del vecchio documento.

ORARI E INDIRIZZI DEL MUNICIPIO COINVOLTO SABATO 6 DICEMBRE 2025

  • Municipio VII: la sede di piazza Cinecittà 11, sarà aperta sabato dalle ore 8.30 alle 16.00.

ORARI DEGLI EX PIT E DELLA SEDE DI VIA PETROSELLI 52 PER LE GIORNATE DI SABATO 6 E DOMENICA 7 DICEMBRE 2025

Gli sportelli di piazza delle Cinque Lune, piazza Sonnino, piazza Santa Maria Maggiore e via Petroselli 52 saranno aperti sabato 6 dalle 8.30 alle 16.30 e domenica 7 dalle 8.30 alle 12.30.

COLDIRETTI LAZIO: “CINEMA E AGRICOLTURA, UN CONNUBIO CHE VALORIZZA IL TERRITORIO”

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L’AGRITURISMO VILLA PACIERI DIVENTA SET DEL FILM DI ZAMPAGLIONE

L’azienda agricola di Maria Adelina Zonetti, ventinovenne di Coldiretti Lazio, si trasforma nel set cinematografico del film “The Nameless Ballad” di Federico Zampaglione, che sta girando a Villa Pacieri. Una dimora storica dell’600 immersa nel verde e circondata da ulivi secolari a Fara in Sabina, dove MariaAdelina Zonetti ha deciso di portare aventi l’azienda di famiglia, avviata dal nonno. Una tradizione tramandata poi da padre in figlia, che lei ha deciso di proseguire dopo la laurea in Ingegneria Civile Ambientale. Attualmente è anche componente del Consiglio di Amministrazione dell’Igp Olio di Roma.

Villa Pacieri è un agriturismo che ospita degustazioni, eventi e percorsi nell’azienda olivicola. Qui, su oltre 100 ettari di terreno viene prodotto l’Olio Igp Roma “Villa Pacieri” e l’Olio extravergine d’oliva Sabina Dop, ma anche coltivato il grano “Senatore Cappelli”, con cui vengono realizzate farine e pasta. “E’ per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione  –spiega Maria Adelina Zonetti– che la nostra azienda sia stata scelta per girare un film con un regista come Federico Zampaglione. A lui e alla produzione voglio rivolgere i miei ringraziamenti.  Per noi è un riconoscimento del lavoro fatto in questi anni, che premia la bellezza autentica della nostra campagna”.

Una selezione che non è frutto del caso: l’azienda di Maria Adelina rappresenta uno dei modelli virtuosi del territorio, capace di unire accoglienza, qualità delle produzioni e rispetto dell’ambiente. Una realtà giovane ma già radicata, che racconta il valore dell’agricoltura multifunzionale e dell’impegno quotidiano delle nuove generazioni. Nel 2019 aveva trionfato anche agli Oscar Green di Coldiretti Lazio, il concorso che premia le idee innovative deigiovani, con un progetto innovativo basato sulla coltivazione del grano “Senatore Cappelli”, un’antica varietà di frumento duro autoctono. Per questa coltura viene adottato un sistema di produzione a basso impatto, con un ridotto utilizzo di concimi, fitofarmaci e diserbanti, con evidenti benefici in termini di sostenibilità ambientale, salubrità e qualità del prodotto finale.

Un incontro tra cinema, cultura e agricoltura, che mette al centro ciò che il Lazio sa offrire: bellezza, autenticità e storie vere come quella di Maria Adelina Zonetti.

“Quando l’arte incontra il mondo rurale – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri –  si crea un dialogo che valorizza il nostro paesaggio e le nostre imprese. L’azienda agricola di Maria Adelina Zonetti rappresenta un esempio concreto di agricoltura moderna, capace di coniugare tradizione e innovazione”. Un’azienda che rappresenta il fiore all’occhiello per i territori di Passo Corese e Fara in Sabina. 

“Le giovani imprese agricole – aggiunge ildirettore di Coldiretti Rieti e Lazio, Carlo Picchi – sono un esempio fondamentale per il rilancio delle aree rurali. Quando una produzione cinematografica sceglie un agriturismo come questo, significa che il lavoro fatto sulla qualità, sull’accoglienza e sull’identità del territorio è stato riconosciuto anche fuori dal settore”. 

ROCCA SINIBALDA: I CARABINIERI DENUNCIANO UN UOMO CHE AVEVA OMESSO DI DENUNCIARE LA DETENZIONE DI 5 FUCILI DA CACCIA

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I Carabinieri della Stazione di Rocca Sinibalda hanno denunciato un 58enne del luogo, già noto alle Forze dell’Ordine, per detenzione abusiva di armi da fuoco e omessa denuncia delle armi.

L’uomo avrebbe ereditato dal padre deceduto cinque fucili da caccia, omettendo tuttavia di denunciarne il possesso all’Autorità di Pubblica Sicurezza.

A seguito di controlli incrociati sulla regolarità della documentazione sanitaria quinquennale prevista per la detenzione di armi da fuoco, è emerso che lo stesso deteneva le armi senza aver effettuato la comunicazione obbligatoria prevista dalla normativa vigente.

Il 58enne è stato quindi denunciato per le violazioni di cui all’art. 697 c.p. (detenzione abusiva di armi da fuoco) e agli artt. 38 e 17 del T.U.L.P.S. (omessa denuncia della detenzione di armi).

Le armi rinvenute sono state poste sotto sequestro.

Nell’occasione il Comando Provinciale dei Carabinieri di Rieti ricorda che le armi devono essere denunciate entro 72 ore dall’acquisizione alla Questura o al Commissariato di zona, oppure presso la Stazione Carabinieri competente per territorio, qualora nel comune non sia presente un presidio della Polizia di Stato. Tutti i detentori di armi da fuoco, compresi i collezionisti di armi comuni non antiche che non siano già titolari di licenza di porto d’armi, sono tenuti a presentare ogni cinque anni un certificato medico attestante l’idoneità psicofisica alla detenzione. Tale certificato viene rilasciato dall’A.S.L. di residenza oppure dagli Uffici medico-legali e dalle strutture sanitarie militari e della Polizia di Stato, previa presentazione di certificazione anamnestica del medico di famiglia

Si dà atto, come di consueto, che i procedimenti penali sono ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

RIETI: IL PREMIO SICUREZZA STRADALE 2025 – CHIARA CAPPONI ALL’ARMA DEI CARABINIERI

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Nell’ambito dei festeggiamenti di “Santa Barbara nel Mondo”, durante la cerimonia svoltasi nella splendida cornice del Teatro Flavio Vespasiano di Rieti, è stato conferito il premio “Sicurezza Stradale 2025 – Chiara Capponi” al Comando Provinciale Carabinieri di Rieti.

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Il riconoscimento, giunto alla XXVII edizione, è stato attribuito all’Arma dei Carabinieri quale attestazione dell’impegno profuso quotidianamente a tutela della collettività ed è stato ritirato dal Comandante Provinciale dell’Arma, Colonnello Valerio Marra.

Nel suo intervento, il Colonnello Marra ha rivolto un sentito ringraziamento ai presenti e, in particolare, al Presidente dell’Associazione “Santa Barbara nel Mondo”, Pino Strinati, il quale, insieme agli altri componenti dell’Associazione, ha individuato nell’Arma il destinatario del premio. Il Comandante ha inoltre ribadito il costante impegno dei Carabinieri nello svolgimento di tutte le attività volte a garantire la sicurezza dei cittadini tra cui gli utenti della strada.

In tale prospettiva, anche in vista delle imminenti festività di fine anno, nei prossimi giorni saranno ulteriormente intensificati i controlli lungo le principali arterie della provincia, al fine di prevenire comportamenti pericolosi, quali l’eccesso di velocità o la guida in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti, fenomeno che riguarda in misura crescente anche i più giovani.

Proprio per questo motivo l’Arma dei Carabinieri è attivamente impegnata, in tutte le scuole della provincia, nella promozione della Cultura della Legalità, attraverso incontri dedicati e visite agli stessi Comandi da parte degli studenti.

Per un teatro accessibile. All’UNINT di Roma un convegno per ripensare l’inclusione culturale

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Accessibilità audiovisiva agli spettacoli dal vivo.
Audiodescrizione e sottotitoli per teatro ed eventi culturali

C’è un modo di parlare di accessibilità che sembra essersi imposto come unica direzione: quella ai servizi, alle procedure, ai diritti essenziali. Ma c’è un altro accesso, altrettanto necessario e troppo spesso dimenticato, che riguarda la possibilità di entrare nella bellezza. Nell’arte, nel teatro, nella musica, nei luoghi in cui una comunità riconosce se stessa, si forma, si emoziona. È da questa consapevolezza che Puntosrt – realtà italiana da anni attiva nell’audiodescrizione e nella sottotitolazione per persone sorde nei contesti televisivi, cinematografici e teatrali – insieme all’Università UNINT, sceglie di promuovere una giornata di studio dedicata all’accessibilità culturale come bene comune: Accessibilità audiovisiva agli spettacoli dal vivo.

Il 10 dicembre, nell’Aula Magna dell’Università UNINT in via delle Sette Chiese a Roma, professionisti del teatro, della televisione, delle associazioni e delle istituzioni si incontreranno per condividere prospettive, criticità e possibilità concrete. Una giornata che nasce per allargare la riflessione: non solo sensibilizzare, ma proporre modalità operative, strumenti e tecnologie che possano rendere l’esperienza artistica davvero accessibile alle persone con deficit sensoriali.

Perché l’audiodescrizione, i sottotitoli dedicati, la Lingua dei Segni, le soluzioni digitali di nuova generazione non sono più ipotesi astratte, ma vie praticabili che già oggi permettono un accesso reale alla scena, al racconto, alle emozioni del vivo. Vie che troppo spesso si scontrano con costi elevati, mancanza di linee guida nazionali e difficoltà di gestione, come emerge con forza dagli interventi degli esperti coinvolti.

Saluti istituzionali e apertura del congresso a cura di Antonio Parente, Direttore Generale Spettacolo del Ministero della Cultura. Modera Antonio Falduto, Direttore del Master TeA dell’Università UNINT. Intervengono: Stefano Raimondi, Direttore Generale Puntosrt srl; Stefania Laura, Coordinatrice del Progetto Accessibilità del Teatro alla Scala; Maria Chiara Andriello, Responsabile Accessibilità di RAI Pubblica Utilità; Giuliano Frittelli, Vice Presidente UICI Roma; Laura De Negri, Vicepresidente ENS Roma; Luca Aversano, Direttore DAMS Roma Tre. Il pomeriggio proseguirà con due workshop dedicati all’accessibilità teatrale: “Audiodescrizione a Teatro”, a cura di Stefania Laura, e “Sottotitoli a Teatro”, a cura di Stefano Raimondi.

Il convegno, patrocinato da ENS e UICI, nasce proprio per creare un punto di partenza: aprire un tavolo di confronto tra chi lavora ogni giorno nel settore, chi rappresenta il mondo delle disabilità sensoriali e chi può costruire politiche culturali più inclusive. Portare sullo stesso piano le esigenze del pubblico, le complessità tecniche degli spettacoli dal vivo, l’innovazione tecnologica e la necessità – urgente – di definire criteri univoci in grado di superare l’attuale frammentarietà delle proposte accessibili. Perché non si può parlare di partecipazione culturale se la possibilità di comprendere un dialogo, seguire un gesto, percepire un suono resta un privilegio riservato a pochi.

Oggi, mentre la tecnologia offre soluzioni sempre più avanzate – dagli smart glasses per la visualizzazione autonoma dei sottotitoli ai sistemi di sincronizzazione automatica delle audiodescrizioni – diventa fondamentale trasformare queste risorse in strumenti adottabili, diffusi, sostenibili. Il convegno vuole essere un primo passo in questa direzione: costruire un immaginario condiviso e un orizzonte di azioni concrete che permettano a tutte le persone di accedere alla bellezza, agli spettacoli, ai linguaggi dell’arte. Perché un teatro che tutti possono comprendere è un teatro che appartiene davvero alla comunità.

Sarà possibile partecipare in presenza e diretta streaming alla conferenza. I workshop saranno accessibili esclusivamente in presenza.

UNINT: Università degli Studi Internazionali di Roma
10 dicembre, ore 10.00 – 16.00, Via delle Sette Chiese 139

Ingresso gratuito

Info e adesioni: https://www.unint.eu/eventi/accessibilita-audiovisiva-agli-spettacoli-dal-vivo-audiodescrizione-e-sottotitoli-per-teatro-ed-eventi-culturali/

Movie To Music 2025: Al Teatro Palladium la musica raccontata dal cinema

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Al Teatro Palladium il rapporto tra cinema e musica torna protagonista con la quinta edizione di Movie To Music, venerdì 12 dicembre alle 21: un appuntamento ormai stabile nel calendario culturale italiano, che celebra e premia le migliori film italiani ad argomento musicale e accompagna il pubblico attraverso una serata costruita sul dialogo tra generazioni, linguaggi e forme espressive.

Ideato da Luca Aversano e Giandomenico Celata, e con la direzione artistica della giornalista e critica cinematografica Paola Casella, Movie To Music torna al Teatro dell’Università Roma Tre per una quinta edizione che conferma la capacità di restituire la complessità dell’orizzonte musicale contemporaneo attraverso il linguaggio cinematografico. Un ponte tra generazioni che attraversa stili e genealogie diverse: dalla trap alla musica melodica napoletana, dal cantautorato al jazz, dalle nuove tendenze alle radici più profonde per un mosaico di esperienze che dimostrano come la musica continui a trasformarsi e a generare nuove narrazioni anche quando passa attraverso lo sguardo filmico. Fanno parte del comitato di selezione anche il compositore Michele Braga e l’esperto di musica e cinema Christian Uva.

Nel corso della serata il palco del Teatro Palladium accoglierà un’alternanza di sonorità e performance che rispecchiano la varietà musicale raccontata dai film premiati. Ospite live Giulia Mei, mentre la Roma Tre Jazz Band si esibirà in brani musicali legati ai film premiati.

Saranno inoltre presenti in sala i registi e i protagonisti delle opere selezionate: Toni D’Angelo per NINO. 18 giorni; Giacomo Triglia e Riccardo Sinigallia con i produttori Pier Giorgio Bellocchio e Désirée Manetti per Brunori Sas – Il tempo delle noci; Andrea Walts con Giulia Mei per Matri pi sempri; Valentina Cenni con Stefano Bollani per Tutta vita; Francesco Cordio per Un passo alla volta – Fabi Silvestri Gazzè;Naska e Andrea Jublin per Nato nel posto sbagliato da Tutta colpa del rock. Un parterre che restituisce l’intreccio di voci, stili e immaginari che anima il Premio.

Il Miglior film biografico su un musicista è NINO. 18 giorni di Toni D’Angelo, che sarà presente alla cerimonia. Un racconto che attraversa la figura di Nino D’Angelo e la sua eredità, offrendo uno sguardo che lega generazioni e scritture artistiche.

Il premio per il Miglior documentario sulla creazione di un album va a Brunori Sas – Il tempo delle noci di Giacomo Triglia, prodotto da Pier Giorgio Bellocchio, Manetti bros. e Désirée Manetti, per Mompracem con la collaborazione della Calabria Film Commission. In sala saranno presenti Giacomo Triglia e Riccardo Sinigallia, oltre ai produttori.

Ex aequo nella stessa categoria, Matri pi sempri di Andrea Walts: saranno presenti Giulia Mei e lo stesso Walts, portando una testimonianza che intreccia musica, radici e identità.

Per la categoria Miglior film su un luogo della musica, il premio va a Tutta vita di Valentina Cenni, che sarà presente insieme a Stefano Bollani, protagonista di un progetto che restituisce la relazione tra luoghi, suono e immaginari.

Il riconoscimento per il Miglior film su un concerto musicale è assegnato a Un passo alla volta – Fabi Silvestri Gazzè, con la presenza del regista Francesco Cordio.

Il Premio per la Miglior canzone da un film va a Nato nel posto sbagliato da Tutta colpa del rock di Andrea Jublin. Saranno presenti Naska, interprete della canzone vincitrice, e Andrea Jublin, rappresentando anche la parte più contemporanea del panorama musicale che il Premio vuole includere e valorizzare.

Movie To Music 2025 conferma così la propria vocazione: raccontare l’evoluzione della musica attraverso lo sguardo del cinema, accogliendo generazioni diverse e costruendo un luogo di incontro, ascolto e confronto.

Venerdì 12 dicembre ore 21

Teatro Palladium – Piazza Bartolomeo Romano, 8, 00154 Roma

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Per maggiori informazioni contattare staff.spettacolo@teatropalladium.it

Movie to Music è realizzato con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura.

ErreErre Fuoriserie ForGiotto: la realizzazione di un sogno per rendere omaggio ad un mito dell’automobile

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ErreErre Fuoriserie annuncia la nascita di un nuovo progetto automobilistico esclusivo ed ambizioso, dedicato a Giotto Bizzarrini: ErreErre Fuoriserie ForGiotto. ErreErre Fuoriserie ForGiotto non è un restomod, non è un retromod, è un RetroVision. Unisce perfettamente l’idea di ispirazione dal passato (Retro) con quella di un progetto immaginato e mai realizzato (Vision).

INTRODUZIONE

Certi sogni non finiscono mai. Magari si modificano leggermente e si arricchiscono di ulteriori dettagli. Se sono belli fa piacere non lasciarli svanire, e farli diventare parte di sé. Chi non ha sogni ricorrenti? A volte prendono vita, diventano desideri e cresce la voglia di realizzarli. Desideri che traggono linfa da storie di vita vissuta, conoscenze, amicizie, lavoro in comune. Un sogno che diventa realtà per andare ad omaggiare una persona che ha rappresentato tanto nella storia dell’automobilismo e che avrebbe meritato maggiori riconoscimenti. Un nome, un mito, quello di Giotto Bizzarrini. Ingegnere, duro e puro, che ha sempre perseguito i propri obiettivi senza scendere a compromessi. ErreErre Fuoriserie ForGiotto nasce per riempire un vuoto: quello di un’automobile pensata, desiderata e mai realizzata, quale tributo alla genialità di chi l’ha immaginata.

LA STORIA, L’IDEA, IL PROGETTO

Giotto Bizzarrini dopo aver lasciato la Ferrari, nel 1962 crea per la Scuderia Serenissima del Conte Giovanni Volpi di Misurata la 250 GT Breadvan, realizzata in collaborazione con la Carrozzeria Sports Cars di Piero Drogo. Il concetto Breadvan è quello di sviluppare forme aerodinamiche più funzionali ad ottenere le massime prestazioni velocistiche sul lunghissimo rettilineo di Hunaudières, nella 24 Ore di Le Mans. Lungo originariamente 6,75 km ed oggi interrotto da due chicane, questo celeberrimo rettifilo noto a tutti gli appassionati delle competizioni, ha consentito di oltrepassare la soglia dei 300 km/h negli anni ’60, per arrivare al record ufficiale di 407 km/h stabilito in gara nel 1988, prima ovviamente della modifica al tracciato.

Le attività di Giotto Bizzarrini all’epoca sono molteplici e si dedica anche alla progettazione di motori, realizzando un dodici cilindri da 3,5 litri che viene ceduto alla Lamborghini per la 350 GT. Nel frattempo inizia a collaborare con Renzo Rivolta e da questa unione nel 1963 nascono le Iso Grifo A3/L (Lusso) e A3/C (Corsa), presentate al Salone di Torino rispettivamente negli stand Bertone (la A3/L) e Iso Rivolta (la A3/C). Il progetto è di Bizzarrini, mentre lo stile è di Bertone, disegnato da Giorgetto Giugiaro; la A3/C viene costruita presso la Carrozzeria Sports Cars Drogo a Modena ed è la versione da corsa della A3/L, che invece è prodotta a Bresso negli stabilimenti Iso Rivolta. La A3/C è la creatura prediletta di Giotto Bizzarrini che si dedica al suo sviluppo per portarla in gara a Le Mans. Nel 1964 finisce la collaborazione con Rivolta e Bizzarrini fonda la Prototipi Bizzarrini, divenuta in seguito Bizzarrini S.p.A.. Nel 1965 presenta la 5300 GT Strada, che raccoglie l’eredità della Iso A3/C e ne continua la storia. 

COS’E’ UNA BREADVAN

Una “vettura breadvan” o “camionnette” in francese, perché pare che il termine nasca proprio a Le Mans, è una vettura sportiva modificata con una carrozzeria particolare, caratterizzata dalla coda allungata e tronca, simile alla forma di un furgone per la consegna del pane (da qui “breadvan” in inglese). Questa soluzione aerodinamica è frutto degli studi effettuati dall’ingegnere tedesco Wunibald Kamm, svolti negli anni Trenta. Si caratterizza per le fiancate che nella parte posteriore vengono nettamente troncate con chiusura perpendicolare al terreno. L’esempio più famoso già citato, è quello della Ferrari 250 GT SWB acquistata usata dal Conte Volpi di Misurata, proprietario della Scuderia Serenissima, che ingaggiò Giotto Bizzarrini per modificarla e trasformarla nella Ferrari 250 GT SWB Breadvan, con l’ausilio della Carrozzeria Sports Cars di Piero Drogo. Bizzarrini aveva capito che che la parte posteriore è molto importante per l’aerodinamica di una automobile da corsa e controlla sia la resistenza che il carico verticale, che oggi chiamiamo  “downforce”. Negli anni ’60  più che la “downforce” diretta verso il basso, si cerca di ridurre la spinta esercitata dall’aria verso l’alto, perché in assenza di alettoni e altre appendici alari deportanti e dell’effetto suolo, non ancora scoperti, le vetture sono ancora portanti: ovvero l’aria tende a sollevarle alle alte velocità, soprattutto il muso. Se si modifica l’auto alzandone la coda, la spinta verso l’alto si riduce notevolmente.

GIANLUCA RUBATTO, IL FONDATORE DI ErreErre Fuoriserie

“Con ForGiotto volevamo creare qualcosa che non esistesse, ma che sarebbe potuto esistere, se il sogno di Bizzarrini avesse avuto ancora un capitolo da scrivere. È un gesto d’amore, un dialogo tra generazioni di creatori, un modo per dire grazie al genio di un uomo che ci ha insegnato che l’aerodinamica può essere romantica”.

FABRIZIO ROSSINI E L’APPRENDISTATO CON BIZZARRINI

Dalla realizzazione della Breadvan passano gli anni, e la storia di Bizzarrini continua con mille sfaccettature. Un giovane studente torinese di design, appassionato visceralmente di automobili, ammira Bizzarrini e vuole imparare da lui. Lo contatta e insistentemente chiede di poterci lavorare assieme. L’ingegnere è scettico, tantissimi gli hanno già fatto questa richiesta, senza però la necessaria motivazione e dedizione. Rossini però alla fine vince la diffidenza del grande Maestro, che ne constata la serietà e la ferrea volontà di imparare. Riesce nel suo intento quando piazza la sua roulotte davanti alla casa dell’ingegnere: Bizzarrini rimane colpito e dà il suo assenso definitivo. Questo ragazzo si chiama Fabrizio Rossini e dal 1996 al 2001 ha lavorato a Livorno, riuscendo ugualmente a portare avanti gli studi. Con Bizzarrini ha imparato a costruire un’auto da zero, fin dalla scelta dei componenti, realizzandoli anche direttamente. Ha una visione a 360°, che non è solo quella del designer, ma del progettista in grado di recepire le necessità ingegneristiche, conciliando le esigenze stilistiche con quelle  meccaniche. Legati a quegli anni ci sono tanti anedotti e ricordi sul piano personale, ma parlando di lavoro, un progetto che Bizzarrini avrebbe voluto portare avanti, ma a cui non potè dare seguito per motivi di tempo e di investimenti, sarebbe stato quello di applicare il concetto Breadvan alla sua A3/C, esasperandone l’aerodinamica. Questo è quello che Bizzarrini confidò a Rossini ed è questa la sfida che ErreErre Fuoriserie, con la collaborazione di Iso Restorations, ha raccolto: quella di far nascere la ErreErre Fuoriserie ForGiotto, puro omaggio a Giotto Bizzarrini e a quel suo sogno rimasto tale. Lasciamo che siano direttamente le parole di Fabrizio Rossini a raccontare questa storia.

“Ricordo ancora, ormai trent’anni fa, quanto Giotto fosse convinto dell’importanza dell’aerodinamica. Mi raccontava con passione che, negli anni a venire, tutte le case automobilistiche avrebbero dovuto fare i conti non solo con la potenza dei motori, ma anche con il peso delle vetture e, soprattutto, con la forma e l’efficienza aerodinamica”. 

“Mi parlava degli anni ’60, di come l’Italia fosse all’avanguardia nel mondo dell’automobile, degli incontri con persone straordinarie, dei successi e delle sconfitte, dei sogni realizzati e di quelli rimasti nel cassetto. Era impossibile ascoltarlo e lavorare con lui senza innamorarsi di questo mondo, senza imparare a sognare come aveva fatto lui alla mia età, e senza credere che prima o poi i sogni possano diventare realtà”.

“Per lungo tempo ho custodito con orgoglio ciò che Giotto mi ha insegnato, e con ancora maggiore riserbo ho custodito i suoi sogni. Oggi mi sembra giusto aprire quel cassetto e rendere omaggio al suo genio”.

“Posso solo provare ad avvicinarmi alla sua qualità, posso solo mettermi all’opera come avrebbe saputo fare lui. Ma di una cosa sono certo, perché me lo ripeteva spesso: “Prova, sbaglia, e riprova. Vale sempre più che non averci provato affatto”.

Oggi Fabrizio Rossini è un professionista affermato. Oltre all’impegno con ErreErre Fuoriserie, unisce la propria passione per l’automobile, il design e l’arte, ed elabora progetti per importanti committenti internazionali, abbinando creatività e tecnologie contemporanee.

IL DESIGN DELLA ErreErre Fuoriserie ForGiotto

Gli esterni sono caratterizzati da una linea sinuosa e molto pulita, con un perfetto equilibrio tra sportività, fluidità e aerodinamica, enfatizzato dalla elegante verniciatura metallizzata. L’estrema cura dei dettagli la si nota già nella parte anteriore, molto affusolata, con il logo rotondo ErreErre e la caratteristica presa d’aria sul cofano, collegata al grande radiatore. La vista laterale è molto slanciata ed elegante, contraddistinta dai cerchi con il tipico gallettone griffato ErreErre, un soluzione adottata sulle macchine da corsa di un tempo; la tabella portanumero centrale non fa che che rimarcare questa vocazione. Spicca la presa d’aria laterale davanti alla portiera, che contribuisce ad efficientare il flusso di uscita dell’aria calda e conferisce ulteriore grinta. La grande carenatura porta sui fianchi la firma ForGiotto. La coda tronca ha una forma armonica arrotondata in basso, anche in questo caso con finalità aerodinamiche,  per far defluire l’aria dal fondo vettura. Si integra perfettamente con i tubi di scarico, i due classici fari rotondi e il lettering ErreErre. “Se si osserva la carenatura posteriore dal frontale e dall’alto, risalta come sia perfettamente incastonata sui parafanghi posteriori” – dichiara Rossini. I render di Mattia Orza, svelano perfettamente nei dettagli, le linee della vettura.

Gli interni della ErreErre Fuoriserie ForGiotto, sono spartani, di chiara ispirazione racing, come sempre li ha voluti Bizzarrini per le sue auto, ma allo stesso tempo sobri, eleganti, confortevoli e rifiniti con pelle pregiata. Il volante di legno a tre razze, sovrasta una strumentazione rigorosamente analogica, incastonata nella plancia in alluminio colore carrozzeria. Comprende i due classici strumenti  primari rotondi, contachilometri e contagiri e gli altri indicatori sempre rotondi, ma più piccoli, ugualmente di chiara e immediata lettura: pressione dell’olio, livello dell’olio, livello dell’acqua, livello carburante. Completano l’insieme le levette d’azionamento degli altri comandi ed il tunnel centrale, con la leva del cambio ed il classico freno a mano. Il lunotto si apre all’esterno, dal basso verso l’alto; la zona posteriore può rimanere grezza in alluminio oppure essere rivestita in pelle o Alcantara®, con listelli in legno o cromati, ed essere adibita a vano bagagli. Il cliente può personalizzare gli interni come meglio crede, a cominciare dalla scelta delle sedute in pelle o di altri materiali pregiati. In questo caso, per l’abbinamento con la verniciatura della carrozzeria, il colore scelto da ErreErre Fuoriserie ForGiotto è il classico cuoio, tipico dei sedili da corsa dell’epoca.

IL DNA DELLA ErreErre Fuoriserie ForGiotto

ErreErre Fuoriserie ForGiotto vuole dare vita ad un’auto mai realizzata, iniziando così una collaborazione con Iso Restorations (www.isorestorations.com), azienda che ha rilevato a suo tempo tutto il magazzino ricambi Iso Rivolta dopo la chiusura nel 1974. Per questo motivo si è scelta proprio la base meccanica della vettura che all’epoca Bizzarrini avrebbe desiderato modificare in Breadvan: la Iso A3/C. ErreErre Fuoriserie ForGiotto può essere ordinata utilizzando i telai ed i ricambi originali rimasti  disponibili e autorizzati a suo tempo dalla proprietà, fino ad un massimo di 5 unità; in alternativa, il cliente potrà decidere di ordinarla utilizzando parti aggiornate e migliorate, andando a realizzare una vettura ex-novo. Sotto l’elegante carrozzeria della ForGiotto,  interamente in alluminio battuto a mano da artigiani battilastra qualificati, trova posto il cuore dell’auto, anch’esso risalente all’epoca in cui nacque la A3/C, ovvero il V8 Chevrolet “small block” 327 da 5.358 cc, con potenza a partire da 300 fino ad oltre 400 CV; il motore principe di quasi tutte le vetture di Giotto Bizzarrini. L’alimentazione è con un carburatore quadricorpo. Il cambio è a 4 marce Borg-Warner, con possibilità di scegliere i rapporti al ponte. Il peso della ForGiotto è di circa 1.200 kg, ed il coefficiente peso/potenza unito alla forma aerodinamica particolare, consente di raggiungere la velocità massima di oltre 250 km/h. Anche gli pneumatici rimangono con misure analoghe a quelli originali, con cerchi da 15 pollici. La lunghezza è di circa 4.369 mm, la larghezza di circa 1.730 mm, l’altezza di circa 1.110 mm e il passo è di 2.450 mm. Chiaramente ForGiotto nasce per viaggiare sulle strade normali, oltre che in pista, e in assoluto per emozionare! Ogni ErreErre Fuoriserie  ForGiotto viene prodotta artigianalmente con standard di qualità sartoriali, che garantiscono una maniacale cura di ogni dettaglio. La vettura viene presentata nella raffinata e filante livrea “Azzurro Nuvola” metallizzato, tonalità che caratterizza tutti i nuovi modelli della “maison” di Torino. Ciascuna vettura è concepita con l’ambizione di creare un’opera d’arte da ammirare e da guidare, con ampia possibilità di personalizzazione, utilizzando l’eccellente configuratore all’avanguardia che offre un’esperienza tailor-made senza limiti.

La consegna del primo esemplare è prevista dopo il mese di agosto 2026. Il prezzo della ForGiotto parte da 690.000 mila Euro + IVA, inclusa la A3/C di Iso Restorations.

ErreErre Fuoriserie – La storia

L’atelier automotive ErreErre Fuoriserie, nasce a Torino nel 2021. Viene fondato da Gianluca Rubatto, assieme al padre Luca Rubatto – con un background imprenditoriale nella metalmeccanica di precisione – e da Fabrizio Rossini. ErreErre deriva dalle iniziali di Rubatto e Rossini. Il principale obiettivo aziendale è quello di unire l’artigianalità italiana con le più moderne tecniche progettuali e costruttive, creando realizzazioni che si distinguono da tutte le altre. L’ambizione, l’audacia e l’ammirazione per le auto che “non ci sono più”, veri e propri capolavori di ingegno, dinamicità ed eleganza, hanno dato vita ad un progetto imprenditoriale capace di stupire. Per evolvere un percorso stilistico e costruttivo oramai radicato nel cuore dei cosiddetti “petrolhead”, gli appassionati senza limiti. L’Azienda si occupa della realizzazione dalla A alla Z di progetti one-off e few-off per soddisfare i desideri di ogni cliente, anche su commissione.

GIULIA CLASSIC ED ALLEGGERITA

Tutto inizia con un’idea. Quella di unire il fascino retrò con le prestazioni moderne. La Giulia Quadrifoglio è una delle poche vetture attuali capaci di incarnare alla perfezione la filosofia ErreErre Fuoriserie, ovvero quella di avere un perfetto equilibrio tra prestazioni e stile.  “In un’era dove tutto appare monotono. In un mondo bisognoso di personalità. Le forme iconiche dell’automotive risorgono. Distinguersi è l’unica vera ambizione”, dichiara Gianluca Rubatto. Il primo progetto di ErreErre Fuoriserie è Giulia Classic, presentata nel luglio 2022, in omaggio alla Berlina Tipo 105 del 1962, su base Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio moderna. Primo esempio di ”retromod”, neologismo coniato proprio da ErreErre Fuoriserie: quando un’auto moderna viene radicalmente trasformata per rendere omaggio ad un celebre modello del passato. Una “fuoriserie” omologata ad uso stradale, perchè Giulia Classic assicura gli stessi standard del modello di serie, dal momento che la cellula di sicurezza è inalterata. Dalla Classic deriva la versione biposto Alleggerita, anche questa con corpo vettura in fibra di carbonio, svelata nel settembre 2024, in occasione del Salone Auto Torino. Se nel 1962 la leggerezza imponeva  l’uso dell’alluminio, oggi questo scopo è ottenuto con la fibra di carbonio, che garantisce alte prestazioni e maggiore rigidità. Esteticamente l’auto riporta  in auge una livrea che ricorda il glorioso passato Alfa Romeo. Un chiaro ammiccamento al mondo delle corse retrò. Nella  parte bassa del paraurti anteriore sono presenti nuovi condotti Venturi per ottimizzate il raffreddamento del V6 da 562 CV. Viene eliminata la seduta posteriore in favore di un alloggiamento in fibra di carbonio magistralmente sellato in Alcantara®  dai mastri artigiani di Sifral S.r.l. Solo due posti, con alloggiamento centrale specifico dell’estintore e due culle che vanno ad accogliere i caschi dei clienti. Uno degli optional previsti per questa specifica configurazione è il rollbar posteriore, verniciabile nella tinta della carrozzeria. Il cerchio forgiato, è stato studiato da ErreErre Fuoriserie e creato su propri disegni, per riprendere fedelmente quello di serie della storica Giulia “Tipo 105” del 1962. Sono occorse più di 5000 ore di progettazione per coniugare al meglio stile allo stato dell’arte e fattibilità tecnica, mantenendo invariata l’intera cellula di sicurezza, così da non compromettere l’integrità strutturale. Classic ed Alleggerita saranno realizzate in massimo 33 esemplari, con donor-car Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio fornita dal cliente.

ISO RESTORATIONS, IL PARTNER

Roberto Negri lavora negli ultimi anni ’60 e nei primi ’70 alla Iso Rivolta, prima nell’ufficio tecnico e poi come collaudatore e oggi è a capo di Iso Restorations.  Quando nel 1974 la Iso Rivolta chiude i battenti, Roberto Negri diviene proprietario del magazzino ricambi e legittimo continuatore della tradizione del marchio. Il vasto inventario comprende tutti i ricambi originali, con telai, lamierati delle carrozzerie, vetri, motori, disegni tecnici e molti altri particolari come fanalini, strumenti, sospensioni anteriori e posteriori, e persino le ruote in elektron Campagnolo con numerazione originale. Fonda Iso Restorations e da allora Roberto Negri, oggi coadiuvato da suo figlio Federico, è l’unico fornitore ufficiale di ricambi Iso e Bizzarrini, marche accomunate perchè condividono più del 90% dei componenti. Durante tutti questi anni Iso Restorations ha continuato a fornire ricambi alle Iso e Bizzarrini sparse per il mondo, curando anche la manutenzione di molte di esse. Diverse vetture sono state restaurate con grande capacità  e incredibile esperienza quarantennale del team di specialisti dell’azienda, tutti ex-dipendenti Iso, che lavorano ad ogni macchina con passione ed elevata conoscenza. Le auto vengono restaurate in modo corretto al 100% grazie all’utilizzo dei disegni originali e al rispetto delle caratteristiche d’origine. Tutti i pezzi adoperati sono originali e coerenti con il periodo di nascita dell’auto. Iso Restorations possiede tutti le attrezzature originali Iso, necessarie per un restauro perfetto ed autentico; tutte le schede caratteristiche originali che indicano le peculiarità  di ogni singola Iso; i disegni originali che indicano le dimensioni e le proporzioni di ogni modello Iso; tutti i codici delle vernici di ogni singola vettura; la conoscenza della tecnica originale di verniciatura per poterla ripetere oggi, con le vernici odierne; la conoscenza dei materiali (pellami, rivestimenti, isolamenti, ecc.) che possano garantire agli interni delle Iso restaurate un grado di finitura e raffinatezza ai più elevati standard. Iso Restorations è in grado di realizzare anche una ricostruzione originale della leggendaria A3/C del 1963/64. L’Ing. Piero Rivolta ha dato la sua approvazione per poterle chiamare ufficialmente Iso Rivolta A3/C. Sono fornite con numeri di telaio originali Iso che derivano dalle vetture che hanno fornito i pezzi originali necessari. Iso Restorations è il più autentico laboratorio Iso al mondo.

ANIMA #MADEinTURIN

L’insieme di competenze che la “automotive-valley” di Torino può offrire al paese Italia, sono un valore importante per fare in modo che l’industria automobilistica nazionale possa tornare ad essere protagonista in un settore dove l’Italia ha sempre primeggiato. Ovvero quello del design, della ricerca, della progettazione, dalla prototipazione alla produzione di automobili di serie e da competizione, performanti e innovative. Anche con progetti di nicchia ad altissimo contenuto tecnologico, con target il mondo del lusso, perchè il “rinascimento” del polo dell’auto del terzo millennio, passa oggi soprattutto da queste intuizioni esclusive, non più da una produzione di massa su vasta scala, che sembra aver preso ben altre direzioni. Questo polo torinese dell’auto, simbolo della capacità, della laboriosità e dell’inventiva italiana in generale, già esiste, va solo sostenuto e rappresenta centinaia di migliaia di lavoratori.  

SCHEDA TECNICA – ErreErre Fuoriserie ForGiotto

 –    Motore:                        V8 Chevrolet “small block” 327 da 5.358 cc

–    Potenza:                       a partire da 300 fino a oltre 400 CV

–    Alimentazione:              carburatore quadricorpo

–    Cambio:                        4 marce Borg-Warner con possibilità di scegliere i rapporti al ponte.

–    Velocità massima:        oltre 250 km/h

–    Pneumatici:                  Pirelli con cerchi da 15 pollici

–    Dimensioni:                  lunghezza di circa 4.369 mm; larghezza di circa 1.730 mm; altezza di circa 1.110 mm e passo di 2.450 mm

–    Peso:                            circa 1.200 kg

Giornata Disabilità, Tiso (Accademia IC): “Lavorare di più per tutela diritti”

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Giornata Disabilità, Tiso (Accademia IC): “Lavorare di più per tutela diritti”

“In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, istituita per promuovere e garantire i diritti e il benessere delle persone con disabilità, è fondamentale ricordare quanto ancora ci sia da fare sul fronte della piena inclusione. Accademia Iniziativa Comune ha sempre lavorato per la tutela delle persone con disabilità e continuerà a farlo con impegno e determinazione. Le istituzioni, a tutti i livelli, devono impegnarsi con maggiore intensità nell’applicare misure concrete e tempestive, volte a identificare ed eliminare gli ostacoli che ancora oggi limitano il riconoscimento e l’esercizio dei diritti fondamentali di queste persone”, dichiara Carmela Tiso. portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente dell’associazione Bandiera Bianca. “La Giornata internazionale delle persone con disabilità non deve essere un semplice appuntamento simbolico, ma un momento di responsabilità collettiva. È necessario potenziare gli interventi, promuovere politiche realmente inclusive e garantire che ogni cittadino possa vivere con dignità, autonomia e pari opportunità”. Carmela Tiso ribadisce l’impegno delle realtà che rappresenta “nel continuare a lavorare accanto alle famiglie e ai territori affinché la tutela dei diritti non resti un principio astratto ma si traduca in azioni concrete e quotidiane”.

Agricoltura, Confeuro: “Innovazione tecnologica importante ma prima infrastrutture”

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Agricoltura, Confeuro: “Innovazione tecnologica importante ma prima infrastrutture”

“Nella giornata di oggi il presidente nazionale di Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei, Andrea Tiso ha partecipato alla cerimonia di premiazione dell’edizione del Premio ANGI – Oscar dell’Innovazione, il prestigioso riconoscimento promosso dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori e dedicato alle eccellenze dell’innovazione italiana. Un evento importante e significativo, svoltosi presso la Camera di Commercio di Roma, che ha riunito istituzioni e rappresentanti del mondo dell’innovazione. “Siamo in un momento complesso – ha dichiarato Tiso – che ci chiama ad affrontare sfide epocali come la transizione ecologica, i nuovi equilibri commerciali mondiali e la trasformazione tecnologica. Per questo motivo l’innovazione diventa un elemento imprescindibile anche per il settore agricolo, perché può rappresentare un supporto decisivo soprattutto per i nostri piccoli e medi agricoltori”. Il presidente di Confeuro ha sottolineato come l’agricoltura italiana, per poter cogliere appieno le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, abbia bisogno di un contesto adeguato: “L’innovazione non basta da sola – dice Tiso -. Perché sia realmente efficace servono investimenti infrastrutturali ma anche investimenti di carattere sociale, a partire dal sostegno alle comunità rurali. Solo così l’evoluzione tecnologica potrà tradursi in sviluppo sostenibile, competitività e nuove opportunità per tutto il comparto. Confeuro dunque ribadisce il proprio impegno a promuovere un modello di agricoltura moderno, inclusivo e capace di valorizzare il ruolo centrale degli agricoltori nella transizione verso un futuro più sostenibile”, ha concluso il presidente nazionale Confeuro.

Guidonia – Ex cava di Colle Largo, il Sindaco Mauro Lombardo risponde a Forza Italia

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Dal Sindaco della Città di Guidonia Montecelio, riceviamo e pubblichiamo il comunicato che segue.

In merito al comunicato diffuso dal Gruppo consiliare di Forza Italia riguardante la vicenda dell’ex cava di Colle Largo, se ne rileva l’infondatezza e la strumentalità.
La sentenza sull’usucapione dell’area è la risultante di decenni di incuria e mancata tutela da parte delle Amministrazioni precedenti.
L’usucapione è stata determinata dall’anno 2021 e riguarda i venti anni precedenti. Questa Amministrazione si è insediata nel 2022.
Forza Italia, che nel corso dei venti anni che hanno determinato l’usucapione ha espresso ben due Sindaci, tenta oggi di scaricare sulla mia Amministrazione responsabilità che sono oggettivamente assai diffuse.
L’attuale Amministrazione ha ereditato una situazione ormai compromessa. Anche la causa civile che si è conclusa con la sentenza di condanna era, al momento del nostro insediamento, già passata alla fase delle conclusioni con preclusione di ogni ulteriore possibilità di introdurre altre prove a confutazione dell’intervenuta usucapione.
Questa è la realtà dei fatti che non si può contestare, anche se purtroppo, come dobbiamo registrare, si cerca di mistificare.

Mauro Lombardo
Sindaco della Città di Guidonia Montecelio

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