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Al 112 è giunta una sola telefonata da parte di un cittadino di Vigonovo che ha riferito di un’ accesa lite tra una coppia di giovani

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Con riferimento alle notizie apparse sugli organi d’informazione relative ai fatti di Venezia,
si precisa che presso l’utenza 112 è giunta una sola telefonata da parte di un cittadino di
Vigonovo che ha riferito di un’ accesa lite tra una coppia di giovani con un’aggressione fisica
ai danni della ragazza, a cui ha assistito dal balcone della propria abitazione.
Si esclude categoricamente che siano pervenute sull’utenza 112 ulteriori segnalazioni
inerenti al fatti in questione ed è destituita di ogni fondamento la notizia di un
fascicolo/ indagine della Procura della Repubblica di Venezia in merito alla telefonata del
cittadino di Vigonovo.
Quest’ultimo non era stato comunque in grado di indicare il numero di targa
dell’autovettura e concludeva la telefonata segnalando che la coppia era risalita a bordo
della stessa e si era appena allontanata.
” contenuto della telefonata, corredato di registrazione audio, è stato messo a disposizione
dell’Autorità giudiziaria non appena appresa la notizia della scomparsa della ragazza,
essendo risultata, a quel punto, collegata con la vicenda.
Nel mentre l’operatore della Centrale riceveva la segnalazione di cui sopra, perveniva una
ulteriore richiesta d’intervento per una rissa all’interno di un bar, in relazione alla quale
disponeva l’invio sul posto di un’autoradio in servizio di pronto intervento. Nelle stesse
circostanze di tempo, l’altra autoradio disponibile era stata già impegnata per una lite
occorsa a seguito di un incidente stradale.
Saranno comunque avviati a cura dell’Arma tutti gli approfondimenti necessari per
verificare la correttezza delle procedure operative seguite.

Prefettura di Rieti: Protocollo Interistituzionale per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno della violenza e degli abusi

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Il 23 Novembre è stato sottoscritto , presso la Prefettura di Rieti, l’aggiornamento del “Protocollo Interistituzionale per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno della violenza e degli abusi, per la protezione delle vittime di violenza di genere e di quelle in condizioni di particolare vulnerabilità”.

Il protocollo, firmato dal Prefetto di Rieti, dal Procuratore della Repubblica, dal Presidente del Tribunale, dai vertici delle Forze di Polizia, dall’Azienda Sanitaria Locale, dall’Ufficio Scolastico Provinciale, dal Centro Antiviolenza il Nido di Ana e dal Comune di Rieti nel corso 2022, ha visto quest’anno, le adesioni della Provincia di Rieti, degli Ordini dei Medici della Provincia di Rieti, degli Psicologi del Lazio, Ordine delle Professioni Infermieristiche, delle Ostetriche della Provincia di Rieti, della Casa Rifugio e  dell’ Ordine degli Assistenti Sociali del Lazio.

L’incontro è stata l’occasione per prendere atto dell’esistenza nel territorio provinciale di una forte rete interistituzionale tesa alla prevenzione e contenimento del fenomeno della violenza di genere.

Nel corso dell’incontro il Prefetto Niglio ha ricordato i compiti svolti quotidianamente dai firmatari.

Di fondamentale importanza, in particolare, l’impegno profuso dalla Procura e dal Tribunale di Rieti nell’applicare con attenzione, celerità e sensibilità specifica gli istituti e le procedure e dalle Forze dell’Ordine chiamate, attraverso l’attività di controllo del territorio, ad intuire e denunciare i casi di violenza agita e psicologica.

Il Prefetto ha sottolineato il contributo deli Ordini professionali e dell’Azienda Sanitaria Locale che, tramite i propri professionisti, garantiscono la pronta attivazione della rete già in sede d’intervento in Pronto Soccorso e sono chiamati ad accompagnare le vittima nel percorso di tutela e rinascita.

Importante altresì il lavoro svolto quotidianamente dai Centri Antiviolenza, dalla Casa Rifugio e dall’Ufficio Scolastico Provinciale cui è affidato l’importante compito di educazione delle nuove generazioni alla affettività consapevole.

È stata infine condivisa dai firmatari la necessità di potenziare strategie condivise che garantiscano la tutela, il sostegno e la cura delle vittime di abusi attraverso l’individuazione di strutture idonee all’accoglienza sul territorio provinciale.

Sarà impegno della Prefettura, in coordinamento con la Provincia, dare ampia diffusione al Protocollo tra le amministrazioni locali.

Euro 2024, nessun miracolo per l’Italia che va in quarta fascia

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Non era mai successo, nè agli Europei nè ai Mondiali. La Nazionale è 19esima su 24

ROMA – Con i risultati dei match di qualificazione di ieri (la Croazia ha battuto l’Armenia 1-0), l’Italia è ufficialmente in quarta fascia nel sorteggio per la fase finale degli Europei in Germania dell’anno prossimo. Non era mai successo, nè agli Europei nè ai Mondiali. L’Italia è 19esima su 24. La prima fascia è su un altro pianeta, al momento: la Francia di Deschamps, la Spagna, il Portogallo, l’Inghilterra, la Germania e il Belgio. In seconda e terza fascia il livello si avvicina a quello della Nazionale di Spalletti: la Danimarca semifinalista 2021, poi Ungheria, Albania, Austria, Romania e Turchia. Un livello più in basso la Croazia semifinalista mondiale e l’Olanda, poi Scozia, Slovacchia, Slovenia e Repubblica Ceca. I campioni in carica, dunque, partono dal fondo. Con l’Italia ci sono la Svizzera e la Serbia, poi le tre selezioni che usciranno dai play-off a marzo.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Lollobrigida fa fermare il Frecciarossa e scende, è bufera

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E c’è chi lo ribattezza “ministro della sovranità ferroviaria”

ROMA – Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha fatto fermare all’altezza di Ciampino un treno Frecciarossa della linea ad Alta Velocità Torino-Salerno su cui viaggiava. Lo riporta Il Fatto Quotidiano, che cita fonti informali. Il motivo? Un guasto sulla tratta Roma-Napoli aveva funestato la giornata ferroviaria, motivo per cui il ritardo accumulato avrebbe spinto il ministro a scendere a Ciampino per poi proseguire in macchina, verso Napoli e quindi Caivano, dove era atteso. Le opposizioni, dal Pd a Italia Viva e al M5s si indignano. A difendere il ministro dell’Agricoltura è il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Tommaso Foti, che in una nota conferma l’accaduto.

FOTI DIFENDE LOLLOBRIGIDA: “LA SUA ASSENZA A CAIVANO SAREBBE STATA UN DANNO PER LO STATO”

“Oggi dal solito quotidiano, con la schiera al seguito di alcuni parlamentari della sinistra, arriva l’ultimo attacco spuntato contro il ministro Lollobrigida. La sua colpa sarebbe quella di essere sceso, a causa di un grave ritardo, dal treno Frecciarossa e senza recare alcun disagio ai passeggeri, pur di presenziare a un evento importante come l’inaugurazione del parco urbano a Caivano – le parole di Foti-. È lampante che l’assenza di un ministro ad un’iniziativa come quella di ieri che sancisce, grazie anche al governo Meloni, la rivincita dei cittadini contro la criminalità, sarebbe stato un vero e proprio danno all’immagine dello Stato. Se la colpa di Lollobrigida è quella di voler esser presente a tutti i costi a Caivano, di aver voluto usare un mezzo pubblico e di aver trovato prontamente un’alternativa per raggiungere il luogo, è evidente che certi sciacalli non sappiano più a cosa aggrapparsi. E fa davvero sorridere la richiesta di dimissioni da parte di Renzi, che arriva proprio da colui il quale si fece fare ‘l’air force Renzi’ tutto per lui. Solidarietà al ministro Lollobrigida”.

RENZI: “SE VERO STOP TRENO, CHIEDEREMO LE DIMISSIONI DI LOLLOBRIGIDA“

“Se il Ministro Lollobrigida ha davvero fermato un treno Alta Velocità in una stazione sul percorso Roma Napoli ed è sceso proseguendo poi in macchina siamo in presenza di un abuso di potere senza precedenti. I ministri possono usare i mezzi dello Stato ma non possono fermare i treni di tutti i cittadini. Se la notizia sarà confermata chiederemo in Aula le dimissioni di Lollobrigida“, scrive su X il leader Iv Matteo Renzi.

FOTI A RENZI: LOLLOBRIGIDA SU TRENO PUBBLICO NON SU AEREO DA 150 MLN

“Matteo Renzi si deve semplicemente vergognare per gli attacchi al ministro Lollobrigida – replica Toti al leader di Italia Viva-. Nella giornata di ieri il ministro dell’Agricoltura non si recava certo a una conferenza – dietro lauto compenso – organizzata dai principi sauditi per definire come nuovo Rinascimento le condizioni di un Paese in cui vengono violati i diritti civili. Il ministro Lollobrigida, invece, andava a Caivano per inaugurare un giardino simbolo del riscatto di una popolazione dalla criminalità e ci andava con un mezzo pubblico come il treno Frecciarossa. Peraltro, come comunicato da Trenitalia, la fermata a Ciampino non ha comportato ulteriore ritardo per i viaggiatori, né ripercussioni sulla circolazione, né costi aggiuntivi per l’azienda. Lollobrigida, dunque, è andato a Caivano non certo con un aereo come l’Air Force Renzi che è costato la bellezza di 150 milioni di euro, soldi che potevano essere spesi per la sanità e per altre esigenze fondamentali, secondo l’attuale retorica renziana. Dal suo partito hanno avuto perfino il coraggio di sostenere che quell’aeroplano simbolo di una megalomania sfrenata venga usato dall’attuale presidente Meloni, quando l’Air Force Renzi rimane nell’hangar da 5 anni a fare la muffa”.

CIOCCHETTI: NESSUN RITARDO PER LA FERMATA DI LOLLOBRIGIDA, POLEMICA ASSURDA

Gli fa eco Luciano Ciocchetti: “Per Trenitalia la fermata a Ciampino per far scendere il ministro Lollobrigida non ha comportato ulteriore ritardo per i viaggiatori, né ripercussioni sulla circolazione, né costi aggiuntivi per l’azienda. Questo basta per mettere una pietra tombale su una polemica assurda”. Lo dichiara il deputato di Fdi.

CONTE: “LOLLOBRIGIDA? STOP FRECCIAROSSA SEGNALE DEVASTANTE POLITICA“

 Sulla fermata ad hoc di un Frecciarossa nel tratto Roma-Napoli “non c’è stata una smentita del ministro Lollobrigida. Ci riuniremo e faremo tutte le valutazioni del caso. Di sicuro rappresenta un segnale devastante della politica nei confronti dei cittadini”. Così il presidente M5s Giuseppe Conte, rispondendo alle domande dei cronisti in conferenza stampa sulle proposte alternative del Movimento alla manovra. “In un momento così difficile è stato utilizzato un mezzo di trasporto a servizio dei cittadini come privilegio del singolo. Non so se questa cosa sia stata mai fatta da un ministro della prima Repubblica”, conclude. 

CALENDA: “LOLLOBRIGIDA ALMENO CHIEDA SCUSA“

 “Non è una cosa accettabile. Dimostra una concezione sbagliata dell’uso del potere pubblico e mostra scarso senso della dignità rispetto al ruolo ricoperto. Che almeno si scusi”. Lo scrive sui social il leader di Azione Carlo Calenda.

CASU (PD): “LOLLOBRIGIDA USA TRENI COME AUTO BLU”

“Il ministro Lollobrigida non può trasformare i treni italiani nella sua auto blu. La fermata straordinaria imposta da Lollobrigida a Ciampino, come si apprende oggi dalla stampa, è un atto di un’arroganza ingiustificabile, uno schiaffo in faccia a tutti i cittadini e le cittadine che erano sul suo stesso treno, già in ritardo, e a tutte le persone che fronteggiano ogni giorno i disservizi causati dalla mancanza di finanziamenti nei trasporti da parte del governo Meloni di cui fa parte. Presenteremo immediatamente un’interrogazione in Parlamento per fare subito piena luce su questa brutta storia”. Così il deputato dem Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera. 

FURORE (M5S): “LOLLOBRIGIDA BARZELLETTA CHE NON FA RIDERE”

“Un treno è in ritardo e il Ministro Francesco Lollobrigida lo fa fermare per salire assieme al suo staff su un’auto blu per non perdere l’opportunità di tagliare un nastro a un evento. Il cognato di Giorgia Meloni, paracadutato in un posto di governo, è una barzelletta che non fa ridere. A tutti i passeggeri che si trovavano sullo stesso Frecciarossa in cui viaggiava Lollobrigida rivolgiamo la nostra solidarietà: non essere imparentati con la Presidente del Consiglio significa sopportare in silenzio i soprusi di chi utilizza un mezzo pubblico come fosse il suo taxi privato”, così in una nota Mario Furore, europarlamentare del Movimento 5 stelle.

MAGI: “LOLLOBRIGIDA MINISTRO SOVRANITÀ FERROVIARIA? SPIEGHI IN AULA“

“Dalla sovranità alimentare per l’Italia alla sovranità ferroviaria per se stesso. Se risultasse vera la notizia che Lollobrigida ha fatto fermare un treno, non dovrebbe attendere oltre e correre in Parlamento a spiegare. I cittadini, già vessati da un sistema di trasporti nazionale penoso, devono anche subire l’umiliazione di un ulteriore ritardo per le esigenze di un ministro. Il vero problema, è che questa classe politica oggi al governo non si sente amministratore pro tempore del Paese ma padrone dell’Italia, tanto da sentirsi in diritto di bloccare i treni”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Ok unanime al Senato, il ddl contro la violenza sulle donne è legge: ecco cosa prevede

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157 voti favorevoli, zero contrari e zero astenuti. Lungo applauso e senatori in piedi dopo il voto finale

ROMA – È legge il ddl per il contrasto della violenza sulle donne e domestica. Il testo, che porta la firma della ministra per le Pari opportunità Eugenia Roccella, è stato approvato in via definitiva dall’Aula del Senato con un voto all’unanimità (157 voti favorevoli, zero contrari e zero astenuti). Lungo applauso e senatori in piedi dopo il voto finale. Il disegno di legge, arrivato dalla Camera con alcune modifiche rispetto al testo del Governo, rafforza le norme del Codice Rosso per la tutela delle vittime di violenza e un rafforzamento delle norme di prevenzione (ammonimento, braccialetto elettronico, distanza minima di avvicinamento).

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Trevi nel Lazio, cittadini contro le ‘bollette pazze’ dell’acqua: “Anche da 1.500 euro”

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“Avevamo la nostra acqua, poi il Comune ha ceduto la gestione”. Ora le fatture, ma senza i conteggi. Il consigliere comunale: “Subito moratoria”

ROMA – Fatture per il consumo dell’acqua fino a 1.400-1.500 euro, indirizzate anche a case disabitate, anziani, pensionati, titolari di assegno sociale. Viene da Trevi nel Lazio, un piccolo Comune montano di nemmeno 1.800 abitanti in provincia di Frosinone, immerso nel Parco dei Monti Simbruini, l’ultimo caso di ‘bollette pazze’ segnalato da diversi cittadini che da inizio novembre si sono visti recapitare richieste di pagamento “campate non si sa su cosa” dopo il cambio di gestione del servizio idrico. Trevi, nel corso della sua storia, ha sempre attinto in autonomia alla sorgente della Cardellina per soddisfare il proprio fabbisogno idrico, ripartendo i costi tra i suoi cittadini in maniera forfettaria con una media annua di circa 100-150 euro pro capite.

NEL 2022 IL CAMBIO DI GESTIONE, ORA SI PAGA COME A ROMA

Questo fino al primo ottobre del 2022, quando Acea Ato 2 è subentrata al Comune nella gestione del servizio: un passaggio che si sarebbe potuto evitare se l’amministrazione avesse aderito alle previsioni del decreto legislativo 152/2006, che permetteva ai Comuni che ne avevano diritto – tra i quali, appunto, Trevi – di richiedere l’esclusione dall’obbligo di transitare al gestore unico. Il risultato è una tariffazione che, da legge, viene equiparata ora a quella dei centri di pianura, con i trebani ritrovatisi a far fronte a costi paragonabili alle utenze di Roma e dei Castelli Romani, nonostante il piccolo Comune ricada in un’area interna (Lazio 3) e protetta (Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini) e abbia risorse idriche proprie e abbondanti.

L’APPELLO DEL CONSIGLIERE: “VOGLIAMO UNA MORATORIA TOTALE”

Fatto sta che, una volta subentrata al Comune di Trevi nel Lazio, Acea è stata chiamata a fatturare dal primo ottobre 2022 (e per ora fino al 20 settembre 2023). Il problema all’origine delle ‘bollette pazze’ nasce perché “non è mai stata effettuata la verifica dei singoli contatori. Acea ha semplicemente proceduto a una fatturazione forfettaria basata su stime fatte non si sa su quale base, dato che l’ultima misurazione oggettiva è stata fatta dal Comune non più tardi del 2019″. A spiegarlo all’agenzia Dire è Vincenzo Cecconi, consigliere comunale d’opposizione a Trevi, che denuncia l’impossibilità di accedere ai contatori delle singole utenze anche solo per l’autolettura da parte dei cittadini, dato che gli stessi sono installati su suolo pubblico all’interno dei tombini stradali. Per Cecconi, questo causerebbe “il mancato rispetto dei criteri Arera (l’Autorità di regolazione per Energia, Reti e Ambiente, ndr) per la fatturazione del servizio, che prevedono l’esistenza di contatori nella disponibilità dell’utente e l’effettuazione di eventuali stime su una serie storica”. Serie che, però, “semplicemente non c’è, non esiste: il Comune stesso non faceva i conteggi da tre anni, inviava solo stime ipotetiche“.

Immediatamente, ha sottolineato l’esponente della minoranza trebana, “abbiamo fatto segnalazioni e contestazioni via pec, mentre il Comune si è messo a disposizione solo per eventuali correzioni anagrafiche. Non possiamo pagare noi la latitanza del Comune e della stessa Acea“. Sulla vicenda “si è costituito anche un comitato civico”. La richiesta è una sola, ed è chiara: “Chiediamo solo e unicamente una moratoria sulle bollette emesse”.

ACEA ATO 2: “SUBITO TAVOLO TECNICO, SOSPESI SOLLECITI DI PAGAMENTO”

Dal canto suo Acea Ato 2, sollecitata dall’agenzia Dire, ha fornito una prima risposta alle segnalazioni degli utenti spiegando di aver già “istituito un tavolo tecnico insieme all’amministrazione comunale per analizzare e risolvere tutte le segnalazioni, sia quelle arrivate direttamente dagli utenti che attraverso il Comune”. Tavolo che, inoltre, “ha l’obiettivo di individuare le migliori soluzioni tecniche per perfezionare il processo di fatturazione delle utenze di Trevi, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti”. Acea, infine, ha assicurato alla Dire che “sospenderà le attività di sollecito dei pagamenti delle fatture per il periodo necessario allo svolgimento delle verifiche”.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Olimpiadi 2026, Abodi: “Le vogliamo in Italia, il 5-6 dicembre il verdetto sul bob”

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“Si è lavorato intensamente. Adesso le carte e le risposte sono tutte arrivate. San Siro? Io mi auguro che il Meazza si possa adattare al futuro, non soltanto ricordare i trionfi del passato”

MILANO – “L’unica opinione che posso confermare ulteriormente è che cercheremo, nei limiti in cui riusciranno ad arrivare le risposte tecniche e tecnico-economiche, di mantenere le Olimpiadi in Italia. La prossima settimana contiamo, o nei prossimi 20 giorni, di organizzare una cabina di regia per valutare il dossier che ci arriverà dalla società Infrastrutture Milano-Cortina 2026 e mettere in condizione poi la Fondazione, credo tra il 5 e il 6 di dicembre, di assumere una determinazione“. Lo afferma il ministro dello Sport Andrea Abodi, a margine di un evento allo stadio Meazza di Milano, a chi gli chiede aggiornamenti sul destino della pista da bob in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. “Si è lavorato intensamente. Adesso le carte e le risposte sono tutte arrivate, sta alla valutazione di Simico metterci nella condizione di fare le nostre valutazioni e poi far decidere a Fondazione d’intesa con il Cio”.

 ABODI ‘TIFA’ SAN SIRO: SPERO SI POSSA ADATTARE AL FUTURO

“Io mi auguro che il Meazza si possa adattare al futuro, non soltanto ricordare i trionfi del passato, ed è un po’ l’auspicio che si augura tutta Italia. Da ministro mi preoccupo soltanto che la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi si possa celebrare”, prosegue il ministro allo Sport. La situazione dunque non è perduta come sembra. “Se guardiamo al capoluogo lombardo- specifica Abodi- registro positivamente che il progetto del Milan va avanti, che l’Inter ha una sua progettualità, e che su San Siro c’è comunque una volontà del Comune di recuperare una agibilità progettuale che non sia soltanto legata al vincolo”.

MAROTTA GELA ABODI E COMUNE: MEAZZA DATATO PER BUSINESS

“San Siro è datato. Tante parole vanno spese in positivo, poi è normale che se si parla di innovazione c’è anche il rendere gli stadi funzionali al calcio di oggi, che non è solo un fenomeno sportivo e sociale, ma anche vera attività d’impresa e di business. Questo rappresenta uno degli strumenti fondamentali al fine di aumentare la redditività”, dice il dg dell’Inter Giuseppe Marotta nel corso del DLA Piper Sport Forum 2023 gelando le speranze di chi vorrebbe ancora i nerazzurri a San Siro e non a Rozzano, in primis il Comune, anche se oggi il ministro Andrea Abodi si è augurato personalmente che “il Meazza si possa adattare al futuro, non soltanto ricordare i trionfi del passato, ed è un po’ l’auspicio che si augura tutta Italia”.

“Come tutte le cose datate”, spiega invece Marotta, il Meazza “ha lati positivi, quali il romanticismo, ma anche negativi: non si può nascondere che i club hanno tentato di valorizzare questo impianto, così come è giusto e doveroso guardarsi attorno”.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

La Terra continua a scaldarsi, venerdì 17 novembre per la prima volta aumento della temperatura media del globo sopra 2 gradi

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Venerdì 17 novembre, secondo gli scienziati di Copernicus, è stato il primo giorno in cui la temperatura globale è stata di oltre 2 gradi superiore ai livelli del 1850-1900 (o preindustriali)

ROMA – Lo scorso venerdì 17 la temperatura media globale della Terra ha superato per la prima volta i 2 gradi di aumento sopra i livelli preindustriali. Vale la pena di ricordare che alla COP21 di Parigi del 2015 si decise con lo storico Accordo l’obiettivo di limitare ben al di sotto di 2 gradi.

L’annuncio del record di venerdì 17 lo dà su X Samatha Burgess, vicedirettrice di Copernicus, il servizio di osservazione satellitare e da stazioni su terra e mare dell’Unione europea.

“La temperatura globale provvisoria nel set di dati ERA5 per il 17 novembre rilevata da Copernicus è stata di 1,17 gradi superiore al periodo 1991-2020, la più calda mai registrata“, scrive Burgess. “La nostra stima è che sia stato il primo giorno in cui la temperatura globale è stata di oltre 2 gradi superiore ai livelli del 1850-1900 (o preindustriali), risultando pari a 2,06 gradi”, aggiunge.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

È morta l’attrice Anna Kanakis, fu eletta Miss Italia nel 1977 a 15 anni

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È morta a 61 anni l’attrice ed ex modella Anna Kanakis: venne eletta Miss Italia a 15 anni, fu la prima ad essere eletta così giovane

ROMA – Aveva 61 anni ed è morta ieri a Roma Anna Kanakis, attrice ed ex modella aveva 61 anni. La sua carriera partì dalla sua elezione a Miss Italia, nel lontano 1977, quando aveva solo 15 anni. Fu la prima ragazza ad essere eletta ad un’età così giovane dopo una modifica del regolamento. Quattro anni dopo, nel 1981, partecipò a Miss Universo e poi diventò una modella. Poi è arrivata la carriera da attrice (che conta quasi trenta tra film e fiction) e anche, per un breve periodo, l’impegno politico: fu responsabile nazionale Cultura e spettacolo dell’Unione democratica per la Repubblica (Udr), il partito fondato da Francesco Cossiga.

GIOVEDÌ I FUNERALI

A dare l’annuncio della morte è stato il marito Marco Merati Foscarini. I funerali si terranno a Roma il 23 novembre alle 15 nella chiesa di San Salvatore in Lauro.Figlia di padre greco, nativo di Creta, ingegnere, e di madre originaria di Tortorici (nella parte messinese dei Nebrodi) avvocato, Anna Kanakis venne eletta Miss Italia nel settembre 1977 a Sant’Eufemia d’Aspromonte.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

ESCLUSIVA, Massimiliano Esposito: “Lazio un’incognita, rispecchia il suo allenatore”

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Massimiliano Esposito, ex centrocampista offensivo che in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Reggiana, Lazio, Napoli, Brescia e Ternana, è intervenuto ai microfoni della testata sportiva News.Superscommesse.it per parlare di Serie A e Serie B. In questo particolare estratto dell’intervista, Esposito ha parlato del rendimento e dei possibili obiettivi stagionali della Lazio di Maurizio Sarri, squadra che definisce “un’incognita”.Rispetto alla passata stagione, la Lazio vive un campionato un po’ in chiaroscuro: cosa ne pensi della squadra di Sarri?
“La Lazio è un’incognita. A mio parere rispecchia un po’ il proprio allenatore. Sarri è sempre stato lì per spiccare il volo, poi però per un motivo o per l’altro non ci riesce. Le sue squadre gli somigliano, si può prendere ad esempio anche quanto fatto al Napoli. Tanti complimenti, ma alla fine poche cose concrete. Ha attraversato anche un periodo di contestazione e di scarso feeling con la società e lo spogliatoio. Adesso è tornato un po’ di sereno nell’ambiente Lazio, ma non credo che la squadra possa finire tra le prime cinque del campionato”.

News.Superscommesse

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