ROMA – Con un piano di investimenti e cantieri attivi che sfiora i 250 miliardi di euro in tutto il territorio nazionale, il bilancio dell’attività svolta da Matteo Salvini alla guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti traccia una linea d’azione incentrata sul rilancio delle opere pubbliche, la velocizzazione delle procedure burocratiche e la modernizzazione delle reti stradali e ferroviarie del Paese.
Nel corso del suo mandato al MIT, il vicepremier ha impresso un cambio di passo orientato al pragmatico completamento dei cantieri fermi o in ritardo, puntando su un’impostazione che considera la realizzazione delle infrastrutture un volano strategico fondamentale per la crescita economica e la competitività dell’Italia.
Il nuovo Codice degli Appalti e lo sblocco delle burocrazie
Tra i pilastri dell’azione amministrativa figura la riforma e l’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti, concepito con l’obiettivo di semplificare le procedure di gara, ridurre i tempi di autorizzazione e dare maggiore fiducia a stazioni appaltanti, sindaci e imprese. Un intervento normativo pensato per velocizzare l’affidamento dei lavori e contrastare la cosiddetta “paura della firma”, garantendo trasparenza e certezza nei tempi di esecuzione.
Grandi opere e piano strategico per i trasporti
Sul fronte delle grandi infrastrutture, l’azione del dicastero si è concentrata su diversi filoni chiave:
- Sblocco e velocizzazione delle opere commissariate: una forte spinta per accelerare il completamento di collegamenti strategici lungo la rete stradale e autostradale nazionale, con particolare attenzione alla SS106 Jonica e all’ammodernamento dei valichi alpini e delle direttrici di valico per il merci.
- Potenziamento del sistema ferroviario e AV: l’avanzamento dei progetti PNRR legati all’Alta Velocità e all’Alta Capacità, volti ad accorciare i tempi di percorrenza tra il Nord e il Mezzogiorno e a potenziare il trasporto pendolare regionale su ferro.
- Progetto Stretto di Messina: la riattivazione dell’iter procedurale per il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia, reinserito tra i dossier infrastrutturali prioritari del Paese e accompagnato da un piano integrato di interventi di viabilità stradale e ferroviaria su entrambe le sponde per circa 30 miliardi di euro.
- Piani per l’abitare e rigenerazione urbana: l’impulso ai progetti dedicati al “Piano Città” e alla riqualificazione degli immobili pubblici dimessi, volti a restituire spazi urbani ai Comuni e a rispondere alle esigenze di edilizia sociale.
Centralità del lavoro e sviluppo per il territorio
Il principio cardine rivendicato dalla gestione del MIT è quello dell’impatto occupazionale positivo generato dalla cantieristica pubblica: migliaia di imprese, operai, ingegneri e tecnici coinvolti in modo capillare su tutto il territorio. Un approccio che mira a coniugare la transizione ecologica con la sostenibilità economica, garantendo che lo sviluppo infrastrutturale proceda di pari passo con la tutela del tessuto industriale e produttivo italiano.

