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L’Acquedotto che salvò Lisbona e il suo tesoro nascosto


L’Aqueduto das Águas Livres e il Mãe d’Água das Amoreiras raccontano una delle opere di ingegneria più straordinarie del Portogallo. A pochi passi si trovano anche il Jardim das Amoreiras e la Fondazione Arpad Szenes – Vieira da Silva, per una giornata tra storia, arte e natura

Lisbona è una città che sorprende continuamente. Oltre ai celebri miradouros, ai tram storici e ai quartieri ricchi di fascino, custodisce autentici capolavori di ingegneria che hanno cambiato il destino della capitale portoghese. Tra questi spiccano l’Aqueduto das Águas Livres e il Mãe d’Água das Amoreiras, due monumenti che raccontano come l’acqua sia stata, per secoli, la vera ricchezza della città. Per andare alla scoperta dei gioielli della capitale portoghese, è possibile soggiornare in uno degli Heritage Hotels, strutture di charme situati nel cuore di Lisbona.

Realizzato a partire dal 1731 per volontà di re Giovanni V e progettato dall’ingegnere Manuel da Maia, l’Aqueduto das Águas Livres rappresentò una rivoluzione per Lisbona, ponendo fine alla cronica scarsità d’acqua che aveva accompagnato la crescita della capitale. Con un sistema idraulico che si estende per oltre 50 chilometri, tra acquedotti principali e ramificazioni secondarie, l’opera convogliava l’acqua dalle sorgenti fino al cuore della città attraverso una rete straordinariamente avanzata per l’epoca.

La parte più spettacolare è senza dubbio il tratto monumentale che attraversa la Valle di Alcântara con 35 archi, tra cui il celebre Arco Grande, alto oltre 65 metri: al momento della sua costruzione era uno degli archi in pietra più alti del mondo e ancora oggi domina il paesaggio urbano con un’imponenza sorprendente.

Una delle curiosità più affascinanti riguarda il terremoto del 1755 che devastò Lisbona. Mentre gran parte della città veniva rasa al suolo, l’acquedotto rimase praticamente intatto, dimostrando un livello costruttivo eccezionale che ancora oggi suscita l’ammirazione di architetti e ingegneri.

Il viaggio continua al Mãe d’Água das Amoreiras, l’imponente deposito terminale dell’acquedotto, progettato nel 1745 e completato solo nel 1834. Qui l’acqua veniva raccolta prima di essere distribuita nei numerosi chafariz cittadini che per secoli hanno rappresentato il cuore della vita quotidiana dei lisboeti. Entrando nella grande cisterna, il visitatore viene accolto da un ambiente monumentale dove il riflesso dell’acqua amplifica l’eleganza delle volte e delle colonne in un’atmosfera quasi irreale. Ancora oggi questo spazio ospita mostre, concerti ed eventi culturali, offrendo un modo originale di vivere uno dei luoghi più suggestivi della città.

All’esterno, il Jardim das Amoreiras invita a concedersi una pausa tra alberi secolari e panchine ombreggiate. A pochi passi sorge la Fondazione Arpad Szenes – Vieira da Silva, dedicata a due protagonisti dell’arte del Novecento, meta ideale per completare una giornata che unisce ingegneria, arte e relax.

Per approfondire la storia dell’approvvigionamento idrico di Lisbona è possibile visitare anche il Museu da Água, che racconta il funzionamento dell’intero sistema attraverso installazioni, documenti storici e percorsi interattivi, offrendo una prospettiva inedita su una delle opere più importanti della capitale portoghese.

Per continuare a respirare l’autentica atmosfera lisboeta, il soggiorno ideale è in uno dei quattro Heritage Hotels, eleganti alberghi di charme nel centro storico della città. Gestiti direttamente da famiglie portoghesi, accolgono gli ospiti nelle dimore storiche della capitale con un’ospitalità genuina, dove tradizione, design e attenzione ai dettagli si fondono per regalare un’esperienza autentica e profondamente legata all’identità di Lisbona.

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