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ROMA: IGIENE PRECARIA E CARENZE IMPIANTISTICHE ED ANTINCENDIO: SEQUESTRATO LOCALE ADIBITO ALLA VENDITA DI KEBAB NEL CENTRO STORICO

Rifiuti speciali non adeguatamente smaltiti, prodotti chimici vicino ad alimenti, prese domestiche con fili scoperti ed ambienti di lavoro non conformi ai requisiti minimi di sicurezza, salubrità ed igiene sono alcune delle criticità riscontrate dalla Polizia di Stato in un laboratorio artigianale adibito alla vendita di Kebab, in Largo Arenula. 

A seguito di una meticolosa attività ispettiva degli agenti della Divisione Amministrativa della Questura, l’esercizio è stato posto sotto sequestro preventivo.

Gli accertamenti degli agenti hanno consentito di evidenziare che l’ambiente versava in condizioni particolarmente critiche, a partire dalla constatazione di materiali accatastati non adeguatamente smaltiti fino ad una scheda pulizie ferma all’anno precedente.

Sono poi emerse condizioni igienico-sanitarie precarie nei locali adibiti alla preparazione ed alla conservazione degli alimenti, ove è stata riscontrata una situazione di promiscuità tra prodotti alimentari, materiali ed attrezzature.

Ulteriori criticità sono state rilevate sul fronte della manutenzione degli impianti, oltre che nell’utilizzo improprio di spazi riservati al personale.

Non meno singolare è lo scenario restituito dalla cucina, organizzata secondo soluzioni tutt’altro che conformi agli ordinari standard di igiene e sicurezza: nell’area destinata alla preparazione degli alimenti, un ventilatore era stato sistemato direttamente sopra un contenitore per i rifiuti, mentre le operazioni di taglio venivano effettuate all’interno del lavandino mediante un utensile elettrico collegato alla presa di corrente.

Nel corso degli accertamenti è stata inoltre rilevata la presenza di un sistema di videosorveglianza per il quale, al momento del controllo, non è stata esibita la relativa documentazione autorizzativa.

Sotto il profilo dell’impiantistica elettrica, ancora, sono state riscontrate ulteriori anomalie connesse alla presenza di prese danneggiate con cavi scoperti, di fatto adagiate per alimentare utenze professionali.

In materia di prevenzione incendi, è stato altresì accertato che almeno un estintore risultava privo

di segnalazione e delle necessarie condizioni di sicurezza. Un ulteriore criticità rilevata in tal senso riguarda il percorso di evacuazione, con l’unica uscita di fatto non adeguatamente segnalata.

Le condizioni accertate, ritenute tali da determinare una situazione di concreto pericolo per l’incolumità degli operatori ed un assetto non conforme ai requisiti minimi di sicurezza, salubrità ed igiene previsti dalla normativa vigente, hanno dunque determinato gli agenti a porre il locale sotto il vincolo del sequestro preventivo.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, avallando le conclusioni della Polizia di Stato, ha chiesto ed ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari la convalida del provvedimento.

Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

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