In data 22.06.2026, nell’ambito di un procedimento penale pendente nella fase delle indagini preliminari
dinanzi a questo Ufficio, su richiesta del Pubblico Ministero, il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale
di Bari ha emesso una Ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di 6 indagati foggiani.
La misura รจ stata eseguita oggi 24.06.2026 da operatori dellโArma dei Carabinieri e della Polizia di Stato,
precisamente a carico di 2 fratelli ritenuti โcapiโ e 3 soggetti ritenuti โpartecipiโ della associazione mafiosa
armata convenzionalmente denominata โSocietร Foggianaโ (art. 416 bis c.p.) la cui esistenza รจ stata
riconosciuta da plurime sentenze passate in giudicato;
Ad uno dei destinatari รจ stato contestato ancheil reato di cui agli artt. 81, 61 n. 2, 391 ter e 416 bis. 1 c.p.,per
aver utilizzato nel 2021 una utenza telefonica clandestina nel carcere di Tolmezzo (UD) al fine di agevolare
lโassociazione mafiosa denominata clan Sinesi/Francavilla, permettendone la sopravvivenza malgrado lo stato
detentivo dei suoi vertici e consentendo la prosecuzione del rapporto di alleanza con il clan li Bergolis,
egemone in area garganica;
Ad altri 2 indagati sono staticontestatii reati di autoriciclaggio e riciclaggio (artt. 81, 110, 648 ter. 1, 648
bis, 416 bis.1 c.p.)con lโaggravante di aver agito al fine di agevolare lโassociazione di tipo mafioso denominata
Societร foggiana ed in particolare lโarticolazione nota come batteria Sinesi-Francavilla.
Il provvedimento coercitivo discendente da decisione cautelare รจ incentrato sulla contestazione della
ininterrotta operativitร criminale dellโassociazione mafiosa denominata โSocietร Foggianaโ con
particolare riferimento alla batteria โSinesi-Francavillaโ e sul ruolo dirigenziale assunto in tale ambito da
due degli odierni indagati che, sebbene giร ristretti agli arresti domiciliari, avrebbero โ secondo le accuse e
sulla base delle acquisizioni investigative aventi natura provvisoria – continuato a mantenere rapporti con
lโesterno e a dare direttive ai propri sottoposti.
La consorteria mafiosa, stanziale nel territorio di Foggia, avrebbe mostrato interessi che spaziano dal
narcotraffico al settore dei reati predatori ed, ancora, al racket delle estorsioni che soffoca il tessuto
imprenditoriale e commerciale del territorio, nonchรฉ alla pianificazione di fatti di sangue per la
neutralizzazione degli avversari.
In particolare, lโattuale contestazione del reato di associazione mafiosa parte da tempi successivi allโindagine
โCoronaโ del ROS (che ricomprendeva lโarco temporale dal 2005 allโaprile 2016), fino allโattualitร .
Successivamente al processo โCoronaโ, ulteriori profili di ultrattivitร della organizzazione di appartenenza
sono emersi dalle indagini dei Carabinieri (ROS di Bari e Nucleo Investigativo di Foggia) e della Polizia di
Stato (SISCO di Bari e Squadra Mobile di Foggia) che ne hanno disvelato le piรน attuali evoluzioni,
comprovate in particolare:
โค dalle reazioni connesse al โtentato omicidio di SINESI Robertoโ del settembre 2016 con la convocazione
in Foggia di riunioni tra esponenti del โclan Sinesi/Francavillaโ ed esponenti dellโalleato โclan Li Bergolisโ
finalizzate a colpire esponenti apicali della contrapposta batteria โMoretti-Pellegrinoโ;
โค dagli esiti investigativi di altro procedimento penale, che nel 2022 avevano consentito di ritenere che vi
fosse una contesa nella gestione della piazza di spaccio di Vieste tra il gruppo riconducibile a RADUANO
Marco (poi divenuto collaboratore di giustizia) e quello riconducibile al clan โLi Bergolisโ. In tale vicenda,
sarebbe emerso il ruolo di uno degli odierni arrestati che si sarebbe adoperato per favorire gli interessi
dellโalleato โclan LI BERGOLISโ di Monte S. Angelo, cercando di suggellare un accordo, per il tramite di
un pregiudicato cerignolano, che avrebbe previsto โlโaffittoโ della piazza di spaccio viestana dietro
versamento di 10.000 euro mensili in favore di un importante esponente di area โLi Bergolisโ;
โค dal pervicace mantenimento di contatti tra i consociati in costanza di detenzione a loro carico, sia attraverso
lo strumento della corrispondenza epistolare tra reclusi, sia โ soprattutto โ attraverso lโutilizzazione in
1carcere di apparati telefonici clandestini detenuti allo scopo di agevolare lโassociazione mafiosa di
appartenenza ed in particolare di mantenere vivo:
โฅ il rapporto con gli altri esponenti di vertice della propria batteria, si pensi alle interlocuzioni con
consociati detenuti a Siracusa e a Lanciano;
โฅ il rapporto con un esponente di vertice dellโalleato โclan li BERGOLISโ (detenuto prima a Terni, poi a
Palermo), egemone in area garganica.
โค dalla condotta di autoriciclaggio con aggravante mafiosa che sarebbe stata posta in essere da uno degli
odierni arrestati, unitamente ad un imprenditore edile attivo nel territorio foggiano, anchโegli destinatario
della odierna misura custodiale, a cui viene contestato il reato di riciclaggio aggravato da finalitร mafiose
per avere โ come sarebbe emerso dagli accertamenti condotti dalla SISCO – il primo consegnato al secondo,
nel periodo 2012-2013, denaro contante non inferiore ad euro 600.000 provento di reato, perchรฉ fosse
investito nel settore edilizio, cosรฌ determinando lโinfiltrazione mafiosa nel suddetto settore economico del
sodalizio criminale di appartenenza, mediante una sequenza di operazioni societarie e immobiliari;
โค dalla capacitร di avvalersi di altri soggetti, di disporre di armi e di ricorrere alla violenza come mezzo di
risoluzione delle controversie;
โค dal rinvenimento e sequestro lโ08.06.2026, allโatto dellโesecuzione del decreto di fermo, di apparati
telefonici rinvenuti nella disponibilitร degli arrestati domiciliari destinatari del provvedimento;
โค dalla collaborazione con la giustizia avviata ad inizio 2024 dai fratelli Ciro e Giuseppe FRANCAVILLA,
elementi di vertice dellโomonima batteria, i quali con le loro dichiarazioni hanno contribuito a ricostruire
dettagliatamente le dinamiche criminali contemporanee, permettendo agli inquirenti di mappare i nuovi
assetti, le infiltrazioni nellโeconomia legale e le alleanze tra mafie diverse.
Le fonti di prova a fondamento della continuitร del fenomeno mafioso e del ruolo associativo degli indagati
sono costituite, a supporto delle sentenze passate in giudicato, dal contenuto delle intercettazioni in atti, dalle
dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, da servizi di osservazioni, dalle immagini tratte dai sistemi
di videoriprese, da esiti di perquisizioni e sequestri, da arresti riferiti a specifici episodi delittuosi, con la
necessaria precisazione che lโesistenza del vincolo associativo, e cioรจ la verifica circa lโappartenenza del
singolo al sodalizio criminale intesa quale stabile messa a disposizione, emerge da condotte concludenti di
adesione implicita al sodalizio mafioso, non essendo emerso il ricorso in Foggia a riti iniziatici di affiliazione.
Quali profili che caratterizzano sul piano strutturale, metodologico e funzionale, lโassetto interno e lโoperativitร
criminale della โSocietร Foggianaโ rilevano:
– sul piano del c.d. assoggettamento interno: la rilevanza della cassa comune e della suddivisione dei proventi
tra le diverse articolazioni ed il protrarsi della conflittualitร tra le batterie, con particolare riferimento alle
tensioni tra i Sinesi/Francavilla ed i Moretti/Pellegrino;
– sul piano del c.d. assoggettamento esterno: la gestione consociata dellโattivitร estorsiva, la metodologia
mafiosa, lo sviluppo dei percorsi di infiltrazione nel tessuto economico, la gestione egemonica del mercato
della droga in Foggia, la proiezione unitaria sul territorio da parte del sodalizio mafioso e dei suoi aderenti.
Il provvedimento cautelare odierno ha ratificato gli analoghi provvedimenti provvisori emessi dai Tribunali
di Larino, Milano e Foggia con i quali era stato convalidato il Fermo di indiziato di delitto n. 4393/25-21
RGNR della DDA di Bari eseguito lโ8.06.2026 a carico di 3 indagati, nonchรฉ ha applicato la misura cautelare
ad ulteriori 3 indagati.