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Il primo “trilaterale” Ucraina-Russia-Usa dall’inizio della guerra

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È in programma oggi ad Abu Dhabi. E arriva dopo un faccia a faccia a Mosca tra Putin e gli inviati di Trump, Witkoff e Kushner che il Cremlino ha definito “utile”

ROMA – Oggi ad Abu Dhabi si apre un passaggio diplomatico senza precedenti dall’inizio della guerra in Ucraina: Russia, Ucraina e Stati Uniti si siedono allo stesso tavolo per colloqui trilaterali. È la prima volta che accade dal 2022, l’anno dell’invasione russa. La riunione è stata confermata stanotte, dopo un faccia a faccia al Cremlino tra Vladimir Putin, l’inviato statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner, genero e consigliere di Donald Trump. Il consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov, ha definito i colloqui “utili sotto ogni aspetto” e ha annunciato l’avvio, proprio ad Abu Dhabi, del primo incontro di un gruppo di lavoro trilaterale.

Per ora, i contorni restano sfocati. Non è chiaro se delegazioni russe e ucraine si incontreranno direttamente né quali temi finiranno subito sul tavolo. Zelensky ha parlato di negoziati destinati a durare due giorni. Sul fronte americano, Witkoff, Kushner e il loro team vedranno una delegazione russa guidata dal generale Igor Kostyukov, capo dell’intelligence militare del Gru.

L’amministrazione Trump spinge da settimane per una svolta negoziale, con una diplomazia a ritmo serrato tra Kiev e Mosca. Una strategia che, però, preoccupa parte degli alleati dell’Ucraina, timorosi che la pressione americana porti a un accordo sbilanciato. Mercoledì Trump ha usato parole brutali, definendo “stupidi” Putin e Zelensky se non riuscissero a chiudere un’intesa.

A Davos, Witkoff ha ammesso che resta almeno una grande questione irrisolta, senza entrare nei dettagli. Zelensky, invece, ha indicato chiaramente il nodo centrale: il futuro dei territori occupati dalla Russia nell’est del Paese. Le proposte di pace, dice, sono “quasi pronte”, ma il punto resta esplosivo. Mosca pretende che Kiev ceda il 20 per cento della regione di Donetsk che ancora controlla. Zelensky rifiuta: sono territori difesi a caro prezzo in una guerra di logoramento che dura da due anni.

Alle rivendicazioni territoriali si aggiungono le linee rosse del Cremlino: niente adesione dell’Ucraina alla Nato e nessuna presenza militare dell’Alleanza sul suolo ucraino dopo un eventuale accordo. Richieste che per Kiev restano difficili da accettare.

Da Davos, Zelensky ha ribadito che anche la Russia deve essere pronta a fare concessioni. Le garanzie di sicurezza postbelliche tra Stati Uniti e Ucraina, ha assicurato, sono già pronte sulla carta, ma richiederebbero la ratifica dei rispettivi Parlamenti. Il presidente ucraino ha parlato dopo un incontro riservato con Trump, a margine del Forum economico mondiale. Nel suo discorso pubblico, però, ha riservato parole durissime all’Europa, accusata di attendismo e di essere in “modalità Groenlandia”: in attesa che sia Washington a guidare ogni risposta alle crisi, invece di agire autonomamente. “Un anno fa dissi che l’Europa deve saper difendersi. È passato un anno e nulla è cambiato”, ha ricordato richiamando la metafora del Giorno della marmotta.

Trump, di ritorno verso Washington, ha definito positivo il colloquio con Zelensky, sostenendo che il leader ucraino vuole davvero arrivare a un accordo. “Ho avuto molti buoni incontri con lui, eppure non è successo nulla”, ha osservato, tornando sul suo refrain preferito: entrambi i leader vogliono la pace e “tutti stanno facendo concessioni”.

I punti critici, ammette lo stesso Trump, sono gli stessi da mesi. I confini, prima di tutto. E intanto la guerra continua a farsi sentire sulla pelle dei civili. Il presidente americano ha raccontato di aver parlato con Zelensky anche dell’inverno durissimo che l’Ucraina sta affrontando senza riscaldamento in molte aree, a causa degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche. “È incredibile come il popolo ucraino stia resistendo”, ha detto.

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A Roma i funerali di Valentino tra i fiori bianchi e le note di Mozart. In chiesa anche Anne Hathaway e Anna Wintour

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Nella Capitale l’ultimo saluto all’imperatore della moda nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica

All’interno della chiesa solo fiori bianchi, scelti come unico addobbo per l’ultimo saluto allo stilista. Accanto al feretro, una foto in bianco e nero ritrae Valentino sorridente. Tra i fedeli, molti hanno indossato un copricapo rosso, omaggio al colore simbolo del maestro della moda.

Quando tutti gli ospiti erano già seduti, sulle note della ‘Lacrimosa’ di Mozart, la bara ha fatto il suo ingresso in chiesa.Sulla bara è stato deposto un grande cuscino di rose bianche. Ha quindi preso avvio la messa funebre.

L’omelia, durata circa dieci minuti, è stata celebrata da don Pietro Guerini. “Mi piace pensarlo davanti al Signore mentre raccoglie i frutti della bellezza che ha seminato”, ha detto il sacerdote. Don Guerini ha ricordato anche che “la bellezza salva e produce sogni che cambiano il mondo”. Conclusa l’omelia, durante l’offertorio, è risuonata l’Ave Maria di Schubert. Un momento toccante che ha accompagnato l’ultimo saluto al re della moda.

GIAMMETTI: “SARAI SEMPRE VICINO A ME”

“Sarai sempre vicino a me nel cammino che continuerò per non farti dimenticare”. Così Giancarlo Giammetti, lo storico ex compagno e socio di Valentino Garavani, parlando oggi durante i funerali a Roma del celebre stilista. “Ringraziamo tutti per essere qui con noi, per Valentino- ha proseguito- Cosa posso dire? Voglio ringraziare Valentino per avermi insegnato la bellezza. Attraverso lui ho scoperto cosa voleva dire. Una bellezza che ci ha accompagnato per tutta la vita. Ci siamo conosciuti da ragazzini, abbiamo sognato le stesse cose- ha conlcuso- siamo riusciti a realizzarne molte”.

VERNON BRUCE HOEKSEMA, IMPRENDITORE EX MODELLO, GIANCARLO GIAMMETTI IMPRENDITORE

LA SEPOLTURA NELLA CAPPELLA DI FAMIGLIA AL CIMITERO FLAMINIO-PRIMA PORTA

I funerali si sono conclusi dopo poco più di un’ora. Il feretro dello stilista ha lasciato, tra gli applausi dei presenti, la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Una tomba già pronta al cimitero Flaminio-Prima Porta accoglierà le sue spoglie. Sarà tumulato nella Cappella di famiglia.

TRA I VIP IN CHIESA ANNE HATHAWAY E ANNA WINTOUR

FUNERALI DI VALENTINO

Tra i vip arrivati per i funerali ci sono le attrici internazionali Elizabeth Hurley ed Anne Hathaway. Tra i presenti anche l’ex direttrice di Vogue America, Anna Wintour e gli stilisti Donatella Versace, Anna Fendi, Brunello Cucinelli e Alessandro Michele, direttore creativo della maison Valentino.SIMONA VENTURA: “HO SUOI MERAVIGLIOSI VESTITI ROSSI”

A dare l’ultimo saluto all’imperatore della moda anche Simona Ventura, in compagnia del marito, Giovanni Terzi. Ai cronisti presenti racconta: “Ho una serie di vestiti rossi, meravigliosi, che avrò sempre con me perché sono pezzi unici. Quello dell’ultima serata dell’Isola dei Famosi, in cui ero vestita Valentino, me l’ha preparato Pierpaolo Piccioli, che insieme a Maria Grazia Chiuri erano gli assistenti di Valentino”.PICCIOLI: “HA CONSEGNATO BELLEZZA A MONDO”

“È una persona che ha consegnato al mondo sogni e bellezza, quindi siamo qui con gratitudine e rispetto”. Lo ha detto ai cronisti lo stilista e direttore creativo di Balenciaga, Pierpaolo Piccioli, entrando nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma, dove oggi si sono tenuti i funerali di Valentino.

FERRETTI: “RICORDO? SOLO ‘ROSSO’”

“Cosa posso ricordare di più di quello che era? Una persona straordinaria, eccezionale. L’unica cosa che posso dire è ‘rosso’“. A dirlo il celebre scenografo e costumista premio Oscar italiano, Dante Ferretti, 82 anni, che oggi ha preso parte ai funerali di Valentino Garavani a Roma.

CUCINELLI: “INDOSSAVA MOLTI NOSTRI CAPI”

“Per me era una persona piacevolissima, elegantissima, perbene. Mi chiamava lui personalmente perché indossava molti nostri capi e scherzosamente mi diceva: ‘Però mi fai un po’ di sconto?’. Ed io rispondevo: ‘Ad un maestro come te non faccio lo sconto”. È il ricordo dell’imprenditore e stilista Brunello Cucinelli di Valentino Garavani, rilasciato ai cronisti. “La cosa che mi ha sempre affascinato- ha aggiunto- è che i suoi dipendenti erano molto contenti del suo comportamento: era gentile, educato, garbato. Questo, per me, dice tutto di un grande uomo”.

CONTESSA FEDERICI: “PIAZZA MIGNANELLI AVRÀ SUO NOME”

“Ha amato la sua città, Voghera, ma ha preferito vivere qui a Roma. Piazza Mignanelli sarà piazza Valentino”. Così la contessa Marisela Federici parlando con i cronisti. La contessa ha poi scherzato con i giornalisti, dicendo di essere immortale: “Io mi sono fatta mummificare”.https://tv.dire.it/mediaplayer/index.html?id=697383f884123760a763f31a&resolution=master

IN CENTINAIA DAVANTI A BASILICA SANTA MARIA ANGELI E MARTIRI

Sono in centinaia le persone, tra giornalisti, fotografi, cameraman e altri addetti ai lavori, ma anche fan, davanti all’ingresso, transennato, della Basilica di Santa Maria degli Angeli, in coda per rendere omaggio al maestro della moda italiana.

Tra i cartelli fuori dalla chiesa, ce n’è uno scritto a mano: ‘Tutto il mondo piange Valentino. Perdiamo il fiore più bello’. Il messaggio accoglie chi arriva sulla piazza, insieme ad un flusso continuo di persone. Imponente il servizio d’ordine, con un centinaio di persone al lavoro tra l’interno e l’esterno della Basilica.

Ieri, intanto, si è concluso il secondo e ultimo giorno di visite alla camera ardente di Valentino allestita nella sede della Fondazione PM23, in piazza Mignanelli. Tanti i rappresentanti delle istituzioni, amici, colleghi e persone comuni che nelle due giornate hanno reso omaggio al maestro della moda, per un totale di 10mila visite.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

POGGIO MIRTETO: I CARABINIERI DENUNCIANO L’AUTORE DI UNA TRUFFA ON LINE

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I Carabinieri della Stazione di Poggio Mirteto hanno deferito in stato di libertà un uomo di 29 anni, originario della provincia di Padova e già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile del reato di truffa.

La notizia di reato è stata comunicata alla Procura della Repubblica di Rieti al termine di un’attività investigativa avviata a seguito della denuncia presentata da un cittadino residente nella Bassa Sabina, il quale riferiva di essere rimasto vittima di una truffa online.

In particolare, l’indagato aveva pubblicato su un noto sito di e-commerce un annuncio relativo alla vendita di un’autovettura usata, fornendo dettagli apparentemente attendibili quali dati di immatricolazione, chilometraggio, prezzo e fotografie, inducendo così i potenziali acquirenti a ritenere che il veicolo fosse realmente esistente e di sua proprietà.

Attirato dal prezzo di vendita, notevolmente inferiore rispetto ai valori medi di mercato, il denunciante, dopo aver contattato il presunto venditore per ulteriori informazioni, effettuava un bonifico bancario in suo favore dell’importo di circa 2.500 euro.

Una volta incassata la somma, il truffatore provvedeva all’immediato prelievo del denaro dal proprio conto corrente, rendendosi irreperibile e senza procedere, ovviamente, alla consegna del veicolo.

I successivi accertamenti svolti dai militari dell’Arma, a seguito della formale acquisizione della denuncia, hanno consentito di risalire all’identità del responsabile, che è stato pertanto deferito all’Autorità Giudiziaria competente.

L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito ai cittadini a diffidare di offerte particolarmente vantaggiose, che spesso celano tentativi di truffa o riguardano beni rubati o inesistenti. Si raccomanda, inoltre, di prestare particolare attenzione all’acquisto online di prodotti presentati come miracolosi, nonché di opere d’arte o oggetti di antiquariato, verificandone sempre con certezza la provenienza.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Turismo, boom di arrivi in Italia nel 2025

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I dati di “alloggiati web” certificano aumento del 7,1%

Nel 2025 si è registrato un rilevante aumento del turismo in tutta Italia. È quanto emerge dai dati della piattaforma ‘Alloggiati web’ del Ministero dell’Interno, che consente alle strutture ricettive, alberghiere ed extra-alberghiere, di comunicare alle questure competenti le generalità delle persone alloggiate, entro 24 ore dal loro arrivo.

Gli arrivi nel Paese sono cresciuti complessivamente del 7,1%, passando da 173milioni nel 2024 a oltre 185milioni nell’anno appena trascorso.

L’incremento del flusso turistico ha interessato sia le strutture alberghiere, aumentate a 104.660.524 di arrivi nel 2025 rispetto ai 101.629.754 dell’anno precedente (+3%), sia quelle extra alberghiere cresciute da 71.395.272 a 80.617.418 (+13%).

Il risultato positivo è frutto sia del maggiore numero di turisti italiani (aumentati del 5,1% da 77.317.707 del 2024 a 81.251.494 dell’anno scorso), sia dei turisti stranieri che sono cresciuti dell’8,7% (104.026.448 nel 2025, rispetto ai 95.707.319 dell’anno precedente).

Dati che attestano un trend molto positivo e che saranno oggetto di confronto in occasione del Terzo Forum Internazionale del Turismo in corso a Milano a cui domani, 24 gennaio, interverrà il Ministro Matteo Piantedosi.

Trasporti. Paolucci: (Uil Rieti): “Ferrovia tra Roma e Rieti è strategica e necessaria”

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“La situazione dei collegamenti ferroviari della nostra città resta drammatica. Nonostante siano stati ripristinati due collegamenti per Roma, passando per Terni, i disagi quotidiani di tanti pendolari non sono affatto diminuiti. Non è un caso che nei giorni scorsi è emersa la problematica degli orari dei blues incompatibili con gli impegni didattici degli studenti”. Lo dice Alberto Paolucci, Segretario generale della Uil di Rieti e della Sabina Romana.

“La Regione Lazio sta tentando di mettere una toppa a questa difficoltà che coinvolge ragazzi e ragazze – ricorda Paolucci – Ma correre ai ripari non significa programmare, perché i collegamenti su ferro verso Terni e L’Aquila sono insufficienti. Ma c’è di più. Siamo nel terzo millennio e restiamo l’unico capoluogo del Lazio a non essere collegato direttamente con la Capitale”.

“Seppur un’alternativa al trasporto su gomma – prosegue il sindacalista – l’attuale tratta indiretta, con il cambio a Terni, non garantisce un servizio adeguato ai pendolari che vogliono raggiungere Roma e neppure a chi vorrebbe scegliere di vivere e investire in questo territorio. I blues insomma, se utilizzati al meglio, sono adatti per raggiungere i due capoluoghi oltre i confini regionali. Ma a Rieti serve di più, perché la mancanza di una ferrovia diretta da e per la Capitale d’Italia continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico, sociale e occupazionale di tutto il territorio”.

“Da anni si susseguono studi, ipotesi di progetti, annunci e tutto sembra prendere quota durante le campagne elettorali – conclude Paolucci – ma poi alla prova dei fatti alle cittadine e ai cittadini di Rieti e della provincia non sono mai seguite risposte concrete. Nel frattempo, chi ogni giorno si sposta per lavoro o studio continua a pagare il prezzo di scelte politiche rimandate, di investimenti mai realizzati, di promesse mai mantenute. Rieti non può più attendere: collegare con una ferrovia la nostra città a Roma significa garantire diritti, lavoro e futuro. Chiediamo al Presidente della Regione Lazio, ai parlamentari eletti nel nostro territorio, di considerare questa opera come una priorità infrastrutturale. E’ con questo obiettivo che continueremo a batterci affinché la ferrovia non resti soltanto una banale promessa di campagna elettorale”.

Firmato un protocollo di intesa fra la Polizia di Stato e l’Associazione “Nel nome del rispetto” 

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La Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e l’Associazione “Nel nome del rispetto” Ets hanno sottoscritto un protocollo di intesa finalizzato a promuovere la diffusione delle buone prassi sul tema del valore del rispetto, con specifico riferimento ai fenomeni legati al disagio giovanile, alla valorizzazione dell’intelligenza emotiva e delle differenze di genere.

 L’intesa si propone di realizzare un’efficace sinergia operativa tra la Polizia di Stato e l’Associazione “Nel nome del rispetto” Ets per promuovere delle attività congiunte di formazione, informazione e sensibilizzazione indirizzate agli studenti delle scuole di secondo grado, per la diffusione della conoscenza dei concetti legati al “Rispetto” tra gli individui, sul “ciclo della violenza” e sulle azioni per la sua prevenzione, comprese le misure di prevenzione del Questore e gli strumenti di tutela. 

La notizia della sottoscrizione del protocollo è stata diffusa martedì scorso, presso la Sala Igea dell’Istituto dell’Enciclopedia TRECCANI proprio nella “Giornata del rispetto” che ricorreva il 20 gennaio per promuovere la lotta contro il bullismo, il cyberbullismo e ogni forma di discriminazione, in memoria di Willy Montero Duarte, ucciso nel 2020 per aver difeso un amico.

DUBAI: ARRESTATO LATITANTE ALBANESE ATTIVO NEL SETTORE DEL NARCOTRAFFICO

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Nei giorni scorsi, a Dubai (EAU), le Autorità di polizia emiratine, su input degli organi investigativi della Polizia di Stato, ad epilogo di indagini coordinate dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Venezia, hanno localizzato e catturato un importante narcotrafficante, cittadino albanese di 39 anni, latitante dal 2019.

L’uomo, in particolare, è stato condannato in via definitiva a 8 anni e 7 mesi di reclusione per associazione finalizzata al traffico di sostante stupefacenti e spaccio di droga, quale esito giudiziario di 2 diversi processi, tra cui quello conclusosi con sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello lagunare, che – a conclusione di indagini condotte dalla Squadra Mobile – ne ha accertato il ruolo di elemento di vertice di una ramificata organizzazione internazionale dedita al narcotraffico, operante a Venezia, specializzata nell’importazione di cocaina e marijuana dall’Olanda e dall’Albania, poi destinate alle piazze di spaccio della provincia veneziana e di altre province del Veneto.

Il soggetto, che all’epoca dei fatti viveva a Noale (VE), è stato ritenuto vertice operativo e decisionale dell’organizzazione, curando direttamente la gestione dei canali internazionali di approvvigionamento del narcotico e dirigendo la distribuzione dello stupefacente sul territorio veneziano e di diversi centri della provincia, tra cui Mestre, Scorzè, Noventa di Piave e Jesolo.

L’inchiesta per la sua cattura – condotta da un gruppo di lavoro composto da investigatori della Squadra mobile di Venezia e dello SCO (Servizio centrale operativo), supportata da attività intercettive e dall’impiego di avanzate tecnologie nel campo della sorveglianza elettronica – ha consentito di tracciare gli spostamenti dei familiari del latitante, dimoranti in Italia, analizzandone abitudini e contesto relazionale.

Le conseguenti attività – condivise anche nel corso di riservate riunioni di coordinamento presso la Procura generale della Repubblica, che ha richiesto l’estensione delle ricerche in campo internazionale – hanno permesso al team investigativo di verificare, come in passato, che nel periodo natalizio e di fine anno i familiari avrebbero raggiunto il ricercato a Dubai, per festeggiare le festività in quel Paese, potendo contare sul supporto logistico di un’ampia rete di favoreggiatori per raggiungere, in una prima fase, l’Albania e, successivamente, il territorio emiratino.

Lo sviluppo delle progressioni investigative, agevolate dalla competente Divisione Interpol del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (SCIP) – che ha assicurato il costante scambio info investigativo con gli organismi esteri – ha così permesso alle Autorità di polizia emiratine di mappare i luoghi frequentati dal latitante e giungere alla sua localizzazione.

L’arresto del soggetto – ricercato anche dalle Autorità albanesi, poiché ritenuto elemento di spicco di un sodalizio dedito al narcotraffico in quel Paese – si inserisce nell’ambito del progetto “WANTED”, coordinato dallo SCO per la ricerca e la cattura dei latitanti, in Italia e all’estero.

Foggia, traffico di sostanze stupefacenti

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FESTA FONDAZIONE ARMA DEI CARABINIERI MOTOCICLISTI FORZE DELL'ORDINE IN MOTO CARABINIERE GAZZELLE GAZZELLA NUCLEO RADIOMOBILE 112 BMW

ulteriori 9 arresti dei Carabinieri al termine degli interrogatori preventivi, nell’ambito di un procedimento penale che già aveva consentito, lo scorso 15 dicembre, l’esecuzione di una o.c.c. a carico di ulteriori 24 indagati

I Carabinieri della Compagnia di Foggia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 9 indagati (di cui 3 in carcere e 6 agli arresti domiciliari), ritenuti responsabili a vario titolo, in concorso, di traffico, detenzione illecita e spaccio di sostanze stupefacenti.

Il provvedimento è stato emesso nei confronti dei 9 destinatari all’esito di interrogatorio preventivo, il cui decreto di fissazione era stato notificato lo scorso 15 dicembre contestualmente all’esecuzione, sul territorio nazionale, di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di ulteriori 24 persone (di cui 19 in carcere e 5 agli arresti domiciliari), indagate a vario titolo per i medesimi reati nello stesso procedimento penale.

L’attività investigativa, condotta da maggio 2024 ad aprile 2025 e nell’ambito della quale sono state complessivamente emesse misure cautelari a carico di 33 indagati, ha consentito di:

  • documentare una florida attività di spaccio di cocaina e hashish nel comune di Foggia, per la successiva illecita destinazione e per uso non esclusivamente personale;
  • ricostruire i canali di approvvigionamento dello stupefacente, acquistato da un ‘referente’ albanese a Foggia per il tramite di connazionali residenti nel Nord-Italia;
  • accertare le modalità di distribuzione delle sostanze illecite, puntualmente scaricate presso un auto-demolitore a Foggia, stoccate in diversi box auto e consegnate a domicilio agli acquirenti;
  • constatare, per un solo indagato, la frequente violazione della misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Orta Nova.

Il complesso degli elementi emersi, vagliati anche in sede di interrogatorio preventivo, ha consentito all’Autorità Giudiziaria di ritenere sussistenti le esigenze cautelari nei confronti dei nove indagati, rafforzando il quadro indiziario delineato dall’articolata attività investigativa condotta dall’Arma dei Carabinieri sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli indagati, la cui posizione è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, non possono essere considerati colpevoli fino alla eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva.

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“Caltanissetta, normativa antimafia: la Polizia di Stato sequestra beni per un milione di euro a un pluripregiudicato vicino ad esponenti di “Cosa nostra”

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Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Caltanissetta, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore.

La Polizia di Stato di Caltanissetta, con l’ausilio della Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della Pubblica Sicurezza di Roma, ha dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro, emesso ai sensi della normativa antimafia dal Tribunale di Caltanissetta – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Caltanissetta. Il provvedimento riguarda un pluripregiudicato, vicino ad esponenti di “Cosa nostra” nissena, e ha interessato tutti i beni intestati al suddetto, nonché quelli allo stesso riconducibili ma fittiziamente intestati a terze persone, alcune delle quali legate a lui da stretti rapporti di parentela.

Le indagini personali e patrimoniali svolte dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Caltanissetta mediante l’utilizzo delle più innovative banche dati in uso alle Forze di Polizia, oltre alla pericolosità sociale del proposto, hanno consentito di accertare che nel corso degli anni, soprattutto dal 2005, era risuscito ad accumulare un patrimonio immobiliare di particolare entità, utilizzando i proventi delle sue attività illecite, legate soprattutto allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Accogliendo la proposta formulata dal Procuratore della Repubblica e dal Questore di Caltanissetta, sono stati sequestrati complessivamente quattro beni immobili ad uso abitativo e commerciale, di cui due ubicati in territorio di Caltanissetta e due nella regione Marche, una società, sita in Caltanissetta, che si occupa del commercio e noleggio di autovetture, nonché del commercio al dettaglio e all’ingrosso on-line di bevande alcoliche e analcoliche, una impresa individuale di tabacchi con annessa ricevitoria del lotto, sita in Caltanissetta, due imprese dedite all’attività di bar, e dieci rapporti finanziari accesi su istituti bancari e postali, per un totale approssimativo di un milione de euro.

In particolare, è stata rilevata una enorme sproporzione tra i redditi dichiarati ed il valore dei beni nella sua disponibilità, in quanto le entrate dichiarate non erano in grado di soddisfare affatto le spese necessarie al sostentamento e allo stile di vita dello stesso e delle persone con lui conviventi. Per tale motivo si ipotizza, salva la presunzione di innocenza, che gli enormi flussi di denaro rilevati nei suoi conti correnti e di alcuni suoi prossimi congiunti, siano da ricondurre esclusivamente al suo arricchimento illecito e che reimpiegando tali capitali di dubbia provenienza (anche frutto dell’evasione fiscale) abbia acquistato beni immobili, intestandoli a terzi soggetti, al fine di eludere le investigazioni patrimoniali.

Il soggetto nei cui confronti è stato disposto il sequestro dei beni, negli anni è stato sottoposto a diversi procedimenti penali, in particolare per reati contro il patrimonio (tra i quali, oltre allo spaccio di sostanze stupefacenti, danneggiamenti ed estorsioni, anche aggravati dalla finalità di agevolazione del sodalizio mafioso nisseno), in buona parte definiti con sentenza di condanna.

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Il Prefetto di Viterbo Sergio Pomponio, ha effettuato una visita istituzionale al Comune di Sutri

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Nella giornata del 21 gennaio 2026, il Prefetto di Viterbo Sergio Pomponio, ha effettuato una visita istituzionale al Comune di Sutri. L’incontro ha avuto inizio alle ore 15:00 presso la sede comunale, dove il Prefetto è stato accolto dal Sindaco Matteo Amori e dall’Amministrazione comunale.

Nel corso della visita, è stato richiamato il valore della presenza istituzionale nei territori, non come gesto formale, ma come testimonianza concreta della vicinanza dello Stato a cittadini e amministrazioni.

Una presenza che nasce dalla volontà di ascoltare, di comprendere e di accompagnare i Comuni nella gestione delle dinamiche locali, assicurando un dialogo costante e una lettura attenta delle esigenze reali. Tale visione si inserisce nel più ampio contesto provinciale, nel quale la Prefettura opera per garantire stabilità, sicurezza e supporto ai processi di crescita e valorizzazione del territorio.

La delegazione ha successivamente raggiunto il Museo di Palazzo Doebbing, dove il Prefetto è stato guidato dal direttore attraverso un percorso espositivo di grande pregio. Le opere illustrate hanno offerto l’occasione di apprezzare la vivacità culturale del territorio e la capacità della città di custodire e rendere fruibile un patrimonio artistico di rilevanza nazionale.

Un ulteriore momento significativo si è svolto durante l’incontro con i “festaroli” delle due Società custodi degli stendardi di Sant’Antonio Abate. La tradizione, profondamente radicata nella storia locale, rappresenta un elemento identitario che unisce la comunità e testimonia un legame vivo tra memoria, spiritualità e partecipazione popolare. La presenza del Prefetto ha voluto sottolineare l’importanza di queste espressioni collettive, che contribuiscono a rinsaldare il senso di appartenenza e la continuità delle radici culturali.

In conclusione, il Sindaco ha espresso il proprio ringraziamento con parole che hanno sintetizzato il valore della giornata:
“Sutri ha vissuto oggi un momento di alto valore istituzionale con la visita del Prefetto, Sergio Pomponio. A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città, rivolgo un sincero grazie per un segnale di attenzione che onora la nostra comunità e rafforza il senso di una presenza istituzionale salda, vicina e attenta.”

La visita ha confermato quanto sia essenziale per le istituzioni conoscere i territori in modo diretto, senza mediazioni, entrando in contatto con le loro specificità, le loro potenzialità e le loro criticità. Questi incontri rappresentano uno strumento prezioso per rafforzare la collaborazione interistituzionale, promuovere la coesione sociale e consolidare quel patto di fiducia che costituisce la base della vita democratica e della buona amministrazione.

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