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RIETI: BILANCIO DEI CARABINIERI DEL 2025. IN CALO I REATI MA IN AUMENTO ARRESTI, DENUNCE E SANZIONI AL CODICE DELLA STRADA

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QUASI 400 CHILI DI DROGA SEQUESTRATA.

Si è appena concluso un altro anno ed è tempo di bilanci anche per i Carabinieri del Comando Provinciale di Rieti.

Potendo contare su una ca­pil­la­re dif­fu­sio­ne sul ter­ri­to­rio ove è pre­sen­te con il Reparto Operativo con sede a Rieti,  3 Com­pa­gnie (Cittaducale, Rieti e Poggio Mirteto) con i rispetti Nuclei Operativi e Radiomobile e 34 ­Sta­zio­ni e forte di un’ef­fi­ca­ce “si­ner­gia ope­ra­ti­va” con i re­par­ti spe­cia­li, il Comando Provinciale dell’Arma ha as­si­cu­rato, sia nel capoluogo che nei restanti 72 comuni della provincia, tut­te le fun­zio­ni per ga­ran­ti­re l’or­di­na­ta con­vi­ven­za ci­vi­le e la si­cu­rez­za del­le co­mu­ni­tà.

Nel 2025, i reparti dipendenti hanno perseguito 3.599 reati in tutta la provincia (- 1% rispetto al 2024 quando erano stati 3.646): 184 gli arresti (+1% rispetto al 2024)e 1.416 le denunce in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria (+26% rispetto al 2024).

73 i braccialetti elettronici installati di cui 52 riferiti ad episodiconnessi con le violenze di genere.

ATTIVITA’ DI PREVENZIONE

Nel corso dei 21.774 servizi di pattuglia (in media 60 al giorno), volti perlopiù a prevenire i reati e garantire la sicurezza dei cittadini, sono state sottoposte a controllo 60.729 persone, con una media di 166 al giorno, e 45.311 autoveicoli/motoveicoli, con una media giornaliera pari a 124. 

3.182 le sanzioni elevate per violazioni alle norme del Codice della Strada (+26% rispetto al 2024) per un importo complessivo di 989.616,35 Euro (+43% rispetto al 2024).

Molto rilevante è stata l’attività preventiva svolta dall’Arma anche in materia di sicurezza stradale. Particolare attenzione è stata posta al rispetto delle norme attinenti al comportamento tenuto alla guida al fine di prevenire quelle violazioni che, oltre a mettere in pericolo il diretto interessato, costituiscono un serio rischio anche per l’incolumità altrui. Al riguardo, 135 persone sono state sanzionate per essersi messe alla guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche (+32% rispetto al 2024)a cui si aggiungono altri 58 conducenti trovati in uno stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope (+241% rispetto al 2024 con 9 casi). 67 persone sono state, invece, sanzionate poiché trovate alla guida mentre utilizzavano dispositivi elettronici quali cellulari o tablet (-34% rispetto al 2024)e altre 158 per guida contromano (+259% rispetto all’anno precedente). 504 sono stati i veicoli trovati in circolazione senza aver effettuato la prescritta revisione periodica (+20% rispetto al 2024)mentre 203 quelli risultati privi di copertura assicurativa (+19% rispetto al 2024).

3 le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria per omicidio stradale.

VIOLENZA DI GENERE E DI NATURA DOMESTICA

Massima attenzione dell’Arma al fenomeno della violenza di genere tra cui si annoverano reati quali maltrattamenti in famiglia, atti persecutori eviolenze sessuali. Sono state molte le richieste d’intervento per aggressioni a donne perpetrate nelle mura domestiche, in cui untempestivo intervento dei Carabinieri, reso possibile solo grazie alla capillare distribuzione dell’Arma sul territorio della provincia, ha scongiurato che il reato venisse portato a ben più gravi conseguenze. Le attività di indagine condotte in tale ambito hanno portato all’esecuzione di 37 arresti (+19% rispetto al 2024) e di 21 provvedimentidi divieto di avvicinamento alla persona offesa.

ATTIVITÀ ANTIDROGA

Per quanto concerne l’attività di contrasto allo spaccio di stupefacenti, sono state arrestate 43 persone (+13% rispetto al 2024)e denunciate a piede libero altre 62 (+13% rispetto al 2024).

162, invece, sono stati i soggetti segnalati alla Prefettura di Rieti quali assuntori di droga (+23% rispetto al 2023).

Sono stati sequestrati quasi 4 quintali di sostanze stupefacenti tra cui: 2 chilogrammi di cocaina, 526 grammi di eroina, circa 2 chilogrammi di hashish e 365 chilogrammi di marijuana.

ATTIVITA’ INVESTIGATIVA E DI REPRESSIONE

Per quanto riguarda le principali attività investigative del 2025, meritano di essere ricordate:

  • quella condotta dalla Stazione di Collevecchio, al termine della quale, a luglio, è stato tratto in arresto un uomo italiano di 44 anni per coltivazione, detenzione e lavorazione illecita di sostanza stupefacente. L’attività, avviatasi a seguito di anomalie nei consumi idrici ed elettrici, ha consentito di individuare una vasta coltivazione di canapa indica, opportunamente occultata all’interno di un terreno adiacente all’abitazione dell’arrestato. Oltre a varia attrezzatura per la lavorazione delle foglie di canapa, sono state sequestrate circa 150 piante di marijuana, 19 kg di sostanza essiccata, e altri 200 kg della medesima droga, già pronta per essere immessa sul mercato.
  • l’indagine svolta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Rieti al termine della quale, ad ottobre, è stato disarticolato un sodalizio criminale composto da 5 persone, tutte straniere e di cui una minorenne, ritenute responsabili, a vario titolo, di 68 furti aggravati, una rapina, riciclaggio e resistenza a pubblico ufficiale. Tali reati venivano commessi in danno ad esercizi commerciali aventi sede in tutte le regioni del centro Italia e permettevano agli indagati di accumulare più di 300.000 euro di refurtiva;
  • l’attività svolta, tra settembre e ottobre, dalla Sezione Operativa della Compagnia di Rieti, con il supporto degli Squadroni Eliportati Cacciatori di Puglia, Sicilia e Sardegna, che si è conclusa con l’individuazione di vari gruppi di extracomunitari dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti in aree boschive attigue al capoluogo. L’operazione ha portato all’arresto di 11 soggetti di origine magrebina e al sequestro di oltre 600 grammi di cocaina, eroina e hashish, nonché di somme di denaro provento dell’attività illecita e di armi bianche;
  • l’arresto effettuato a novembre dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Cittaducale, con il supporto delle Stazioni di Borgorose e Cittaducale, di sei stranieri, tutti senza fissa dimora, per furto aggravato in concorso. L’operazione, scaturita da una mirata attività di osservazione, ha consentito di sorprendere i soggetti mentre asportavano ingenti quantitativi di rame dall’ex stabilimento “Solsonica”. Nel corso dell’intervento venivano sequestrati circa 1.200 kg di cavi in rame, attrezzature da taglio e due veicoli utilizzati per il trasporto, per un danno stimato in circa 8.000 euro.

ATTIVITÀ REPARTI SPECIALI

I reparti dipendenti al Gruppo Forestale Carabinieri di Rieti hanno effettuato un totale di 10.247 controlli, procedendo per ben 183 reati. 116 sono state le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria e 624 le sanzioni amministrative elevate in totale per un importo pari a 181.761 Euro.

Particolare attenzione è stata prestata all’attività di prevenzione e repressione degli incendi boschivi nel corso dell’attività sono stati effettuati 730 controlli.

1 persona è stata denunciata per il reato di incendio boschivo doloso e 8 per quello di incendio boschivo colposo. 47 i procedimenti verbali inerenti all’accensione di fuochi in periodo non consentito, per un importo totale di circa 6.200 Euro.

I Carabinieri del Nucleo Antifalsificazione di Viterbo, nella provincia di Rieti, hanno effettuato 223 ispezioni, riscontrando 13 violazioni di natura penale e 106 amministrative. 12 le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria e 65 quelle segnalate alle autorità sanitarie ed amministrative. Nel settore alimentare è stata disposta la sospensione delle attività di 12 strutture ed elevate sanzioni amministrative per un importo pari a 60.200 euro per varie violazioni quali l’omesso rispetto dei requisiti generali in materia d’igiene e la mancata tracciabilità di alcuni prodotti (con conseguente sequestro amministrativo di circa 1350 chilogrammi di alimenti). Nel settore sanitario, invece, è stata disposta la chiusura di 2 strutture sociosanitarie per anziani/minori per irregolarità inerenti ai requisiti organizzativi e documentali.

Il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Rieti ha effettuato 239 accessi ispettivi a seguito dei quali sono state accertate irregolarità in 190 aziende e contestati 110 illeciti amministrativi in materia di lavoro, per un importo pari a 273.697 Euro. 58 le attività sospese per lavoro irregolare (61 lavoratori trovati senza regolare contratto di assunzione) o per gravi violazioni in materia di sicurezza con 1 cittadino extracomunitario arrestato e altri 2 denunciati per i reati di possesso e fabbricazione di documenti di identità falsi, falsa attestazione a Pubblico Ufficiale sulla propria identità e falsità materiale commessa dal privato. 2, invece, i datori di lavoro deferiti per lesioni personali a seguito di infortunio grave.

Nonostante l’impegno profuso nell’anno appena trascorso da tutti i Reparti dipendenti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Rieti nei servizi di contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti all’interno di bivacchi allestiti nei boschi, in particolare nelle aree attigue al capoluogo, continuano a registrarsi eventi connessi con tale fenomeno.

L’intensa azione repressiva posta in essere, nelle aree boschive, nei primi giorni del 2026 ha infatti consentito di addivenire all’arresto di altre due persone.

In particolare, La Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Rieti, unitamente a personale dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Sardegna”, nel pomeriggio di ieri 14 gennaio, ha tratto in arresto in flagranza di reato due soggetti extracomunitari, rispettivamente di 27 e 28 anni, entrambi pregiudicati e irregolari sul territorio nazionale, ritenuti responsabili del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

L’operazione è stata condotta nell’ambito di un servizio mirato di controllo del territorio svolto in località Casapenta del comune di Rieti, finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti in aree boschive.

Nel corso delle attività, i militari hanno individuato un bivacco occultato tra la vegetazione, utilizzato quale base operativa per l’attività di spaccio. L’area è stata immediatamente cinturata e sottoposta a bonifica, consentendo di sorprendere i due soggetti presenti all’interno.

La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire e sequestrare: due involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina, rispettivamente del peso di 90 e 60 grammi, un machete, un coltello, un tirapugni, una katana, diversi bilancini di precisione, vari passamontagna, materiale vario per il confezionamento delle dosi nonché denaro contante, rinvenuto nella disponibilità di entrambi gli arrestati, per un ammontare complessivo pari a 17.210 euro, ritenuto provento dell’attività illecita.

Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro.

L’attività di prevenzione e contrasto dei reati continuerà, con ulteriore impegno, nel corso dell’anno 2026.

TORRI IN SABINA: I CARABINIERI INDIVIDUANO E DENUNCIANO UNO STRANIERO PER IMMIGRAZIONE CLANDESTINA 

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Un cittadino straniero di 45 anni, di nazionalità moldava, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rieti dai Carabinieri della Stazione di Torri in Sabina per violazione della normativa vigente in materia di immigrazione e soggiorno sul territorio nazionale.

Nei giorni scorsi, i militari dell’Arma, nel corso di un ordinario servizio di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati, hanno proceduto all’identificazione di un uomo che si aggirava a piedi per le strade di Cantalupo in Sabina con atteggiamento ritenuto sospetto. A seguito dei primi accertamenti, il soggetto è risultato privo di documenti idonei a dimostrare la regolare permanenza in Italia.

Pertanto, l’interessato è stato accompagnato presso la caserma dei Carabinieri di Torri in Sabina per ulteriori verifiche.

I successivi controlli hanno consentito di accertare che lo stesso si trovava irregolarmente sul territorio nazionale, in quanto sprovvisto di valido permesso di soggiorno.

Conclusi gli adempimenti di rito, l’uomo è stato accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Rieti che, valutata l’impossibilità di procedere al suo collocamento presso un centro di accoglienza, ha disposto l’espulsione dal territorio dello Stato con l’ordine di lasciare l’Italia entro il termine massimo di sette giorni.

Per quanto accertato, il cittadino moldavo è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria di Rieti per la violazione delle disposizioni previste dal Testo Unico sull’Immigrazione in materia di soggiorno degli stranieri sul territorio dello Stato italiano.

Si dà atto che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali dei soggetti denunciati saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.      

MONTE TERMINILLO:   I CONSIGLI DEI CARABINIERI PER GLI UTENTI DELLA MONTAGNA

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L’inizio di gennaio ha regalato ai reatini e agli amanti della montagna una prima consistente imbiancata del Monte Terminillo e, come di consueto, con l’approssimarsi della stagione invernale e della caduta della prima neve, gli amanti degli sport invernali sono sempre più impazienti di ritornare in vetta e sulle piste da sci.

I Carabinieri della Stazione di Monte Terminillo, oltre a svolgere quotidianamente i normali servizi d’istituto per assicurare la prevenzione e la repressione  dei reati in genere e per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, assicurano anche l’importante servizio di vigilanza e soccorso agli utenti della neve che svolgono la propria attività sia sulle piste da sci del comprensorio del Terminillo sia su tutte la aree impervie della montagna, mediante l’impiego di personale sciatore altamente specializzato nella pratica dello sci e qualificato nel primo soccorso e l’utilizzo di mezzi specifici come fuoristrada 4×4 ed una motoslitta.

Come di consueto, è intenzione del Comando Provinciale dei Carabinieri di Rieti fornire alcuni consigli a tutti gli sciatori e agli amanti della neve e degli sport invernali, affinché il soggiorno e la fruizione della montagna possa essere completamente all’insegna del sano divertimento e della sicurezza.

Prima di partire alla volta di qualunque area montana, è fondamentale assicurarsi di avere montati gli pneumatici da neve o quantomeno di avere al seguito, come d’obbligo, le catene da neve, che siano della misura giusta, verificando altrettanto di essere in grado di montarle (è sempre meglio provare a farlo a casa in garage al caldo, poiché al freddo, per strada, tutto si complica).

Prima di iniziare a sciare, è importantissimo: controllare l’attrezzatura che sia sempre idonea alla pratica dello sci; valutare sempre e realisticamente le proprie capacità tecniche; valutare la propria efficienza e forma fisica; controllare le condizioni meteorologiche ed il bollettino valanghe emesso dal Servizio Meteomont dell’Arma dei Carabinieri al fine di programmare un’uscita sulla neve che sia sicura e divertente (le informazioni sono reperibili sul sito www.meteomont.carabinieri.it  e tramite l’App disponibile per il download sia in App Store per dispositivi Apple, sia in Play Store per dispositivi Android).

Oltre alle norme di comportamento da tenersi sulle piste da sci che riguardano principalmente il rispetto degli altri sciatori al fine di non mettere in pericolo o danneggiare gli altri utenti della neve e l’utilizzo dei tracciati più confacenti alle proprie capacità tecnica, è opportuno ricordare a tutti che dal 1° gennaio 2022 per mettersi sugli sci, è obbligatorio sottoscrivere una polizza assicurativa: l’art. 30 del D. Lgs. 40/2021 recita infatti che “…Lo sciatore che utilizza le piste da sci alpino deve possedere un’assicurazione in corso di validità che copra la propria responsabilità civile per danni o infortuni causati a terzi. È fatto obbligo in capo al gestore delle aree sciabili attrezzate, con esclusione di quelle riservate allo sci di fondo, di mettere a disposizione degli utenti, all’atto dell’acquisto del titolo di transito, una polizza assicurativa per la responsabilità civile per danni provocati alle persone o alle cose”. In caso di mancato possesso dell’assicurazione, potrà essere comminata una sanzione amministrativa da 100 a 150 euro. Inoltre, è previsto il ritiro dello skipass.

Altra norma importantissima per la sicurezza è l’obbligo a partire dalla stagione invernale 2025-2026 di indossare il casco per tutti, anche per i maggiorenni.

Inoltre è opportuno ricordare a tutti che è vietato sciare in stato di ebbrezza in conseguenza di uso di bevande alcoliche e di sostanze tossicologiche.

Oltre a questi consigli che interessano tutti, ma in modo particolare chi pratica sci alpino in pista, è necessario evidenziare qualche buon consiglio a chi affronta lo sci fuori pista, lo scialpinismo e le escursioni in ambiente ghiacciato d’alta montagna.

Prima di partire è importante:

  • Conoscere la scala europea del pericolo valanghe, consultare i bollettini neve e valanghe, le previsioni meteo;
  • Essere adeguatamente preparati anche ad affrontare una situazione di emergenza come un incidente da valanga;
  • Equipaggiarsi del Kit di auto soccorso: ARTVA (Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga –  da indossare sotto i capi che si potrebbero togliere in caso di incidente, quindi sopra il primo strato di abbigliamento e non sopra la giacca, ricordandosi di lasciarlo sempre acceso) pala e sonda, verificandone il perfetto funzionamento.
  • Non affrontare mai un itinerario da soli e avere con sé un cellulare con batteria carica;
  • Dotarsi di cartina, altimetro e bussola o GPS.

Per quanto riguarda la pratica dello sci fuori pista è basilare non solo saper salire, ma essere in grado di saper scendere senza rischiare di farsi del male. Questi ultimi anni hanno visto l’incremento di sciatori da pista con un bagaglio tecnico limitato avventurarsi nello sci alpinismo cosa che solo apparentemente è semplice: può risultare abbastanza facile, infatti, risalire un pendio con le pelli di foca, ma non saper affrontare le varie condizioni mutevoli del manto nevoso non battuto da un gatto delle nevi può rivelarsi oltremodo rischioso portando a incidenti anche gravi, se non mortali.

I Carabinieri augurano a tutti di potersi godere appieno le bellezze dello splendido Monte Terminillo, ricordando, però sempre questi semplici e pratici consigli, per il rispetto del prossimo e della montagna.

RIETI: TROVA UNA CARTA DI CREDITO E LA USA PER FARE ACQUISTI: DENUNCIATA DAI CARABINIERI.

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I Carabinieri della Stazione di Rieti hanno denunciato in stato di libertà una donna di 54 anni, residente nella provincia di Rieti, già nota alle forze dell’ordine, ritenuta responsabile del reato di indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dal contante.

L’attività investigativa ha preso avvio dalla denuncia presentata da una ragazza di origini straniere presso il citato Comando dell’Arma, relativa all’utilizzo non autorizzato della propria carta di credito, della quale non era certa se avesse subito il furto o se l’avesse smarrita.

Attraverso il portale online dell’istituto bancario emittente, l’interessata aveva infatti riscontrato alcune transazioni effettuate senza il suo consenso presso diversi esercizi commerciali della città.

Ricevuta la denuncia, i militari hanno immediatamente avviato gli accertamenti, recandosi presso i punti vendita interessati per acquisire le immagini dei sistemi di videosorveglianza.

Dall’analisi dei filmati, incrociati con gli orari dei pagamenti illeciti, è stato possibile individuare la persona che aveva effettuato gli acquisti con la carta smarrita.

Le successive attività investigative hanno consentito di identificare l’autrice dei fatti in una donna di 54 anni, poi denunciata a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

OPERAZIONE DEI CARABINIERI DI CITTADELLA NEL MONDO DEI NIGHT CLUB: ESEGUITE 5 MISURE CAUTELARI PER SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE E AUTORICICLAGGIO

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Nella tarda serata di venerdì 16 gennaio 2026, in Camposampiero (PD) e Pianiga (VE), presso due night club, militari della Compagnia Carabinieri di Cittadella (PD), sotto la direzione della Procura della Repubblica patavina, hanno eseguito cinque misure cautelari personali, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Padova, rispettivamente tre di arresti domiciliari e due dell’obbligo di dimora e di presentazione quotidiana alla p.g., nei confronti di 5 soggetti italiani – quattro sessantenni ed un cinquantenne, due dei quali già gravati da precedenti penali e di polizia – accusati, a vario  titolo, di reclutamento, “favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione in concorso”, per aver contribuito a gestire, con diversi ruoli, una stabile attività di offerta di prestazioni sessuali a pagamento da parte di giovani ragazze all’interno dei privé di un locale notturno. A due degli indagati, l’Autorità Giudiziaria patavina contesta anche il reato di “autoriciclaggio”. Nel corso dell’operazione, sono state eseguite, altresì, correlate attività di perquisizione personale e domiciliare a carico degli indagati. I Carabinieri di Cittadella (PD) hanno, inoltre, sottoposto a sequestro preventivo il night club “New Gilda” di Camposampiero e oltre 12.000 euro, ritenuti provento diretto dell’attività illecita di sfruttamento della prostituzione, “ripuliti” da due dei 5 indagati tramite versamento sui conti di una società a responsabilità limitata e di un’associazione culturale di cui la coppia aveva il controllo, e da lì immessi nel circuito dell’economia legale con reimpiego per la gestione del locale notturno.

L’emissione della misura cautelare scaturisce da articolata indagine, anche di natura tecnica, condotta da personale del N.O.R.M. – Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Cittadella, tra il mese di settembre 2024 ed il mese di maggio 2025. Nella circostanza, le indagini sono state avviate a seguito di alcuni accertamenti incidentali, svolti dai militari nel corso del normale servizio di controllo del territorio. L’attenzione degli investigatori dell’Arma, già nel mese di settembre 2024, è stata richiamata da alcuni controlli effettuati nei confronti di donne, italiane e straniere, non residenti nell’Alta Padovana, che risultavano essere, periodicamente, ospitate in alcune strutture ricettive prossime a Camposampiero. A seguito di più mirati accertamenti, i Carabinieri hanno ricostruito che le stesse donne, nel periodo in cui venivano alloggiate presso alcuni B&B della zona, risultavano essere assunte presso un’associazione culturale, quali figuranti di sala/ragazze immagine e che, nel medesimo arco temporale, le stesse svolgevano detta attività presso il night club “New Gilda 5” di Camposampiero.

Mirati riscontri hanno, poi, permesso ai militari dell’Arma di delineare con precisione non solamente l’organico delle donne presenti nel locale, ma anche l’organizzazione societaria alla base dell’attività d’intrattenimento, nonché il giro di clienti ed avventori del locale pubblico.

Grazie ad un più approfondito controllo serale dei Carabinieri della Compagnia di Cittadella all’interno del “New Gilda 5”, nel mese di dicembre 2024, sono stati raccolti ulteriori indizi e dettagli ed i successivi approfondimenti investigativi,hanno permesso di appurare che i 5 indagati avessero strutturato un comprovato e fruttuoso giro di prostituzione, mascherato da attività d’intrattenimento.

Gli indagati – in concorso tra loro ma ciascuno, come detto, con ruoli diversi – si occupavano anzitutto del reclutamento delle giovani donne da destinare all’attività di prostituzione, e poi si facevano carico di gestire aspetti logistici quali l’alloggio in apposite strutture alberghiere e il trasporto verso il luogo di lavoro.

Le prestazioni sessuali, anche con rapporti completi, avvenivano, con regolarità, all’interno di appositi privé messi a disposizione all’interno del locale New Gilda di Camposampiero, sotto la sorveglianza di alcuni indagati e con la consapevolezza di tutti gli altri.

Il corrispettivo del singolo rapporto sessuale veniva stabilito dagli indagati secondo un tariffario ben preciso, comunicato sia ai clienti che a tutte le ragazze, molte delle quali risultavano formalmente prestare opera quali ragazze immagine/figuranti di sala ed inquadrate tra il personale dipendente dell’associazione culturale che gestiva il locale.

Al termine della prestazione, il pagamento – che poteva avvenire con bancomat o in contanti (in questo caso, con uno sconto) – era effettuato talora direttamente nelle mani delle ragazze, talora ai gestori del locale e talora in cassa, venendo registrato come regolare consumazione. In ogni caso, una quota variabile di quanto incassato all’esito dei rapporti sessuali, veniva trattenuto dagli sfruttatori; i guadagni venivano redistribuiti alle ragazze o tramite consegna di buste di denaro contante, a fine serata, oppure tramite successivi bonifici bancari o ricariche effettuati dai conti correnti delle società coinvolte ed amministrate dagli indagati, a titolo di compensi per il lavoro di animazione all’interno del locale.

I proventi trattenuti dagli sfruttatori venivano in parte fatti oggetto di diretta appropriazione da parte degli indagati, ma in parte venivano versati sui conti dei soggetti giuridici che avevano la gestione del locale, per essere poi utilizzati per alimentare l’attività “di facciata” del locale, tramite pagamento di stipendi, canoni e forniture.

In fase di esecuzione dei provvedimenti di custodia cautelare, i Carabinieri di Cittadella hanno altresì eseguito un decreto di perquisizione delegata dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Padova presso il  night club “Les Folies” di Pianiga (VE), ritenuta dagli investigatori attività gemella del “Night Club New Gilda 5”, diretta dai medesimi indagati e presso la quale risultano essere state impiegate molte delle donne sfruttate, sebbene in quel luogo non siano state osservate direttamente attività di prostituzione.

Le attività d’indagine proseguiranno per accertare con maggior esattezza l’estensione dell’attività di prostituzione e l’entità del profitto illecito che ne è derivato.

Si precisa che il procedimento è in fase di indagini preliminari e che gli indagati devono ritenersi non colpevoli fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Valentino Rossi: “E’ come se non avessi più un padre, i soldi non c’entrano”. Graziano: “Mi sento come Sgarbi”

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La “guerra dei Rossi” in tribunale. Valentino “Non lo vedo e non lo sento più. La sua relazione sentimentale ha portato a una frattura totale con la famiglia. Siamo molto tristi”. Graziano: “Mi ha fatto firmare un foglio ho sbagliato a fidarmi. Mi sposo e invito tutti”

di Mario Piccirillo

ROMA – “Il denaro, in questa storia, non ha alcuna rilevanza, per fortuna mia e anche di Graziano. Sono solo addolorato e preoccupato per il mio babbo che non vedo, non sento più”. E così il titolo più facile – la “guerra dei Rossi” – perde l’appendice cattiva, l’interesse. A terra restano i sentimenti spezzati. Da un lato e dall’altro. Valentino affronta il clamore di una vicenda dolorosa ma impossibile da proteggere come intima: il ricorso ai tribunali per le accuse alla compagna di papà Graziano, i soldi che mancano dai conti, il campione che si vede revocato dai giudici l’incarico di amministratore di sostegno. Ma soprattutto un rapporto simbiotico (e moltissimo raccontato negli anni della gloria) che non c’è più.

“È come se non avessi più un padre – confessa a Giorgio Terruzzi, sul Corriere della Sera – La sua relazione sentimentale ha portato a una frattura totale con la famiglia, non capisco per quale ragione visto che con Graziano, sia io, sia mia mamma Stefania, abbiamo sempre avuto rapporti affettivi solidi, importanti. Lo stesso se penso a Clara, sua figlia e alla sua mamma Lorena. Niente, tagliati fuori, tutti, come se fossimo portatori di chissà quale minaccia. Un atteggiamento, se penso al mio babbo, che non riesco a spiegare e che mi porta a cercare di sapere come sta, che è successo per arrivare sino a questo punto. Per me, tutto ciò che accade, è dettato dal bene che gli voglio e dal timore che bene non stia. Questa è una vicenda dettata dall’amore, non da altro. Una situazione che rende me, tutti noi, molto tristi”.

Graziano Rossi, 71 anni, gli risponde con un’intervista al Resto del Carlino, il giornale che per primo a scoperchiato la vicenda. Le parole a distanza segnano un distacco non solo apparente. “Non ci vediamo spesso, ma spero che faccia un passo verso di me per colmare questa distanza“.

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Si sente un po’ tradito, non sapeva nemmeno che il figlio fosse il suo amministratore di sostegno “Mi hanno detto firma e pensavo a qualcosa di positivo. Era un momento in cui ero particolarmente debilitato a causa di un’operazione, che ha avuto anche delle complicazioni. Valentino e i suoi collaboratori mi hanno convocato per farmi firmare un foglio, dicendomi che era una cosa che facevano tutti e non avrebbe avuto nessuna conseguenza. Uscivo da quattro ricoveri e due operazioni e fidandomi di mio figlio firmai senza sapere quali sarebbero state le conseguenze. Valentino si è presentato qui, a casa mia, con altre persone. Ha presentato il foglio ed io ho firmato. Nessuno della mia famiglia mi è stato mai di supporto. L’unica persona che si è preso cura di me è sempre solo stata la mia compagna Ambra”.Dice che la sposerà: “Non abbiamo ancora fissato il giorno ma sarà prima dell’estate. Io inviterò tutti, e spero che vengano a far festa. Contestualmente alla revoca dell’amministratore di sostegno e dopo avergli detto di voler sposare la mia compagna, Valentino presentò subito dopo la denuncia contro di lei per circonvenzione d’incapace. Mi sono sentito come Sgarbi. A mio avviso la denuncia è maturata dal fatto che la mia famiglia, sempre assente con me, si sarebbe vista limitare le aspettative ereditarie. Non devo assolutamente giustificare se ho contribuito al pagamento di una parte del mutuo della casa della mia compagna nella quale spesso vivo”.

Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

“Volevo ucciderlo”: Zouhair Atif ha accoltellato e ucciso Abanoub Youssef solo per una foto con una ragazza

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Il delitto a scuola, a La Spezia. “Non doveva permettersi di mettere sui social la foto con la mia ragazza”, avrebbe detto. Gli inquirenti valutano la premeditazione

ROMA – “Volevo ucciderlo, non doveva permettersi di mettere sui social la foto con la mia ragazza”. E l’ha fatto: Zouhair Atif ha accoltellato e ucciso Abanoub Youssef in classe, in una scuola a La Spezia. Per “motivi sentimentali”, conferma la polizia. La cronaca racconta di un insegnante che disarmare l’aggressore, mentre la vittima si accascia nel sangue. Morirà all’ospedale Sant’Andrea.

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Ora la polizia e la Procura di Spezia indagano sull’omicidio all’istituto Einaudi-Chiodo, mentre Atif è in carcere con l’accusa di omicidio, arrestato in flagranza. Molto probabilmente gli verrà contestata anche la premeditazione. La squadra mobile ha sentito anche la ragazza della foto contestata: secondo Repubblica non ha assistito alla scena, ma ha confermato gli screzi fra i due. Atif comparirà davanti al giudice lunedì.

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Nicol Delago finalmente libera: la discesa a Tarvisio è sua, Vonn terza

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Sul podio la tedesca Weidle-Winkelmann e la statunitense Vonn. Solo undicesima Sofia Goggia

ROMA – Trionfo azzurro nella discesa femminile di Tarvisio di Coppa del mondo. Splendida infatti la prestazione di Nicol Delago, che ha chiuso davanti a tutte. Sul podio sono salite poi la tedesca Kira Weidle-Winkelmann (seconda) e la statunitense Lindsey Vonn (terza). Più lontana Sofia Goggia: per lei undicesimo posto. Oltre a loro due, risultati da sottolineare anche per Laura Pirovano (sesta) e Nadia Delago, la sorella di Nicol, che ha chiuso decima.

“Questa vittoria ha per me un significato enorme dopo anni di alti e bassi. Voglio ringraziare chi mi ha sempre sostenuto, a cominciare da mia sorella e la mia famiglia. E poi il mio staff. Grazie a loro ho ritrovato la libertà di sciare e questo risultato ripaga di tanto lavoro. Con il decimo posto di mia sorella Nadia, poi, è proprio una bellissima giornata che non dimenticheremo. Con un pensiero anche alle prossime Olimpiadi”.

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E’ morto il presidente della Fiorentina Rocco Commisso

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ROCCO COMMISSO PRESIDENTE MEDIACOM E PRESIDENTE DELLA ACF FIORENTINA

Aveva 76 anni ed era malato da tempo. L’annuncio sui canali social del club. Bologna-Fiorentina, in programma domenica alle 15, non sarà rinviata. Ma su tutti i campi della Serie A un minuto di silenzio

ROMA – E’ morto il presidente della Fiorentina, Rocco B. Commisso. L’annuncio tramite i canali social del club.Commisso aveva 76 anni. Era nato a Marina di Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria, ma era poi emigrato in America, in Pennsylvnia, con la madre e due sorelle nel 1961, dove viveva già il padre. Laureato in ingegneria alla Columbia University, aveva avviato varie esperienze nel mondo della finanza, e nel 1995 aveva fondato Mediacom, una delle più importanti aziende statunitensi che gestiscono la rete della tv via cavo. Nel 2017 aveva acquistato le quote di maggioranza dei New York Cosmos, due anni dopo aveva poi acquisito la Fiorentina. Era malato da tempo.

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Bologna-Fiorentina, in programma domenica alle 15, non sarà rinviata. Ma su tutti i campi della Serie A sarà osservato un minuto di silenzio in segno di lutto.Sul sito ufficiale della Fiorentina l’ultimo saluto al presidente: Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina, comunicano la scomparsa del Presidente Rocco B. Commisso. Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa. Per la sua famiglia è stato un esempio, una guida, un uomo leale e fedele che accanto a sua moglie Catherine ha raggiunto il traguardo di 50 anni di matrimonio e con i suoi figli è stato un padre severo e amabile, come era il suo carattere, dolce e deciso. Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato, passando giornate indimenticabili con i ragazzi e le ragazze delle squadre giovanili, con una carezza e un sorriso sempre per tutti. Inarrestabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi alle sue aziende Mediacom e Fiorentina e al futuro di queste. Il calcio era il suo amore e la Fiorentina lo è diventata sette anni fa quando Rocco ha preso il comando del club Viola e ha iniziato ad amare i suoi tifosi, i colori e la città di Firenze. ‘Chiamatemi Rocco’ aveva semplicemente detto a tutti, con la sua straordinaria empatia. Ed è sempre stato vicino a Firenze e ai fiorentini, nella quotidianità e anche nel periodo più difficile dell’emergenza Covid quando la campagna ‘Forza e Cuore’ ha destinato ingenti donazioni agli ospedali cittadini.

Il Rocco B. Commisso Viola Park, la casa della Fiorentina, vivrà per sempre portando il suo nome. Un segno indelebile dell’affetto e della voglia di guardare al futuro dei giovani. Proprio i ‘suoi’ ragazzi che sono cresciuti nel vivaio, conquistando trofei giovanili e proseguendo il proprio percorso nelle prime squadre maschili e femminili della Fiorentina. Sotto la sua guida la Fiorentina ha raggiunto due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia.

La famiglia Commisso desidera ringraziare tutti coloro che gli sono stati vicino in questi momenti così delicati ed è certa che il ricordo e la memoria di Rocco rimarrà per sempre nei cuori delle tante persone che gli hanno voluto bene e che hanno passato momenti difficili e momenti bellissimi insieme a lui. Un pensiero grande in un momento così triste va a tutte le persone della Fiorentina, staff, giocatori, dipendenti, a tutti le persone che conoscevano Rocco, a tutto il popolo viola e soprattutto a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che continueranno a portare in Italia e nel mondo i colori viola e il ricordo del nostro Rocco. Ci manchi e ci mancherai sempre.

“CHIAMATEMI ROCCO”: CHI ERA COMMISSO

“Commisso è stato uno degli imprenditori immigrati italiani di maggior successo nella storia degli Stati Uniti – si legge nel profilo che ne fa in una nota Mediacom Communications – Membro della prestigiosa classifica Forbes 400, la sua straordinaria carriera nel settore della televisione via cavo si è estesa per quasi 50 anni. Commisso ha fondato Mediacom nel 1995 con l’obiettivo di acquisire e rilanciare sistemi via cavo nelle comunità più piccole e meno servite del Paese. Nel 2000 ha guidato con successo la quotazione in borsa di Mediacom, aprendo la strada alla crescita straordinaria dell’azienda fino a diventare il quinto operatore via cavo degli Stati Uniti, offrendo servizi di dati ad alta velocità, video, telefonia e mobile a oltre 3 milioni di famiglie e imprese in 22 Stati. Nel 2011 ha riportato l’azienda in ambito privato e oggi Mediacom è interamente di proprietà della famiglia Commisso.

Commisso ha iniziato la sua carriera professionale presso lo stabilimento produttivo di Pfizer Inc. a Brooklyn, New York. Dopo la laurea in economia aziendale nel 1975, ha trascorso un decennio nel settore finanziario, inizialmente presso Chase Manhattan Bank (oggi J.P. Morgan Chase) e successivamente presso la Royal Bank of Canada, dove ha guidato le attività di finanziamento negli Stati Uniti per aziende dei settori media e comunicazioni. Dal 1986 al 1995 ha ricoperto il ruolo di vicepresidente esecutivo, direttore finanziario e consigliere di amministrazione di Cablevision Industries Corporation. Durante il suo mandato, Cablevision Industries, allora società privata, è passata dal 25° all’8° posto tra le più grandi aziende via cavo del Paese, servendo 1,3 milioni di clienti al momento della fusione con Time Warner.

In precedenza, Commisso ha fatto parte dei consigli di amministrazione della National Cable & Telecommunications Association, di C-SPAN, di CableLabs, di Cyndx LLC e della National Italian American Foundation. Nel corso della sua illustre carriera imprenditoriale, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui l’Ernst & Young Entrepreneur of the Year Award, il Life Achievement Award della National Italian American Foundation, la Ellis Island Medal of Honor e il Vanguard Award for Distinguished Leadership, il più alto riconoscimento dell’industria della televisione via cavo. È stato inoltre inserito in prestigiose istituzioni come la Broadcasting & Cable Hall of Fame, la Cable Center Hall of Fame e la Columbia University Athletics Hall of Fame. Sotto la sua guida, Mediacom è stata nominata U.S. Best Managed Company da Deloitte Private e dal Wall Street Journal dal 2021 al 2025. Nel 2023, la straordinaria storia della sua vita è stata raccontata da 60 Minutes in un servizio intitolato “Only in America”.

Nato in Calabria, in Italia, Commisso è emigrato negli Stati Uniti all’età di 12 anni. Si è diplomato alla Mount Saint Michael Academy nel Bronx nel 1967. Ha frequentato la Columbia University grazie a una borsa di studio completa, conseguendo una laurea in ingegneria industriale e un MBA
presso la Graduate Business School. Durante il periodo alla Business School è stato eletto presidente del corpo studentesco e ha ricevuto il prestigioso Business School Service Award.

Ha giocato a calcio con i Columbia Lions tra il 1967 e il 1970. Ha fatto parte di una squadra di matricole che concluse la stagione da imbattuta ed è stato co-capitano della squadra del 1970, che portò Columbia alla sua prima storica partecipazione ai playoff NCAA. Per le sue prestazioni sul campo, Commisso è stato insignito per tre volte del riconoscimento All-Ivy League ed è stato invitato a sostenere un provino per la nazionale statunitense di calcio in vista delle Olimpiadi del 1972.

Nel corso di oltre 50 anni come sostenitore e alumni del calcio di Columbia, il programma maschile è diventato uno dei più vincenti della Ivy League e di tutti gli sport principali dell’università. A metà degli anni Settanta ha co-fondato Friends of Columbia Soccer e ne è stato presidente dal 1978 al 1986. In quel periodo, Columbia ha vinto otto titoli Ivy consecutivi ed è diventata l’unica università della Ivy League ad aver disputato la finale del campionato NCAA.

Nel 2004, in occasione del 250° anniversario della fondazione di Columbia, il quotidiano universitario Daily Spectator ha inserito Commisso tra i 250 più grandi alumni undergraduate di tutti i tempi. Da molti anni, Columbia assegna un premio annuale di calcio maschile che porta il suo nome. Nel 2013, l’università ha riconosciuto il suo contributo intitolandogli lo stadio di calcio del Baker Athletics Complex: il Rocco B. Commisso Soccer Stadium.

Nel corso della sua vita, Commisso ha destinato ingenti risorse personali e aziendali al sostegno delle opportunità educative per i giovani. Attraverso il programma World Class Scholars di Mediacom, il September 11th Memorial Scholarship Fund, l’Entrepreneur of Tomorrow Award e altre iniziative, ha offerto borse di studio a 4.000 studenti in tutti gli Stati Uniti. Nel 2014 ha istituito il Rocco B. Commisso American Dream Fund presso la sua scuola superiore nel Bronx, la Mount Saint Michael Academy, per garantire che l’istituto possa continuare a formare giovani meritevoli per le generazioni future. Nel 2022, insieme alla moglie Catherine, ha istituito la Rocco and Catherine Commisso Scholarship presso la Fu Foundation School of Engineering and Applied Science della Columbia University, destinata a sostenere ogni anno, in perpetuo, fino a 20 studenti.

Nel gennaio 2017, Commisso ha acquisito una quota di maggioranza dei New York Cosmos, diventandone presidente. I Cosmos sono il marchio calcistico americano più riconosciuto al mondo. Dopo aver iniziato a giocare allo Yankee Stadium nel 1971, lo storico club ha vinto un record di otto titoli professionistici e ha portato negli Stati Uniti alcune delle più grandi stelle del calcio internazionale, tra cui Pelé, Franz Beckenbauer, Giorgio Chinaglia, Carlos Alberto e, più recentemente, Raúl e Marcos Senna. Nel luglio 2025, i New York Cosmos sono stati acquisiti da North Jersey Pro Soccer, con sede a Paterson, New Jersey. La famiglia Commisso mantiene una quota di minoranza nel club.

Nel giugno 2019, Commisso ha acquisito la storica ACF Fiorentina, diventando presidente del prestigioso club calcistico italiano. Fondata nel 1926, la Fiorentina ha sede nella splendida Firenze, città conosciuta in tutto il mondo come simbolo dell’eccellenza culturale italiana. Comunemente chiamata “La Viola” per i suoi caratteristici colori, la Fiorentina compete in Serie A, la massima divisione del calcio italiano. Il suo lascito più duraturo al club è il Rocco B. Commisso Viola Park, il centro sportivo all’avanguardia inaugurato nel 2023, che rappresenta la casa permanente di tutte le squadre di ACF Fiorentina, comprese quelle maschili, femminili e del settore giovanile”.

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SICUREZZA, DE CORATO (FDI): «A SEDRIANO ARRESTATI PREGIUDICATI ROMENI

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PER FORZE DELL’ORDINE PIU’ TUTELE CON NUOVO DL».

Milano, 15 Gennaio 2026 – «Sabato scorso, a Sedriano, un comune della città metropolitana di Milano, due cittadini romeni pregiudicati dopo aver effettuato una rapina hanno rubato la pistola al poliziotto che li stava arrestando esplodendo due colpi. Sono stati, poi, assicurati alla giustizia. Vorrei, innanzitutto, ringraziare gli agenti della squadra Investigativa del Commissariato Bonola, per l’arresto di questi due pericolosi soggetti e ricordare quanto il Governo Meloni sta facendo per tutelare tutte le forze dell’ordine. Proprio ieri, il ministro Piantedosi ha annunciato che, nel nuovo Decreto Sicurezza che andrà in Consiglio dei ministri entro la fine del mese, ci sono nuove restrizioni contro delinquenti, malviventi e malavita. Inoltre, con lo scudo penale per le Forze dell’Ordine, viene stabilita la non iscrizione automatica nel registro degli indagati per chi agisce nell’adempimento di un dovere o con l’uso legittimo delle armi. Ancora una volta la destra, al governo della Nazione, dimostra di lavorare nel solo interesse dei cittadini e rispetta gli impegni presi con il popolo italiano durante la campagna elettorale dell’autunno 2022».

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.

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