Milano, 16 Gennaio 2026 – «Leggo le dichiarazioni odierne del Sindaco Sala il quale dice, parlando di sicurezza, di “non poter prendere chi non conosce Milano”. A dire il vero, il primo cittadino milanese ha già fallito mesi fa quando ha nominato come suo delegato alla sicurezza e alla coesione sociale Franco Gabrielli. Quest’ultimo, che non conosceva affatto Milano, non ha apportato nessun miglioramento alla città. Ricordo, inoltre, che da diversi anni il capoluogo lombardo, secondo le classifiche del Sole 24 Ore, è primo nell’indice della criminalità italiana. Non si è mai visto negli ultimi anni, inoltre, un Sindaco ricoprire una delega così importante come quella alla sicurezza per così tanti mesi. Ancora una volta, Sala, fa solo “chiacchiere e distintivo”».
Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.
14 CON LORO SARO’ PRESENTE DAVANTI AL CONSOLATO PER DARE MIA SOLIDARIETA’ E DI FDI AL POPOLO PERSIANO»
«Oggi pomeriggio ho partecipato presso lo Spazio Pin di viale Monte Santo 5 a Milano, alla conferenza stampa “Crisi in Ira: Rapporto Aggiornato”. Ho ringraziato le donne persiane che sono intervenute sabato scorso sia in
piazza della Scala che davanti al Consolato in viale Monte Rosa, che sono qui oggi e che domani saranno ancora in piazza, che ci danno la possibilità di dar loro la nostra vicinanza. Domani alle ore 14 sarò nuovamente al loro fianco, in viale Monte Rosa, davanti al Consolato Iraniano. Pochi minuti fa ho ribadito il mio sostegno e la mia solidarietà, unita a quella di tutta Fratelli d’Italia, alla Comunità Iraniana per sostenere i loro diritti umani e la
loro libertà contro la repressione e il regime che stanno subendo, criticando il “silenzio selettivo” e l’ipocrisia. Le notizie dall’Iran che stiamo ricevendo sono assurde e inaccettabili, con esecuzioni imminenti e massacri di manifestanti. L’Italia da sola non può intervenire, ci vuole l’Europa. Serve l’Europa che non lasci a Trump e agli Stati Uniti il potere solitario di colui che risolve i problemi. L’Occidente è importante che rimanga sempre Stati Uniti-
Europa. Se uno dei due va per conto proprio, è un errore madornale e mi auguro vivamente che Trump lo abbia capito. Il nostro continente, senza gli Stati Uniti, non conta nulla. Io credo che per l’Iran e per la Persia noi dobbiamo cercare al più presto una saldatura. L’Occidente dovrebbe tenere alta l’attenzione verso l’Iran. Spero e mi auguro che anche Ursula Von Der Leyen non si limiti solo alle chiacchiere ma agisca concretamente. A Milano c’è un grave rischio islamico con circa 150.000 musulmani che fanno ciò che vogliono, soprattutto nelle 12 moschee cittadine abusive e per nulla a norma».
Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.
Angelo Labella e Pasquale Mirone con un gruppo di studenti
Presentato agli studenti dell’Istituto Cristoforo Colombo di Torre del Greco il progetto di Formazione Scuola-Lavoro per le future opportunità di lavoro
Anche in questo anno scolastico, presso la Capitaneria di Porto di Torre del Greco, ha avuto inizio il progetto di Formazione Scuola-Lavoro (FSL). L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra la Capitaneria e l’Istituto Superiore “Cristoforo Colombo” di Torre del Greco, ha l’obiettivo di garantire agli studenti un ingresso consapevole e altamente qualificato nel settore marittimo, integrando il percorso scolastico con strumenti pratici e competenze tecnico-operative di alto profilo. La cooperazione scaturisce da una convenzione stipulata tra la Guardia Costiera e l’Istituto “Cristoforo Colombo”. Saranno circa quaranta gli studenti delle classi quinte con indirizzo “Coperta” che nei mesi di gennaio e marzo parteciperanno alle attività amministrative e operative in stretta relazione con il personale militare e civile dell’Autorità Marittima per arricchire il loro bagaglio di competenze.
Il C.F. (CP) Angelo Labella, Capo del Compartimento Marittimo di Torre del Greco, ha ricevuto il Dirigente Scolastico dell’Istituto “Cristoforo Colombo” Pasquale Mirone unitamente ad una folta rappresentanza degli allievi del nautico, veri protagonisti del progetto di Formazione Scuola-Lavoro, al fine di illustrare le opportunità di lavoro nel futuro, per favorire un ingresso consapevole degli studenti, i futuri Capitani di domani, nel contesto operativo e lavorativo del cluster marittimo.
Cosentino (SI–AVS): no al sacrificio della riserva del Litorale romano per interessi privati
«È di una gravità inaccettabile l’ipotesi di sottrarre oltre 150 ettari alla Riserva naturale statale del Litorale romano per l’ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino. Si parla di aree sottoposte a tutela integrale, di zone umide di altissimo valore ambientale come quelle di Maccarese, che verrebbero cancellate sotto asfalto e cemento” – Lo dichiara Danilo Cosentino, segretario regionale di Sinistra Italiana – Alleanza Verdi Sinistra. – “Non siamo di fronte a una scelta neutra o tecnica, ma a una decisione politica che colpisce un territorio già segnato da fragilità ambientali, sociali ed economiche. Le infrastrutture – che si tratti della quarta pista aeroportuale o della costruzione di un porto – devono produrre vantaggi reali e diffusi per la collettività. Se questo non accade, diventano soltanto un’operazione che incide pesantemente su territori già in sofferenza, a beneficio di pochi. La destra – prosegue Cosentino – dimostra ancora una volta un totale disinteresse per il bene pubblico: tutto viene piegato alla logica del profitto, anche a costo di smantellare una riserva naturale che rappresenta un patrimonio collettivo, ambientale e culturale. Con interventi di questo tipo si svuota di senso l’esistenza stessa della riserva. Sinistra Italiana e Alleanza Verdi Sinistra metteranno in campo ogni iniziativa politica e istituzionale per difendere il Litorale romano, un’area che fu pensata e voluta grazie alla visione di grandi intellettuali e ambientalisti e uno dei pochi polmoni della nostra Regione. Difendere quella riserva significa difendere l’interesse generale, la salute dei cittadini e il futuro del territorio”.
Paolo Battaglia La Terra Borgese è critico d’arte, saggista e figura pubblica italiana, noto per le sue analisi originali e acute nel campo artistico, ma anche per le sue riflessioni più ampie su temi sociali e politici, spesso presentate in modo obiettivo e concreto, diventando una voce autorevole e talvolta controversa nel dibattito culturale e nel mercato dell’arte. La sua fama deriva dalla combinazione critica nel settore artistico e da un approccio pragmatico e riflessivo verso la società, che lo rende una figura di riferimento per un pubblico attento e colto. Per la critica e la saggistica è riconosciuto per la sua “Scienza dell’Arte” e per interventi critici su movimenti come il Neoplasticismo, il Cubismo e l’Espressionismo. Nell’Analisi del Mercato analizza le dinamiche del mercato dell’arte e il valore assoluto delle opere. Nell’impegno Civile e Politico interviene spesso su temi di attualità legati alla gestione della “cosa pubblica” e ai diritti, come testimoniano i suoi scritti recenti (es. “Utopie”, del gennaio 2026). Collaborazioni Internazionali: è socio onorario dell’Order Sons and Daughters of Italy in America, per il quale ha curato iniziative culturali e donazioni artistiche
Raoul Dufy – scrive Andrè Salmone nel 1927 – ha apportato – fa notare Paolo Battaglia La Terra Borgese – al movimento fauve lo charme, la freschezza d’una aspirazione certamente dovuta al folklore, ma istintiva, senza la noia di laboriose ricerche.
In effetti di Dufy che, affascinato da Matisse, seppe inventare un linguaggio del tutto personale di squisito colorista e abilissimo disegnatore, ammaliano le doti di vivace fantasia e di spontaneità.
Dufy fu una personalità curiosa, si cimentò, sempre con successo, in diversi campi, dall’incisione su legno alla ceramica, alla decorazione di tessuti e arazzi, all’acquerello, esercitandosi costantemente nel disegno per arrivare a una semplificazione delle forme che non perdesse di intensità espressiva e spontaneità.
Il mare è stato uno dei temi più cari a Dufy, anche perché di fronte ad esso ritrovava il sapore e i ricordi dell’infanzia (infatti era nato a Le Havre, nel 1877).
Questo dipinto – ci spiega Paolo Battaglia La Terra Borgese – ben riassume le caratteristiche dello stile di Dufy, il suo linguaggio essenziale in cui la leggerezza dell’elemento grafico, con cui rende sinteticamente l’incresparsi del mare e lo scafo delle barche, e la brillantezza delle macchie di colore contribuiscono a creare un’atmosfera di gioiosa e brulicante animazione.
Nell’elegante cittadina di Deauville, sulla costa dell’Atlantico, cara tanto alla gente di mondo come agli artisti, anche Dufy trovò spesso ispirazione. Le regate in particolare lo affascinavano come spettacolo di colore oltre che di abilità sportiva; e ne dipinse diverse, dal 1928 in avanti.
Questa, qui riprodotta quasi per intero, Regate a Deauville (di cm 65 x 81) è del 1935, fa parte di una collezione privata che potrebbe trovarsi a Ginevra.
Come Vlaminck, come Marquet; anche Dufy è passato attraverso il Fauvismo, il movimento che ha esaltato il colore come espressione di stati d’animo e di emozioni.
In Dufy prevale tuttavia, a differenza di altri, uno spirito festoso, un senso di stupore e di gioia di fronte allo spettacolo della vita.
In quest’opera, per esempio, la discendenza dal Fauvismo si manifesta nella scelta dei colori vivi e chiari, quasi trasparenti, che ricordano addirittura la tecnica dell’acquarello: rossi, bianchi, gialli, azzurri puri, stesi con pennellate larghe ed estrose ed esaltati da certe sottolineature.
Si osservi poi, in particolare, il segno, che è la caratteristica più personale di Dufy: un segno che si sovrappone di continuo alle superfici dipinte e ne accentua quasi capricciosamente certi elementi, in modo da evocare le forme che premono di più all’artista: qui una casa là una figurina, un’onda o il sartiame.
L’albero di ogni vela, spesso fuggendo oltre i limiti dei quadro, suddivide idealmente la composizione in una serie di pannelli verticali che impongono alla scena festosa e affollata un inaspettato senso di ordine. Ma il cielo, dietro, è trattato a pennellate liquide trasversali, e così si riaccende, attraverso il reticolo delle vele, quell’animazione che ha attratto l’occhio di Dufy e lo ha indotto a rappresentarla sulla tela.
La composizione non tiene molto conto della prospettiva, ma si basa su ampie macchie di colore simili al guazzo, cui si sovrappongono le linee ingannevolmente semplici del disegno.
L’arte di Dufy – precisa Paolo Battaglia La Terra Borgese – maturò con ritardo rispetto a quella di molti artisti. Si avvicinò, infatti, prima all’Impressionismo e poi al Fauvismo prima di trovare un proprio personalissimo stile.
L’opera di Dufy – conclude Paolo Battaglia La Terra Borgese – si distingue per le serie di pennellate dall’andamento curvilineo stese su differenti tonalità di colore. Le rappresentazioni sono sintetiche ed eloquenti. I volti dei personaggi sono privi di lineamenti e tutto viene fuori da contorni ondulati. L’artista lascia spesso che i colori escano dai contorni, per estendersi oltre le linee ondulate sempre aggraziate.
E l’arte di Dufy, nella sua allegria, è una testimonianza delle bellezze e dei piaceri dell’esistenza.
ROMA, MUSSOLINI: “BUON LAVORO A NUOVO COORDINATORE FI MUNICIPIO V, MARITATO”
“A nome di Forza Italia Roma faccio i miei auguri di buon lavoro a Michel Emi Maritato, nuovo coordinatore di FI nel Municipio V. Giurista, economista e strenuo difensore dei diritti umani, Michael Emi Maritato è la scelta giusta al momento giusto per continuare l’ottimo lavoro già intrapreso da Alessandro Coricello, il cui impegno per il partito proseguirà nell’ambito del benessere degli animali, tema a me molto caro sul quale avvieremo una stretta e proficua collaborazione. Forza Italia Roma, sotto la sapiente guida del suo segretario Luisa Regimenti, continua il proprio instancabile lavoro a sostegno dei cittadini romani. Un lavoro che, anche nel Municipio V, sarà certamente condotto nel migliore dei modi sotto la guida di Maritato e con il prezioso contributo di tutti gli esponenti del coordinamento municipale, che ringrazio a titolo personale per il costante e quotidiano impegno al servizio del territorio”. Lo dichiara, in una nota, la capogruppo capitolina di Forza Italia Rachele Mussolini.
Agroalimentare, Confeuro: “Rincari preoccupanti. Ok l’indagine Antitrust, fare chiarezza”
“Confeuro apprende la decisione dell’Antitrust di avviare un’indagine conoscitiva sul ruolo svolto dalla Grande distribuzione organizzata (Gdo) lungo la filiera agroalimentare, alla luce dei forti rincari dei prezzi dei generi alimentari che, negli ultimi cinque anni, avrebbero registrato un aumento di addirittura il 25%. Si tratta di numeri gravi e preoccupanti, che incidono direttamente sul potere d’acquisto delle famiglie ma che, paradossalmente, non si traducono in un miglioramento delle condizioni economiche degli agricoltori. Plaudiamo quindi all’iniziativa dell’Antitrust – sottolinea Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, Confederazione degli Agricoltori Europei – perché riteniamo fondamentale fare piena chiarezza sulle reali cause dei rincari e sul persistente squilibrio di potere contrattuale che penalizza gli agricoltori rispetto alle grandi catene della Gdo. Gli agricoltori rappresentano infatti l’anello più debole della filiera: ricevono una quota sempre più ridotta del valore finale dei prodotti, pur affrontando costi di produzione in costante crescita e una redditività sempre più insufficiente. Inflazione, aumento dei prezzi al consumo ed esorbitanti costi produttivi – continua il presidente Tiso – stanno mettendo in ginocchio soprattutto i piccoli e medi produttori, spesso marginalizzati dallo strapotere commerciale della grande distribuzione. Confeuro seguirà con la massima attenzione l’evoluzione dell’indagine Antitrust e continuerà a difendere con determinazione le istanze degli agricoltori italiani, affinché venga garantita maggiore equità lungo tutta la filiera agroalimentare”.
Washington (Stati Uniti). A sei mesi dalla firma del memorandum di collaborazione, una delegazione della Cyber Security Foundation, la prima fondazione non profit in Italia dedicata al mondo cyber, è in visita istituzionale a Washington per una serie di incontri con i vertici del Department of Homeland Security (Dhs) degli Stati Uniti. La missione aveva l’obiettivo di fare il punto sulle attività avviate a seguito dell’accordo e di definire le priorità operative per il 2026.
A luglio scorso, infatti, la Cyber Security Foundation ha siglato un Memorandum of Understanding con il Cyber Crimes Center di Homeland Security, il ramo investigativo del Dhs, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra Italia e Stati Uniti nella comprensione, prevenzione e anticipazione delle minacce informatiche globali. Al termine dell’incontro è stata siglata l’estensione dell’accordo per un ulteriore anno – fino a gennaio 2027.
La delegazione, guidata dal presidente e fondatore Marco Gabriele Proietti, ha incontrato Mike Prado, Deputy Assistant Director, Cyber Crimes Center (C3) del Dhs, per una valutazione congiunta dei risultati raggiunti dalla firma del memorandum a oggi. Al centro del confronto, il rafforzamento della cooperazione transatlantica sui temi della resilienza digitale, della protezione delle infrastrutture critiche, della formazione e dello scambio di buone pratiche tra settore pubblico e privato.
La collaborazione ha posto le basi per un dialogo strutturato e continuativo, favorendo l’allineamento tra approcci strategici europei e statunitensi in materia di cyber security. La visita a Washington rappresenta un passaggio chiave per consolidare questo percorso e tradurlo in iniziative concrete, con uno sguardo già orientato alle sfide emergenti del prossimo biennio.
Un traguardo storico per l’etichetta indipendente italiana che consolida la sua crescita internazionale.
L’etichetta discografica romana JOSEBA Label annuncia con grande soddisfazione l’acquisizione delle edizioni del primo disco Irama, un’opera che porta il nome di uno degli artisti più rilevanti e influenti degli ultimi dieci anni della musica italiana e contente certificazioni oro. Un risultato che segna una svolta per l’etichetta: ottenere le edizioni di un progetto così rappresentativo non è solo un investimento artistico, ma un riconoscimento concreto della credibilità e dell’affidabilità che JOSEBA si è conquistata in un mercato altamente competitivo.
Irama, con la sua scrittura, la sua visione e il suo impatto sulla generazione contemporanea, è oggi uno dei nomi più solidi del panorama pop italiano. La gestione editoriale del suo primo disco è un passaggio che permette a JOSEBA di consolidare la propria posizione tra le realtà indipendenti che trattano cataloghi di valore, aumentando il peso culturale e industriale dell’etichetta.
L’acquisizione arriva in un momento molto significativo, all’indomani del rientro di Gianni Testa, direttore artistico dell’etichetta, dalla sua partecipazione alla prestigiosa commissione del Kënga Magjike, il festival più celebre dell’Albania, diretto da Ardit Gjebrea.
La presenza di Testa in giuria, accanto ai principali nomi della musica balcanica, conferma quanto il lavoro di JOSEBA venga riconosciuto e stimato anche all’estero.
Parallelamente, la label continua a costruire la propria espansione internazionale con progetti attivi in Germania, Malta, Bulgaria e in altri Paesi europei, dove JOSEBA è sempre più coinvolta come struttura produttiva e come figura di riferimento nella valutazione di nuovi talenti. Un percorso che accresce la reputazione dell’etichetta e amplia la sua rete oltre i confini italiani.
JOSEBA Label resta, oggi come al suo esordio, una realtà giovane, moderna e radicata nell’imprenditoria femminile. Guidata dal CEO Nadja Volpentesta e da Larissa Volpentesta, cuore operativo dell’azienda, l’etichetta ha saputo unire visione, qualità e una forte identità familiare, trasformando un progetto nato quattro anni fa in un modello contemporaneo di industria musicale indipendente.
“Questo traguardo rappresenta molto più di un’acquisizione editoriale: è un passo che sancisce la nostra crescita, il valore del nostro lavoro e la fiducia che il settore ripone in noi. Gestire le edizioni del disco Irama è un onore e un orgoglio per l’intera squadra JOSEBA”, dichiara Gianni Testa, direttore artistico di JOSEBA Label.
Con un catalogo sempre più ricco, nuove collaborazioni internazionali e un’identità artistica solida, JOSEBA Label si conferma una delle realtà indipendenti più attive e in evoluzione del panorama musicale italiano ed europeo.
La musica è un linguaggio. Ci parla per note e ritmi e la capiamo tutti indipendentemente dall’età, dal ceto sociale o dalla provenienza geografica. Certo, ognuno ci sente “quello che vuole” e qui sta il bello. Se poi la musica è arricchita dalle parole di un testo, il discorso si fa ancora più stimolante.
L’Orchestra del Paese Immobile, scegliendo il dialetto velletrano per raccontarsi in musica, ci dimostra che come la musica può essere intesa da chiunque, la stessa cosa può valere per un dialetto, e la somma delle due specificità crea un mix semantico elettrizzante. Il dialetto così non è un vincolo ma un passepartout per rompere i confini del mondo.
Su questa scia L’Orchestra del Paese Immobile rafforza il messaggio veicolato dal nome stesso del progetto. Velletri, piccola realtà di provincia per gli standard odierni, è al contempo faro illuminante in termini di storia millenaria per la cultura nel senso più ampio del termine. La presunzione di pensare che una realtà di provincia sia di per sé immobile è la provocazione su cui si basa il progetto.
Il Singolo “Certe specie de rimore”
Questa canzone non è da ascoltare ma da sentire, un brano che sembra fermi il tempo mentre l’ascolti: emoziona l’anima. Se il preconcetto guida il vostro approccio all’ascolto non ascoltatelo perché non state per assaporare il classico brano folk con cadenza gergale. L’introduzione così sofisticata, gli arrangiamenti forbiti, la classe con cui si dispiegano le soluzioni ritmiche sono una piacevole sorpresa che sottende un canto che sa di tradizione “de paese”. I giochi di parole intriganti e scanzonati, impattano su un profilo musicale eccellente per fattura.
L’album di esordio
I 25 musicisti, il coro i tecnici, i videomaker, i social media, la produzione e gli artisti che collaborano con OPI, vivono a Velletri: appartenenti a generazioni completamente diverse, professionisti e amatori, vogliono creare un nuovo modo di intendere la tradizione, più vicina alla società di oggi e soprattutto a quella di domani. Questo microcosmo di bellezza popular è appunto L’Orchestra del Paese Immobile.
Il disco di esordio L’Orchestra del Paese Immobileconsta di quattordici poesie in dialetto, 14 canzoni inedite, un disco per raccontare le storie di questa città plurimillenaria di Velletri.
Il dialetto torna a nuova vita grazie a sonorità contemporanee e diventa uno strumento straordinario per parlare d’ amore e di coscienza civile.
Un progetto rivolto al futuro, che ha l’ambizione di scoprire nuovi luoghi dove fare musica restituendo così al territorio incanto e consapevolezza, passando di volta in volta il testimone alle nuove generazioni con una continua ricerca di bellezza.
L’idea di confronto tra diverse generazioni e culture è il cuore dell’orchestra, questo spinge Opi ad abbracciare spontaneamente un contesto più ampio che esula dai confini geografici. Da questo sincretismo dall’altissimo potenziale nasce Opi.
Canzoni che parlano il linguaggio del mondo; quasi fosse un unico dialetto globale comprensibile da tutti.
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Il panorama della digitalizzazione...
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