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Venezia celebra arte e tradizione con due mostre imperdibili

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Un percorso emozionale tra esposizioni uniche e ospitalità d’eccellenza nel cuore della città

La bellezza, a Venezia, non è solo uno scenario ma un respiro profondo che attraversa epoche, culture e sensazioni, una presenza viva che accompagna ogni passo tra calli, canali e palazzi sospesi sull’acqua. Questo inverno, la città lagunare invita a riscoprirla in forme nuove e inaspettate attraverso due mostre straordinarie che aprono finestre su mondi lontani e su secoli vicini, creando un ponte poetico tra Oriente ed Europa, tra tradizione artigianale e rinascita creativa. A completare l’esperienza, due accoglienti strutture affiliate a Space Hotels offrono un rifugio ideale dove lasciarsi avvolgere dalla magia veneziana, luoghi di charme in cui storia, ospitalità autentica e comfort contemporaneo si intrecciano e permettono di vivere la città non solo come visitatori ma come parte del suo incanto senza tempo.

Dall’eleganza dei tessuti giapponesi alla vitalità del vetro muranese ottocentesco, Venezia rinnova il suo ruolo di custode di arte e suggestione. Tra calli, ponti e palazzi storici, il viaggio nella bellezza continua nelle atmosfere uniche dell’Hotel Concordia 4*e dell’Hotel Saturnia & International 4*: due storiche dimore veneziane dove comfort, autenticità e fascino si intrecciano in perfetta armonia.

A Venezia, città che da secoli respira arte e custodisce mondi lontani, l’inverno si illumina di due appuntamenti culturali imperdibili. Le atmosfere rarefatte del Museo di Palazzo Mocenigo accolgono “Il kimono maschile e il Giapponismo” dal 5 dicembre 2025 al 4 aprile 2026 in collaborazione con il Museo d’Arte Orientale di Venezia, un percorso affascinante che mette in dialogo l’eleganza sobria del kimono maschile con quel magnetismo del Giappone che, tra fine Ottocento e inizio Novecento, affascinò profondamente artisti, collezionisti e intellettuali europei. Tessuti preziosi, raffinati motivi simbolici, cromie che sfiorano la poesia e manufatti che raccontano storie di identità e trasformazione compongono un itinerario immersivo capace di far percepire la forza pacata della tradizione nipponica e il suo potente impatto sull’estetica occidentale.

Intanto, poco distante, al Museo del Vetro sull’Isola di Murano, “L’OTTOCENTO: dalla crisi alla rinascita” dal12 dicembre 2025 la mostra permanente invita a scoprire un secolo cruciale per l’arte del vetro: un periodo di instabilità, ma anche di straordinaria creatività e riscatto, in cui i maestri vetrai muranesi seppero reinventarsi con tecniche innovative e un gusto rinnovato che avrebbe posto le basi del mito contemporaneo del vetro artistico. Tra trasparenze liquide, colori vibranti e forme scolpite con precisione quasi musicale, la mostra restituisce l’energia di una rinascita che ha segnato indelebilmente la storia del design e dell’artigianato italiano. Due esposizioni diverse per linguaggio e sensibilità, ma unite dal filo rosso della bellezza: una bellezza capace di attraversare culture, materie e secoli, e che trova in Venezia la sua cornice più naturale e suggestiva.

L’esperienza veneziana si completa con un soggiorno in due hotel affiliati a Space Hotels, entrambi immersi nel cuore più autentico della città e custodi di un’accoglienza dal sapore unico. L’Hotel Concordia, affacciato direttamente sulla Basilica di San Marco, è una dimora storica che avvolge gli ospiti in un’atmosfera intima e raffinata: camere decorate con tessuti pregiati e arredi in stile veneziano, una vista privilegiata sui mosaici dorati della piazza, ambienti curati nei dettagli e un servizio attento che coniuga tradizione e comfort contemporaneo. Ogni angolo racconta la Venezia più poetica, quella dei salotti eleganti, delle luci morbide e di un’eleganza discreta che rimane nel cuore. A pochi passi dal Teatro La Fenice e da Calle Larga XXII Marzo si trova invece l’Hotel Saturnia & International, gestito dalla famiglia Serandrei dal 1908: un albergo storico dal fascino caloroso, dove la tradizione veneziana si mescola con tocchi di modernità. Ambienti ricchi di carattere, pavimenti in terrazzo veneziano, boiserie, camere luminose e una terrazza sui tetti che regala scorci romantici sulla città rendono questo hotel un’oasi di stile e autenticità. Completano l’esperienza l’elegante Ristorante La Caravella, celebre per la sua cucina ispirata alla tradizione lagunare, e la cura personale che solo una storia familiare può garantire.

Due mostre che parlano al cuore e due hotel che accolgono l’anima del viaggiatore, così Venezia, ancora una volta, diventa un luogo dove la bellezza si vive, si osserva e si ricorda.

CAP LAZARE NATURE RESERVE: il cuore selvaggio e autentico delle Seychelles

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Tra sentieri di granito e panorami infiniti

Nascosta nell’estremo sud dell’isola di Mahé, tra le acque turchesi dell’Oceano Indiano e le rocce di granito rosa levigate da milioni di anni di mare e vento, sorge la Cap Lazare Nature Reserve: un santuario naturale di 65 ettari di pura meraviglia tropicale, dove il canto degli uccelli endemici si intreccia con il fruscio delle palme e il profumo dolce del frangipani.

Cap Lazare è un’esperienza multisensoriale in cui la sostenibilità incontra l’autenticità. Ogni passo rivela un legame profondo tra uomo e ambiente, una danza silenziosa tra tradizione, gastronomia e rispetto per la terra. È il luogo dove l’anima creola delle Seychelles si manifesta nella sua forma più pura e poetica. Qui, ogni dettaglio racconta una storia. Dalla fattoria idroponica che rifornisce il ristorante con ingredienti freschissimi “dal campo alla tavola”, al bar sulla spiaggia immerso tra palme e profumo di mare, fino al palco con tetto di paglia che si anima due giovedì sera al mese con il ritmo ipnotico del Moutya, la danza tradizionale recentemente riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Cap Lazare non è solo una riserva, ma una celebrazione della vita isolana. Gli ospiti possono avventurarsi lungo i sentieri naturalistici che portano a punti panoramici spettacolari come Simone’s Lookout o Mount Lazare, dove lo sguardo abbraccia l’oceano e la foresta tropicale. Al tramonto, la piattaforma panoramica sul lato est diventa il luogo perfetto per un brindisi con champagne, mentre il sole si tuffa nel mare accendendo le rocce di granito di riflessi dorati.

Tra le esperienze più amate:

  • Incontri ravvicinati con le tartarughe giganti delle Seychelles, libere di muoversi nel parco;
  • Corsi di cucina creola con gli chef locali, che raccontano i segreti delle spezie e delle tradizioni familiari;
  • Sessioni di yoga private immerse nella natura;
  • Escursioni guidate in club car e trekking nella foresta;
  • Spettacoli attorno al falò, dove musica, racconti e danza trasportano gli ospiti nella memoria viva dell’arcipelago.

Il ristorante di Cap Lazare, con il suo pavimento di sabbia e il tetto di paglia, è un omaggio alla semplicità raffinata della cultura creola. Le tapas di ispirazione locale, preparate con prodotti della fattoria e pesce appena pescato servite durante le serate di Moutya, celebrano un equilibrio perfetto tra terra e mare. Ogni piatto diventa un racconto: del sole, della pioggia tropicale e delle mani che coltivano con rispetto la ricchezza dell’isola.

Pochi sanno che Cap Lazare ospita alcune specie endemiche rare di piante e uccelli, tra cui il Bulbul delle Seychelles e diverse piante endemiche . Inoltre, la riserva è una delle poche dell’isola a possedere un eliporto privato, che accoglie gli ospiti con una sala lounge panoramica affacciata sulla baia.

A Cap Lazare, il tempo rallenta. La natura non è uno sfondo, ma la protagonista di un viaggio autentico nel cuore pulsante delle Seychelles. È un luogo dove il canto degli uccelli si mescola al ritmo dei tamburi creoli e ogni tramonto ricorda che la bellezza più grande è quella che rispetta la sua origine.

Guidonia – Controlli sulle residenze, sanzioni per 5.000 euro

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Nell’ ambito di controlli sulle effettive presenze all’ interno di immobili, segnalati dai cittadini attraverso il box presente presso la Delegazione di Villalba, nel comune di Guidonia Montecelio, la Polizia Locale – in collaborazione con la Polizia di Stato, l’ Ufficio Anagrafe e l’ Ufficio Tributi – ha individuato un immobile, locato a un cittadino straniero, nel quale è stata accertata la presenza di sette persone di nazionalità extracomunitaria, oltre al conduttore.

A seguito di un’attenta attività di verifica delle posizioni del proprietario dell’ immobile, di nazionalità italiana, del conduttore e degli altri stranieri presenti nell’ appartamento, si è proceduto, anche nei confronti del proprietario, alla contestazione della violazione degli obblighi di comunicazione della cessione di fabbricato e della comunicazione di ospitalità di cittadini stranieri, ai sensi del Testo Unico sull’immigrazione, e all’irrogazione di una multa di 5.000 euro.

Si è rilevato pure che per l’appartamento in questione non risultava l’iscrizione alla TARI e si proceduto, pertanto, a segnalarlo all’Ufficio Tributi per l’accertamento e il recupero dei corrispettivi dovuti.

“Questo caso di affitto illegale a stranieri scoperto e sanzionato grazie alla segnalazione anonima lasciata presso la delegazione di Villalba dimostra che con la collaborazione tra cittadini e istituzioni si può contrastare efficacemente il degrado. Invito i cittadini a segnalare altri casi analoghi e assicuro che il Comune e la Polizia Locale continueranno a controllare in modo sempre più accurato”, dichiara il Sindaco Mauro Lombardo.

“La Polizia Locale, in attuazione degli indirizzi dell’Amministrazione comunale, ha svolto un’intensa e accurata attività di verifica sugli immobili segnalati dai cittadini, operando anche oltre i consueti orari di servizio – evidenzia Paolo Rossi, Comandante della Polizia Locale -. I controlli proseguono con l’obiettivo di accertare situazioni che richiedano ulteriori approfondimenti. Un sentito ringraziamento va alla Polizia di Stato per il qualificato supporto fornito, che conferma l’importanza della collaborazione istituzionale per il presidio del territorio e la tutela della legalità”.

Sparatoria vicino la Casa Bianca: fermato un afghano

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Due membri della Guardia Nazionale sono ricoverati in gravissime condizioni. Trump: “L’animale che ha sparato pagherà un prezzo altissimo”

ROMA – Sparatoria nel centro di Washington Dc, nei pressi della Casa Bianca. Due membri della Guardia Nazionale mercoledì sono rimasti feriti gravemente a seguito dei colpi d’arma da fuoco. “I due militari sono in condizioni critiche”, hanno dichiarato il direttore dell’FBI Kash Patel e il sindaco di Washington, DC, Muriel Bowser, durante una conferenza stampa. Ferito anche l’attentatore, ma non è in pericolo di vita.

Non è chiara, al momento, la dinamica della sparatoria. La polizia di Washington ha, però, fermato un sospettato e “la scena è stata messa in sicurezza”, chiedendo ai cittadini di non avvicinarsi all’area interessata. Non risultano altri coinvolti oltre ai due soldati. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha identificato il sospettato come Rahmanullah Lakanwal, riporta la CNN, un cittadino afghano di 29 anni giunto negli Stati Uniti nel 2021. La stessa emittente tv aveva precedentemente riferito che il sospettato aveva presentato domanda di asilo nel 2024, richiesta che gli era stata concessa dall’amministrazione Trump nell’aprile 2025. Poco dopo le dichiarazioni di Trump, i Servizi per la cittadinanza e l’immigrazione degli Stati Uniti hanno annunciato di aver interrotto l’elaborazione di tutti i casi di immigrazione relativi agli immigrati afghani “a tempo indeterminato, in attesa di ulteriori esami”.

IL PRESIDENTE TRUMP: “L’ANIMALE PAGHERÀ UN PREZZO ALTISSIMO”

Il presidente Trump – in Florida per la festività del Ringraziamento del 27 novembre- è stato informato immediatamente di quanto accaduto. Su Truth, ha commentato la vicenda scrivendo: “L’animale che ha sparato ai due membri della Guardia Nazionale, entrambi gravemente feriti e ora ricoverati in due ospedali separati, è anch’esso gravemente ferito, ma nonostante tutto, pagherà un prezzo altissimo. Dio benedica la nostra Grande Guardia Nazionale e tutti i nostri militari e le forze dell’ordine. Queste sono persone davvero straordinarie. Io, come Presidente degli Stati Uniti, e tutti coloro che collaborano con l’Ufficio Presidenziale, sono con voi!”.TRUMP RICHIEDE ALTRI 500 SOLDATI DELLA GUARDIA NAZIONALE A WASHINGTON DC

La Guardia Nazionale è dispiegata nelle strade Washington Dc dallo scorso agosto nell’ambito di un’operazione voluta da Trump per reprimere la criminalità nella città. Il presidente Donald Trump ha chiesto che altri 500 soldati della Guardia Nazionale vengano dispiegati a Washington Dc. A dichiararlo è stato il segretario alla Difesa, Pete Hegseth. “Questo non farà che rafforzare la nostra determinazione a garantire che Washington DC sia sicura e bella”, ha affermato.

Fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Putin: “Piano base per accordi futuri. Inutile firmare ora con Zelensky, è un presidente illegittimo”

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VLADIMIR PUTIN PRESIDENTE RUSSIA

“Il riconoscimento della Crimea e del Donbass sono un punto chiave da discutere con gli americani. Se l’Ucraina non lascerà il Donbass raggiungeremo i nostri obiettivi con mezzi militari”

ROMA – “La Russia cesserà le ostilità quando le truppe ucraine si saranno ritirate nel Donbass, altrimenti Mosca raggiungerà i suoi obiettivi con mezzi militari”. Parla Putin. Da Bishkek, in Kirghizistan. Dopo giornate di ostinato silenzio, di attesa, il Presidente russo commenta il piano di pace per l’Ucraina. “In generale, concordiamo sul fatto che questa possa essere la base per accordi futuri”, ha detto Putin, sottolineando che la versione del piano discussa da Washington e Kiev a Ginevra era stata condivisa con Mosca. “Vediamo che gli americani tengono conto della nostra posizione in alcuni ambiti. Ma su altri punti, è chiaro che dobbiamo sederci e parlare”.

Putin conferma la linea russa: la guerra finirà quando le truppe ucraine si ritireranno dai “territori occupati“.

Riguardo al piano, Putin spiega che le delegazioni ucraina e statunitense lo hanno suddiviso in quattro parti. “Hanno deciso tra loro, così ho capito, che tutti questi 28 punti dovessero essere suddivisi in quattro componenti separate. E tutto ciò ci è stato trasmesso”. E poi ha annunciato che “una delegazione degli Stati Uniti è attesa a Mosca la prossima settimana”.

Putin continua a definire la leadership ucraina illegittima e quindi incapace di firmare alcun accordo di pace. E ha ribadito la sua richiesta alla comunità internazionale di riconoscere i progressi militari sul terreno una linea rossa rigorosa per Kiev. E’ il grande argomento che Putin oppone di fatto ad ogni ipotesi di accordo. Per lui il riconoscimento legale della Crimea e del Donbass come russi, è “una questione chiave” che dovrà essere discussa con gli americani: “Questo è un argomento dei nostri negoziati con gli Usa”.Il punto chiave è che per Putin la Russia “vuole raggiungere un accordo ma al momento è legalmente impossibile”, perché non riconosce la legittimità della leadership di Zelensky: “Oggi potrebbe vincere le elezioni solo con la frode. Non ha senso firmare documenti con la leadership ucraina, evitare le elezioni presidenziali è stato un errore strategico“.

Putin inoltre si è detto sorpreso dalle sanzioni statunitensi contro le compagnie petrolifere russe e sostenendo che stanno distruggendo le relazioni con gli Stati Uniti.

In un avvertimento diretto all’Europa, ha poi detto che qualsiasi tentativo di confiscare i beni russi sarebbe stato “un furto di proprietà” e avrebbe avuto un impatto negativo sul sistema finanziario globale, con la Russia pronta a reagire. Ma ha anche detto che “La Russia non ha intenzione di attaccare l’Europa, sono voci ridicole”.

onte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Lavoro, Tiso(Accademia IC): “Allarmante divario retributivo tra donne e uomini”

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“Il tema della parità di genere nel mondo del lavoro continua a essere centrale nel dibattito pubblico e politico, soprattutto in un contesto economico, come l’Italia, che richiede inclusività e valorizzazione del capitale umano. Nonostante i progressi normativi e culturali, il gender pay gap – ovvero la differenza di retribuzione tra uomini e donne – continua a persistere in modo significativo. I dati più recenti dell’INPS relativi al 2024, ad esempio, offrono uno spaccato chiaro e preoccupante della situazione nel settore privato italiano. Le donne avrebbero percepito in media 19.833 euro annui, contro i 27.967 euro degli uomini, con una differenza del 29% in meno, praticamente circa 9mila euro. Numeri allarmanti e di una gravità inaudita, ma non solamente numeri: è il riflesso di un sistema che ancora oggi penalizza le donne nel mondo del lavoro. Sebbene vi siano segnali positivi, come la crescita dell’occupazione stabile, il cammino verso una reale parità è ancora lungo. Occorrono dalle istituzioni competenti politiche attive che incentivino la conciliazione tra vita e lavoro, la trasparenza salariale e la valorizzazione delle competenze femminili in tutti i settori. Solo così sarà possibile colmare un divario che non è solo economico, ma anche sociale e culturale”.

Così, in una nota stampa, Carmela Tiso, portavoce nazionale Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

Il Berretto a sonagli di Pirandello arriva al Teatro di Vejano il 7 dicembre: un dramma intenso tra verità, follia e maschere sociali

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Domenica 7 dicembre alle ore 17.30, il Teatro di Vejano ospiterà lo spettacolo “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, uno dei testi più potenti e attuali della drammaturgia italiana del Novecento. In scena la compagnia Artenova, candidata a restituire al capolavoro pirandelliano una lettura contemporanea e penetrante sotto la regia di Gino Auriuso.

Sul palco si alterneranno Irma Ciaramella, Ivano Falco, Gino Auriuso, Marina Zanchi, Ottavia Orticello e Gioele Rotini, con scene e costumi curati da Francesca Serpe e disegno luci firmato da Roberto Di Lorenzo.

Scritto originariamente in dialetto catanese nel 1916 con il titolo “’A birritta cu ’i ciancianeddi”, e riscritto in italiano nel 1918, Il berretto a sonagli affonda le sue radici nelle novelle La verità e Certi obblighi, esplorando con feroce lucidità il conflitto tra verità individuale, convenzioni sociali e ipocrisia collettiva.

La storia ruota attorno alla figura di Beatrice Fiorica, una donna che scopre il tradimento del marito con la moglie di Ciampa, suo scrivano. Ferita e determinata, Beatrice cerca giustizia chiedendo l’intervento delle autorità, nel tentativo di smascherare i due amanti. Ma il sistema sociale in cui vive si rivela impermeabile alla verità e totalmente devoto all’apparenza. Non emergono prove, lo scandalo non esplode e la donna si ritrova prigioniera di una realtà che la delegittima e la isola.

Ciampa, a sua volta marchiato come “becco”, sarebbe socialmente autorizzato a vendicare il proprio onore attraverso la violenza. Tuttavia, propone una soluzione ben più sottile e drammatica: Beatrice dovrà fingersi pazza. Solo così l’equilibrio sociale potrà essere ristabilito. La follia, da condanna, diventa così rifugio obbligato e paradossale forma di salvezza.

La messa in scena firmata da Gino Auriuso abbandona ogni convenzionalità scenografica per collocare l’azione in uno spazio simbolico e astratto, una sorta di gabbia esistenziale in cui i personaggi si muovono come figure imprigionate in un rituale sociale disumanizzante. L’ambiente domestico viene smaterializzato, gli oggetti assumono un ruolo dominante rispetto agli individui, che appaiono sempre più simili a “pupi” senza volontà propria, vittime di una morale che soffoca piuttosto che proteggere.

Il regista sottolinea quanto Pirandello parli ancora con impressionante precisione al nostro presente:

“Pirandello e soprattutto Il berretto a sonagli sono spaventosamente vicini a noi. Sono passati oltre 100 anni, ma l’attualità di questo testo è ancora più forte; in una società – quella d’oggi – che si confonde e si nasconde tra il reale e il virtuale, tutto viene deformato dalla tecnologia e il confine tra pubblico e privato è azzerato. In questo scenario distopico si muovono i pupi-personaggi alla ricerca di una via d’uscita, di una soluzione salvifica.”

La casa, in questa visione, è prigione. Il matrimonio è catena. L’onore diventa una trappola. E in questo mondo congelato dall’apparire, l’unico calore possibile è quello della ribellione, della follia, del gesto estremo. Beatrice emerge come una figura tragica e moderna, una Medea dei nostri giorni, costretta a scegliere tra il silenzio che annienta e la pazzia che libera.

Lo spettacolo si colloca così come un affondo lucido e disturbante nella società contemporanea, portando in scena una riflessione senza tempo sul prezzo della verità e sul diritto di essere se stessi.


Informazioni utili

Teatro di Vejano – Villa Comunale di Vejano (VT)
Domenica 7 dicembre, ore 17.30
Biglietti e informazioni:
333.8537695
teatrovejano@gmail.com
www.teatrovejano.it
Facebook / Instagram: @teatrocomunalevejano

Paolo Battaglia La Terra Borgese, il parallelismo Duchamp||Cattelan e la vera storia – con prove – del “Porte bouteilles”

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... la vera storia - con prove - del “Porte bouteilles

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Paolo Battaglia La Terra Borgese è una personalità di rilievo nel mondo dell’arte contemporanea, conosciuto per i suoi studi e le sue analisi su artisti come Magritte, Klee e Mondrian, e per il suo ruolo di divulgatore e curatore, qui, Paolo Battaglia La Terra Borgese critica l’arte di Marcel Duchamp, ne recensisce il dipinto “I giocatori di scacchi”, rileva un parallelismo concettuale tra Duchamp e Cattelan, e, inoltre, svela (documenti alla mano!) la vera storia del “Porte bouteilles”

PREMESSA

Quella di Marcel Duchamp, franco-americano, pittore, scultore, scacchista, fortemente interessato all’alchimia (28 luglio 1887, Blainville-Crevon, Francia – 2 ottobre 1968, Neuilly-sur-Seine, Francia) – ci ricorda il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese – era una famiglia di artisti (anche i fratelli Gaston, in arte Jacques Villon, Raymond-Duchamp Villon e la sorella più piccola Suzanne Duchamp si dedicavano al lavoro artistico). Duchamp, appassionato di alchimia, a un certo punto della sua carriera, venticinquenne, abbandona la pittura canonica e indaga sulla materia per trasformarne e studiarne forma e contenuto, pervenendo ai tantissimi e famosi readymades: oggetti defunzionalizzati e rifunzionalizzati all’arte. Duchamp mette così in discussione – prima ancora di Maurizio Cattelan (e dello stesso Battaglia La Terra Borgese) – il ruolo dell’artista e il valore dell’arte stessa.

Si noti che – scrive il critico – per dieci anni, dal 1923, Duchamp diminuisce gradualmente la produzione artistica e s’impegna quasi unicamente e professionalmente al gioco degli scacchi, divenendo un giocatore di altissimo livello: «Dal mio stretto rapporto con artisti e giocatori di scacchi sono giunto alla conclusione che, mentre tutti gli artisti non sono giocatori di scacchi, tutti i giocatori di scacchi sono artisti.». 

ANDIAMO A NOI

Nel 1911 a Neuilly-sur-Seine, in Francia, Marcel Duchamp crea l’opera intitolata “The Chess Players” (I giocatori di scacchi). Si tratta – spiega il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese – di un dipinto a olio su tela di 50 x 61 cm, che ritrae due personaggi (i suoi fratelli?) completamente assorbiti dal gioco, e che riflette elementi del Cubismo e del Futurismo. Si trova al Centre Georges Pompidou di Parigi, in Francia.

Meditativo, bizzarro, intellettualizzato all’estremo, Marcel Duchamp idea I giocatori di scacchi, un’opera cubista, nella quale è evidente il frazionamento geometrico della superficie dipinta, e che viene esposta nel 1912, per iniziativa del fratello Jacques Villon, al salone della “Section d’or”. Osserviamola bene.

La figura del giocatore, o dei giocatori, interseca il piano del tavolo e si rifrange qua e là, come un’ombra, sotto la forma di un volto accennato con un tratto nero, sempre più arcano. Gli scacchi animandosi si trasformano in figurette nere saltellanti nel dipinto. Il cavallo in primo piano sulla sinistra diventa addirittura la sagoma di un giocattolo da bambini. Del Cubismo – puntualizza Paolo Battaglia La Terra Borgese -, il quadro reca le tracce nelle scomposizioni; ma nel colore, e nel modo con cui è trattato, a larghe pennellate, a forti impasti, con accostamenti preziosi, rivela un certo legame con la tecnica dell’Impressionismo. Addirittura, in qualche parte, fa pensare a un paesaggio.

«Gli scacchi sono uno sport. Uno sport violento che comporta connotazioni artistiche negli schemi geometrici e nelle variazioni della disposizione dei pezzi, così come nelle combinazioni, nella tattica, nella strategia e nella posizione. È un’esperienza triste, però, qualcosa di simile all’arte religiosa.» 

Marcel Duchamp

Anche le sue opere Nudo che scende le scale e La sposa messa a nudo dai suoi celibatari – specifica Battaglia La Terra Borgese -, riscuotono un successo mondiale: successo di scandalo, se si vuole, che in America, paese di civiltà più giovane e meno sicura di sé di quella europea, si trasforma in ammirazione e imitazione. A lui si riallaccia la tendenza alla “pop-art”.

Succede che – spiega il critico -, pochi anni dopo aver dipinto “The Chess Players”, Duchamp subisce un’evoluzione totale. Inventa il ready-made e diviene per ciò esponente di spicco del movimento Dadà, nella sua fase americana, assieme a Francis Picabia.

IL READY-MADE

Paolo Battaglia La Terra Borgese è tra i primi a divulgare e a comprendere l’importanza dell’invenzione duchampiana: il ready-made, filosofia che trasforma un qualsiasi oggetto di uso comune in opera d’arte.

Succede che – come abbiamo detto – spiega il critico -, pochi anni dopo aver dipinto “The Chess Players”, Duchamp subisce un’evoluzione totale. Inventa il ready-made semplicemente con l’atto di firmare un Porte bouteilles* (scolabottiglie) comprato a New York, rinvenuto in cantina ed esposto a una mostra d’arte come oggetto avente in sé una propria bellezza e infrangente il postulato dell’essenza estetica e il concetto di autorialità dell’arte. Ecco che nella decontestualizzazione dell’oggetto: come il suo capovoltare, un ritocco del colore, l’unione di più oggetti, si creano nuove forme diverse per interpretazioni tanto vere quanto auliche, l’arte ritorna artigianato e risorge più artistica restituendo a noi il concetto della modificazione a mano proprio delle arti figurative (pittura, scultura, architettura).

Tuttavia le cose non stanno esattamente come sembrano o sono state riportate. Corre l’obbligo di fare chiarezza – rileva Paolo Battaglia La Terra Borgese -: “The Chess Players” fu in principio tutt’altro che un’opera d’arte, era appena un dono alla sorella Suzanne. Lo prova il contenuto di una lettera in lingua francese, scritta da Marcel Duchamp alla sorella Suzanne, datata 15 gennaio 1916 e conservata alla Smithsonian Institution, il più grande complesso museale, didattico e di ricerca al mondo.

Si legge nella lettera: «Prendi per te questo portabottiglie…», e continuando Duchamp manifesta alla sorella la volontà di farne un multiplo. E un esemplare tra i multipli oggi si trova  alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma, cm 59 x 37. L’originale è andato perso – chiude Paolo Battaglia La Terra Borgese.

PD Albano compatto: sostegno unanime a Borelli per la nuova candidatura

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PD Albano compatto: sostegno unanime a Borelli per la nuova candidatura

“Il direttivo del Partito Democratico di Albano Laziale, riunitosi alla presenza del segretario provinciale Rocco Maugliani, chiede in maniera unanime a Massimiliano Borelli la disponibilità a ricandidarsi alla guida della città per un secondo mandato, con l’obiettivo di proseguire l’azione riformatrice e di modernizzazione intrapresa in questi anni. Il gruppo dirigente è già al lavoro per costruire la coalizione più forte e ampia possibile, compatibile con i valori di onestà, rispetto e lealtà che hanno contraddistinto l’operato degli ultimi cinque anni di guida della città, facendo tesoro dell’esperienza maturata per rendere l’azione amministrativa più incisiva e meno vulnerabile alle manovre di corridoio che ne hanno determinato la caduta. L’auspicio è che attorno alla candidatura di Massimiliano possano coalizzarsi tutte le forze politiche, sociali e civili che condividono la visione di una città che non vuole tornare alle logiche che in queste settimane hanno provato a riemergere con forza. Albanomigliore è davvero possibile: con Massimiliano Borelli potremo portare avanti tutte le azioni intraprese in questi anni per non lasciare indietro nessuno”. Così in una nota il direttivo del Partito Democratico di Albano Laziale

Contro il bullismo e per l’inclusione torna lo spettacolo “AbracaDown”.

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Contro il bullismo e per l'inclusione torna lo spettacolo "AbracaDown" per le scuole al Teatro Ghione di Roma.
Contro il bullismo e per l'inclusione torna lo spettacolo "AbracaDown" per le scuole al Teatro Ghione di Roma.

Contro il bullismo e per l’inclusione torna lo spettacolo “AbracaDown” per le scuole al Teatro Ghione di Roma.

1-2-5 Dicembre 2025

Per dire “No” al bullismo e “Si” all’inclusione torna lo spettacolo “AbracaDown” questa volta dedicato alle scuole.

Un progetto speciale per abbattere ogni pregiudizio e celebrare l’unicità di ognuno.

Al Teatro Ghione di Roma, 1- 2- 5 dicembre 2025, torna il cast del musical che ha girato l’Italia registrando ovunque il tutto esaurito.

Il cast si prepara per salire sul palco ad esibirsi di fronte ad una platea fatta di soli studenti delle scuole romane, con lo scopo di sensibilizzare proprio i ragazzi e dare un messaggio ben preciso per ribadire l’importanza di dire NO AL BULLISMO!!!

Nell’occasione della prima Abracadown riceverà anche il premio BOOKS FOR PEACE 2024 con il saluto della Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli.

Il progetto inclusivo ha fatto il giro in molte scuole della Capitale proprio grazie al contributo e al sostegno dell’Assemblea Capitolina e durante lo spettacolo, previsto in orario mattutino, saranno esposti anche tutti i disegni e i temi fatti dagli alunni dei plessi scolastici dove Abracadown è andato a fare il suo intervento.

Nelle tre giornate al Ghione, realizzate grazie al contributo della Regione Lazio, sarà presente anche lo scrittore Vittorio Rombolà, autore del libro “Così parlò il vecchio dell’Alpe”. 

Nel 2026 Abracadown, ideato da Francesco Leardini e Danilo Melandri, si trasforma finalmente nell’accademia dello spettacolo “ALL IN TUTTO INCLUSO” che darà vita al primo film:  E’ FATTA!!! IL VIAGGIO PIU’ NORMALE CHE CI SIA.

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