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Premio Nazionale Fair Play for Life 2025 – Salone D’onore del CONI

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Riconoscimento che incarna i valori della legalità, solidarietà, cultura , sport , etica e impegno civico.

Il 25 novembre giornata che l’ONU dedica alla lotta contro la violenza sulle donne, si è svolta a Roma Premio Nazionale  Fair Play for Life 2025 nel Salone d’Onore del CONI.
L’edizione di quest’anno mette al centro il legame tra sport, cultura civica e responsabilità sociale, celebrando personalità che si distinguono per integrità nella vita e nel proprio ruolo professionale.

Organizzazione perfetta con  Ruggero Alcanterini presidente del CNIFP ( Comitato Nazionale Italiano Fair Play ) con la collaborazione dei vicepresidenti Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e Renato Mariotti sindaco di Loreto Aprutino e del segretario  generale Roberto Antonangeli.

Ad aprire e chiudere la cerimonia il soprano Lucia Rubedo, artista crossover di rilievo internazionale e reduce dai Sanremo Music Awards. La cantante ha eseguito due inni, nazionale ed europeo, confermandosi come Testimonial ufficiale del Fair Play Italiano, un ponte tra arte, valori e istituzioni

Presenti l’On. Paola Frassinetti, sottosegretario al ministero dell’istruzione e del Merito On. Roberto Novelli, presidente della VI Commissione del Friuli Venezia Giulia, Gen. Federico Sepe, Unione Nazionale Ufficiali in Congedo (UNUCI).

Durante la cerimonia sono stati premiati numerosi protagonisti dello sport, della cultura e delle istituzioni. Paola Vegliantei, presidente dell’Accademia della Legalità, ha parlato dell’importanza di diffondere nelle scuole i valori civici e di contrastare ogni forma di violenza. Massimiliano Iannuzzi Mungo, primario chirurgo, la Brigata Rualis, tifoseria di Cividale del Friuli, è stata premiata per il tifo positivo, rispettoso e inclusivo, mentre Giuliana Salce, campionessa mondiale di marcia, ha raccontato un commovente ricordo personale. Il mondo circense ha visto il riconoscimento a Gaetano Montico, Presidente di SIAC Europa, mentre Laura Mazza ha rappresentato la formazione e il Fair Play a livello internazionale, unendo competenza accademica, impegno civico e attività umanitarie.

Un momento internazionale è stato segnato dallo scambio di riconoscimenti con Abdul Aziz Sarhan, direttore della Lega Mussulmana Mondiale, mentre la Fondazione ENPAM 5×1000, con il direttore generale Vincenzo Di Berardino, ha accolto Alcanterini come socio emerito, sottolineando l’impegno verso sport e inclusione sociale.

La giornalista e docente Luisa Rizzitelli, esperta di politiche di genere e presidente di Associazione Nazionale Atlete (Assist), ha evidenziato le criticità legate alla presenza femminile nello sport, sia in ruoli tecnici che nella governance, sottolineando l’importanza di essere dalla parte delle donne vittime di violenza.

Il giudice Nicola De Marinis ha sottolineato il legame tra Fair Play e giustizia, invitando a denunciare le ingiustizie, mentre l’Avv. Ezio Bonanni ha definito De Marinis un prototipo di Fair Play. Il saluto di Mario Virgili ha aggiunto un ulteriore richiamo all’etica e alla responsabilità sociale.

Il premio a Attilio Parisi, presidente SISMes, ha celebrato la gentilezza come valore sociale, mentre la professoressa Anna Giugliano ha invitato a portare il Fair Play in tutte le iniziative educative e formative. ll giudice Fabio Massimo Gallo, già presidente della Corte di Appello di Roma, ha evidenziato come il Fair Play sia sostanziale e non formale, alla base del rispetto reciproco e della lotta alla violenza sulle donne.

Il generale Giampiero Cardillo, storico componente dell’ONA, ha ricordato le sfide ancora presenti nel contrasto all’amianto, ribadendo il valore della perseveranza e del Fair Play. Gianluca Guerrisi, presidente di Argos Forze di Polizia per il sociale, ha evidenziato l’impegno dell’associazione verso le donne e la solidarietà sociale. Giulio Civitella, maratoneta e componente della Marina Militare, ha portato avanti il concetto di inclusione nello sport, mentre Fausto Zilli Giornalista sportivo, appartenente al Corpo della Guardia di Finanza, Vicepresidente Nazionale Argos Forze di Polizia, ha dedicato il suo premio a sua moglie ed ai suoi due figli. “Senza la famiglia non c’è nulla,” ha dichiarato.

Pasquale Trabucco, presidente del Comitato Nazionale del 4 novembre, ha sottolineato l’importanza dell’educazione civica e del rispetto della memoria storica, mentre Marco Praticò, esperto di Shiatsu e Focusing, ha ricordato come le arti marziali e le filosofie orientali si basino sul rispetto reciproco.

Lotito: “Mai pensato di vendere la Lazio, i fondi arabi sono un’invenzione”

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CLAUDIO LOTITO, SENATORE

“La Lazio ha 300 milioni di patrimonio immobiliare, 350 milioni di patrimonio giocatori e controlla una società che da ventidue anni esce con 15 milioni di liquidi”

di Antonio Bravetti

ROMA – La Lazio è in vendita? “No. Mai pensato di vendere, non è in vendita, ma quale fondo arabo? La Lazio resta con me sempre”. Lo dice Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, interpellato dall’agenzia Dire a palazzo Madama.La telefonata con Lotti? “Io con Lotti ho un buon rapporto- precisa- non abbiamo mai parlato della Lazio, mi stava raccontando del problema della vendita dell’Empoli”. Lotito sottolinea che “la Lazio ha 300 milioni di patrimonio immobiliare, 350 milioni di patrimonio giocatori e controlla una società che da ventidue anni esce con 15 milioni di liquidi”.

Insomma, vale “850 milioni” secondo il presidente biancoceleste, che chiosa: “Non ho chiesto niente a nessuno. Vi risulta che mi servono i soldi? A me non risulta”. “In campionato ci stiamo difendendo nonostante tutte le avversità: infortuni, un macello. Sarri è un allenatore di qualità, una persona responsabile e seria”.

E’ preoccupato dalla partenza della Roma? “No, ma per carità. In diciassette anni ho vinto sei trofei, gli altri me li hanno visti vincere”. Può vincere lo scudetto? “Fa parte del gioco… Ma stiamo all’inizio, il campionato è lungo, l’anno scorso la Lazio stava quindici punti sopra la Roma…”.

 fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Pavarotti nella pista di ghiaccio fa arrabbiare Nicoletta Mantovani: “Ridicolizzato”

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A Pesaro la statua in bronzo di Pavarotti finisce in mezzo alla pista di ghiaccio e ai pattinatori. E la vedova Nicoletta Mantovani si infuria: “Mancanza di rispetto”

di Marcella Piretti

BOLOGNA – Non solo non ha sorriso, ma si è proprio arrabbiata. La scelta del Comune di Pesaro di “imprigionare” la statua in bronzo di Luciano Pavarotti all’interno della pista di ghiaccio, rendendola di fatto l’attrazione clou per i tanti pattinatori che si cimenteranno con i pattini, ha fatto arrabbiare moltissimo la vedova Pavarotti. “Una ridicolizzazione di Luciano, una cosa bruttissima“, ha commentato Nicoletta Mantovani dall’estero. Che non ha gradito per nulla nè la realizzazione della pista di pattinaggio intorno alla statua del tenore (è in piazza Lazzarini, dove si trova il teatro Rossini) nè lo slogan lanciato dal sindaco Andrea Biancani: “#DaiUnCinqueAPavarotti“. Sì perchè alla fine è quello che faranno tutti o quasi i pattinatori. Una situazione resa possibile dal fatto che la statua, per via dell’impalcatura di legno che sostiene lo strato di ghiaccio, si è di molto abbassata e se prima era a grandezza naturale ora visivamente è più bassa di una persona normale. Insomma, un nanetto in mezzo ai pattinatori che gli sfrecceranno a destra e sinistra. E se per il sindaco Biancani era tutto molto simpatico. Tant’è che sui social aveva fatto un post entusiasta, nei giorni scorsi. Lanciando la pista con allegria e invitando tutti a essere di buon umore: “Il sorriso, l’umorismo, la capacità di vedere il lato positivo delle cose. Non perdiamolo mai”. Ma Nicoletta Mantovani ha trovato tutto ciò molto irrispettoso e si è raggelata.LA DELUSIONE DI NICOLETTA MANTOVANI

La statua di Pavarotti, che ritrae il Maestro in abito da concerto e braccia spalancate, è stata inaugurata a Pesaro nell’aprile del 2024. Intervista dal Quotidiano nazionale, Mantovani non ha nascosto di essere “delusa, arrabbiata e dispiaciuta. Mi dispiace che il Comune abbia permesso una cosa del genere, perché ne va dell’immagine di Luciano, del rispetto nei suoi confronti”. Se la pista di ghiaccio di piazzale Lazzarini per il sindaco Biancani “sarà la pista di ghiaccio più desiderata d’Italia”, per Mantovani è stata una doccia fredda. “È stato un fulmine a ciel sereno. Non mi aspettavo che un’amministrazione si permettesse di trattare così l’immagine e il ricordo di una persona che ha fatto grande l’Italia nel mondo”. Mantovani ha intenzione di chiedere conto al Comune, una volta rientrata in Italia: “Siamo partiti da un omaggio e siamo arrivati alla ridicolizzazione di Luciano. Non va bene. Proprio non va bene”.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Il femminicidio è un nuovo reato: ecco cosa prevede la legge

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La Camera ha approvato il disegno di legge che lo introduce nel Codice penale. Ergastolo per chi uccide una donna in quanto donna

ROMA – L’aula della Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge ‘Introduzione del delitto di femminicidio e altri interventi normativi per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime’. I sì sono stati 237, nessun no e nessun astenuto.

Il provvedimento all’articolo 1 prevede, tra l’altro, che “chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali è punito con la pena dell’ergastolo”. E ancora: “Quando ricorre una sola circostanza attenuante ovvero quando una circostanza attenuante concorre con taluna delle circostanze aggravanti di cui al secondo comma, e la prima è ritenuta prevalente, la pena non può essere inferiore ad anni ventiquattro. Quando ricorrono più circostanze attenuanti, ovvero quando più circostanze attenuanti concorrono con taluna delle circostanze aggravanti di cui al secondo comma, e le prime sono ritenute prevalenti, la pena non può essere inferiore ad anni quindici”.

Dunque ergastolo per chi uccide una donna in quanto donna. È il cuore della nuova legge, che riconosce come movente di reato ogni forma di dominio, controllo o possesso sulla vittima, inclusi i casi in cui il gesto nasce dal rifiuto di una relazione o dalla volontà di limitarne la libertà personale. Il passaggio recepisce i principi della Convenzione di Istanbul e si allinea alle normative già esistenti in alcuni Paesi europei come Cipro, Malta, Croazia e Belgio.

Il testo interviene anche sugli strumenti di prevenzione e indagine: le misure del Codice rosso escono dal limite dei 45 giorni per le intercettazioni e il braccialetto elettronico raddoppia la sua “distanza di sicurezza”, attivandosi già a un chilometro.

Capitolo importante anche quello della giustizia penale. Per i condannati per femminicidio, i benefici carcerari verranno concessi solo dopo una valutazione accurata della condotta, basata su un’osservazione di almeno un anno da parte di professionisti. Per i minori responsabili di tali reati, la durata dei permessi premio viene ridotta. E in caso di modifiche alle misure cautelari, non solo la vittima ma anche i suoi familiari verranno informati dal giudice: un’attenzione in più per chi resta esposto al rischio.

Sul fronte dei diritti civili, si registrano altre novità: le ragazze dai 14 anni in su potranno rivolgersi ai centri antiviolenza senza l’autorizzazione dei genitori e il patrocinio a spese dello Stato viene garantito anche a chi ha subito un tentato femminicidio, persino in deroga ai limiti di reddito.

La legge dedica un intero pacchetto di interventi, quindici in totale, agli orfani di femminicidio. Arriva un registro nazionale per monitorarne le condizioni, si semplifica l’accesso ai fondi economici e sanitari e si istituisce un supporto psicologico strutturato. Previsto anche il diritto alla deindicizzazione, per proteggere la privacy dei minori, e una formazione specifica per chi lavora al loro fianco. Le stesse tutele si estendono ai figli di donne sopravvissute a tentativi di femminicidio, ma incapaci di occuparsi dei bambini per i traumi subiti.

Sul fronte giudiziario e sanitario arrivano percorsi formativi obbligatori sulla violenza di genere. Nei tribunali, il giudice dovrà impedire domande che possano ledere dignità e decoro della vittima, per evitare quella “seconda violenza” che troppo spesso avviene nelle aule di giustizia.

Fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Oltre 20 specialisti della lotta contro il crimine organizzato, provenienti da Europa e Sud America, si riuniranno questa mattina presso la Scuola Allievi

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Oltre 20 specialisti della lotta contro il crimine organizzato, provenienti da Europa e Sud America, si riuniranno questa mattina presso la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato a Vibo Valentia per discutere di nuovi trend ed investimenti delle mafie all’estero. 

L’evento, organizzato a conclusione di una operational action condotta dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato nell’ambito della piattaforma EMPACT, verrà introdotto dal Dott. Vincenzo Nicolì- direttore dello Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato,  alla presenza del procuratori di Reggio Calabria Dott. Giuseppe Borrelli, del procuratore di Catanzaro Dott. Salvatore Curcio e del procuratore di Vibo Valentia Dott. Camillo Falvo, del Questore di Vibo Valentia Dott. Rodolfo Ruperti oltre che di qualificati rappresentanti della Commissione Europea, di Europol, Interpol, FBI e DEA, direttamente coinvolti nella progettualità sviluppata dall’élite della polizia giudiziaria italiana con i partner esteri. 

L’iniziativa, che getta le basi per la creazione di un network di cooperazione rafforzato nel contrasto all’infiltrazione delle mafie nel tessuto imprenditoriale estero, ha inoltre previsto forme di interazione con le note progettualita I-CAN ed @on, all’insegna di una maggiore interoperabilità degli strumenti a disposizione degli investitori in ambito internazionale.

Visita del Prefetto al Comune di Bolsena

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Nella giornata di ieri, 24 novembre, il Prefetto di Viterbo ha fatto visita al Comune di Bolsena, accogliendo l’invito dell’Amministrazione locale per un incontro di conoscenza e dialogo con il territorio. La visita ha avuto inizio alle ore 10.30 presso la sede comunale, dove il Sindaco Andrea Di Sorte ha rivolto i saluti di benvenuto, alla presenza dei Consiglieri comunali, dei dipendenti, delle Forze di Polizia e di alcuni rappresentanti dell’associazionismo locale.

Nel corso dell’incontro, il Prefetto ha richiamato l’attenzione sul tema della sicurezza, definendola una condizione imprescindibile affinché i diritti della persona possano trovare piena attuazione e ciascuno possa esprimere al meglio le proprie potenzialità, realizzando aspirazioni e progetti di vita. Ha sottolineato, d’altra parte, come la sicurezza non possa essere delegata esclusivamente agli specialisti del settore, ma richieda il coinvolgimento diretto di tutta la comunità. Tale partecipazione si concretizza, innanzitutto, nel rispetto delle norme e del principio di legalità, e nella consapevolezza che l’interesse individuale passa necessariamente attraverso la tutela del bene collettivo. Questo è il senso profondo della sicurezza partecipata: una responsabilità condivisa che rafforza la coesione sociale.

Il Sindaco, nel ringraziare il Prefetto per la sua presenza, ha evidenziato l’importanza dei rapporti di collaborazione tra Prefettura ed Enti locali, collaborazione che si manifesta anche attraverso queste visite, occasioni preziose per conoscere le specificità dei territori e valorizzarne le eccellenze.

La giornata è infatti proseguita con la visita al Castello di Bolsena, sede del Museo Territoriale del Lago, custode di testimonianze storiche e naturalistiche di grande valore. Successivamente, il Prefetto si è recato a Palazzo Monaldeschi, dove ha potuto apprezzare l’Acquario, la Sala del Merletto e la mostra dedicata al sito archeologico del Gran Carro, un antico insediamento lacuale di epoca pre-villanoviana, frutto dell’attività di ricerca e tutela svolta dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Etruria meridionale e la provincia di Viterbo. Nel primo pomeriggio, la visita si è conclusa nella Basilica di Santa Cristina, luogo di culto e di arte che rappresenta uno dei simboli più identitari della città.

Questi incontri confermano quanto sia essenziale per le istituzioni conoscere da vicino le realtà locali, ascoltarne le esigenze e favorire una sinergia operativa tra i diversi livelli di governo. Solo attraverso il dialogo diretto e la condivisione di responsabilità si costruisce una comunità più forte, capace di affrontare insieme le sfide e di valorizzare le proprie risorse.

70^ ANNIVERSARIO DI ISTITUZIONE DEL RAGGRUPPAMENTO CARABINIERI INVESTIGAZIONI SCIENTIFICHE

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È in corso di svolgimento la celebrazione del 70^ Anniversario di istituzione del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche presso i Saloni di Rappresentanza della Caserma M.O.V.M. V.B. Salvo D’Acquisto, in Roma, alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Difesa, Sen. Isabella Rauti e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo. L’evento prevede una conferenza dal titolo “Le Investigazioni Scientifiche nell’Arma dei Carabinieri: cooperazione internazionale, innovazioni e sfide future”, suddivisa in due sessioni, mattutina e pomeridiana, con il coinvolgimento di alcuni tra i massimi esponenti della comunità scientifica ed accademica nello scenario internazionale.

Il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche, anche noto come Ra.C.I.S., rappresenta un’eccellenza nell’ambito delle indagini tecnico-scientifiche in Italia. ​ La sua storia inizia nel 1955, quando venne fondato presso la Caserma “Podgora” di Roma con il nome di “Gabinetto Centrale di Documentazione e di Indagini Tecnico-Scientifiche dell’Arma”. ​ Inizialmente, il suo compito era fornire supporto didattico agli ufficiali e assistenza ai reparti operativi. Rinominato Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche (CCIS), il Reparto è stato trasferito nel 1976 alla Caserma “Magg. ​ MOVM Ugo De Carolis”. Negli anni ’90, con l’istituzione dei Sottocentri CIS di Messina e Parma e l’attivazione di 30 laboratori per l’analisi delle sostanze stupefacenti, il Ra.C.I.S. ha ampliato le sue capacità operative. ​ Nel 1999, il CCIS e i Sottocentri assunsero l’attuale denominazione, con la creazione dei RIS di Roma e Cagliari. ​ Successivamente, nel 2001, il comando del Ra.C.I.S. venne elevato al rango di Generale di Brigata.

Oggi ha sede a Roma ed è articolato su: un Reparto Tecnologie Informatiche, un Reparto Dattiloscopia Preventiva, un Reparto Analisi Criminologiche, un Reparto Ricerca e Sviluppo, nonché su 4 Reparti Investigazioni Scientifiche (RIS) dislocati a Roma, Parma, Messina e Cagliari; inoltre, 22 Sezioni Investigazioni Scientifiche (SIS), ordinativamente inquadrate nei Reparti Operativi dei Comandi Provinciali, hanno un collegamento tecnico-funzionale e addestrativo con i RIS di competenza areale.

Il Ra.C.I.S. svolge un ruolo cruciale nel supporto alle indagini, rappresentando la struttura tecnico-scientifica dell’Arma preposta a soddisfare le richieste di indagine tecnica di P.G. dei Reparti dell’organizzazione Territoriale e Speciale, della Magistratura e delle altre Forze di Polizia.

Si occupa della raccolta e analisi di evidenze fisiche, chimiche, biologiche, telematiche e informatiche, conducendo esami su reperti, sostanze stupefacenti e dispositivi elettronici. ​ Inoltre, analizza i profili psicologici e comportamentali degli autori di crimini violenti e monitora il fenomeno delle violenze di genere. È anche impegnato nella ricerca scientifica, nell’innovazione tecnologica e nella formazione di personale specializzato, collaborando con organismi nazionali e internazionali. I quattroReparti Investigazioni Scientifiche di Roma, Parma, Messina e Cagliarisonoresponsabili, secondo le proprie competenze areali, dello svolgimento delle analisi di laboratorio nei seguenti settori delle scienze forensi: biologia, chimica, balistica, dattiloscopia, fonica, grafica e audiovideo.

Un’importante componente del RaCIS è il Nucleo Carabinieri per il Riconoscimento Vittime di Disastri (DVI), operativo dal 2003. ​ Questo nucleo, composto da esperti in biologia, dattiloscopia e rilievi tecnici, si divide in due sezioni: Ante-Mortem, che raccoglie informazioni e campioni biologici delle persone scomparse, e Post-Mortem, che analizza i cadaveri non identificati per confrontare i dati raccolti. ​ Il Nucleo DVI ha operato in numerosi disastri, tra cui l’attentato di Nassiriya nel 2003, lo tsunami in Asia nel 2004, il terremoto de L’Aquila nel 2009 e quello di Amatrice nel 2016.

In sintesi, il Ra.C.I.S. rappresenta un pilastro fondamentale per le indagini scientifiche in Italia, grazie alla sua struttura avanzata, alle sue competenze specialistiche e al suo impegno costante nell’innovazione e nella collaborazione internazionale.

Lo sguardo del Reparto, per ciò che attiene alle prospettive future, è rivolto principalmente allo studio delle applicazioni dell’IA (Intelligenza Artificiale) nell’ambito delle indagini forensi, che, già oggi, stanno rivoluzionando il modo con cui vengono raccolte, analizzate e interpretate le tracce.

Ad esempio, grazie all’uso di avanzati sensori multispettrali e tecniche di ricostruzione 3D della scena del crimine basate sull’IA, gli investigatori potranno partecipare, in tempo reale e senza accedere direttamente, alle attività di sopralluogo in uno scenario virtuale dove valutare tempestivamente la tipologia e distribuzione delle tracce, come impronte digitali, fluidi biologici, armi, oggetti e sostanze di varia natura.

Nuovi algoritmi di ricerca basati sull’IA consentiranno di comparare in modo sempre più efficiente e rapido le impronte digitali e le immagini 3D di bossoli e proiettili con i relativi elementi di confronto archiviati nelle rispettive banche dati. Anche l’analisi delle microtracce potrà essere realizzata con il supporto dell’IA, che, opportunamente addestrata, offrirà agli investigatori risultati in tempo reale, identificando, ad esempio, l’esatta composizione di frammenti di fibre, vetri o vernici, permettendo di risalire alla loro origine provenienza.

Sono numerosissimi i casi giudiziari, di rilevanza nazionale, trattati dal Ra.C.I.S., con un contributo talvolta decisivo.

CARCERI, DE CORATO: «VISITA A SAN VITTORE, ASCOLTATE ISTANZE DELLA SOLA POLIZIA PENITENZIARIA»

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Milano, 26 Novembre 2025 – «Mi sono recato al Carcere di San Vittore, un luogo che nel corso del mio incarico di vice Sindaco di Milano avevo già visitato più volte, incontrando la nuova direttrice del Centro, la dottoressa Maria Pitaniello, assieme alla sua vice e alla Comandante degli Agenti di Polizia Penitenziaria. Ho voluto, soprattutto, incontrare questi ultimi per capire ed ascoltare le loro esigenze e istanze che porterò direttamente sia al Ministro Nordio che al Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia Delmastro».Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.

RIETI. RAPINA A MANO ARMATA IN UNA FARMACIA DEL CENTRO STORICO

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CARABINIERI GAZZELLA AUTO AUTOMOBILE AUTOMOBILI PATTUGLIA

POLIZIA DI STATO E CARABINIERI ARRESTANO I RESPONSABILI

Nella serata del 25 novembre scorso, due individui si sono introdotti all’interno di una farmacia del centro storico di Rieti, minacciando il titolare con uno strumento da punta e da taglio  e costringendolo a consegnare circa 600 euro presenti all’interno della cassa. L’azione criminosa, particolarmente rapida, ha destato forte allarme nel personale presente, che tuttavia ha potuto fornire immediatamente utili elementi descrittivi alle Forze dell’Ordine, tramite il Numero Unico di Emergenza 112.

Grazie all’immediato intervento delle pattuglie presenti sul territorio e all’analisi delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza cittadino, uno dei due soggetti — un uomo di 45 anni, italiano, pluripregiudicato e residente in un comune della Sabina — è stato prontamente individuato e bloccato da una pattuglia della Sezione Volanti della Questura di Rieti, che lo ha arrestato in flagranza di reato.

Blue police car with inscription police in Italian

Il secondo uomo, anch’egli pluripregiudicato e domiciliato nel Capoluogo, approfittando della concitazione iniziale era riuscito a darsi alla fuga. Tuttavia, la descrizione fornita dalla vittima e immediatamente condivisa con il dispositivo delle Forze dell’Ordine ha permesso al personale operante di avviare una rapida attività di ricerca. Poco dopo, il soggetto è stato rintracciato e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria da militari del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Rieti e della Sezione Radiomobile della locale Compagnia con la cooperazione della Squadra Mobile della Questura di Rieti.

La refurtiva, recuperata in parte nel corso dell’intervento, è stata restituita al legittimo proprietario. Non si registrano feriti tra i presenti.

Al termine delle formalità di rito, entrambi gli arrestati sono stati associati presso la locale casa circondariale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’operazione, svolta in stretta e efficace collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato, si inserisce nel più ampio quadro del piano coordinato di controllo del territorio della città di Rieti. Particolare attenzione viene riservata alle aree urbane che, nelle ore serali e notturne, registrano una significativa presenza di persone, anche in ragione della movida cittadina. È proprio in tale contesto che le Forze di Polizia mantengono un costante presidio, finalizzato a garantire sicurezza, legalità e un pronto intervento in caso di necessità.

Si dà atto che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali dei soggetti denunciati saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

MILANO, DE CORATO: «CON ‘MARANZA’ ACCOLTELLATO IN DUOMO INIZIATO IL CAPODANNO ARABO CHE OGNI ANNO SI RIPETE NELLA P.ZA.

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SINDACO TACE»?

Milano, 26 Novembre 2025 – «Leggo che ieri sera, in piazza Mercanti, si è verificato l’ennesimo atto di violenza che ha visto un 19enne egiziano, irregolare e con precedenti, ferito all’addome da un coltello. E’ ufficialmente iniziato il capodanno milanese dei ‘Maranza’, che ogni anno si ripete, soprattutto nel cuore della città. Proprio quella piazza, tra il Duomo e Cordusio, ricordo che negli ultimi quattro anni è stata più volta presa di mira da balordi e delinquenti, quasi sempre stranieri, che in numerose circostanze si sono resi protagonisti di risse, schiamazzi e tafferugli, creando anche disagi a negozi e passanti. Il grave fatto di ieri sera, quindi, in quella centralissima zona, è quasi una normalità nella città Amministrata da oltre 14 anni dal Centrosinistra. Il Sindaco tace ancora? Con le Giunte di Centrodestra, proprio lì in piazza e via dei Mercanti, c’era una camionetta fissa di militari di ‘Strade Sicure’ che presidiavano a piedi (avanti e indietro) tutta la zona da piazza Duomo fino a piazza Cordusio e anche via Dante. Bisogna ripristinare subito tale postazione».

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.

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