I militari della Stazione Carabinieri di Cittaducale, al termine di un’articolata attività di polizia giudiziaria avviata a seguito della denuncia presentata da un cittadino residente nella provincia di Rieti, hanno deferito in stato di libertà un giovane abruzzese, classe 2000, ritenuto responsabile del reato di truffa.
La vittima, un uomo classe 1969, aveva riferito ai Carabinieri di essere stata contattata telefonicamente da una donna che si era qualificata come presunta responsabile dell’“Ufficio Giacenze” di Poste Italiane.
L’interlocutrice, mediante artifizi e raggiri, aveva prospettato l’esistenza di una fantomatica raccomandata contenente un rimborso INPS dell’importo di 7.000 euro, invitando l’uomo a recarsi presso l’ufficio postale di Cittaducale per il ritiro.
Mentre quest’ultimo si metteva alla guida della sua auto, la sedicente operatrice chiedeva un numero di telefono su cui poter richiamare. Poco dopo, dal medesimo contatto, veniva richiesta una ricarica Postepaydi250 euro come presunta operazione necessaria a “sbloccare” il rimborso.
Successivamente, l’interlocutrice sollecitava anche l’effettuazione di un bonifico istantaneo di1.000 euro. Tale ultima richiesta insospettiva definitivamente il denunciante, che interrompeva la conversazione e si rivolgeva ai Carabinieri.
Ricevuta la denuncia, i militari avviavano immediatamente gli accertamenti identificando l’intestatario dell’utenza telefonica utilizzata, già noto per analoghi precedenti. Veniva inoltre verificata la carta Postepay sulla quale era confluita la ricarica, consentendo di individuare il titolare e di ricostruirne i movimenti. Grazie alla sinergica collaborazione con l’Arma territorialmente competente, l’indagato veniva rintracciato e successivamente denunciato alla Procura della Repubblica.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla cittadinanza a prestare la massima attenzione alle telefonate sospette, ricordando che enti e società pubbliche non richiedono mai ricariche di carte o pagamenti immediati per la gestione di pratiche amministrative. In caso di dubbi, è sempre opportuno rivolgersi alle Forze dell’Ordine.Si dà atto che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali dei soggetti denunciati saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.
La Polizia Locale di Guidonia Montecelio potenzia le proprie attività dotandosi di ICam 3D, un innovativo software che consente di ricostruire in 3D le scene di incidenti stradali, in particolare quelli con esiti mortali o gravi lesioni. Attraverso un tablet, l’applicativo rileva e misura automaticamente ogni dettaglio utile all’indagine, garantendo precisione e rapidità negli accertamenti. L’acquisizione della scena in “nuvole” di punti 3D consente l’osservazione della scena da diverse angolazioni e punti di vista.
Certificato secondo gli standard UNI 11472, il sistema sarà impiegato anche in ambito edilizio e per la ricostruzione di scene del crimine. Aspetto non marginale: non ha bisogno di connessioni che possano poi compromettere il suo funzionamento ed è utilizzabile in qualsiasi condizione atmosferica e di luce. Il software è stato consegnato alla Polizia Locale nei giorni scorsi e, nella giornata di ieri, i tecnici della società che ha fornito il dispositivo hanno erogato la formazione per gli operatori del Servizio Sicurezza Stradale e dell’ ufficio Pronto Intervento Controllo del Territorio. Il sistema operativo sarà attivo dalla prossima settimana.
“L’introduzione del sistema ICam 3D consentirà alla nostra Polizia Locale di avvalersi di uno strumento tecnologicamente avanzato per la ricostruzione accurata degli incidenti stradali, in particolare quelli più gravi – dichiara il Sindaco 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐨 𝐋𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐨 -. Questo investimento rafforza anche la capacità investigativa degli operatori, riducendo i tempi di intervento e aumentando la precisione degli accertamenti”.
“La Polizia Locale di Guidonia Montecelio, con questo nuovo software, inaugura una nuova fase operativa grazie all’adozione di una tecnologia d’avanguardia in grado di restituire una rappresentazione tridimensionale estremamente accurata delle scene di sinistro, con particolare efficacia, tra l’altro, negli incidenti stradali oggetto di indagini giudiziarie”, sottolinea il Comandante 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐑𝐨𝐬𝐬𝐢.
Dopo essere stato inserito nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma,dal 1° dicembre 2025, il lavoro di Andrea Lelario entra a far parte della collezione permanente della Galleria La Nuvola di Via Margutta, accanto ad artisti del calibro di Mario Schifano, Afro Basaldella, Sergio Lombardo e Mario Ceroli. A inaugurare questo nuovo percorso un evento esclusivo di una settimana interamente dedicata all’artista: Bagliori nella selva, a cura di Alice Falsaperla con l’intervento critico di Antonella Sbrilli, il Patrocinio di Roma Capitale, dell’Accademia di Belle Arti di Roma (ABA), dell’AAIE Center for Contemporary Art in collaborazione con HF4 Communication, Ludovica Fracassi e Matteo Giuseppone, nell’ambito dell’evento Via Margutta. Palcoscenico delle Arti.
Da sempre cuore dell’arte romana, fuori dagli spazi istituzionali, Via Margutta torna così a essere luogo di attraversamento e di passaggi simbolici: qui, dal 1° dicembre 2025, la ricerca di Andrea Lelario trova una nuova collocazione, entrando ufficialmente negli spazi e nella collezione storica di una galleria punto di riferimento per la Scuola di Piazza del Popolo, il Gruppo Forma 1 e l’Arte Povera.
Un’acquisizione che sancisce non solo un riconoscimento istituzionale, ma anche la volontà di custodire e valorizzare un autore la cui ricerca, negli ultimi anni, ha delineato nuove traiettorie di coerenza tecnica e rigore formale nel panorama artistico contemporaneo.
Per l’occasione, sarà presentato un nucleo articolato di opere: dalle incisioni alle matrici su rame, fino a giungere ai suoi celebri taccuini su carta, fulcro della produzione di Lelario, nonché luogo di annotazione e meditazione, dove i frammenti figurativi si condensano in microcosmi densi e misurati, capaci di spandersi idealmente oltre i bordi della pagina. Lelario costruisce, così, un vocabolario visivo fatto di penna micron 0.3 su cartoncino, poi incisioni, fotoincisioni e grafiti fuori scala. Vi è l’omaggio a Dürer e al mito, all’antichità e al ricordo, per guidare il fruitore nella selva della propria coscienza, ricreato come uno spazio fitto e inquieto ma comunque illuminato da bagliori: quelle scintille che, dai recessi più remoti dell’immaginario, continuano a irradiare nuove armonie e significati. E lo fa eseguendo un segno, definito e ripetuto, come dispositivo d’esplorazione e rivelazione del mondo interiore che ci abita, tra memorie e metafore. Ciò che appare come un fitto groviglio di forme è, in realtà, un sistema protettivo, un tessuto emblematico che custodisce il rapporto che intessiamo con la nostra interiorità. Infine, le citazioni iconografiche che si trasformano in cesure dotte, echi dell’essere dove gli studi junghiani si intrecciano ai paesaggi del Grand Tour, suggerendo un parallelismo tra il viaggio geografico, psichico e archetipico. L’esotismo in Lelario, sembra restituirci un linguaggio di significati, un rebus simbolico capace d’indagare i lembi della nostra esistenza.
INFO MOSTRA Bagliori nella selva Andrea Lelario Dataal pubblico: 1 dicembre – 6 dicembre 2025 Opening1 dicembre, 18:00 – 21:00 Galleria La Nuvola, Via Margutta, 41 00187 Roma Informazioni e contatti: www.gallerialanuvola.it – info@gallerialanuvola.t Tel. 06 98181389 Ufficio Stampa Galleria: Ludovica Fracassi ludovica.fracassi@gmail.com – Matteo Giuseppone matteogiuse@gmail.com
Passeggiare tra arte e tradizione, avvolti dal calore delle feste
Nel cuore della Toscana, Firenze si prepara a trasformarsi in un luogo incantato per celebrare il Natale e l’arrivo del nuovo anno. Le facciate rinascimentali si illuminano di luci scintillanti, l’aria profuma di vin brûlé e dolci delle feste, mentre strade, vicoli e piazze storiche diventano il palcoscenico di momenti indimenticabili. Tra mercatini artigianali, piste di pattinaggio, concerti all’aperto, pranzi raffinati e festeggiamenti in piazza, la città regala esperienze uniche e suggestive. Affacciato sul Lungarno e a pochi passi dai monumenti più iconici, l’FH55 Grand Hotel Mediterraneo è il punto di partenza ideale per vivere appieno la magia delle feste. Per l’occasione, l’hotel propone un esclusivo pacchetto natalizio pensato per rendere il soggiorno ancora più speciale.
Con l’arrivo dell’inverno Firenze si prepara a vivere uno dei momenti più attesi e affascinanti dell’anno: il Natale, quando la città si trasforma in un racconto di luci, emozioni e tradizioni. Le giornate si accorciano, le vetrine iniziano a brillare, le musiche natalizie si diffondono tra le strade del centro e tutto sembra rallentare per lasciare spazio alla meraviglia. È la stagione in cui la bellezza rinascimentale della città incontra la magia delle festività, creando un’atmosfera unica, sospesa tra eleganza e incanto. Passeggiando lungo l’Arno o tra i vicoli che portano a Piazza della Signoria, si respira un’aria di festa che abbraccia tutti i visitatori, unendo l’anima artistica della Città del Giglio alla gioia autentica del Natale e all’entusiasmo del nuovo anno che si avvicina.
Durante le festività, Firenze si illumina come un gioiello: le facciate di Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, le chiese e i monumenti principali diventano protagonisti di straordinari spettacoli di luce, con proiezioni artistiche e installazioni scenografiche che raccontano il Natale attraverso forme e colori. Le vie del centro storico si trasformeranno in un incantevole percorso di luce, grazie a decorazioni scenografiche e fibre ottiche che guideranno i visitatori tra vetrine scintillanti e caffè storici. A fare da cornice alla magia delle feste sarà il Green Light Festival, che torna quest’anno con nuovi contenuti e un messaggio ancora più attuale: portare la luce anche nei musei e nei luoghi simbolo della città, attraverso installazioni diffuse che fondono arte, architettura e poesia visiva.
L’edizione 2025 sarà dedicata ai temi dell’ecologia, della sostenibilità e del cambiamento climatico, con l’obiettivo di unire bellezza e consapevolezza. Le installazioni luminose, infatti, privilegeranno la qualità concettuale ed emozionale rispetto alla quantità, puntando su soluzioni a basso impatto energetico e ad alta efficienza. L’inaugurazione del festival è prevista per l’8 dicembre e le luci resteranno accese fino al 6 gennaio, ogni sera dalle 17:30 alle 24:00, regalando a cittadini e visitatori un’esperienza suggestiva e sostenibile nel centro della città. Cuore pulsante delle festività sarà come sempre il Mercatino di Natale di Piazza Santa Croce, ispirato ai tradizionali mercatini dell’Europa centrale: tra le caratteristiche casette in legno, le bancarelle proporranno artigianato, specialità gastronomiche, addobbi, idee regalo e prodotti provenienti da tutta Europa. Un’occasione unica per passeggiare tra luci e profumi natalizi, scoprire oggetti originali, fare shopping e gustare sapori autentici come il kürtőskalács, il tipico dolce ungherese cotto su rullo, con crosta caramellata e cuore soffice, servito caldo e profumato di cannella. Un piccolo rito goloso che ormai è diventato simbolo del Natale a Firenze, amato da grandi e piccini. Non mancheranno altri mercatini diffusi nei quartieri e nelle piazze più suggestive, che arricchiranno la mappa natalizia fiorentina: dalle botteghe creative ai prodotti tipici toscani, fino agli spazi dedicati alla solidarietà e al riciclo consapevole. Per i più piccoli, il sogno diventa realtà con la Casa di Babbo Natale, un luogo incantato dove incontrare Santa Claus, consegnare la propria letterina e partecipare ai laboratori creativi tra elfi e decorazioni. Lunedì 8 dicembre si terrà anche l’inaugurazione del grande albero di Natale in Piazza del Duomo e del Florence Ice Village, che quest’anno torna in una veste completamente rinnovata. Il villaggio invernale ospiterà la pista di pattinaggio più grande d’Europa e la ruota panoramica, che per la prima volta verrà allestita nel cuore verde del Parco delle Cascine, un nuovo scenario che offrirà ai visitatori una prospettiva unica sulla città illuminata a festa. In questa magica e festosa atmosfera, l’FH55 Grand Hotel Mediterraneo, diventa la cornice ideale per un soggiorno indimenticabile. Con la sua posizione privilegiata sul Lungarno, a pochi passi da Ponte Vecchio, Piazza della Signoria e Santa Croce, l’hotel offre il punto di partenza perfetto per esplorare la città durante le feste grazie anche ad un pacchetto speciale pensato per celebrare le festività al meglio.
Il Pacchetto di Capodanno con Cenone e Brunch include: soggiorno di minimo due notti; prima colazione giornaliera a buffet; cenone del 31 dicembre presso il ristorante dell’hotel (il veglione sarà impreziosito da musica dal vivo); brunch del 1° gennaio presso il ristorante dell’hotel; omaggio di benvenuto in camera all’arrivo.
Prezzo del pacchetto in camera doppia per due notti a partire da Euro 1.012,00 per due persone.
Valido dal 28 dicembre 2025 al 4 gennaio 2026
Manù Cenone di Capodanno 2025 Amuse Bouche con Flûte di Benvenuto Piccola Millefoglie al Sesamo con ricotta di Fattoria montata Noci tostate e Miele della Montagna Pistoiese
Tonno rosso Ikejime del mediterraneo scottato, radicchio Tardivo glassato all’aceto di vino rosso “Compagnia del Montale”, dressing agli agrumi Riso Carnaroli riserva San Massimo, invecchiato 18 mesi, mantecato ai Porcini e Crudo di Gambero Rosso di Mazara Bottoni di pasta fresca ripieni di Pecorino di Pienza con ragù di Anatra muta battuta al coltello e cavolo nero croccante Filet Mignon di scottona toscana con Foie Gras scaloppato, riduzione di Porto Fine White Sandeman e Purè di patata dolce Tartelletta di sablé Breton con Mousse al marron glacé, scorzette di arancia Candite e Caramello al Marsala Stravecchio
Pandoro e Panettone Artigianali con le creme calde Frutta secca e uva ben augurale Le lenticchie ed il Cotechino della Tradizione
Acqua minerale naturale e frizzante Caffè espresso
Vini in abbinamento a cura del nostro sommelier: Il Calice di Benvenuto con Spumante Cuvée Brut ‘’Master C.27’’ Casa Sant’ Orsola, Az. Fratelli Martini Secondo Luigi Bolgheri Rosso D.O.C. Stupore, Az. Agricola Campo alle Comete Franciacorta Brut s.a. D.O.C.G. , Az. Enrico Gatti
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è stato presentato questa mattina al Viminale, alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il francobollo dedicato alla campagna della Polizia di Stato “Questo non è amore”.
Presenti all’evento di lancio e annullo del nuovo valore postale, realizzato in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Poste italiane e Istituto Poligrafico-Zecca dello Stato (Ipzs), il Sottosegretario Fausta Bergamotto, il Capo della Polizia -Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Vittorio Pisani, il Direttore Generale di Poste Giuseppe Lasco e il Consigliere d’Amministrazione di Ipzs Flavia Scarpellini.
Il francobollo, che appartiene alla serie tematica “i Valori sociali”, celebra l’iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza di genere che da dieci anni la Polizia di Stato porta avanti nelle piazze italiane per divulgare la cultura del rispetto e della prevenzione, rivolgendosi non soltanto alle vittime, nella convinzione che solo attraverso consapevolezza e informazione possa avvenire un cambiamento culturale profondo.
“L’idea di associare alla potenza espressiva di un francobollo un messaggio forte di sensibilizzazione e di condanna di ogni forma di violenza di genere evidenzia l’intento di puntare sulla conoscenza per intervenire su quei fattori culturali e ambientali che spesso ne sono all’origine” ha detto il ministro Piantedosi.
“In quest’ottica”, ha proseguito il titolare del Viminale, “la campagna di comunicazione Questo non è amore, cui è dedicato il nuovo prodotto filatelico, si pone da anni come pilastro complementare all’azione incisiva di contrasto da parte della Polizia di Stato e delle altre Forze dell’ordine nei confronti di un fenomeno particolarmente odioso che mortifica e danneggia nel profondo non solo chi lo subisce ma tutta la società, e che perciò va combattuto, come questo Governo sta facendo, portando avanti al tempo stesso repressione e prevenzione”.
Il francobollo riproduce l’immagine, realizzata da Giulia Bertagnolio, divenuta il simbolo della campagna: il volto di una donna con lo sguardo basso e segni di violenza, espressioni del peso di un vissuto complesso. La stessa immagine che si ritrova nei materiali della campagna, disponibili sia in formato cartaceo che online sul sito poliziadistato.it. Nella brochure 2025, aperta dalla prefazione del Ministro Piantedosi, spiegazioni e consigli pratici per riconoscere la violenza, prevenirla e difendersi.
Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Polizia di Stato di Ravenna interviene in un episodio che testimonia l’importanza di riconoscere i segnali di pericolo.
Nella notte, un operatore dell’U.P.G.S.P., libero dal servizio, si trovava in un locale del centro quando ha notato un giovane fare il gesto universale di richiesta d’aiuto (signal for help). Il ragazzo, visibilmente agitato, era in compagnia di un uomo in evidente stato di alterazione alcolica che, come confermato in seguito, lo stava molestando e minacciando, nonostante tra i due non vi fosse alcuna conoscenza.
L’agente, libero dal servizio e compresa la situazione, ha subito messo in sicurezza il giovane invitandolo a sedersi accanto a lui. Tuttavia, nonostante i tentativi del personale del locale di allontanare l’uomo, quest’ultimo ha continuato ad avvicinarsi con atteggiamento aggressivo e insistente.
Dopo essersi qualificato come appartenente alla Polizia di Stato, l’agente è stato minacciato dall’uomo, che ha estratto una pistola priva di tappo rosso, successivamente risultata essere una scacciacani, puntandogliela contro. Con prontezza e professionalità, il poliziotto è riuscito a bloccare il braccio armato, immobilizzando l’aggressore fino all’arrivo delle Volanti, che hanno proceduto all’arresto in flagranza.
Appena aperta la Trattoria Napoletana Jamme jà è già un must
«Jamme jà» è un’espressione napoletana che letteralmente significa «andiamo» o «andiamo in un luogo», espressione napoletana resa celebre da Bisio nel film “Benvenuti al Sud”. Tuttavia, il suo significato va oltre il semplice invito a spostarsi infatti nel nostro caso è il nome della nuova Trattoria Napoletana che si è inaugurata sul lungomare di Pozzuoli, in Corso Umberto I 69, la Trattoria nasce da un progetto gastronomico che restituisce profondità, identità e storia alla vera cucina partenopea. Lo chef del ristorante è Mauro Buonanno classe 1986, arrivato in cucina per passione dopo una laurea in Scienze del Turismo e la formazione all’ALMA di Gualtiero Marchesi. La sua identità gastronomica si definisce in Francia, tra Lione e Parigi, dove affina tecnica e sensibilità, seguita da esperienze in tutta Italia e in Europa, fino al riconoscimento Michelin a Siena nel 2019.
≪L’idea è quella di riportare in cucina il filo conduttore che c’era tra Napoli e Parigi nel 1800, quindi la cucina tradizionale napoletana, quella che si vedeva nelle tavole alla Corte dei Re. All’interno del menù abbiamo inserito ricette storiche, prendendo spunto dal Cavalcanti, Vincenzo Corrado, Francesconi, il Duca di Bonvicino, ovviamente reinterpretate in una chiave un po’ più leggera e contemporanea. Per i dessert invece abbiamo preferito optare per Marie Antoine Carême, che è stato proprio il primo a gettare nell’800 le basi della cucina e della pasticceria francese. Noi cerchiamo di metterci il cuore, perché da quando entriamo a quando andiamo a casa cerchiamo di creare un modus operandi con cibi non troppo pesanti, ma leggeri, e non troppo strutturati dal punto di vista di connessione con il cliente, cioè per far sentire il cliente a casa. Cerchiamo di ricreare un salone di casa all’interno delle mura del ristorante – conclude Buonanno – dunque una cucina tradizionale alla scoperta dei sapori delle nostre nonne e forse bisnonne. Ritorniamo un pochino indietro nel tempo, nell’800 quando la cucina napoletana padroneggiava in Europa. A Pozzuoli vi è sempre quell’input per piatti di pesce, con l’idea del pescato del giorno, perché noi puteolani vivendo sulla costa ragioniamo su questo io sono nato a pane e baccalà e alici e cozze. Qui invece offriamo la tradizionale cucina napoletana piuttosto che a base di pesce a differenza di come tante persone pensano, la cucina napoletana fonda le sue radici più sulla carne, più sul vegetale, da mangiafoglia siamo diventati mangiamaccheroni. Una trattoria dall’anima autentica e popolare, dove l’accoglienza sincera si unisce alla ricerca culturale dei sapori tradizionali≫. Accanto alla proposta culinaria, «Jamme jà» si distingue anche per una prestigiosa area bar: un vero punto di riferimento per chi desidera scoprire drink di altissima qualità. Un bartender d’eccellenza, Giovanni Pellino, firma una selezione di cocktail raffinati e variegati, ispirati ai personaggi raffigurati sulle pareti, simboli della napoletanità autentica: Napulè, Ricomincio da tre e Malafemmina. Un’esperienza completa, perfetta dall’aperitivo alla cena.
Francesco Braida di Soleto, il direttore del ristorante e direttore di sala così presenta il ristorante: ≪ Questo è un ristorante che rispecchia i sapori, le preparazioni e tutto quello che è culinario per quanto riguarda il tempo dei Borbone, che può variare dal food al beverage. Sono gli stessi clienti che fanno il locale e noi stessi che cerchiamo di instaurare una connessione personale con gli ospiti≫.
La filosofia della Trattoria
La Trattoria nasce con un obiettivo chiaro: riportare al centro le radici della cucina napoletana, quella borbonica e dei monzù, che tra Settecento e Ottocento intrecciava tecnica francese e spirito partenopeo. Qui la trattoria accoglie senza formalismi, dove la memoria gastronomica si racconta con autenticità, rigore e sensibilità contemporanea. Ricette storiche, piatti iconici e preparazioni codificate nei grandi testi della tradizione tornano in vita attraverso una cucina che rispetta la storia senza smettere di evolversi.
L’identità di Jamme jà
Una trattoria che accoglie e racconta, con una cucina popolare, colta e genuina. Profondamente legata alle radici napoletane ma sostenuta da una formazione internazionale, mira a riportare alla luce l’autenticità della cucina borbonica, conservandone lo spirito e rendendola accessibile a tutti. Un ritorno alle origini, un racconto di territorio e memoria, dove la tradizione finalmente respira.
Il Menu :
Amuse bouche
● Frittata di Scammaro
Il velo scarlatto
● Uovo in purgatorio – ieri, oggi e domani
● L’abbraccio di Santa Lucia
● Alla corte di Re Ferdinando I
Il segreto del Monzù
● Sartù di riso – ricetta storica di Ippolito Cavalcanti
Il segreto delle sorelle
● Genovese con ziti spezzati a mano (cottura 9 ore)
Dessert
● Tarte Tatin di mela annurca
Cocktail e vini
● Giovanni Pellino firma drink ispirati ai personaggi raffigurati sulle pareti: iam ià, Napulè, Ricomincio da tre, Malafemmina.
● Vini selezionati, tra cui Tareni della Cantina Pellegrino.
Prodotti selezionati DOP e locali
● Pasta di Gragnano IGP
● Pomodoro Sarmazzano dell’Agro Sarnese-Nocerino (Casa Marrazzo, Casa Manfuso)
● Cipolle di Montoro per la genovese autentica
● Salumi: culatello di Zibello, carpaccio di suino nero lucano, mortadella IGP Bologna “Mini Favola”
● Formaggi: erborinato di pecora, semi-stagionato di capra e vaccino a pasta dura
● Confetture e mieli biologici, tra cui il miele dell’Azienda Agricola Il Laghetto
Questa mattina, alcune dirigenti, funzionarie e impiegate del Comune hanno partecipato a un breve sit-in per esprimere, con forza, il loro NO alla violenza contro le donne. È stato un momento di silenzio, di consapevolezza e di convinta partecipazione. Un piccolo gesto che parla a nome di tutte e per tutte. Per chi ha trovato il coraggio di denunciare, per chi ancora non riesce a farlo e per chi non c’è più.
La foto non è solo un’immagine: è un abbraccio collettivo, un invito a non voltarsi mai dall’altra parte. Perché ogni gesto, anche il più semplice, può accendere la luce dove c’è buio.
Il 30 novembre al SuperCinema di Tuscania va in scena “Il Cielo in una stanza” di Fabio Morgan, un’opera originale interamente concepita per la realtà virtuale che è la risposta, cinquant’anni dopo, all’”Orgia” pasoliniana del 1968.
Dopo il Teatro Argot a Roma e dopo le date di Arsoli, Sezze e Ostia, il borgo viterbese di Tuscania ospita l’ultima tappa di questo tour, che ha portato in giro per il Lazio la storia di una coppia di attori che, lungo una sola notte, passano dalla finzione alla realtà smascherando vizi e nevrosi del nostro tempo.
“Il cielo in una stanza” trasforma il testo pasoliniano in un viaggio verso la vita invece che verso la morte: un esperimento artistico che utilizza la tecnologia immersiva raccontando la storia più antica del mondo, l’amore. L’opera si svolge interamente in una stanza, mentre due attori provano proprio il testo di Pasolini. Ma quello che inizia come una semplice prova teatrale diventa gradualmente la loro vera storia: il confine tra recitazione e vita si dissolve, fino a quando non capiscono che il vero spettacolo non è quello che stanno provando, ma quello che stanno vivendo.
Fabio Morgan, agitatore culturale, si è distinto in questi anni nel tentativo di creare innovativi format di spettacolo dal vivo, come “Fitzcarraldo” – la prima opera lirica su battello in movimento sul Tevere. Con “Il cielo in una stanza” cerca di portare la sua ricerca sui linguaggi teatrali nel mondo della realtà virtuale. “Ho sempre creduto che il teatro debba occupare spazi non convenzionali”, spiega Morgan. “La VR mi permette di creare un’intimità impossibile: lo spettatore è letteralmente dentro la camera da letto di una coppia, testimone invisibile della loro trasformazione”.
“Pasolini raccontava la diversità come una condanna”, spiega Morgan. “I suoi personaggi erano diversi perché desideravano in un mondo che vietava il desiderio. Ma oggi la situazione si è capovolta: siamo in un mondo che ci obbliga a desiderare tutto, a consumare tutto, a mostrare tutto. La vera diversità, oggi, è voler essere normali. È scegliere il silenzio invece del rumore, la privacy invece dell’esibizione, l’amore duraturo invece del consumo di corpi”
L’opera, a cui gli spettatori possono assistere indossando gli appositi visori per la Realtà Virtuale, segue questa coppia di attori attraverso sei episodi, ognuno dei quali esplora un aspetto diverso della crisi contemporanea: l’incapacità di comunicare autenticamente, la sterilità emotiva mascherata da iperattivismo, la nostalgia per un mondo dove era possibile essere semplicemente se stessi.
In questo confronto serrato con “Orgia” di Pasolini, si delineano alcune chiare divergenze: Pasolini fotografava la fine di un mondo, raccontava la morte come unica risposta possibile all’oppressione, mentre Morgan, cinquantasette anni dopo, cerca di immaginare l’inizio di un mondo nuovo. Non nega la crisi contemporanea – la descrive con la stessa lucidità di Pasolini – ma cerca una via d’uscita che non sia la resa.
“Orgia” diceva: siamo diversi, il mondo ci odia, moriamo. “Il cielo in una stanza” risponde: siamo diversi perché vogliamo essere normali, il mondo ci vuole performativi, generiamo vita”
30 novembre ore 18 – SuperCinema Tuscania, Via Garibaldi 1 – Tuscania (VT)
Biglietto intero 10 euro, ridotto 8 euro
Per info e prenotazioni: info@cietwain.com | cietwain.com
L’ARMA DEI CARABINIERI CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
In occasione del 25 novembre, “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, l’Arma dei Carabinieri ha organizzato una campagna di comunicazione e responsabilizzazione che mira a rafforzare la consapevolezza e l’impegno sul delicato tema.
Ogni giorno, l’Istituzione è in prima linea nella lotta alla violenza contro le donne e le iniziative intraprese sono tutte accomunate dal dire fermamente “No!” a qualsiasi forma di comportamento violento o discriminante – sia fisico che psicologico.
La diffusione di materiale informativo, di locandine e video sui principali canali social dell’Arma, oltre alle numerose interviste di Carabinieri particolarmente impegnati nella specifica attività, rappresentano strumenti utili a incoraggiare le vittime affinché denuncino ciò che subiscono.
In tale prospettiva, è stato realizzato uno spot con la partecipazione dell’attrice Cristiana Capotondi, che richiama i concetti di rispetto, ascolto e legalità, sottolineando la necessità di investire su un cambiamento culturale per un futuro senza violenza.
A tal fine, prosegue il coinvolgimento delle scuole e delle comunità. In molti Comuni i Carabinieri hanno organizzato incontri informativi per sensibilizzare i giovani sul delicato tema e per promuovere una rinnovata concezione della donna, che ne rispetti la dignità, valorizzandone le risorse, così superando in definitiva quel retaggio culturale che l’ha vista storicamente in posizione di disuguaglianza.
Anche quest’anno, tante caserme dell’Arma si illumineranno di arancione, in adesione alla campagna internazionale “Orange the World”, come segno concreto dell’importante impegno profuso dall’Istituzione.
Inoltre, sul sito www.carabinieri.it, è stata dedicata un’intera sezione al “Codice Rosso”, che offre informazioni sul fenomeno e sugli strumenti di tutela delle vittime, mettendo a disposizione un test di autovalutazione, denominato “Violenzametro”, che rileva il livello di violenza subita in un rapporto di coppia (http://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/consigli/codice-rosso/codice-rosso).
Il fenomeno della violenza di genere resta una delle priorità operative dell’Arma, che – in un quadro normativo e sociale in continua evoluzione – ha sviluppato nel tempo una serie articolata di progetti e strutture finalizzate alla prevenzione, all’ascolto e al contrasto.
Nel 2009 è stata istituita la Sezione Atti Persecutori, collocata nell’ambito del Reparto Analisi Criminologiche (R.A.C.) del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Ra.C.I.S.), per svolgere studi e analisi del fenomeno e delineare strategie di prevenzione e di contrasto aggiornate ed
efficaci. La Sezione, che si compone di personale con peculiari competenze scientifiche e psicologiche – cui si affiancano anche investigatori con esperienza maturata direttamente sul campo, viene tempestivamente informata di ogni evento significativo che accade sull’intero territorio nazionale per approfondire gli aspetti psico-criminologici e contribuire all’analisi dei fattori di rischio e alla definizione di strategie operative.
A partire dal 2014, l’Arma si è dotata di una “Rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere”, costituita da ufficiali di polizia giudiziaria (Marescialli e Brigadieri) con formazione certificata nel settore. Essi fungono da punti di riferimento per i Reparti sul territorio nello sviluppo delle indagini e rappresentano l’elemento di raccordo con la Sezione Atti Persecutori per un più compiuto apprezzamento dei casi.
La preparazione degli operatori è assicurata da specifici corsi presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative (ISTI), centro di alta qualificazione dell’Arma. Dal 2008 provvede alla specializzazione degli ufficiali di polizia giudiziaria e li abilita alla conduzione delle indagini più complesse e all’uso di sofisticati strumenti, coniugando innovativi metodi didattici e contenuti formativi aggiornati. Un vero e proprio laboratorio di cultura investigativa in cui converge l’apporto delle più qualificate risorse dell’Arma, tratte dal R.O.S., dai Reparti Investigazioni Scientifiche (R.I.S.), dal Reparto Analisi Criminologiche e dai Nuclei investigativi, i quali portano in aula le migliori esperienze acquisite.
Inoltre, nel quadro di un accordo operativo con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), i componenti della “rete” partecipano a seminari informativi incentrati su elementi di psicologia comportamentale, volti a migliorare le capacità di interazione con le vittime vulnerabili sia nel primo contatto in situazioni di emergenza, sia nel successivo percorso di denuncia.
Oltre al personale debitamente formato e ai Reparti dedicati, il primo sportello di ascolto per le vittime sono le Stazioni Carabinieri, fulcro dell’Istituzione, “porte della speranza”, capillarmente diffuse sul territorio e in grado di assicurare interventi tempestivi.
Tra le iniziative di maggiore rilievo, il progetto “Una stanza tutta per sé”1, avviato nel 2015 in collaborazione con Soroptimist International d’Italia, ha consentito l’allestimento di 211 stanze nelle caserme dell’Arma, dotate di strumenti tecnologici e di ambienti riservati dedicati all’ascolto protetto delle vittime di violenza. L’iniziativa ripropone su più ampia scala la positiva esperienza attuata nel 2014, presso la sede della Sezione Atti Persecutori, con la realizzazione della “Sala Lanzarote”2, ambiente ideato per la confortevole ricezione della vittima, con una sala-regia per le audizioni.
Il progetto, inoltre, è stato recentemente ampliato con “Una stanza tutta per sé…portatile”, un kit dotato di notebook e microtelecamera integrata per la registrazione audio-video delle denunce e delle escussioni, destinato alla diffusione ai reparti dell’Arma sul territorio (79 kit già distribuiti), anche indipendentemente dalla presenza di una stanza d’ascolto protetto dedicata.
Prosegue anche il progetto “Mobile Angel”, nato d’intesa con il Soroptimist International d’Italia e sostenuto da fondazioni no profit, consiste nel fornire alla vittima che denuncia episodi di violenza di genere – individuata d’intesa con l’Autorità giudiziaria inquirente e che presti il proprio consenso –
1 Il nome fa riferimento al titolo del saggio di Virginia Woolf “A Room of One’s Own” dove la scrittrice inglese racconta le ingiustizie sociali e la mancanza di libertà d’espressione subite dalle donne a inizio del Novecento.
2 Dall’omonima Convenzione, ratificata in Italia con la Legge 1° ottobre 2012, n. 172, che sancisce principi cardine a cui gli stati firmatari devono adeguarsi in materia di prevenzione e criminalizzazione di ogni forma di abuso e sfruttamento sessuale nei confronti dei minori.
uno smartwatch (realizzato dalla società Intellitronika) in grado di inviare richieste di allarme alle Centrali Operative dell’Arma e di geolocalizzare l’utilizzatore.
Avviato nel 2019, è oggi attivo nelle province di Napoli, Milano, Torino, Ivrea e Roma, attraverso la distribuzione di complessivi 71 dispositivi. Il loro utilizzo ha determinato positivi riscontri in ragione sia dell’accresciuta percezione di sicurezza da parte delle vittime, consapevoli di poter contare su interventi tempestivi a fronte di situazioni di emergenza, sia dell’accertata funzione di deterrenza svolta dagli apparati.
L’impegno prioritario dell’Arma è quello garantire la sicurezza delle donne e prevenire situazioni che possano degenerare, prestando particolare attenzione ai cosiddetti “reati spia”, ovvero a quei delitti come gli atti persecutori, i maltrattamenti contro familiari e conviventi e le violenze sessuali, spesso precursori di epiloghi tragici e fatali per le vittime. Nel 2024, rispetto al 2023, i delitti perseguiti dall’Arma con riferimento al Codice Rosso sono passati da 57.656 a 60.972, confermando la prevalente percentuale di quelli denunciati presso le Stazioni Carabinieri. In riferimento ai primi nove mesi del 2025, i Carabinieri hanno perseguito 40.803 reati nell’ambito del Codice Rosso.
Sul piano investigativo – repressivo, l’attività di contrasto istituzionale condotta dall’Arma è risultata particolarmente significativa. Infatti, lo scorso anno – per quanto attiene al Codice Rosso – sono state tratte in arresto 9.484 persone (7.650 nel 2023). Nei primi nove mesi del 2025 gli arresti sono stati 6.673.
Rivolgendo lo sguardo al futuro, l’Arma intende confermare il proprio contributo nella prevenzione e nel contrasto del fenomeno, ben consapevole delle difficoltà di intercettare in anticipo – a differenza di molte altre fattispecie di reato – i singoli episodi delittuosi, posto che si manifestano nella loro gravità e vengono denunciati dopo molto tempo rispetto all’inizio delle condotte vessatorie, in una fase già critica per l’integrità fisica e la sicurezza delle vittime.
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