Home Blog Pagina 453

Riparte la Pro League Youth: sport, valori e giovani protagonisti della XIV Edizione del Campionato Provinciale AiCS Roma

0

Riparte la Pro League Youth: sport, valori e giovani protagonisti della XIV Edizione del Campionato Provinciale AiCS Roma

Roma si prepara a una nuova stagione di sport, passione e crescita. Sabato sarà presentata la XIV Edizione del Campionato Provinciale AiCS Roma – Pro League Youth 2025/2026, la rassegna che ogni anno coinvolge centinaia di ragazzi e ragazze in un percorso di formazione sportiva e umana attraverso il calcio giovanile, il futsal e il calcio a 8.

L’evento, promosso dal Comitato Provinciale AiCS Roma con l’organizzazione tecnica della SSD Sport in Tour e la collaborazione di All Events & Sport (Calcio a 8) ed Events Sport (Calcio a 5), segna l’inizio ufficiale di una stagione che si preannuncia entusiasmante e ricca di novità.

Un progetto che unisce sport e valori

Durante la presentazione saranno premiate tre società — una per il calcio a 11, una per il futsal e una per il calcio a 8 — con il riconoscimento speciale “Valori dello Sport”, destinato a chi si è distinto per fair play, educazione e impegno sociale. Un segno concreto della filosofia che anima AiCS: fare dello sport un’occasione di crescita, rispetto e inclusione.

“La Pro League Youth non è solo un campionato – è una comunità che educa, un laboratorio di valori dove si cresce insieme, in campo e fuori”, sottolineano gli organizzatori.

Le competizioni

La Pro League Youth comprenderà cinque grandi aree di competizione:
• Pro League Youth – Calcio a 11
• Pro League Youth Kids – Calcio giovanile
• Pro League Youth – Calcio a 8
• Pro League Youth Futsal – Calcio a 5 giovanile
• Pro Youth Femminile League

Tutte le categorie saranno valide per l’assegnazione del titolo di Campione Provinciale AiCS Roma, con un’ampia gamma di età che spazia dai Piccoli Amici del 2019 agli Under 21 del 2005.

Le fasi finali e le novità

Le finali provinciali si disputeranno tra marzo e aprile 2026 in alcune delle località simbolo della rete AiCS:
• Cascia (PG) per il calcio a 11 e il Kids (6-8, 13-15 e 20-22 marzo);
• Genzano di Roma per il calcio a 8 (11-12 e 18-19 aprile);
• Palatorrino (Roma) per il futsal (11-12 e 18-19 aprile).

Tra le novità della stagione, la partecipazione gratuita alla Coppa Lazio AiCS (aprile-maggio 2026) e alla Coppa Carnevale, riservata alle squadre Kids, con giornate di concentramento extra campionato.

Formazione e responsabilità

Il torneo punta anche sulla formazione: ogni società iscritta dovrà fornire figure da avviare a un corso gratuito per arbitri giovanili, con rilascio del kit ufficiale e voucher di incentivo per tornei nazionali AiCS.
Un’iniziativa che mira a responsabilizzare famiglie e dirigenti, rendendoli parte attiva del percorso educativo che accompagna i giovani atleti.

⸻

La XIV Edizione della Pro League Youth conferma così la vocazione di AiCS Roma: costruire, attraverso lo sport, una rete di esperienze che educano alla lealtà, all’impegno e al rispetto dell’altro.
L’erbetta è pronta, le emozioni pure: il calcio giovanile AiCS è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua storia.

Giorgetti ‘anticipa’ la manovra: “Taglio delle tasse ai ceti medi. Se Papa Leone fa il miracolo..”

0

Il ministro dell’Economia intervenendo al Forum di Coldiretti a Roma: “Non creeremo più debito per le future generazioni”

ROMA – “Questa è una fase storica cruciale e l’Italia ci arriva con un Governo nel pieno del suo potere, che deriva anche dalla stabilità che altri non hanno e quindi possiamo avere voce in capitolo”.

Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Forum di Coldiretti a Roma.“Quando tu hai dimostrato sotto il profilo della finanza pubblica di essere responsabile e sostenibile allora puoi anche permetterti di parlare- ha sottolineato Giorgetti- Se invece sei nell’angolo come la pecora nera devi soltanto chiedere permesso. La fase è cambiata, le decisioni anche dolorose e difficili che abbiamo assunto in questi anni, al netto di spread e rating, si traducono anche in questo”.“MANOVRA, PAPA LEONE HA FATTO IL MIRACOLO”

“Tutto bene quel che finisce bene? Papa Leone ha fatto il miracolo”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, lasciando il Forum della Coldiretti a Roma, rispondendo così alle domande dei cronisti sulla manovra. Il riferimento è alla battuta fatta dallo stesso Giorgetti questa mattina al termine della visita di Papa Leone: “Se il Papa fa il miracolo partoriamo la manovra se non lo fa non la partoriamo”, aveva detto scherzando il titolare di via XX Settembre. 

“TAGLIO TASSE CETI MEDI E RINNOVO CONTRATTI PER SOSTENERE DOMANDA”

“Il Governo vuole continuare a fare la propria parte sulla domanda interna, sostenendo il potere d’acquisto con la riduzione della pressione fiscale dei ceti medi – con l’annunciata riduzione delle aliquote dal 35 al 33% – ma anche con uno stimolo forte al rinnovo dei contratti di lavoro per arrivare a un riconoscimento salariale che si tradurrà poi in consumi”.

“TORNATI IN AVANZO PRIMARIO, GOVERNO NON CREERÀ PIÙ DEBITO”

“Questo Governo è tornato in avanzo primario, questo vuol dire che per le scelte che dipendono da noi non creeremo debito per le future generazioni, il nuovo debito che si va a creare è solo a causa degli interessi del debito che abbiamo ereditato. Per noi è prima di tutto un principio morale”.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Ecomuseo Casilino presenta: CLEMENTE SCIFONI a 100 anni dalla sua nascita

0

Il 25 ottobre alle ore 16, presso la Casa della Cultura e dello Sport “Silvio di Francia”, l’Ecomuseo Casilino ad duas Lauros ricorda il partigiano Clemente Scifoni a 100 anni dalla nascita, insieme alla famiglia, al Municipio Roma 5, alle tante associazioni del territorio, alle scuole che lo hanno accolto e soprattutto agli abitanti del quartiere in cui ha sempre vissuto: nell’occasione verrà anche proiettato il documentario “Memoria Resistente. Clemente Scifoni e i Gap dell’VIII Zona”, di Massimo Pellegrinotti, vincitore del premio “25 Aprile-Anpi” al festival “Filmare la Storia”.

Ricordare Clemente Scifoni è un atto dovuto non solo per la caratura morale dell’individuo, che a soli 18 anni sceglieva di mettere a rischio la sua vita entrando nella Resistenza, ma anche perché la sua azione è legata a un episodio della storia che per molto tempo è rimasto nascosto fra le pagine della narrazione della Resistenza romana e che solo negli ultimi anni, quando ormai la vita di Clemente Scifoni volgeva al termine, è diventato un episodio indispensabile per interpretare l’impegno e il sacrificio di tanti giovani e di intere comunità dell’VIII zona della Capitale nei mesi di occupazione nazifascista.

Clemente Scifoni, partigiano appartenente ai Gap del Partito comunista Italiano dell’VIII Zona, nasceva a Roma il 17 ottobre 1925, nel quartiere di Tor Pignattara: cresciuto in una famiglia antifascista, a diciotto anni sceglie di entrare nella Resistenza per dare il proprio contributo nella lotta di Liberazione dal nazifascismo, operando in un’area della città, quella dei quartieri di Tor Pignattara, Centocelle, Quadraro e Villa Gordiani posti sulla via Casilina e Tuscolana, a diretto contatto con i fronti di guerra di Montecassino e poi di Anzio.

Complice la riservatezza di Clemente Scifoni, la sua semplicità e il grande rispetto per tutti coloro che persero la vita nella lotta di Liberazione dal nazifascismo, la vicenda dell’eliminazione del commissario di polizia di Tor Pignattara-Quadraro Armando Stampacchia – voluta come azione di guerra dal Comitato di Liberazione Nazionale  con l’obiettivo di proteggere la popolazione civile e i movimenti di Resistenza di quei quartieri – per decenni non ha avuto il corretto risalto nella narrazione pubblica, che oggi invece la ritiene un punto di svolta della Resistenza romana.

Armando Stampacchia, infatti, ha rappresentato il paradigma del collaborazionismo fra alcuni esponenti della polizia italiana con le SS naziste, imponendo un clima di terrore sulla cittadinanza e contribuendo all’arresto e all’uccisione di uomini e donne della Resistenza, in netta contrapposizione con tanti esponenti della polizia italiana che, al contrario, decisero di ribellarsi all’occupazione nazifascista.

Per tutta la vita Clemente non ha quasi mai raccontato questa vicenda, che riteneva chiusa nelle pagine dolorose e orribili di quella che lo storico Claudio Pavone ha definito una guerra civile, non combattuta solo contro un nemico esterno, ma fra cittadini e cittadine italiani che decisero di porsi dalla parte della dittatura o della libertà. Solo in tarda età sentì il desiderio di condividere con le nuove generazioni la necessità di ricordare che la democrazia, nata dagli orrori della guerra e della dittatura, sia un testimone da consegnare ai cittadini e alle cittadine future.

A cento anni dalla sua nascita, il 25 ottobre alle ore 16, la comunità del Municipio Roma V vuole salutare e ringraziare la memoria di Clemente Scifoni, alla presenza della famiglia e delle istituzioni  – il Municipio Roma 5, il Museo della Liberazione di via Tasso, l’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti e l’Associazione Enrico Berlinguer, l’On. Roberto Morassut – per ricordare il suo contributo vivo e carnale alla libertà di cui oggi tutti quanti godiamo e che non è da considerare solo come diritto acquisito, ma anche come processo da tenere vivo e protetto.

25 ottobre ore 16 – Casa della Cultura e dello Sport “Silvio di Francia”, via Casilina 655 – Roma

Nordio: “Ci sono quasi 20.000 tossicodipendenti in carcere, serve una detenzione differenziata”

0
CARLO NORDIO, MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Sono un terzo del totale. Ma per il Ministro “va valutato caso per caso”

ROMA – “La detenzione differenziata dei tossicodipendenti non ubbidisce soltanto all’esigenza di ridurre il sovraffollamento carcerario, che peraltro sarà un effetto secondario, ma importante ma proprio a quello di attuare il principio della tendenza alla rieducazione del detenuto tenendo presente che molti detenuti tossicodipendenti più che essere dei criminali da punire sono dei malati da curare anche se questo deve avvenire sotto forma di controllo e anche come forma di prevenzione. Quindi noi cerchiamo di ampliare la platea di soggetti condannati tossicodipendenti o alcol-dipendenti che possono accedere a programmi di trattamento e disintossicazione e recupero e per conseguire tali obiettivi è stata prevista l’applicazione della detenzione domiciliare”. Lo dice il ministro alla Giustizia Carlo Nordio, durante il question time nell’aula della Camera, rispondendo a una interrogazione di Noi Moderati sulle prospettive degli effetti delle misure approvate dal Consiglio dei ministri in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti.

“Veniamo all’impatto di queste due misure sul sistema carcerario – aggiunge Nordio – Allora la data del 30 giugno 2025 a fronte di un totale di 62mila detenuti, 19.534 erano tossicodipendenti. In questo contesto l’entrata in vigore del nuovo regime di detenzione che costituisce una valida alternativa può riguardare numeri che adesso non siamo in grado di definire ma possiamo pensare a una riduzione di un terzo del sovraffollamento carcerario nei confronti di queste persone. Sono casi che vanno valutati caso per caso. Si può essere detenuti tossicodipendenti perché si sono commessi altri reati gravissimi in uno stato di tossicodipendenza, possono invece essere detenuti tossicodipendenti condannati per reati di spaccio, sostanze stupefacenti. Qui va fatta un’ulteriore differenziazione: se lo spaccio è avvenuto per procurarsi la dose o i denari per potersi procurare la dose versiamo in uno stato essenzialmente di malattia e qui è possibile la detenzione differenziata; se si tratta ovviamente di grande spaccio di stupefacenti per ottenere di profitto la situazione è diversa e in questo caso non c’è alternativa alla detenzione ordinaria”.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Trump si è offeso per la foto copertina di Time: “Mi imbruttisce”

0

Non basta l’articolo celebrativo sul “suo trionfo” a Gaza, il Presidente attacca: “E’ la peggiore foto di tutti i tempi, perché lo fanno?”. E la Russia lo sostiene: “Opera di persone malate”

ROMA – Sì, bello il pezzo. Ma la foto… no, la foto no! Donald Trump se la prende con Time, la rinomata rivista che per anni ha corteggiato e che lui stesso ha idolatrato come simbolo del successo. Sul numero del 10 novembre, Time celebra il Presidente degli Stati Uniti per il “suo trionfo” come mediatore del cessate il fuoco a Gaza. Titolo positivo, tono amichevole. Peccato per l’immagine di copertina: scattata dal basso, in controluce, con il sole che gli brucia la chioma e gli regala – parole sue – una “microcorona fluttuante”. Risultato, secondo Trump: “La peggiore foto di tutti i tempi”.

“Mi hanno fatto scomparire i capelli”, ha sbottato su Truth Social. “Sembra che mi abbiano lasciato un’aureola. Foto pessima e merita di essere denunciata. Cosa stanno facendo e perché?”.

La scena è quasi tenera: l’uomo che sogna di essere su Time da sempre – tanto da appendersi copertine false nei suoi golf club – ora si lamenta perché c’è ma la foto lo imbruttisce.

Lo scatto, firmato da Graeme Sloane (Bloomberg) e realizzato alla Casa Bianca il 5 ottobre, non ha risparmiato i dettagli meno fotogenici. E così il governatore californiano Gavin Newsom si è divertito a rilanciare una versione “censurata” della zona incriminata, giusto per infierire.

La difesa più inaspettata è arrivata da Mosca: la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha bollato la foto come “opera di persone malate, ossessionate dall’odio”, accusando Time di parzialità e ricordando “le foto cortesi di Biden, nonostante la sua infermità”.

In realtà, spiega la photo editor del Guardian Australia, Carly Earl, l’immagine non è affatto un agguato: “È tecnicamente buona, trasmette potere e calma. Trump sembra quasi angelico, contemplativo. Ma sì, dal basso nessuno viene bene”.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Guidonia Montecelio. Nessuna emergenza igienico-sanitaria nei plessi scolastici

0

“In merito alle notizie allarmistiche diffuse e amplificate anche attraverso i canali social, relative a una presunta emergenza igienico-sanitaria in alcuni plessi scolastici, l’Amministrazione comunale ritiene utile fornire un quadro preciso e oggettivo della situazione sulla base delle verifiche effettuate dagli Uffici competenti – si legge in una nota diffusa dall’Amministrazione comunale della Città di Guidonia Montecelio -.Nel caso in cui pervengano segnalazioni dai Dirigenti scolastici, vengono tempestivamente attivati e intensificati gli interventi di derattizzazione, accompagnati da accurate ispezioni dei locali, al fine di garantire la massima sicurezza per gli alunni e per il personale scolastico.
Nei giorni scorsi sono pervenute segnalazioni dalla scuola “Giuseppe Garibaldi” di Setteville, dall’istituto comprensivo “Giuliano Montelucci” di Albuccione e dall’istituto comprensivo “Don Lorenzo Milani” di via Marco Aurelio.
Le attività di monitoraggio negli edifici interessati sono tuttora in corso. In sinergia con i Dirigenti scolastici, nel caso in cui vengano rilevate presenze significative o continuative si provvede, in via precauzionale, alla sospensione temporanea delle attività didattiche per consentire l’esecuzione di controlli più approfonditi.
Con riferimento all’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani”, in una comunicazione trasmessa in data odierna alle famiglie e al personale scolastico, la Dirigente scolastica ha evidenziato la tempestività dell’intervento dell’Ufficio Ambiente e dei tecnici incaricati precisando, inoltre, che “allo stato attuale non sono state rilevate presenze di infestanti”. La Dirigente – conclude la nota – ha richiesto pure un controllo, in un’ottica prudenziale, nelle altre due sedi di via Fabio Massimo/Spagnoli e via Colleferro”.

Al via la 3ª edizione di “WE PLANT” del Gruppo Ficcanterri

0


Il 20 ottobre 2025, al Park Hotel Marinetta di Marina di Bibbona, saranno aggiunti 19 nuovi alberi e arbusti

Il progetto “We Plant”, giunto nel 2025 alla sua terza edizione, rappresenta uno dei pilastri più autentici dell’impegno di Icon Collection verso la sostenibilità e le persone. Quest’anno saranno coinvolti 19 ospiti interni, veri protagonisti di un’iniziativa che coniuga la tutela dell’ambiente alla valorizzazione di chi contribuisce ogni giorno alla crescita del Gruppo. L’appuntamento è fissato per lunedì 20 ottobre 2025 al Park Hotel Marinetta di Marina di Bibbona, dove proseguirà concretamente il progetto di riforestazione della pineta comunale, avviato nel 2023 e sostenuto anche dal Comune di Bibbona.


Dalla prima edizione, Icon Collection ha già piantato decine di alberi nella pineta di Marina di Bibbona e nel parco naturale di 5 ettari del The Sense Experience Resort 5*L, generando un impatto tangibile sull’ambiente locale e coinvolgendo un numero crescente di collaboratori ogni anno.

La terza edizione conferma la volontà del Gruppo di coniugare la sostenibilità ambientale con l’attenzione alle persone, promuovendo responsabilità condivisa e ascolto reciproco.

Il progetto si ispira ai principi “PEOPLE” e “Ci ascoltiamo”, che incarnano la filosofia di Icon Collection: costruire un’organizzazione sostenibile a partire dal benessere umano. Le persone — collaboratori, ospiti e comunità — sono il cuore pulsante di ogni decisione, di ogni iniziativa e di ogni radice che affonda nel territorio.

PEOPLE è dedicato alla valorizzazione dei collaboratori e alla costruzione di un futuro condiviso. Attraverso percorsi di apprendimento personalizzati e momenti di ascolto attivo, il progetto promuove uno sviluppo professionale e umano che risponde alle esigenze individuali e rafforza il senso di appartenenza. È un programma che mette in pratica i valori fondanti di Icon Collection — collaborazione, crescita e inclusione — e rappresenta un tassello importante nella visione del Gruppo: unire la sostenibilità ambientale alla centralità delle persone, creando un ambiente di lavoro in cui ciascuno possa sentirsi ascoltato, ispirato e parte di una comunità.

In un’epoca in cui la differenza tra un soggiorno ordinario e un’esperienza memorabile si gioca sulle relazioni umane, Icon Collection ha dato vita quest’anno anche al progetto “Ci Ascoltiamo”, un’iniziativa pionieristica che ridefinisce il concetto stesso di ospitalità. Non si tratta solo di customer care: il progetto nasce dalla volontà di rinnovare la cultura aziendale dall’interno, facendo dell’ascolto diffuso un pilastro identitario del Gruppo.

Durante la giornata saranno piantati nuovi Pini Halepensis e Lecci, simboli di radicamento, forza e crescita condivisa.

“Le persone sono al centro di tutto ciò che facciamo,” affermaFederico Ficcanterri, CEO insieme al cuginoRiccardodi Icon Collection. “Ogni albero che piantiamo rappresenta un legame di fiducia, ascolto e riconoscenza verso i nostri ospiti interni. ‘We Plant’ non è solo un gesto ambientale, ma un modo per crescere insieme, come persone e come comunità.”

“We Plant”contribuisce inoltre al raggiungimento dell’obiettivo

SDG 15 “Life on Land” (Love Nature)del World Business Council for Sustainable Development, rafforzando l’impegno del Gruppo per la tutela della biodiversità e la rigenerazione del patrimonio naturale. Con questa iniziativa, Icon Collection dimostra che prendersi cura della natura significa anche prendersi cura delle persone che la abitano.

A Gaza due anni di torture, catene, solitudine e fame: il racconto dei 20 sopravvissuti

0

Tra loro c’è Avinatan Or, irriconoscibile, ridotto pelle e ossa, ma può riabbracciare la fidanzata Noa: la loro storia ha commosso il mondo. Ecco cosa hanno raccontato gli ultimi ostaggi israeliani liberati lunedì scorso

ROMA – Avinatan Or ha resistito in totale isolamento per tutti i 738 giorni di prigionia sotto i tunnel. Matan Angrest è stato torturato nei primi mesi perché soldato israeliano, Elkana Bohbot ha trascorso la maggior parte del tempo incatenato, Omri Miran ha avuto un trattamento migliore, forse perché cucinava per i rapitori e con loro spesso giocava a carte.
Sono alcuni dettagli dei due anni di prigionia degli ultimi 20 ostaggi israeliani nelle mani di Hamas, liberati lunedì scorso, e da ieri ricoverati negli ospedali di Tel Aviv dove il personale medico e sanitario sta monitorando le loro condizioni dopo mesi di privazioni terribili. Gli ostaggi liberati hanno iniziato a raccontare alle loro famiglie cosa hanno passato: torture- fisiche e psicologiche- fame e lunghi periodi di isolamento. E le loro storie sono apparse sui media israeliani, emittenti televisive e quotidiani.

AVITAN OR, L’ABBRACCIO CON LA FIDANZATA NOA DOPO DUE ANNI

Il caso più eclatante è forse quello di Avinatan Or, tenuto solo per tutti i 738 giorni di prigionia senza sapere nulla di quello che stava succedendo al di là delle pareti. Il notiziario di Channel 12 ha riferito che il 32 enne rapito dal Nova Festival il 7 ottobre 2023 non ha incontrato altri prigionieri fino alla sua liberazione, avvenuta lunedì. Secondo il rapporto, Or è stato trattenuto nella Striscia di Gaza centrale per gran parte della guerra in condizioni difficili, tra cui una prolungata fame. Un primo esame medico ha rilevato che aveva perso tra il 30% e il 40% del suo peso corporeo.Dopo il suo rilascio, Or avrebbe chiesto di trascorrere del tempo da solo con la sua ragazza, l’ex ostaggio Noa Argamani, mentre i due condividevano quella che hanno descritto come la loro “prima sigaretta insieme dopo due anni”. La loro storia è stata raccontata spesso sui media israeliani e non solo: il 7 ottobre 2023, Hamas ha diffuso il video del loro rapimento dal Nova Festival. Appariva lei disperata sulla moto tra due terroristi e lui legato mentre viene condotto a Gaza .Il clip è diventato uno dei video più noti di quel giorno. Noa poi è stata liberata dall’esercito israeliano l’8 giugno 2024 durante un’operazione che ha portato alla liberazione anche di altri 3 rapiti.
Nella giornata di ieri, martedì 14 ottobre, Noa ha pubblicato un lungo messaggio sui social media, esprimendo la sua gioia per il ritorno di Or. “Ognuno di noi ha affrontato la morte innumerevoli volte, eppure, dopo due anni di separazione, stiamo finalmente muovendo di nuovo i primi passi insieme nello Stato di Israele”, ha scritto, sopra una foto dei due sorridenti in elicottero.MATAN ANGREST, “TORTURATO PERCHÈ SOLDATO”

La madre di Matan Angrest, 22 anni, ha dichiarato a Channel 12 che suo figlio ha subito “torture particolarmente gravi” durante i suoi primi mesi di prigionia, un regime più rigido è stato infatti riservato ai soldati dell’Idf come lui. “È rimasto solo per un lungo periodo, sotto una speciale sorveglianza”, ha detto la donna. Mentre era rinchiuso nei tunnel, Matan riceveva pochissime notizie dai suoi rapitori, “e per il resto del tempo ha sofferto una dura guerra psicologica- ha riferito- gli dicevano che Israele li aveva abbandonati e Hamas avrebbe conquistato il paese, che stavano pianificando il prossimo 7 ottobre”.

Matan ha riferito anche gli effetti dei raid israeliani su Gaza: “Ricordava i pesanti bombardamenti delle IDF, gli aerei che volavano sopra le loro teste… muri che crollavano accanto a loro, si è ritrovato spesso in mezzo alla polvere sotto le macerie, cercando di uscire dal terreno e sopravvivere”. Negli ultimi quattro mesi è stato tenuto per la maggior parte del tempo in un piccolo tunnel buio. Negli ultimi giorni, ha aggiunto, prima del rilascio, diversamente dal solito, gli è stato dato da mangiare molto più del solito. La donna ha anche spiegato che suo figlio non ricordava la maggior parte dei dettagli del suo rapimento, ma ricordava la battaglia precedente e che i suoi amici erano stati uccisi. “Ha dei flashback di un incendio; ricorda di essersi ustionato le mani, ricorda di aver perso conoscenza”. Angrest ha anche imparato fluentemente l’arabo durante la prigionia.ELKANA BOHBOT: NEI TUNNEL AL BUIO E IN CATENE, UNA SOLA DOCCIA CONCESSA

Canale 12 ha anche riferito che l’ostaggio liberato Elkana Bohbot ha trascorso la maggior parte del tempo incatenato in un tunnel, dove ha perso completamente cognizione del tempo e dello spazio. L’unica cosa di cui ha mantenuto certezza, è stata la data dell’anniversario del suo matrimonio: in quella giornata ha insistito con il suo carceriere per poter fare una doccia “in onore della ricorrenza”. Il suo rapitore, dopo molte insistenze, ha accolto alla richiesta: gli ha tolto le catene e gli ha permesso di lavarsi, secondo quanto riferito dall’emittente tv. Inoltre, Bohbot ha ricevuto notizie di membri della sua famiglia che chiedevano il suo rilascio e partecipavano a raduni in Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv, ha riportato Canale 12.

GALI E ZIV BERMAN, I FRATELLI SEPARATI CHE NON SAPEVANO SE SI SAREBBERO MAI PIÙ RIVISTI

I fratelli rapiti Gali e Ziv Berman sono stati tenuti separati e completamente isolati dal mondo esterno durante la loro prigionia, secondo l’emittente. Pur essendo trattenuti nella stessa zona, non sapevano che si sarebbero riuniti al momento del rilascio, lunedì. Hanno affermato che ci sono stati periodi in cui il cibo è stato scarso e altri in cui ne hanno ricevuto di più, ha riportato Canale 12. Alcuni dei loro rapitori avrebbero parlato loro in ebraico. Il rapporto afferma che i fratelli hanno sentito i soldati israeliani operare vicino a loro, mentre erano prigionieri.

“PISTOLE ALLA TESTA SE NON COLLABORAVANO AI VIDEO PROPAGANDISTICI”

Un parente di un ostaggio, il cui nome non è stato reso noto, ha raccontato al quotidiano Israel Hayom che i terroristi hanno puntavano le pistole alla testa dei prigionieri e li minacciavano se non avessero ‘collaborato’ alle riprese dei video propagandistici- quelli in cui si vedevano gli ostaggi dire che il governo israeliano li aveva abbandonati, che i bombardamenti su Gaza li avrebbero uccisi…- video diffusi poi sui media di tutto il mondo. Non sono mancati anche momenti di “convivenza” con i rapitori, ha detto il familiare. Ad esempio, quando i terroristi avevano bisogno di un giocatore in più in una partita a carte, portavano gli ostaggi con sé.GUY GILBOA DALAL, “DEPRESSO E SOPRAFFATTO DALLA TERRIBILE ESPERIENZA”

Il padre di Guy Gilboa-Dalal, 23 anni, tra gli ultimi ostaggi rilasciati, ha riferito all’emittente pubblica di Kan che il figlio è stato trattenuto con un altro ostaggio, Evyatar David, in un tunnel fino a un mese fa. “Poi lo hanno portato a fare un giro su un veicolo nei dintorni di Gaza- in cui è stato girato un video, diffuso poi da Hamas- e non lo hanno riportato al tunnel con Evyatar, ma lo hanno messo in un tunnel a Gaza City con Alon Ohel“, fino al rilascio.
Nel corso dell’ultimo mese, Guy è stato “alimentato forzatamente”, ha detto l’uomo. Infine il padre ha riferito che il figlio, rapito al festival Nova, è “attualmente sopraffatto dalla sua terribile esperienza di prigionia, non sa cosa fare e ha bisogno di molto aiuto”. E ancora: “È in preda alla depressione e avrà bisogno di cure. Stiamo appena iniziando a comprendere gli abusi che ha subito”.

(Guy Gilboa-Dalal, screenshoot del video diffuso da Hamas il 5 settembre scorso)

OMRI MIRAN, UN TRATTAMENTO DI FAVORE PER LUI CHE SA CUCINARE

Omri Miran, 48 anni, anche lui rilasciato lunedì scorso, è stato detenuto in 23 luoghi diversi a Gaza, sia in superficie che nei tunnel: lo ha raccontato suo fratello Nadav al sito di notizie Ynet. Diversamente dagli altri ostaggi lui “sapeva esattamente che giorno era e da quanti giorni era in prigionia”. Miran probabilmente ha avuto un trattamento più favorevole perché “a volte cucinava per i suoi rapitori, e loro adoravano la sua cucina”, ha detto Nadav. E ancora: “Trascorreva del tempo giocando a carte con i rapitori”. Miran, rapito dal kibbutz Nahal Oz, lunedì scorso si è finalmente riunito alle sue figlie, di 4 e 2 anni, alla moglie e al padre.

(Omri Miran riabbraccia la moglie, photo credit: Omrimiranishome/Ig)

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it. Autore: Cristina Rossi

Fonte Nuova – Tor Lupara 1968 al via di tutti i campionati nel settore agonistico

0

La stagione sportiva 2025 2026 entra nel vivo per il Tor Lupara 1968 del presidente Donato Olivieri per l’imminente inizio di tutti i campionati del settore agonistico. Un grande lavoro è stato fatto già da mesi sia nel settore agonistico che scuola calcio da tutto lo staff, tra gli altri il DG Manuel Giovannetti, il DT Massimiliano Di Pinto, il DS Alessandro Santoni, settimane intense, con entusiasmo giusta motivazione, lavoro duro e perseveranza. Una crescita importante per i numeri della scuola calcio, raddoppiata la squadra di calcio femminile di mister Marco e Andrea Piroli, storica iscrizione lo scorso anno ad un campionato federale, in questa stagione sportiva ben 6 le categorie per il settore agonistico.

In questo fine settimana scenderà in campo la categorie U18 Regionali di mister Giovannetti, i quali affronteranno alle ore 18,00 sabato pv presso lo stadio comunale Domenico Mammoliti la Pol. Agosta, inizio campionato anche per i ragazzi di Mister Cecconi allievi under 17 affronteranno fuori casa il Città di Fiano domenica 19 ottobre ore 17,15, inizio in casa anche per gli allievi under 16 di mister Saul Chianella che affronteranno il Rieti City Soccer Club sabato pv ore 16,00, i giovanissimi under 15 di mister Fascetti Federico e Davide domenica pv alle ore 09,00 presso lo stadio comunale Domenico Mammoliti affronteranno l’Olimpus Tiburtina Roma. Da ricordare la terza giornata della prima squadra di mister Corbo e mister Rizzo in casa domenica ore 11,00 contro castelnuovese calcio e la juniores regionali di mister Brandini fuori casa contro il A.C.D. Guidonia 1954.

PROGRAMMA COMPLETO GARE FINE SETTIMANA

Pamela uccisa sul terrazzino di casa, sotto gli occhi dei vicini: ancora femminicidio a Milano

0

Il compagno 55 enne l’ha colpita innumerevoli volte con un coltello e poi ha tentato il suicidio. Le grida di aiuto, la chiamata all’ex, la parola ‘Glovo’: così la vittima ha provato disperatamente a salvarsi

MILANO – L’ha finita non si sa con quante coltellate nel terrazzino di casa, al terzo piano, sotto gli occhi increduli e inorriditi dei vicini di casa. Le urla, poi la chiamata all’ex per chiedere aiuto, ‘glovo’, l’ultima parola detta al citofono per depistare il suo aggressore: poi la polizia è riuscita irrompere nel suo appartamento, ma ormai era troppo tardi. Pamela Genini, 29 anni è stata uccisa nel suo appartamento a Milano dal suo compagno, Gianluca Soncin, 52 anni.
Lui, dopo averla ammazzata, ha tentato il suicidio ferendosi al collo con lo stesso coltello con cui l’ha massacrata. Ora è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Niguarda. Il dramma è avvenuto ieri sera, martedì 14 ottobre, dopo le 22, nel quartiere Gorla a Milano.

L’S.O.S. ALL’EX

Pamela stava insieme al suo assassino da un anno: una relazione era diventata molto turbolenta. Secondo le prime testimonianze raccolte dagli inquirenti, lei era intenzionata a rompere con l’uomo che più volte l’aveva minacciata. La scorsa estate i due erano stati in vacanza insieme all’isola d’Elba e, dopo l’ennesima discussione, lei era tornata a Milano: il compagno aveva minacciato di ucciderle il cane.
Ieri sera le cose si erano messe male e Pamela l’aveva capito: per questo è riuscita a contattare l’ex fidanzato per chiedere aiuto. Lui ha allertato il 112 e si è precipitato nel suo condominio, ma non è bastato.L’OMICIDIO SOTTO GLI OCCHI DEI VICINI

Poco prima delle 22 i vicini di casa della 29 enne hanno iniziato a sentire le sue grida di aiuto. Qualcuno si è affacciato e ha visto che la coppia stava discutendo sul terrazzino, ad un certo punto l’uomo ha iniziato a colpire Pamela con un coltello, lei è crollata a terra. Diverse persone hanno così assistito all’omicidio in diretta e, terrorizzati, hanno chiamato il 112: “Fate presto, l’ammazza, l’ammazza”.LA PAROLA “GLOVO” AL CITOFONO

Quando gli agenti sono arrivati sotto casa della ragazza, lei era ancora viva: è riuscita a rispondere al citofono e ha detto solo:”Glovo”. Molto probabilmente stava parlando a Soncin, provando a fargli credere che stava aspettando una consegna a domicilio: è stato il suo tentativo disperato di salvarsi. Lui non ci ha creduto ed è esploso in tutta la sua furia, colpendola- non si sa quante volte- e finendola sul terrazzino. Lei era riuscita a premere il pulsante per aprire agli agenti, ma quando hanno fatto irruzione in casa era già morta. Il suo assassino si era ferito al collo, tentando il suicidio.

LE INDAGINI

Sul posto sono intervenute le volanti della Questura e i sanitari del 118. La polizia scientifica sta cercando di ricostruire quanto accaduto nell’appartamento. Nonostante gli inquirenti abbiamo raccolto testimonianze su liti violente avvenute nei mesi scorsi, contro l’uomo non risultano denunce.

“MODELLA E GIOVANE IMPRENDITRICE”, CHI ERA PAMELA GENINI

Pamela era originaria di Strozza, paese con poco più di mille abitanti in provincia di Bergamo, ma da tempo si era trasferita a Milano e di lei si dice che vivesse tra il capoluogo lombardo, Montecarlo e Dubai. Si definiva “modella e giovane imprenditrice”, insieme a un’amica aveva infatti creato un brand di bikini “EP SheLux”. Amava viaggiare in compagnia del suo inseparabile chihuahua, Bianca. Appena 19enne aveva fatto il suo ingresso nel mondo dei reality, partecipando al programma “L’isola di Adamo ed Eva” su Deejay Tv, condotto da Vladimir Luxuria.

(photo credit: Ep SheLux Bikini/Web)

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Ultime Notizie

Il Teatro Ivelise entra nelle scuole con un programma di formazione...

0
Didattica e formazione basata non solo sull’apprendimento, ma sulla pratica del “fare” teatro. È questa l’idea alla base di “PLURI LAB – dal processo...