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Vanessa – online il singolo “Mille pezzi”

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“Mille Pezzi” (etichetta Estro Records/distribuzione Virgin Music Group) è il nuovo singolo di Vanessa, una canzone, prodotta da Keezy, che parla di un amore finito dopo 10 anni. L’artista con questo brano sta gridando la rabbia, uno sfogo nel il sentirsi libera di raccontare la sua storia ormai finita. Per lei è una nuova rinascita e per la prima volta si racconta esprimendo il suo dolore.

Esiste un passato nella canzone -spiega l’artista- esiste un amore finito, ma esiste anche una nuova vita da affrontare per me e per chi era con me. Non c’è stato niente di più vero. Non servono metafore quando non riposi più, quando non riesci più a dormire. Poi la nuova musica uscendo ti veste di nuovo, tutto all’improvviso cambia. In questo brano c’è tutta la voglia di tornare a parlare delle cose che vivo, senza nascondermi.

Vanessa Di Bona è una cantante nata a Velletri (RM) nel 1990. Ha iniziato la sua carriera musicale all’età di 34 anni, ma in realtà ha sempre amato la musica e il canto sin da quando aveva 8 anni. Il suo primo inedito si intitola “Mille Pezzi”.

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RIETI: I CARABINIERI DENUNCIANO UN UOMO PER DETENZIONE DI DROGA FINALIZZATA ALLO SPACCIO

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I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Rieti hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Rieti, per detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio, un giovane cittadino extracomunitario, in Italia senza fissa dimora, già noto alle Forze dell’Ordine.

Alcune sere fa i militari, nel corso di uno dei consueti servizio di controllo del territorio, hanno notato il giovane aggirarsi con fare sospetto nei pressi della stazione ferroviaria di Rieti.

Insospettiti dell’atteggiamento del ragazzo, dopo averlo identificato, i Carabinieri hanno proceduto ad effettuare una perquisizione personale che consentiva di rinvenire 4 involucri di cellophane trasparente, contenenticirca 18 grammi di hashish, nonché 155,00 euro in contanti ritenuti provento di una precedente attività di spaccio.

Tutta la sostanza stupefacente e il contante sono stati posti sotto sequestro.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Frantoi SABINI e smaltimento DELLE acque di vegetazione: CONTROLLI DEI carabinieri forestale

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Nell’ambito della campagna di controllo programmata dal Comando Carabinieri Tutela Forestale e dei Parchi Nazionali, i militari della specialità Forestale dell’Arma hanno effettuato numerosi sopralluoghi ispettivi presso i frantoi oleari della provincia di Rieti al fine di verificare la corretta gestione delle acque di vegetazione prodotte dalla molitura delle olive.

12 i frantoi sabini controllati dai Carabinieri Forestale e 5 le violazioni riscontrate alle normative di settore nazionali e regionali, dalle quali sono scaturite sanzioni amministrative per un importo di oltre 2.000 Euro.

Le irregolarità, che non attengono alla salubrità degli alimenti, hanno riguardato la mancata osservanza delle prescrizioni indicate nel provvedimento di autorizzazione allo scarico, la totale assenza della prevista comunicazione al Comune e il non uniforme spandimento delle acque di vegetazione con formazione di ruscellamenti e ristagni sui terreni.

Si ricorda, infatti, che è essenziale che l’utilizzazione agronomica avvenga nel rigoroso rispetto delle misure previste dalla normativa in vigore, in quanto un incontrollato spandimento di tali liquidi, su terreni adibiti ad usi agricoli, può arrecare gravi danni alle acque superficiali e di falda a causa dell’elevato carico inquinante di natura organica posseduto da tale scarto di lavorazione.

È fondamentale, pertanto, l’attività dei Carabinieri Forestale relativa al controllo dello smaltimento di rifiuti derivanti dalle produzioni agricole, nello specifico olio, che rappresenta un’eccellenza del nostro territorio anche dal punto di vista ambientale-paesaggistico.

CARABINIERI: la mamma resta accidentalmente fuori casa con un principio d’incendio in cucina, i militari dell’Arma salvano 2 bambini

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I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Chiari sono intervenuti presso un’abitazione di Travagliato, dove era stato segnalato al 112NUE che un bambino di 2 anni aveva accidentalmente chiuso in giardino la madre che era uscita per gettare la spazzatura. All’interno della casa era presente anche l’altra figlia neonata. Inoltre, in quel momento alcune pietanze erano state lasciate in cottura sul piano ad induzione, provocando un principio di incendio. I militari dell’Arma, accertato che porte e finestre erano chiuse e non potendo abbattere la porta di ingresso a vetri per evitare il ferimento del bambino, sono riusciti ad accedere all’interno dalla porta basculante del garage, portando in salvo i minori mentre la casa era ormai saturata dal fumo. A causa dell’inalazione fumo, i minori sono stati trasportati presso l’Ospedale S. Anna di Brescia per accertamenti.

MONTARULI, DE CORATO (FDI): «ALLUCINANTE E VERGOGNOSA CAMPAGNA DIFFAMATORIA CONTRO LA COLLEGA

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SPERO AL PIU’ PRESTO VENGANO RINTRACCIATI I RESPONSABILI»

«Esprimo la mia totale solidarietà alla collega Montaruli vittima, negli ultimi giorni, di un’allucinante e vergognosa campagna diffamatoria sui Social. Mi auguro che tale vicinanza arrivi anche da tutto il mondo femminile, non solo quello di Destra ma anche quello di Sinistra. Spero vivamente che vengano rintracciati al più presto tutti  i responsabili di queste accuse inesistenti e paghino le dovute conseguenze che la legge prevede».

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.

Sofia Fragile omaggia Pino Daniele reinterpretando “Yes, I Know My Way”

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“Yes, I Know My Way” è il nuovo singolo di Sofia Fragile, una reinterpretazione del celebre brano di Pino Daniele, che fonde elementi di jazz ed elettronica, con una sensibilità contemporanea.
La struttura del brano si basa su campionamenti di voce e percussioni, creando un tessuto sonoro ricco e stratificato. Il vocoder aggiunge profondità e un carattere unico alla voce di Sofia. Questo arrangiamento minimalista permette alla melodia originale di emergere con nuova vitalità, offrendo un omaggio rispettoso e innovativo all’opera di Daniele.

Sofia Fragile è una cantante e musicista italiana con base a Londra. Laureata in canto jazz e composizione al Trinity Laban Conservatoire, il suo percorso artistico intreccia tradizione e sperimentazione, in un linguaggio musicale unico.
Dopo aver maturato esperienza fin da giovanissima come backing vocalist per artisti della scena pop italiana (registrando per Disney, Warner Music e Decca Records, per citarne alcuni), Sofia ha trovato la sua voce come solista, portandola ad esibirsi su palchi di festival e tour europei. Tra le tappe significative, il tour con la JM Young Jazz Orchestra e collaborazioni con icone della musica jazz. Nel 2024 viene invitata da Mario Biondi come ospite per alcuni concerti del suo tour internazionale, confermando la sua versatilità artistica. Il 2024 segna l’inizio di una nuova fase della sua carriera, con il debutto di un progetto originale che miscela jazz, R&B e musica elettronica. Il primo singolo, una rivisitazione di un brano iconico, rappresenta un ponte tra passato e futuro, introducendo il pubblico ad un universo sonoro unico.

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Follonica regina del divertimento con il Carnevale

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La località toscana è pronta ad offrire il meglio di sé grazie al Carnevale Follonichese, che ogni anno regala sorprese per grandi e piccoli.

Conto alla rovescia per uno degli appuntamenti più attesi dell’anno, quando Follonica ospita il vivacissimo Carnevale. In un tripudio di colori, suoni, maschere e sfilate che rinnovano una tradizione lunga oltre un secolo, abitanti e visitatori vengono coinvolti in una serie di eventi che garantiscono il massimo divertimento. L’atmosfera sempre gioiosa, dove si condivide la passione per la costruzione dei carri allegorici, è resa ancora più frizzante dal personaggio più amato, Gigi del Golfo, simbolo indiscusso del Carnevale di Follonica.

In provincia di Grosseto, al centro del golfo di Follonica che unisce Piombino a Punta Ala., la cittadina di Follonica è una vivace località legata non solo alle rinomate possibilità di soggiorni estivi, ma con diverse attrattive in ogni momento dell’anno. Basti pensare al rinnovarsi delle tradizioni che la rendono un punto di riferimento per gli amanti del Carnevale, che qui è molto sentito quale festa delle risate, della follia, dello scherzo, dove tutto è lecito e dove vige la più assoluta libertà. In questo contesto, in cui non esistono barriere di alcun tipo ma solo l’ebbrezza coinvolgente della festa, il ruolo principale lo gioca la maschera: chiunque si maschera, infatti, trova il suo modo per uscire dalla sua quotidianità e diviene altro da sé stesso in un turbinio di divertimento sfrenato. A Follonica tutto ebbe inizio in un giorno di febbraio del 1910, quando alcuni operai dello stabilimento siderurgico organizzarono un veglione carnevalesco con l’aiuto di un orchestra. L’introduzione di carri e grandi pianali trainati da cavalli con i personaggi mascherati che sfilano per le vie con accompagnamento musicale arriva verso la metà degli Anni ’20 per poi continuare in modo altalenante attraverso le varie vicissitudini sociali e storiche come le guerre mondiali, l’epoca fascista e il passaggio dalla monarchia alla repubblica, momenti che hanno traghettato il Carnevale Maremmano di Follonica verso il suo periodo di massimo splendore, ovvero negli Anni Cinquanta.

E’ in questo periodo, infatti, che nacque il personaggio di Gigi del Golfo e i capannoni iniziarono ad essere i laboratori di costruzione dei meravigliosi carri allegorici, dove l’estro degli artigiani diedero vita a vere e proprie opere di creta, colla, cartapesta, movimenti e colore. Il 1962 fu l’ultimo anno di grandi celebrazioni, a cui seguì un periodo buio per poi riprendersi ancora con quello che si chiamerà Carnevale Follonichese dal 1979. Con l’arrivo degli Anni ’80 l’arte carnevalesca ritrova il proprio slancio, complici anche le generazioni dei maestri artigiani che sono riusciti a trasmettere i segreti del mestiere ai più giovani, segreti che ancora oggi sanciscono il successo delle sfilate grazie alla magnificenza dei carri allegorici di ogni forma e dimensione. A questi si aggiungono le bande musicali, le maschere singole, i gruppi mascherati, i mascheroni in cartapesta, il Re e le Reginette dei Rioni.

Per l’edizione 2025 carri, mascherate e reginette tornano a sfilare domenica 2 febbraio alle 14:30 nell’ormai tradizionale circuito sul lungomare, con gli altri appuntamenti di domenica 9 e domenica 16. Molto atteso anche l’appuntamento per sabato 22 in notturna, quando la grande kermesse inizia alle 16:30 per chiudersi con lo spettacolo dei fuochi artificiali a salutare il pubblico del golfo. Tra gli altri eventi da non perdere il veglione del giovedì grasso, il 27 febbraio, l’elezione di Miss Carnevale al termine della seconda sfilata del 9 febbraio con la premiazione sul palco del lungomare, l’atteso arrivo di Re Carnevale. Tornano inoltre le Vetrine vestite a Carnevale e il Carnevale sociale con gli anziani, che possono assistere ad una o più sfilate accompagnati dai volontari.

Il Carnevale di Follonica è un evento molto amato, soprattutto dai toscani, perché vede una sinergia totale tra tutti i cittadini già molto tempo prima che inizi. Il cartellone ricco di appuntamenti è frutto di un lavoro che vede protagonisti gli esponenti del tessuto amministrativo, culturale e commerciale, a cui si aggiungono i tanti volontari per garantirne il massimo successo. La sua forza è l’aver mantenuto, attraverso i decenni e le avversità, quello spirito giocoso e quel moto di affetto legato al territorio. A simboleggiare questo il volto da clown di Gigi del Golfo, emblema della manifestazione, ispirato allo storico organizzatore Luigi Saragosa, tra i principali artefici della rinascita del Carnevale nel secondo dopoguerra. Come il Carnevale di Follonica è un punto di riferimento per quel che riguarda gli eventi e l’intrattenimento in territorio toscano, cosi lo è il The Sense Experience Resort quando si parla di vacanza e soggiorni al top. Un esclusivo resort di lusso immerso in un angolo di natura incontaminata, che dispone di diverse tipologie di camere e suite che garantiscono il massimo comfort nella tranquillità più assoluta.

Monte di Procida, l’Essenza del mare del ristorante BLU

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Antonio Schiano Lo Moriello e Paolo Gramaglia

Blu Ristorante una casa aperta a chi cerca bellezza, autenticità e passione splende per una sera  nel cielo di Monte di Procida  con lo chef stellato Gramaglia

Nei giorni scorsi lo Chef Paolo Gramaglia, Stella Michelin del ristorante President di Pompei, è stato il protagonista di un evento gastronomico che si è svolto nel ristorante à la carte  BLU di Monte di Procida. “Una Stella nel Blu” è il titolo che è stato scelto per sottolineare il connubio fra lo Chef stellato e il blu intenso del mare di Torregaveta. L’ambiente del ristorante è stato creato con l’intento di suscitare emozioni profonde,  in uno scenario mozzafiato dei Campi Flegrei, è la celebrazione stessa del mare e della passione che guida ogni creazione culinaria. Il ristorante raffigura  l’amore per il territorio, espresso attraverso cibi, sapori e atmosfere uniche. La serata è stata dedicata alla valorizzazione delle eccellenze gastronomiche e vinicole del territorio con i vini delle Cantine Babbo, rinomata realtà flegrea, attraverso un menù studiato per l’occasione. Per lo Chef  Paolo Gramaglia: «Blu non è solo un colore, Blu non è solo un progetto, Blu non è solo un ristorante. Blu è un’idea, un sentimento, una passione; Blu è vita, è unione di due famiglie, Schiano e Gramaglia, incontro di grandi professionisti, che vivono e vibrano le corde della musica gastronomica per la cucina, per la sala, per l’ospitalità. Blu è tutto questo è molto di più !».

Il proprietario Antonio Schiano Lo Moriello ha precisato: «Il Blu Ristorante è una casa aperta a chi cerca bellezza, autenticità e passione. Questa serata dimostra cosa succede quando grandi talenti e dedizione si uniscono. È stata una festa di sapori, colori e sorrisi: un’esperienza che ha reso onore al mare e alla nostra terra». La brigata di sala, coordinata dal sommelier Fabio Gallotti, ha garantito precisione e professionalità durante tutta la serata. L’evento ha confermato il ruolo del Blu Ristorante come luogo di incontro per la promozione dell’eccellenza enogastronomica e come punto di riferimento per chi cerca esperienze di alta qualità. Il ristorante offre una soluzione à la carte per gli habitué dell’adiacente struttura turistico-ricettiva Villa Aragonese, storica location per eventi di prestigio. Per risalire alle origini bisogna arrivare agli anni ‘50, quando il locale era famoso ai frequentatori della Baia di Torregaveta come Addo ‘e Figliole. Oggi il locale, il cui nome completo è “Blu – L’essenza del mare”, ha cambiato parzialmente i suoi lineamenti, lasciando invariato il tipo di menù, composto da antipasti, primi e secondi in cui protagonista è il mare e ciò che ogni giorno offre. Il Blu non è solo un colore, ma la vera sostanza del mare, che permea ogni aspetto di questo luogo ritenuto fin dall’antichità magico. Il progetto di brand identity ha mirato a trasportare la freschezza e l’essenza del mare nell’identità del ristorante, creando un’esperienza unica e autentica. Il design è frutto dell’opera di Pietro Del Vaglio, un interior designer i cui progetti hanno riscosso molto successo tra gli States e l’Italia. A definire il design di Ristorante Blu è il suo carattere, contemporaneo e raffinato, riecheggiante il paesaggio marino e le sue bellezze naturali, anche subacquee come il corallo. Ogni elemento, dall’arredamento alla disposizione degli spazi, è stato progettato per offrire un’esperienza gastronomica e sensoriale indimenticabile. Il BLU non è solo un colore o un tema decorativo, ma una filosofia che permea tutto il ristorante, dall’atmosfera rilassata e accogliente alle deliziose creazioni culinarie che portano i sapori del mare direttamente sulla tavola. Ogni dettaglio, anche il più piccolo, è stato curato con attenzione per garantire un’esperienza completa e memorabile.

Ma dove nasce il nome BLU ? Il nome è un richiamo immediato e potente: il colore del mare, la linfa vitale che bagna la costa flegrea.  Giacomo D’Ippolito, classe 1983,  ha curato il progetto in modo maieutico, ricordando Socrate, è riuscito a far emergere la verità racchiusa e a tirarla fuori  evidenziando i valori e la propria unicità attraverso un’identità visiva che fa la differenza. Il pesce è presente ovunque, a cominciare dal marchio ideato da Ippolito: una “B” che incorpora la coda di un pesce. Questa location rappresenta l’evoluzione naturale di un’esperienza consolidata nel settore della ristorazione, con l’obiettivo di esaltare l’eccellenza dei prodotti locali. «Il Blu è più di una semplice tonalità cromatica: è la sintesi perfetta tra territorio e cultura gastronomica, simbolo di profondità, purezza e tradizione», precisa D’Ippolito. L’eccellenza dei prodotti locali diventa il cuore pulsante del ristorante, mentre l’estetica del brand richiama la freschezza e l’autenticità del paesaggio circostante. Il payoff  “L’essenza del mare” rappresenta una promessa autentica, non si tratta solo di un richiamo poetico, ma di un impegno concreto nel portare in tavola la freschezza e la ricchezza del mare che circonda la costa flegrea. Restituendo in tal modo l’autenticità di ciò che il mare offre preparato con ingredienti di stagione e pescato locale, con piatti che ne esaltano la freschezza e la varietà. L’essenza del mare è quella sensazione di pura genuinità, capace di trasportare  in un viaggio sensoriale che evoca il profumo salmastro della brezza marina con il profumo delle onde. Questa promessa si riflette in ogni dettaglio del menù, creando un legame indissolubile tra il ristorante e il territorio. In tal modo si vive un’esperienza gastronomica in cui il territorio si fonde armoniosamente con la creatività culinaria. Al Ristorante Blu si realizza un viaggio sensoriale, dove ogni piatto crea un legame profondo con il nostro mare del golfo di Pozzuoli. Il progetto è riuscito a racchiudere nel locale l’essenza stessa del mare, per celebrare la bellezza dei Campi Flegrei e l’eccellenza culinaria locale. Ogni piatto racconta una storia, ogni dettaglio architettonico invita a immergersi in un luogo dove il mare non è solo uno sfondo panoramico della sala.

Questo il Menù della serata :

– “Da Schito verso il mare”: carciofo violetto su salsa di alici, salame di bufalo e gambo del carciofo arrostito;

– “Totani e patate”: guazzetto di totani, patata soufflé, bottoni di inchiostro di totano di pomodoro e basilico;

– “Pasta a mare”: mischiato potente in trafila di bronzo cotto in sette essenze di crostacei con anemoni marini e frutti di mare;

– “Mediterraneo da scoprire”: il bianco del pesce di cattura, salsa di tuberi, zenzero, limone, germogli di barbabietola e sumac;

– Dessert: bavarese al roccocò, salsa ai frutti rossi e cremoso al cioccolato

Harry di Prisco

Ennesimo guasto alla rete ferroviaria, Trenitalia: “Circostanze altamente sospette”

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Il gruppo Fs parla di “ennesimo incidente anomalo, e annuncia “un esposto alle autorità competenti”. Le reazioni politiche

Di Mirko Gabriele Narducci e Ugo Cataluddi

ROMA – Nuovo guasto alla linea ferroviaria, il secondo in poche ore dopo quello ieri a Roma Termini che ha provocato forti ritardi. “Il Gruppo Fs, alla luce dell’ennesimo incidente anomalo sulla rete e di un elenco di circostanze altamente sospette, ha preparato un esposto denuncia molto dettagliato che ha depositato ora presso le autorità competenti”.Lo fa sapere Ferrovie dello Stato in una nota. In particolare, “gli orari in cui si sono verificati alcuni problemi (non può essere un caso che si tratti di quelli più complicati per la circolazione ferroviaria, con ricadute pesanti su tutta la rete), il tipo di guasti e la loro frequenza stanno destando più di qualche interrogativo”.

LEGA: BENE FS SU VERIFICA, DA SINISTRA INDEGNO SCIACALLAGGIO

Sul caso sono intervenuti i capigruppo di Camera e Senato della Lega Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. “Dopo lo sciopero-flop di venerdì scorso, i guasti sulla rete ferroviaria sono stati puntuali e nelle fasce orarie più problematiche. Bene l’iniziativa del gruppo Fs che si è rivolto alle autorità per verificare che tutto sia stato casuale. Dalla sinistra del malgoverno e del No a tutte le opere, anche ferroviarie, consueto e indegno sciacallaggio”.

SALVINI FA TUTTO TRANNE CHE MINISTRO, SI DIMETTA

Per il segretario di Più Europa Riccardo Magi “anche oggi Matteo Salvini fa il ministro dei Trasporti domani, anche oggi migliaia di utenti che avrebbero dovuto viaggiare sono costretti a vivere la via crucis dei treni italiani. Nel frattempo, il ministro Salvini ha incontrato il ministro degli esteri israeliano, ha twittato su fatti di cronaca nera, processi, raccolta fondi per Carabinieri. Ha fatto di tutto, tranne che occuparsi di treni. Quando si dimetterà, sarà già troppo tardi”.

PAITA (IV): NUOVA GIORNATA ORRIBILE, DA MELONI SILENZI IMBARAZZATI

La senatrice Raffaella Paita, coordinatrice nazionale di Italia Viva, parla di “nuova giornata orribile per pendolari e turisti. La solita sfortuna o vi state convincendo che c’è un paese sotto sequestro, ostaggio della incapacità di Salvini e del silenzio imbarazzato di Ponzio Pilato Meloni?”. “Ormai i guasti, i disagi e i ritardi sono quotidiani. E la soluzione ipotizzata è tagliare i treni? Salvini se ne deve andare. Italia Viva – ricorda Paita – ha presentato una petizione su questo di cui sono prima firmataria”.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Cavie decapitate e schiacciate per crudeltà: orrore nei laboratori dell’ateneo a Catanzaro

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Unici arresti eseguiti dalla Gdf. Tra i reati contestati: maltrattamento e uccisione di animali, truffa e corruzione. Ecco cosa ha portato alla luce l’inchiesta della Procura

di Cristina Rossi e Mario Vetere

ROMA – Piccoli animali usati prima come cavie da laboratorio, poi uccisi sbattuti contro il muro o decapitati senza anestesia, senza alcun fine clinico, solo brutalmente trucidati per pura crudeltà. Questa la fine cui erano destinati i “topolini” di due laboratori dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, diventati mattatoi più che centri di ricerca, e riuscivano a bypassare il sistema dei controlli previsti, attraverso l’esecuzione ‘pilotata’ di visite ispettive del Ministero della Salute.

CHI SONO LE PERSONE COINVOLTE NELL’INCHIESTA

Entrambi i laboratori, uno del campus di Germaneto, l’altro nel distaccamento di Roccelletta, sono finiti sotto la lente della Procura di Catanzaro che ha fatto emergere attraverso un’inchiesta non solo le torture riservate agli animali, ma anche un sistema collaudato fatto di truffe e corruzione. Esito delle indagini 12 provvedimenti cautelari eseguiti dalla Guardia di Finanza: arresti domiciliari per 11 persone e la sospensione per un indagato dall’esercizio delle pubbliche funzioni rivestite in seno all’Asp di Catanzaro, per la durata di 12 mesi. Tra i destinatari docenti dell’università Magna Graecia e funzionari dell’Azienda sanitaria provinciale, inclusi l’ex rettore Giovambattista De Sarro e il responsabile dell’Asp veterinaria Giuseppe Caparello.

LE ACCUSE

Tra le accuse contestate maltrattamento e uccisione di animali, ma anche truffa aggravata ai danni dello Stato e corruzione.  Lo stesso provvedimento ha disposto, inoltre, il sequestro preventivo dei due laboratori scientifici dell’università degli studi di Catanzaro, adibiti alla “sperimentazione sugli animali per finalità di ricerca”, nonché della somma di 23mila euro nei confronti di due indagati.

LE VIOLAZIONI

E ancora: “L’analisi della documentazione ha consentito di delineare un rapporto di compartecipazione e di reciproci favoritismi sussistenti tra l’Asp di Catanzaro, quale controllore, e l’Università Magna Grecia, quale ente controllato”, spiega la Procura. Tra le presunte violazioni, prosegue, “anche sperimentazioni su animali vivi, per fini di ricerca, non conformi alla legge, l’esistenza di un allevamento abusivo di animali da laboratorio e numerosi incarichi di docenza illecitamente ottenuti presso l’Ateneo universitario”.

LAV: “INADEMPIENTE IL MINISTERO DELLA SALUTE, AVREBBE DOVUTO COMPIERE LE ISPEZIONI PER LEGGE”

Forte la denuncia della LAV, Lega Anti Vivisezione che punta il dito contro le mancanze di chi doveva controllare perché “gli stabulari- spiega- in base al Decreto legislativo 26/2014, devono essere sottoposti a costanti controlli da parte delle autorità competenti locali, al cui vertice vi è il Ministero della Salute, responsabile del rilascio delle autorizzazioni per condurre sperimentazioni ed ente preposto a controllare che le condotte svolte vengano effettuate in base alla normativa vigente”.

Questo caso invece porta alla luce “enti pubblici che non svolgono le ispezioni, animali allevati abusivamente e tenuti in condizioni di maltrattamento: la stessa triste storia che si ripete e che vede tra le vittime sempre loro, gli animali”, riporta l’associazione dai suoi canali social. “Quanto portato alla luce con l’inchiesta della Guardia di Finanza è gravissimo, ma non ci stupisce- prosegue- visto quello che abbiamo denunciato in altre occasioni, come il caso Aptuit di Verona tuttora in corso, e che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati per maltrattamento e uccisione non necessitata del presidente della società e della veterinaria della struttura veronese”. Quindi, l’appello per gli animali sopravvissuti alle torture: “Abbiamo appreso dai media che gli animali detenuti in due stabulari universitari sono stati posti in sequestro preventivo- scrivono gli animalisti- Vista l’esperienza della nostra associazione nel recupero e gestione di animali provenienti da laboratori, noi di LAV ci rendiamo disponibili a supportare la Guardia di Finanza nella delicata operazione di spostamento degli animali”.

(foto di repertorio, fonte LAV)

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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