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Il 30 luglio a Monte Porzio Catone, arriva ODEA, Il Festival delle espressioni artistiche

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Dal 30 luglio al 9 agosto danza, pittura, musica, fumetti, moda, poesia e cibo protagoniste ai Castelli Romani

Ai Castelli Romani torna ODEA, il Festival delle espressioni artistiche che, dal 30 luglio al 9 agosto 2024, si svolgerà nella prestigiosa e suggestiva Villa Mondragone, a Monte Porzio Catone. Le arti performative come la danza, la pittura, la musica, i fumetti, la moda, la poesia e anche la cultura enogastronomica saranno protagoniste di un evento che coinvolgerà oltre cento artisti e performers. In nove giorni saranno proposte esibizioni dal vivo, workshop, eventi, visite guidate e mostre espositive ospitate in una delle ville più grandi e misteriose dei Castelli Romani, dove nel 1500 Papa Gregorio XIII riscrisse la storia del tempo. Questa quinta edizione di ODEA permetterà di coinvolgere appassionati, turisti e visitatori in un’esperienza affascinante che partendo da Villa Mondragone diventerà itinerante passando anche presso le eleganti strutture di Villa Tuscolana a Frascati e Villa Grazioli a Grottaferrata. Davide Coni, direttore artistico della manifestazione conferma che anche quest’anno “ODEA si rivelerà come un macro contenitore capace di racchiudere tutte le espressioni artistiche, offrendo agli artisti coinvolti la possibilità di raccontarsi all’interno di un luogo fisico capace di accogliere un pubblico vasto ed eterogeneo”. Il Festival, che ha ricevuto il patrocinio dei Comuni di Frascati e Monte Porzio Catone e dell’Università di Tor Vergata, punta a coinvolgere sempre di più il territorio dei Castelli Romani in modo da strutturarsi in modo integrato con le varie realtà che lo compongono mettendo a sistema le eccellenze del territorio. Il Gran Galà d’inaugurazione vedrà all’opera alcuni chef di Frascati: Luca Ludovici (ristorante ConTatto), Alain Rosica (ristorante Belvedere), Remo Fiscina (ristorante Alloro), Fabio Camilli (ristorante ‘Na Fojetta) che affiancheranno alle loro specialità gastronomiche i vini dell’Associazione vignaioli di Grottaferrata, quest’anno official partner di ODEA.

Inaugurato il reparto di Oncologia all’Ospedale di Anagni

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Gianluca Quadrini: “Un Nuovo Traguardo per la Sanità del Territorio”

Oggi si è svolta l’inaugurazione del nuovo reparto di oncologia presso l’ospedale di Anagni, un importante passo avanti per la sanità del territorio, reso possibile grazie alla firma del nuovo atto aziendale, avvenuta proprio qualche giorno fa. Questo evento segna un traguardo significativo nella continua evoluzione e potenziamento dei servizi sanitari della provincia di Frosinone.

Presenti alla cerimonia, il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone,Gianluca Quadrini, insieme al Direttore Generale della ASL di Frosinone Sabrina Pulvirenti, al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, al Direttore generale della Santità regionale, Andrea Urbani, al sindaco di Anagni, Daniele Natalia e insieme a numerosi rappresentanti delle istituzioni locali e del personale sanitario.

Il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Quadrini, ha commentato con entusiasmo l’inaugurazione: “Questo nuovo reparto di oncologia rappresenta una pietra miliare nella nostra missione di migliorare la qualità dei servizi sanitari per i nostri cittadini. Grazie al nuovo atto aziendale, siamo stati in grado di potenziare le strutture esistenti e aprire nuovi reparti, garantendo cure sempre più adeguate e tempestive. L’impegno di noi istituzioni, insieme a quello del sindaco di Anagni, Daniele Natalia, al quale faccio i miei complimenti per l’impegno che sta mettendo per la sua comunità e per l’intero territorio, è quello di mettere la salute dei cittadini al primo posto, assicurando che ogni persona riceva le cure di cui ha bisogno nel più breve tempo possibile.”

Quadrini ha inoltre ringraziato ed elogiato la Dirigente della ASL di Frosinone, la dott.ssa Pulvirenti, per l’eccezionale lavoro svolto: “Desidero esprimere il mio profondo apprezzamento alla Dott.ssa Sabrina Pulvirenti, per il suo impegno e la dedizione nel migliorare costantemente i servizi sanitari del nostro territorio. Il suo lavoro instancabile oltre ad essere un esempio per tutti noi è un chiaro segno del cambiamento, a livello sanitario, che la nostra provincia e i nostri cittadini si apprestano a vivere.

Non è mancato da parte del presidente del consiglio provinciale un riconoscimento speciale al Presidente della Regione Lazio: “Un sincero ringraziamento va anche al Presidente Francesco Rocca, per aver mantenuto le promesse fatte in materia di sanità. Il suo sostegno è stato cruciale per il raggiungimento di questo obiettivo. La sua amministrazione regionale sta svolgendo un lavoro delicato e complesso, mettendo in ordine i tasselli necessari per ottenere il massimo dai nostri servizi sanitari.”

Il comunicato si conclude con una riflessione del Presidente Quadrini sulla rilevanza del nuovo atto aziendale: “Il nuovo atto ha avuto un impatto determinante sulla sanità del nostro territorio. È essenziale che le istituzioni continuino a mettere la sanità al primo posto, per il bene di tutti i cittadini. La salute è un diritto fondamentale e dobbiamo assicurarci che ogni persona possa accedere ai servizi necessari per ricevere cure giuste, attente e veloci. La nostra missione è e sarà sempre quella di garantire che nessuno venga lasciato indietro.”

Con l’inaugurazione del nuovo reparto di oncologia, l’ospedale di Anagni si conferma un punto di riferimento essenziale per la salute dei cittadini della provincia di Frosinone, continuando a perseguire l’eccellenza in ambito sanitario.

Il Sindaco Silvio Grazioli accoglie il Vice Presidente della Camera dei Deputati l’on.Fabio Rampelli

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Trevi Nel Lazio, Rampelli: “Valorizzare, tutelare e promuovere i piccoli centri è fondamentale”

Grande accoglienza per la visita istituzionale del Vice Presidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli a Trevi Nel Lazio, un appuntamento annunciato nei giorni scorsi dallo stesso Rampelli, in un incontro con il Sindaco Silvio Grazioli. L’occasione è stata quella dell’inaugurazione dell’antico Ponte Romano San Teodoro a conclusione dei lavori di restauro che lo hanno coinvolto. Insieme al Sindaco Silvio Grazioli erano presenti i Sindaci dei limitrofi Comuni di Vallepietra Daniele Mioni, di Torre Caietani  Silverio Ubodi, di Trivgliano Gianluca Latini, di Acuto Augusto Agostini ed il Vice Sindaco di Cervara di Roma Marco Lelli, per il Parco Naturale dei Monti Simbruini il Direttore Carlo Di Cosmo ed in rappresentanza del gruppo di minoranza di Trevi Nel Lazio il consigliere Francesco Graziani. L’evento si è diviso in due parti, la prima con il taglio del nastro con l’inaugurazione dei lavori di restauro dell’antico Ponte ed una visita nell’area limitrofa e di seguito all’interno del Castello Caetani salendo anche sulla torre ammirando l’ineguagliabile vista , dunque nella sala “Bonifacio VIII” sono state accolte tutte le autorità presenti per un momento di confronto  insieme all’on. Rampelli. A fare gli onori di casa il Sindaco Silvio Grazioli, che ha ricostruito perfettamente i vari momenti storici legati alla storia del Ponte San Teodoro e del Castello Caetani, sottolineando quanto sia importante non trascurare le bellezze storico ed architettoniche che un paese custodisce. “Il Catello Caetani come il Ponte San Teodoro –ha commentato il Sindaco Silvio Grazioli-  sono dei riferimenti storici che identificano la nostra comunità, e spesso non pensiamo che ad esempio il Ponte è lì da 2000 lo diamo semplicemente per scontato. Invece proteggere il bene nello stato attuale in cui ci è giunto, per trasmetterlo alle generazioni future, è fondamentale. Conservazione significa questo, nel senso che chi verrà dopo potrà fruirne. La presenza dell’on. Rampelli ci onora, e lo ringrazio per essere qui oggi, insieme ai Sindaci limitrofi, ed a tutte le autorità presenti, con un plauso particolare a Luigi Romani”. Di seguito si sono alternati i Sindaci presenti per un saluto ed il Direttore dell’Ente Parco. “Io ringrazio tutti voi che siete presenti –ha commentato il Vice Presidente della Camera l’on. Rampelli- avevo preso l’impegno che sarei venuto qui perché era importante che ci tornassi dopo tanto tempo, Trevi nel Lazio e questa  Valle sono stati oggetto di studi da parte mia, nel periodo universitario ed ho sempre considerato l’intera area un posto meraviglioso. Ringrazio Silvio, per aver promosso quest’intervento di restauro del Ponte San Teodoro, una strada storicamente importante, così come i lavori di efficientamento energetico di questo maestoso castello. I piccoli centri hanno ruolo fondamentale ed importante rianimarli e renderli sempre più attivi è un obiettivo vitale. La riqualificazione dei piccoli centri italiani sta attuando una vera e propria rinascita del nostro patrimonio artistico, storico e culturale. I paesi come Trevi Nel Lazio, sono luoghi immersi nella natura ricchi di storia e arte, che hanno subito negli ultimi decenni un importante spopolamento, creando sempre più delle città sproporzionate senza forma. I nostri piccoli centri invece sono luoghi che meritano di essere rivalutati e visitati poiché costituiscono una ricchezza del nostro Paese, certo c’è bisogno di presenza, partecipazione, sensibilità e risorse, per interventi importanti come quelli appunto attuati da quest’Amministrazione per il castello ed il ponte. La mia presenza sul territorio c’è, e sono disponibile in quest’importante obiettivo di tutela, valorizzazione, e promozione dei nostri bellissimi paesi.  Grazie a tutti voi per questa meravigliosa giornata”.  La presenza istituzionale dell’on. Rampelli ha dato lustro a Trevi Nel Lazio, accendendo i riflettori, sull’operatività dell’Amministrazione Grazioli attenta alla tutela e valorizzazione delle ricchezze del territorio.  

Un dialogo al femminile tra forma e intelligenza artificiale

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La Basile Contemporary di Roma presenta la mostra 6_24 di Roberta Morzetti

A cura di Marco Giammetta con Rosa Basile

La Basile Contemporary diRoma – diretta da Rosa Basile – ospiterà la mostra personale “6_24” della nota scultrice Roberta Morzetti, un percorso che indaga l’attuale stato dell’essere con l’obiettivo di far riflettere lo spettatore sulla moderna sovrapposizione del virtuale sul reale. Curata da Marco Giammetta con Rosa Basile e arricchita da un testo storico critico di Silvano Manganaro, l’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 30 luglio 2024.

“È ancora attuale chiedersi quale sia oggi la posizione delle donne nel campo dell’arte, ovvero quale sia la reale inclusione delle artiste nel sistema arte/mercato italiano?

In particolare, la visibilità a loro dedicata è in grado di riflettere un reale cambiamento su quell’ancestrale pregiudizio sufficiente a rendere la disparità di genere un ricordo del passato? Roberta Morzetti è una delle pochissime donne scultrici Italiane completamente dedicata ad un lavoro complesso e fisicamente deteriorante, che lei utilizza come strumento di espressione della contemporaneità e di emancipazione. Il nostro è stato un incontro tra donne, e tra donne abbiamo riflettuto sul rapporto tra essere e apparire, tra il dire ed il fare, tra la bellezza esteriore ed interiore, condividendo una visione unitaria sul senso dell’io.” – Rosa Basile

All’interno della galleria romana verranno esposte 15 opere scultoree che chiamano alla mente forme umane, simboli e immagini, le quali rappresentano un ponte metaforico tra l’io vissuto più profondo e la forza evocativa di una bellezza che non mira ad avere compiacimento, ma a stimolare riflessioni e suggestioni, amplificate da costanti riferimenti mitologici. Roberta Morzetti indaga sul vissuto dell’essere umano, dando vita ad un’esposizione che si presenta come un vero e proprio percorso di consapevolezza alla scoperta della propria bellezza interiore: da qui il titolo “6_24”, con il numero sei che indica l’essere più profondo, da scovare dentro di noi e con il quale connettersi. Esiste uno stretto rapporto tra l’artista e “l’essere” inteso come capacità percettiva del nostro corpo, la cui pelle rappresenta il confine tra il dentro e il fuori: è la pelle a ricevere frequenze e vibrazioni e a comunicare sensazioni che si trasformano in emozioni. Il profondo rapporto con l’interiorità che spinge l’artista a scavare nella propria anima nasconde un importante messaggio contro la superficialità e la ricerca ossessiva della perfezione esteriore, che alimentano la vanità e la fame di consenso, ostacoli alla vera libertà.

I l fine principale di Morzetti è quello di portare l’osservatore – con innocente sincerità – a “vedere”, senza filtri, i segni provocati dalle esperienze della vita e riflettere sul valore terapeutico che il dolore può generare, se vissuto come occasione e non come sconfitta. Il lavoro dell’artista che emerge in “6_24” si basa su un continuo confronto tra linguaggi semantici diversi, quello dell’io e quello della comunicazione che, senza mai sovrapporsi, trovano la strada per connettersi e raccontare una storia. Roberta Morzetti spiega: “La scultura è un’attività di confine tra l’io e la metafora e ha il potere di far emergere energie nascoste aggirando le barriere coscienti”.

In questa ricerca di confronto, l’artista apre il dialogo con l’intelligenza artificiale utilizzandone le potenzialità espressive, ma senza mai lasciarla prevaricare. Entrando all’interno della Basile Contemporary, i visitatori avranno l’opportunità di prendere parte ad un percorso in cui reale e virtuale si fondono e si confrontano: la nuova tecnologia muove l’opera nello spazio, la trasforma per darle una lettura alternativa lasciando che l’osservatore possa decidere da che punto di vista guardarla, in modo che l’esperienza rimanga unicamente soggettiva.

A tal proposito, il curatore della mostra Marco Giammetta afferma: “Oggi, tutto o quasi, avviene attraverso la mediazione di tecnologie in grado di veicolare il reale attraverso le immagini. Reale e virtuale perdono il loro rapporto dicotomico e si sovrappongono, generando una terza dimensione che è quella dell’illusorietà. L’essere inteso come dimensione materica e sensoriale, alimentato dall’esperienza e dal vissuto, si trasforma, si muta; tutto è possibile in questa dimensione virtuale ed allora possiamo essere ciò che vogliamo, ciò che non siamo e ciò che non saremo mai. Il virtuale diventa così potentissimo strumento di comunicazione in grado di negare la dimensione reale, confondendola con l’effimero e massificandone l’immagine. Le opere della Morzetti si interrogano sull’attuale stato dell’identità intesa come reale essenza dell’essere, per questo 6_24. È quindi gioco forza aprire, scavare, entrare dentro li corpo per ritrovarsi, per indagare sui reali valori dell’essere riportando l’esistenza al centro dell’io reale. La nostra responsabilità è sentire, valutare e consapevolmente agire.”

D alle sculture in mostra emergono le doti compositive dell’artista, così come la maniacale capacità di modellazione della materia, la minuzia dei particolari e l’uso di elementi organici, dettagli che generano nelle opere un’armonia tra lo stile che esprimono e il patrimonio culturale e morale da cui prendono vita, proveniente dalla tradizione scultorea propria del territorio in cui vive e lavora l’artista. L’uso della fiamma deforma, distorce, plasma le opere, lasciando spazio a quel “dentro” che trasfigura l’immagine e scopre nervature, connessioni che si intrecciano alterando la neutralità del colore bianco, prediletto dalla scultrice. Il colore per Morzetti non è semplicemente una manifestazione fisica della luce che l’osservatore percepisce passivamente dall’esterno, ma è anche e soprattutto un’elaborazione dell’occhio e quindi della mente umana. Una visione goethiana che porta Morzetti a scegliere il bianco, in quanto colore della vita e della rinascita per la cultura occidentale, ma anche colore della morte per la cultura orientale. Un colore che in sé racchiude tutti i colori e che grazie alla sua neutralità rimarca con forza li rapporto tra chiaro e scuro, tra luce ed ombra, caratteristica propria dell’arte scultorea del periodo barocco. Le sue sculture dunque emanano luce, si librano nell’aria e – con il candore del bianco – si raccontano senza nascondere il peso dell’esperienza terrena; sono angeli in terra che hanno combattuto e sofferto e non si piegano all’oblio.

“Nel lavoro di Roberta Morzetti, la materia viene consapevolmente fatta oggetto di una alterazione e, potremmo dire, di un declassamento. Non più l’elemento nobile e prezioso della scultura tradizionale, ma qualcosa legato alla contemporaneità che, però, subisce una metamorfosi, una mutazione: la mutazione della materia che diventa mutazione del corpo […] Proprio come Icaro che, tentando di elevarsi sopra tutti gli altri per raggiungere il sole, scioglie le proprie ali e precipita rovinosamente a terra dando vita allo stesso tempo al suo “capolavoro” (divenendo cioè metafora di ogni spinta verso l’alto, di ogni volontà di elevarsi oltre la propria condizione), così la materia e i corpi della Morzetti, nel loro disfacimento, mirano alla stessa, drammatica, tensione.” – Silvano Manganaro

Roberta Morzetti: biografia

Roberta Morzetti nasce a Tarquinia nel 1979. Si forma all’Accademia delle Belle Arti “Lorenzo da Viterbo” (ABAV), conseguendo nell’anno 2005 il diploma accademico con lode. Inizia le sue esperienze lavorative nel mondo della moda, ideando linee di abbigliamento con materiali riciclati (Leccaletichetta, Cementarmato, Aporie). A Roma, diviene assistente ai costumi di Andrea Viotti nella compagnia di Gabriele Lavia (“Le Nozze di Figaro”, regia di Matteo Tarasco, 2007, Teatro Eliseo; “Misura per Misura”, regia di Gabriele Lavia, 2007, Teatro Argentina), di Laura Costantini (per i musical “A un passo dal sogno”, 2008, “Portamitanterose.it”, 2009, regia di Marco Mattolini, Teatro Brancaccio; per il film “Non c’è due senza te”, regia di Massimo Cappelli, 2015), di Michela Marino (per il cortometraggio “Anni 30”, regia di Luciano Melchionna, 2008). Dal 2012, si dedica all’ideazione e alla realizzazione di sculture di medie e grandi dimensioni, eseguendo calchi direttamente sul proprio corpo, per poi rielaborare, incendiare ed assemblare con altri oggetti i lavori così ottenuti. Nel corso della sua carriera ha partecipato a molte mostre collettive e negli ultimi anni ad alcune personali a Roma Skin_20 e Tuscania Pax_22, ed è stata chiamata a partecipare con le proprie opere ad eventi d’arte come RAW, Arte in Nuvola a Roma e Paratissima a Torino.

Roberta Morzetti utilizza le sue sculture per raccontare e testimoniare il presente, sperimentando anche altre forme d’arte come nella creazione dei cortometraggi R_Esisto e Cutismea.

INFORMAZIONI UTILI

TITOLO MOSTRA: 6_24

DOVE: Basile Contemporary – Galleria d’Arte Contemporanea, via di Parione 10, Roma

DURATA:Fino al 30 luglio 2024

A CURA DI: Marco Giammetta

IN COLLABORAZIONE CON: Rosa Basile

TESTO CRITICO: Silvano Manganaro

INTERVENTO VISUAL: Lucio Arese

INGRESSO GRATUITO

ORARI: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00

Alla scoperta delle spiagge inedite della Costiera Amalfitana

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Viaggio tra le calette meno conosciute e lontane dal turismo di massa

Se c’è un posto in Italia capace di incantare, stupire ed emozionare è proprio la Costiera Amalfitana che, con la sua natura incontaminata, i suoi colori, le sue leggende, i suoi scorci mozzafiato e le sue spiagge nascoste incastonate tra ripide scogliere a picco sul mare, rappresenta un vero e proprio gioiello prezioso: tra i luoghi più iconici e famosi del mondo, infatti, si nascondono gemme preziose che attendono di essere scoperte, calette e baie perfette per chi cerca angoli di paradiso fuori dai circuiti turistici. Sulla Divina Costiera, immersi in un lussureggiante giardino mediterraneo l’Hotel Santa Caterina e Le Ville della Marchesa rappresentano il luogo ideale in cui soggiornare.

La Costiera Amalfitana è una delle destinazioni più affascinanti d’Italia ed è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Questo paradisiaco tratto di strada continua ad incantare i viaggiatori di tutto il mondo con le sue straordinarie bellezze naturali, la sua ricca storia e la sua vibrante atmosfera. La Divina Costiera è costellata di pittoreschi borghi che sembrano usciti da una cartolina, di ville storiche e giardini incantevoli ed è una delle mete più ambite per le vacanze. Che sia la prima o la millesima volta che la si visita, questo angolo di paradiso riserva sempre tante sorprese. Strette tra le montagne rocciose e il mare cristallino, si nascondono spiagge e calette meno note che offrono una maggiore tranquillità e un’esperienza più autentica: territori incontaminati e scorci inattesi, il silenzio rotto dal solo rumore delle onde del mare, ecco le baie più inedite:

SPIAGGIA DI TORDIGLIANO: questo paradiso nascosto si trova nella natura più selvaggia, nel comune di Vico Equense, molto vicina alla splendida Positano. Racchiusa tra uno sperone roccioso e il mare turchese, è raggiungibile via terra attraverso un sentiero oppure tramite una barca. Questa posizione particolare la rende uno dei pochi anfratti balneabili dominato dalla natura più incontaminata, è la spiaggia ideale dove godere del silenzio e di lunghi bagni lontani dalla folla. Non solo di giorno, la spiaggia di Tordigliano è perfetta per una romantica passeggiata notturna al chiaro di luna o per osservare le stelle cadenti. L’atmosfera, il paesaggio e il panorama rendono questa gita indimenticabile.

CALA BELLAVAIA: conosciuta anche come la spiaggia del Cavallo morto, è una delle gemme nascoste della Costiera Amalfitana, apprezzata per la sua bellezza incontaminata e la tranquillità che offre ai visitatori. Situata a metà strada tra Capo d’Orso e Maiori, è uno dei luoghi più suggestivi di questo tratto di strada. La sua posizione la rende un rifugio sereno ed intimo, un luogo ideale per rilassarsi, nuotare e godere della natura incontaminata. ed è raggiungibile solo via mare. Attorno al suo particolare nome aleggiano diverse leggende locali: una versione racconta che in una notte di tempesta qui precipitò accidentalmente un cavallo e i suoi resti furono rinvenuti lungo la riva, una seconda versione, invece, narra che nella seconda metà dell’800, questo luogo cosi poco accessibile era usato come cimitero per i cavalli purosangue. Questo paradiso terrestre è uno dei rari punti della costiera da cui si può osservare per intero il tramonto.

FIORDO DI FURORE: questa stretta insenatura racchiusa tra le scogliere a strapiombo alte 250 metri e formata dall’erosione di un piccolo torrente che sfocia in mare, è forse il punto più fotografato della Costiera Amalfitana. Non a caso questo suggestivo luogo fu utilizzato come scenario del film L’Amore dal regista Roberto Rossellini. Grazie alla conformazione della scogliera, qui il sole fa capolino solo dopo mezzogiorno, il caldo mai asfissiante la rende un luogo ideale dove godere un lungo relax. Anche se secondo la leggenda la formazione di questa suggestiva baia è stata creata dal diavolo furioso per non essere riuscito a soggiogare le anime degli abitanti della zona, il Fiordo di Furore sembra un vero e proprio paradiso dove le acque sono limpide e di un colore blu intenso ideali per il nuoto e lo snorkeling, e la combinazione tra mare e montagna crea un paesaggio mozzafiato e senza eguali.

SPIAGGIA DI LAURITO: al fianco delle spiagge più famose ed iconiche di Positano, si nasconde questo piccolo ed incantevole rifugio, adatto per chi vuole trascorrere giornate rilassanti e tranquille lontane dal turismo di massa. Raggiungibile via barca o tramite una scalinata che parte dalla piazzetta, questa baia è circondata scogliere rocciose, è caratterizzata da sabbia e ciottoli ed è bagnata da un mare limpido e cristallino dalle mille sfumature di blu.

Romantiche, appartante, intime e suggestive, questi piccoli gioielli nascosti sono i luoghi ideali per chi desidera trascorrere vacanze autentiche ed indimenticabili. Per godere appieno della splendida e suggestiva atmosfera della Divina Costiera, per un soggiorno ricco di emozioni e magiche sensazioni, la scelta migliore è quella di alloggiare all’Hotel Santa Caterina di Amalfi e le Ville della Marchesa, una delle strutture più prestigiose della zona. L’albergo con il suo complesso di suite è rinomato per i suoi ambienti lussuosi e raffinati, la sua lunga storia e le sue mozzafiato viste sul mare.

Un vuoto incolmabile la morte di Paolo Cerrocchi

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Filettino, Un uomo di grande spessore, rappresentativo per l’intera Valle dell’Aniene

Si svolgeranno questa mattina alle ore 11:00 presso la Chiesa di S.Maria Assunta i funerali di Paolo Cerrocchi (nella foto), scomparso nella propria abitazione a Filettino nella mattinata di ieri. Paolo era titolare del ristorante-pizzeria – “La casina della neve da Paolo”, al centro del paese ed è stato uno  stimato maestro di sci,  tanti i messaggi di vicinanza che tra ieri ed oggi si avvicendano soprattutto sui social, di tanta gente anche non residente a Filettino, ma che conoscevano Paolo anche durante i soggiorni estivi ed invernali, ciò a dimostrazione di quanto fosse conosciuto e ben voluto Paolo, che lascia un vuoto nella comunità filettinese. Tra i tanti messaggi quello del Sindaco del vicino Comune di Trevi Nel Lazio Silvio Grazioli, che a nome dell’Amministrazione e di tutta la comunità di Trevi ha voluto esprimere sentitamente un ricordo di Paolo Cerrocchi. “A nome dell’Amministrazione Comunale e della comunità trebana –scrive il Sindaco Grazioli- avendo appreso  della morte dell’amico Paolo Cerrocchi, esprimo le più sentite condoglianze alla moglie, ai figli Maria, Bruno e Silvia, ai fratelli Gianni ed Oscar ed ai familiari tutti per la dolorosa scomparsa. La mancanza di Paolo lascia un vuoto non solo nella comunità di Filettino ma anche nei Paesi vicini e soprattutto a Trevi dove era conosciuto e stimato da tutti sia come imprenditore nel settore commerciale, sia come maestro di sci, con delle doti umane non comuni, infatti riusciva ad essere amico di tutte le persone che lo conoscevano. Da ragazzo aveva fatto le scuole medie ad Alatri e si era distinto per la sua propensione allo sport in particolare allo sci. Paolo è una di quelle figure che ha partecipato a pieno titolo agli anni del boom e dello sviluppo economico dell’Alta valle dell’Aniene negli anni 60,70 fino ai primi anni 80, e poi ne ha visto un lento ed inesorabile declino riuscendo ad analizzare con acume ed intelligenza le cause e cercando anche delle possibili soluzioni, in tal senso impegnandosi nelle varie iniziative sociali e politiche. A Trevi era altrettanto conosciuto e stimato, basti pensare che circa sei mesi fa quando ha partecipato alla riunione dell’Assemblea e Consiglio direttivo del Consorzio dei Monti Simbruini per entrare in comune a Trevi ci aveva messo circa venti minuti perché ognuno che incontrava lo fermava e dialogava con lui. Questo ricordo plastico dà il senso delle doti umane e morali di Paolo che ci mancheranno ma che ricorderemo sempre con immutato affetto e con immutata stima”. Anche la redazione del Giornale del Lazio esprime le più sentite condoglianze alla famiglia, ricordando con sincero affetto Paolo.  

“Eclisse” è il nuovo singolo del cantante romano Fedele

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Online il nuovo singolo del cantautore romano

“Eclisse” (etichetta The Lab Music Factory – distribuzione Virgin Music Group) è il nuovo singolo di Fedele, una canzone estiva che descrive il contrasto tra la paura di affezionarsi e il sentimento che cresce spontaneo, in una serata sulla riva del mare. La suggestione del tramonto in spiaggia fa da sfondo ad una storia che appare importante, anche se nata in poco tempo. Le emozioni provate da Fedele sono dirompenti, nonostante il timore di riporre fiducia in una persona con comportamenti ambigui. La razionalità cede il passo ai sentimenti, che spingono gli amanti ad abbandonarsi alla passione.

Il brano -spiega l’artista- scorre molto velocemente, proprio come le più belle giornate d’estate, con cambi ritmici e sonorità differenti, grazie alla produzione di Defurias.

FEDELE, all’anagrafe Gianluca Fedele, è un cantautore. nato a Roma l’11 febbraio del 2000. La sua passione per la scrittura si manifesta fin da bambino con la poesia. Da adolescente si appassiona alla musica pop e rap italiana. A 15 anni scrive la sua prima canzone. Nel corso degli ultimi anni arriva più volte alle finali di Area Sanremo e del contest di Anas e Radio Italia sulla sicurezza stradale. Nel 2020 vince il Summer Day Contest di Fondi. A ottobre 2022 canta i suoi inediti sul palco del MEI di Faenza. I suoi brani sono stati trasmessi da molte radio e sono entrati in diverse playlist editoriali di Spotify, tra cui Sanguegiovane e Generazione Z. Ad agosto 2023 si esibisce sul palco di DeejayOnStage a Riccione davanti a migliaia di persone. A giugno 2024 vince il premio “miglior performance” al contest PlayMusicStopViolence. La musica per il cantautore è una cura, uno strumento per elaborare il proprio vissuto, per superare il dolore più profondo e per esprimere le emozioni più pure. L’artista confessa che: “Fedele è più Gianluca di Gianluca stesso”.

Link:

https://www.instagram.com/fedele_official

https://www.facebook.com/fedeleofficial00

https://vm.tiktok.com/ZML98Qpv5

https://www.youtube.com/channel/UCVJFCviRCrDjWrW24F2APmw

Simona Carella – In radio il nuovo singolo “Lampo”

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“Lampo” è il nuovo singolo di Simona Carella, un brano indie/pop che porta anche la firma di Daniel Riggione. La canzone è prodotta da Alessandro D’Errico per The lab Music Factory (distribuzione Virgin Music Group).

“Lampo” – spiega l’artista – è velocità, una scossa elettrica nelle vene quando vuoi vivere al massimo, ma cerchi qualcuno che possa starti dietro, che vada alla tua velocità.

In una nottata estiva, dove tutto è concesso, soprattutto gli errori, la ragazza prima si fa vedere, e solo dopo si fa sentire, capire davvero, proprio come un lampo.

Biografia

Simona Carella è una giovane cantautrice di Latina, classe 2003. Si avvicina alla musica all’età di nove anni, partecipando a diversi concorsi canori nel Lazio, partendo da una piccolissima realtà, Roccagorga, fino allo studio di canto pop, pianoforte, solfeggio e songwriting. Il suo timbro scuro e la sua scrittura dal marchio Pop/ Indie Pop convincono diversi produttori e autori del mercato musicale. Per lei, la musica è l’unico canale per trasmettere la sua sensibilità ed empatia, l’unica frequenza da cui possono uscire solo emozioni. Nel 2023 prende forma la sua identità artistica e con lei i suoi inediti, grazie all’etichetta The Lab Music Factory ed il team formato da Franco Iannizzi, Marco Mori e Daniel Riggione. Nel 2023 è uscito il suo primo brano ‘Come Acqua’, seguito da ‘Silenzi che mi fai’, ‘Antartide’ distribuito da Virgin Music Group. Il 2024 segna la svolta del suo percorso artistico: vanno di pari passo la nuova chiave di scrittura, maturata grazie alla collaborazione con l’autore Daniel Riggione. Da qui l’evoluzione della linea di gusto con suoni ‘new pop’ del produttore Alessandro d’Errico.

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Armonia e benessere: Sardinia Island Yoga Retreat

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Ritiri esclusivi immersi nella natura, all’insegna di crescita interiore e connessione con sé stessi

Nel sud della Sardegna, a Pula, c’è un’oasi di rigenerazione dove vengono organizzati ritiri rinvigorenti e profondi improntati al Kundalini Yoga e alla meditazione. Si chiama Sardinia Island Yoga, fondata nel 2010 da Marlies Wildeman, coach, naturopata, nutrizionista, terapista Journey e insegnante di Kundalini yoga che crede molto nella crescita personale e nel superamento dei blocchi emotivi e delle tensioni grazie al metodo Journey e al supporto dello yoga. Una sessione di Journey è un modo efficace per liberarsi da tensioni e negatività, con un atteggiamento più libero nella vita, un corpo più flessuoso e una mente più aperta.

Sardinia Island Yoga si concentra sulla creazione di suggestivi ed emozionanti ritiri attraverso insegnamenti di Kundalini Yoga, meditazione, coaching personale all’aperto e sessioni di Journey Therapy. Il tutto in un luogo meraviglioso circondato dalla potenza drammatica della natura e dal mare, permettendo ai sentimenti e alle emozioni di essere accolti, lasciati andare, e di conseguenza vivere una rigenerazione completa, psicofisica e cellulare.

Sardinia Island Yoga è stata creata da Marlis Wildeman, 24 anni di esperienza come coach, nutrizionista, naturopata e terapista Journey, di cui più di 15 anni di organizzazione di ritiri.

Marlies Wildeman guida gli allievi nel concentrarsi sulla propria verità più intima, sulla flessibilità del corpo, calmando la mente ed entrando nel silenzio e nella pace interiore.

Crede appassionatamente che attraverso un ritiro con sessioni di Journey, coaching all’aperto e yoga si possa raggiungere il proprio vero potenziale, cambiando non se stessi, ma i vecchi schemi, emozioni e percezioni, portando a una vita vissuta più liberamente, con leggerezza e in modo sano.

Ciò che rende speciale e diverso dagli altri l’approccio di Marlies Wildeman è la Journey Therapy: un potente metodo di guarigione sviluppato da Brandon Bays, che Marlies Wildeman pratica in Sardegna e nei Paesi Bassi. Il metodo è efficace ma semplice: durante una sessione di Journey viene data l’opportunità di liberarsi di vecchi fardelli, spesso legati a ricordi non ancora del tutto elaborati che hanno creato carichi emotivi o fisici nella propria vita. Vi si accede attraverso la visualizzazione guidata durante la quale vengono affrontati e lasciati andare. Si lasciano andare i bagagli malsani emotivi, mentali e fisici, il disordine di qualsiasi tipo.

Grazie al Metodo Journey e all’approccio olistico di Marlies si raggiunge una guarigione a livello cellulare. Esiste una stretta relazione tra le emozioni che proviamo e le reazioni delle cellule del corpo. Ogni cellula ha una memoria; il corpo è un dispositivo di trasporto pieno di emozioni, rinchiuso nelle nostre cellule. Se durante un picco emotivo questa emozione viene soppressa, il recettore cellulare si chiude e il ricordo associato a questa forte emozione viene immagazzinato nella cellula, provocando il ritorno di queste emozioni e la persistenza del problema. Tornando a questi ricordi e alle emozioni associate, i problemi possono essere risolti.

Un altro aspetto prezioso di una sessione Journey è sperimentare l’essenza del proprio essere. Questa è chiamata l’esperienza della Sorgente, comparabile ai momenti della vita in cui ti senti più vicino al tuo vero potenziale umano e in pace con te stesso. Si provano libertà, pace, essere uno con tutto, amore incondizionato, forza, felicità, quiete. Ciò rafforza il sistema immunitario, stimola la capacità di autoguarigione del corpo e scioglie le tensioni.

Lighthouse Retreat, 21-25 febbraio 2025

Lighthouse Retreat (il ritiro del faro) è un esclusivo ritiro privato di 5 giorni in un’area naturale protetta, dove godere di pricacy, pace, solitudine e avventura e lasciarsi alle spalle la vita frenetica, cercare la pace e allo stesso tempo spostare l’attenzione sul proprio processo interiore. Questo procura rinnovata energia, in connessione con se stessi, i valori e gli obiettivi personali.

Il ritiro avviene in hotel a 5 stelle in un faro con vista mozzafiato sul mare e sulle montagne, un luogo perfetto per immergersi nella natura e in tutti i suoi elementi. Sono previsti un’escursione nella natura, sessioni di coaching all’aperto, una sessione Journey e meditazione e yoga. L’hotel dispone di ristorante, piscina con vista sul mare e sulla scogliera, piscina a sfioro riscaldata, sauna e bagno turco.Sull’ampia terrazza con vista a 360 gradi sul mare e sull’entroterra si possono ammirare le stelle, bere un drink, rilassarsi. Si può praticare yoga e meditazione all’interno della struttura e nell’area naturale circostante ed è accessibile la visita alla lanterna del faro.

Nell’hotel Faro sono possibili: ritiri privati, ritiri di coppia, ritiri di coppia per genitorialità in gravidanza, ritiri personalizzati. Anche ritiri di gruppo di massimo 4 persone.

Fantastiche Visioni, ad Ariccia arriva l’Operaccia Satirica di Paolo Rossi

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Paolo Rossi
ph. Laila Pozzo_Fantastiche Visioni_2024

Continua all’insegna dello spettacolo e soprattutto della musica, fil rouge dell’intera manifestazione, la rassegna estiva ariccina “Fantastiche Visioni”. Sono già saliti sul palco di Parco Chigi, a due passi dall’omonimo Palazzo barocco, Gianluca Guidi e il suo racconto di Frank Sinatra, i The Black Blues Brothers con il loro spettacolo fra danza e acrobazie, Roberto Mercadini che ha reinterpretato L’Orlando Furioso.

Il 25 luglio sarà la volta di Paolo Rossi, artista eclettico che da trent’anni calca la scena dei teatri più importanti d’Italia e che ha saputo rendere rock il teatro stesso, senza mai tradire le sue origini. Rossi porta ad Ariccia “Operaccia Satirica – La guerra dei sogni”, uno spettacolo fatto di storie e di racconti, messi in musica e narrati con il suo inconfondibile stile.

“Le operacce satiriche sono creazioni stravaganti che nascono da diverse ispirazioni: la lettura dei grandi classici letterari che vengono trasformati in buffe composizioni, episodi “rubati“ dalla vita vissuta e dal mio personale repertorio poi rielaborati e trasformati in poesie comiche che, grazie all’accompagnamento musicale, si tramutano in una canzonaccia popolare”, ha spiegato l’artista.

Rimangono fondamentalmente delle storie, che Paolo Rossi si impegna a raccontare al meglio per combattere “il senso di smarrimento che si prova quando si pensa a come è governato il mondo che viviamo”

“Se si smarrisce la strada, l’unica direzione è perdersi nelle nostre storie… Cantando, ridendo, ballando e ridendo ancora, e sarà proprio così che ci ritroveremo. Ad ogni modo, si ride. Tanto”, promette l’artista.

A chiudere la rassegna, dopo “Operaccia Satirica”, sarà ancora la musica con la chitarra di Neri Marcorè, il 2 agosto, che porta sul palco la sua playslist con “Le mie canzoni altrui”.

I biglietti, disponibili al costo di 5 euro, possono essere acquistati direttamente al botteghino presso l’ingresso di Parco Chigi (Via dell’Uccelliera, 1 – Ariccia). Non è prevista prevendita, ma è possibile prenotarli chiamando il numero 3283338669 o inviando una mail a preno@arteideaeventieservizi.it.

In caso di condizioni meteorologiche avverse, gli spettacoli in programma si terranno lo stesso giorno alla stessa ora presso l’Auditorium M. P. Starquit presso il Liceo James Joyce (Via Alcide De Gasperi, 20 – Ariccia).

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