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Adoc Rieti, Paolucci (Uil): “Eletti i vertici provinciali dell’Associazione per difesa e orientamento consumatori”

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L’assemblea congressuale dell’Adoc di Rieti ha eletto presidente Adalberto Andreani. Il nuovo presidente sarà affiancato dal vicepresidente, Alberto Desantis, e dal tesoriere, Antonio Violini. Lo fa sapere in una nota la Uil di Rieti e della Sabina romana. 

“Auguri di buon lavoro – dice Alberto Paolucci, segretario generale della Uil di Rieti e della Sabina romana – Adalberto è una persona che saprà ricoprire al meglio il ruolo che gli è stato conferito e sarà ogni giorno impegnato per tutelare i diritti degli iscritti e di tutti i consumatori della nostra provincia. In questa avventura sarà supportato da Alberto e Antonio, anche loro persone capaci e competenti”.

“I prezzi dei generi alimentari sono ancora elevati – ricorda Paolucci – la liberalizzazione del mercato dell’energia è un flop, visti gli elevati attuali costi. In questo scenario l’Associazione Nazionale per la Difesa e l’orientamento dei Consumatori (Adoc), promossa dalla Uil, assiste gli iscritti con operatori esperti sui diritti del consumatore. E con una rete di consulenti, avvocati e volontari del servizio civile, offre consulenze legali qualificate”.

All’assemblea congressuale reatina ha partecipato Anna Rea, Presidente Adoc Nazionale, Alessandro Cafagna, Vice presidente Adoc, Giancarlo Balla, presidente Adoc Lazio.

ATTACCHI A GIORNALISTE RAI, LA SOLIDARIETÀ DELL’ASSOCIAZIONE  “GIORNALISTE ITALIANE”

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Esprimiamo solidarietà alle colleghe iscritte all’Associazione Giornaliste Italiane, ancora una volta oggetto di un’aggressione sessista. Donne che lavorano in Rai da decenni, giudicate da un autorevole collega del Foglio non in base alla loro professionalità ma alle loro relazioni personali e familiari. Un pregiudizio di genere che nulla ha a che vedere con la storia professionale delle colleghe.

POLIZIA DI STATO: NON È INCOSTITUZIONALE LA MANCATA ESTENSIONE AI DIRIGENTI DEL NOCS DELL’INDENNITÀ DI IMPIEGO SPETTANTE AL PERSONALE NON DIRIGENTE

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La mancata estensione ai dirigenti del Nucleo operativo centrale di sicurezza della Polizia di Stato dell’indennità di impiego istituita, per il personale operativo non dirigente dello stesso reparto, dall’accordo sindacale recepito dal d.P.R. n. 51 del 2009, non contrasta con gli artt. 3 e 36 della Costituzione.

È quanto ha deciso la Corte costituzionale nella sentenza n. 134, pubblicata oggi, con la quale sono state dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 1, della legge 30 novembre 2000, n. 356, e, in via subordinata, dell’art. 45, comma 30, del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95.

Le questioni erano state sollevate dal TAR Lazio, che aveva lamentato una irragionevole disparità di trattamento tra i dirigenti del NOCS e le corrispondenti figure apicali del GIS dell’Arma dei carabinieri, cui è riconosciuta un’indennità – quella di incursore – volta a compensare gli specifici rischi connessi all’impiego operativo, nonché tra il personale non dirigenziale del NOCS e i dirigenti dello stesso nucleo, oltre che la lesione, ai danni di questi ultimi, del principio della proporzionalità della retribuzione alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, di cui all’art. 36 Cost.

La Corte ha escluso anzitutto la discriminazione tra i dirigenti del NOCS e quelli del GIS, evidenziando come le posizioni a raffronto risultino eterogenee. Infatti, il GIS, oltre ad operare come unità speciale di polizia, sotto la direzione del Ministero dell’interno, per far fronte ad esigenze di sicurezza nazionale, agisce anche quale forza speciale appartenente al Comando interforze per le operazioni delle Forze speciali (COFS) e svolge interventi anche all’estero.

Ed è in forza di tale duplice ruolo che il GIS, a differenza del NOCS, è qualificato come reparto incursore (e percepisce la relativa indennità), tanto che ai suoi componenti, ufficiali e sottufficiali, è richiesto il conseguimento dello speciale brevetto militare di incursore, il cui possesso non è, invece, prescritto per gli appartenenti all’omologo nucleo operativo della Polizia di Stato.

A giudizio della Corte, una disparità di trattamento non sussiste neppure tra i dirigenti del NOCS e gli appartenenti allo stesso reparto privi di qualifica dirigenziale, non essendo tali categorie professionali comparabili per via della eterogeneità dei rispettivi status giuridico ed economico. La Corte ha osservato, tra l’altro, che la scelta legislativa di non estendere l’indennità per i poliziotti in possesso della qualifica di operatore NOCS ai dirigenti del medesimo reparto riguarda la disciplina, non ancora contrattualizzata, dei dirigenti delle Forze di polizia, mentre l’indennità di cui si tratta è stata riconosciuta ai poliziotti in possesso della qualifica di operatore NOCS in sede sindacale.

La soluzione adottata dal legislatore non impedisce – precisa la Corte – una volta che l’area negoziale istituita, anche per i dirigenti delle Forze di polizia ad ordinamento civile, dall’art. 46 del d.lgs. n. 95 del 2017, trovi attuazione, che il riallineamento retributivo auspicato dal rimettente possa essere raggiunto, attraverso le apposite procedure negoziali.

La sentenza ha, altresì, chiarito che gli operatori del NOCS conservano comunque l’indennità di impiego dopo il conseguimento della qualifica dirigenziale, anche se il relativo ammontare non viene adeguato alla nuova posizione apicale. 

È stata, infine, esclusa anche la violazione dell’art. 36 Cost., sul rilievo che l’indennità di impiego costituisce soltanto una parte del trattamento economico accessorio spettante al personale in servizio presso il NOCS, mentre la verifica della proporzionalità della retribuzione alla quantità e alla qualità del lavoro prestato deve investire, come più volte chiarito dalla Corte, il trattamento economico del lavoratore nel suo complesso e non i singoli elementi che lo compongono, né le sole prestazioni accessorie.

PARIGI, PARIGI!

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Grande Paese la Francia già dall’oblò dell’aereo o dal finestrino del treno: i grandi spazi, le campagne sterminate coltivate, i grandi fiumi che solcano il territorio, le foreste. Pur coi suoi problemi e necessità, soprattutto oggi periodo infelicissimo di guerra e di servaggine agli USA del suo primo cittadino, la Francia rispetto agli altri paesi civili  ha qualcosa in più, di inspiegabile e che è quanto colpisce e non tanto la inappuntabile gestione quasi capillare del territorio  e delle località più appartate e la cura e l’attenzione  delle istituzioni pubbliche di ogni genere quanto l’atmosfera che si respira in giro, già per una strada cittadina riposante e rilassata pur se affollata! tutto il resto   è patrimonio comune europeo vivibile in una società altrettanto civile. Una riflessione a parte per  la organizzazione burocratica cioè dipendenti pubblici ben preparati ed educati, nel complesso onesti e rispettosi dei cittadini e soprattutto competenti ciò che mette in condizione il Paese di essere efficientemente guidato e amministrato: è una peculiarità nazionale che si osserva ed assapora quando si vive in Francia! E perciò la organizzazione del territorio nonché il  rispetto e valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente: è vero le antiche architetture sono quasi dovunque  scomparse  e non solo a seguito delle guerre e lotte intestine che hanno martoriato  il Paese nel corso dei secoli. E qui ci arrestiamo e solo ricordiamo che una ragione profonda deve pur esserci se da sempre, per esempio, certe categorie di italiani sono da anni tra i più numerosi  compratori di appartamenti a Parigi! Abituati al disordine in gran parte delle nostre città dove più dove meno, a una cementificazione orribile e sgangherata, si capisce bene perché i fortunati di cui sopra mettano piede anche  a Parigi, perché in  effetti è un mondo diverso, un’aria differente.

Tutto si fa iniziare  da poco prima del 1870,  una transizione, un periodo, vissuti al massimo, come in nessun altro luogo: Parigi diviene il punto di convergenza e il fulcro della cultura occidentale nelle sue varie espressioni  tanto da trasformarsi  in crogiuolo e punto di incontro e di acculturamento degli artisti provenienti letteralmente da tutto il mondo che, chi più chi meno, trovavano in questa fantastica città cosmopolita e aperta, in  entità e maggiormente in tenore e qualità, come nessuna al mondo, la possibilità di esprimersi e di realizzarsi; e anche  industriali, diplomatici, aristocratici e nobili, perfino  monarchi,  anche scrittori, attori, attrici, ballerine, pittori e pittrici, cantanti, e avventurieri naturalmente, e poi un mondo inaudito di donne splendide di ogni categoria, straniere e non, tra le quali si evidenziavano per numero e modo di vivere le parigine vere e proprie, cosiddette ‘insoumises’  termine arduo a tradurre;  anche le donne italiane seppero giuocare un ruolo rimasto nella storia: la Marchesa Luisa Casati forse la più celebre non fosse per la sua eccentricità e le enormi ricchezze profuse, la principessa Ruspoli di Roma, Maria Brignole Sale de Ferrari duchessa di Galliera dallo spirito filantropico ed artistico insuperabili, le cui tracce ancora ben visibili sono a Parigi e a Genova, la Marchesa Landolfo Carcano avida collezionista d’arte, Franca Florio  immortalata da Boldini, più tardi Mimì Pecci Blunt,  il cui salotto di Rue Babylone 32 divenne tra i primari e più ambiti di Parigi, come pure a Versailles quello di Roffredo  Caetani duca di Sermoneta in Ciociaria e di Marguerite,  più tardi la regina della moda Elsa Schiaparelli  e altre ancora, per non citare le parigine e le straniere, queste ultime  un florilegio impareggiabile: Cleo de Mérode, Isadora Duncan, Ida Rubinstein, Natalie Clifford e il suo salotto della Rue Jacob, Romaine Brooks, Peggy Guggenheim, Sara e Gertrude Stein le cognate scopritrici e  promotrici di Picasso e di Matisse,  Louisine Havemeyer, Isabella Stewart Gardner, Tamara de Lempicka, Vita Sackville West e poi, polacca russa, quella che sarà Madame Curie dai due premi Nobel e poi le russe aristocratiche fuggitive e non,  pittrici e scrittrici mai abbastanza illustrate e fatte rivivere: da non dimenticare anche quel florilegio incredibile delle modelle e modelli ciociari che diedero corpo e sembiante ad opere d’arte di grandi artisti che fanno il godimento dei cultori d’arte del pianeta; un ruolo anche inimmaginabile giuocato dai grandi collezionisti d’arte tra i qual i due russi I.Morozov e S.Schuckin che hanno dotato la loro patria di incredibili  capolavori  e poi il dr Barnes  e le sorelle Cone, americani, anche insaziabili compratori.  E  quanto è da ritenere la prova più palese e manifesta  e veritiera di un mondo unico e sicuramente senza eguali, ovviamente proiettato e finalizzato  all’arte e alla cultura e alla bellezza, quindi alla sensibilità d’animo e all’apertura mentale,  erano, e sono ancora pur se meno numerose,  gallerie d’arte e librerie: le librerie, una quantità inaudita, come in nessun’altra città del mondo, di ogni tipo e di ogni disciplina, un numero incredibile sparse in tutta la città, testimoni taciti e ancora di più documenti clamorosi e sensazionali dell’arte e della letteratura  come e in quale qualità e intensità  coltivate e vissute a Parigi: i luoghi strategici più appetiti, per esempio agli angoli delle strade, erano solo librerie. Quale spettacolo! E tutte vive, naturalmente, tutte un luogo di vita e di incontri e di scambi. Oggi in tutte, dico tutte, le librerie agli angoli e quelle nei luoghi centrali e più frequentati, e ne erano centinaia! vediamo in gran parte banche o locali di ristorazione o mutanderie!! E le librerie quasi ogni giorno che passa, tra quelle rimaste in verità, ne chiude sempre qualcuna, un mondo è  in via di estinzione! Un altro mondo dunque, sta vivendo Parigi. Ma altre antiche impronte e tipicità sono ancora vive e presenti e cioè quell’altra  realtà unica parigina rappresentata dai bouquinistes cioè i venditori di stampe e analoghi e libri antichi sui muretti lungo la Senna! Torneremo a parlare di questa città clamorosa e unica.

                                                                                                          Michele Santulli

Biden vicino al ritiro? La Cnn: “Nancy Pelosi ha mostrato al Presidente i sondaggi, se non si ritira è sconfitta certa”

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Si torna a parlare insistentemente di un suo passo indietro. Il sito della Cnn apre con la notizia di un colloquio con l’ex presidente della Camera

ROMA – Salgono le quotazioni di un possibile ritiro di Joe Biden dalla corsa alla Casa Bianca. Nonostante le ripetute smentite, da Oltreoceano rimbalzano nuovamente voci di un momento di profonda riflessione per il Presidente in carica, complice anche la rinuncia agli appuntamenti elettorali per aver contratto il covid. Si torna, dunque, a parlare insistentemente di un suo passo indietro. In queste ore il sito della Cnn apre con la notizia di un colloquio con l’ex presidente della Camera Nancy Pelosi, incontro nel quale l’ex speaker della Camera avrebbe mostrato a Biden i sondaggi, che indicano chiaramente la vittoria di Donald Trump. Pelosi avrebbe inoltre riferito a Biden che cercare un suo secondo mandato significherebbe distruggere le possibilità dei democratici di vincere alla Camera.

Il presidente avrebbe risposto – riferisce la Cnn – di aver visto i sondaggi che indicano che ci sarebbero possibilità di vittoria. Un’altra fonte ha descritto Biden molto sulla difensiva. Pelosi avrebbe inoltre avuto una conversazione telefonica con Mike Donilon, consigliere di lunga data di Biden, per parlare dei sondaggi. La conversazione tra Pelosi e Biden risalirebbe all’inizio di luglio.

Nessuna delle fonti ha indicato se Pelosi abbia detto a Biden in questa conversazione che crede che il presidente dovrebbe abbandonare la corsa al 2024.Pelosi ha trascorso le settimane successive al drammatico (per i democratici) confronto televisivo tra i due candidati alla Casa Bianca ascoltando le preoccupazioni dei suoi colleghi. Hanno fatto inoltre scalpore inoltre, le dichiarazioni di Pelosi in un’intervista della scorsa settimana: “Spetta al presidente decidere se si candiderà. Lo stiamo tutti incoraggiando a prendere questa decisione perché il tempo stringe”.

Quando è stato chiesto un commento, il portavoce della Casa Bianca Andrew Bates non ha risposto ai dettagli del rapporto della CNN sulla recente chiamata Pelosi-Biden. “Il presidente Biden è il candidato del partito. Ha intenzione di vincere e non vede l’ora di lavorare con i democratici del Congresso per approvare la sua agenda di 100 giorni per aiutare le famiglie che lavorano”, ha detto Bates.

Un portavoce della Pelosi ha detto alla CNN che l’ex presidente della Camera è in California da venerdì e da allora non ha più parlato con Biden.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Von der Leyen rieletta alla guida della Commissione europea

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Ursula von der Leyen

Le proposte contenute nelle linee programmatiche presentate alla plenaria di Strasburgo per ottenere il secondo mandato

Di Alessio Pisanò

STRASBURGO – Ursula von der Leyen è stata rieletta alla guida della Commissione europea. Su 707 votanti, ha ottenuto 401 “sì” e 284 “no”. Sono 15 le astensioni e 7 le schede nulle.

IL DISCORSO DI VON DER LEYEN AL PARLAMENTO EUROPEO

La nomina di un commissario responsabile per l’area mediterranea da affiancare all’alto rappresentante, per cui è stata designata la premier estone in carica Kaja Kallas, è una delle proposte contenute nelle linee programmatiche presentate da Ursula von der Leyen alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo per ottenere la fiducia per un secondo mandato. “La regione mediterranea dovrebbe ricevere un’attenzione costante e invitare Paesi nella nostra unione è una questione morale, storica, una responsabilità geostrategica, perché la prosperità e la democrazia si espandano al di là dei confini europei”, ha affermato von der Leyen davanti ai 720 eurodeputati riuniti per la prima volta a Strasburgo.

La questione dei rapporti con il vicinato è stata legata nel discorso alla guerra a Gaza e allo spargimento di sangue e alle morti “causate dalla risposta di Israele contro Hamas”, che “devono finire ora”. L’europa “deve svolgere la sua parte, la soluzione a due Stati è il modo migliore per garantire la sicurezza”, ha detto ancora.

La massima priorità per i prossimi cinque anni “saranno la prosperità e la competitività. Negli ultimi 5 anni abbiamo affrontato le tempeste più catastrofiche della storia europea, tra lockdown e crisi energetiche, e possiamo andare fieri di come abbiamo lavorato”, ha affermato. Ma con i fondamentali dell’economia che stanno cambiando, l’Europa “deve cambiare marcia agevolando il mondo delle imprese, con meno burocrazia, più fiducia, autorizzazioni più rapide e più rendicontazion”. Ogni commissario del prossimo collegio, ha proposto von der Leyen, “deve lavorare nel suo portafoglio per avere una riduzione degli oneri”. Uno dei commissari sarà vice presidente responsabile del coordinamento e si dedicherà a rendicontare “i progressi una volta all’anno”.

IL NUOVO PATTO PER L’INDUSTRIA VERDE

Il nuovo patto per l’industria verde, ha proseguito von der Leyen davanti agli eurodeputati, prevederà soluzioni per le industrie ad alto consumo energetico, inclusa quella della produzione di acciaio. Un’Europa competitiva ha bisogno di “imprese che possono fare affidamento sulle istituzioni europee” e operare uno spazio in cui si “sia in grado di conciliare la protezione del clima e un’economia prospera”. “Lo dobbiamo fare anche per le generazioni future, che non ci perdoneranno mai se non saremo all’altezza della sfide: si tratta di giustizia tra le generazioni, le giovani generazioni meritano questo”, ha aggiunto von der Leyen.

NUOVO FONDO EUROPEO PER LA COMPETITIVITA’

Il piano della prossima Commissione sarà anche “investire nelle competenze delle persone, completare il mercato dei capitali: ogni anno 300 miliardi di euro vanno ai mercati esteri e questi capitali vengono utilizzati per acquistare aziende europee dall’estero e noi abbiamo bisogno di un mercato dei capitali profondo e liquido: l’Europa deve essere la casa delle opportunità e delle innovazioni”, ha detto la presidente designata il 27 giugno dai leader europei per guidare ancora una volta l’Esecutivo. Accolto con entusiasmo in aula l’annuncio di un “nuovo fondo europeo per la competitività, che si concentrerà su progetti comuni trasfrontalieri che stimoleranno l’innovazione”. Servirà a sviluppare tecnologie strategiche e pulite, che devono essere prodotte qui in Europa”, ha sottolineato. Per la Difesa la politica tedesca ha insistito sul cambiare rotta sulla spesa. “Spendiamo troppo all’estero, dobbiamo investire di più nelle capacità di difesa di alta gamma e creare progetti europei comuni come un sistema di difesa aereo e uno scudo aereo europeo”, ha detto ancora.

PROTEZIONE DELLE FRONTIERE E MINACCE CIBERNETICHE

Contro le minacce cibernetiche le linee programmatiche della presidente designata comprendono anche il raddoppiamento del personale di Europol e il rafforzamento del suo mandato per renderlo una vera agenzia opetiva. La protezione delle frontiere esterne è da garantire, nelle proposte di Ursula von der Leyen, con il triplo degli agenti di Frontex – l’agenzia di frontiera e costiera europea – rispetto al livello attuale, aumentandoli a 30mila. “Mi impegnerò affinché agricoltori abbiano un reddito dignitoso e giusto: nessuno sarà obbligato a vendere sotto costo i prodotti agricoli”, ha detto poi riferendosi al comparto agricolo. “Chi vuole trattare biodiversità in modo sostenibile e contenere il cambiamento climatico deve agire in questo senso e tenere conto della condizione degli agricoltori”, ha detto rivolgendosi agli ambientalisti.TEMA LAVORO

Contro i problemi nel mondo del lavoro von der Leyen ha annunciato “un piano d’azione per l’attuazione del pilastro dei diritti sociali”. Un commissario con responsabilità diretta nel comparto degli alloggi sarà nominato per sviluppare “un piano europeo degli alloggi a cui tutti possono accedere con investimenti pubblici e privati”. “La Commissione deve aiutare la gente: voglio che l’Europa sia il posto migliore in cui crescere e invecchiare”, ha aggiunto.

I GIOVANI E I SOCIAL MEDIA

La prossima Commissione dovrebbe impegnarsi anche a “sviluppare la prima indagine europea sull’impatto dei social media sul benessere dei giovani“, ha sottolineato. “Si parla sempre di più di quella che viene chiamata una crisi mentale crescente: mi piange il cuore quando vedo giovani che abusano del tempo passato online”, ha detto von der Leyen richiamando l’attenzione sui giovani e sulla loro condizione di vita “in un periodo di grande sviluppo e vulnerabilità allo stesso tempo”. L’aula ha risposto con un lungo applauso alle critiche alla visita di Viktor Orban in Russia. “Questa cosiddetta missione di pace è stata solo una missione di acquiescenza, una politica di eccessive concessioni: solo due giorni dopo i jet di Putin hanno colpito un ospedale pediatrico. La nostra risposta deve essere chiara, nessuno vuole la pace più dell’Ucraina e l’Europa sosterrà l’Ucraina fintanto che sarà necessario, perché per la prima volta da decenni è a rischio la nostra libertà”, ha detto insistendo sul bisogno di creare una difesa comune.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Accordo di collaborazione per attività e imprese “Confesercenti – UniCredit”

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Nuovo accordo di collaborazione nell’ambito del credito alle imprese, sottoscritto nei giorni scorsi dalla Confesercenti regionale del Lazio con UniCredit.

L’accordo è stato presentato ai vertici della Confesercenti della provincia di Latina lo scorso 16 luglio, presso i locali dell’Associazione in Latina, alla presenza della Presidente provinciale Confesercenti Susanna Gloria Mancinelli, del Coordinatore provinciale Ivan Simeone e dei Consiglieri Silvano Moretto e Roberto Stabellini. Per UniCredit sono intervenuti Manuela Pompili, Area Manager Retail Latina, e Enrico Bussotti, Vice Area Manager e referente del Business Retail.

Nell’ambito di questo primo incontro, si sono illustrati i termini dell’accordo che permetterà alle imprese e attività associate Confesercenti, di avere una opportunità in più per accedere al credito ordinario ed agevolato per tramite dell’Ufficio Confesercenti di Latina, che curerà l’attività di preistruttoria amministrativa.

Un aspetto essenziale, è stato evidenziato nella riunione, è il rapporto di consulenza personale con l’Istituto di Credito nonché la velocità di risposta.

Alla ripresa dei lavori, dopo la pausa estiva, si terrà un apposito seminario informativo per imprese, attività e consulenti di Confesercenti con gli operatori economici di UniCredit per approfondire tutte le opportunità messe a disposizione e le procedure di accesso all’accordo.

Polizia di Stato—Firmata convenzione tra Ministero dell’Interno- Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed AISCAT per accrescere ulteriormente gli standard di sicurezza e di efficienza sulle autostrade in concessione

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È stata firmata, oggi 17 luglio, dal Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Vittorio Pisani e dal Vice Presidente di AISCAT (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) Ing. Roberto Tomasi, la nuova convenzione tra Ministero dell’Interno- Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed AISCAT che rinnova, a distanza di 7 anni dalla precedente, l’accordo per i servizi in esclusiva di polizia stradale sulla rete autostradale in concessione, consolidando ancora di più il partenariato e la collaborazione, ultradecennale, in atto tra Polizia di Stato e il comparto delle Società concessionarie.

La convenzione costituisce lo strumento di indirizzo e di attuazione delle linee strategiche e operative della stretta cooperazione tra la Polizia Stradale e le Società concessionarie, rafforzandone il reciproco impegno, anche attraverso il potenziamento delle risorse e delle dotazioni impiegate e lo sviluppo di nuovi e più efficaci modelli d’intervento, per accrescere ulteriormente gli standard di sicurezza e di efficienza sulle autostrade in concessione.

Il sistema della viabilità autostradale rappresenta una priorità per la Polizia di Stato che, con la Specialità della Polizia Stradale, assicura la vigilanza mettendo in campo mediamente una pattuglia ogni 40 km, con competenza esclusiva per gli interventi in ambito autostradale.

La rete autostradale in concessione, che vede transitare sui 6.100 km che la compongono circa 5 milioni di viaggiatori ogni giorno, ha registrato, negli ultimi 10 anni, a fronte di un aumento dei volumi di traffico del 13%, una flessione dell’incidentalità del -7% circa, con una riduzione di quasi il -19% del numero di vittime e del -6% del numero di feriti – con 39  vite salvate e oltre 600 feriti in meno nel 2023 rispetto al 2014 – confermando la validità della sinergia sviluppata nella gestione dei servizi di sicurezza in autostrada .

La cooperazione sviluppata tra la Polizia Stradale e l’AISCAT sulle tratte autostradali in concessione si concretizza in forme di coordinamento ed azioni congiunte per il miglioramento complessivo del servizio reso agli utenti e per aumentare i livelli di sicurezza ed efficienza della grande viabilità.

Fitprime promuove i 7 valori olimpici per favorire il benessere aziendale

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A pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi Fitprime, lancia Corporate Olympics Game, un programma di welfare aziendale per portare i valori olimpici all’interno delle aziende

Lo sport è essenziale per il benessere psicofisico delle persone, contribuendo significativamente a mantenere un equilibrio complessivo che coinvolge sia il corpo che la mente. Gli antichi lo avevano già compreso, riassumendo questa connessione nel noto detto “mens sana in corpore sano“, sottolineando come il benessere reciproco di corpo e mente vada a creare un circolo virtuoso.

Questo principio non si limita solo all’individuo stesso, ma trova una rilevante applicazione anche all’interno delle imprese. Allo stesso modo, i valori olimpici rivestono un’importanza significativa non solo per gli sportivi e le competizioni internazionali, ma anche per il mondo aziendale. Trasferire questi valori nell’ambiente di lavoro può apportare benefici sostanziali a livello organizzativo e culturale.

Per questi motivi, Fitprime, la piattaforma di servizi di welfare aziendale rivolti al benessere della persona, ha dato vita ai Corporate Olympics Game: un progetto di welfare che offre a tutti i dipendenti la possibilità di partecipare a un torneo di discipline sportive a scelta tra padel, calcio a 5 o a 8, rowing, beach volley, rugby touch, gare di atletica singole e in staffette, e tanto altro, che metterà a confronto in una sola giornata, tutti i partecipanti suddivisi in squadre miste di ogni genere ed età, composte da 2 fino a 11 persone, in base alla disciplina sportiva. Un modo per mettersi in gioco, fare gruppo tra colleghi, divertirsi in modo sano e anche far avvicinare le persone allo sport, promuovendo i benefici dell’attività fisica a tutte le età.

Tra pochi giorni, infatti, si svolgeranno le Olimpiadi 2024 e l’obiettivo di questa esperienza è quella di far vivere ai dipendenti una giornata all’insegna dello sport e dei valori olimpici: rispetto, fratellanza, lealtà, promozione della pace, comprensione, solidarietà, fair play. Come nello sport, anche nel mondo del lavoro, questi valori sono alla base di qualsiasi team e azienda di successo.

Rispetto: è il primo dei 7 valori presenti nella carta olimpica. Il rispetto in azienda si manifesta partendo dai “piccoli gesti” come salutarsi in ufficio per esprimersi poi in modo più completo nel portare a termine task e richieste e nel rapporto tra pari ruolo e non e anche tra differenti dipartimenti.

Lealtà: questo valore in azienda lo si ritrova nell’impegno ad essere trasparenti con i colleghi, e nell’affrontare in modo corretto una competizione interna, senza ricorrere ad alcun tipo di comportamento scorretto che possa ledere gli altri ed il loro lavoro.

Fratellanza: il terzo valore è rappresentato dal sostenersi a vicenda, essere disponibili ad aiutarsi nei momenti difficili e di forte pressione e stress, come per esempio in occasione della presentazione di un progetto o della nascita di un nuovo prodotto.

Promozione della pace: assumersi la responsabilità di non alimentare litigi o tensioni e favorire un clima collaborativo e di dialogo anche in caso di litigi tra altri colleghi.

Comprensione: si tratta di un valore molto importante, specialmente tra i responsabili di dipartimento, i Ceo e i livelli manageriali; elemento chiave della comprensione è anche l’empatia, ovvero il mettersi nei panni degli altri, in un’ottica di bilanciamento tra vita e lavoro, ed esigenze personali.

Solidarietà: è un valore che sta alla base dell’essenza dei rapporti umani; collocandola all’interno di un team sportivo, così come in un team aziendale, la solidarietà è il collante che tiene insieme i colleghi tra loro e si manifesta soprattutto in situazioni di difficoltà, come per esempio un errore di valutazione in un’indagine di mercato, piuttosto che nel fallimento di un obiettivo non raggiunto.

Fair Play: è il settimo ed ultimo dei valori della carta olimpica. Nel mondo del lavoro lo si ritrova nelle dinamiche di sana competizione tra colleghi, che porta alla creazione di un ambiente sano, positivo e costruttivo, mira ad elevare prima le persone, ed indirettamente i loro standard lavorativi.

Le Corporate Olympics rappresentano quindi un modo per promuovere lo spirito di squadra e migliorare le relazioni interpersonali all’interno dell’ambiente lavorativo, ma aiutano anche a far avvicinare le persone allo sport. Grazie a questo tipo di iniziative, le aziende possono contribuire attivamente a creare una cultura del benessere e della salute, rafforzando il legame con la comunità e incentivando uno stile di vita più attivo e sano per tutti i partecipanti.

“Abbiamo realizzato le Corporate Olympics, un progetto a cui tenevamo tanto perché crediamo che i 7 valori olimpici, anche nel mondo aziendale come nello sport, siano alla base di qualsiasi team ed azienda di successo”, afferma Matteo Musa, CEO e Co-founder di Fitprime. “Partecipare a tornei aziendali come quelli di beach volley, padel e ping-pong rappresenta un’eccellente occasione per mettersi in gioco, favorendo l’interazione e la collaborazione tra colleghi, oltre a offrire un’opportunità di divertimento in un contesto sano e positivo. Questo tipo di eventi aiuta inoltre sottolineare i numerosi benefici dell’attività fisica, che spaziano dal miglioramento della salute fisica al benessere mentale, coinvolgendo persone di tutte le età.”

Scontri sede RAI di Napoli: obbligo di presentazione alla P.G. per quattro indagati

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In data odierna la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, con la quale è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria nei confronti di quattro indagati gravemente indiziati dei reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. 

In particolare, ai quattro indagati è contestato di aver partecipato, unitamente ad altri soggetti, ad una violenta azione attuata nei confronti degli appartenenti alle forze di polizia nel corso di una manifestazione organizzata all’ingresso della sede RAI di Napoli il 13 febbraio 2024.

Dalla ricostruzione dei fatti, effettuata attraverso le annotazioni di Polizia Giudiziaria e la visione dei video a disposizione, risulta che, sin dal giorno precedente, la notizia della manifestazione di protesta davanti alla RAI era stata ampiamente diffusa sui social media.

Il giorno della manifestazione, dunque, verso le ore 9.00 il personale della Polizia di Stato veniva dislocata a presidio dei tre ingressi pedonali e carrabili della RAI. Veniva altresì predisposto, dal personale del locale Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica, un servizio di video-registrazione finalizzato a riprendere e cristallizzare le fasi salienti dell’iniziativa.

Verso le ore 11.00 circa giungevano sul posto circa 250 manifestanti e successivamente un gruppo composto da 50 dimostranti, compatti dietro uno degli striscioni, cominciava ad avanzare in direzione dell’ingresso della RAI, occupando la sede stradale con il chiaro ed inequivocabile intento di accedere alla struttura.

Al fine di evitare l’accesso in massa non autorizzato, il Dirigente del servizio provvedeva alla chiusura completa del cancello scorrevole di accesso alla struttura, fino a quel momento rimasto socchiuso per consentire l’ingresso dei dipendenti agli studi televisivi.  Nonostante i tentativi attuati dal personale della D.I.G.O.S. di dissuadere i manifestanti, gli stessi continuavano ad avanzare compatti dietro lo striscione fino a giungere a contatto con la squadra del Reparto Mobile posta a protezione del varco.  Dai video acquisiti si nota chiaramente che i manifestanti non si sono limitati al contatto diretto con gli operatori di polizia, ma hanno avanzato ulteriormente fino a comprimerli con forza contro la cancellata, utilizzando la così detta “spinta di massa”, per poi iniziare una vera e propria condotta di resistenza sferrando calci e pugni agli agenti che tentavano di non restare intrappolati contro la recinzione metallica.
In seguito al sopraggiungere delle altre due squadre del Reparto Mobile in supporto agli agenti intrappolati, i manifestanti hanno assunto una condotta ancora più violenta e, non riuscendo ad accedere all’interno del la sede della Rai, hanno compresso nuovamente contro la recinzione metallica gli agenti rimasti schierati nel tentativo di evitare l’accesso, colpendoli al contempo con aste di bandiera e caschi da motociclista, mentre, dalle retrovie, i manifestanti rimasti indietro lanciavano oggetti contundenti contro gli agenti, tra cui pietre di notevoli dimensioni, sanpietrini, vari oggetti metallici e vernice rossa. A seguito degli eventi, hanno subito lesioni operatori di polizia, un fotoreporter ed alcuni dei manifestanti, ed è stato danneggiato materiale in dotazione ai reparti inquadrati, quali scudi e divise. Gli indagati sono stati identificati attraverso la visione ed analisi delle riprese effettuate da personale della Polizia Scientifica. 

Il provvedimento eseguito è una misura precautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

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