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Furia Trump: “Biden è uno stupido a capo di fascisti, ha manipolato il processo. Presto chiuderemo i confini”

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Furia Trump: “Biden è uno stupido a capo di fascisti, ha manipolato il processo. Presto chiuderemo i confini”

ROMA – “Joe Biden è il peggior presidente della nostra storia, il più incompetente, il più stupido, il più disonesto”. È duro il vocabolario di Donald Trump nella conferenza stampa post condanna a 4 anni nel processo Stormy Daniels. Durissimo. Il Tycoon ha attaccato violentemente l’attuale inquilino della Casa Bianca, accusandolo di aver “orchestrato un processo iniquo”.

“SE POSSONO FARLO A ME, POSSONO FARLO A CHIUNQUE”

“Ora, sono sotto un obbligo di silenzio: nessun candidato alla presidenza è mai stato sottoposto a un ordine di silenzio prima – ha detto – . e sono stato minacciato di prigione”, ha ribadito. “Se possono fare questo a me, possono farlo a chiunque”.

ROMA – “Joe Biden è il peggior presidente della nostra storia, il più incompetente, il più stupido, il più disonesto”. È duro il vocabolario di Donald Trump nella conferenza stampa post condanna a 4 anni nel processo Stormy Daniels. Durissimo. Il Tycoon ha attaccato violentemente l’attuale inquilino della Casa Bianca, accusandolo di aver “orchestrato un processo iniquo”.

“SE POSSONO FARLO A ME, POSSONO FARLO A CHIUNQUE”

“Ora, sono sotto un obbligo di silenzio: nessun candidato alla presidenza è mai stato sottoposto a un ordine di silenzio prima – ha detto – . e sono stato minacciato di prigione”, ha ribadito. “Se possono fare questo a me, possono farlo a chiunque”.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Dispersi tre giovani a Udine, travolti dalla piena di un fiume. Disperato abbraccio prima di scomparire

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Due ragazze e un ragazzo inghiottiti dai flutti del Natisone. Avevano lanciato un Sos ma sono stati vani i tentativi di recupero dei soccorritori. Proseguono le ricerche

UDINE – Si stringono più forte che possono per tentare di resistere all’urto violento della corrente che, alla fine, li ha portarli via. È l’ultima immagine dei tre giovani, un ragazzo e due ragazze, travolti dalla piena del fiume Natisone a Premariacco, in provincia di Udine, causata dal maltempo delle ultime ore. Dal primo pomeriggio di oggi le squadre dei Vigili del fuoco e dei sommozzatori sono impegnate a recuperarli.

Uno dei tre ragazzi era riuscito a lanciare un Sos con il proprio cellulare, quando il gruppo aveva trovato rifugio su una sponda del fiume, e i soccorritori li avevano già localizzati. La corrente però è riuscita a strapparli via prima che i tentativi per recuperarli andassero a segno. I soccorritori avevano cercato di avvicinarsi con una gru e di lanciargli una corda per metterli in salvo, ma c’è stato il tempo per agganciarli. Una volta trascinati via dalla corrente, si sono perse le loro tracce  Le ricerche proseguono senza sosta nel tratto di fiume, sul posto l’elicottero dei Vigili del fuoco del reparto volo di Venezia, specialisti fluviali e sommozzatori.

Nel pomeriggio interviene anche la Sala operativa regionale per l’emergenza sanitaria del Friuli Venezia Giulia per dare la notizia di quanto accaduto: “Tre persone risultano attualmente disperse sul fiume Natisone, dopo essere rimasti bloccati nel primo pomeriggio su un isolotto nel comune di Premariacco (Udine), con il livello dell’acqua in rapida salita per il maltempo”. Dalla Regione precisano poi come, dopo l’allarme, sul posto siano arrivati i Vigili del fuoco, che però hanno perso il contatto con le persone.
“E’ intervenuto subito l’elisoccorso che ha sorvolato il fiume fino a Manzano, ma senza esito. Un altro elicottero dei Vigili del fuoco è stato attivato poco dopo per le ricerche, alle quali partecipano anche i Carabinieri di Cividale e Udine“.

di Cristina Rossi e Miloš Malinić

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

In fase conclusiva i lavori di tabellazione del “Cammino di San Benedetto”

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Foppoli: “Una rete sentieristica chiara e funzionale, per percorre serenamente il Cammino”

Il Parco dei Monti Simbruini vanta una rete sentieristica di oltre 450 Km, interamente contrassegnata da segnaletica verticale e orizzontale, si spazia dalle camminate più impegnative per appassionati trekkers (escursionisti esperti) alle più semplici passeggiate sia a piedi sia in mountain bike, sono  e compresi, inoltre, anche molti tratti di importanti cammini, tra cui quello di San Benedetto. Il Cammino di San Benedetto inizia dalla città natale del Santo che è Norcia per finire dopo 16 tappe (300 Km circa) nella città di Cassino, toccando vari luoghi significativi della vita del Santo di alto valore artistico, storico e anche naturalistico, in particolare ne fanno parte due borghi del Parco: Subiaco e Trevi nel Lazio. Con l’estate saranno sempre di più gli escursionisti e i pellegrini che lo percorreranno, ma non mancheranno appassionati delle passeggiate immersi nel verde, che si avventureranno su questo tracciato e, un’adeguata tabellazione dell’itinerario è fondamentale per godersi il percorso, scelto in sicurezza e tranquillità. In questi giorni si stanno concludendo i lavori di tabellazione del Cammino di San Benedetto, all’interno del Parco dei Monti Simbruini, gli operatori dell’Ente; infatti, proprio ieri hanno apposto alcuni pali, per il tratto del percorso che passa nei Comuni di Trevi nel Lazio e Subiaco. Nei prossimi giorni, verranno conclusi i lavori di posa in opera della tabellazione.  “La valorizzazione del territorio –sottolinea il Commissario del Parco dei Simbruini Alberto Foppoli- passa anche attraverso una rete sentieristica chiara e funzionale, proprio per questo come per qualunque altra area del Parco, la segnaletica è uno degli aspetti principali che si tengono in considerazione. Il Cammino di San Benedetto richiama tantissimi camminatori durante l’anno e siamo lieti, dunque, di consegnare alle comunità del Parco ed a tutti i pellegrini e quanti vorranno trascorrere una vacanza esperienziale a contatto con la natura, quella che è l’infrastruttura più importante per queste finalità: il sentiero. Tutti coloro che decidono di percorrere un itinerario, devono essere messi in condizione di percorrerlo con facilità, senza incorrere in situazioni rischiose e di pericolo soprattutto se non si è escursionisti esperti. Anche questo vuol dire vivere il Parco”.

Tor Lupara Calcio – Arriva Bomber Alessio Uccellini al Domenico Mammoliti – Nella prossima stagione sportiva 2024 2025 vestirà la maglia Rossoblù

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di Fausto ZILLI

Primi colpi di calcio mercato del Direttore Tecnico Alessandro Santoni dopo la presentazione di Mister Pietro Vecchiotti , arriva in casa rossoblù il bomber Alessio Uccellini classe 1994, ruolo rivestito in campo attaccante, bomber di razza, il re dei bomber in prima categoria. Negli ultimi tre anni al Palombara ha confezionato ben 63 realizzazioni e due volte capocannoniere. Nella scorsa stagione sportiva ha indossato la fascia da capitano nel Palombara.

Continua il lavoro del Direttore Tecnico Alessandro Santoni per rinforzare in ogni reparto la squadra di Mister Vecchiotti.

Rinnovata la convenzione tra A.K. e gli uffici UEPE

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Piglio, Bruni: “A breve un convegno presso il Palazzo della Provincia, per illustrare l’attività svolta ed i risultati ottenuti”

Lunedì scorso, è stata rinnovata la convenzione tra il Tribunale di Frosinone nel particolare il UEPE (Uffici di Esecuzione Penale Esterna) e il sodalizio provinciale dell’Accademia Kronos, rispettivamente rappresentati dal Presidente del Tribunale di Frosinone Paolo Sordi ed il comandante Armando Bruni (nella foto con le responsabili del UEPE). Nei casi previsti dall’art 168 Bis del c.p. , su richiesta dell’imputato , il giudice può sospendere il procedimento e disporre la messa alla prova sulla base di un trattamento predisposto dal UEPE, subordinato all’espletamento di una prestazione di pubblica utilità, che consiste in una prestazione non retributiva in favore della collettività. In quest’ultimi 5 anni l’Accademia Kronos, ha svolto con grande impegno ed accortezza a questo compito affidatole, contribuendo al recupero di svariati soggetti. “Siamo lieti di aver rinnovato quest’importante convenzione con il Tribunale di Frosinone –commenta il comandante Bruni- che dà al nostro sodalizio un ruolo sempre più importante, quale riferimento anche sociale sul territorio. Scontare la  pena svolgendo  un’attività, nell’ambito della comunità di appartenenza, aiuta positivamente a ridurre la probabilità che una persona possa commettere nuovi reati. L’impegno presso l’Accademia Kronos rappresenta una valida misura alternativa, che favorisce il reinserimento sociale delle persone con trascorsi giudiziari. Ringrazio il Vice Istruttore Angelo Cappelletti per gli ottimi risultati ottenuti, quale referente dell’A.K. che ha seguito in vari progetti le persone affidate. Crediamo molto in quest’attività a servizio della società, che contribuisce ad offrire delle “seconde opportunità”, tutti dopo uno sbaglio chiedono una seconda occasione, e nel nostro piccolo per l’impegno ed il valore che gli uffici UEPE ci riconoscono ci mettiamo a disposizione  affinchè questo possa avvenire. A breve organizzeremo in sinergia con il Tribunale di Frosinone, un convegno presso il Palazzo della Provincia, per illustrare l’attività svolta ed i risultati ottenuti”.

Senato della Repubblica – Celebrato il “CENTENARIO CONCETTO LO BELLO “

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di Fausto ZILLI

Concetto Lo Bello la sua presenza in campo era sinonimo di autorevolezza e rispetto.

Nel pomeriggio di lunedì 27 maggio 2024 presso il Senato della Repubblica Sala degli Atti Parlamentari – Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini ” convegno , premio “Centenario Concetto Lo Bello” promosso dall ASD Arbitri Sport Italiani del Presidente Americo Scatena.

Convegno dedicato sulla vita arbitrale e le innovazioni introdotte da Concetto Lo Bello nato il 13 Maggio del 1924 a Siracusa – Siracusa 9 settembre 1991, è stato un arbitro di calcio, politico, allenatore, dirigente e presidente sportivo italiano. Detiene il primato di partite arbitrate in Serie A  (328) e, nel 1963, è stato insignito del prestigioso Premio Giovanni Mauro.

Presenti nella prestigiosa Sala ” il figlio Rosario Lo Bello quale ex arbitro Internazionale, il Senatore Andrea Di Priamo, il Consigliere Regionale Lazio Micol Grasselli, Alessandro Cochi delegato allo Sport Regione Lazio, tra gli altri Daniele Doveri arbitro Internazionale, Claudio Barbaro Sottosegretario di Stato dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, lo storico Giornalista Rai Ezio Luzzi, il Presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play Ruggero Alcanterini, Roberto Cipolletti Vice Presidente Consiglio Nazionale ASI, Massimo Cumbo istruttore Futsal F.I.F.A., Nicolosi assistente arbitrale di entrambi, Enio Drovandi attore regista.

“Abbiamo celebrato un’icona del calcio italiano“, le parole di Claudio Barbaro Sottosegretario di Stato dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

“All’epoca l’arbitro comandava tutto, mi ricordo in un Fiorentina Milan l’arbitro Concetto Lo Bello aveva assegnato un calcio di rigore, Rivera non era daccordo questionarono un pò, poi alla tre quarti di campo ci fù altro fallaccio e allora Rivera anche questo è rigore esclamò e Concetto rispose si è rigore, prese il pallone e diete in calcio di trigore, questo era l’arbitro dell’epoca”, le parole di Ezio Luzzi.

“Per chi ha scelto la carriera arbitrale è un privilegio poter ricordare una figura storica per tutti noi”, ha spiegato anche Americo Scatena, Presidente dell’Asd Arbitri Sport Italiani e Responsabile nazionale degli arbitri ASI, Ente che ha sostenuto l’iniziativa.

Foto di: Lorenzo FINARDI

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Sequestrato per ore e rapinato: aggressione anche a sfondo omofobo a Reggio Calabria

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Un uomo è stato adescato online e si è recato in un lido per un appuntamento, ma quando è arrivato è stato brutalmente aggredito

I Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria hanno arrestato tre giovani di età compresa tra i 28 ed i 30 anni, originari della provincia reggina, accusati dei reati di sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni personali aggravate ed indebito utilizzo di strumenti di pagamento.

La notte del 22 maggio scorso, durante un servizio di pattuglia in via Pineta Zerbi, la Sezione Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria fermava un’Audi A3 per un regolare controllo di Polizia. Gli occupanti del veicolo, tre ragazzi, apparentemente impacciati ed agitati nei movimenti, sembravano perdere del tempo nel fornire i documenti di riconoscimento. La circostanza insospettiva i militari dell’Arma che, pertanto, procedevano ad effettuare un controllo all’interno del mezzo, trovando nel cruscotto diverse carte di credito, due telefoni cellulari, un mazzo di chiavi di un’altra autovettura ed il tesserino di riconoscimento di un Ordine Professionale. Alla richiesta degli operanti per sapere a chi appartenesse quel materiale, nessuno sapeva fornire delle spiegazioni e, per questo motivo, il personale dell’Arma iniziava ad effettuare degli accertamenti per rintracciare il titolare di tutti gli effetti rinvenuti.

I Carabinieri, a seguito di continue ricerche, individuavano parcheggiata nei pressi dell’ex Lido comunale di Reggio Calabria, l’autovettura a cui appartenevano le chiavi in possesso dei tre giovani e, poco distante, immediatamente soccorrevano un giovane che, sconvolto ed in stato di shock, riconosceva sin da subito i predetti come coloro che, poco prima, lo avevano picchiato e derubato.

La vittima, infatti, ricostruiva ai militari quanto accaduto in precedenza, spiegando che quella notte aveva deciso – tramite un annuncio pubblicato su un sito di incontri online – di mettersi in contatto con uno sconosciuto, ottenendo un appuntamento presso la citata area balneare. Dopo essere stato adescato, al suo arrivo non aveva però trovato un potenziale partner, ma tre feroci aggressori che lo avevano dapprima minacciato e malmenato con dei bastoni e, successivamente, rapinato del proprio portafogli e dei telefoni cellulari in suo possesso. Nella circostanza i malviventi lo ingiuriavano costantemente con frasi omofobe, tenendolo per diverse ore a terra – immobilizzato e sotto continua sorveglianza – mentre perquisivano la sua autovettura e si recavano a più riprese a prelevare centinaia di euro in contanti, mediante l’utilizzo delle carte di credito sottratte. Dopo aver terminato l’azione criminosa, i sequestratori fuggivano a bordo del loro autoveicolo, per poi essere fermati all’anzidetto posto di controllo dei militari della Compagnia di Reggio Calabria.

Tempestivo, da parte del personale dell’Arma, è stato anche il trasporto del malcapitato presso il G.O.M. di Reggio Calabria, dove veniva ricoverato per i politraumi arrecatigli in tutto il corpo.

Gli arrestati, con precedenti specifici per reati contro il patrimonio e sugli stupefacenti, l’11 aprile scorso erano stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per un episodio analogo. Nella provincia di Rovigo, infatti, con lo stesso modus operandi avevano adescato un uomo e, una volta fatto accesso all’interno della sua abitazione, lo avevano legato con delle fascette e colpito ripetutamente alla testa con il calcio di una pistola, al fine di rapinarlo.

L’Arma dei Carabinieri è impegnata quotidianamente a prevenire il fenomeno degli adescamenti online e a tutelare le vittime di questi gravi reati, commessi spesso a sfondo omofobo, i cui malintenzionati sfruttano il web per carpire la fiducia delle persone. Oggi più che mai risulta fondamentale essere consapevoli dei rischi che provengono da un uso poco attento dei social network, i cui effetti possono ripercuotersi nella vita reale.

TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI E CORRUZIONE: I CARABINIERI DEL NOE DI NAPOLI ARRESTANO NR. 12 PERSONE

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In data 28 maggio 2024, nelle province di Napoli, Avellino e Salerno, i Carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambientale e della Sicurezza Energetica di Napoli stanno dando esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nr. 12 soggetti, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, furto aggravato ai danni della Città Metropolitana di Napoli e corruzione.

L’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli in totale accoglimento della richiesta depositata dal Pubblico Ministero fa riferimento ad una serie di condotte illecite riscontrate nel corso dell’attività investigativa eseguita dai carabinieri del N.O.E. di Napoli protrattasi per circa sei mesi coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli – Gruppo Specializzato sul Traffico di Rifiuti.

L’indagine, condotta anche con l’ausilio di attività tecniche quali intercettazioni di conversazioni, video riprese e pedinamenti, ha avuto origine nel gennaio 2023 a seguito delle segnalazioni della S.A.P.NA. s.p.a., società interamente partecipata dalla città metropolitana di Napoli che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani della area metropolitana del capoluogo campano, in merito ad anomalie nel trattamento dei rifiuti all’interno dell’impianto di Tufino, nel quale venivano smaltite tipologie di rifiuti di provenienza industriale e dunque estranee al ciclo di raccolta dei rifiuti urbani.

Nel corso delle investigazioni, il Reparto Speciale dei Carabinieri ha accertato l’esistenza di una associazione che vedeva coinvolte diverse figure professionali tra cui gli amministratori di alcune aziende di rifiuti speciali delle province di Napoli e Salerno, autisti di automezzi adibiti alla raccolta di rifiuti urbani e alcuni dipendenti infedeli dell’impianto di Tufino, che avevano organizzato, nei minimi dettagli, un articolato “modus operandi” che consentiva loro di smaltire illecitamente rifiuti speciali, di provenienza industriale, nell’impianto pubblico, a spese dell’Ente pubblico.

L’agire degli indagati era oramai consolidato : gli autisti delle due società, aggiudicatarie di appalti per la raccolta di rifiuti urbani in alcuni paesi vesuviani, fungevano da tramite, tra i produttori di rifiuti speciali e gli operai addetti alla gestione dei rifiuti all’interno dello STIR, nella gestione dell’illecito traffico, finalizzato all’esigenza dei privati di smaltire illecitamente i loro rifiuti, conseguendo un significativo risparmio in termini economici, di contro, consentiva ai dipendenti pubblici di intascare profumate mazzette, in cambio del servizio reso.

Essenziale il ruolo degli addetti al TMB di Tufino, perfettamente organizzati per bypassare il rigido sistema di controllo previsto dalla S.A.P.NA., e consentire agli autisti degli automezzi di operare indisturbati e scaricare i rifiuti illecitamente. Una intera squadra forniva i propri turni di servizio ai complici esterni, che dunque pianificavano in totale tranquillità gli illeciti sversamenti nella certezza della compiacenza di tutti i componenti di quel turno, remunerati dal capo squadra, ciascuno in proporzione del contributo fornito.

Al fine di incrementare ulteriormente gli illeciti profitti, alcuni degli indagati, sia dipendenti dello STIR che autisti, dopo aver effettuato gli smaltimenti illeciti, completavano la loro illecita collaborazione  rendendosi protagonisti del furto delle bobine di ferro, del valore di circa 20.000 euro, utilizzate nell’impianto di Tufino per imballare i rifiuti, occultando le stesse all’interno degli stessi autocompattatori. 

Nel corso dell’attività sono stati accertati smaltimenti illeciti per oltre 1.000 tonnellate di rifiuti speciali che hanno determinato un aggravio di costi alla S.A.P.NA. per circa 500.000,00 euro, oltre i danni spesso causati all’impiantistica dallo sversamento di rifiuti anche ferrosi, che hanno bloccato anche per lunghi periodi il ciclo di trattamento dell’impianto pubblico.

Nello stesso contesto investigativo i militari dell’Arma hanno sottoposto a sequestro le due aziende private produttrici di rifiuti industriali.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Festeggiamenti a conclusione del  progetto “Gens”

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Subiaco, Foppoli: “Si conclude un importante percorso di apprendimento e consapevolezza per la tutela ambientale”

Si prevede che sarà una grande festa, quella del prossimo giovedì 6 giugno a Subiaco,  per la conclusione dell’edizione 2024 del progetto regionale di Educazione Ambientale “Gens”. Si tratta nel particolare di un programma di educazione ambientale, che ha il fine di diffondere la conoscenza e la fruizione delle Aree Protette del Lazio. Il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, ha curato l’evento che vedrà come location la Rocca dei Borgia ed il Parco fluviale di Subiaco, dove saranno accolti circa 1000 studenti di ogni ordine e grado, provenienti dai vari Istituti scolastici legati agli otto Comuni del Parco, ma anche di centri fuori i confini dell’Ente come : Roma, Tivoli, Serrone e Ferentino. Durante la giornata saranno impegnati in varie attività proposte dal Parco e dalle associazioni locali , da sottolineare la collaborazione di numerosi sodalizi: La Pro Loco di Jenne, l’Anffas Subiaco, la Coop. ENT dei Monti Ernici, l’Ass.ne Vivere l’Aniene, il Nucleo cinofili e nucleo SAPR dei Vigili del Fuoco, l’Ass.ne Corteo Storico – Comunitas  Sublacensis, la Protezione Civile – Città di Subiaco, il Comando Carabinieri Forestali di Arcinazzo Romano, la Croce Rossa di Subiaco, la Confraternita della misericordia di Trevi nel Lazio , il Dott. Franco Malci, la Scuola Media di Subiaco (prof.ssa M.A. Brighetti), il Borgo dei Cartai, l’Ass.ne Trail dei Monti Simbruini, il Gruppo Marciatori simbruini ed il WWF sez. di Roma. “Il  progetto “Gens” di Educazione Ambientale –sottolinea il Commissario dell’Ente Parco Alberto Foppoli- ha l’obiettivo  di sensibilizzare la comunità sulla bellezza del territorio e la necessità di preservarne l’ecosistema. Durante l’anno scolastico si sono svolti degli incontri curati da educatori esperti e dai guardiaparco, che hanno condotto  gli studenti alla scoperta dell’area protetta, attraverso interventi in aula ed escursioni sul territorio. Sarà una bella festa, ricca di tanti momenti coinvolgenti e gioiosi, che suggellerà un percorso di apprendimento e consapevolezza, di comportamenti responsabili nei confronti del patrimonio ambientale, garantendone il futuro. Un sentito ringraziamento al Sindaco di Subiaco Domenico Petrini ed alla sua amministrazione, per la preziosa collaborazione e la messa a disposizione della Rocca dei Borgia ”. Importante il costante sostegno da parte della Regione Lazio, che si mostra sensibile alla tematica dell’eduzione ambientale. “Un ringraziamento particolare -continua il commissario Foppoli- all’assessore Giancarlo Righini  per il grande impegno a favore delle Aree Protette del Lazio e per il sostegno alle attività di Educazione Ambientale nelle scuole, inteso come opportunità di promozione dei territori,  nella  consapevolezza e nella  responsabilità che la governance dei parchi meritano. Tutte le  popolazioni  degli otto comuni del parco dei Simbruini(GENS), dai più piccoli ai più grandi, residenti  in questi straordinari territori sono chiamati ad essere i custodi di queste bellezze e quindi  devono essere coinvolti per la protezione e conservazione della biodiversità e del patrimonio naturalistico, in armonia con lo sviluppo sostenibile”

Vasta operazione della Polizia di Stato in provincia di Como

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Disarticolate 2 organizzazioni criminali dedite al traffico di stupefacenti e ad altri gravi reati.
Contestata l’aggravante del metodo mafioso

La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia, ha eseguito 25 ordinanze di custodia cautelare in carcere, ed ulteriori 5 ordinanze applicative degli arresti domiciliari, emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Milano, nei confronti di altrettante persone, dimoranti in Lombardia, Piemonte e in Calabria,  indagate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante dell’essere l’associazione armata, usura ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, autoriciclaggio per aver riutilizzato i proventi dell’attività di spaccio per acquistare locali pubblici e finanziare società intestate fittiziamente  prestanome, per avere indebitamente percepito finanziamenti con garanzia pubblica ottenuti attraverso presentazione di falsa documentazione contabile. 

Tra le persone coinvolte vi sono anche pregiudicati per associazione a delinquere di stampo mafioso che, forti della comune appartenenza e cultura ‘ndranghetista, non si sono fatte scrupolo ad usare violenza nei confronti delle vittime di usura che non restituivano i prestiti ricevuti. Alcuni di loro sono stati condannati  nella nota inchiesta “Crimine-Infinto” quali soggetti affiliati alle locali di ‘ndrangheta di Erba (Co) e di Canzo (Co). 

Le indagini, condotte da investigatori del Servizio Centrale Operativo di Roma e della Squadra mobile di Como e coordinate dalla Procura distrettuale di Milano, hanno consentito di disvelare le dinamiche interne e le attività illecite di 2 sodalizi criminali, operanti nella provincia lariana, dediti al narcotraffico ed alla gestione delle locali piazze di spaccio, nonché alla consumazione di una pluralità di altri reati, alcuni dei quali commessi con metodi tipicamente mafiosi.

Le attività, inoltre, hanno accertato molteplici condotte estorsive ed elargizioni di prestiti usurari in danno di commercianti ed imprenditori locali, attivi nei settori tessile, calzaturiero e dell’automotive, nonché l’indebito conseguimento di erogazioni pubbliche garantite dal “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” del Ministero delle imprese e del made in Italy.

L’indagine nasce da un’attività della Squadra Mobile di Como volta al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti nel territorio dell’erbese. Nella fattispecie tutto ha inizio con l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di una donna comasca nel dicembre 2019.

Gli investigatori sono riusciti a risalire ad almeno due gruppi dediti all’acquisto, alla detenzione e alla cessione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente (soprattutto cocaina, marijuana e hashish): il primo attivo in particolare nella zona dell’Erbese, il secondo a cavallo tra le province di Como e di Varese nell’aerea della cosiddetta “Bassa Comasca”, questi ultimi strettamente legati ad ambienti criminali contigui alla ‘ndrangheta rosarnese.

Nel corso dell’indagine sono stati accertati anche svariati reati di tipo economico-finanziario, perpetrati dalla base operativa del sodalizio operante nella “Bassa Comasca”, ovvero un distributore di carburante a Cislago (VA). Gli indagati, avvalendosi di diverse società di comodo, fittiziamente intestate a prestanome e prive di operatività, hanno posto in essere reati a connotazione economica quali l’emissione di fatture fittizie. Una delle società in questione è stata utilizzata per ottenere un mutuo da circa 700mila euro garantito dal fondo di garanzia per le PMI istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Le risultanze investigative hanno portato anche all’emissione di un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, già convalidato dal Gip del Tribunale di Milano durante l’attività d’indagine, e al sequestro di 690mila euro in contanti occultati in un doppiofondo creato ad arte su un veicolo in uso al sodalizio.

L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile di Como e dal Servizio Centrale Operativo di Roma, ha coinvolto centinaia di investigatori delle Squadre Mobili di diverse province del territorio nazionale, con il supporto delle SISCO, dei Reparti Prevenzione Crimine, delle unità cinofile antidroga e antiesplosivo e del Reparto Volo di Malpensa.

Durante la conferenza stampa il Direttore del Servizio Centrale Operativo Vincenzo Nicolì ha dichiarato “L’indagine, svolta soprattutto grazie alle intercettazioni, ha evidenziato ancora una volta che il traffico degli stupefacenti costituisce non solo uno dei modi principali con cui le organizzazioni criminali accumulano enormi ricchezze ma anche un consolidato strumento per imporsi nei territori di riferimento. Dall’inchiesta emerge che l’egemonia nel traffico di stupefacenti e una diffusa attività di usura sono state agevolate non solo dalla disponibilità di armi da parte dei vertici ma anche da sistematiche minacce che facevano riferimento alla contiguità di alcuni degli indagati a pericolose cosche della ‘ndrangheta, da tempo radicate nel comasco”.

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