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Una lavatrice ogni 2 giorni? Ecco come sale la bolletta: tutti i costi degli elettrodomestici

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Quanto costa fare una lavatrice? E passare l’aspirapolvere? Ecco l’analisi dei costi, elettrodomestico per elettrodomestico, fatta da Facile.it. E c’è pure qualche consiglio per risparmiare

ROMA – Una lavatrice ogni due giorni (se non tutti i giorni), una passata di aspirapolvere o scopa elettrica ogni mattina e un’ora di ferro due volte alla settimana: Facile.it ha analizzato in che modo gli elettrodomestici – che si utilizzano quotidianamente per lo più in tutte le case- fanno lievitare le nostre bollette a suon di centesimi e centesimi. Sì perchè se una lavatrice di per sè costa in media ‘solo’ 22 centesimi di euro, è la spesa annuale che diventa un macigno. Così, in attesa che a breve cambino le tariffe dell’energia elettrica nel mercato tutelato (e dunque le bollette), la piattaforma Facile.it ha analizzato i consumi dei principali elettrodomestici per la pulizia di casa. E ha scoperto che solo per lavatrice, asciugatrice, ferro da stiro, aspirapolvere e scopa a vapore, arriviamo a spendere oltre 230 euro all’anno. E con le grandi pulizie di primavera ormai alle porte, è bene sapere quali sono gli elettrodomestici che consumano di più e come risparmiare.

LAVATRICE

Il primo elettrodomestico finito sotto la lente di Facile.it è la lavatrice. Per l’analisi il comparatore ha preso in considerazione la tariffa dell’energia elettrica del mercato tutelato (aggiornata al primo trimestre 2024) pari a 0,25 euro al kWh. Quanto ci costa in elettricità una lavatrice? Considerando un nuovo modello da 9 kg in classe energetica E (nuova etichetta energetica), ogni lavaggio ci costa circa 22 centesimi di euro in energia; può sembrare poco, ma se facciamo una lavatrice ogni due giorni spenderemo circa 40 euro l’anno, ma se le lavatrici sono una al giorno, o più, allora dobbiamo mettere in conto di superare gli 80 euro.
Due consigli fondamentali per risparmiare: il primo è di fare lavatrici solo a pieno carico, così da ottimizzare la spesa e ridurre il numero di lavaggi, il secondo è di evitare lavaggi a temperatura troppo elevata se non strettamente necessario. Infine, se avete una tariffa energetica bioraria, ricordatevi di attivare l’elettrodomestico solo durante le ore serali o nel weekend, altrimenti pagherete una tariffa più alta.

ASCIUGATRICE

Il secondo elettrodomestico analizzato non poteva che essere l’asciugatrice. Guardando l’etichetta energetica si scopre che un modello in classe A++ da 9 kg consuma circa 1,6 kWh per ogni ciclo di asciugatura, valore che in bolletta si traduce in una spesa di circa 40 centesimi di euro. Questo significa che per far andare l’asciugatrice una volta ogni due giorni spenderemo quasi 75 euro all’anno di energia elettrica, ma che diventano oltre 150 se la facciamo una volta al giorno.
Il consumo è elevato, quindi è bene adottare alcune buone pratiche; la prima è quella di centrifugare bene i capi in lavatrice prima di passarli all’asciugatrice, questo ci consentirà di ridurre i tempi di asciugatura e, di conseguenza, i costi. La seconda è di usarla a pieno carico, ma senza esagerare; troppi panni potrebbero ridurne l’efficienza e far salire la spesa.

FERRO DA STIRO

Ultimo passaggio per i nostri panni, prima di riporli nell’armadio, è la stiratura. Ma quanto ci costa in bolletta il ferro da stiro? L’elettrodomestico, va detto, è molto energivoro e, normalmente i consumi variano tra i 1,8 e i 2,6 kWh. Esistono molti tipi di ferro (compatto, con caldaia, con generatore di vapore, ecc), pertanto il primo suggerimento è di scegliere quello più adatto alle esigenze della nostra famiglia. Un ferro da stiro con consumo pari a 2,2 kWh ci costa in bolletta circa 60 centesimi di euro all’ora. Ecco quindi che, se dedichiamo 2 ore a settimana a questa attività, la spesa annuale sarà di circa 58 euro, ma in caso di famiglia numerosa e più ore trascorse a stirare, il conto può salire velocemente.
Per risparmiare, il primo suggerimento è di utilizzare il ferro quando si hanno più indumenti da stirare; riscaldare l’acqua costa, meglio consumarla tutta. E ancora, è sconsigliabile lasciare il ferro attaccato più del necessario, sarebbe solo uno spreco di energia. Infine, attenzione alla manutenzione e, in particolare, alla formazione del calcare, che non solo potrebbe far aumentare i consumi, ma anche ridurre la qualità del risultato.

ASPIRAPOLVERE

L’aspirapolvere è un indispensabile alleato quotidiano per le pulizie di casa, ma quanto ci costa in elettricità? I modelli sul mercato sono diversi, così anche i consumi; un aspirapolvere a filo può consumare 1 kWh, questo significa che per ogni ora di utilizzo spendiamo circa 25 centesimi di euro. Un paio d’ore a settimana, per tutto l’anno, ci costerebbero quindi circa 26 euro in bolletta.
Per risparmiare, il primo consiglio è di ridurre il tempo di utilizzo eliminando i momenti in cui lo lasciamo accesso senza usarlo, ma attenzione anche al continuo alternarsi di spegnimento e riaccensione; insomma, meglio spostare i mobili prima di iniziare a passare l’elettrodomestico. La funzione Turbo va usata solo se e quando serve (ad esempio per i tappeti, ma non per il pavimento o il parquet) e, naturalmente, occhio al filtro: se pulito consente un gran risparmio.

SCOPA A VAPORE

Dopo aver aspirato il pavimento, cosa c’è di meglio di una scopa a vapore per rimuovere lo sporco e igienizzarlo a dovere? Anche per questo elettrodomestico esistono diverse versioni – con caldaia, con filo, senza filo ecc. – ma se prendiamo in considerazione un modello da 1.500 watt dobbiamo sapere che, per ogni ora di utilizzo, ci costerà circa 40 centesimi di euro. Per un anno di lavaggi con scopa a vapore, un paio d’ore a settimana, spendiamo circa 40 euro in energia elettrica.
Funzionando ad acqua, il rischio principale per questo elettrodomestico è che la formazione di calcare possa ridurne l’efficienza e, di conseguenza, far salire i consumi; il consiglio principale è di fare manutenzione regolare all’elettrodomestico e di utilizzare l’acqua più adatta secondo quanto riportato nel libretto di istruzioni.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Terme e fumarole: ecco la prima mappa idrogeologica di Ischia

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Nata dalla collaborazione tra Ingv e Università Federico II, la mappa è stata pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Journal of Maps

NAPOLI – È stata realizzata attraverso uno studio multidisciplinare recentemente pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Journal of Maps la prima carta dei complessi idrogeologici dell’Isola di Ischia. A darne nota l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

La carta, realizzata in scala 1:10.000, è stata pubblicata nello studio ‘Geohydrologic units of Ischia Island (Southern Tyrrhenian Sea, Italy)’, ed è frutto della collaborazione di un team multidisciplinare di ricercatori dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv-Ov) e del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse (Unina – DiSTAR) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

NAPOLI – È stata realizzata attraverso uno studio multidisciplinare recentemente pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Journal of Maps la prima carta dei complessi idrogeologici dell’Isola di Ischia. A darne nota l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

La carta, realizzata in scala 1:10.000, è stata pubblicata nello studio ‘Geohydrologic units of Ischia Island (Southern Tyrrhenian Sea, Italy)’, ed è frutto della collaborazione di un team multidisciplinare di ricercatori dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv-Ov) e del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse (Unina – DiSTAR) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

“La caratterizzazione geochimica dei fluidi e delle acque sotterranee che circolano nei sistemi vulcanici da sempre ha destato particolare interesse nella comunità scientifica”. Così Silvia Fabbrocino, ricercatrice del DiSTAR, associata all’Ingv e co-coordinatrice del gruppo di studio, che aggiunge: “I processi chimici e meccanici associati con la migrazione e l’evoluzione dei corpi magmatici possono infatti avere ripercussioni sui sistemi idrotermali. La valutazione delle condizioni che regolano la circolazione idrica sotterranea nelle aree vulcaniche attive è, quindi, uno strumento utile non solo per la gestione dell’ingente risorsa idrica, ma anche per la valutazione della pericolosità vulcanica“.

Il sistema vulcanico dell’isola di Ischia è caratterizzato da un’intensa attività idrotermale, documentata fin dagli inizi del XVI secolo. La fama dell’isola, infatti, è da ricollegare in gran parte allo studio seicentesco di Giulio Iasolino che rappresenta la prima analisi sistematica delle sorgenti termali dell’isola a fini terapeutici. A partire da allora sono seguiti molteplici studi che hanno contribuito all’affinamento delle conoscenze sulle caratteristiche vulcaniche, idrogeologiche e idrotermali dell’isola, evidenziando la forte interazione tra i circuiti idrotermali e i processi vulcano-tettonici.

“Fino ad oggi alla comunità scientifica mancava uno strumento fondamentale e basilare come la Carta dei complessi idrogeologici a scala di dettaglio che abbiamo appena pubblicato”, prosegue Sandro de Vita, ricercatore dell’Ingv e co-coordinatore del gruppo di ricerca.

“Grazie alla presentazione della serie idrogeologica riconosciuta e all’individuazione – in alcuni casi alla riscoperta – delle numerose sorgenti termo-minerali e fumarole presenti sul territorio, il nostro lavoro rappresenta una sintesi della storia vulcano-tettonica di Ischia e delle relative condizioni di flusso idrico sotterraneo, indispensabile per un’ottimale progettazione di una rete di monitoraggio idrogeologico, geochimico e vulcanico dell’isola“, conclude Mauro Antonio Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv (Ingv-Ov) e co-coordinatore del gruppo di ricerca.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

In aumento i tumori tra i giovani, attenti all’alimentazione dei bambini

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Troppi zuccheri, cibi ultraprocessati: il cibo è più pericoloso dei fattori ambientali. Ricciardi: “I numeri stanno crescendo non solo in Italia, ma in tutta Europa e in tutto il mondo”

ROMA – “I numeri ci dicono che l’incidenza del cancro sta aumentando in tutte le fasce d’età, soprattutto in quelle più avanzate. Ma quello che desta preoccupazione è l’aumento delle patologie oncologiche tra i giovani. Questo è oggetto di studi e una risposta definitiva potrà essere data soltanto tra anni. Intanto l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro sta sottolineando che ad incidere, molto probabilmente, è l’aumentata esposizione a fattori di rischio dall’età infantile, a partire dalla cattiva alimentazione“. Così il professor Walter Ricciardi, ordinario di Igiene all’Università Cattolica e presidente del Board per la lotta al cancro della Commissione Europe, intervistato dalla Dire in merito all’aumento (negli ultimi 30 anni) dei casi di tumore tra gli under 50, di cui si sta discutendo in questi giorni.

“I numeri stanno crescendo non solo in Italia, ma in tutta Europa e in tutto il mondo– prosegue Ricciardi- e questo si verifica in maniera più spiccata nei Paesi industrializzati, dove c’è una maggiore esposizione ai fattori di rischio. Mi riferisco al consumo di alimenti ultra processati e di alimenti grassi ricchi di zucchero, ma anche a dieta eccessiva, sovrappeso ed obesità; inoltre, ci sono l’esposizione all’alcol, al tabacco e la scarsa attività fisica”.

ITALIA, PAESE DI BAMBINI IN SOVRAPPESO

Nel nostro Paese, in particolare, si registra la percentuale più elevata (pari al 42%) di bimbi in sovrappeso oppure obesi nella fascia di età 5-9 anni a livello europeo. “Alcuni genitori danno da mangiare ai figli esclusivamente merendine, cibi ad alto gradiente calorico e bevande piene di zuccheri– sottolinea- se a questo aggiungiamo, nel corso della vita, anche l’alcol e il fumo di tabacco si capisce come una esposizione pluriennale ai fattori di rischio determini una anticipazione del cancro”. Il periodo di latenza dei tumori, ricorda Ricciardi, è “intorno ai vent’anni”. Mentre in passato l’esposizione ai fattori di rischio avveniva in maniera più tardiva, dunque, oggi agisce più precocemente esponendo i soggetti più giovani ad avere una incidenza più anticipata.

L’ambiente in cui si vive, intanto, può essere contaminato da sostanze chimiche pericolose che aumentano il rischio di tumore. Ma quanto incide realmente? “L’ambiente conta nel 20% dei casi– risponde Ricciardi alla Dire- mentre gli altri fattori di cui ho parlato raggiungono percentuali più alte, tra il 40%-50%”. Secondo Ricciardi, un altro problema che si aggiunge all’aumento dell’incidenza dei tumori è la problematica relativa al trattamento dei casi, perché “contemporaneamente stiamo assistendo ad un collasso del Servizio sanitario nazionale in tutte le sue articolazioni. Pensiamo anche all’aumento delle malattie croniche, che è un fatto eclatante ed evidente: purtroppo se non si fa prevenzione queste malattie aumenteranno ed esordiranno clinicamente e, quindi, saranno molto più difficili e faticose da trattare per un sistema sanitario in cui gli investimenti sono scarsissimi”.

Come si sta muovendo nel frattempo l’Europa? “Stiamo lavorando e proponendo tutta una serie di soluzioni a livello di prevenzione, diagnosi, cura e qualità della vita. Ma va detto- sottolinea- che tutti i tentativi che stiamo facendo sul versante della prevenzione in questo momento sono frenati da grandi interessi commerciali che di fatto non rendono possibile una serie di misure. Abbiamo visto come si è tornati indietro sui pesticidi e questo significa che gli alimenti che noi mangiamo sono contaminati; abbiamo visto come non si riesce ad andare avanti sul ‘food labeling’, cioè sull’etichettatura del cibo, con delle etichette che aiutino i consumatori a scegliere gli alimenti più salubri e allo stesso tempo all’industria a produrre alimenti più sani. In Europa registriamo un enorme aumento dei tumori perché, di fatto, la prevenzione è sempre più difficile ed ostacolata da grandi interessi commerciali”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Caldo africano fino a mercoledì, poi potrebbero arrivare eventi estremi

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I 30 gradi e più che si raggiungeranno in questi giorni “potrebbero essere spazzati via da una perturbazione atlantica” a partire dal 10 aprile

BOLOGNA – Caldo (anche africano) ancora per qualche giorno, poi da mercoledì si cambia. Parola dell’esperto di meteo Stefano Bernardi, secondo cui i 30 gradi e più che si raggiungeranno in questi giorni “potrebbero essere spazzati via da una perturbazione atlantica” a partire dal 10 aprile. Quel giorno, infatti, complice un cambio radicale della circolazione, si potrebbero verificare “eventi anche molto forti” legati all’incontro tra il caldo accumulato e l’aria fresca in arrivo.

Al momento, il brusco cambiamento di temperatura è ancora soltanto un’ipotesi non confermata. Tutto dipenderà da come si comporterà il fronte di alta pressione ad est del Canada e se si sposterà verso Europa centrale e Mediterraneo. In questo caso, correnti fredde nord atlantiche si sostituirebbero in maniera determinante a quelle calde preesistenti e potrebbero arrivare temporali o altri eventi molto forti.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Roma-Lazio, Mancini e la bandiera con il ‘sorcio’ biancoceleste: la Procura apre un fascicolo

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Un gesto di cui si è scusato, subito, lo stesso Mancini in un’intervista a fine partita: “Non volevo offendere nessuno”

(Foto da Twitter)

ROMA – Una bandiera sventolata a fine partita per festeggiare la vittoria della Roma al derby. Una bandiera della Lazio con un topo di fogna disegnato sopra, il ‘sorcio‘ come lo chiamano a Roma. Autore del gesto è Gianluca Mancini, giocatore giallorosso e della nazionale, autore proprio del gol decisivo nel derby Roma-Lazio che alla fine della partita è andato a festeggiare sotto la Curva Sud. Un gesto che ha fatto ‘godere’ i tifosi della Roma ma che potrebbe costargli caro. A confermarlo è il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina ai microfoni di Sky Sport: “Sono stato informato che la Procura ha aperto un fascicolo, è in atto una verifica”. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport “il difensore della Roma e della Nazionale potrebbe essere multato o squalificato, in quest’ultimo caso anche subito se l’arbitro ha visto quanto accaduto scrivendo tutto nel referto. Tornando al cosa rischia, dipenderà anche da ciò che il giocatore racconterà: multa (probabile) o stop di una giornata”. 

Un gesto di cui si è scusato, subito, lo stesso Mancini in un’intervista a fine partita: “Non volevo offendere nessuno- ha detto il difensore- ho esultato con i miei tifosi e un po’ di goliardia ci può stare. Sono partite intense, ho preso la prima bandiera che mi hanno dato però sono cose che finiscono nei festeggiamenti senza mancare di rispetto a nessuno. Chiedo scusa, ma ero molto felice di festeggiare con i miei tifosi”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi: “Mi chiedo se un professionista che guadagna milioni di euro l’anno e che indossa la maglia dell’Italia possa fare queste cose e mi conforta che un grande dirigente sportivo come Antonello Valentini abbia pubblicato su Facebook un post in cui censura fortemente ciò che ha fatto il calciatore. Chiedo alla FIGC se possa andare fiera di queste cose. Ovviamente la Roma non c’entra nulla. Certamente in un derby inglese nessun calciatore si sarebbe comportato in questo modo. Un altro pessimo esempio per i giovani che arriva da un giocatore della Nazionale”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Successo per il microchip-day

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Fiuggi, Bruni: “Positivo il risultato, grazie alla collaborazione con l’Assessore Quirino De Santis”

Grande affluenza sabato scorso , durante la giornata del microchip gratuito organizzata  a Fiuggi, curata dall’Associazione Accademia Kronos  in collaborazione con l’Assessorato alla tutela e diritti degli animali del Comune di Fiuggi rappresentato da Quirino De Santis e l’Asl Veterinaria di Frosinone. Più di 60 i dispositivi inseriti agli amici a 4 zampe presenti insieme ai loro proprietari. “L’iniziativa –ha commentato il coordinatore provinciale AK il comandante Armando Bruni- s’inserisce nell’ambito della campagna di sensibilizzazione per la prevenzione dei fenomeni del randagismo e dell’abbandono dei cani, un tema verso il quale l’Assessore Quirino De Santis, ha mostrato grande attenzione e sensibilità che sono delle qualità importanti che un amministratore deve avere.  Ricordo che l’obbligo del microchip viene imposto per legge come metodo di lotta al randagismo e per identificare i cani presenti sul territorio, nonché come strumento utile in caso di perdita dell’animale per rintracciare il suo proprietario”. In Italia la Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, L.281\91, ha reso obbligatoria l’iscrizione di ogni cane all’anagrafe canina regionale, sia esso di proprietà privata sia “randagio”, imponendo l’introduzione sottocutanea di un microchip da parte del medico veterinario, operazione assolutamente rapida, indolore che non comporta anestesia”. “L’azione svolta dall’Accademia Kronos è di grande rilevanza -ha commentato l’Assessore De Santis- un sodalizio composto da volontari che con passione e formazione, dedicano il proprio tempo alla tutela e benessere degli animali e non solo, una valida ed importante risorsa per tutto il territorio”. “Doveroso –ha concluso il comandante Bruni- ringraziare l’Amministrazione Comunale di Fiuggi e dunque l’Assessore Quirino De Santis per la disponibilità e collaborazione dimostrata, che sono ottimi presupposti per una proficua collaborazione”.

Meloni punta sull’energia ‘pulita’ della fusione nucleare: cosa significa

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Secondo Giorgia Meloni bisogna puntare all’utilizzo dell’energia nucleare pulita, quella derivante dalla fusione nucleare: è inesauribile e porterebbe “un futuro migliore”. Ma a che punto è la ricerca?

ROMA – L’energia nucleare ‘pulita’, derivante dalla fusione nucleare, come fonte da sfruttare per il futuro, soprattutto perché illimitata: a parlarne è stata Giorgia Meloni, che questa mattina è intervenuta sul tema in occasione dell’evento ‘La Scienza al centro dello Stato’ promosso dalla Italian Scientists Association (Isa). Energia pulita, dunque, quella che si forma naturalmente su sole e stelle. E che artificialmente si può produrre attraverso la fusione nucleare, operazione che non ha niente a che vedere che le centrali nucleari e le bombe e che finora è stata sperimentata solamente in laboratorio. Si tratta di un filone di studio su cui la ricerca ha ancora tanto da scoprire – e che necessita ancora di molto tempo prima che possa venire prodotta e utilizzata su larga scala- ma che secondo la premier Meloni sarà certamente il futuro. Ecco intanto cosa ha detto Meloni: “Una grande prospettiva, una grande visione, un grande sogno derivano dalla possibilità di produrre in un futuro non così lontano energia pulita e illimitata dal nucleare da fusione. L’Italia è la patria di Enrico Fermi, su questo non è seconda a nessuno grazie al know how, all’attività di ricerca e sviluppo, al nostro sistema produttivo: possiamo continuare a crescere, a dare al mondo nuove scoperte e un futuro migliore e diverso”.

LA FISSIONE E LA FUSIONE

Se è vero che le parole sono simili, la fusione nucleare è cosa ben diversa dalla fissione, che è invece quella che alimenta le centrali nucleari esistenti. Ma andiamo con ordine. Il nucleare da fissione è quello che conosciamo, quello che esiste e alimenta le centrali nucleari e gli ordigni atomici. Quello da fusione è sostanzialmente l’energia che alimenta le stelle, alla base della vita e dell’esistenza stessa dell’universo. Il primo non ha fatto grandi progressi dai tempi della sua scoperta e ha avuto molto presto estese applicazioni industriali per la produzione di energia, il secondo ha avuto sinora solo applicazioni in impianti prototipo o di laboratorio.

COSA SUCCEDE DURANTE LA FISSIONE NUCLEARE

La reazione di fissione fu ottenuta per la prima volta in laboratorio da Enrico Fermi e collaboratori nel 1934, riconosciuta e studiata sperimentalmente da Otto Hahn e Fritz Strassmann nel 1938, interpretata l’anno seguente da Otto Robert Frisch e Lisa Meitner (ai quali si deve il termine) e studiata in seguito teoricamente da Niels Bohr e collaboratori.

Nella fissione nucleare un nucleo di elevato numero atomico, colpito da un neutrone, o anche da particelle cariche (protoni, deutoni, particelle a e altri), le assorbe e contemporaneamente si spezza in due frammenti ciascuno con numero atomico dell’ordine di grandezza della metà di quello del nucleo originario, più un certo numero di neutroni liberi. È una reazione fortemente esoenergetica – si rilascia molta energia – e, producendo anche neutroni secondari, in condizioni opportune può automantenersi con un processo a catena. Circa 1/3 dell’energia prodotta nella maggior parte delle centrali nucleari viene dal Plutonio che viene creato nel loro nocciolo come sotto-prodotto dall’Uranio-238. Nelle centrali nucleari il calore sviluppato dalle reazioni di fissione permette di scaldare l’acqua fino a produrre vapore. Come nelle centrali termoelettriche a combustibile fossile (carbone o gas naturale), l’energia liberata sotto forma di calore viene trasformata prima in energia meccanica e successivamente in energia elettrica: il vapore prodotto aziona una turbina che, a sua volta, mette in moto un alternatore.

QUANTE SONO LE CENTRALI NUCLEARI NEL MONDO

Gli impianti in funzione sono circa 440, in testa gli Stati Uniti dove ne sono attivi ben 92, seguono la Francia con 56 e la Cina con 55, ma è il paese in cui sono in costruzione oltre 20 centrali. L’energia nucleare, con circa 413 GigaWatt di capacità operativa in 32 paesi, fornisce circa il 10% della generazione elettrica globale evitando l’immissione di 1,5 gigatonnellate di emissioni globali in atmosfera e 180 miliardi di metri cubi di domanda globale di gas all’anno. Il problema del nucleare sono i costi molto elevati, a volte improponibili, e la sicurezza associata alla produzione. Il tutto comporta anche tempi assai lunghi: il reattore finlandese di Olkiluoto 3 (OL3), uno degli ultimi costruiti in Europa, ha iniziato la regolare produzione solo dopo oltre 18 anni dall’avvio della costruzione.

LA FUSIONE NUCLEARE NELLE STELLE

La fusione nucleare avviene spontaneamente nel Sole e nelle altre stelle, dove l’elevatissima temperatura interna favorisce la reazione di fusione di nuclei di idrogeno (reazione protone-protone). Dalla fusione deriva l’energia che arriva sulla Terra sotto forma di calore, di radiazioni elettromagnetiche e particelle. Nella fusione due nuclei di elementi leggeri, quali deuterio e trizio, a temperature e pressioni elevate, fondono formando nuclei di elementi più pesanti come l’elio con emissione di grandi quantità di energia. Nelle fornaci stellari si formano quindi l’energia e gli elementi pesanti che troviamo nell’Universo e anche sul nostro Pianeta. I nuclei possono fondersi solo a distanze molto brevi ed è necessario che la velocità con cui si urtano sia molto alta. La loro energia cinetica – e quindi la temperatura – deve essere molto elevata.

COME FUNZIONA LA FUSIONE NUCLEARE IN LABORATORIO

Per ottenere in laboratorio reazioni di fusione è necessario portare una miscela di deuterio e trizio a temperature elevatissime (100 milioni di gradi) per tempi sufficientemente lunghi. Per questo la sfida della fusione è soprattutto il contenimento di questo plasma ad elevatissime temperature, che si cerca di ottenere con poderosi campi magnetici e materiali assolutamente speciali. Per ottenere la reazione di fusione, il plasma di idrogeno deve esser confinato in uno spazio limitato: nel sole questo si verifica ad opera delle enormi forze gravitazionali in gioco. Per ottenere in laboratorio la fusione controllata, con un bilancio energetico positivo, è necessario riscaldare un plasma di deuterio-trizio a temperature molto più alte (100 milioni di gradi), mantenendolo confinato in uno spazio limitato per un tempo sufficiente a che l’energia liberata dalle reazioni di fusione possa compensare sia le perdite sia l’energia usata per produrlo. La fusione non produce scorie ma come si capisce è assai difficile da rendere utilizzabile su scala industriale, cosa che potrà accadere solo fra decenni, da 50 a 70 anni.

IN ARRIVO IL PRIMO REATTORE DA FUSIONE, IL RUOLO DELL’ITALIA

La Roadmap europea verso l’elettricità da fusione prevede per la seconda metà del secolo la realizzazione del primo reattore che immetta energia elettrica nella rete. Il Joint European Torus (JET), il più grande esperimento di fusione nucleare al mondo, ha ottenuto un nuovo record di energia prodotta durante l’ultima e conclusiva campagna sperimentale, dimostrando la capacità di generare in modo affidabile energia da fusione. Al successo degli esperimenti hanno contribuito i principali laboratori europei coordinati da EUROfusion. L’Italia è partner con ENEA, Consiglio nazionale delle ricerche, Consorzio RFX e alcuni atenei. Negli USA, lo scorso anno la National Ignition Facility di Livermore, in California, con 192 laser ha dimostrato di poter ottenere ripetutamente reazioni che producono più energia di quanta ne consumino. Il risultato è una pietra miliare sulla lunga strada verso la produzione di energia pulita e virtualmente inesauribile.

I PROGRESSI (LENTI) DELLA FISSIONE NUCLEARE

Per la fissione nucleare invece si parla di IV generazione, che però esiste solo sulla carta dei progettisti. I reattori più recenti sono di III generazione o III generazione plus, sostanzialmente la stessa tecnologia degli anni 60 ma con sistemi di sicurezza ridondanti e moltiplicati. Il problema sono sempre le scorie per le quali non è ancora stata individuata una sistemazione geologica definitiva – non esiste un solo deposito geologico definitivo al mondo – né un metodo industriale di recupero. Attualmente le scorie sono conservate in contenitori ultraresistenti – i cask – e conservati nelle centrali in attività. Sono allo studio anche reattori a fissione di nuova concezione, più sicuri e con minore produzione di scorie. I progetti sono diversi, alcuni anche piuttosto promettenti, però sono ancora nei laboratori e la loro scalabilità industriale è ancora lontana. Si parla anche molto degli Small modular nuclear reactor che sono nient’altro che reattori nucleari a fissione di piccole dimensioni, come quelli che alimentano navi o sottomarini.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

In arrivo le norme ‘salva casa’. Salvini ribadisce: “Non sono un condono”

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MATTEO SALVINI MINISTRO

Le nuove norme “riguardano tutto quello che è dentro le abitazioni, ovviamente non c’è nessun premio per chi ha la villa abusiva in zona sismica o in riva al fiume”

ROMA – “Non è un condono, perché riguarda difformità interne”. Lo dice il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini a RTL 102.5 all’interno della puntata dell’Indignato speciale, rispetto alle proposte sulle nuove norme per sanare difformità formali e strutturali pubblicate sul sito del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Sono in arrivo dal Mit, infatti, “una serie di misure” per “regolarizzare le piccole difformità o le irregolarità strutturali” che interessano, secondo uno studio del Consiglio nazionale degli ingegneri, quasi l’80% del patrimonio immobiliare italiano.

“Voglio chiarire- aggiunge- che queste proposte su cui stiamo lavorando le abbiamo elaborate con gli ingegneri, con gli architetti, con i notai, con gli agenti immobiliari, con i sindacati. Riguardano tutto quello che è dentro le abitazioni, ovviamente non c’è nessun premio per chi ha la villa abusiva in zona sismica o in riva al fiume. Si parla di difformità interne che spesso bloccano la vendita o l’acquisto di una casa, come una piantina difforme o una finestra posizionata male, che riguardano, secondo le stime degli ingegneri, quasi l’80% delle case degli italiani normalissimi, quindi non la villa in Sardegna. Il ragionamento che abbiamo fatto è che piuttosto che abbattere, si va in comune, si paga ciò che si deve e si torna a poter vendere e acquistare, dal momento che si tratta di questioni interne che non creano problemi urbanistici o ambientali”.

“In alcuni casi- sottolinea Salvini- è impossibile burocraticamente sanare, ad esempio per il tema della doppia conformità. Ci sono milioni di abitazioni in cui questi interventi non sono stati fatti cinque anni fa ma negli anni settanta o ottanta ed è, anche volendo, impossibile sistemare. Questi cittadini spesso hanno ereditato problemi di chi c’era prima in quella casa e sono sostanzialmente ostaggio della burocrazia e non possono uscirne. Quindi mi sembra più utile che si paghi e si torni alla normalità”.

Sul testo della norma e sull’ipotesi del decreto legge, Salvini continua: “Ci stiamo lavorando e ne dovremo parlare anche con gli alleati. Non vogliamo toccare nulla sulle norme ambientali e sui vincoli. Abbiamo fatto una riunione la settimana scorsa al ministero con cooperative, ingegneri, architetti, Confindustria e altri e stiamo costruendo la proposta con loro. Spero che entro la fine di aprile questo lavoro di ascolto diventi un testo definito su cui ragionare”.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Incidente nella notte a Salerno: perdono la vita due giovani carabinieri

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Un’auto di grossa cilindrata guidata da una 31enne ha centrato in pieno la pattuglia impegnata in attività di controllo del territorio

ROMA – Hanno perso la vita in un incidente stradale avvenuto ieri sera lungo la strada statale 91 a Campagna, in provincia di Salerno. Si tratta di due giovani carabinieri, il maresciallo Francesco Pastore di 25 anni, originario di Manfredonia e l’appuntato scelto Francesco Ferraro di Montesano Salentino di 27 anni. Ferito anche un terzo militare, Paolo Volpe, attualmente ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Eboli.

L’INCIDENTE: FORSE UNA TRAGICA FATALITA’

Nel grave incidente a Campagna sono rimaste coinvolte la pattuglia impegnata in attività di controllo del territorio e un’auto di grossa cilindrata guidata da una 31enne, proveniente dal senso opposto di marcia.“Si è trattato di una tragica fatalità sulla quale però potrebbero pendere delle responsabilità che stiamo accertando. I colleghi stavano attraversando un incrocio svoltando a sinistra quando, una Range Rover proveniente da destra, ad alta velocità, dopo un dosso, li ha centrati in pieno. La donna alla guida dell’auto di grossa cilindrata è stata sottoposta ad esami tossicologici e annunciamo sin da ora che qualora emergesse la positività ai test, siamo pronti a costituirci parte civile”. Lo dichiara Michele Capece, segretario generale aggiunto del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC), in merito al tragico incidente stradale che ha coinvolto i militari tutti in servizio presso la stazione di Campagna. “Siamo sgomenti, addolorati, non esistono parole tali per descrivere il sentimento che ci pervade alla notizia della tragica morte in servizio di due giovanissimi colleghi”, conclude Capece.

IL CORDOGLIO DELLA POLITICA

“Desidero esprimere ai loro familiari e all’Arma il mio sincero e profondo cordoglio e alle persone rimaste ferite gli auguri di pronta guarigione”, dice il Presidente del Senato Ignazio La Russa.

“Esprimo profondo cordoglio per il tragico incidente stradale, avvenuto in provincia di Salerno, in cui hanno perso la vita due carabinieri. Rivolgo alle famiglie del maresciallo Francesco Pastore e dell’appuntato scelto Domenico Ferraro le più sentite condoglianze e alle persone ferite sinceri auguri di pronta guarigione”. Lo dichiara il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

“Sono profondamente addolorato per quanto accaduto la scorsa notte in provincia di Salerno. Il mio cordoglio all’Arma e ai familiari dei due Carabinieri che hanno perso la vita, e gli auguri di una pronta guarigione al militare affidato alle cure dei sanitari”, dichiara il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

“Che tragedia. Una preghiera per il maresciallo Pastore e l’appuntato scelto Ferraro, un profondo abbraccio alle loro famiglie e all’Arma dei Carabinieri”. Lo scrive su Facebook il vicepremier e ministro Matteo Salvini.

“È con profondo dolore che esprimo, a nome mio e di tutta la famiglia della Difesa, i sentimenti del più profondo cordoglio ai familiari del Maresciallo Francesco Pastore e del Carabiniere Francesco Ferraro, militari dell’Arma scomparsi ieri sera a causa di un tragico incidente stradale durante lo svolgimento del loro servizio di controllo del territorio. Un pensiero di vicinanza e auguri di pronta guarigione all’altro carabiniere rimasto ferito”. Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto dopo il tragico incidente avvenuto ieri sera sulla statale 91 a Campagna. “Ho espresso all’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Capo di Stato Maggiore della Difesa e al Generale di Corpo d’Armata Teo Luzi, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, le mie più sentite condoglianze. Tutta la Difesa si stringe idealmente ai familiari e agli affetti più cari del Maresciallo Francesco Pastore e del Carabiniere Francesco Ferraro”, afferma il Ministro.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Cultura della legalità ed il mondo dei giovani

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Partecipa al convegno Gianluca Quadrini

Presso il teatro Mangoni di isola del Liri l’Associazione Nuovo Sindacato dei Carabinieri organizza un convegno sulla Cultura della legalità ed il mondo dei giovani. Presente anche il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, che dopo aver portato i saluti del Presidente, Luca Di Stefano, ha sottolineato l’importanza di questi incontri – “Un’importante occasione per riflettere della

necessità di promuovere valori come rispetto delle leggi, della giustizia e dell’etica nella società, in particolare tra i giovani. Un convegno, quello di oggi, al quale ho partecipato in qualità di Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone e durante il quale ho ritenuto opportuno sottolineare la necessità di educare i giovani a comprendere l’importanza del rispetto delle regole, delle norme e dei diritti, per contribuire a creare una cultura della legalità diffusa e radicata nel tessuto sociale. Un ringraziamento – conclude Quadrini – all’Associazione Nuovo Sindacato Carabinieri e al suo segretario provinciale, Raffaele Fardella, per il lavoro di sensibilizzazione che sta svolgendo.”

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