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Benzina e Diesel, scatta la contromossa dei prezzi: Eni ritocca al ribasso a 2,21 euro. Il governo valuta le accise mobili

ROMA – Nuove oscillazioni e alta tensione sulla rete dei carburanti in Italia. Dopo l’impennata che ha fatto seguito alla scadenza dei tagli fiscali governativi, si registrano i primi segnali di correzione da parte dei grandi marchi energetici. Eni ha ridotto il prezzo consigliato del diesel a 2,21 euro al litro, attenuando parzialmente i picchi record registrati nelle scorse ore su tutto il territorio nazionale.

Il calo, sebbene rappresenti una boccata d’ossigeno per autotrasportatori e pendolari, mantiene i listini su livelli di massima allerta. Lo scenario complessivo resta infatti fortemente instabile, stretto tra il dibattito europeo sulla fissazione di un nuovo tetto ai prezzi e i tavoli tecnici governativi a caccia di una soluzione strutturale.

Il risiko delle pompe: la mappa dei prezzi alla pompa

La mossa del “Cane a sei zampe” sta spingendo anche le altre compagnie energetiche a rivedere i propri listini per non perdere competitività sul mercato:

  • Il nuovo benchmark: La tariffa del gasolio a 2,21 euro al litro rappresenta il nuovo punto di riferimento per la modalità self-service sulle principali arterie stradali.
  • La pressione sui consumi: Il parziale dietrofront arriva per frenare il calo verticale dei consumi registrato nelle ultime settimane, con le famiglie costrette a limitare drasticamente gli spostamenti a causa dei rincari.

Al vaglio del governo: la carta delle “accise mobili” e il tetto europeo

Mentre le compagnie ritoccano le cifre ai distributori, i riflettori rimangono puntati sui palazzi della politica economica. Sul tavolo del ministero e dei tecnici dell’Ecofin ci sono due strategie parallele per frenare la speculazione:

  1. Il meccanismo delle accise mobili: Si tratta di uno strumento di flessibilità fiscale che permette di ridurre automaticamente le accise statali quando il prezzo del petrolio greggio sale oltre una determinata soglia. In questo modo, il maggior gettito IVA incassato dallo Stato viene utilizzato per calmierare il prezzo finale alla pompa.
  2. Il tetto ai prezzi: Una misura di protezione a livello europeo volta a imporre un limite massimo alle quotazioni all’ingrosso dei prodotti raffinati, per sterilizzare gli shock geopolitici sui mercati internazionali.

La sfida resta aperta: l’obiettivo dell’Esecutivo è trovare un punto di equilibrio che possa proteggere il potere d’acquisto dei cittadini senza aprire voragini nei bilanci dello Stato.


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