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Stop al mercato tutelato di luce e gas, cosa succede se non arriva la proroga

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Se non ci dovesse essere la proroga, 10 milioni di famiglie dovranno cambiare fornitore o entreranno in un regime transitorio

ROMA – Il governo sta pensando a una proroga del mercato tutelato delle bollette di luce e gas, che scade il 10 gennaio 2024. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha parlato di “traghettamento al di fuori del mercato tutelato dei clienti domestici, in particolar modo dei vulnerabili, i più colpiti dall’instabilità dei prezzi dell’energia”, ma in realtà potrebbe arrivare un rinvio secco per tutti di sei mesi. Se però questo slittamento non ci sarà, circa 10 milioni di famiglie dovranno passare dal regime tutelato – il sistema con le tariffe fissate dall’Arera, l’Authority dell’energia – al mercato libero.

REGIME TRANSITORIO PER CHI NON SCEGLIE

I nuclei che al prossimo 10 gennaio non avranno ancora scelto il fornitore potranno accedere a un regime transitorio (per tre anni). Si tratta del Servizio a Tutele Graduali, una sorta di mercato ibrido che assegnerà in automatico alle utenze un nuovo fornitore, individuato tramite un’asta territoriale.

COME DECIDERE SE CAMBIARE

Per farsi un’idea delle offerte del mercato libero basta consultare i comparatori online, dove i consumatori possono decidere se acquistare subito un pacchetto nuovo o aspettare il servizio transitorio. Il mercato libero offre sconti e promozioni soprattutto per i nuovi clienti, ma a lungo termine il mercato tutelato sembra aver assicurato in questi anni bollette più basse.
Nei primi mesi della guerra in Ucraina, ad esempio, le offerte del mercato libero risultavano più competitive rispetto a quelle del tutelato, soggetto alle oscillazioni geopolitiche con impatti trimestrali sulle tariffe. Poi però, con il passare dei mesi, i costi si sono allineati.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it. Autore:Luca Monticelli

Weekend con il maltempo: forti temporali e temperature ‘quasi’ autunnali

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Primi segnali di autunno: sulle regioni meridionali arriverà un vortice di aria fresca in quota responsabile di un netto cambiamento delle condizioni meteo

ROMA – Il maltempo della giornata di oggi è solo l’incipit di una fase estremamente instabile o perturbata che abbraccerà l’intero weekend e anche buona parte della prossima settimana. Dopo il passaggio di questo primo fronte è attesa infatti sull’Italia l’evoluzione di un vortice di bassa pressione che dal mar Ligure si porterà con molta lentezza verso lo Ionio distribuendo altri temporali, nubfragi e anche delle grandinate. Lo scrive 3bmeteo.com.

Ci saranno, quindi, i primi segnali di autunno dal weekend quando sulle regioni meridionali arriverà un vortice di aria fresca in quota responsabile di un netto cambiamento delle condizioni meteo.

BRUSCO CALO TERMICO

La circolazione ciclonica, che si formerà sui mari meridionali, insisterà anche in avvio di settimana favorendo una intensificazione della ventilazione ed un generale abbassamento delle temperature e mettendo così fine al caldo fuori stagione.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Un missile ha colpito il comando della flotta russa in Crimea

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Secondo il ministero della Difesa di Mosca, c’è almeno una vittima

ROMA – Un missile ha colpito il comando della flotta russa del mar Nero situato nella città di Sebastopoli, in Crimea: lo ha riferito il blog Voennyj Osvedomitel, rilanciando video e resoconti. Nei filmati si vede una colonna di fumo nero levarsi sull’edificio con colonne in stile neoclassico. Stando a Voennyj Osvedomitel, l’esplosione ha provocato danni significativi e feriti. In un secondo momento, il ministero della Difesa russo ha riferito anche di una vittima. Il raid è l’ultimo di una serie a colpire la penisola di Crimea, controllata da Mosca dal 2014 ma rivendicata dall’Ucraina e parte del suo territorio dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica nel 1991. Secondo informazioni rilanciate da Voennyj Osvedomitel, l’ipotesi è che a colpire a Sebastopoli sia stato un missile Storm Shadow, di fabbricazione britannica. Questo tipo di arma ha una gittata di 250 chilometri, una velocità massima di mille chilometri all’ora e sistemi che ne schermano il rilevamento radar e a infrarossi.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it Autore:Vincenzo Giardina

Forza Italia, Barelli: “Stiamo lavorando per avere sempre più peso al governo delle città e del Paese”

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“A Forza Italia sta a cuore lo sviluppo e la crescita del nostro territorio. È pertanto indispensabile valorizzare il ruolo che ha Forza Italia anche all’interno della nostra coalizione di governo: noi dobbiamo essere presenti in ogni comune, grande o piccolo che sia. La presenza di Antonio Tajani oggi è la dimostrazione di quanto il nostro coordinatore nazione ritenga fondamentale l’organizzazione e la struttura del partito, che sono gli strumenti attraverso i quali si riesce a far prevalere le nostre idee e i nostri progetti e a portare i risultati dentro i seggi elettorali. Avanti dunque, lavorando con impegno sul territorio, per dare maggiore peso a Forza Italia nei piccoli e grandi comuni, nel Paese e al governo nazionale; siamo noi a rappresentare i moderati e i valori del liberismo, europeismo e atlantismo nel sistema politico italiano ”.

Lo ha detto Paolo Barelli, presidente dei deputati di Forza Italia, durante la presentazione degli amministratori locali della provincia di Roma che hanno aderito al partito, in corso a Montecitorio.

Giovani Italiani e indipendenza: perché restano a casa più a lungo?

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Un decennio fa, il giovane italiano medio era pronto a volare via dal nido familiare a 25 anni. Ma il 2022 racconta una storia diversa: ora l’età sale a 30. Mentre l’Europa avanza, l’Italia sembra zoppicare. Dietro questi numeri, emergono sfide e trasformazioni che stanno ridefinendo l’idea di indipendenza per la nostra gioventù.

Fattori che influenzano la decisione di diventare indipendenti

In Europa, quando si parla di indipendenza residenziale, la media si posiziona intorno ai 26,4 anni. In questo panorama, l’Italia si colloca tra i paesi con un ritardo maggiore nell’indipendenza dei giovani.

Le nazioni che superano l’Italia in questa triste classifica sono la Croazia, con una media di 33,4 anni, seguita da Slovacchia, Grecia, Bulgaria, Spagna e Malta, tutte con medie poco sopra i 30 anni.

Al contrario, le nazioni europee che vedono i propri giovani diventare indipendenti in modo più precoce sono la Finlandia, la Svezia, la Danimarca e l’Estonia, con medie che oscillano tra i 21,3 e i 22,7 anni.

Ma cosa frena i giovani italiani ad abbandonare il contesto familiare? Una serie di motivi emerge chiaramente:

  • Salari non adeguati: Molto spesso, la retribuzione percepita dai giovani non è sufficiente per coprire le spese di un’abitazione autonoma.
  • Durata degli studi: I percorsi formativi in Italia tendono ad essere più lunghi rispetto alla media europea, ritardando l’ingresso nel mondo del lavoro.
  • Livelli di disoccupazione: I dati sull’occupazione sono particolarmente preoccupanti, con una disoccupazione del 28,7% tra i diplomati e del 15,6% tra i laureati.

Un altro fattore che ostacola l’indipendenza residenziale è il crescente costo degli affitti. Nella tabella in basso le città che hanno visto aumenti significativi:

CittàRincaro Affitti 2023 rispetto al 2022
Roma+4,9%
Milano+10,8%
Napoli+5,4%
Torino+10,6%
Palermo+5,9%
Genova+5%
Bologna+17,8%
Firenze+20,2%
Venezia+14,1%

Tra uomini e donne: chi conquista l’indipendenza prima?

Un altro dato interessante emerge dalla panoramica europea: le giovani donne tendono a lasciare la casa familiare prima dei coetanei maschi. Nel 2022, le donne europee hanno raggiunto l’indipendenza residenziale all’età media di 25,4 anni, mentre gli uomini a 27,3 anni. Questa tendenza si riflette anche in Italia, con le donne che diventano indipendenti attorno ai 29 anni e gli uomini attorno ai 30,9 anni.

Il costo di vivere da soli: guardando oltre l’affitto

L’idea di stabilirsi in un proprio spazio è affascinante, ma porta con sé domande cruciali come: “Quanto mi costerà vivere da solo?“. L’affitto è solo la punta dell’iceberg, e sotto la superficie emergono molteplici responsabilità economiche.

Il prezzo dell’affitto varia in base a diversi fattori. La localizzazione dell’immobile, ad esempio, gioca un ruolo chiave. Una casa vicino al centro o ben collegata con mezzi pubblici ha sicuramente un costo superiore. Allo stesso modo, l’efficienza energetica dell’abitazione può influenzare il prezzo delle bollette, compresi i costi di gas e luce, anch’essi sempre più in crescita dopo la crisi energetica.

Un altro aspetto da considerare quando si decide di traslocare e vivere da soli è la caparra. Questo deposito cauzionale, richiesto all’inizio del contratto di affitto, funge da garanzia per il proprietario contro possibili danni all’immobile o mancato pagamento dell’affitto. Generalmente, si parla di due o tre mensilità d’affitto, una spesa che può pesare sul bilancio iniziale.

Costi variabili in città diverse:

  • Milano: un monolocale può superare i 600-700€
  • Palermo: monolocali intorno ai 400-450€

Riepilogo delle spese medie mensili

SpesaCosto
Affitto400-450€
Spesa al supermercato200-250€
Gas e luce70-150€
Acqua30-50€
TARI28€
ADSL30€

Considerando queste spese, un singolo individuo potrebbe spendere tra i 750€ e i 950€ al mese. Con l’aggiunta di trasporti e svaghi, il totale mensile potrebbe superare i 1.000€. Per una vita indipendente bilanciata, uno stipendio ideale potrebbe aggirarsi intorno ai 1.400-1.500€.

Pertanto, per molti giovani, condividere un appartamento potrebbe essere una soluzione più conveniente, riducendo la quota individuale delle spese. Pianificare e informarsi può aiutare a navigare con successo verso l’indipendenza.

L’indipendenza residenziale rappresenta un importante passo nella vita di ogni giovane. Tuttavia, le sfide economiche e sociali attuali rendono questo passo sempre più difficile, specialmente per i giovani italiani. Si spera che in futuro, con politiche mirate e interventi specifici, la strada verso l’indipendenza possa diventare meno tortuosa per le nuove generazioni.

Fonte: Studio ProntoBolletta

GIUSTIZIA, NORDIO LUNEDÌ A PERUGIA

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Doppio appuntamento lunedì 25 settembre a Perugia per il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

Alle 17.30 il Guardasigilli sarà accompagnato dal sindaco Andrea Romizi, dal Sottosegretario all’Interno, Emanuele Prisco, dai vertici degli Uffici giudiziari, dalle autorità locali e da rappresentanti dell’Agenzia del Demanio per un breve sopralluogo alla cittadella della giustizia, in via Fiorenzo Di Lorenzo 22. Una visita aperta alla stampa.

Quello della cittadella di Perugia è un progetto di particolare valore per il Ministero della Giustizia, la ristrutturazione di 3 fabbricati – l’ex carcere maschile, l’ex carcere femminile e il padiglione Paradiso – per circa 20mila mq.

Al termine della visita alla cittadella giudiziaria, il Ministro Nordio interverrà al convegno “Italia vincente, verso una giustizia giusta” previsto presso la Sala dei Notari dalle 17.45. Un evento inserito all’interno della manifestazione nazionale promossa dal gruppo parlamentare Fratelli d’Italia.

LAZIO, REGIONE: CRONOPROGRAMMA PER SAXA GRES

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Angelilli e Schiboni: «Pronti a fare la nostra parte con il presidente Rocca»

Nelle prossime settimane la Regione Lazioconvocherà un tavolo interassessorile, insieme con le Direzioni competenti, per verificare le criticità sulla vertenza Saxa Gres, azienda della provincia di Frosinone. 

In attesa del nuovo tavolo, programmato per la fine di ottobre, che sarà finalizzato alla presentazione del piano industriale e agli aggiornamenti sugli investimenti, come annunciato dal presidente della Saxa Gres, Francesco Borgomeo.

Nel frattempo, la Regione Lazio promuoverà un’interlocuzione con i ministeri delle Imprese e del Made in Italy e del Lavoro e delle Politiche sociali per individuare le possibili soluzioni anche relativamente alla cassa integrazione in scadenza nel mese di novembre.

È questo il cronoprogramma indicato da Roberta Angelilli, vicepresidente della Giunta regionale e assessore allo Sviluppo economico, al Commercio, all’Artigianato, all’Industria e all’Internazionalizzazione, di concerto con Giuseppe Schiboni, assessore regionale al Lavoro, all’Università, alla Scuola, alla Formazione, alla Ricerca e al Merito, al termine dell’incontro con i sindacati ed i vertici di Unindustria riguardo la situazione  di Saxa Gres, a cui hanno partecipato un rappresentante del Mimit, il consigliere regionale del Lazio, Daniele Maura, e il sindaco di Roccasecca,Giuseppe Sacco. 

«Dopo il tavolo interlocutorio con i lavoratori e i sindacati dello scorso luglio, la Regione Lazio ha condiviso una strada comune per lasalvaguardia dei livelli occupazionali e della continuità operativa del gruppo industriale Sax Gres. Esprimiamo la piena soddisfazione per aver condiviso un nuovo percorso con le parti, assicurando il massimo impegno per ridurre la burocrazia e per incentivare gli investimenti e l’occupazione, nel rispetto dell’agenda di governo del presidenteFrancesco Rocca. Una sfida da vincere assieme ai lavoratori, ai sindacati e all’impresa», hanno dichiarato la vicepresidente Roberta Angelilli e l’assessore Giuseppe Schiboni.  

SAXA GRESTONE ROCCASECCA: NUOVA RIUNIONE IERI IN REGIONE LAZIO

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Nuova riunione ieri in Regione sulla Saxa Grestone nell’ambito del tavolo aperto per l’evoluzione della situazione che riguarda lo stabilimento di Roccasecca.

Di fronte al vice presidente della Regione Roberta Angelilli, con delega alle attività produttive, all’ assessore al lavoro Giuseppe Schiboni, al sindaco di Roccasecca, al consigliere regionale Daniele Maura, ad Unindustria, al rappresentante del Mimit, e a Borgomeo, le parti sociali hanno evidenziato preoccupazione in merito all’ imminente scadenza della cassa integrazione, il prossimo novembre, per i lavoratori dello stabilimento roccaseccano.

La validità del progetto di economia circolare non è in discussione, ma in questi anni sono stati pochi gli avanzamenti fatti per renderlo davvero concreto e operativo. Occorre una via d’uscita alla Cig e su questo i sindacati hanno chiesto l’intervento delle istituzioni.

La Regione Lazio ha annunciato che intensificherà gli sforzi con l’istituzione di un tavolo tecnico, interassessoriale, sulle autorizzazioni ambientali e sugli altri aspetti, un probabile sopralluogo all’impianto nelle prossime settimane, ma un aspetto rilevante, è stato l’annuncio fatto da Borgomeo in merito all’interesse di investitore ad entrare all’interno del progetto seppur non siano stati fatti ancora nomi.

“Apprezziamo tutti gli sforzi che si stanno compiendo – sottolinea il segretario Ugl Chimici Frosinone Marco Colasanti – ma la nostra priorità resta quella di garantire il futuro dei lavoratori e trovare dunque una soluzione all’imminente scadenza della cassa integrazione. La riunione è stata importantissima perché ci permette di attenzionare la vertenza a livello istituzionale in una fase difficilissima della stessa. Nei prossimi giorni parleremo con le maestranze per informarle su quanto emerso nell’incontro e fare le opportune valutazioni con loro. E’ un progetto strategico che la provincia di Frosinone non può permettersi di perdere. Auspichiamo che anche il Mimit, così come fatto dalla Regione Lazio, possa scendere in campo e accompagnarci in questo percorso”

Così il segretario UILTEC Frosinone Giuseppe Caccianini: “Regione e Mimit si facciano supervisori del progetto, chiediamo più chiarezza nei tempi di realizzazione. C’è un imprenditore interessato ad entrare e quindi vedremo cosa accadrà. Intanto però occorre salvaguardare i lavoratori, oltre 350 tra Roccasecca ed Anagni, e tutelare l’occupazione. Ringraziamo per l’impegno la Regione che ha messo in piedi il tavolo in tempi brevissimi”.

Antonella Valeriani, segretaria Femca Cisl Frosinone si dice “soddisfatta per la sensibilità mostrata da Regione e Mimit. Ci sono già due appuntamenti fissati, il primo a metà ottobre, un tavolo tecnico tra assessori regionali competenti e tecnici per analizzare e cercare di superare le criticità, soprattutto autorizzative, affinché il progetto si realizzi concretamente. A fine ottobre Borgomeo chiarirà invece sulla manifestazione di interesse di investitori. La priorità però è capire con quali strumenti verranno sostenuti i lavoratori dopo il 20 novembre alla scadenza della Cig”.

POLIZIA DI STATO E GUARDIA DI FINANZA: DISPOSTA LA CONFISCA DI QUOTE SOCIETARIE E BENI PER UN VALORE DI OLTRE 10 MILIONI DI EURO NEI CONFRONTI DI UN SOGGETTO LEGATO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA CATANESE

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La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Padova, attraverso il personale della Divisione Anticrimine della Questura e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un decreto di confisca, emesso dalla Sezione Distrettuale delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Venezia, su proposta del Questore di Padova, a seguito di accertamenti patrimoniali a carico di un soggetto legato a un clan catanese di “Cosa Nostra”, al cui esito è emersa una disponibilità di beni, a lui indirettamente riconducibili, dal valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati ovvero ritenuti frutto del reimpiego di provviste illecite.

Il provvedimento in esame, allo stato non definitivo, ha consentito di confiscare le quote di 17 società di capitali, 13 immobili e 3 terreni, siti nelle province di Belluno, Milano, Venezia e Vicenza, nonché 3 autovetture, per un valore complessivo quantificato in 10 milioni e 700 mila euro. I beni sottoposti a vincolo sono stati affidati all’amministratore giudiziario nominato dal citato Tribunale.

Le indagini patrimoniali, eseguite dalla Divisione di Polizia Anticrimine della Questura di Padova e dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Este, hanno riguardato un soggetto gravato da diversi precedenti, tra cui spiccano una condanna emessa dalla Corte di Appello di Catania (divenuta irrevocabile nel dicembre 2022) in ordine, tra l’altro, al reato di associazione di tipo mafioso, e un’ulteriore, recente condanna del Tribunale di Rovigo, confermata in Corte di Appello (ancorché con sentenza non passata in giudicato), per i reati di associazione per delinquere e truffa.

Il proposto – già sottoposto a una misura di prevenzione patrimoniale definitiva, emessa dall’Autorità giudiziaria di Catania – è stato ritenuto socialmente pericoloso dai giudici lagunari sulla scorta delle previsioni del c.d. “Codice antimafia” e la suddetta pericolosità si è manifestata, da ultimo, nella provincia di Padova, ove si sarebbe radicata la base organizzativa di un complesso sistema piramidale di imprese, dirette da quest’ultimo, strumentalmente utilizzate per perpetrare truffe nel nord Italia. 

È stata ravvisata, altresì, la sussistenza del requisito oggettivo della palese sproporzione tra gli esigui redditi dichiarati nell’ultimo quinquennio e il valore del patrimonio riconducibile al proposto (accumulato tra il 2018 e il 2022, in un periodo, quindi, successivo agli accadimenti relativi alla precedente pronuncia giurisdizionale), ritenuto anche frutto del reimpiego di profitti illeciti, di cui non è stata adeguatamente giustificata la legittima provenienza. 

Gli accertamenti svolti, quindi, hanno permesso di dimostrare che parte dei beni erano detenuti, tra l’altro, per il tramite di 17 società di comodo (oggetto di odierna confisca di prevenzione), tre delle quali, con sede nella provincia di Padova, già destinatarie, nel maggio 2022, di informazioni interdittive antimafia emesse dal Prefetto del predetto capoluogo.

Tali società sarebbero state impiegate come veicolo per commettere una serie di truffe a danno di ignari fornitori che, rassicurati da artificiosi dati di bilancio e da insospettabili prestanome, avevano ceduto merci, per diversi milioni euro, senza vedersi riconosciuto il prezzo di vendita.

Il centro nevralgico di tali condotte truffaldine si trovava nel padovano, nonostante fosse stata formalmente stabilita la sede legale delle società anche in altre province (tra cui Brescia, Catania, Milano, Monza, Roma, Siracusa, Torino, Udine e Venezia), al fine di rendere più difficoltosa la ricostruzione dell’attività criminale. 

Pertanto, grazie alla valorizzazione di tutti gli elementi acquisti dagli inquirenti, è stato possibile ricondurre i beni al destinatario della misura di prevenzione della confisca, eseguita dalle Fiamme Gialle e dalla Polizia di Stato.

L’operazione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato rientra in una più ampia strategia di aggressione delle ricchezze di origine illecita, perseguita utilizzando gli incisivi strumenti offerti dalla normativa antimafia, e assume anche un rilevante valore “sociale”, consentendo di restituire alla collettività patrimoni accumulati nel tempo dalla criminalità.

Vigilanza privata – Disponibilità del Governo a interventi di sostegno per l’incremento dei salari

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Agci Servizi, Assiv-Confindustria, Confcooperative Lavoro e Servizi e Legacoop Produzione e Servizi: incontro positivo con il Sottosegretario al Lavoro Durigon; bene apertura di un tavolo al Ministero del Lavoro

 “Soddisfazione per la disponibilità espressa dal Governo a supportare le proposte avanzate dalle associazioni datoriali per interventi a tutela del comparto che vadano a garantire una retribuzione equa e dignitosa a tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore della vigilanza privata, così come il pieno rispetto del Codice appalti e il contrasto ai contratti pirata”.

Lo dichiarano Agci Servizi, ASSIV – Associazione Italiana Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari di Confindustria, Confcooperative Lavoro e Servizi eLegacoop Produzione e Servizi al termine dell’incontro odierno convocato dal Sottosegretario di Stato, sen. Claudio Durigon e sollecitato dalle stesse Associazioni per proseguire il confronto avviato ad agosto e individuare soluzioni organiche alle difficoltà che affliggono la categoria.

Un sistema di revisione dei prezzi dei contratti in essere con la pubblica amministrazione che devono tener conto degli aumenti attuali e previsti dai CCNL e la detassazione immediata degli aumenti contrattuali per favorire l’abbattimento del costo del lavoro. Queste sono le principali proposte di intervento avanzate oggi dalle Associazioni e ritenute necessarie per contribuire ad accrescere i salari di lavoratrici e lavoratori della vigilanza, così come in tutti i settori dei servizi che operano per enti pubblici e privati.

“La problematica dei salari dei lavoratori che interessa il settore – dichiara il Direttore di Legacoop Produzione e Servizi Andrea Laguardia – può essere affrontata soltanto con una soluzione organica. C’è una questione generale di tenuta del potere di acquisto dei salari, per la quale la contrattazione collettiva, di cui ribadiamo la centralità e il valore, rappresenta una parte della soluzione. Le imprese del settore, così come tutte quelle che lavorano con la PA, soffrono dell’assenza di una norma che preveda la revisione prezzi dei contratti in essere”.

“L’apertura del tavolo presso il Ministero del Lavoro -prosegue il Presidente di ASSIV – Maria Cristina Urbano- rappresenta una grande opportunità di qualificazione del settore, un segno di attenzione e di impegno che incoraggia le parti sociali a trovare soluzioni anche coraggiose, che devono però essere accompagnate da interventi concreti da parte del Governo. Solo così le imprese del comparto potranno mantenere mercato e livelli occupazionali e sostenere con giusta gradualità l’aumento dei costi di produzione.”

“E’ il contratto collettivo nazionale – dichiara il Presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi Massimo Stronati – il luogo e lo strumento deputato a sostenere e delineare salari, costi e norme che regolano il settore, oltre la qualificazione della stazione appaltante. Esprimiamo i ringraziamenti al Sottosegretario Durigon, al quale va dato atto dell’impegno che sta profondendo e dell’attenzione che sta dedicando al settore”.

Le Associazioni auspicano che gli impegni presi dal Governo si traducano presto in misure normative che, oltre a supportare il settore della vigilanza, vadano ad incrementare la produttività e la crescita complessiva dell’economia del Paese e ribadiscono piena disponibilità nel contribuire ad individuare, attraverso il lavoro congiunto al tavolo delle parti sociali presso il Ministero del Lavoro e con il supporto del Governo, tutti gli strumenti e le misure capaci di garantire le migliori condizioni di sviluppo di un comparto di importanza centrale per lo svolgimento di moltissimi servizi essenziali, a vantaggio di aziende, lavoratori e committenza pubblica.

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