Home Blog Pagina 980

CENTRO METEO ITALIANO. Previsioni Meteo 26 Settembre 2023

0

Roma

Condizioni di tempo stabile per tutta la giornata con cieli sereni o al più poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. Nessuna variazione in serata e nottata. Temperature comprese tra +14°C e +29°C.

Lazio

Giornata all’insegna del tempo asciutto su tutta la regione con cieli sereni o al più poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata si rinnovano condizioni di stabilità con ampie schiarite ovunque.

Nazionale

AL NORD
Cieli pienamente soleggiati al mattino, eccetto isolati addensamenti sulle Alpi orientali. Condizioni meteo invariate al pomeriggio con ampi spazi di sereno. In serata si rinnovano condizioni di tempo asciutto, con assenza prevalente di nuvolosità su tutti i settori.
AL CENTRO
Al mattino cieli sereni o poco nuvolosi. Al pomeriggio non sono attese variazioni di rilievo. In serata si rinnovano condizioni di tempo asciutto con ampi spazi di sereno.

AL SUD E SULLE ISOLE
Al mattino cieli irregolarmente nuvolosi con precipitazioni sparse, aperture tra Sardegna e Sicilia meridionale. Al pomeriggio non sono previste variazioni di rilievo. In serata tempo in generale miglioramento, salvo isolati rovesci sulla Sicilia settentrionale.

Temperature minime e massime stazionarie o in rialzo da nord a sud.

Www.centrometeoitaliano.itVideo Meteo:  https://www.youtube.com/c/CentrometeoitalianoIt/videos

MAFIA, NORDIO: “RUOLO DI GIUDICI, COME SAETTA, ESSENZIALE NELLA LOTTA AI CLAN”

0
Judge and gavel in courtroom

“Il 25 settembre 1988 la mafia uccideva Antonino Saetta, già presidente della Corte d’appello di Caltanissetta, primo magistrato giudicante assassinato in un agguato in cui morì anche il figlio.

In quegli anni di lutti e affari sporchi, la rettitudine di giudici come Saetta – che si occupò tra l’altro del processo contro i killer del collega Rocco Chinnici – fu essenziale nel contribuire a fermare l’espansione del potere criminale dei clan. Un ruolo troppo poco valorizzato nella nostra drammatica storia di lotta alle mafie. 

Oggi a 35 anni di distanza dalla strage che uccise il giudice Saetta, onoriamo la memoria di un servitore dello Stato, rievocando le sue parole, riportate sui muri del Tribunale di Caltanissetta:   

“La nostra dignità ci impone, alle volte, di affrontare con coraggio situazioni difficili. E ci dà, anche, tutto il coraggio di cui, in quei casi, abbiamo bisogno”.

Dichiarazione del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel 35esimo anniversario della strage in cui il giudice Antonino Saetta fu ucciso insieme al figlio Stefano nei pressi di Canicattì, sua città d’origine. 

MALTEMPO: COLDIRETTI, DANNI SALGONO A OLTRE 6 MLD DANNI

0

E’ ANNO NERO DELL’AGRICOLTURA ITALIANA

Con l’ultima ondata di maltempo salgono ad oltre 6 miliardi i danni nei campi, tra coltivazioni e infrastrutture, con il 2023 che diventa l’anno nero dell’agricoltura italiana. E’ quanto emerge dal bilancio Coldiretti sul primo ciclone di autunno tra nubifragi, grandinate e trombe d’aria che hanno colpito a macchia di leopardo nelle città e nelle campagne con tetti scoperchiati, alberi abbattuti, coltivazioni distrutte, serre divelte, allagamenti, frane e smottamenti.

Gravi gli ultimi i danni nelle campagne dove – sottolinea la Coldiretti – sono in pieno svolgimento le attività stagionali dalla vendemmia alla raccolta di frutta e ortaggi mentre sta per iniziare quella delle olive con le colture particolarmente sensibili alle manifestazioni violente che provocano danni irreversibili mandando in fumo un intero anno di lavoro. Colpite – precisa la Coldiretti – anche realtà di pregio come i vigneti di Falanghina, Fiano e Aglianico in Campania ma anche gli uliveti in Puglia e le produzioni di pistacchio in Sicilia.

Dall’inizio dell’anno la Penisola è stata investita in media da oltre 10 eventi estremi al giorno sulla base delle elaborazioni Coldiretti su dati Eswd (European sever weather database) che hanno causato il crollo del 10% della produzione di grano, del 60% per le ciliegie e del 63% delle pere mentre il raccolto di miele è sceso del 70% rispetto allo scorso anno, secondo l’analisi Coldiretti e si registrano un calo anche per il pomodoro e per la vendemmia (-12%).

Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, maltempo, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo con effetti devastanti.

L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli – continua la Coldiretti – si tratta di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla climatologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque. Servono – conclude la Coldiretti – investimenti ance grazie al Pnrr per la manutenzione, risparmio, recupero e regimazione delle acque, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni resistenti.

Dichiarazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni

0

Accolgo con grande interesse la proposta di collaborazione del presidente francese Emmanuel Macron in tema di contrasto all’immigrazione illegale. È evidente che Italia, Francia e UE debbano agire insieme per sostenere gli Stati di origine dei migranti e per aiutare gli Stati di transito a smantellare le reti criminali di trafficanti di esseri umani. È la direzione che il governo italiano ha già intrapreso e che vuole perseguire insieme alle istituzioni europee e ai propri alleati europei.

Merano come Ascot

0

Successo di pubblico, tanto sport e mondanità all’84esimo Gran Premio Merano Alto Adige, domenica 24 settembre

Si è a concluso l’84° Gran Premio Merano Alto Adige, un prestigioso appuntamento internazionale.

L’Ippodromo è stato aperto dalle ore 11.00, con il servizio di ristorazione e l’anteprima di Merano WineFestival, che ha offerto agli ospiti la possibilità di degustare l’eccellenza vitivinicola e gastronomica italiana.

Per tutto il weekend, gli appuntamenti si sono susseguiti con ritmo incalzante.

Tante le iniziative di contorno in programma nel weekend del Gran Premio Merano Alto Adige, che per l’intera città diventa un evento di grande richiamo e di forte appeal, anche per chi riconosce il Gran Premio come un’occasione mondana per sfoggiare eleganza e stile attraverso l’abbigliamento, indossando indumenti eccentrici o capi molto classici, nonché cappelli di ogni forma e misura che di sicuro non passano inosservati.

CELESTINO E ROSALINA E RODIN

0

Forse si ignora che Auguste Rodin (1840-1917) è stato un autentico industriale della scultura a seguito della quantità enorme di soggetti in bronzo:  migliaia di opere immesse sul mercato presenti in quasi tutti i musei e collezioni. Inutile richiamare alla memoria le opere che lo rendono immortale quali il Pensatore, il Bacio, la Donna accovacciata, Eva, il San Giovanni Battista, Iris… pertanto  a nessuno di questi capolavori dedicò il tempo e l’attenzione e l’impegno di cui invece ritenne degno e meritevole il suo monumento allo scrittore Balzac. In effetti la commissione affidatagli per la realizzazione di un monumento in onore del grande scrittore  non ebbe successo; accurate e numerose furono le ricerche e investigazioni per pervenire alla individuazione dei maggiori elementi possibili sulla  vita e personalità del romanziere:  malgrado tale impegno i bozzetti non furono accettati e Rodin restituì l’anticipo versatogli a suo tempo. Personaggio troppo prestigioso, Balzac, per poter essere messo da parte così facilmente, per cui Rodin, accantonata la delusione cocente per l’insuccesso, continuò con la lavorazione e non poche furono le opere realizzate  e acquistate da vari cultori: curioso costatare che gran parte erano soprattutto busti e ritratti che  rispecchiavano il vero volto di  Balzac. Tali gratificazioni e tali conseguimenti non furono di sollievo e di accettazione da parte dell’artista: sentiva che qualcosa mancava al suo Balzac! E alla fine concluse che tale insoddisfazione risiedeva  nel volto!  E così ancora per altri  anni continuò in silenzio ad occuparsi del Balzac  e di un  volto a  suo parere idoneo e degno: tenuta in disparte e ignorata, in realtà  è stata l’opera che maggiormente ha avvinto  e perfino affascinato la sua personalità di artista, tanto che il suo biografo ha raccolto queste parole in merito: “La résultante de toute ma vie, le pivot méme de mon aesthétique”  “la risultante di tutta la mia vita, il fulcro stesso della mia estetica”. Invero il monumento a Balzac è stato il solo impegno artistico veramente sofferto e vissuto nella sua immensa produzione, che però il successo strepitoso di altre sue realizzazioni ha fatto passare sotto silenzio e perfino oscurato. Va rammentato che il Balzac lo ha impegnato negli ultimi anni della sua vita e la fusione in bronzo è stata eseguita  oltre venti anni dopo la morte.

Rodin aveva frequenti rapporti con i modelli e le sue agende, blocchi per note e appunti contenevano lunghe liste di nominativi della più grande originalità e anche provenienza, numerose anche di Roma; quasi sempre affianco ai nomi, gli indirizzi, qualche descrizione fisica particolare, l’età, le sue impressioni e talvolta raramente anche il nome  dell’opera relativa. Tra i nominativi,  numerosi quegli italiani, sovente in una grafia strana e approssimata: tra questi  un nome, secondo l’elenco della Signora Pinet, appare almeno due volte con cognome Prechi o Pechi o Peschi:  Celestin o Celestino  e affianco, le  due volte, Balzac!  Qui ci arrestiamo. 

Così nel 1939,  l’artista era morto nel 1917,  il gesso originario lasciato nello studio fu fuso in bronzo e la scultura alta 2,75 m  su un piedistallo in marmo alto  circa 1,2 m, fu collocata all’intersezione stradale più gigantesca di Parigi, tra il Boulevard Raspail e il Boulevard du Montparnasse,  dove si leva maestosa quasi di fronte all’antico  famoso caffè La Rotonde e al più moderno  Charivari. Ma chi è il Celestino di Rodin?  Chi ne ha mai parlato e individuato?

E in questo momento si innesta la figura di un personaggio, che può darci la risposta, una donna, analfabeta, una domestica, piccolina alta 1,55 circa,  alla quale il destino ha riservato  un ruolo tale che oggi ancora per la comunità di lingua francese del pianeta, rappresenta quello che è la Marsigliese o la Rivoluzione o Napoleone o Coluche cioè un monumento vivente! Stiamo parlando della  Semeuse, la Seminatrice, cioè la figura di donna che con gli abiti svolazzanti e un copricapo in testa, spande la sua semenza in giro nei campi: è stata presente per parecchi anni sulla monetazione d’argento fine ‘800-inizi ‘900,  poi per molti anni sui francobolli, poi negli anni ’60 su una moneta d’argento e oggi sugli Euro. La domanda:  quale la relazione con Celestino-Balzac?  Negli anni  passati lo scrivente ha non poco indagato e ricercato per venire a capo di certe situazioni della Storia  riferite a certe sue componenti poco o per niente conosciute e chi è curioso può consultare in particolare  MODELLE E MODELLI CIOCIARI A ROMA, A PARIGI , A  LONDRA  NEL 1800-1900 e nel corso di tali indagini in Valcomino si è imbattuto, tra l’altro, nel Sig. Mario Franciosa  residente  a Clamart, un sobborgo di Parigi, che negli anni cinquanta aveva frequentato la Seminatrice ormai avanzata negli anni. E il Sig. Franciosa è stato depositario, unico, delle confidenze e racconti, anche intimi e personali, di Rosalina Pesce, il nome dunque della Seminatrice, nata nel 1886 in un paesino  della Valcomino  e poco dopo emigrata a Parigi! E uno dei ricordi era il seguente: Rosalina che per molti anni aveva abitato con la madre nel cortile di un palazzo alla Avenue du Maine 51 con davanti l’Hotel de Paris, oggi ancora sui luoghi dove ha occupato tutto il piano terra, ogni volta che per il suo lavoro di domestica   -aveva rinunciato al ruolo iniziale di modella perché non amava denudarsi-  passava davanti al monumento a Balzac,  il suo cuore, racconta il.Sig.Franciosa,  sobbalzava e lei si inteneriva!  Il volto di Balzac, scavato dalla fatica, le occhiaie profonde rivolte lontano,  i capelli al vento, era il volto del padre: Celestino di Rodin, il Balzac di Rodin,  in realtà era effettivamente Celestino Pesce, il padre della Seminatrice, patrimonio della Francia!             

                                                                                          © Michele Santulli

RESTAURO DELLA CHIESA DI SANTI COSMA E DAMIANO A PONTECORVO, CIACCIARELLI: «GRAZIE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE RAGGIUNTO UN RISULTATO ATTESO DA TUTTA LA COMUNITÀ»

0

«Grande soddisfazione per il completamento dell’opera di restauro della chiesa di Santi Cosma e Damiano nel Comune di Pontecorvo, uno dei simboli della storia della città e meta di pellegrinaggio da parte dei fedeli che da tempo chiedeva un intervento di ristrutturazione della scalinata principale, finalmente giunto a compimento.

Un progetto che ha richiesto la coordinata collaborazione di diversi enti competenti ad intervenire nel relativo iter procedurale, resa possibile grazie la costanza e l’impegno, insieme all’intera amministrazione, del Sindaco Anselmo Rotondo e dell’Assessore Katiuscia Mulattieri, con i quali abbiamo avviato il percorso istituzionale propedeutico al superamento delle varie difficoltà riscontrate ed all’inizio dei lavori.

Un plauso all’amministrazione di Pontecorvo che dimostra una grande sensibilità verso i simboli della propria storia, della propria tradizione dai quali, nell’amministrare, bisogna partire per avere maggiore consapevolezza della propria cultura e per curare e preservare di conseguenza l’identità del territorio. Una sensibilità riscontata nell’intera comunità dei fedeli guidata dal parroco Don Maurice al quale rivolgo i miei complimenti per la passione e per lo spirito armonico di comunità che è riuscito a costruire in un momento storico come questo in cui, in seguito alla crisi pandemica, maggiore è l’esigenza di avere certezze e punti di riferimento.

Grazie al Sindaco Anselmo Rotondo e all’Assessore Katiuscia Mulattieri per il raggiungimento di tale importante risultato».

Lo dichiara Pasquale Ciacciarelli, assessore Urbanistica, Politiche abitative, Case popolari, Politiche del Mare della Regione Lazio.

Inaugurato il Sentiero del Cuore, un luogo di grande incanto

0

Pastena,  Un risultato nato dalla sinergia Comune ed  Ente  Parco dei Monti Ausoni

Domenica scorsa a Pastena è stato inaugurato il “Sentiero del Cuore”  che con una camminata di circa 50 minuti porta dal Piazzale di Sant ‘Antonio alla cima di Monte  Solo (511m.) e regala al visitatore un bellissimo panorama su Pastena e le sue due meravigliose pianure carsiche, che assumono colori diversi in base alle stagioni dell’anno. L’evento organizzato nell’ambito del progetto Estate  #ViviParchiLazio dal Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi e dal Comune di Pastena in collaborazione con Associazione “Il Falco” Pastena . Questo percorso va oltre  la bellezza naturale che rappresenta, infatti  è l’esempio di come la collaborazione tra Enti e Associazioni del territorio porti sempre ad ottenere ottimi risultati, in questo caso la sinergia tra Parco degli Ausoni, Comune di Pastena e Associazione “Il Falco”. Il cammino è iniziato con una colazione emozionale preparata da Lucia Mattarocci  raccoglitrice di erbe, nei giardini del Museo. La conoscenza degli alberi, delle piante che ci circondano e di cui spesso non conosciamo le proprietà  ha la finalità di aumentare il rispetto e la cura del nostro territorio. È stato posizionato all’inizio del sentiero e in un punto panoramico della cima di Monte Solo un segnale di indicazione del sentiero unico nel suo genere poiché realizzato appositamente dall’artista Marta Di Stefano . Dell’iniziativa si sono fatti promotori l’Assessore Cesira Salamena  (nella foto) e il Consigliere Matteo Frattarelli. “Come amministrazione, siamo felici di aver inaugurato il Sentiero del Cuore –sottolineano con entusiasmo i due amministratori l’Assessore  Salamena ed il consigliere Frattarelli-  impreziosendo l’offerta turistica di Pastena . Un ringraziamento speciale va al Dott. Lucio De Filippis   direttore del Parco, coloro che hanno reso possibile l’inaugurazione del sentiero e tutti i partecipanti”.

Prestigioso premio internazionale a Fernando Riccardi

0

Trevi Nel Lazio, Grazioli: “Un riconoscimento meritato per un bellissimo e coinvolgente libro”

Come ogni anno si è celebrato lo Spoleto Art Festival che ha proposto molte esposizioni, eventi culturali paralleli dedicati all’arte, alla letteratura e alla musica. La manifestazione si è svolta presso la  suggestiva cornice del Chiostro del complesso monumentale di San Nicolò, nel centro della città umbra, dove sono stati consegnati i Premi internazionali per la letteratura 2023. Tra i premiati anche lo scrittore, giornalista Fernando Riccardi, che ha ricevuto  uno dei Premi Internazionali Spoleto Art Festival Letteratura 2023 per il suo romanzo  ” Assassinio sull’Omnibus 3”. “Davvero una grande soddisfazione  -ha commentato Riccardi- per la quale ringrazio la direzione artistica di una rassegna così prestigiosa e che mi induce con maggiore convinzione a proseguire lungo la strada ormai tracciata da tempo”.  Plauso per quest’importante riconoscimento internazionale, è stato esternato  anche dal Sindaco di Trevi Nel Lazio Silvio Grazioli, considerando che uno degli appuntamenti culturali che si sono svolti durante l’anno a Trevi Nel Lazio,  è stata la presentazione del libro di Riccardi (nella foto), più volte presente anche ad eventi legati al brigantaggio che si sono svolti a Trevi. “Un premio più che meritato –sottolinea il Sindaco Grazioli- per un libro che è stato presentato con successo in tutta Italia, e che disegna in modo fluido e coinvolgente un periodo importante della storia dell’Italia post-unitaria, raccontando il primo delitto di mafia.  Fernando Riccardi oltre che un eccellente scrittore e storico, è un amico di Trevi , e a lui vanno i miglioro auguri per questo riconoscimento da parte mia e dell’intera comunità trebana”.

POMENTE: “ANDREA AMATA HA RAGIONE: FROSINONE E LATINA VANNO INSERITE NELLA ZES”

0

L’imprenditore e consigliere comunale di Monte San Giovani Campano evidenzia i rischi per il mondo produttivo locale “La mancata presenza, al momento, nelle aree Zes della provincia di Frosinone, così come i possibili fondi che arriveranno a Roma per l’Expo, mi preoccupano sia come imprenditore che come espressione delle istituzioni di questo territorio”. A parlare così, Silvano Pomente, imprenditore e consigliere comunale, con delega ai rapporti con il Consorzio industriale, di Monte San Giovanni Campano che evidenzia: “Si tratta di una tenaglia competitiva per le aziende della provincia di Frosinone e di quelle di Latina che avrebbero difficoltà a competere con i loro prodotti rispetto alla produzione localizzata in aree a noi contigue, ma nelle quali ci sono sia risorse in abbondanza che provvedimenti facilitativi per le imprese”. “Per questi motivi mi trovo d’accordo con quanto sta chiedendo il consigliere provinciale Andrea Amata: è assolutamente necessario agire affinché anche Frosinone e Latina vengano inserire nelle aree speciali, visto che i parametri economici dei due territori sono certamente più vicini alle zone in crisi che a quelle floride. Amata lo ha evidenziato per primo, lanciando l’alert, ora è necessario che chi di dovere raccolga l’appello. Anche il Consorzio industriale dovrebbe raccogliere l’appello di Amata, evidenziando i rischi di tenuta per il sistema imprenditoriale qualora verremmo esclusi dai benefici della Zes. Da imprenditore, ha concluso, se ciò non dovesse accadere sarebbe un vero e proprio macigno alla nostra volontà di lavorare e rimanere in questa terra”.

Ultime Notizie