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ROCCA NOMINA PRESIDENTE E CONSIGLIERE DI LAZIO INNOVA

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Il presidente della Regione Lazio,Francesco Rocca, ha firmato il decreto di nomina di due componenti del consiglio di amministrazione della società in houseLazio Innova: Francesco Marcolini e Fiammetta Fiammeri sono stati designati rispettivamente presidente e consigliere del CdA.

La designazione del terzo componente del consiglio di amministrazione compete al socio Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Roma, che ha indicato Lorenzo Tagliavanti.

OSPEDALE “PADRE PIO” DI BRACCIANO:POTENZIATI SERVIZI SANITARI E REPARTI

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 Presso l’ospedale Padre Pio di Bracciano si è conclusa in queste settimane una rilevante opera di restyling di diverse aree che ha portato a un potenziamento delle capacità di ricezione e cura e a un innalzamento degli standard di qualità. Un momento importante per la struttura ospedaliera, che ha visto il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e l’assessore alle politiche sociali della Regione Lazio, Massimiliano Maselli, presenziare all’inaugurazione al fianco del direttore generale della Asl Roma 4, Cristina Matranga.

«Sono felice di trovarmi oggi qui a vedere rifiorire un presidio molto importante per questo territorio. Stiamo mantenendo quanto promesso: ridare dignità e piena funzionalità alle strutture sanitarie del Lazio, per troppo tempo trascurate, se non abbandonate. Con questi interventi strutturali e con l’implementazione di apparecchiature diagnostiche di ultima generazione, l’ospedale “Padre Pio” di Bracciano sarà in grado di essere sempre più al fianco dei cittadini. La direzione è tracciata: in tutta la regione si devono ammodernare e razionalizzare le strutture sanitarie esistenti. Stiamo cambiando per sempre questa sanità troppo “romanocentrica” e intendiamo dare vita a nuove eccellenze sparse in tutto il Lazio», ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

«Inaugurare nuovi pronto soccorso o ampliamenti di quelli esistenti e nuovi servizi è sempre entusiasmante perché si migliora la qualità dell’assistenza sanitaria e si incrementano le prestazioni erogate. Bisogna centrare l’obiettivo dell’integrazione sociosanitaria sostenendo l’assistenza sociale e territoriale con l’immediata presa in carico dell’utente, soprattutto se si tratta di persone fragili, anziane o disabili, comportando così la riduzione della spesa sanitaria ed una forte contrazione delle inappropriatezze presenti nel sistema», ha evidenziato l’assessore alle Politiche Sociali, Massimiliano Maselli.

La Asl Roma 4, in questa operazione, ha investito oltre un milione di euro tra apparecchiature diagnostiche, arredi e lavori edili. Nello specifico, la radiologia è stata dotata di una nuova TC e un nuovo Mammografo, è stato ampliato il reparto di oncologia, che passa da 3 poltrone a 6 postazioni più 2 posti letto e riqualificata l’area dedicata alla Fisioterapia. Anche il reparto di Pronto Soccorso è stato oggetto di ampliamento e restyling e la nuova distribuzione delle aree ha consentito l’apertura di due grandi sale da 4 posti letto ognuna, una destinata ai codici verdi e l’altra all’osservazione breve, oltre alla creazione di un ulteriore ambiente a disposizione del reparto con 2 posti letto.

«L’ospedale “Padre Pio” di Bracciano, attraverso la riqualificazione di questi spazi può aumentare la capacità ricettiva e migliorare gli standard di qualità offerti. Inoltre, anche alla luce dei progetti di Pnrr di prossima attivazione, il presidio ospedaliero si candida a svolgere, in maniera sempre più rilevante, un ruolo centrale nella rete ospedale-territorio in favore della popolazione del Distretto 3 e non solo. Ringrazio il Presidente Rocca e l’assessore Maselli per la sensibilità dimostrata verso questo territorio e per aver partecipato all’inaugurazione di questi spazi che daranno un volto nuovo e un’assistenza migliore alla comunità tutta», ha affermato il direttore generale della ASL Roma 4, Cristina Matranga.

L’autorevolezza di Paolo Battaglia La Terra Borgese sull’arte del blasone: l’araldica

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Paolo Battaglia La Terra Borgese spiega: l’araldica (questa sconosciuta) è l’arte del blasone, è dunque la scienza che si occupa degli stemmi. L’araldica tende quindi a seguire e a compilare la storia degli stemmi, ed inoltre fissa le regole che ne disciplinano la forma, le figure egli ornamenti.

La parola «araldica» deriva da «araldo», che significa «messo». Prima ancora che questo termine si trovasse nell’uso comune, esistevano persone che adempivano a quello che sarà poi il compito degli araldi – spiega il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese -. Già verso la fine del XII secolo apparvero alle corti, durante le feste ed i tornei, personaggi con vesti dalle sfarzose e ricche tinte, che si occupavano perché tutto regolarmente si svolgesse durante il torneo, che eseguivano ambasciate e presentavano alla gara i forestieri e alla fine del torneo celebravano le vittorie dei vincitori con canti di esaltazione. 

Questi presentatori all’inizio (araldi ancora non si chiamavano) non erano stabili alle corti, ma girovagavano di paese in paese, ora al servizio di una corte ora di un’altra. A poco a poco, però, questi presero una dimora stabile e verso la metà del XIV secolo furono denominati araldi dai loro signori. 

La cerimonia, in seguito alla quale si era creati «araldi» – continua Paolo Battaglia La Terra Borgese -, era di grande solennità e magnificenza: due erano i momenti più significativi: il battesimo degli araldi a cui seguiva la vestizione. La veste che veniva assegnata dal signore al nuovo eletto era una lunga tunica contraddistinta sul davanti e sul dietro dallo stemma del signore; ad essi pure veniva dato un bastone dai colori della bandiera o delle insegne del territorio. 

Compito di questi personaggi era quello di osservare le armi (arme, stemma) di tutti i partecipanti ai tornei affinché gli ornamenti e le figure degli elmi e degli scudi fossero compresi nelle leggi araldiche e appartenessero alla famiglia del cavaliere che le presentava.

Gli araldi dovevano conoscere quindi le norme che regolavano l’uso degli stemmi ed anche le insegne di moltissime famiglie: col tempo, allo scopo di tramandare ai posteri le loro cognizioni in materia, si vennero formando libri in cui erano descritti e riprodotti i vari stemmi, gli scudi e gli elmi.

Verso la metà del XVI secolo, l’istituzione degli araldi andò scomparendo, poiché pure scomparivano i tornei, e la loro funzione veniva così a mancare di significato.

Ai nostri giorni in Inghilterra l’istituzione degli araldi è mantenuta; esiste infatti l’Heralds’ College o College of Arms.

Le fonti dell’araldica sono scritte e figurate. Scritte: la storia politica e culturale, gli annali, le cronache e le poesie medievali. Figurate: le monete, le pitture, le miniature, le stoffe, i tappeti, tutte le suppellettili per l’arredamento, dove fossero riprodotti gli stemmi familiari. La fonte principale sono i codici con stemmi che raccolgono tutto il materiale che si trova sparso nelle altre fonti.

I più antichi testi che portino riprodotti alcuni stemmi – fa osservare Paolo Battaglia La Terra Borgese – sono i manoscritti di Matteo di Parigi, monaco benedettino, che nei primi anni del secolo XIII si trovava nel convento di S. Albano, dove scrisse opere storiche corredate da stemmi disegnati di propria mano. Dal secolo XIV è il Canzoniere di Weingarten,in cui sono raffigurati 20 stemmi, riprodotti con i colori. Contemporaneo a questo è il Canzoniere di Heidelberg. Inquesti codici gli stemmi servono ad illustrare il testo, ma esistono veri e propri stemmari che, abbiamo già detto, servivano agli araldi per la verifica degli stemmi dei cavalieri in occasione dei tornei. Il più antico è uno stemmario inglese, che è tenuto a Londra dalla Society of Antiquaries. Esso contiene 486 stemmi. Di poco posteriore allo stemmario di Londra è quello di Zurigo, di particolare interesse, dato l’elevato numero degli stemmi che esso contiene: 559 stemmi e 28 vessilli vescovili. Dopo il XV secolo queste raccolte si fanno più frequenti – conclude Paolo Battaglia La Terra Borgese -.

PARTECIPAZIONE DEL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, ON. ANTONIO TAJANI, AL LANCIO DEL PROGETTO “2024 ANNO DELLE RADICI ITALIANE NEL MONDO”

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Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, parteciperà sabato 16 settembre al lancio del progetto “2024 Anno delle Radici italiane nel mondo” presso il Comune di Sgurgola (FR). Nell’occasione al Vicepremier verrà consegnata la cittadinanza onoraria da parte del Sindaco Antonio Corsi.

“Il Governo ha deciso che il 2024 sarà l’anno delle radici italiane nel mondo” – ha dichiarato Tajani, aggiungendo che “con il progetto “Turismo delle Radici” vogliamo contribuire alla costruzione di un’offerta turistica autenticamente locale che permetta agli italiani all’estero e agli italodiscendenti di apprezzare tutta la bellezza, la cultura e le tradizioni secolari dei borghi da cui sono partiti i loro avi”.

Il Progetto “Turismo delle Radici” – inserito nel PNRR – è un’offerta turistica che coniuga alla proposta di beni e servizi del terzo settore (alloggi, enogastronomia, visite guidate) la conoscenza della storia familiare e della cultura d’origine degli italiani residenti all’estero e degli italo-discendenti che sono stimati in un bacino di utenza che sfiora gli 80 milioni di persone.

Ad oggi, 850 Comuni sotto i 6000 abitanti e circa 300 sopra i 6000 abitanti hanno aderito al Progetto “Turismo delle Radici”. L’obiettivo è consentire una riscoperta dei luoghi di provenienza permettendo ai visitatori di riappropriarsi della cultura delle loro origini anche attraverso l’artigianato e la gastronomia e rivivere momenti musicali tradizionali dei borghi con bande musicali, cori e gruppi folklorici, molti dei quali sono stati coinvolti dal Vicepremier Tajani alle celebrazioni alla Farnesina della Festa Europea della Musica dello scorso giugno.

COLLIRIO E CIOCCOLATO… E   I  MAGNIFICI  DELL’ARTE

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Questi due prodotti sono quelli che hanno consentito a due uomini, anzi a un uomo e a una coppia, di mettere assieme nel corso delle loro esistenze le maggiori raccolte di opere d’arte al mondo, fino ad oggi, per qualità e quantità: un farmaco per gli occhi e una delizia del palato hanno procacciato  i mezzi finanziari giganteschi  per  permettere  a questi personaggi la loro impresa e allo stesso tempo  assicurare  alla società un apporto cognitivo e culturale e estetico di primissimo significato. Lo spazio mi consente di ricordare solo i nomi e qualche dettaglio, sufficienti però per aprire  al cultore interessato la via dell’approfondimento: c’è da sbalordire e apprendere! E non tanto per le cifre spese o per le quantità di opere accumulate, quanto principalmente per  le finalità a fondamento del loro impegno,  contribuire all’acculturamento e quindi all’avanzamento della società: la bellezza in tutti i suoi aspetti e forme ne è, in effetti, la pietra miliare, da sempre, disponibile a tutti.

Il dr Albert Barnes  (†1951) di Philadelphia, americano dunque, nei primi anni del Novecento, avviata e consolidata la sua piccola ditta di produzione di un farmaco per la vista da lui scoperto, iniziò i suoi viaggi marittimi a Parigi per cercare e comprare opere d’arte soprattutto degli Impressionisti. Rammento delle cifre e dei nomi solamente per dare un’idea della qualità  e quantità dell’impegno del dr Barnes, senza tradurlo in valori di oggi! Era particolarmente innamorato di Renoir e acquistò nel corso di una decina d’anni  181 sue opere pittoriche cioè non disegni o stampe o altro e poi 70 opere pittoriche di Cézanne tra le quali il ciociarello di Atina col gilet rosso, 50 Soutine, 25 opere pittoriche di Matisse e decine di Picasso, di Modigliani, di Manet, di Courbet, di Van Gogh, di Seurat, tra cui dei capolavori unici e incredibili, oggi senza prezzo!! Anche significativi maestri antichi, Tintoretto, El Greco,  Rubens, ecc. e anche opere di artisti americani contemporanei e poi quantità di mobili americani del 1700 e  di utensili in ferro battuto quali  chiavi, battenti, decorazioni, ecc. Verso gli anni ’40 fece costruire  un apposito museo per ospitare e esporre dovutamente quanto raccolto. E si torna all’origine, alla molla determinante della incredibile avventura:  le porte del museo venivano aperte solo a studenti, agli operai, a studiosi selezionati e basta. Istituì una scuola per acculturare e insegnare, guidata e seguita dal più famoso pedagogista dell’epoca, John Dewey, talmente sentita da parte del dr Barnes la istanza dell’elevamento culturale ed estetico. In effetti i cosiddetti benpensanti e acculturati concittadini dell‘epoca, deridevano e si beffavano del dr Barnes e delle opere accumulate e esposte: chi mai poteva apprezzare un Renoir o un Van Gogh o un Matisse!  Anche Bertrand Russell, Albert Einstein e altri grandi pensatori diedero il loro contributo e apporto all’impegno didattico e sociale del dr Barnes che si realizzò in multiformi iniziative: libri, cataloghi, periodici… Andando in America non si manchi una visita a questo crogiuolo di arte di Philadelphia, oggi aperto a tutti!

L’altro astro, anzi astri, li incontriamo ad Aquisgrana, la ancora città sacra della Germania: i coniugi Peter  (†1996) e Irene (†2010) Ludwig!! Entrambi forniti di cultura universitaria, lui  con due dottorati in economia  e storia dell’arte, entrambi con un solo autentico e vero interesse: l’arte, in tutte le sue manifestazioni, quale strumento di elevazione culturale e morale dell’uomo, come per il dr Barnes! La fabbrica di prodotti di cioccolato della famiglia di lei, nelle loro mani gradualmente fu portata ad una dimensione e a un successo mai raggiunti prima per cui  Peter e Irene Ludwig potettero soddisfare le loro estese ricerche e acquisti senza limitazioni e preoccupazioni. Gli specialisti citano una cifra riassuntiva inimmaginabile delle acquisizioni effettuate negli anni: quattordici mila pezzi! E solamente oggetti d’arte preziosi e opere pittoriche e scultoree  anche di decorazione (porcellane,  argenteria,…) di massima qualità: uno dei risultati è che la Sammlung Ludwig, la Collezione Ludwig, ha rifornito venti-trenta musei in tutto il mondo! Il dr Barnes più sopra ricordato ha lasciato  una Fondazione a ricordo del suo passaggio in questo mondo,  i coniugi Ludwig hanno lasciato  veri e propri  musei al loro nome, almeno dieci, e altrettanti da loro forniti di opere di ogni secolo: musei strabilianti, veri e propri punti di riferimento per l’arte mondiale: il Museo Ludwig di Basilea per le opere d’arte antiche egiziane, ecc., poi il Museo Ludwig di Colonia per la Pop Art americana e altro, il  Museo Ludwig di Bamberga, quello di Aquisgrana, il Museo Ludwig di Lipsia per le porcellane e poi i Musei Ludwig a Pechino, a l’Avana, a  Budapest, a Vienna..….incredibile ed inaudito che cosa hanno dato alla umanità quest’uomo e questa donna, senza nulla chiedere o pretendere! In verità non si è compreso ancora nemmeno elementarmente quanto i coniugi Ludwig hanno dato alla società! E se si va in Svizzera, non si manchi di visitare il Museo Ludwig di Basilea come pure, aggiungo, la Collezione Buehrle di Zurigo dove si può ammirare il ragazzo dal panciotto rosso di Cézanne  -il ciociarello di Atina-  come pure  la incredibile ciociara in stile cubista di Picasso. 

Se si pensa che oggi le ursule europee e nostrane e gli altri ometti ipocriti e pavidi europei, i guerrafondai della NATO una vera mina vagante per la umanità, senza dimenticare il primo e più feroce aggressore da sempre, gli Stati Uniti, grazie alle loro forniture di armamenti  e finanziamenti stanno impunemente appezzentendo i propri popoli per accontentare le farneticazioni del loro beniamino Zelensky che a sua volta sta impunemente, ancora, distruggendo di più il paese, senza menzionare gli sbudellamenti della gente: di fronte a questo spettacolo nefando, impunito, sempre e ancora come sempre, allora si capisce pienamente, e se ne ha nostalgia grande, l’opera di questi tre personaggi, che hanno dedicato la loro vita e i loro soldi e la loro cultura solo per il miglioramento della società.

                                                                                              Michele Santulli

Professione meteorologo, arriva l’Academy (gratuita) di 3b meteo

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3b meteo propone una seconda edizione della Academy ‘Professione meteorologo’ per i giovani che studiano scienze dell’atmosfera e vogliono avvicinarsi a una professione che sarà sempre più richiesta

ROMA – “Nonostante i giovani risultino essere fortemente preoccupati per i cambiamenti climatici in atto, sono pochissimi quelli che decidono di studiare questa materia. La figura del meteorologo è molto richiesta nel settore privato e lo sarà sempre più. Per far fronte a queste carenze formative, dal 18 al 22 settembre 3B Meteo ha organizzato la seconda edizione della propria Academy, completamente gratuita”. Gaetano Genovese, Meteorologo e responsabile del progetto, ha dichiarato: “L’Academy di 3B Meteo rappresenta un’esperienza unica per gli studenti che frequentano corsi di laurea in scienze dell’atmosfera e meteorologia. Il tema di quest’anno, ‘Professione Meteorologo‘, è stato scelto per fornire ai partecipanti una panoramica relativa alle figure professionali richieste dall’azienda e in generale nel mondo della meteorologia”.

“Cambiamento climatico” è una delle ricerche più frequenti sui motori nel web. Da studi internazionali risulta come i giovani italiani siano molto preoccupati per il Global Warming, ma pare che in pochi decidano d’intraprendere un percorso di studi finalizzato a diventare meteorologi. Questa figura professionale è sempre più richiesta e le possibili specializzazioni sono molteplici. Attualmente in Italia sono soltanto 4 le università che offrono questi percorsi di studio. Proprio per colmare le lacune nella formazione, 3B Meteo organizza ogni anno una serie di eventi atti a creare cultura attorno a questo tema. Dopo il successo della prima edizione organizzata nel 2022, 3B Meteo ha deciso di bissare, dando vita alla seconda edizione della propria Academy, anche questa volta totalmente gratuita e senza alcuna spesa a carico degli studenti coinvolti.

Dal 18 al 22 settembre verranno ospitati nella sede 3B Meteo di Ponte San Pietro (Bergamo) 8 studenti universitari o neolaureati nell’ambito di studi delle scienze dell’atmosfera e della meteorologia, che avranno l’opportunità di scoprire sul campo le varie specializzazioni di questa materia. Gli 8 partecipanti sono stati selezionati tra i molti curricula arrivati tramite il form dedicato e sono stati scelti dal team di 3B Meteo in base alle motivazioni che li hanno guidati.

Il focus di questo percorso è la formazione che permetterà anche di comprendere al meglio le possibilità di lavoro future. La previsione del tempo, infatti, rappresenta soltanto una piccola percentuale del lavoro che un meteorologo deve svolgere. Ogni giorno, gli studenti saranno impegnati in una parte teorica finalizzata a illustrare e far comprendere le diversità tra le varie specializzazioni di questa figura. Ne esistono infatti 7: meteorologo previsore, meteorologo comunicatore, meteorologo modellista, meteorologo analista, meteorologo alpino, meteorologo redattore e meteorologo nowcaster. Il momento teorico proseguirà con la spiegazione del ruolo del meteorologo nelle previsioni stagionali, nell’era dei cambiamenti climatici e nella comunicazione del rischio idrogeologico-idraulico. Seguirà, poi, un importante percorso dedicato alla pratica in cui gli studenti, affiancati dai tutor, potranno verificare di persona le differenze nel prevedere il tempo al Nord, sul versante Adriatico, al Centro e nel Sud del nostro Paese.

Gaetano Genovese, Meteorologo di 3B Meteo e responsabile del progetto, ha spiegato i motivi per cui l’azienda si prodiga nella realizzazione di questi incontri: “L’obiettivo è creare un ponte tra università e mondo del lavoro, che permetta agli studenti di scegliere senza indecisioni quale strada intraprendere. Da sempre 3B Meteo ha sposato il concetto di Lifelong Learning, che trova nell’Academy la sua massima espressione: attraverso le lezioni tenute dal team di 3B Meteo, sia i partecipanti sia gli stessi meteorologi rafforzano le proprie competenze e maturano esperienze di lavoro di squadra, indispensabile per la risoluzione dei problemi complessi che presenta il mondo della meteorologia”.Il programma della seconda edizione dell’Academy si svilupperà, quindi, con lezioni sia teoriche sia pratiche con i tutor della scuola e una cerimonia finale in cui verranno consegnati gli attestati di partecipazione. I partecipanti usufruiscono di tutte queste iniziative in modo completamente gratuito. L’alloggio sarà offerto dall’azienda, l’unica spesa a carico degli studenti è il viaggio per la partecipazione. Sul sito di 3B Meteo sono riportate anche le testimonianze di tutti gli altri partecipanti della prima edizione, che hanno descritto l’esperienza in modo assolutamente positivo.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Meloni: “Pronto il Piano del mare, ora si cambia prospettiva”

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La premier Giorgia Meloni è intervenuta alla prima edizione del Forum ‘Risorsa Mare’ e ha ricordato la scelta del governo di istituire il ministero del Mare

di Ugo Cataluddi e Milos Malinic

ROMA – “Questo governo ha deciso di lavorare perché venisse finalmente riscoperta e valorizzata la dimensione marittima e la millenaria vocazione agli scambi commerciali della nostra Nazione, mettendo fine al paradosso assurdo a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, il paradosso di un’Italia che ha smarrito la propria identità. Noi siamo una Nazione di mare, una Penisola al centro del Mediterraneo, un ponte naturale tra Europa e Africa, un crocevia tra quello che avviene tra due grandi spazi marittimi del globo: l’Atlantico e l’Indo-Pacifico. Siamo una piattaforma immersa in un ‘mare di mezzo’ – tra Gibilterra e Suez – eppure abbiamo agito come se non fossimo eredi delle Repubbliche marinare, come se non fossimo incorniciati da oltre ottomila chilometri di coste“. Lo la premier Giorgia Meloni in un video messaggio durante la prima edizione del Forum ‘Risorsa Mare’.

“Ecco, noi abbiamo scelto di invertire la rotta, di guardare finalmente al mare come una risorsa che va valorizzata con una visione d’insieme. Per questo abbiamo istituito un Ministero che si occupasse specificatamente di questo tema, creato una Struttura di missione ad hoc e affidato al Comitato interministeriale per le politiche del mare il compito di tradurre quella visione in una strategia concreta. Il primo mattone di questa strategia è il ‘Piano del Mare’, approvato dal Comitato e che verrà presentato in questa due giorni a Trieste. Non spetta a me illustrarne i dettagli, sarà compito del Ministro Musumeci, ma ci tengo a sottolineare il cambio di prospettiva. Per la prima volta il Governo italiano ha messo intorno ad un tavolo tutti gli attori pubblici che hanno competenza sul mare, ha fatto dialogare le filiere, ha raccolto le proposte delle imprese e ha varato un documento che si occupa di tutti gli aspetti che ruotano attorno alla risorsa mare, con obiettivi che sono ambiziosi. Penso all’obiettivo strategico di fare dell’Italia l’hub energetico dell’Europa, penso al contributo decisivo che il mare può dare sul fronte della produzione di energia rinnovabile. Penso alla maggiore centralità che il nostro sistema portuale e logistico può e deve assumere nei traffici marittimi europei e internazionali, e alla necessità di sostenere la transizione energetica del trasporto marittimo”.

“A questo si aggiunge il lavoro che va fatto per rafforzare il primato italiano nella cantieristica e nell’industria armatoriale e la necessaria attenzione che dobbiamo mettere alle peculiarità di chi lavora nel settore marittimo. Senza dimenticare, ovviamente, alcuni asset nazionali che danno un contributo insostituibile al nostro prodotto interno lordo: il turismo, la pesca e l’acquacoltura. Ma penso anche ad una delle tante sfide che ci attendono: la corsa al mondo subacqueo e alle risorse geologiche dei fondali. Un ‘dominio’ nuovo nel quale l’Italia intende giocare un ruolo di primo piano. Il nostro mare è molte cose: è identità, è cultura, è lavoro, è ricchezza. È la linea blu che disegna la fisionomia dell’Italia, rendendola unica. È confine ma anche orizzonte. È protezione e sfida, stimolo continuo a spingerci oltre i nostri limiti. Spetta a noi ora raccogliere questa immensa eredità e portarla nel futuro. Tracciando così nuove rotte per rendere l’Italia ancora protagonista”, conclude Meloni.

IL GOVERNO PRESENTA IL PIANO DEL MARE A TRIESTE

“Sono 10 le economie che compongono l’economia del mare, dalla nautica alla croceristica, alla cantieristica, al turismo, dallo sport alla biologia marina, al subacqueo, che è una straordinaria novità. Un mondo ancora da scoprire, per l’80% ancora ignoto, e che può rappresentare un motore di crescita sopratutto per le terre rare, che consentono i processi di sviluppo in alcuni settori del mare”. E’ uno dei punti chiave del primo Piano del Mare presentato dal ministro per le Politiche del mare, Nello Musumeci, a Trieste, al Forum risorsa Mare 2023 organizzato da European House Ambrosetti. Primo appuntamento di una serie di eventi con cui il governo, spiega il ministro, vuole riportare il mare al centro dell’interesse strategico dell’Italia.

“Al di là dell’approccio geo-economico, c’è un approccio geopolitico- continua Musumeci-. La territorializzazione del mare e le ambizioni di alcune potenze che si affacciano sul nostro Mediterraneo inducono l’Italia ad assumere una posizione non da spettatore, ma da protagonista. Naturalmente in un contesto di assoluta armonia e di reciproca responsabilità e dignità”.
Il ministro cita la “concorrenza che cresce tra i Paesi nordafricani, c’è la grande incognita del Mar Nero, c’è l’ambizione della Turchia”, che insistono nel Mediterraneo il quale secondo Musumeci deve “aprirsi al confronto tra Indo-pacifico da una parte e Atlantico dall’altra”. In particolare l’Italia in quanto partner Nato, aggiunge l’esponente del governo, “non può essere estranea a una logica politica che deve lavorare per il mantenimento della pace”.

“Guardiamo a quello che accade in Oriente- continua Musumeci-. Se la guerra in Ucraina dovesse finire presto, come tutti ci auguriamo, terminare senza vinti e vincitori, noi saremo nelle condizioni, anche per la posizione che occupiamo nel Mediterraneo, di essere il punto di riferimento. L’Italia ha una storia negli ultimi 80 anni- conclude il ministro- di grande equilibrio e moderazione, possiamo diventare la cerniera tra mondo orientale e mondo occidentale”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Meloni dall’Ungheria lancia la battaglia per difendere “identità, Dio e famiglia”. Cappato: “Evoca tempi bui”

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Meloni tesse le lodi di Orban: “L’Ungheria è un esempio perfetto per le politiche sulla natalità”. E lancia “una grande battaglia per difendere le famiglie”

ROMA – Serve “una grande battaglia per difendere le famiglie” e questo “significa difendere l’identità, Dio e tutto ciò che ha contribuito a costruire la nostra civiltà”. Lo ha detto il premier Giorgia Meloni intervenendo a Budapest al Demographic Summit. “L’Italia ammira l’Ungheria per quanto sta facendo sulla natalità. Ci sono nazioni ricche dove nascono meno bambini, dobbiamo mobilitare risorse per invertire questa tendenza“. L’Ungheria è un esempio perfetto su questo aspetto. Lo dice la premier Giorgia Meloni intervenendo al ‘Demographic Summit’ a Budapest.

Autore:Ugo Cataluddi  fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

La Bce alza i tassi d’interesse di 0,25 punti: ora al 4,5%

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L’Unione Nazionale Consumatori: “Stangata da 20 euro al mese”

LROMA – La Banca centrale europea ha alzato i tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale, portando quello sulle operazioni di rifinanziamento principali dal 4,25 al 4,50%. “Una stangata per chi ha un mutuo a tasso variabile e per le famiglie e le imprese che devono chiedere un prestito. Considerando l’ultimo Taeg comunicato da Bankitalia, 4,58 per cento, l’importo e la durata media di un mutuo, un rialzo dei tassi di 25 punti percentuali corrisponde, nel caso di un pieno trasferimento sull’Euribor, ad un aumento della rata, per chi sottoscrive ora un mutuo a tasso variabile, pari a 20 euro al mese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Una mazzata annua pari in media a 240 euro. Un rincaro che, considerato che in Italia i piani di ammortamento sono alla francese, vale per chi ha sottoscritto da poco il contratto e ha ancora una quota di interessi molto alta, ma che diminuisce man mano che il mutuo si avvicina alla sua scadenza e si paga quasi soltanto la quota capitale” conclude Dona.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it Autore:Vittorio Di Mambro Rossetti

Da Filettino fino a giungere sul tetto del mondo

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Filettino, De Meis: “Orgogliosi di questa meravigliosa avventura che sta vivendo il consigliere Francesco Ottaviani”

Il Kilimangiaro, è il monte conosciuto per essere la vetta più alta del continente africano è anche conosciuto come il “tetto dell’Africa”, questo non è il suo unico record; infatti il Kilimangiaro, con la sua altezza di 5895 metri, è anche la vetta solitaria più alta del mondo. Dalla sua cima si vede la savana della Tanzania, ma la vista va addirittura oltre, fino a raggiungere il territorio del Kenya. Per scalare il Kilimangiaro e salire sulla vetta bisogna essere  dei buoni camminatori di alta quota,  in buona salute, ma soprattutto bisogna essere appassionati e curiosi della natura di questo luogo unico al mondo. Più che un viaggio, un’esperienza unica che fà osservare l’Africa da una prospettiva tutta nuova. Con grande spirito di avventura, diretto sul tetto dell’Africa, lo scorso 8 settembre è partito da Filettino Francesco Ottaviani (guida AIGE) che insieme ad altri appassionati ed esperti scalatori e guide , sta vivendo questa meravigliosa avventura. Da Fiumicino ad Adis Abeba e da lì ad Arusha per  la prima tappa che ha fatto raggiungere quota 2700 metri, successivamente due giorni fa è stato raggiunto il secondo campo a quota 3720 ed è iniziato l’acclimatamento (processo di adattamento ad un nuovo clima), mercoledì (ieri) c’è stato il  trasferimento all’ultimo campo a quota  4720,  e questa notte si sale in vetta. “Siamo più che felici ed orgogliosi –commenta il Sindaco di Filettino Paolo De Meis- di questa fantastica avventura che sta vivendo il nostro concittadino Francesco Ottaviani che è anche un nostro consigliere comunale. E’ un prestigio per la nostra comunità, considerando che è il primo Filettinese sulla vetta del Kilimangiaro. Viviamo con lui a distanza questa bellissima esperienza grazie ai social dove vengono documentati questi giorni di scalata, la zona del Kilimangiaro è uno dei luoghi più selvaggi e affascinanti d’Africa. Da esperto scalatore quale lui è, starà per certo gustando momenti unici che solo lì possono essere vissuti, fra tutti quello più bello sarà il sorgere del sole dalla cima! Qui le grandi bellezze naturali sono di casa e poi attorno a questa montagna vi sono  i più grandi parchi naturali, nonché svariati villaggi tradizionali Masai che si possono vedere durante la “scalata” del Kilimangiaro. Oggi raggiungerà la cima, un grande traguardo, che rappresenterà un’importante obiettivo di vita. Forza Francesco ti aspettiamo a Filettino per festeggiarti”.

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