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Luciano Spalletti nuovo ct della Nazionale di calcio

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Il contratto del nuovo commissario tecnico è fino al 2026

ROMA – Dopo la gioia per lo scudetto con il Napoli, il primo vinto in Italia dopo i due conquistati in Russia sulla panchina dello Zenit San Pietroburgo, la soddisfazione per la nomina a Ct dell’Italia. È indubbiamente il momento di Luciano Spalletti, scelto dalla Figc per sostituire Roberto Mancini che nelle scorse settimane aveva lasciato a sorpresa la panchina dell’Italia, alla vigilia delle sfide di qualificazioni europee contro Macedonia del Nord e Ucraina, in programma a settembre.

L’accordo è stato raggiunto tra l’ex tecnico del Napoli, campione d’Italia, e il presidente della Figc Gabriele Gravina. Il contratto è fino al 2026.

Nello staff del nuovo ct della Nazionale di calcio anche il suo storico vice, Marco Domenichini, Daniele Baldini come assistente tecnico e Francesco Sinatti, preparatore atletico.

Nato a Certaldo il 7 marzo 1959, Spalletti è alla prima esperienza sulla panchina di una nazionale. In carriera, infatti, il tecnico toscano ha allenato sempre e solo club a partire da quell’Empoli di cui aveva guidato prima le giovanili, poi la prima squadra arrivando dalla serie C alla serie A in un paio di stagioni appena. Passa quindi per le esperienze poco felici sulle panchine di Sampdoria e Venezia prima di arrivare a guidare l’Udinese, con cui conquista la ribalta nazionale con il suo calcio bello e propositivo.

Viene notato dalla Roma, con cui vive due esperienze in momenti diversi della carriera. Nella prima porta a casa tre trofei, vincendo due coppa Italia e una Supercoppa italiana, tra il 2006 e il 2008. Nella seconda, durata una stagione e mezza dal 2016, dopo la parentesi vincente in Russia allo Zenit, porta la squadra giallorossa in Champions League in entrambe le occasioni, ma alla fine lascia anche per incompatibilità con l’ambiente, a causa del rapporto incrinatosi con Francesco Totti, che dirà addio al calcio giocato alla fine del campionato 2016/17.Dopo l’addio alla Roma, vola a Milano sponda Inter: in due stagioni otterrà due qualificazioni in Champions League. A maggio 2021, quindi, arriva l’annuncio della chiamata del Napoli. Nel primo anno porta a casa l’ennesima qualificazione alla Champions, nel secondo vince, anzi stravince, lo scudetto a cui seguirà, però, la notizia della separazione dal club partenopeo. Sarebbe rimasto fermo, ma alla chiamata dell’Italia Spalletti ha risposto presente

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Addio a Carletto Mazzone, cuore romano ma allenatore di tutti

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Ha cresciuto Francesco Totti, trasformato Andrea Pirlo e rigenerato Roberto Baggio

ROMA – Del calcio è stato interprete, cantore, regista, ispiratore e figura fondamentale. Ma ne è stato anche attore capace di strappare un sorriso con la sua romanità schietta, quel suo accento spiccato e mai nascosto perché per lui Roma era come la mamma, guai a toccarla. Se ne è andato oggi a 86 anni Carletto Mazzone, nato a Roma il 19 marzo del 1937 a Trastevere, cuore della romanità, in ‘vicolo del Moro’, non una via qualsiasi. E sì perché quel vicolo a Roma non c’è da nessuna parte, la dicitura esatta è via del Moro, eppure esiste forse per ‘colpa’ dello storico brano ‘Er Fattaccio de Vicolo del Moro’ che Gigi Proietti, altro grande romano, rese celebre con una interpretazione da brividi.

È la stagione 1968/69 quando Mazzone, allora difensore centrale dell’Ascoli con un fisico da corazziere ma con le ginocchia fragili, è costretto a lasciare il calcio a causa della frattura della tibia sinistra rimediata durante il derby con la Sambenedettese: era il 3 marzo 1968. Il presidente ascolano Costantino Rozzi, altra figura storica del calcio italiano, gli affidò prima le giovanili e poi per due volte la conduzione della prima squadra. Proprio ad Ascoli si ritirerà a vivere.

Nel campionato seguente Mazzone, nella penultima giornata di andata, sostituì fino al termine della stagione l’allenatore Eliani; portò la squadra per la prima volta nella sua storia in testa al campionato, sfiorando la promozione. Era appena iniziata la carriera del tecnico più longevo del calcio italiano.

Da allora Mazzone ha girato l’Italia, allenando soprattutto club di provincia, ma facendo parlare per il suo calcio, mai riconosciuto però all’avanguardia (“con l’Ascoli giocavo con il 4-3-3, spesso a zona, ma nessuno se ne è mai accorto”). Nel 1993 arriva la chiamata del cuore, la chiamata di ‘mamma Roma’: il presidente Franco Sensi gli affiderà la panchina giallorossa e, indirettamente, carriera e sorti del più grande calciatore che mai ha vestito la maglia giallorossa, Francesco Totti. Lo prenderà sotto la sua ala protettiva, contribuendo in maniera determinante alla sua crescita. Come per il numero 10 giallorosso, la sua grande esperienza fu fondamentale anche negli ultimi anni di carriera di Roberto Baggio, che volle con sè a Brescia e poi a Bologna. Grazie a Mazzone, il ‘divin codino’ visse una sorta di seconda giovinezza calcistica, quando ormai sembrava avviato al ritiro.

MAZZONE SOTTO LA CURVA DEL BRESCIA SCATENATO

Proprio durante una partita in cui Baggio, con la maglia del Brescia, incantò con gol e giocate, uno dei tanti episodi del Mazzone ‘colorito’, istintivo e guidato dal cuore. Il suo Brescia era sotto 3-1 in casa nel derby contro l’Atalanta, con i tifosi di quest’ultima che avevano preso di mira il tecnico romano per tutta la partita. Dopo il secondo gol bresciano, la promessa ai bergamaschi: “Se famo er 3-3 vengo sotto la curva“. Mai promessa fu più mantenuta: calcio di punizione di Baggio in pieno recupero, gol del 3-3 e Mazzone che inizia una corsa sfrenata verso il settore dei tifosi avversari con il pugno diretto verso di loro e la più classica delle parolacce alla romana.

“Insultarono mia madre, io reagii”, dirà poi Mazzone che non volle giustificarsi, comprese pienamente il suo errore, ma solo spiegare il suo perché. “Quando l’ho visto correre sotto la curva mi sono detto ‘dove cazzo sono capitato’…”, il simpatico ricordo recente di Pep Guardiola, allora centrocampista di quel Brescia. “Mi ha aiutato tantissimo nel mio primo anno in Italia- disse ancora il tecnico spagnolo- È una persona perbene e merita il meglio”.

A conferma della stima di Guardiola per Mazzone, anche un episodio più recente, quando lo invitò alla finale di Champions League in programma allo stadio Olimpico di Roma e che il Barcellona di Guardiola vinse 2-0 sul Manchester United il 27 maggio 2009. Lo spagnolo lo chiamò a casa, a Mazzone dissero: “C’è Pep al telefono”. Il tecnico romano, incredulo, pensò ad uno scherzo: “Mi disse sono Pep, Pep, e gli dissi ‘Peppe chi?’”.

Ma Mazzone a Brescia ha allenato anche Andrea Pirlo, quello per cui disse che avrebbe ritagliato un ruolo alla Rui Costa, quindi una sorta di fantasista, salvo poi ricredersi. Dopo averlo evidentemente visto in allenamento, pensò di arretrarlo (“Vedeva il gioco prima degli altri”) trasformandolo in un grande regista. Indimenticabile l’assist da centrocampo a Roberto Baggio in uno Juventus-Brescia che finì 1-1: lancio lungo, controllo perfetto del numero 10 delle Rondinelle, finta a van der Sar e palla in rete. Cuore, simpatia, istinto, ma anche una capacità di allenare come pochi, altrimenti non si passerebbero 38 campionati in panchina, con un record da 797 partite ufficiali. Come il ‘suo’ Pirlo, anche Mazzone “vedeva il gioco prima degli altri” ma con l’anima del ‘Sor Magara’. 

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it Autore:Adriano Gasperetti

È morto Carlo Mazzone, storico allenatore di Roma, Bologna e Brescia

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Aveva 86. Proprio alla Roma, la sua squadra del cuore, lanciò in prima squadra Francesco Totti

ROMA – È morto Carlo Mazzone, aveva 86 anni, era nato a Roma il 19 marzo del 1937. Una lunga carriera da allenatore di calcio, tra le squadre guidate in serie A il Bologna, il Perugia, il Brescia e la Roma. Proprio alla Roma, la sua squadra del cuore, lanciò in prima squadra Francesco Totti. 

GRAVINA (FIGC ): HA INVENTATO UNO STILE UNICO

La FIGC si unisce al cordoglio del calcio italiano per la scomparsa di Carlo Mazzone, all’età di 86 anni. Nato a Roma il 19 marzo 1937, ha legato gran parte della sua carriera di calciatore all’Ascoli, dopo aver vestito anche le maglie di Latina, Roma, Spal e Siena. Sempre con il club marchigiano iniziò ad allenare, portando l’Ascoli dalla Serie C alla Serie A (1974), prima di tornare a guidare i bianconeri dal 1980 al 1984. Mazzone è stato anche l’allenatore di Fiorentina, Catanzaro, Bologna, Lecce, Pescara, Cagliari, Roma, Napoli, Perugia, Brescia e Livorno, entrando nel 2019 a far parte della Hall of Fame del calcio italiano, istituita nel 2011 dalla FIGC e dalla Fondazione Museo del Calcio per celebrare giocatori, allenatori, arbitri e dirigenti capaci di lasciare un segno indelebile nella storia del nostro calcio. “Salutiamo una vera e propria icona del calcio italiano – afferma il Presidente della FIGC Gabriele Gravina – un uomo animato da valori e principi profondi, un allenatore preparato, coraggioso e appassionato. Ha inventato uno stile unico incarnando, allo stesso tempo, serietà e umanità. Non lo dimenticheremo”. Per ricordare e onorare Mazzone, la FIGC ha disposto un minuto di raccoglimento da osservare prima dell’inizio delle gare di tutte le competizioni in programma nel weekend, compresi i posticipi di lunedì.

PIRLO: GRAZIE DI TUTTO CARLETTO, MI PIACE RICORDARTI COSÌ

“Mi piace ricordarti così. Ti devo tanto. Sono orgoglioso di averti incontrato e che tu mi abbia fatto crescere come uomo e come calciatore. Ancora una volta grazie di tutto Carletto”. Lo scrive su Twitter Andrea Pirlo, allenatore della Sampdoria.

BOLOGNA: CON MAZZONE NE ABBIAMO VISSUTO IL GUSTO GENUINO

 Il Bologna calcio saluta Carlo Mazzone, scomparso oggi all’età di 86 anni. “Per tre volte è stato sulla nostra panchina”, ricorda il club rossoblu con un post su Facebook: nel 1985-86 in serie B, nel 1998-99 (“La stagione più bella, conclusa con una semifinale di Coppa Uefa”) e infine dal 2003 al 2005. “Con lui abbiamo vissuto il gusto genuino del calcio: è stato un grande professionista– scrive ancora il Bfc- ma sapeva parlare a tutti come uno di famiglia. Carlo Mazzone ha onorato i nostri colori. Ci mancherai, Mister”. 

ROMA: “CIAO MISTER, TI VORREMO SEMPRE BENE”

Anche l’As Roma ha voluto ricordare Mazzone con un tweet: “Ciao Mister. Ti vorremo sempre un bene immenso. Forza Roma!”, le parole sull’account ufficiale del club giallo rosso.

MELONI: AMATO DA TUTTI, CI MANCHERAI
“Carlo Mazzone era un uomo genuino e verace, custode dei valori più sani dello sport. Un grande allenatore, amato da tutti perché ha rappresentato un calcio vicino al popolo e ai suoi tifosi. Mi stringo al dolore della famiglia e di tutti i suoi conoscenti. Ci mancherai Carletto”. Così la premier Giorgia Meloni sui social.

ABODI: MAZZONE PROSEGUE LA SUA CORSA NELL’ALTRA VITA

Carlo Mazzone prosegue la sua corsa… nell’altra vita, lasciandoci i ricordi di un grande allenatore e del ‘suo’ calcio: appassionato, schietto, genuino e sano, con uno stile che non vorremmo mai definire di altri tempi, ma che facciamo fatica a ritrovare in questi. Ciao Mister”. Così Andrea Abodi, ministro dello sport. 

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it Autore:Luca Monticelli

Successo per l’estate trebana

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Trevi Nel Lazio, Grazioli: “Si registra una grande affluenza e partecipazione, grazie alla varietà degli eventi in programma”

Sta riscuotendo grande successo e plauso il programma dell’estate trebana fra i turisti ma anche fra la popolazione residente. Il Sindaco Silvio Grazioli, attraverso un comunicato dalla Casa Comunale  ha espresso grande soddisfazione per l’andamento delle festività estive sia a Trevi che agli Altipiani. “Si registra una nutrita presenza di persone come non mai negli ultimi anni, -si legge nel comunicato- frutto della ripresa dal periodo della pandemia, e da una rinnovata attenzione per le località turistiche e montane vicine alla capitale. Particolarmente intensa e qualificata è l’offerta culturale e turistica che si sta sviluppando sia a Trevi che agli Altipiani da segnalare le mostre che si stanno tenendo al castello nel periodo di luglio da parte di Annita Mechelli e nel periodo di agosto Ernesto Gentilini che hanno riscosso e stanno riscuotendo numeroso successo di pubblico e di critiche. Da segnalare anche l’attività messa in campo dalle associazioni del territorio quali la Misericordia, Juvenilia, la Gesm, l’associazione bandistica città di Trevi e l’associazione bandistica San Pietro Eremita, la pro loco intercomunale degli Altipiani, il consorzio degli Altipiani, l’Associazione che gestisce la biblioteca degli Altipiani con numerosi impegni ed appuntamenti. Anche l’amministrazione ha programmato una serie di appuntamenti di qualità a cominciare dalla presentazione dei libri, di Gianni Cosmi il 18 agosto dal titolo Alberi di storia, storia di alberi cui seguirà in serata un concerto musicale presso Piazza Caranzetti del maestro Ciavardini di Guarcino che è stato tra l’altro insegnante di musica negli anni ‘80 nella scuola media di Trevi. Il 20 ci sarà il convegno sul brigantaggio ed in particolare sul rapimento di Francesco Pesci nel 1866 allora sindaco di Filettino, che ha rappresentato uno spartiacque nello stato pontificio nella lotta al brigantaggio stesso. Mentre lunedì 21 agosto sarà presentato il libro di Massimo De Carli “La lepre coraggiosa”, in cui accanto ad una parte di riflessioni personali ed a volte autobiografiche vi è un’ultima parte che si riallaccia al precedente libro “L’alba del passerotto” sui reduci dei campi di lavoro nazisti accolti a Pescantina. Mentre il 23 si svolgerà un concerto del maestro Marfoli insieme al professore Amedeo di Sora che reciterà le più belle poesie della letteratura italiana sempre in piazza Luigi Caranzetti. Tra l’altro –conclude la nota–  quest’anno il 30 agosto la solenne messa in onore di San Pietro Eremita sarà celebrata da sua Eminenza Cardinal Fortunato Frezza che è arcivescovo titolare della antica diocesi di Trevi (Treba) il quale ha raccolto l’invito rivoltogli dal Sindaco e dal parroco per visitare la diocesi della quale è titolare proprio il giorno della festa del Santo patrono dimostrando una sensibilità ed un’attenzione di cui tutta la comunità di Trevi lo ringrazia fin da ora ed avrà modo di ringraziarla ancor di più con la presenza alla solenne celebrazione del 30 agosto”.

Alla guida dell’Ente Regionale una figura di grande esperienza

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Jenne, Plauso dei Sindaci del Parco per la nomina del dott. Alberto Foppoli

Questa mattina presso la “Porta del Parco” a Subiaco, il dott. Alberto Foppoli si è insediato ufficialmente quale  commissario straordinario del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, l’area verde più grande del Lazio, che comprende ben 8 Comuni tra le province di Roma e Frosinone.. Quello del dott. Foppoli è un piacevole ritorno presso un Ente che conosce perfettamente. Il suo ultimo incarico è stato quello di  dirigente presso la Riserva Naturale Montagne della Duchessa, ma precedentemente come Responsabile della promozione e poi Direttore facenti funzione del Parco dei Monti Simbruini. A dirigere la struttura che a sede nel Comune di Jenne,  arriva quindi un uomo di grande esperienza, e capacità. I Sindaci degli otto Comuni hanno espresso grande plauso per la nomina esternando sinceri auguri al dott. Foppoli. Tra questi i Sindaci di Trevi Nel Lazio e di Filettino, gli unici due Comuni ricadenti nella provincia di Frosinone. “Accolgo con piacere la nomina del dott. Foppoli alla guida dell’Ente Parco, al quale rivolgo i miei più sinceri auguri –commenta il Sindaco di Trevi Silvio Grazioli- La sua esperienza è sinonimo di garanzia e sono certo, che la sua determinazione , sarà un importante input per la crescita e promozione di tutto il territorio del Parco, alimentando la sinergia con gli enti comunali che ne fanno parte”.  “Il Parco dei Monti Simbruini è un importante riferimento per la tutela e la promozione di questo splendido territorio di cui Filettino ne è parte integrante   – afferma il Sindaco Paolo De Meis-  A nome della cittadinanza, esprimo i miei auguri al dott. Foppoli, auspicando  una produttiva collaborazione,  tra i due Enti”.

PERCHE’UN MIRACOLO “INTERMITTENTE” A CALTANISSETTA E PETRALIA?

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A Genazzano, a 40km da Roma il quadro della Madonna del Buon consiglio è “sospeso” nel vuoto, senza sostegni dal 1467, è un miracolo definito CONTINUO, sono pochi ma poco noti. Invece a Caltanissetta la statua di San Michele Arcangelo della Cattedrale, come dicono libri antichi e moderni, muove gli occhi da quasi quattro secoli, però non avviene continuamente ma al bisogno, quando c’è chi lo merita, quindi è difficile fotografarli.

Altrettanto a Petralia Sottana, gli occhi del quadro di San Michele sono stati sempre fotografati per caso e più volte, aperti, e una volta ha pianto. Quindi sono miracoli identici nella modalità, ma che possiamo definire INTERMITTENTI che si avverano al bisogno, forse quando viene concessa una grazia, o la richiesta viene “attenzionata”.

Nessuno ha ancora capito che le apparizioni di Caltanissetta e Petralia sono collegate da almeno due elementi: il Santo è lo stesso, poi entrambi gli occhi NON sono stati fatti da mano umana! Infatti nella statua lo scultore disse di averli trovati scolpiti mentre dormiva disperato per non riuscire a farli, e nel quadro della edicola votiva di Petralia il famoso Giudo Reni li dipinse chiusi, ma nelle foto risultano aperti ed azzurri.

Altra difficoltà è ipotizzare le motivazioni, specie per la lacrima. La Madonna ha pianto molto e molte volte, perché il mondo peggiora sempre più, ma San Michele non vuole certo far concorrenza alla sua regina.

E’ un guerriero, ha pianto una sola lacrima, e -secondo un piccolo sondaggio fatto tra i suoi devoti- 1) non per il mondo corrotto ma per la commozione, gioia, sorpresa, di vedere quasi duemila persone venute al primo pellegrinaggio pubblico alla edicola il 30 settembre 2012, 2) per lasciare in questo mondo sempre più dominato dalla Stampa, che impone a tutti opinioni omologate, una prova su apparecchiature professionali, sicure, che potesse aiutare la divulgazione, da lui espressamente richiesta, dei suoi messaggi, infatti una copia del primo messaggio, è proprio a lato del quadro nella edicola di Petralia.

Chi conosce la Storia sa che molte verità accettate da tutti, in realtà sono false, sono bufale, sono miti a volte costruiti ad arte!

Ma che fine ha fatto “Il San Lorenzo Wine Festival”????

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Piglio, Non è mai decollato il tanto decantato turismo del Vino

Il  2 Dicembre 2021 a Roma presso l’enoteca regionale Vyta in Via Frattina si svolse la conferenza stampa per presentare il progetto “Arte da bere – Le dimore del vino”, gestito dal comune di Valmontone con il comune di Piglio, in partnership con 5 soggetti pubblici e 13 soggetti privati.  https://www.ilgiornaledellazio.it/2021/12/04/presentato-a-roma-il-progetto-arte-da-bere-le-dimore-del-vino/ Il programma veniva presentato come un importante progetto  strutturato per la valorizzazione e la crescita turistica del territorio. In quell’occasione erano presenti oltre ai membri del Direttivo della DMO gli amministratori di Valmontone ed il Sindaco di Piglio Mario Felli ed i due consiglieri delegati al turismo Matteo Celletti ed alla cultura Maria Grazia Borgia (nella foto).  Da questo  nuovo sodalizio  tra l’altro dovevano  realizzarsi: manifestazioni, corsi di formazione, serate a tema, fiere e sagre, sempre mirate alla promozione dei prodotti tipici locali. Al fine di mettere le basi per sviluppare il turismo e di conseguenza anche tutte le realtà che ad esso si allacciano, migliorare il sistema accoglienza e donare nuove opportunità al territorio coinvolto. “Con questo progetto  che include tutta una serie di manifestazioni –commentava  in quell’occasione il Sindaco di Piglio Mario Felli- si mette in evidenza una nuova e significativa sinergia volta ad accrescere la potenzialità turistica; un’azione che si presenta come l’inizio di una collaborazione nata con l’unico obiettivo di valorizzare e promuovere il nostro territorio.  Insieme con i consiglieri delegati al turismo Matteo Celletti e cultura   Borgia si sta  lavorando molto per ridare il giusto valore all’eccellenza del vino Cesanese del Piglio ed ha tutto il territorio di Piglio, vogliamo farlo rinascere e vogliamo  farlo non a parole, ma attraverso azioni concrete. Questa è una di quelle.”   “La parte culturale e di promozione territoriale è fondamentale –seguivano entusiasti i consiglieri Celletti e Borgia– abbiamo seguito con attenzione questo progetto  credendoci molto perché permette attraverso il nostro prodotto di eccellenza cioè il vino Cesanese, di  raccontare un territorio ricco e variegato che ha tanto da dare .  Stiamo lavorando credendo molto al binomio cultura-turismo u più fronti e con progetti molto ambiziosi per mettere in atto azioni che sapranno promuovere il nostro territorio nel giusto modo”.  Tutto ciò avveniva nel 2021, Ad agosto del 2022, eliminando la ventennale manifestazione “Calice Sotto Le Stelle”, dall’8 all’11 agosto ecco svolgersi in piazza Falcone e Borsellino, l’atteso evento la prima edizione del “San Lorenzo Wine Festival”, le cui aspettative erano alte, considerando che si parlava di Piglio “la Capitale del Vino Cesanese” e invece 4 serate deludenti, un flop, ciò lo dimostra il fatto che quest’anno niente San Lorenzo Wine Festival e si è corsi al riparo rispolverando Calici Sotto Le Stelle, evento di nicchia, per il costo ed il numero di partecipanti nel giardino del castello. Ma tutte quelle attività incluse in questa sinergia, che dovevano svolgersi durante l’anno: manifestazioni, corsi di formazione, serate a tema, fiere e sagre, che fine anno fatto??? Il consigliere Celletti ne sa qualcosa, visto che si parla di turismo? Il consigliere alla cultura Borgia, che sottolineava il binomio perfetto cultura-turismo, ne sa qualcosa? Il Sindaco Mario Felli che esaltava questa sinergia e come suindicato affermava : “……Insieme con i consiglieri delegati al turismo Matteo Celletti e cultura   Borgia si sta  lavorando molto per ridare il giusto valore all’eccellenza del vino Cesanese del Piglio ed ha tutto il territorio di Piglio, vogliamo farlo rinascere e vogliamo  farlo non a parole, ma attraverso azioni concrete. Questa è una di quelle….” era conscio di ciò di cui parlava o come al solito era una delle sue tante chiacchiere? Considerando il recente fallimento della storica Cantina Sociale del Cesanese del Piglio, dove il Sindaco Felli e l’Assessore delegato all’Agricoltura Francesco Fontana non hanno mosso un dito, sfugge il senso del concetto: “ridare il giusto valore all’eccellenza del vino Cesanese del Piglio”. E’ in questo  modo che l’amministrazione Felli parla di promuovere il territorio esaltando la cultura del vino????  In realtà in 10 anni questo territorio l’hanno abbandonato  ed è evidente che quest’Amministrazione continua a mostrare tutte le sue carenze , a questo punto non può neanche più dire che si “navigare a vista”, perché la nave sta affondando….e per nave s’intende Piglio e tutto ciò che include il suo territorio…..

Grande successo del tenore Gianluca Sciarpelletti ancora una volta nei panni dì “Turiddu” nella Cavalleria Rusticana

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l tenore Sabino Gianluca Sciarpelletti, appena rientrato dagli USA, dove ha tenuto alcuni concerti a Boston, N.Y. ed Atlanta, si cimenta nuovamente nel repertorio verista, interpretando ancora una volta il ruolo di “Turiddu” nella Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni.

Una produzione nell’ambito dell’11^ edizione di Basilicata Lirica, con il patrocinio della Regione Basilicata, della Provincia di Potenza e delle tre Amministrazioni comunali che accolgono l’evento musicale.

 Un cast tecnico-artistico internazionale, con la regia del macedone Maestro Dejan Proshev, che ne ha fatta una edizione classica e puntualmente fedele al libretto.

Ad interpretare  i protagonisti di “Cavalleria rusticana” saranno le voci di artisti di grande caratura: Santuzza sarà interpretata dai soprani Antonella Carpenito e Oliviera Tasic Mercurio; Turiddu dai tenori Gianluca Sciarpelletti e Giovanni Germano; Alfio dal baritono Omar Kamata; Lola da Azzurra Terrana, mamma Lucia da Michela Rago, mentre la direzione artistica e musicale è stata affidata al Maestro Pasquale Menchise che ha sapientemente diretto l’orchestra ICO 131 e il coro Euromediterraneo con gusto e sensibilità musicale, attento e scrupoloso nelle fedele lettura “classica” nei tempi e nelle nuance della partitura di Mascagni. 

Il nostro tenore Sabino si è subito distinto e messo in luce, sin dalle prime note, nella celeberrima serenata “Siciliana” dove ha mostrato da subito, la sua maturità artistica e la capacità di emozionare il pubblico sin dalle prima note; si è poi via via concesso nel duetto con Santuzza, nel Brindisi “viva il vino spumeggiante”, nel duetto con Alfio, per poi brillare e concludere con una struggente interpretazione della romanza “addio alla madre” dove lo squillo metallico e la solida voce del tenore sciarpelletti ha potuto risuonare nella tessitura musicale verista, grazie agli accenti e agli acuti puntuali e generosi, con la sua vissuta interpretazione del personaggio, ha rapito ed emozionato il folto pubblico,  che lo ha ricambiato con scroscianti applausi e unanimi consensi. 

Un’altro successo, all’insegna della buona musica italiana  che sempre di più il nostro tenore, esporta all’estero in tutto il mondo, fiero ambasciatore della cultura e della musica italiana, i prossimi impegni infatti lo vedranno di nuovo negli Stati Uniti e poi in Cina per una lunga tournée di concerti. 

Un grosso “in bocca al lupo” per questo nostro artista Sabino, con l’augurio di poterlo presto vedere e ascoltare anche sul nostro territorio. 

Nota congiunta del vice sindaco e assessore al Turismo Chiara Mestichelli e del presidente del Comitato Gemellaggi e Relazioni Internazionali Elisabetta Occhiodoro sull’atto vandalico compiuto contro il monumento dedicato al gemellaggio con la città di Ito

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Questa mattina la città di Rieti si è svegliata vittima dell’ennesimo atto vandalico, che questa volta ha avuto come oggetto il monumento che omaggia il gemellaggio storico con la città di Ito. L’Amministrazione Comunale rappresentata dal vice sindaco e assessore al Turismo Chiara Mestichelli ed il Comitato Gemellaggi e Relazioni Internazionali rappresentato dal presidente Elisabetta Occhiodoro sono tristemente colpiti dal gesto ed esprimono la loro forte condanna, sperando che le Forze dell’Ordine possano rintracciare i responsabili al più presto. Il Comune di Rieti è consapevole della necessità di controllo, tanto da aver previsto nell’ultimo bilancio lo stanziamento di risorse per aumentare la presenza di telecamere nei punti più vulnerabili ora non coperti da questi sistemi. Altresì si è dimostrato conscio del bisogno di sensibilizzare i più giovani alla consapevolezza del dovere di amare e rispettare i beni comuni, come dimostra la campagna “Unwrite”, contro il vandalismo e rivolta ai nostri studenti. Il Comune è però sempre più convinto della necessità che tutta la società reatina, a partire dalle famiglie, collabori sempre più fattivamente affinché il fenomeno del vandalismo cessi di affliggere il patrimonio cittadino. Il monumento verrà al più presto restaurato, perché tali atti sciocchi e vili non lascino segno in una città che vuole e deve essere orgogliosa della propria bellezza.

Il sindaco Daniele Sinibaldi sull’approvazione del Bilancio di Previsione 2023/2025 “Guardiamo avanti con fiducia e con voglia di lavorare ogni giorno affinché le intenzioni diventino al più presto possibile realtà”

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“Abbiamo approvato il 10 agosto in Consiglio Comunale il Bilancio di Previsione 2023/2025. Ci sono ancora criticità strutturali che provengono da lontano, ereditate e trasmesse nel corso dei vari mandati, anche purtroppo ascrivibili a situazioni complesse che hanno interessato tantissimi comuni in Italia oltre che ad un’evoluzione normativa che certo non ha aiutato gli enti locali. Nei prossimi mesi la Corte dei Conti inizierà la verifica di un lungo percorso durato 10 anni, per certificare, ci auguriamo, la correttezza delle azioni messe in campo in questo periodo per il rispetto del piano di riequilibrio dovuto alla dichiarazione di pre-dissesto. Molti sono stati i passi in avanti, nel documento approvato oggi emerge anche un po’ di storia del lavoro fatto con serietà ed impegno, con la ferma volontà di mettere il Comune in sicurezza, chiudendo partite aperte da troppo tempo e che negli anni, anche con lunghi e costosi contenziosi, hanno indebolito la capacità di spesa. Guardiamo avanti con fiducia e con voglia di lavorare ogni giorno affinché le intenzioni diventino al più presto possibile realtà”.

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