Stravolta la natura di quello che è un parco archeologico: impera il Panem et circenses
Maritato/Mussolini Parco di Centocelle: ville interrate, memoria storica obliterata
Stravolta la natura di quello che è un parco archeologico: impera il Panem et circenses
“Il 22 settembre abbiamo assistito all’ennesimo taglio di nastro da parte del ‘Comitato inaugurante in servizio permanente effettivo’ della nostra amministrazione capitolina, Il Parco di Centocelle, che dovrebbe essere un parco archeologico secondo il vincolo apposto nel 1992 su tutta l’area – da via di Casilina a viale Togliatti – dall’allora Sovrintendente all’Archeologia di Roma Adriano La Regina, con decreto ministeriale del 9 luglio dello stesso anno, ormai di archeologico non conserva né la memoria e tantomeno la storia, privo di qualsiasi indicazione, offeso dalla cancellazione di notizie storiche che un tempo indicavano le tre ville imperiali tuttora interrate”, lo dichiarano Michel Emi Maritato, commissario di Forza Italia in V Municipio e Rachele Mussolini Capogruppo iFI in Campidoglio.
“ I ‘difensori’ del parco hanno pure pensato bene di obliterare, nella sua ‘riqualificazione’ la sua storia recente, anche se ormai più che centenaria, realizzando una estesa area giochi e sport, detta con una buona dose di provincialismo ‘playground’ proprio sulla pista dell’ex aeroporto di Centocelle dove alle 18 in punto del 15 aprile 1909 avvenne il primo volo di Wilbur Wright, tristemente rappresentato oggi da un aeroplanino di legno nel minuscolo parco giochi. Una scelta discutibile, che offende la memoria storica e rende le scelte dell’amministrazione orientate soltanto all’aspetto ludico, con discutibili scelte e inadeguato impiego di risorse”.
“Area fitness, campi da tennis, basket, ping pong, pickleball, corsie di atletica, attrezzi vari potevano essere collocati in qualsiasi altra area, non sulla pista storica, che avrebbe dovuto essere intrisa di memoria e ricordo per tutti i cittadini, la maggior parte dei quali ignora quanto avvenne in quelle vivide giornate, che videro in undici giorni altri sessantasette decolli e rispettivi atterraggi. Una memoria storica sotterrata sotto il velo di tinteggiature dai colori sgargianti e dalla superba ignoranza. Ci chiediamo chi, della Sovrintendenza capitolina abbia potuto autorizzare tale scempio, perché siamo convinti che la nostra Roma meriti di più”, chiosano i due.

