I più letti della settimana

Articoli correlati

Quando lo Stato si fa cinema: l’incredibile parabola de “L’altra faccia della Magliana”

Nel cinema italiano il genere crime ha sempre goduto di ottima salute, specialmente quando le storie affondano le radici nell’asfalto e nei segreti della Capitale. Eppure, c’è un progetto che promette di scardinare le regole del gioco partendo da un presupposto unico nel suo genere. Si tratta di “L’altra faccia della Magliana”, un lungometraggio diretto da Claudio Di Napoli che non nasce dalle elucubrazioni teoriche di uno sceneggiatore da tavolino, ma dalle memorie reali, crude e vissute di chi il crimine lo ha combattuto in prima linea per quarant’anni.

La mente dietro al film è infatti Fabio De Angelis, ex vicequestore ed ex stimato dirigente del commissariato di Polizia di Stato a Ladispoli. Dopo una vita passata a siglare verbali, coordinare blitz e guardare il malaffare dritto negli occhi attraverso il vetro di una sala interrogatori, De Angelis ha deciso di rispolverare una vecchia passione giovanile nata sui banchi della scuola di teatro Nino Manfredi. Il risultato? Ha svestito la divisa per firmare il soggetto e la sceneggiatura del film, decidendo inoltre di mettersi in gioco davanti alla macchina da presa in un cortocircuito narrativo straordinario: interpretare un potente boss della malavita romana.

Il nucleo profondo dell’opera risiede proprio in questa totale inversione dei ruoli. Chi per decenni ha studiato i linguaggi e le strategie della criminalità organizzata per assicurarne gli esponenti alla giustizia, si trova oggi a prestare la propria fisicità e il proprio vissuto a un capomafia. “Dietro ogni storia criminale esistono paure, drammi familiari, sentimenti e contraddizioni che raramente emergono. Ho voluto raccontare proprio questo: l’altra faccia”, ha spiegato De Angelis, evidenziando come l’intento non sia quello di mitizzare la violenza, ma di mostrarne il reale prezzo umano e sociale.

Le riprese del film hanno toccato location suggestive del litorale e dell’hinterland romano – muovendosi tra la stessa Magliana, Ostia e Ladispoli – e potendo contare su un impianto produttivo realistico, che include persino l’uso di elicotteri per le scene d’azione, coordinato dalla Cerroni – De Angelis Produzioni Cinematografiche insieme a Miami Production.

A dare ulteriore spessore al progetto è un cast variegato e speculare, capace di unire icone del genere a volti notissimi del piccolo e grande schermo: spiccano i nomi di Simona Cavallari, Nadia Rinaldi , Alessio Di Napoli. A fare da contraltare al boss interpretato da De Angelis c’è poi un mostro sacro del cinema drammatico italiano: Tony Sperandeo, storico volto cinematografico già premio David di Donatello per la sua magistrale e spietata interpretazione di Gaetano Badalamenti ne I cento passi. Spazio anche al ritorno sulle scene di Sara Tommasi, che si è detta entusiasta di far parte di un progetto così intenso.

Lungi dall’essere l’ennesima copia delle narrazioni seriali sulla Roma criminale, “L’altra faccia della Magliana” si presenta come un crime-drama ad alta tensione psicologica. È un’operazione d’onestà intellettuale che solo l’esperienza diretta di un ex commissario poteva garantire, offrendo al pubblico una prospettiva inedita: guardare il male da dentro, raccontato da chi lo ha sconfitto da fuori.

redazione
redazionehttps://www.ilgiornaledellazio.it
Redazione ufficiale de Il Giornale del Lazio. Informazioni, cronaca e attualità in tempo reale sul territorio laziale.

I più letti