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Roma. AIFA FIASO accordo: cosa cambia nella sanità e perché parte dal Lazio

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Roma, accordo AIFA FIASO: cosa cambia nella sanità
Foto: www.facebool.com

L’intesa siglata nella sede AIFA di Roma punta su sicurezza dei farmaci e appropriatezza delle cure. Possibili ricadute anche su ospedali e ASL del territorio.

L’accordo AIFA FIASO prende forma a Roma e punta a incidere direttamente sull’organizzazione delle cure. Il protocollo tra Agenzia Italiana del Farmaco e Federazione delle aziende sanitarie è stato definito il 24 marzo 2026 con l’obiettivo dichiarato di migliorare sicurezza dei pazienti, appropriatezza terapeutica e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

Secondo quanto emerge dal comunicato ufficiale, AIFA e FIASO lavoreranno su più fronti. Tra questi il rafforzamento della farmacovigilanza, cioè il controllo sulla sicurezza dei farmaci, con sistemi di monitoraggio basati su dati reali e attenzione particolare ai pazienti più fragili, come anziani e persone in terapia multipla.

Un altro punto riguarda l’appropriatezza prescrittiva. L’obiettivo è ridurre cure inutili o non coerenti e migliorare l’aderenza alle terapie. Tradotto sul piano concreto, significa meno sprechi e percorsi clinici più uniformi tra regioni e strutture sanitarie.

FIASO è la federazione che riunisce le aziende sanitarie e ospedaliere italiane: in pratica, rappresenta chi gestisce concretamente ospedali e ASL e applica sul territorio le decisioni sulla sanità.

L’intesa prevede anche lo sviluppo della medicina personalizzata, con l’uso di test genetici e biomarcatori per definire terapie più mirate, e strumenti per gestire la complessità clinica, come i pazienti oncologici o quelli sottoposti a più trattamenti contemporanei.

Infine, viene introdotto un tema destinato a crescere: l’utilizzo di algoritmi predittivi e strumenti digitali per supportare le decisioni cliniche e monitorare la spesa farmaceutica.

In concreto, questo può tradursi in cure più mirate e meno errori nelle terapie. Ma si tratta di strumenti ancora in fase di sviluppo e applicazione: molto dipenderà da come verranno adottati nelle strutture sanitarie e da quanto saranno davvero integrati nella pratica quotidiana.

Va chiarito un punto: al momento si tratta di un accordo quadro e di un programma di lavoro. Non sono indicati tempi operativi né strutture specifiche del Lazio coinvolte. Le azioni concrete saranno definite da un gruppo tecnico con programmi annuali e progetti pilota.

Per i cittadini del Lazio l’effetto non è immediato, ma il segnale è chiaro. Le decisioni sulla governance dei farmaci e delle cure possono tradursi nei prossimi mesi in cambiamenti nei percorsi sanitari, nelle prescrizioni e nell’organizzazione delle ASL.

Il punto resta sempre lo stesso: quando le strategie nascono nei luoghi dove si decide, la distanza tra istituzioni e territorio si accorcia solo se quelle scelte diventano servizi concreti.