Home CRONACA E ATTUALITA' Ucraina. La lezione di Dossetti, missionario emiliano a Zhytomyr

Ucraina. La lezione di Dossetti, missionario emiliano a Zhytomyr

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“Il papa mostra di voler parlare con tutti, senza schierarsi ma allo stesso tempo dando un giudizio netto sulla guerra”

ROMA โ€“ โ€œQuello tra Papa Francesco e il patriarca Kirill รจ stato un colloquio straordinario, a quasi sei anni dallโ€™ultimo, lโ€™incontro a Cuba del 2016; ora bisogna far sรฌ che quella frase, โ€˜la Chiesa non deve usare la lingua della politica ma il linguaggio di Gesรนโ€™, diventi un impegno condiviso e concretoโ€. A parlare con lโ€™agenzia Dire รจ don Giuseppe Dossetti, parroco di San Pellegrino e del Buon Pastore, da 40 anni presidente della onlus Centro di solidarietร  di Reggio Emilia. รˆ il nipote di un italiano illustre, un altro Giuseppe Dossetti, partigiano, poi padre costituente, infine monaco in Terra Santa.

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Lui, il sacerdote, che prima di prendere i voti ha lavorato in fabbrica, ha 79 anni. Gli parliamo di ritorno dallโ€™Ucraina, dopo un viaggio che ha preceduto di pochi giorni lโ€™inizio dellโ€™offensiva militare russa del 24 febbraio. Le conversazioni in realtร  sono tre. Differenti tra loro perchรฉ bastano pochi giorni, con oltre tre milioni di profughi che hanno giร  lasciato lโ€™Ucraina, a cambiare tutto.

Lโ€™ultima telefonata segue il videocollegamento di mercoledรฌ scorso tra Francesco e Kirill. โ€œIl papa mostra di voler parlare con tutti, senza schierarsi ma allo stesso tempo dando un giudizio netto sulla guerraโ€ sottolinea don Dossetti. โ€œLa sua forza spirituale รจ stata riconosciuta dal patriarca, che pure evidentemente non ama lโ€™Occidenteโ€. Il riferimento รจ anche a un sermone pronunciato nella cattedrale di Cristo salvatore a Mosca il 6 marzo, nella domenica del Perdono. Dopo lโ€™inizio dei bombardamenti russi, Kirill aveva denunciato โ€œil mondo del consumo eccessivo e della libertร  apparenteโ€ e i โ€œtentativi di distruggere ciรฒ che esiste nel Donbass, dove cโ€™รจ un rifiuto di fondo dei cosiddetti valori che oggi vengono offerti da chi rivendica il potere mondialeโ€.

Don Dossetti riparte da quelle parole. โ€œQuando dice che lโ€™Occidente รจ il consumismo, il patriarca si esprime in maniera rozza e rivela anche una debolezza, ma un esame di coscienza dovremmo farloโ€ sottolinea. โ€œQuesti cittadini ucraini in fuga dalla guerra adesso sono un banco di provaโ€.

La prima conversazione con il sacerdote risale a qualche settimana fa. E le domande riguardano anche una piccola storia riscoperta nella cittร  di Zhytomyr, cuore della diocesi cattolica di rito latino piรน a oriente dโ€™Europa, dove ancora questa notte sono cadute bombe. Al telefono don Dossetti ricorda un viaggio del 1992, dopo la caduta del Muro di Berlino: โ€œEro soprattutto curioso di sapere cosa ci fosse, dietro quel Muroโ€. Insieme con Sofia Beliak, una prigioniera di coscienza scarcerata ai tempi della perestrojka dopo essere stata condannata a dieci anni da un tribunale sovietico, il parroco ha fondato proprio a Zhytomyr la Scuola ucraino-italiana.

โ€œEra il 1994โ€, dice. โ€œSofia sognava potesse nascere una generazione nuovaโ€. Anche grazie alle donazioni dei parrocchiani dellโ€™Emilia, lโ€™istituto รจ divenuto sempre piรน grande. Prima del 24 febbraio scorso, quando lโ€™abbiamo visitato, era frequentato da 200 ragazzi e offriva anche corsi di sostegno per oltre 20 alunni con disabilitร . Oggi ci risponde con un messaggio sui social lโ€™insegnante di italiano, Natalya Nagalevska, che ha aiutato ad allestire il rifugio antiaereo della scuola. โ€œLa sera arrivano da tutto il quartiereโ€ scrive, riferendo dei bombardamenti in centro cittร  e nella zona industriale, in corso anche mentre Kirill teneva il suo sermone.

Torniamo a interrogare don Dossetti. โ€œNelle parole pronunciate dal patriarca il 6 marzoโ€, dice, โ€œcโ€™รจ la grande debolezza dellโ€™Oriente cristiano, il cesaropapismo, vale a dire la stretta unione tra la Chiesa e il potere politico con la prima che chiede protezione e il secondo fedeltร  e alleanzaโ€. Lโ€™ortodossia russa non รจ perรฒ solo questo, come conferma una lettera aperta di 236 tra sacerdoti e diaconi che hanno denunciato il โ€œcalvarioโ€ al quale sono โ€œsottoposti ingiustamente fratelli e sorelle in Ucrainaโ€.

โ€œLa ricchezza spirituale della sua prospettiva sta nella โ€˜Leggenda del grande inquisitoreโ€™, nei โ€˜Fratelli Karamazovโ€™ di Fedor Dostoevskijโ€, riprende don Dossetti: โ€œEโ€™ una Chiesa che soffre in unione con Cristo e che fa come da spugna per il male del mondoโ€.

Secondo padre Maksim Ryabukha, che ci ha ospitato nella casa salesiana a Kiev, il colloquio di mercoledรฌ tra Kirill e Papa Francesco รจ un fatto positivo. โ€œEโ€™ importante confrontarsi e cominciare a dire le cose ad alta voceโ€ sottolinea il religioso. โ€œIndipendentemente da quello che sia il pensiero delle parti, รจ bene che ci sia unโ€™attenzione mondiale e che nessuno possa piรน fare finta che non stia accadendo nullaโ€.

Ma quali saranno, anche sul piano religioso, le conseguenze delle devastazioni e delle vittime in Ucraina per la Chiesa ortodossa russa? โ€œMoscaโ€, risponde don Dossetti, โ€œrischia di perdere molte parrocchie, che considereranno lโ€™alternativa del patriarcato di Kiev riconosciuto da Costantinopoliโ€.

Il resto รจ speranza, oltre vecchie e nuove divisioni, con anche la diplomazia vaticana al lavoro e il sogno di Giovanni Paolo II, unโ€™Europa capace di respirare appieno con i suoi due โ€œpolmoniโ€, lโ€™ovest e lโ€™est. โ€œSono convinto che la via della diplomazia รจ sempre apertaย e che, anche se รจ difficile dirlo, la pace la si fa con il nemicoโ€ sospira donย Dossetti. Poi si scusa e al telefono saluta: insieme con i parrocchiani di Reggio Emilia sta ristrutturando una villa per ospitare 20 persone in arrivo dallโ€™Ucraina.

ROMA โ€“ โ€œQuello tra Papa Francesco e il patriarca Kirill รจ stato un colloquio straordinario, a quasi sei anni dallโ€™ultimo, lโ€™incontro a Cuba del 2016; ora bisogna far sรฌ che quella frase, โ€˜la Chiesa non deve usare la lingua della politica ma il linguaggio di Gesรนโ€™, diventi un impegno condiviso e concretoโ€. A parlare con lโ€™agenzia Dire รจ don Giuseppe Dossetti, parroco di San Pellegrino e del Buon Pastore, da 40 anni presidente della onlus Centro di solidarietร  di Reggio Emilia. รˆ il nipote di un italiano illustre, un altro Giuseppe Dossetti, partigiano, poi padre costituente, infine monaco in Terra Santa.