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Cibo, i bimbi in Italia mangiano poca verdura. E a scuola neanche non la toccano

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I bambini sono abitudinari e restii a provare cose nuove: quello che succede con la verdura che resta quasi sempre nei piatti delle mense scolastiche lo dimostra. Ecco la rivoluzione che ha in mente Cirfood

REGGIO EMILIA โ€“ I bambini italiani mangiano a casa poca verdura, consumando due o tre volte a settimana contro le due o tre volte al giorno previste dalle linee internazionali. A scuola, invece, โ€œlasciano nel piatto legumi, verdure e pesceโ€œ. รˆ quanto emerge dallโ€™anteprima di una ricerca (che verrร  presentata in modo integrale il prossimo 29 giugno) illustrata oggi al Cirfood district di Reggio Emilia nellโ€™ambito del convegno โ€œNutrire il futuro. Dare valore al cibo nella nuova scuolaโ€. Lo studio, basato su 2.500 questionari e alcuni focus group con genitori e insegnanti realizzati in 10 Comuni, รจ curato dal giurista e docente di Scienze gastronomiche dallโ€™universitร  di Pollenzo Michele Antonio Fino.

โ€œI BAMBINI SONO ABITUDINARI, SERVIREBBE EDUCAZIONE ALIMENTARE PER I GENITORIโ€

Che suiย cibi โ€œscartatiโ€ย a scuola precisa: โ€œรˆ perchรฉย i bambini sono poco abituati a mangiarli a casa, non li riconoscono, sono tendenzialmente neofobici eย abitudinariย e quindi cโ€™รจ un grande tema di educazione alimentareโ€. Infatti, continua Fino, โ€œlโ€™85% dei genitori ci dice cheย un corso di educazione alimentare a scuola e per i genitori sarebbe piรน che benvenutoโ€œ. Per il docente serve anche una riforma normativa: โ€œNon ci si puรฒ limitare ad introdurre cibi biologici, anche perchรฉ non sempre fanno il bene delle filiere produttiveโ€. E dal punto di vista educativo โ€œla sola varietร  di cibi proposti porta oggi aย sprechi stimati del 30%, cosa che non possiamo piรน permetterciโ€, conclude Fino.

NELLA SCUOLA 4.0 NON SARร€ SOLO DA MANGIARE

Cโ€™รจ un piatto che sa di futuro nel menu servito oggi nel โ€œdistrictโ€ di Cirfood a Reggio Emilia. Gli ingredienti sono la nuova scuola โ€œ4.0โ€ disegnata dal Pnrr (con 13 miliardi previsti per la parte edilizia), la tradizione pedagogica reggiana e la ristorazione scolastica che, secondo lโ€™impresa cooperativa emiliana leader nella ristorazione collettiva, puรฒ e deve fare oggi un salto di qualitร . Che il pasto a scuola sia parte integrante del processo educativo dei bambini- promuovendo valori come la sostenibilitร , lโ€™educazione alimentare e lโ€™inclusione- nella cittร  del Tricolore non รจ infatti una novitร . Ma Cirfood รจ convinta che il cibo a scuola, abbandonando una logica meramente economica, possa diventare anche un fattore strategico per le politiche pubbliche tese a promuovere la cittadinanza attiva anche tra le giovani generazioni. Questa la sfida lanciata oggi nellโ€™evento โ€œNutrire il futuro. Dare valore al cibo nella nuova scuolaโ€œ, concluso dal sottosegretario allโ€™Istruzione e del merito Paola Frassinetti.

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Chiara Nasi, presidente Cirfood

โ€œLโ€™ALIMENTAZIONE SANA FONDAMENTALE PER LE NUOVE GENERAZIONIโ€

โ€œAbbiamo organizzato questa mattinata anche per cercare di diffondere la cultura della sana alimentazioneโ€“ spiega la presidente di Cirfood Chiara Nasi- che รจ ancora appannaggio di pochi, ma รจ fondamentale per la salute e il benessere delle generazioni future, quindi a partire dalla ristorazione scolasticaโ€. Eโ€™ โ€œun momento importante- prosegue Nasi- e come tale deve essere riconosciuto il valore sociale e strategico che esprime ogni giorno verso i nostri piccoli utentiโ€. Per noi โ€œsi tratta di un tema importantissimo- continua- e per questo abbiamo continuato a investire su progetti innovativi per cercare di trovare soluzioni che andassero incontro ai bisogni di una nuova societร , in continuo cambiamento ad una velocitร  incredibile e che cerchiamo per quanto possibile di anticipareโ€.

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โ€œLA QUALITร€ COSTA, PREZZI MENSE TROPPO BASSIโ€

Il โ€œdiritto alla scuola รจ anche quello alla refezione scolastica e siamo sempre piรน consapevoli che nutrire il futuro, partendo dai bambini, รจ una responsabilitร  condivisa quindi partendo dalle imprese, ma anche le istituzioni e il Governoโ€, conclude Nasi. Per Luca Brambilla, direttore della ristorazione scolastica di Cirfood, โ€œla ristorazione scolastica non รจ una commodity, ma un vero e proprio tema di educazione alimentare. Per questo riteniamo che ci debba essere una qualitร  alta del cibo, per promuovere il benessere delle nuove generazioni ed evitare in futuro problemi di obesitร โ€. Ma crediamo anche, conclude Brambilla, โ€œcheย questa qualitร  deve essere anche riconosciuta con prezzi correttiโ€œ. Non รจ possibile, conferma Nasi, โ€œche un panino in autogrill costi otto euro e 10 mentre un pasto a scuola, completo, bilanciato e preparato con tutti i crismi abbia un costo medio di circa la metร โ€.
Frassinetti, in conclusione dellโ€™evento, si รจ impegnata a dare risalto alle difficoltร  vissute in questo periodo dalla ristorazione collettiva (sfociate in una manifestazione il 23 marzo scorso) e annuncia: โ€œFarรฒ una proposta affinchรจ nellโ€™educazione civica ci sia una presenza della cultura del ciboโ€ e per promuovere i valori che la contraddistinguono โ€œanche nelle menseโ€.

ย fonte Agenzia DIRE e lโ€™indirizzoย www.dire.it Autore:Mattia Caiulo