Omnis Magica, il collezionismo diventa patrimonio: dalle carte da gioco nasce un nuovo modello di archivio culturale
Non più soltanto oggetti rari da cercare e custodire, ma testimonianze da catalogare, studiare e rendere accessibili. È la filosofia di Omnis Magica, il progetto ideato da Massimo Dimauro e sviluppato insieme a Romina Morabito, che punta a dare una nuova dimensione culturale al mondo delle carte collezionabili, unendo archivio digitale, ricerca visiva, conservazione e divulgazione.
Il collezionismo può raccontare molto più del valore economico o della rarità di un singolo oggetto. Dietro una carta, un’illustrazione o una particolare tecnica di stampa possono infatti nascondersi linguaggi artistici, evoluzioni del design e frammenti dell’immaginario di un’epoca.
È da questa prospettiva che prende forma Omnis Magica, progetto fondato e curato da Massimo Dimauro con la partecipazione di Romina Morabito, co-founder e figura centrale nello sviluppo editoriale, divulgativo e pubblico dell’iniziativa.
L’obiettivo è trasformare la passione per il collezionismo in un’attività strutturata di conservazione, documentazione e valorizzazione culturale.
Al centro del progetto c’è l’idea che una collezione, quando viene organizzata secondo criteri precisi e accompagnata da un adeguato lavoro di ricerca, possa assumere le caratteristiche di un vero patrimonio culturale. L’oggetto collezionabile smette così di essere considerato esclusivamente per la sua disponibilità sul mercato e diventa parte di un racconto più ampio.
Dalla raccolta all’archivio digitale
Uno degli strumenti attraverso cui questa visione prende forma è Omnis Vault, concepito come archivio digitale per organizzare, documentare e rendere progressivamente accessibile il patrimonio raccolto.
Il principio è quello di andare oltre il semplice inventario. Immagini, documentazione fotografica standardizzata, caratteristiche tecniche e informazioni relative ai singoli esemplari contribuiscono alla costruzione di un sistema che consenta di osservare, studiare e confrontare le carte nel tempo.
In questa prospettiva, il valore del lavoro archivistico risiede anche nella capacità di creare relazioni tra gli oggetti. Una carta può essere studiata per la sua rarità, ma anche per l’illustrazione che ospita, per le scelte grafiche, per i materiali utilizzati e per le tecniche con cui è stata realizzata.
La collezione diventa così una sorta di mappa attraverso la quale leggere alcuni fenomeni della cultura contemporanea, dal fantasy alla cultura pop, passando per il gaming, il design e l’illustrazione.
Quando è la luce a rivelare i dettagli
Tra gli elementi più caratteristici del progetto figura il Lumina Foil Index (LFI), un protocollo sviluppato per analizzare e documentare le superfici foil attraverso fotografie e riprese realizzate secondo condizioni di illuminazione controllate e criteri standardizzati.
Si tratta di un aspetto particolarmente significativo per le carte caratterizzate da finiture riflettenti, la cui percezione visiva può cambiare sensibilmente in base all’incidenza della luce, all’angolazione e al movimento.
L’obiettivo è registrare caratteristiche che una normale riproduzione fotografica potrebbe non riuscire a restituire pienamente: riflessi, texture, profondità, variazioni cromatiche ed effetti legati alla lavorazione e alla stampa.
La luce, quindi, non rappresenta soltanto un mezzo per mostrare l’oggetto, ma diventa essa stessa parte del processo di osservazione e documentazione. Un approccio che amplia le possibilità di studio delle carte collezionabili e contribuisce alla creazione di una memoria visiva più dettagliata.
Il Lumina Foil Index non nasce per sostituire i sistemi di autenticazione o grading, ma per documentare il comportamento visivo delle superfici foil e contribuire alla loro osservazione, conservazione e analisi nel tempo.
Omnis Magica e ALBA, una visione tra conservazione e belle arti
Il percorso di Omnis Magica si lega ad ALBA – Archivio Ludico Belle Arti, associazione culturale che condivide l’obiettivo di riconoscere, preservare e valorizzare il valore estetico e documentale degli oggetti legati all’universo ludico.
Nel Media Kit 2026 del progetto figurano Massimo Dimauro, Founder & Curator di Omnis Magica e presidente di ALBA, e Romina Morabito, co-founder di Omnis Magica e vicepresidente dell’associazione.
La loro collaborazione mette al centro un concetto preciso: ciò che nasce all’interno della cultura popolare e dell’intrattenimento può essere osservato anche attraverso gli strumenti propri dell’archiviazione, della ricerca e della valorizzazione artistica.
Massimo Dimauro cura l’impianto archivistico, metodologico e progettuale dell’ecosistema, mentre Romina Morabito contribuisce allo sviluppo della dimensione pubblica, divulgativa e partecipativa, con particolare attenzione alla capacità di raccontare il progetto attraverso contenuti, incontri ed esperienze rivolte a pubblici differenti.
In questo senso, le carte collezionabili diventano un punto d’incontro tra mondi diversi. Sono prodotti legati al gioco e al mercato, ma allo stesso tempo contengono illustrazioni, scelte compositive, tecniche di stampa e soluzioni visive che possono meritare attenzione, studio e conservazione.
Dal patrimonio privato alla fruizione pubblica
La prospettiva futura guarda oltre la dimensione privata del collezionista. L’ambizione è creare occasioni attraverso cui questo patrimonio possa essere conosciuto anche da chi non appartiene alla comunità degli appassionati.
Archivi digitali, contenuti multimediali, attività educative, esposizioni e installazioni possono diventare strumenti complementari per avvicinare il pubblico a materiali che, normalmente, restano confinati nelle raccolte personali.
È proprio in questo passaggio che il collezionismo cambia funzione: da esperienza individuale diventa potenzialmente un mezzo di divulgazione.
Raccontare una collezione significa allora ricostruire il contesto nel quale gli oggetti sono stati prodotti, individuare le trasformazioni del gusto e osservare l’evoluzione dell’illustrazione, del design e delle tecniche di stampa.
Un lavoro che può contribuire anche alla conservazione della memoria di fenomeni culturali spesso considerati esclusivamente commerciali o legati all’intrattenimento.
Da Magic: The Gathering × Final Fantasy verso un modello più ampio
Il punto di partenza scelto da Omnis Magica è il set Magic: The Gathering × Final Fantasy, ma il progetto punta a sviluppare una metodologia utilizzabile anche oltre questa specifica collezione.
L’intenzione è costruire un sistema di catalogazione, documentazione e divulgazione che possa essere progressivamente esteso ad altri nuclei collezionistici e, più in generale, ad altri ambiti della cultura ludica.
È qui che emerge la sfida più interessante: conservare non significa semplicemente mettere al sicuro qualcosa di raro. Significa costruire attorno agli oggetti informazioni, immagini e strumenti capaci di mantenerne leggibile la storia.
Omnis Magica propone così una diversa interpretazione del collezionismo contemporaneo. Il valore di una raccolta non si misura soltanto attraverso ciò che possiede, ma attraverso la conoscenza che è in grado di generare, preservare e trasmettere.
E quando catalogazione, ricerca e divulgazione entrano a far parte dello stesso percorso, persino una carta nata per essere giocata può trasformarsi nella testimonianza di un linguaggio artistico e culturale destinato a essere conservato nel tempo.

