ROMA – Primi bilanci in tasca per i pensionati italiani in vista del nuovo anno. I dati provvisori forniti dall’ISTAT sull’andamento dell’inflazione e del costo della vita tracciano la mappa dei prossimi aumenti per i cedolini previdenziali in vigore dal 1° gennaio 2027. Sulla base dell’indice provvisorio FOI (Indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati) rilevato nei primi nove mesi dell’anno, la percentuale di perequazione stimata si attesterà intorno al 2,9%.
La manovra di adeguamento, che verrà ufficializzata entro il mese di novembre con un apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, comporterà per le casse dello Stato un investimento complessivo stimato in oltre 10 miliardi di euro, una cifra nettamente superiore rispetto ai 5 miliardi stanziati per l’anno precedente. L’obiettivo della misura resta la tutela del potere d’acquisto degli anziani contro l’erosione inflazionistica.
Il meccanismo a scaglioni: chi ottiene il 100% dell’aumento
La rivalutazione degli importi non avverrà in modo lineare, ma seguirà criteri di progressività legati a scaglioni di reddito precisi, calcolati come multipli del trattamento minimo INPS:
- Adeguamento pieno (100%): Riservato agli assegni mensili fino a quattro volte il trattamento minimo (ovvero per pensioni lorde fino a 2.447,40 euro mensili). Questa fascia beneficerà dell’applicazione integrale del tasso di rivalutazione.
- Adeguamento ridotto (90%): Applicato sulla quota di pensione compresa tra quattro e cinque volte il minimo (fino a 3.059,25 euro mensili).
- Adeguamento di garanzia (75%): Destinato alle fasce di reddito pensionistico più elevate che superano la soglia dei cinquemila euro.
Tabelle e simulazioni: quanto aumenta la pensione a gennaio
Stando alle attuali proiezioni del 2,9%, le simulazioni calcolate sui trattamenti lordi mensili mostrano incrementi variabili a seconda della fascia di reddito di appartenenza:
- Pensione minima INPS: Il trattamento base, attualmente fissato a 611,85 euro, registrerà un incremento mensile di circa 18 euro, salendo a una base di 629,60 euro (l’importo finale dipenderà dall’eventuale rinnovo dei bonus straordinari inseriti nella legge di bilancio).
- Assegno Sociale: La prestazione assistenziale passerà dagli attuali 546,24 euro a circa 562 euro mensili.
- Assegno lordo di 1.000 euro: L’aumento lordo calcolato è pari a 29 euro in più al mese.
- Assegno lordo di 2.000 euro: Rientrando nella fascia a rivalutazione piena, il guadagno mensile sarà di 58 euro lordi.
- Assegno lordo di 2.500 euro: Il ritocco stimato si aggira intorno ai 75 euro lordi mensili.
- Assegno lordo di 3.000 euro: Il beneficio mensile lordo salirà a circa 85 euro.
I valori definitivi e i conguagli a credito verranno applicati direttamente sui primi statini previdenziali dell’anno, ferma restando la possibilità per il Governo di introdurre ulteriori correttivi a favore dei trattamenti più bassi nel corso della discussione della manovra finanziaria autunnale.
