ROMA – La protesta degli studenti universitari contro il caro-affitti e il costo della vita torna a farsi sentire con forza nelle principali piazze italiane. Nella mattinata di oggi, decine di studenti hanno piantato le tende davanti a Palazzo Montecitorio a Roma, trasformando la piazza antistante il Parlamento nel simbolo di un disagio sociale che coinvolge migliaia di giovani e le loro famiglie. La mobilitazione, tuttavia, non si limita alla Capitale: presidi analoghi con tende da campeggio sono comparsi anche a Milano e nei piazzali di oltre dieci atenei in tutta la penisola.
La richiesta degli studenti è chiara e diretta: interventi immediati e strutturali per calmierare i prezzi degli alloggi, un aumento significativo delle borse di studio e la realizzazione di nuovi posti letto pubblici per i fuorisede.
Il nodo degli affitti e le difficoltà dei fuorisede
Negli ultimi anni, l’aumento vertiginoso dei canoni di locazione nelle grandi città universitarie – con cifre record registrate proprio nei poli di Roma e Milano – ha reso sempre più insostenibile il diritto allo studio per molti giovani. A gravare sul bilancio familiare non sono solo gli affitti di stanze e appartamenti, ma anche il generale aumento dell’inflazione, dei costi energetici, dei trasporti e dei materiali didattici.
I rappresentanti dei collettivi e delle associazioni studentesche denunciano come le attuali misure di sostegno risultino insufficienti e chiedono la regolamentazione dei contratti di locazione ad uso universitario, oltre a un piano d’impatto contro la speculazione immobiliare nei centri urbani.
La richiesta di un tavolo di confronto istituzionale
Le tende piantate davanti alle sedi delle istituzioni e nei cortili delle università intendono mantenere alta l’attenzione mediatica e politica sul tema. I manifestanti chiedono un incontro urgente con i rappresentanti del Governo, del Ministero dell’Università e della Ricerca e dei Comuni interessati per definire un piano d’azione straordinario.
Dal mondo politico giungono i primi segnali di apertura al dialogo, con diverse forze parlamentari che chiedono di accelerare la destinazione delle risorse del PNRR per la costruzione di nuove residenze universitarie e collegi pubblici.

