ROMA — Un’eccellenza che affonda le sue radici nella storia antica della Capitale e che oggi rappresenta uno dei prodotti agroalimentari più esportati e apprezzati nel mondo. Il Pecorino Romano DOP non è soltanto l’ingrediente principe della tradizione culinaria laziale — dalle iconiche ricette della Carbonara, Amatriciana e Cacio e Pepe —, ma un vero e proprio patrimonio economico e culturale della nostra regione.
Una storia che nasce con le Legioni Romane
La produzione del Pecorino Romano vanta oltre duemila anni di storia. Già al tempo dell’Impero Romano, Virgilio e Columella ne descrivevano minuziosamente le tecniche di lavorazione nei loro trattati di agraria. Grazie alle sue straordinarie capacità di conservazione e all’elevato valore nutrizionale, il formaggio di pecora salato divenne un alimento base nella razione giornaliera dei legionari romani, garantendo loro l’energia necessaria durante le lunghe campagne militari.
Il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP) ha ulteriormente blindato la qualità del disciplinare di produzione, garantendo che il latte provenga esclusivamente da greggi al pascolo allevate nelle aree geografiche individuate (Lazio, Sardegna e provincia di Grosseto) e lavorato secondo metodi rigorosi.
Profilo gustativo, lavorazione e stagionatura
Ottenuto esclusivamente da latte fresco di pecora intero, il Pecorino Romano DOP si riconosce per la sua pasta dura, compatta e di colore bianco o paglierino chiaro. La crosta è sottile e reca impresso a fuoco il caratteristico marchio con la testa di pecora all’interno di un quadrilatero dai punti arrotondati, accompagnato dalla scritta “Pecorino Romano”.
A seconda del periodo di stagionatura, il profilo organolettico cambia notevolmente:
- Formaggio da tavola (stagionatura di almeno 5 mesi): presenta un sapore aromatico, morbido e piacevolmente sapido, perfetto da degustare in purezza o abbinato a fave fresche e miele.
- Formaggio da grattugia (stagionatura di oltre 8 mesi): sviluppa un gusto intenso, piccante e deciso, caratteristica indispensabile per insaporire i primi piatti storici della cucina romana.
Un pilastro per l’economia agroalimentare del Lazio
Oggi la filiera del Pecorino Romano DOP sostiene centinaia di aziende agricole e caseifici del territorio laziale, promuovendo il presidio dell’entroterra e la tutela delle razze ovine autoctone. Il costante incremento delle esportazioni verso i mercati esteri — in particolare Stati Uniti, Europa e Asia — conferma l’attualità e la competitività di un prodotto che sa innovare la propria comunicazione mantenendo intatta l’identità delle origini.
Promuovere e tutelare il Pecorino Romano DOP significa difendere la storia gastronomica del Lazio e sostenere un comparto zootecnico vitale per la nostra economia regionale.

