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Roma. Camaiani racconta l’inverno «Dalle Vette al Mare»

All’Hotel Santa Chiara la collezione autunno/inverno 2026-2027 accosta richiami marinari e dettagli alpini. Velluto, jersey e profili a contrasto traducono il paesaggio in forme da indossare.

Una stella alpina sulla giacca, un cappello dalle linee marinare, il grigio della roccia accanto al blu del mare. Vittorio Camaiani ha portato all’Hotel Santa Chiara di Roma, in via di Santa Chiara 21, la collezione autunno/inverno 2026-2027 «Dalle Vette al Mare», presentata domenica 18 e lunedì 19 ottobre. Il progetto mette in relazione due ambienti attraverso materiali, colori e dettagli che passano dall’uno all’altro, componendo un guardaroba in cui i riferimenti alla montagna convivono con quelli della tradizione nautica.

L’immagine da cui prende avvio la collezione è quella di uno sguardo dall’alto, come da una funivia: le geometrie delle cime si rovesciano idealmente nelle profondità marine, mentre i colori cambiano accostamento. Anche la stella assume una doppia appartenenza.

Il tema creativo la avvicina all’ornamento dei marinai e alla stella marina, per poi ritrovarla nel fiore alpino. Un passaggio che acquista una forma riconoscibile nella giacca verde scuro con stella alpina e bordature rosse, abbinata a pantaloni costruiti su due diverse tonalità di verde.

Giacca verde scuro con bordature rosse e stella alpina, abbinata a pantaloni verdi bicolori. Foto Giancarlo Fiori.

Sono soprattutto i profili a contrasto a rendere leggibile il disegno dei capi. Nella giacca scura di ispirazione marinara, il bianco sottolinea i revers e i polsi, poi si annoda in vita con una cintura dalle estremità lunghe.

Il cappello completa il richiamo nautico, mentre i pantaloni mantengono una linea essenziale. Lo stesso rapporto fra fondo scuro e bordi chiari ritorna nel completo con gilet e pantaloni al ginocchio, indossato con camicia bianca e scarpe stringate: elementi del guardaroba maschile rielaborati nelle proporzioni e negli accostamenti.

Il dialogo fra i due paesaggi attraversa anche la scelta dei tessuti. Il velluto e il jersey accompagnano camicie e capi da giorno; i passanti dei pantaloni e dei capispalla pesanti richiamano i ganci utilizzati in alta montagna. I gilet a lenzuolo, di ispirazione estiva, vengono invece ripensati per la stagione fredda e fermati in vita da cinture leggere.

Fasce verdi e blu attraversano il fondo grigio dell’abito, disegnando una composizione asimmetrica. Foto Giancarlo Fiori.

È un lavoro di spostamento dei riferimenti: un particolare conserva la memoria del suo ambiente d’origine, ma trova posto in una costruzione diversa.

Cappe, giacconi e lunghi cappotti sviluppano linee morbide e avvolgenti. Nel capospalla scuro con ampio profilo color cammello, il contrasto accompagna l’apertura e accentua la lunghezza della figura.

Altrove la geometria diventa più evidente, come nell’abito grigio attraversato da fasce verdi e blu: le campiture interrompono la superficie, cambiano direzione e costruiscono un andamento asimmetrico. Osservando questi modelli, il legame fra mare e montagna si può leggere anche nel modo in cui le linee dividono e ricompongono il colore.

La tavolozza comprende grigi roccia, verdi e marroni dei boschi, azzurri, blu profondi e nero. Nelle immagini della collezione emerge anche un rosso acceso, presente sia nelle bordature della giacca con stella alpina sia in un look che accosta giacca e sovrapposizioni rosso-arancio a pantaloni verdi bicolori.

Giacca rossa, sovrapposizioni rosso-arancio e pantaloni verdi nella collezione «Dalle Vette al Mare». Foto Giancarlo Fiori.

Il risultato amplia il registro cromatico dell’insieme, passando dai toni più scuri a contrasti netti, senza affidarsi soltanto alla decorazione.

Per la sera, Camaiani propone una camicia dalle geometrie che richiamano, nell’ispirazione dichiarata, tanto un quadro futurista quanto il percorso di uno scalatore.

Le gonne balloon introducono invece volume, con orli a contrasto nei colori del mare e dei boschi. Anche gli accessori partecipano al progetto: Lella Baldi firma le scarpe stringate di impronta maschile, declinate nei toni della collezione, mentre Jommi Demetrio realizza i cappelli disegnati da Camaiani, utilizzando gli stessi materiali degli abiti. Il richiamo al marinaio ritorna così fino all’ultimo elemento del completo.

Fotografie: Giancarlo Fiori.

Dino Tropea
Dino Tropeahttps://dinotropea.it
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, intreccia narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza attraversano le sue opere come esperienze vissute e restituite sulla pagina. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all'arte e all'impegno sociale, portando al centro anche voci spesso lasciate ai margini. Oggi prosegue questo percorso attraverso la scrittura e le collaborazioni culturali. Contatti professionali e Ufficio Stampa: media@dinotropea.it

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