Si è concluso con grande riscontro di pubblico l’anno accademico della Scuola diretta da Raffaello Simeoni. Un percorso biennale di alta formazione promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti nell’ambito delle celebrazioni per l’Ottavo Centenario Francescano e organizzato dall’agenzia Mediadux.
Si chiude ufficialmente un anno di grande valore culturale e didattico per la Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari, che nel 2026 ha consolidato il proprio ruolo nel panorama della formazione teatrale italiana.
Il bilancio dell’anno trova il suo momento culminante nel successo di “Giullari in Festa. Parole e canti per Francesco”, lo spettacolo conclusivo andato in scena sabato 24 ottobre al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti, davanti a una platea gremita e partecipe. La serata, arricchita dalle partecipazioni straordinarie di Peppe Servilloe Ziad Trabelsi, ha visto sul palco il direttore artistico Raffaello Simeoni, l’attore Luca Violini, un ensemble di musicisti di rilievo nazionale, i poeti a braccio e gli allievi della Scuola. Un appuntamento che ha dimostrato la forza di un modello pedagogico nel quale i giovani talenti possono crescere attraverso il confronto diretto con artisti affermati e l’esperienza condivisa del palcoscenico.
A completare il fine settimana conclusivo è stata la conferenza “Qual è il vero Francesco?”, ospitata dalla Biblioteca Paroniana e guidata da Federico Fioravanti e Arnaldo Casali, che ha offerto importanti spunti di riflessione storica e culturale sulla figura di San Francesco.
Il progetto si è inserito nel programma ufficiale del Comitato Nazionale per l’Ottavo Centenario di San Francesco, presieduto da Davide Rondoni e rappresentato sul territorio da Emanuela Varano, Gianfranco Formichetti e Mons. Antonino Treppiedi.
Nel corso dell’anno, la Scuola ha organizzato sei fine settimana intensivi di studio e laboratorio, secondo una formula itinerante ideata per coniugare la formazione artistica con la conoscenza dei luoghi e delle tradizioni locali. Le attività didattiche hanno toccato alcuni dei siti più significativi del territorio, dal Santuario di Fonte Colombo al centro storico di Rieti, passando per l’Abbazia di Farfa, a Fara in Sabina, fino al Terminillo.
Accanto al lavoro sulla voce, sul canto e sulla tradizione giullaresca, gli allievi hanno partecipato a visite guidate dedicate, scoprendo la storia, la natura e la spiritualità francescana che caratterizzano la Valle Santa.
A conferma della dimensione nazionale dell’iniziativa, il percorso formativo ha coinvolto corsisti provenienti da diverse regioni italiane, tra cui Toscana, Molise, Abruzzo, Lazio, Umbria e Lombardia, facendo di Rieti un luogo di incontro, scambio e crescita artistica.
Un pensiero speciale va a David Riondino, che ha diretto artisticamente la Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari fino alla sua scomparsa, offrendo al progetto un contributo prezioso grazie al suo talento, alla sua sensibilità e al suo indimenticabile genio artistico. La sua visione ha contribuito a definire l’identità della Scuola, intrecciando la tradizione giullaresca con la ricerca teatrale e la forza espressiva della parola e della musica. Un’eredità artistica e umana che continua a vivere nel percorso della Scuola e nell’esperienza degli allievi.
I protagonisti di questa edizione della Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari sono stati Andrea Avagliano, Maria Francesca Battaglini, Tommaso Bertè, Riccardo Campana, Isotta Carapelli, Arnaldo Casali, Elvio Ceci, Luca Cresta, Angelo Desideri, Fabiola Fabi, Alexander Gentili, Maurizio Geri, Margherita Levante, Nicoletta Maria Loisi, Antonio Marra, Antonio Mastrogiorgio, Vito Palazzo, Jacopo Paolucci, Francesco Rainero, Alessandra Tigli e Giada Zacchia.
«Vedere allievi giunti da ogni parte d’Italia scoprire e vivere i nostri luoghi simbolo, dal centro di Rieti fino a Farfa, Fonte Colombo e il Terminillo, dimostra come la cultura possa essere uno strumento importante di promozione e attrattività per il territorio», dichiara l’Assessore alla Cultura del Comune di Rieti, Letizia Rosati. «Questa Scuola non è stata soltanto un’importante esperienza didattica e teatrale, ma un progetto capace di arricchire la comunità e rinnovare il senso profondo delle celebrazioni francescane. Offrire a questi allievi la possibilità di formarsi nella Valle Santa e di esibirsi sul prestigioso palcoscenico del Teatro Flavio Vespasiano rappresenta un motivo di orgoglio per Rieti e per l’intera Amministrazione comunale».
«Sono stati mesi intensi», sottolinea il direttore artistico Raffaello Simeoni. «I sei fine settimana itineranti tra Fonte Colombo, Rieti, Farfa e il Terminillo hanno permesso agli allievi non solo di studiare la parola, il canto e la tradizione giullaresca, ma anche di vivere in prima persona i luoghi sacri e naturali di questa terra. Portarli in scena al Teatro Vespasiano insieme ad artisti come Peppe Servillo e Ziad Trabelsi ha dimostrato quanto l’arte popolare e la grande tradizione teatrale siano strumenti vivi, capaci di unire generazioni, culture e territori nel nome della bellezza e del messaggio francescano».
La Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti, ha saputo radicarsi nel tessuto sociale e culturale reatino, coinvolgendo allievi provenienti da diverse regioni e docenti di primo piano, in un percorso che unisce formazione artistica e conoscenza dei luoghi. Con la conclusione delle attività del 2026, lascia un patrimonio di esperienze, competenze e relazioni artistiche destinato a proseguire nel tempo, nel segno della tradizione giullaresca e dell’eredità culturale francescana.

